mercoledì 20 settembre 2017

E se il prossimo presidente del consiglio fosse un fruttariano ?


Mentre tutti i partiti se le stanno suonando per arrivare alle prossime elezioni con un candidato che possa essere vincente (il centro destra con Salvini e Berlusconi, il Pd con Renzi che alcuni non vorrebbero anche candidato alla presidenza del consiglio, i partiti della sinistra che tentano di trovare un punto d'incontro su Pisapia) il Movimento 5 Stelle quello per intenderci nato all'insegna del "Vaffa a tutti" lancia le sue pseudo primarie per scegliere il proprio candidato. Anche in questo nuovo movimento se le stanno dando di santa ragione, naturalmente senza dsiretta streaming come promesso appena arrivati in parlamento, e nessuno dei big di questi cinque anni vuole sfidare Luigino Di Maio. Ecco allora che Grillo decide per tutti e manda sul ring sette perfetti sconosciuti: si va dall'ingegnere all'artigiano passando per il fruttariano. Però vedete che non si finisce mai di iparare, se non ci fosse stato Grillo ed il M5S non avrei mai scoperto che esistono anche i fruttariani, quelli che si alimentano solo di frutta. Una specie di fans delle scie chimiche dell'alimentazione. Ora la domanda è questa: e se quelli del Vaffa decidessero di votare il fruttariano e poi magari vincessero le elezioni magari anche con una schiacciante maggioranza, potremmo davvero ritrovarci un simile personaggio a presidente del consiglio ? Magari la presenza di questo singolare candidato potrebbe anche convincere i milioni di astensionisti ad esprimere un vero voto di protesta e mandare il fruttariano alla presidenza del consiglio. Immagino il suo primo provvedimento (si perché questa è gente integralista): imporre immediatamente in tutta la scuola dell'obbligo un menù fruttariano come quello che si vede nella foto sopra. Chissà magari questa scelta comporterebbe un immediata crescita del PIL grazie all'aumento della produzione di frutta nel nostro paese. Comunque certamente meglio un fruttariano che un sostenitore delle scie chimiche. Scherzi a parte anche l'ultima flebile fiammella di speranza per il nuovo, che avrebbe dovuto cambiare il paese, cade definitivamente (ammesso che fosse ancora accesa) e non si vede come questo movimento nato da un Vaffa e comandato da un comico (si lo so lo so ... i comici nel panorama politico italiano non mancano) possa davvero governare un paese qualora davvero vincessero le elezioni. Che poi secondo la logica del Movimento non si capisce a che servano queste primarie. Ad ogni domanda su chi sarà il loro candidato alla presidenza del consiglio, la risposta ripetuta come un mantra dagli intervistati grillini è sempre la stessa: "Per noi è importante il programma, non fa differenza se a capo del governo ci andrà Tizio piuttosto che Caio: chiunque vada dovrà seguire e realizzare il programma del Movimento". E allora che cavolo le fate a fa le primarie, mandateci il fruttariano o quella che crede alle sirene o il primo che acchiappate a passeggiare davanti alla villa di Grillo, tanto deve solo seguire il programma. E questi prenderanno circa il 30% dei voti .... poera Italia.

martedì 19 settembre 2017

A proposito di bufale: quella del "candidato premier"


Questa è l'epoca della lotta alle notizie false diffuse in rete, purtroppo le falsità e le così dette bufale non circolano sono attraverso la rete ed i social network. Esistono notizie false molto più pericolose diffuse dalle istituzioni. Più pericolose perché le bufale della rete sono facilmente individuabili: è sufficiente spendere un pò di tempo nella rete per scoprire o quanto meno mettere in discussione la veridictà di una notizia. Molto più subdole è pericolose sono quelle "ripetute" come un mantra in modo tale che alla fine finiscono per essere considerate vere, se poi il tam tam proviene dalle istituzioni o dai partiti politici (coloro che in questi giorni vorrebbero combattere appunto le falsità della rete) è molto più complicato smontarle. Quella che circola in questi giorni ma che la politica diffonde da qualche decina di anni, più o meno da quando si è passati al maggioritario, è quella relativa al "candidato premier" che ogni partito si appresta a schierare alle prossime elezioni. Intanto precisiamo che in Italia non esiste il premier ma esiste il presidente del consiglio che è una figura diversa soprattutto per un aspetto fondamentale: il premier è eletto direttamente dal popolo, il presidente del consiglio nella nostra repubblica costituzionale è nominato dal presidente della repubblica e, per governare, deve ottenere la fiducia del parlamento. Ecco allora che tutte le volte che un politico afferma che "quel presidente del consiglio non è stato eletto da nessuno" dice una cosa vera ma che è totalmente prevista dalla nostra Costituzione e quindi niente di scandaloso. Gli ultimi due governi con a capo un personaggio un "non eletto" sono stati quelli con presidente del consiglio Monti e poi Renzi, entrambi nominati dal presidente della repubblica ed entrambi hanno ottenuto la fiducia del parlamento per cui sottolineare che né Monti né Renzi siano stati eletti non ha alcun senso. In questo periodo che ci stiamo avvicinando alle prossime elezioni politiche quasi tutti i partiti si affannano a "nominare" quello che chiamano il loro candidato premier. Nella Lega si è autonominato Salvini, nel Pd è nominato per statuto il segretario del partito e quindi Matteo Renzi, nel M5S (perfino loro sono complici di questa falsità) sarà probabilmente eletto Di Maio, Forza Italia (la prima forza politica ha lanciare questa bufala) si aspetta di poter nominare ancora Berlