giovedì 25 maggio 2017

Quando la politica è vittima della sua creatura: la burocrazia




Fra i principali problemi che bloccano la crescita nel nostro paese c'è  sicuramente la burocrazia. Ma che cosa è  la burocrazia e come si è sviluppata nel corso degli anni della storia repubblicana. La burocrazia altro non è che l'insieme delle regole (leggi, provvedimenti, regolamenti) che sono alla base della vita democratica sociale, economica e civile del paese. In Italia questo insieme di leggi è sicuramente abnorme come quantità rispetto agli altri paesi europei e questa peculiarità negativa deriva essenzialmente da due fattori: la propensione endemica del cittadino italiano a voler fregare la legge, l'incapacità del legislatore a scrivere norme chiare e poco interpretabili (incapacità anche questa endemica o semplicemente voluta ?). Il detto tutto italiano "trovata la legge, trovato l'inganno" è emblematico e fotografa coerentemente la situazione italiana. Appena emanata una legge che regolamenta un qualsiasi aspetto della vita sociale e/o economica, nel giro di poco tempo qualcuno riesce subito ad aggirarla o per motivi economici oppure semplicemente per il piacere di non rispettare le regole di una società civile. Naturalmente l'aggiramento è reso possibile anche grazie alla norma in questione che è scritta in un linguaggio incomprensibile e che spesso da adito come minimo a due interpretazioni diverse e in contrapposizione. È Da stabilire se questa modalità di redarre un testo legislativo sia voluta o sia semplicemente il frutto di una incapacità  del legislatore, probabilmente un misto di entrambi questi aspetti. Successivamente al raggiro messo in atto su una norma, il legislatore, nel nobile intento di porre rimedio, o emana un provvedimento correttivo oppure addirittura un nuovo testo che solitamente non risulta quasi mai migliorativo. Questo modus operandi ha dato vita nel tempo ad una legislazione contorta, incomprensibile, obsoleta e sovrabbondante, tale che, per portare a termine una pratica, si impiegano tempi quintuplicati rispetto a quanto avviene negli altri paesi europei e comunque sempre a rischio di ricorsi e interventi della magistratura.
Il problema poi si aggrava quando in queste pastoie legislative finisce anche colui che è uno dei principali artefici della complessità e poca chiarezza della nostra normativa: il politico e, nel caso di queste ore, il ministero dei beni culturali. Il governo Renzi preso dalla smania di fare riforme e rendere il paese efficiente in realtà ne ha combinate una dietro l'altra e quella della riforma dei musei è solo l'ultima di una discreta serie di riforme o respinte dal voto popolare o dalla Corte costituzionale oppure, come in questo ultimo caso, da un semplice tribunale amministrativo. Il concorso bandito per nominare venti direttori dei musei italiani è  stato bocciato in cinque casi nei quali è  stato presentato ricorso da alcuni candidati esclusi.  I punti sostanziali per annullare i concorsi sono due: la partecipazione di candidati stranieri che non sarebbe potuta avvenire per un codicillo della norma che regola tali concorsi e l'effettuazione delle prove orali a porte chiuse. Due banalità che però  dovevano essere a conoscenza di chi ha predisposto il bando. Fra l'altro lo svolgimento della prova orale a porte chiuse appare proprio l'ingenuità incomprensibile per chiunque abbia mai effettuato una prova di concorso e/o di esame di qualsiasi tipo. Naturalmente ora la politica si ribella a questa sentenza del Tar in maniera sconsiderata con in testa addirittura il ministro della giustizia che minaccia di cambiare i tribunali regionali se non addirittura abolirli come se fosse responsabilità dei magistrati il non rispetto delle norme. Ma l'assurdo potrebbe ancora arrivare: il ministero dei beni culturali farà ricorso contro la sentenza ed è possibile che vinca il ricorso annullando quindi la sentenza stessa. Se avverrà  sarà l'ennesima dimostrazione che il problema sta soprattutto nella legislazione stessa e non su chi tenta di farla applicare, ma di certo la politica non ammetterà mai questa sua incapacità  ed al più si limiterà a bruciare qualche gazzetta ufficiale in nome della semplificazione.

sabato 20 maggio 2017

Oggi Pd e M5S si giocano la palma del .... ridicolo


Lo scontro Partito Democratico - Movimento 5 Stelle regala momenti di satira, di ipocrisia, di squallore ma soprattutto di seria preoccupazione. Si perché il PD al governo lo abbiamo provato in questi cinque anni e sono stati anni duri durante i quali il paese è stato traghettato verso destra con provvedimenti che non hanno risolto nulla. Riforma costituzionale bocciata (per fortuna), riforma del lavoro disastrosa con la cancellazione del lavoro a tempo indeterminato e l'aumento dei licenziamenti, riforma della pubblica amministrazione che mette in primo piano sempre il licenziamento ma che si bada bene di intervenire sui processi lavoratovi e sullo snellimento della burocrazia, riforma elettorale che naviga in acque tempestose. Per fortuna c'è stata le legge sulle unioni civili che in qualche modo fa segnare una casella nella colonna delle cose positive portate a termine (anche se la legge è stata varata grazie soprattutto al'europa). Ora però pensare che l'alternativa al PD per il prossimo governo potrebbe essere Grillo ed il suo esercito di adepti, fa veramente accapponare la pelle .... che d'altra parte era già abbondantemente accapponata soprattutto dopo le ultime vicende del Partito Democratico. Le due formazioni politiche se le stanno dando di santa ragione ma non su questioni fondamentali e critiche come il lavoro, la crisi economica, il debito pubblico, la pressione fiscale, tutt'altro. Lo scontro è a livello di battutacce, offese reciproche e manifestazioni populiste e inutili. Sabato scorso Matteo Renzi ha vestito i suoi con magliette gialle ed è andato a "ripulire" Roma, oggi le magliette sono passate ai grillini che dietro al loro mentore Beppe Grillo, autonominatosi il nuovo San Francesco, copiano la marcia della pace Perugia-Assisi. Naturalmente Matteo Renzi da grande comunicatore non poteva lasciare il palcoscenico tutto a Grillo ed allora si è presentato alla scuola politica del partito ed ha messo giù un discorso da .... sballo (i punti salienti elencati in tweet dallo stesso Matteo li trovate in fondo al post) nel senso proprio che sembrava si fosse fumato roba della peggiore specie. E domani ? Davvero le magliette gialle ritorneranno sulle spalle di quelle del Pd per andare nelle zone terremotate ? E Grillo che farà senza magliette ? Ma le lavano fra un passaggio e l'altro ? 
Alla prossima puntata ...
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Dal discorso di Matteo Renzi
1. Distinguiamo tra il giustizialismo e la giustizia.
Noi della finestra siamo dalla parte della giustizia e della legalità

2. Specchio richiama la parola virale. Finestra richiama la parola vero.
Una parola non diventa vera se la dico 10 volte.

3. Chiacchiericcio e Comunicazione.
La comunicazione non è una parolaccia.
Il chiacchiericcio sì.

4. Specchio è tecnocrazia, finestra è democrazia
Se si nega la democrazia si rischiano totalitarismo, algoritmo, Unione Europea

5. Specchio è assistenzialismo, finestra è lavoro
Reddito di cittadinanza devasta l'art.1 della Costituzione.
Lavoro è dignità

6. Specchio è nostalgia, finestra rinnovamento
Bella la nostalgia, ma dannosa: chi fa politica non scrive la storia, ma il futuro

7. Specchio è solitudine, finestra è appartenenza

8. Scienza è finestra, paura è specchio

9. Specchio è anonimato, finestra è identità
Di fronte all'anonimato, noi rivendichiamo l'identità. E la cultura.

9 e 1/2. Specchio è potere, finestra è potere.
Potere può essere sostantivo e verbo. Se non pensi di potere, come fai politica?

venerdì 19 maggio 2017

Dalla "chiarezza a Palazzo Grazioli" a "è un attentato alla democrazia"

Ritengo che ogni cittadino onesto, qualsiasi sia il suo colore politico, dovrebbe pretendere dai propri rappresentanti una sola cosa: coerenza. E invece sembra che la coerenza sia in via di estinzione in quanto tutti i politici, nessuno escluso, non sembrano essere dotati di questa "importante" peculiarità. Ecco allora che il modo di pensare e di agire di un politico, soprattutto dopo la famigerata caduta delle ideologie, dipende esclusivamente dal fatto di stare o meno nella maggioranza di governo. Chi sta all'opposizione agisce in un modo che poi cambia radicalmente nel momento in cui va al governo. Non avviene sempre in alcuni casi la coerenza è mantenuta come per esempio avviene nel caso delle intercettazioni telefoniche.
"Le intercettazioni ristabiliscono il confine tra realtà dei fatti e pietose bugie. Invece di attaccare la stampa che fa il suo mestiere, a Palazzo Grazioli dovrebbero fare chiarezza di fronte al paese".
"La pubblicazione delle intercettazione fra Matteo Renzi ed il babbo pubblicate dal Fatto rappresentano un attacco alla democrazia"
Sono due dichiarazioni la prima a favore della stampa che pubblica le intercettazioni, la seconda che invece attacca la stampa che pubblica certe intercettazioni accusandola di attaccare la democrazia, che sembrano uscire dalla bocca di rappresentanti di partiti diversi e opposti. In realtà sono state rilasciate da rappresentanti dello stesso partito che evidentemente hanno cambiato radicalmente parere sulle intercettazioni. Il partito è naturalmente il PD mentre le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione delle intercettazioni fra Berlusconi e la D'Addario la prima, e di quelle fra Matteo Renzi ed il padre la seconda. Insomma il Partito Democratico ha cambiato radicalmente parere sulle intercettazioni telefoniche ora che le stesse sono utilizzate per mettere in luce i traffici del papà di Matteo Renzi e le bugie del figlio. Nel caso di Berlusconi si trattava di fare chiarezza fra realtà e bugie (quelle di B.), nel caso di Renzi si tratta di attacco alla democrazia. In entrambi casi poi si tratta di episodi con nessuna rilevanza penale ma che naturalmente mettono in evidenza l'inclinazione alla falsità ed alle bugie dei due ex presidenti del consiglio. C'è da dire che nel caso in questione Forza Italia ha mostrato e mostra una coerenza ferrea, forse per essersi trovata per prima ad affrontare la questione nel caso del suo leader Silvio, così come per Berlsuconi anche per Renzi condanna la pubblicazione di queste conversazioni proprio per non avere rilevanza penale. Come se per un politico esistesse solo la rilevanza penale e non anche l'opportunità politica delle sue azioni. Naturalmente sarebbe difficile superare il Partito Democratico Renziano in materia di incoerenza dato che il suo stesso segretario ha costruito la propria carriera politica su questa materia dal "mai al governo senza passare per le elezioni" al "la legge elettorale che tutto il mondo ci copierà" passando per l'ormai famoso "Letta stai sereno".  

martedì 16 maggio 2017

Caso Boschi-Renzi ... niente di nuovo sotto il sole






Non capisco l'affannarsi dei media e dei talk show dietro al caso Renzi-Boschi per quello che riguarda gli scandali Consip e Banca Etruria. Intanto intendiamoci non ci sono risvolti penali in quanto i due non hanno commesso reati ma caso mai utilizzato la loro posizione (o eventualmente utilizzata da parenti e amici come nel caso Consip) per ottenere vantaggi non direttamente per loro stessi. Naturalmente anche senza risvolti penali e in assenza di reati c'è poi l'opportunità politica in base alla quale un presidente del consiglio e/o un ministro che agiscono come sembra che abbia agito la coppia Matteo-Elena non dovrebbero avere titolo per ricoprire quei ruoli istituzionali. In questi giorni comunque tutti scandalizzati sia per le rivelazioni del libro di De Bortoli sulla vicenda Banca Etruria e l'intervento dell'allora ministro Maria Elena Boschi che per l'altro libro che svela le trelefonate di Matteo Renzi al padre per il caso Consip. In entrambi i casi emergono le falsità dei due nelle dichiarazioni ufficiali quando sono scoppiati i due casi ed i loro difensori portano a discolpa di Renzi e Boschi le smentite sempre dei due. Ma dico come si può dar credito a due personaggi che hanno fondato la loro carriera politica sulle bugie e sulle falsità. Soprattutto Matteo Renzi che è partito dal "Mai al governo senza passare per le elezioni", passando per il "Letta stai sereno", per arrivare al "Se perdo il referendum la mia carriera politica può dirsi conclusa". La Boschi ha un percorso meno fastellato da falsità ma anche lei in occasione del referendum confermò la conclusione della propria esperienza politica in caso di vittoria del No. E quindi cosa c'è da meravigliarsi se questi due continuano sulla loro linea fatta di promesse non mantenute e di falsità distribuite a mani basse ? Niente di nuovo sotto il sole. Oggi in molti chiedono le dimissioni di Maria Elena Boschi ma questa richiesta è a scoppio ritardato in quanto tutti i contestatori della ministra ora sottosegretaria avrebbero dovuto opporsi al momento della formazione del governo Gentiloni: per ricoprire un compito istituzionale così importante forse si sarebbe dovuto pretendere una figura politica adeguata piuttosto che un ex ministro che ha fallito una riforma costituzionale e che ha fatto una promessa per poi non mantenerla.

lunedì 15 maggio 2017

Dalla ramazza blu alla maglietta gialla ... Renzi plagia Berlusconi


Era il 2008 e Berlusconi si presentava a Napoli con ramazza blu per "liberare" la città dai rifiuti. "In tre giorni non ci saranno pù rifiuti per le strade di Napoli" dichiarò. Raccolse tre cartacce dal marciapiede, le buttò in un cassonetto e poi toccò a De Magistris naturalmente risolere il problema. Ma lo spot elettorale fu di grande impatto per i sostenitori del cavaliere presi in giro naturalmente da tutto il popolo del Partito Democratico.

Sono trascorsi 9 anni e ieri è andata in scena la rappresentazione del Partito Democratico della commedia inscenata da Berlusconi. Renzi chiama a raccolta i suoi fedelissimi, quelli che nel 2008 presenro in giro e criticarono il buon Silvio, li veste con una maglietta gialla e li spedisce in giro per Roma a "ripulirla" dai rifiuti. Lui si presenta intorno alle 11.30 in camicia bianca e senza ramazza, non raccoglie nemmeno quelle due cartacce che almeno Silvio si era impegnato a togliere dalla strada, spara due fregnacce e torna a casa anzi si presenta in tv nel pomeriggio. Insomma sono trascorsi 9 anni, sono cambiati gli attori, ma la sceneggiatura e la sostanza è sempre la stessa: una grande cavolata. Nel caso dei ragazzotti del pd poi le telecamere delle televisione sono state impietose: i canarini non hanno trovato montagne di rifiuti ma le solite cartacce che si possono trovare in qualsiasi parco di qualsiasi cittadina grazie all'inciviltà di una gran parte del popolo italiano. A questo giochetto ignobile si sono prestati anche il presidente del PD Orfini e il vice presidente della camera Giacchetti, ma ahimè oltre qualche cartaccia o qualche bottigiletta non hanno potuto raccogliere altro. 
Questo è il livello della politica italiana ormai .... ce lo vedete Aldo Moro o Enrico Berlinguer o Ugo La Malfa a impegnarsi in queste sceneggiate ... ?
Ieri anche Matteo Salvini, per non rimanere indietro, ha messo in campo la sua: le primarie per nominare il segretario della Lega. I candidati erano lui ed uno sconosciuto ed infatti Salvini ha avuto oltre l'80% dei voti ... una specie di elezione bulgara ma qui si chiama democrazia. Amen.

mercoledì 10 maggio 2017

M5S e PD: basta avete superato ogni decenza


Premessa: non sono ne un simpatizzante del M5S nè tantomeno del Partito Democratico e naturalmente non sono un elettore del centro destra. Precisazione indispensabile perché ormai se critichi il PD sei un grillino, se critichi il M5S sei uno del Pd e magari anche renziano, se critichi entrambi sei uno di destra o della Lega o fascista (come se ci fosse differenza). Bene per fortuna c'è ancora qualcuno che ha un'ideologia a questo paese e può criticare liberamente chi si vanta di non averla più e di non essere nè di destra nè di sinistra. Lo spettacolo che in queste settimane stanno mettendo in scena il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle è veramente deprimente e squallido, fatto di accuse reciproche su questioni marginali, importanti si ma sempre marginali rispetto ai problemi del paese. L'obiettivo da parte di entrambi è però esattamente lo stesso: discreditare l'avversario su qualsiasi questione e/o problema. Non importa se si tratti di una questione a livello di gossip o seria e grave, l'atteggiamento da parte dei due contendenti è esattamente coincidente, due facce della stessa medaglia. Non mettere in evidenza il proprio pensiero o il proprio modo di vedere ed eventualmente risolvere il problema e/o la questione quanto piuttosto sottolineare le incapacità e/o le mancanze dell'altro. Non importa se si parla di immigrazione e di persone che perdono la vita nel tentativo di sfuggire alla disperazione, alle guerre, alla fame, allo sfruttamento. Non importa se si parla di vaccini, un problema serio ormai nel nostro paese dove sono tornate a farsi vive malattie che si pensavano ormai debellate. Non importa se si parla di banche e del loro salvataggio con coinvolgimento di ministri e/o loro familiari. Non importa l'argomento e la sua importanza e/o rilevanza rispetto ai problemi del paese, le modalità di discussione sono sempre le stesse: si offende l'avversario, lo si mette in cattiva luce sottolineando la sua incapcità e/o mala gestione del problema. Non si illustrano le proprie "buone" idee ma si denunciano le "cattive" idee della parte opposta. Il tutto naturalmente senza minimamente analizzare, discutere e approfondire il problema stesso: si lanciano tweet, frasi di 140 caratteri o al più si scrive un post su facebook e sfido chiunque a trovare differenze sostanziali fra quelli del Pd e quelli del M5S. Senza stare ad elencare le varie assurdità da una parte e dell'altra ne bastano due, una ciascuna, per caratterizzare il dibattito politico che ci accompagnerà per un anno. Il Partito Democratico, accecato dall'odio per il Movimento 5 Stelle, in queste ore si scaglia contro i grillini per la storia della Boschi e dei suoi intrallazzi per salvare la banca dove il padre era nel CdA dimenticando che tali intrallazzi non sono una delle solite bufale messe in giro da Grillo e company ma semplicemente gli stessi intrallazzi sono descritti in un libro del giornalista Ferruccio De Bortolis che non può certo essere dipinto come un simpatizzante grillino. Nel frattempo i grillini, per non rimanere indietro, nonostante tutte le sparate contro gli esponenti del Partito Democratico stanno tessendo la loro tela per la nuova legge elettorale circuendo lo stesso Pd al fine di ottenere il famigerato premio di maggioranza per il partito che risulterà vincitore delle future elezioni. Eh si anche loro si sono resi conto che, non avendo intenzione di stringere alleanze con alcuna formazione politica per un eventuale governo, l'unica soluzione è il premio al partito e/o movimento. Insomma da una parte demonizzano il Pd, dall'altra gli fanno gli occhi dolci nella speranza di ottenere il lasciapassare per un futuro governo a 5 stelle. Naturalmente in questo scontro fino all'ultimo colpo tutti si guardano bene da parlare dei problemai reali del paese, del lavoro, della economia, delle tasse e dei loro eventuali programmi futuri. Programmi che non si limitino ad annunci del tipo "Abbasseremo le tasse" ma programmi sulle modalità attraverso le quali realizzare gli annunci.

venerdì 5 maggio 2017

Dall'art.18 alla legittima difesa: l'inesorabile viaggio del PD di Renzi verso il populismo di destra






Nonostante il mio scetticismo sul Partito Democratico fin dalla sua nascita, un partito nato esclusivamente per raccogliere voti e consensi senza un reale progetto politico che potesse chiamarsi tale, mai avrei pensato che potesse abbandonare e tradire le sue origini come è avvenuto una volta che si è consegnato a Matteo Renzi. In questa legislatura si è visto di tutto e di più a partire dell'alleanza con Berlusconi tradendo il proprio elettorato, fino al disegno di legge approvato ieri dalla camera di stampo puramente fascista passando attraverso le varie riforme renziane a trazione destrorsa. Il primo colpo ben assestato ai principi della sinistra lo ha dato appunto il governo Renzi con la riforma del lavoro, denominata Jobs Act, ed la cui anima è stata la cancellazione dello statuto dei lavoratori, dell'art. 18 e della liberalizzazione dei licenziameti (aumentati in maniera impressionanti nel 2016). Ci aveva provato il governo Berlusconi con il suo ministro del lavoro Sacconi, ma complice anche la forte opposizione del Partito Democratico che si era fortemente mobilitato, il progetto dell'ex cavaliere non andò in porto. Ci ha pensato Matteo Renzi ha realizzare il sogno berlusconiano e dopo essere arrivato al governo in quattro e quattr'otto ha cancellato quel famigerato articolo 18 che, mesi prima da segretario del Pd, era stato oggetto di una delle sue più famose esternazioni e promesse tradite: "Non penso che l'art. 18 sia un problema in questo momento". Per la serie #lavoratoristatesereni. Altri tentativi di riforma renziana e destrorsa sono stati rimandati indietro come la riforma della costituzione che intendeva togliere il voto ai cittadini per il Senato lasciando mani libere ai partiti per nominare i loro rappresentanti o come l'Italicum brutta copia del Porcellum di Calderoliana memoria rimandato indietro direttamente dalla Corte Costituzionale. Ed eccoci arrivati ad ieri con un nuovo provvedimento per rincorrere il populismo Salviniano che riguarda la legittima difesa. Un tale provvedimento fu ancora una volta emanato sempre da lui, Berlusconi, per mano diretta del leghista Calderoli nel 2006. A quel tempo l'Unione, che rappresentava il centro sinistra, era scesa in campo definendo quella legge una legge da "far west". Proteste, manifestazioni ma alla fine il governo la spuntò. Oggi si ritorna sull'argomento perché la Lega e Salvini ritengono inaccettabile che sia un magistrato a decidere se una persona ne ha uccisa un'altra per legittima difesa. Secondo la destra chi spara ad un presunto ladro e/o a chiunque entri nel nostro domicilio, agisce sempre per legittima difesa e il magistrato non dovrebbe nemmeno intervenire. La norma approvata ieri alla camera è una via di mezzo far la norma di Calderoli e quella che avrebbe voluto la destra e rappresenta un modo per il Partito Democratico di andare a raccogliere voti a destra come del resto avevo promesso Matteo Renzi. Ecco che si introduce il concetto del libero uso delle armi durante le ore notturne, un concetto soggettivo e pericoloso che non fa altro che "incentivare" l'uso delle armi e della giustizia fai da te. Se l'aggressore poi provoca una situazione psicologica grave nell'aggredito quest'ultimo è giustificato nell'uso delle armi. E chi giudicherà se si è verificata questa grave situazione psicologia grave ? Insomma una norma non solo ancora più a destra di quella di Calderoli, ma anche peggiorativa sia nei criteri che nell'applicazione. Un ulteriore spostamento a destra in previsione di nuove elezioni che Matteo Renzi potrebbe anche tentare di anticipare. Insomma il traghettamento verso destra continua ora che Renzi è tornato in sella ed ormai è inesorabile il definitivo passaggio a partito di centro destra.

mercoledì 3 maggio 2017

Primarie, Ong, Vaccini ... ovvero le chiacchiere da bar della politica


Il mestiere del politico dovrebbe essere quello di governare il paese sia che si trovi dalla parte della maggioranza che da quella della minoranza e quindi in un paese, che da anni si trova in una grenade crisi economica e nel quale i problemi si accavallano l'uno dietro l'altro, sarebbe logico occuparsi seriamente dei problemi più gravi da risolvere. Ma quando si ha una classe politica inadeguata a ricoprire tale ruolo ecco che si assiste allo scatenarsi dibattiti infiniti su questioni che potrebbero essere, se non risolte, almeno affrontate in maniera serie e consapevole del ruolo che si occupa. In Italia no e l'impressione è quella di trovarsi in una grande bar mediatico dove gli avventori le sparano una dietro l'altra nessuno avendo la piena consapevolezza del problema di cui sta parlando. In questi giorni e settimana impazzano le discussioni ed i dibattiti sui vaccini e sulle presunte collusioni delle Organizzazione Non Governative nel traffico dei migranti, argomenti sui quali per qualche giorno si è innestato il dibattito in merito all'analisi del voto alle primarie del Pd. Partiamo dall'argomento più futile, quello delle primarie del Partito Democratico, ma indicativo di come la classe politica italiana sia rimasta ancorata ai modelli degli anni 60-70-80, quelli della prima repubblica, dove ad ogni elezione tutti erano vincitori e lo sconfitto non si trovava mai. Gli sconfitti, Orlando ed Emilian, hanno pensato bene di far valere le perncetuali raggiunte, 20% e 10% più o meno, come una vittoria naturalmente piuttosto che una vera e propria debalce consequenza anche della fuga dal partito di tanti militanti che si sono resi conto che il Pd è migrato definitivamente a destra. Il ruolo più ridicolo però è quello che hanno ricoperto i renziani che domenica 20 si facevano in quattro per pubblicare sui social file di cittadini esultanti in attesa di esprimere il loro voto per il bomba, e poi, lunedì primo maggio, hanno sudato quattro camice sempre a suon di tweet e di post per incensare, facendolo passare come un trionfo, quel 1.848.000 di votanti: circa un milione in meno rispetto a quattro anni fa. Un calo continuo e costante a dimostrazione di quanto il partito stia veramente precipitando verso il basso copn la politica renziana di farlo sempre più assomigliare ad una copia di forza italia. Le discussioni si sono naturalmente intrecciate anche con le primarie del M5S, che restringendo la partecipazione ai soli iscritti, vedono naturalmente un numero nettamente inferiore di voti espressi per ogni candidato. Ma al Bar Italia il Noi siamo più bravi di Voi impazzava a più non posso. Ma una classe politica serie non dovrebbe piuttosto che criticare le faccende interne agli altri guardare, analizzare a criticare in maniera oggettiva quanto avviene in casa propria ?
Poi c'è il problema dei vaccini anche questo diventato tema di scontro "politico" come se la salute pubblica fosse un problema politico e non sociale. All'interno del Movimento 5 stelle si sa ci sono personaggi dediti al catastrofismo o al bufalismo che credono nelle scie chimiche, nella terra piatta ed altre scemenze del genere. Il tema dei vaccini dannosi e causa dell'autismo è un argomento troppo ghiotto per chi, muovendosi all'interno della rete, crede ad ogni "bufala" purché vada contro la scienza ufficiale. Ma per un partito che governa e che vanta una tradizione politica decennale, mettersi a discutere con questa gente scendendo sul loro stesso piano è veramente ridicolo. Soprattutto se poi si tratta della salute dei cittadini quando poi ci sono dati oggettivi che dimostrano il ritorno a malattiere pericolose che si pensavano debellate. Ma niente per il Pd conta di più tentare di rispondere colpo colpo e naturalmente cazzata su cazzata ai grillini piuttosto che mettersi a fare sul serio, già dimenticavo .. il ministro della sanita è la Lorenzin, diploma di liceo classico che di sanità ne capisce meno di un'operatrice/operatore ausiliara/o con tutto il rispetto per queste lavoratrici/lavoratori.
Ed infine l'ultimo tema della diatriba e del dibattito che prosegue da giorni è quello delle Organizzazioni Non Governative che operano nei nostri mari tentanto di strappare alla morte migliaia di profughi, migranti, poveri diavoli che fuggono da guerre e povertà causate dal mondo occidentale. In questo caso ci si è messo anche un magistrato ad alzare un polverono nel quale, immancabilmente, si sono buttati a copro morto prima i grillini e poi subito dietro il Partito Democratico, incapace anche in questo caso di analisi serie o oggettive. Il problema dell'immigrazione è serio e sicuramente qualsiasi formazione si trovi al governo è in difficoltà nel gestire una situazione le cui cause reali dipendono da tutto il mondo occidentale, ma soprattutto nessuno è interessato a rimuoverle seriamente. L'Italia si trova in mezzo al mare ed è il paese che rappresenta per coloro che fuggono da guerre e povertà il ponte per arrivare nei paesi europei. Per governare un fenomento del genere era necessario un paese forte ed una classe politica decisa a gestire il problema non ad utilizzarlo per i propri fini elettorali. Ed invece l'Italia ha praticamente lasciato mare libero alle ONG per svolgere il lavoro sporco ed è chiaro che in un paese come il nostro, dove c'è lavoro sporco ci possa essere chi lucra su questo lavoro. Ora una volta che il magistrato ha lanciato il classico sasso e immediatamente ritirato la mano si dovevano fare due cose: chiedere conto alla magistratura di questo intervento ed eventualmente agevolare l'intervento nella stessa per indagini serie. Invece è più facile e più comodo oltre che probabilmente redditizio in termini di voti, fare polemiche ed affrontarsi fra chi difende a spada tratta tutte le Ong e chi le criminalizza in toto. Come appunto potrebbero fare due avventori di una bar qualsiasi verso la mezzanotte ormai satolli di birra ed affini.


 

sabato 29 aprile 2017

Tutto pronto per il nuovo atto della farsa delle primarie in Italia


In Italia sono due gli attori di questa farsa che va in scena da qualche anno: il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle. 
Domani tocca al Partito Democratico a recitare un nuovo atto di questa messa in scena della democrazia. E' sufficiente vedere la grafica con la quale il partito illustra chi ha diritto al voto per capire che si tratta di una finta democrazia. In tanto chi intende andare a votare deve sganciare due euro al partito, ma non è questo l'aspetto più ridicolo. Il fondo si tocca consentendo a qualunque cittadino italiano e/o straniero residente in Italia con più di 16 anni di poter esprimere il proprio voto che sia iscritto o meno al partito. E questo è il massimo della farsa. Sarebbe come se l'amministratore delegato di un'azienda non fosse nominato dal consiglio di amministrazione della stessa azienda ma dai consigli di amministrazione di qualsiasi azienda. Personalmente se fossi un iscritto al Partito Democratico sarei incavolato in quanto il rischio che il segretario del mio partito fosse eletto da persone non iscritte al partito è molto alto ... e allora a che serve essere iscritti ad un partito se non si ha nemmeno diritto a scegliere il proprio segretario ? Questa è democrazia ? Questa nuova regola fu "a forza" fatta introdurre da Renzi il quale, dopo aver perso le primarie con Bersani, dichiarò apertamente che per vincere era necessario andare a prendere i voti a destra ed infatti al secondo giro riuscì nell'impresa. E Renzi ripagò i suoi "elettori" con una politica degna del suo padre putativo, l'ex cavaliere Silvio Berlusconi. Altra piccolo imbroglio, più nascosto e citato "silenziosamente" soprattutto da Renzi, è quello che viene anche riportato nello statuto del Partito Democratico: il vincitore delle primarie e quindi il segretario del Partito sarà il candidato a premier. Come se in Italia il capo del governo non fosse nominato dal Presidente della Repubblica e passare per il voto di fiducia del parlamento. Con questa regoletta si vuol far credere che il capo del governo sia di fatto eletto dai cittadini ma non è così e le recenti vicende proprio del Partito Democratico lo dimostrino. Insomma alla propria nascita i fondatori del PD vollero copiare le primarie americane, portandole ad esempio della democrazia (che poi la democrazia americana è tutta da dimostrare considerato che l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non sarebbe presidente se si fosse rispettato l'esito del voto popolare e non quello di un meccanismo perverso), senza però apportare le necessarie modifiche alla nostra costituzione. 
L'altro attore della farsa delle primarie è il Movimento 5 Stelle. Nel movimento le primarie sono riservate, giustamente, esclusivamente agli iscritti che votano on line. Essendo il numero degli iscritti limitato, intorno a 20/30 mila, è chiaro che il numero dei voti è limitato e i vincitori delle varie competizioni (parlamentarie, comunarie , etc. etc.) ottengono la nomina con manciate di voti rispetto a quanto accade nel Partito Democratico. Questo fatto viene portato ad esempio di mancanza di democrazia ma in realtà non è questo il problema, se gli iscritti sono pochi i voti necessari per vincere le primarie saranno per forza limitati. Il problema è che alla fine del processo i candidati che risultano vincitori devono passare al vaglio del "garante unico", Beppe Grillo. Se i vincitori per qualsiasi motivo sconosciuto ai militanti non sono di suo gradimento, gli stessi sono espulsi e si riparte. Ecco questa è la "democrazia" del M5S ... una democrazia a totale uso e consumo di Grillo.
Ecco questa è la finta democrazia delle primarie nel nostro paese a carico dei due partiti che le utilizzano e che poi se le danno di santa ragione, o più realmente fanno finta di darsele, a suon di tweet per affermare quanto le loro primarie siano più belle e più democratiche di quelle dell'altro.

mercoledì 26 aprile 2017

Ed il giorno dopo rimane solo l'ipocrisia

Ed il giorno dopo, il 26 aprie 2017, tutte le belle parole pronunciate nel giorno della festa della liberazione si perdono nel vuoto lasciando spazio all'immensa ipocrisia seminata a pioggia. Si inizia nel consentire ad un neo-fascista come Salvini di offendere la memoria della giornata consentendogli di scorrazzare con la sua manifestazione in favore dell'armiamoci eiamo inizio al nuovo far west de noartri. Il capo leghista, vestendo i panni di uno pseudo-partigiano, manifesta in favore di una legittima difesa intesa come una liberalizzazione al facciamoci giustizia da soli per una maggiore sicurezza delle nostre città. Un'offesa passata sotto silenzio di tutti al significato del 25 aprile che ha visto morire migliaia di partigiani per la conquista della libertà cancellata dai simili di Salvini. Ma Salvini è un destrorso e quindi non c'è da aspettarsi niente di diverso. Come niente di diverso c'era da aspettarsi dai nostalgici neonazisti ai quali è stato consentito ancora una volta di commemorare i morti della repubblica di Salò come se si trattasse di eroi da ricordare nei secoli dei secoli. Anche in questo caso comunque si parla di nostalgici del regime fascista e simpatizzanti del nazzismo e la colpa sta nelle istituzioni che non sono state in grado di fermare questa gentaglia. Quelle stesse istituzioni che poi salgono sul palco della commemorazione per parlare di libertà e di democrazia. Si continua poi con il Partito Democratico ormai definitivamente spiaggiato verso destra che si è legato al dito la presa di posizione dell'Anpi in occasione del referendum del 4 dicembre e boicotta le manifestazioni della stessa associazione dei partigiani. A roma preferisce il corteo del battaglione ebraico, a Milano si veste di azzurro boicottando il rosso tradizionale emblema della liberazione e dei partigiani. Ad Ancona addirittura il sindaco Pd lascia il palco mentre parla l'esponente dell'Anpi nel momento che questo cita la Costituzione. Tutti atti peggiori di quelli del fascista Salvini in quanto provenienti da un partito che si definisce ancora di sinistra e che poi in maniera ipocrita lancia messaggi fuorvianti rispetto a quelle che sono le sue azioni concrete. E che dire poi delle parole più utilizzate ieri come libertà e democrazia se riferite ad un paese dove la disoccupazione ed il lavoro precario la fanno da padroni soprattutto fra i giovani impedendo agli stessi di vedere un futuro ? Insomma le celebrazioni vanno bene ma se poi non sono seguite da politiche adeguate e coerenti con gli ideali che si sono celebrati .... il giorno dopo rimangono solo parole vuote e senza senso.
 

martedì 25 aprile 2017

Per un nuovo 25 aprile ....


Nella giornata, che ormai è divenuta simbolo di divisione e nella quale da anni si tradisce la memoria della storia, sarebbe necessario davvero ritrovare un'unità per una nuova liberazione. Manifestazione divise, fascisti che tentano di scendere in piazza contro la storia, la destra che torna prepotentemente in campo in tutta europa, questi sono i fatti reali che vanno oltre le parole di ipocrisia che si spendenono in queste ore e come spregio verso coloro che hanno davvero perso la vita per la libertà e per la democrazia. La sinistra purtroppo non ha saputo raccogliere quel meraviglioso messaggio che fu la resistenza ed in pochi decenni ha ceduto il passo al nuovo capitalismo ed alla finanza che hanno portato alla globalizzazione con il conseguente impoverimento dei poveri ed arricchimento dei ricchi. Una globalizzazione che ci ha portato verso nuove guerre nelle quali anche il nostro paese è impegnato in barba alla propria costituzione, quella costituzione nata proprio dopo la liberazione ma che viene continuamente disattesa perfino nel suo primo articolo. Nonostante oggi si festeggi la liberazione dal regime nazista e dal fascimo oggi sia il nostro paese che l'europa che il mondo intero sono di nuovo dominati da una dittatura che ha profondamente cambiato le nostre abitudini ed il nostro stile di vita: il terrorismo. Questa nuova dittatura però non è figlia di uno stato o di un regime ma è il frutto stesso del capitalismo e dei paesi occidentali quei paesi appunto che oggi festeggiano la liberazione ma che non sono pià liberi proprio per causa loro. Oggi si grida viva la libertà ma lberi non lo siamo basta prendere un aereo o andare a visitare una grande città per capire che viviamo in uno stato di polizia continua che purtroppo a poco serve contro il terrorismo come si è potuto toccare con mano in queste ultime settimane. Per non parlare poi della mancanza di libertà dovuta alla mancanza del lavoro che priva i nostri giovani di un futuro che possa definirsi tale. La cosa peggiore è che non si vedono segnali di cambiamento nelle politiche dei paesi cocidentali e democratici che continuano nel loro cammino seguendo un modello di società che ha fallito: il capitalismo. Gli unici cambiamenti sono quelli che determinano uno spostamento dei governi verso politiche liberiste di destra proprio cioè verso quei modelli dai quali oggi festeggiamo la liberazione. Festeggiamo pure ma teniamo presente che stiamo tornando indietro nel tempo calpestando tutte quelle conquiste che proprio dal quel 25 aprile presero vita.

giovedì 20 aprile 2017

La politica italiana invasiva, ignorante e ipocrita


Il dibattito politico di questi giorni ha del surreale che mette in luce una "ignoranza" diffusa oltre che un'ipocrisia manifesta a tutti i livelli. I temi principali di questi giorni sono essenzialmente tre: il lavoro domenicale, i vaccini ed in ultimo solo per questione temporale la "presunta" normativa sul testamento biologico approvata oggi alla camera. Andiamo con ordine.
Il dibattito scatenato dalla protesta dei lavoratori dell'outlet di Serravalle in merito all'apertura pasquale del centro commerciale è stato surreale. In televisione si sono alternati politici, sociologi, studiosi di varie discipline a sostegno dell'apertura domenicale o nelle feste comandate dei supermercati o dei centri commerciali. Tutta gente che la domenica, ma anche il sabato, si guarda bene dal lavorare. Soprattutto i politici che siedono in parlamento avrebbero dovuto, per decenza, raccogliersi in silenzio loro che arrivano alla camera ed al senato al martedì per scappare al venerdì o addirittura al giovedì pomeriggio. La realtà è che siamo tornati indietro di oltre 50 anni in quanto a diritti dei lavoratori che oggi si trovano in condizioni peggiori rispetto appunto agli anni 50-60. Peggiori perché oltre alla perdita dei diritti, conquistati con lotte anche violente, voluti da Renzi, oltre alla mancanza del lavoro, si è persa totalmente la coscienza di classe ed il lavoratore è oggi un individuo solo che ha come controparte non solo il padrone o datore di lavoro ma anche gli altri lavoratori disoccupati. 
Dopo il lavoro siamo arrivati al dibattito sui vaccini e la politica si è scatenata contro una trasmissione che non ha condannato i vaccini in quanto tale quanto piuttosto il servizio di farmacovigilanza che si occupa della registrazione e dello studio relativo agli effetti collaterali dei farmaci. Effetti collaterali che tutti i farmaci purtroppo hanno e quindi anche i vaccini. Ma la politica, nella sua ignoranza di certi argomenti, ha travisato i sigificato della trasmissione ed ha scatenato una polemica infinita sui vaccini in generale. E siamo arrivati allo scontro politico anche sul vaccino si-vaccino no, un argomento che dovrebbe essere di totale competenza della scienza piuttosto che della politica. La politica dovrebbe preoccuparsi di un solo aspetto: quello di ritornare all'obbligatorietà dei vaccini come negli anni 60 quando nessun politico si sognava di mettersi a discutere o a contestare la pratica della vaccinazione. Ma in quegli anni il paese era disseminato di Politici non di comici o cavalieri o vincitori di quiz televisivi o uomini con elmetto e corna.
L'ultima perla è arrivata oggi alla Camera con l'approvazione della legge sul biotestamento. Grande enfasi dei deputati del pd e di tutti coloro che hanno votato a favore della legge, che ora dovrà comunque passare dalle forche caudine del Senato, ma si tratta di pura ipocrisia. La legge infatti prevede il solito codicillo o la solita postilla che consente al medico di appellarsi "all'obiezione di coscienza" e disattendere quindi il volere del paziente. Insomma la solita legge che nasce già con i bastoni fra le ruote e che mantiene il nostro paese lontano dai paesi civili in materia dei diritti che dovrebbero essere garantiti al cittadino di un paese del terzo millennio.

mercoledì 12 aprile 2017

Tra Pd e M5S una scemenza tira l'altra




Siamo ad un anno circa dalle prossime elezioni politiche (nessuno ha veramente intenzione di andare al voto prima della naturale scadenza della legislatura) ed il dibattito politico, già improntato su una campagna elettorale permanente, scade giorno dopo giorno. E' vero anche che solo due degli almeno tre attori se le stanno menando di santa ragione: il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle. Purtroppo se le menano non come penserebbe chi ha ormai i capelli bianchi ed ha vissuto le stagioni della Politica quella vera, ma se le danno di santa ragione attraverso messaggini di 140 caratteri, i famosi tweet, dove ognuno scrive ciò che vuole e senza dare spiegazioni o effettuare analisi serie o meglio ancora formulare proposte. Il dibattito è sul piano del pettegolezzo e del io sono meno scandaloso di te, oppure io ho fatto questo ma tu hai fatto quest'altro. Insomma un dibattito da ragazzini o da bar dove per altro si riescono a fare discorsi sicuramente più seri e completi. Ora tanto tanto può essere un minimo giustificato il M5S che sta all'opposizione e che tenta in tutti i modi di screditare il partito di governo e quindi usa tutti gli strumenti a sua disposizione, ma il Partito Democratico che appunto sta governando il paese avrebbe altre armi da usare per la sua propaganda: le armi dei provvedimenti da prendere per guidare un paese verso il prossimo traguardo di elezioni democratiche. Ma per governare è necessario avere idee, proposte e programmi mentre il Partito Democratico è privo di tutte queste risorse e la sua azione attualmente è tutta incentrata alle prossime primarie per l'elezione del nuovo segretario. Ecco allora che i rari provvedimenti attuati dal governo, tutti più o meno forzati perché richiesti dall'europa o di basso profilo, sono propagandati attraverso i soliti tweet falsi e fuorvianti. Anche l'ultimo decreto per la manovra di 3,5 miliardi richiesta dall'europa è propagandata in queste ore come una manovra priva di tasse mentre il cittadino comune sa per esempio che in questo inizio anno le tariffe elettriche sono aumentate del 20%, che il costo di benzina e gasolio sta aumentando in occasione delle festività pasquali, che lo spread è tornato intorno a 200 e questo significa una cosa sola: euro in più estratti dalle tasche degli italiani in maniera indiretta. Per non essere da meno il Movimento 5 Stelle risponde a queste bordate con altre di infimo livello come quella di stamattia di Di Maio relativa alla presunta importazione del 40% dei criminal rumeni, od alle conferenze stampa nelle quali i giornalisti non possono fare domande, o minacce di esposti alla magistratura sul presunto scambio dei favori fra Pd e l'imprenditore che ha acquistato l'Unità. Insomma se il livello della politica è sceso così in basso non è responsabilità solo di chi governa ma anche di chi fa opposizione senza incidere sulle questione reali del paese.

martedì 11 aprile 2017

L'unica certezza in Italia ... è l'incertezza


Oggi si scopre che non c'è da fidarsi nemmeno delle intercettazioni telefoniche o meglio delle trascrizioni delle stesse da parte degli investigatori ed in particolare dei carabinieri. Siamo nel paese dove oltre alla certezza che la pena non sarà quasi mai certa, ora c'è anche la certezza che gli atti di un'inchiesta potrebbero non essere certi o veritieri. Ma d'altra parte tutta la storia del nostro paese dagli anni 60 in poi è costellata da vicende "incerte". Ustica, Piazza Fontana, Pinelli, Bologna e per arrivare ai giorni nostri Moby Prince o Schettino che dopo una condanna scrive libri o va in trasmissioni televisivi o spettacoli. E che dire del serbo Igor che da 7 anni circa imperversa nelle campagne dell'Emilia Romagna ed ora da 4 giorni è il super ricercato dopo aver ucciso due persone. Se poi ci addentriamo nella politica ecco che l'incertezza la fa da padrona a tal punto che non valgono nemmeno le leggi che il parlamento ha varato ma che possono essere disattese in qualsiasi momento. E' il caso della legge Severino che prevede la decadenza da parlamentare per certi tipi di condanne definitive. Ma la decadenza deve passare per l'approvazione del parlamento stesso che si erge ad una spoecie di quarto grado di giudizio. Accade così che mentre Silvio Berlusconi è giustamente sbattuto fuori dal Senato, Augusto Minzolino rimane sulla sua poltrona nonostante la condanna ad oltre 2 anni per peculato perché i senatori così hanno deciso. Entrando poi nel campo dell'evasione fiscale e dell'abusivismo diventa ancora tutto una volta evanescente e quasi "certamente" impunibile come dovrebbe. Se sei un grande evasore e vieni scoperto puoi sempre patteggiare e metterti in regola (per il passato non certo per il futuro) pagando un'esigua somma rispetto a quanto dovuto. Se si un abusivo edilizio quasi certamente rimarrai impunito a meno che tu non dia fastidio a qualche politico di turno che allora mostra i muscoli per pavoneggiarsi come un "finto" garante della legalità. D'altra parte lo affermano anche moti stranieri che si ritrovano a delinquere nel nostro paese e lo fanno perché, a detta loro, in Italia è molto più facile rimanere impuniti rispetto ad altri paesi. E d'altra parte un paese che per combattere l'affollamento delle carceri abbassano le pene o addirittura depenalizzano certi reati oppure, peggio ancora, ricorrono ciclicamente a provvedimenti di amnistia, non può che essere un paese attrattivo per delinquere.

lunedì 10 aprile 2017

La magistratura fa politica .... per fortuna





Ormai nel panorama politico italiano esiste un solo grande attore che la fa da padrone: la magistratura. Non per sua volontà o per ingerenza o a causa dei magistrati che passano liberamete da un campo ad un altro come qualcuno potrebbe pensare, ma solo ed esclusivamente per incapacità della politica italiana a governare un paese democratico moderno. Le sentenze di incostituzionalità dei provvedimenti presi dai vari goveri ce si sono succeduti in questi ultimi anni non si contanto più: dalle leggi ad personam di Berlusconi passate come riforme della giustizia, alle leggi elettorali sia del centro destra che del Pd (il famoso Italicum che doveva essere la legge che tutti ci avrebbero copiati in europa e nel mondo). Oggi tocca anche al M5S e a Grillo che aveva escluso dalla competizione elettorale per il Comune di Genova la vincitrice delle consultazioni on line. La candidata era stata esclusa con un semnplice "Fidatevi di me" da parte di Grillo, una giustificazione che in uno stato di diritto non era difficile stabilire che sarebbe stato insufficiente per annullare il risultato di una consultazione. La politica naturalmente si lamenta di questa continua ingenrenza, ma è un'ingenerza forzata dovuta da una parte all'incapacità della politica stessa a fare il proprio mestiere, dall'altra all'inadeguatezza ed alla mancanza di professionalità per ricoprire determinati ruoli istituzionali. D'altra parte con il passaggio dai partiti come luoghi dai quali ha inizio la democrazia, luoghi di discussione, di dibattito, di crescita e di formazione, ai partiti di tipo padronale nei quali comanda il capo che è sordo rispetto alle critiche interne era quasi inevitabile che ci fosse uno scadimento totale nelle capacità della classe politica. Ai partiti padronali per tradizione come Forza Italia, La Lega e M5S (ultimo nato anche se forse il più padronale di tutti) si è poi aggiunto il Partito Democratico di Renzi che forse è il più subdolo e ingannevole da questi punto di vista. Il partito infatti nasconde sotto una falsa democrazia, quella delle primarie, la propria vocazione padronale dovuta al fatto che Matteo Renzi ha sempre considerato come l'elezione attraverso le primarie come una specie di investitura divina che gli consente di guidare il partito diventando sordo a tutte le componenti del partito stesso. Dimenticando che le primarie volute da Renzi sono aperte a chiunque abbia voglia di sborsare 2 euro e che quindi non si tratta di un momento di democrazia, ma più che altro di un momento di inganno totale verso gli iscritti al Pd che non contanto assolutamente alcunché rispetto a qualsiasi altro cittadino. Insomma anche il Pd è diventato un partito padronale e continuerà ad esserlo se rischia per la seconda volta di avere come segretario l'ex sindaco di Firenze.

venerdì 7 aprile 2017

Chi sta con chi .....


Ed ora siamo proprio ad un passo dalla terza guerra mondiale anche se magari gli storici fra un secolo o due potranno dire che ci siamo già in mezzo. E' una guerra che si sta giocando in quella area geografica scelta dai paesi che sconfissero il nazzismo nella seconda guerra mondiale: il medio oriente. Quello fu il terreno scelto per continuare lo scontro che di fatto non è mai terminato. La decisione di insediare lo Stato di Israele proprio in quell'area aveva il duplice scopo di allontanare il popolo ebreo da Stati Uniti ed Europa e di allungare la mano occidentale in mezzo agli stati arabi per tenerli in qualche modo sotto controllo e poter sfruttare adeguatamente senza troppi problemi le loro risorse naturali. Lì è iniziato subito lo scontro fra mondo occidenate (raprpesentato dagli israeliani) ed il mondo arabo. Il piccolo stato di Israele, supportato da Stati Uniti e Europa, contro il popolo palestinese ed arabo supportato da Russia e Cina (salvo qualche eccezione come per esempio l'Arabia Saudita). Lo scontro è andato avanti per anni confinato in quei territori fino a che un bel giorno la Russia ha pensato di estendere la propria egemonia, per garantirsi i passaggi necessari verso l'Europa per gas e petrolio, invadendo l'Afghanistan. Da quella invasione sono iniziati una serie di errori da parte dei due contendenti che hanno portato allo sviluppo del terrorismo impersonificato da Al Qaeda supportato o dall'uno o dall'altro a seconda della convenienza. L'errore principale, nel quale si persevera ancora oggi, è stato quello di pensare di sconfiggere il terrorismo, che non ha patria, invadendo prima l'Afghanistan, poi l'Iraq, poi portando la guerra in Libia, e via dicendo fino ad arrivare oggi alla Siria. In Siria per la prima volta le due potenze Usa e Russia si affrontano quasi direttamente tanto ormai da non capire più chi sta con i ribelli, chi sta con l'Isis e chi con il regime di Assad. La Russia dice di bombardare le postazioni dell'Isis, Assad bombarda i ribelli, gli Stati Uniti bombardano Assad. In mezzo a queste bombe che cadono ovunque ci sono i civili, uomini donne e bambini che hanno davanti a loro una scelta: rimanere in Siria e farsi ammazzare uno dopo l'altro, fuggire in europa per finire in qualche campo di "concentramento" o contro qualche muro. Questo è l'aspetto più tragico della situazione provocata in medio oriente ed in Libia, come in altri paesi africani, dal mondo occidentale: popolazioni sfruttate prima, coinvolte da guerre "portatrici di democrazia" e poi respinti dai responsabili di questo disastro nel momento in cui queste popolazioni cercano di fuggire da morte, miseria e sfruttamento. Ed in questo disastro si continua a cercare di "capire" chi sia il buono e chi sia il cattivo alla faccia di chi muore o in patria, on in mezzo al mare, o dopo aver toccato la terra del "paradiso" occidentale. E' per questo che non c'è speranza per nessuno, nemmeno per noi, perché invece di cambiare rotta si tenta solo di schierarci da una parte e dall'altra ... mentre tutte le parti usano una sola stategia: bombe e missili. Che poi siano chimiche o tradizionali fa poca differenza, cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia: morte e distruzione.

venerdì 31 marzo 2017

Al governo una truppa di ministri inadeguati


Chi ricopre incarichi istituzionali ed ancora di più chi ricopre incarichi di governo dovrebbe essere un personaggio con un profilo inattaccabile sotto ogni punto di vista (morale, intellettuale, giuridico, etc.etc) per avere la necessaria autorevolezza rispetto ai provvedimenti che deve emanare. Così è stato per molti anni nella prima repubblica, salvo qualche eccezione, poi con l'avvento della così detta seconda repubblica un decadimento continuo della classe politica ha portato a governi sempre più formati con ministri inadeguati. Inadeguati non solo per il profilo politico ma anche per la propria storia professionale per cui il paese si è trovato con un ministro della pubblica istruzione che fino a quel momento aveva ricoperto incarichi da guardia parchi (Gelmini) oppure una showgirl che è andata a ricoprire un incarico di governo non si capisce in virtù di quali nascoste qualità (Carfagna) ed altri ancora. E' iniziata una stagione nella quale si è deciso che il politico non doveva essere un personaggio che faceva politica per professione e così si sono visti arrivare in parlamento persone provenienti da settori diversi della società: giornalisti, attori, cantanti, e chi più ne ha più ne metta. E in questo modo la qualità della politica italiana è scaduta enormemente causando fra l'altro un distacco sempre più netto fra il paese reale ed il palazzo. Questa situazione ha avuto ripercussioni anche sulla compagine governativa tanto che oggi ci ritroviamo con un governo formato da ministri che spesso si rivelano inadeguati a ricoprire quel ruolo. L'elenco del governo attuale è abbastanza lungo. Si pò iniziare da Maria Elena Boschi che dopo aver ricoperto con il governo Renzi il ruolo di ministro per i rapporti con il parlamento e le riforme istituzionali ed aver fallito il suo principale compito, la riforma costituzionale, è stata addirittura promossa nel governo Gentioloni. In seconda posizione si può mettere Angelino Alfano che dopo aver dimostrato la sua inettitudine totale come ministro dell'interno (il caso Shalabayeva su tutti ma anche la su terribile figura ad un incontro europeo con il suo inglese di stampo siculo) nell'attuale governo è stato spostato al ministero degli esteri invece di essere spedito a casa. Passiamo poi ai ministri che ricoprono incarichi senza averne titolo come la ministra Lorenzin e la ministra Fedeli, la prima responsabile della sanità senza nemmeno avere un diploma di infermiera (oggi servirebbe la laurea) e la seconda responsabile dell'istruzione senza avere una laurea falsamente inserita però nel proprio curriculum. Cioè questi sono ministri che governano dei settori nei quali non potrebbero ricoprire alcun incarico da cittadini normali in quanto non provvisti del titolo di studio necessario. La lista continua con il ministro del lavoro Poletti che si lancia in affermazioni denigratorie verso i giovani, quella categoria più penalizzata dalla mancanza di lavoro, prima affermando che quelli che vanno all'estero per lavorare possono rimanerci ed è un bene che se ne siano andati poi consigliando loro di non sforzarsi a presentare curriculm ma piuttosto impegnarsi in partite di calcetto. Che dire poi di Padoan, ministro per l'economia e la finanza, che alla domanda quanto costa un litro di latte è incapace di rispondere e consulat i propri appunti alla ricerca disperata di un'indicazione che naturalmente non trova. Si può terminare questo elenco con l'ultimo caso appena sbocciato, quello della ministra Madia. La ministra, che avrebbe l'incarico di occuparsi della Pubblica Amministrazione e che ha appena ingaggiato una battaglia con coloro che fanno i furbi (timbrano e poi se ne vanno a fare i propri affari), si scopre che a sua volta è una bella furbetta e che ha conseguito un dottorato dopo aver "copiato" discrete parti della sua tesi di laurea da altre pubblicazioni. Insomma la "integerrima"  ministra che ha la pretesa di combattere proprio quella categoria della quale fa parte lei stessa. Ecco questa è la statura "politica" del governo che guida il paese ... è un miracolo che comunque il paese vada avanti

martedì 28 marzo 2017

Continua il vuoto della politica italiana


Il vuoto totale della politica italiana è quasi cronico: tutto fermo sempre in attesa di qualcosa che deve avvenire. I tre anni renziani sono stati cancellati o dalla corte costituzionale o dal voto popolare o dal governo Gentiloni che ha preferito tornare indietro sui voucher piuttosto che confrontarsi ancora con il voto. Di questi anni rimane la legge sulle unioni civili ma solo perché siamo stati strigliati dall'europa altrimenti nemmeno quella legge sarebbe arrivata in dirittura d'arrivo. Negli ultimi due anni poi si è tutto fermato. Prima per far approvare la riforma costituzionale alle camere, poi in attesa del referendum ed ora in attesa del congresso del Pd per l'elezione del nuovo segretario. Anche la legge elettorale, che dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum tutti volevano fare in quattro e quattr'otto, è ormai riposta in un cassetto chiuso a chiave e la chiave gettata nel fiume. Il centro destra sta buono buono in attesa di sapere se Berlusconi potrà rimontare in sella magari con l'aiuto di un paranco e/o di un esercito di badanti, il centro sinistra è in attesa di sapere se potrà ricontare su Renzi per riprendere a massacrare i ceti medio bassi elargendo elemosine ai cittadini onesti e favori a suon di sgravi fiscali alle grandi imprese, il Movimento 5 Stelle è ostaggio del suo padrone il comico Grillo che detta il bello ed il cattivo tempo a seconda di come gli si dispongono i riccioli al mattino quando si sveglia. E tutti poi a parlare pro o contro l'europa che dopo i sorrisi e le pacche sulle spalle del weekend romano dove sembravano tutti d'amore e d'accordo, è tornata ad essere una manica di paesi ognuno dei quali pensa a se stesso. Quelle firme di sabato 25 sono state apposte con inchiostro simpatiche e dopo solo tre giorni sono completamente sbiadite con Austri e Ungheria che minacciano la chiusura totale delle frontiere e con la commissione europea che bussa alla casse dell'Italia con i suoi quasi 4 miliardi da riscuotere. L'unico che in questo periodo riesce a smuovere qualcosa è il Papa che mette in fila un milione di persone a Monza per la messa di sabato e circa 80.000 allo stadio Meazza di Milano per l'incontro con i giovani (manco Inter-Milan raccoglie ormai tanto pubblico). La politica non sa fare di meglio che far intervenire la polizia in puglia per espiantare piante di olivo da sostituire con un gasdotto (si produrrà un nuovo tipo di olio ?) o proporre esternazioni come quelle del ministro del lavoro Poletti (non nuovo a queste uscite) che propone la sua ricetta ai giovani per trovare lavoro: "Non inviare curriculum ma andare a giocare a calcetto". Purtroppo a questa apatia della politica il paese risponde con la stessa moneta e i sondaggi prevedono un aumento dell'astensione e quindi piuttosto che per esempio andare a votare contro questa classe politica si preferisce starsene a casa e accettare quello che viene e quello che altri decidono.

martedì 21 marzo 2017

La democrazia perduta .... della prima repubblica






Fra le tante cose perdute nella tanto bistrattata prima repubblica si può annoverare sicuramente la democrazia all'interno delle varie formazioni politiche. I partiti si sono trasformati e non rappresentano più quella base democratica sulla quale poi costruire lo stato democratico. Oggi quelle basi scricchiolano paurosamente almeno per quelle formazioni politiche che rappresentano la maggioranza nel paese. I fattori che hanno portato a questo scadimento sono molteplici e non ultimo la cancellazione del voto di preferenza lasciando in mano al capo del partito la formazione delle liste bloccate. C'è anche una naturale "propensione" per l'italiano medio ad "affidarsi" al più forte, a quello che "imbambola" maggiormente con le chiacchiere piuttosto che con i fatti oppure a litigare su qualsiasi questione senza poi magari trovare un punto d'incontro nemmeno all'interno dello stesso gruppo che sia un partito o un gurppo di qualsiasi altro genere. Nei partiti della prima repubblica c'erano le assemblee nazionali o i comitati centrali che si svolgevao dopo una consultazione della base dove per base naturalmente si intendevano gli iscritti al partito. Era un lavoro che mai era portato alla ribalta dell'informazione pubblica in quanto si svolgeva all'interno del partito stesso senza darne pubblicità all'esterno, ma la democrazia era garantita pur se confinata nella formazione politica. Oggi per assurdo che tutto viene diffuso, a volte prima ancora che accada, attraverso i social, i blog, i tweet la totale assenza della democrazia è palese anche se a volte mascherata in maniera ipocrita attraverso votazioni on line o svolte in maniera tradizionale. E così ci ritroviamo un partito, Forza Italia, di tipo padronale che dopo oltre 20 anni di Berlusconi si ritrova ad aspettare che lo stesso sia riabilitato dalla Corte Europea per rilanciare nella mischia l'ex cavaliere. Qualcuno timidamente in Forza Italia ogni tanto prova a chiedere le primarie ma viene subito messo a tacere dai leccapiedi di Silvio che rimarranno tali anche dopo la sua dipartita quando probabilmente verrà mummificato per poter continuare a guidare il partito. Poi abbiamo il Partito Democratico che per dare "contenuto" a quella parola ha deciso di scopiazzare le primarie americane quando si decidono quali leader, repubblicano e democratico, andranno alle elezioni per la preseidenza degli Stati Uniti. Ma siamo in Italia e, dopo aver aperto le primarie a chiunque voglia andare a votare e non solo agli iscritti al partito come sarebbe giusto, si è assistito ad un mercato del voto rendendo quel momento un autentica buffonata. Per loro consentire il voto a tutti è una dimostrazione di democrazia piuttosto che una presa in giro per gli iscritti che corrono il rischio di vedere eletto un segretario non scelto dagli iscritti stessi quanto piuttosto da chi con il partito non ha niente a che fare (come è accaduto con Renzi e come rischia di accadere di nuovo). Infine ecco l'ultimo arrivato, il Movimento 5 Stelle, quello che è arrivato in parlamento con lo slogan "uno vale uno", salvo poi buttare fuori quell'uno quando non la pensa come il padrone del M5S Beppe Grillo. In questi giorni, ma era accaduto anche in altre circostanze, sono state addirittura annullate le primarie per il comune di Genova in quanto il vincitore non era gradito a Grillo, quindi votazione annullate, uso del marchio tolto al vincitore e nuova tornata elettorale con un unico candidato. Questo è il concetto di democrazia che vige nelle formazioni politiche più quotate almeno nei sondaggi ... possono queste formazioni garantire la democrazia nel paese qualora arrivassero al governo ? Impossibile.

sabato 18 marzo 2017

12 giugno 2023: si ripetono le elezioni politiche


Siamo nel 2023 ed è appena terminata la legislatura guidata dal governo Movimento 5 Stelle con presidente del consiglio Luigi Di Maio. Durante la legislatura molte cose sono cambiate, la costituzione, la legge elettorale, le modalità di voto, il deficit statale aumentato a dismisura a causa del reddito di cittadinanza, l'Italia è fuori dall'Europa e dall'euro, il numero delle famiglie impoverite è raddoppiato così come il numero dei disoccupati. Il governo ha cambiato due ministri ogni sei mesi a causa delle continue espulsioni decise da Beppe Grillo per ogni componente del governo che non rispettava le regole del movimento. A fatica si è arrivati a fine legislatura e le elezioni erano state indette per ieri l'altro 10 giugno 2023. La campagna elettorale di fatto è durata un solo giorno: con le nuove disposizioni infatti tutto avviene on line e la tornata elettorale viene indetta a sorpresa dal proprietario del logo del Movimento con un anticipo di 24 ore. Così il 10 giugno alle 9 si sono aperte le votazioni on line, chiuse alle ore 19.00. Alle 20 escono i risultati che decretano la vittoria del M5S con il proprio candidato alla guida del governo Gino Favicchi da Spoleto che prende il 90% dei voti (numero dei votanti 1.750 su 35 milioni di aventi diritto) contro il 10% del capo di governo uscente Luigi Di Maio. Gli altri partiti sono relegati a cifre ristrette alle 0 virgola. Alle 20.15 un comunicato di Beppe Grillo annuncia che al Favicchi è stato tolto il simbolo del M5S e che le elezioni andranno ripetute: motivazione ... FIDATEVI. La consultazione si svolgerà dalle 21 alle 23, candidato unico Luigi Di Maio. Alle 23.10 nuovo comunicato con il risultato definitivo della consultazione: Di Maio prende il 99,99% dei voti (numero di votanti 610).
Fantapolitica ? Forse ma intanto oggi è accaduto davvero a Genova dove Beppe Grillo, lui che non è il proprietario del dominio beppegrillo.it e che di fatto non esiste, ha praticamente annullato il risultato delle primarie per il comune di Genova con la seguente motivazione: ANCHE SE NON CAPITE .... FIDATIVI. Il quadro politico del paese è sempre più desolante. Da una parte il grande inciucio Forza Italia-Pd che porta al voto del Senato per non rispettare una legge dello Stato con lo scopo di creare le condizioni per il ritorno di Berlusconi e per una santa alleanza per la prossima legislatura. Dall'altra il nuovo rappresentato dal Movimento 5 Stelle, il movimento nel quale uno vale uno ed i cittadini sono portati in parlamento per esercitare la democrazia diretta, ma che di fatto è gestito in maniera dittatoriale da un comico del quale non si capisce più nemmeno il ruolo oltre quello di sentenziare: tu vai bene tu non vai bene sulla base di simpatie personali e non criteri oggettivi. Oggi è accaduto per le primarie di un comune e quindi in una votazione tutta interna al movimento (anche se non è la prima volta che una votazione viene annullata e riavviata) ma domani, con i grillini al governo ed i ministri che rispondono esclusivamente a Beppe Grillo, potrebbe tranquillamente accadere per elezioni politiche. Ecco questo comportamento vanifica qualunque buona proposta, ammesso che se ne riesca a trovare qualcuna, dei parlamentari grillini che si dimostrano sempre più dei burattini comandati a bacchetta dal grande burattinaio .... no una forza del genere non può certo andare a governare un paese come l'Italia.

giovedì 16 marzo 2017

Chi non è casta scagli la prima pietra ...



E tutti nascosero la mano !!!! Si perché con gli ultimi avvenimenti di questi tre giorni difficile tirare fuori dal cilindro del parlamento qualche movimento/partito che non faccia parte della casta. Forse gli unici sono quelli della Lega, ma qui si tratta di un partito che non avrebbe dovuto esistere per le sue manifestazioni anti Stato, anti costituzione, ultima delle quali la manifestazione del 25 aprile indetta da Salvini per la legge sulla legittima difesa. Una manifestazione che sancisce l'assenza totale dello Stato non solo quando si parla di sicurezza e protezione dei cittadini, ma anche quando si parla della sua storia e di quelle ricorrenze storiche che fanno parte di un patrimonio che nessuno avrebbe il diritto di offendere. Salvini lo fa con la complicità della Stato che se ne sta zitto disconoscendo in questo modo la propria storia. Per questo anche la Lega fa parte della casta. 
Veniamo in vece agli ultimi arrivati, il Movimento 5 Stelle, che dovrebbero essere i primi ad essere esclusi dall'appartenenza alla casta. ma come dice la bibbia beati gli ultimi. Loro vrebbero dovuto aprire il parlamento e mettere a nudo tutte le contraddizioni della casta politica che combattevano a parole, poi invece dopo la sentenza che ha sancito la illegittimità del parlamento in virtù della incostituzionalità della legge elettorale "Porcellum", invece di battersi e magardi dimettersi in toto per andare subito alle elezioni hanno continuato a sedere sui banchi della casta. Oggi poi si scopre che hanno ingannato milioni di elettori che pensavano di aver dato il loro voto ad un movimento guidato da Beppe Grillo, ed invece in questi giorni salta fuori la notizia che il movimento è guidato da un cittadino qualsiasi e sconosciuto, tale Emanuele Bottaro, proprietario del dominio beppegrillo.it. Se non è comportamento da casta questo, equiparabile al famoso appartamento di Scajola, non saprei definirlo tale. Tanto più che i parlamentari grillini sono rimasti tutti in religioso silenzio a questa notizia: ora o sapevano e quindi dovrebbero andare a casa o non sapevano e quindi dovrebbero rivoltarsi contro Beppe Grillo.
E veniamo al prototipo della casta i cari partiti Pd, Forza Italia con annessi e connessi. Fra ieri ed oggi hanno dato l'ennesima palese dimostrazione del grande accordo fra Renzi e Berlusconi per arggirare i cittadini elettori che avevano dato il loro voto alle due formazioni al grido mai al governo con l'altro. Ieri hanno salvato il ministro Luca Lotti dall'essere sfiduciato, oggi, fatto ancora più grave, hanno salvato Auguro Minzolini dall'essere sbattuto fuori dal Senato in virtù della legge Severino e della sua condanna in via definitiva per peculato. Ieri almeno i senatori di Forza Italia avevano avuto il buon gusto di uscire dall'aula, oggi quelli del Pd hanno invece palesamente ringraziato Berlusconi e company addirittura con il voto contrario alla decadenza di Minzolini. Uno spettacolo raccapricciante che allontana le istituzioni dal paese reale, un paese che deve rispettare le leggi mentre il parlamento si fa le leggi e poi le disattende "legalmente" con un semplice voto. Uno schifo totale.

E quindi il Movimento 5 Stelle non esiste


La reazione dei legali di Beppe Grillo per rispondere alla querela di diffamazione da parte del Partito Democratico ha qualcosa di surreale, ma alla fine si inquadra bene nello stile della politica italiana. Si pensava che il Movimento 5 Stelle fosse qualcosa di diverso ed invece oggi è arrivata la prova provata che il M5S altro non è che un movimento/partito all'italiana. Anzi a dire il vero forse oggi il M5S è andato oltre qualsiasi immaginazione: ha dimostrato di non esistere. I legali di Grillo dichiarano che il sito www.beppegrillo.it, il blog che fino ad oggi è stata la bibbia del M5S, non è riconducibile a Beppe Grillo, che Beppe Grillo non è responsabile di ciò che viene scritto sul blog a meno che non ci sia la sua firma (che poi non è una firma ma semplicemente nome e cognome), che nemmeno l'account twitter di Beppe Grillo è sotto il suo controllo e i vari tweet inviati in rete non sono ricondubili a Grillo. Insomma il movimento 5 stelle non esiste e sul blog i post non si sa chi li scrive (chiunque ha le credenziali del blog può mettere sotto un post un nome a casa) ma soprattutto il dominio beppegrillo.it non è riconducibile a Beppe Grillo. E così dopo gli appartamenti acquistati a propria insaputa di Scajola oggi si arriva addirittura ad informare i grillini che, a loro insaputa, il loro capo non è Beppe Grillo ma un'altra entità al momento sconosciuta. Praticamente in questi ultimi 5 anni tutti i media che hanno pubblicizzato o menzionato nei loro servizi quanto scritto da Beppe Grillo sul blog, in realtà sono stat ingannati perché chi scriveva e chi scrive non è lui. Siamo alla follia pura che per fortuna è uscita prima di arrivare alle prossime elezioni perché altrimenti molti elettori rischiavano di votare ... il nulla .. un entità inesistente. D'altra come si fa a fidarsi di un comico ? Quello fa il suo mestiere e quindi ha tirato proprio un bello scherzo a tutti i grillini che oggi hanno scoperto di rispondere .. al NULLA.

lunedì 13 marzo 2017

Al Lincotto Renzi cambia verso: cancellato anche l'opportunismo politico


Gli italiani o almeno una grande parte di loro sono una bella massa di beoti pronti a credere a chi lancia messaggi e parole d'ordine dopo averle disattese tutte quelle parole d'ordine. Hanno votato per tre volte Berlusconi e la terza volta dopo due legislature disastrose nella quali tutte le varie promesse (meno tasse, più lavoro, pensioni minime a 1000 euro, etc.etc) erano state sistematicamente non mantenute. Sentire Renzi ed i renziani nella kermesse del Lingotto a Torino ha riportato alla memoria le vicende berlusconiane. Renzi che parla di lavoro dopo il disastro della sua riforma del lavoro, che parla di riforme dopo le sue riforme bocciate o dal popolo o dalla Corte Costituzionale, che parla come se questi tre anni non fossero esistiti, che parla di sinistra quando lui l'ha sinistra l'ha distrutta cancellandola dal suo partito a suon di provvedimenti di stampo destrorso. Nessuna critica al suo operato ma anzi proposte che non hanno niente di diverso rispetto a tre anni fa con la sola differenza che in questi tre anni quelle proposte sono state tutte bocciate per un vero o per un altro. L'unico elemento di novità rispett al Renzi pre 4 dicembre è stato l'abbandono totale dell'opportunismo politico. Renzi a chiesto di volta in volta le dimissioni della Cancellieri, della Di Girolamo, di Lupi, di Guidi tutti ministri che secondo Renzi si sarebbero dovuti dimettere (come in realtà hanno fatto) per gli scandali nei quali erano coinvolti sebbene bnon indagati dalla magistratura. La motivazione era appunto l'opportunità politica e Renzi invitava addirittura i parlamentari del Pd a sfiduciare gli stessi qualora non si fossero dimessi. Oggi questa regola non vale più o meglio non vale per il ministro Lotti il quale, sebbene indagato, non è colpevole fino al terzo grado di giudizio e quindi non si deve dimettere. Il Pd e Renzi non è giustizialista  ... ma non è più nemmeno favorevole a dimissioni per opportunismo politico. Forse perché Lotti è amicone di Renzi e quindi non è opportuno che si dimetta ? Come non era opportuno che si dimettesse l'altra amichetta la ministra Boschi ? E' vero che Renzi chi ha abituati a questi cambiafaccia improvvisi ma in questo caso il sospetto che si usino due pesi e tre misure è fortemente certo. Aspettiamo il prossimo caso dove non sia coinvolto l'amichetto e/o l'amichetta.

giovedì 9 marzo 2017

Diario di una giornata di ordinaria follia in un paese senza speranza


Capitano sempre più spesso giornate come quella odierna nella quale il cittadino medio pensante non trova spiegazioni nella sequenza degli eventi politici e non sa farsi una ragione prima di come sia potuto accadere tutto questo e poi di come il paese possa uscire da una situazione sempre più nera e senza speranza di ripresa alcuna.
Si inizia di prima mattina con la notizia che l'Europa ci bacchetta sulla gestione inefficiente dell'immigrazione per le poche espulsioni, i pochi rimpatri e le lungaggini burocratiche nella gestione dei richiedenti asilo. Ma come in tutta europa si fa a gara ad erigere muri, a creare ghetti e campi di concentramento di memoria passata e la bacchettata arriva all'Italia, il paese che per la sua posizione geografica si trova ad essere la prima meta di chi fugge dalla guerra e l'unico paese che non può innalzare muri .. per fortuna. Proprio oggi il presidente del consiglio riferisce al parlamento sull'europa e sul prossimo incontro a livello europeo ed invece di ricevere l'appoggio unanime per rimandare al mittente le critiche europee, viene apostrofato dai grillini come colui che insieme al suo partito in questi ultimi tre anni ha fatto più danni della seconda guerra mondiale. Ora si può essere favorevoli o contrari alle politiche di gestione dell'immigrazione da parte del governo attuale e passato, ma di fronte ad un attacco scriteriato dal parte dell'Europa la politica italiana dovrebbe quanto meno fare fronte comune ... ma come al solito questo in un paese normale non in Italia. 
Passiamo al lavoro ed ai tanto decantati effetti del Jobs Act, punto di vanto dell'ex presidente del consiglio. Dopo otto mesi di assenza per un trapianto di fegato un operaio torna al lavoro per riprendere il suo posto ed invece si trova davanti una bella lettera di licenziamento in tronco. Eh già il Jobs Act ha cancellato l'art 18 con annessi e connessi e così i diritti, che secondo il Pd, avevano in pochi ora non ce l'ha nessuno. Ed hai voglia a dire che quei circa 600 posti di lavoro a tempo indeterminato sono costati una cifra e che il lavoro a tempo determinato non esiste più con la liberalizzazione del licenziamento, il Pd Renzi e Poletti non ci sentono e considerano quella riforma una riforma di sinistra (talmente di sinistra che la voleva fare anche Berlusconi ma ful il Pd ad impedirlo). Il povero lavoratore ora farà causa all'azienda e fra qualche anno si vedrà offrire non reintegro come sarebbe stato giusto ma bensì qualche migliaia di euro e tutti contenti e felici.
Per concludere degnamente la giornata arriva l'ennesimo provvedimento a favore dei ricchi e degli evasori. Il governo consentirà ai facoltosi imprenditori o professionisti di prendere residenza in Italia e pagare una cifra forfettaria pari a 100.000 euro piuttosto che dichiarare i propri redditi guadagnati all'estero. Insomma l'Italia diventerà un paradiso fiscale come Montecarlo, Malta o altri stati del genere. Prendete un pilota di formula uno o un calciatore straniero che gioca in Italia percone cioè i cui maggiori introiti li anno da contratti pubblicitari solitamente stipulati all'estero, professionisti insomma che guadagnano decine di milioni quando va male, si prendono la loro bella residenza in Italia, versano il loro obolo di 100.000 euro e per il resto tutto a posto. Poi in Italia i cittadini normali oltre a pagare tasse per il 40% ed oltre non ricevono servizi adeguati per quello che pagano. Dice ma lo fanno anche all'estero, ma se all'estero fanno stronzate dobbiamo copiarli anche noi ? E come la mettiamo con la Costituzione che recita "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva" ?
E questo paese ha un futuro ... ? "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività""Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività""Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"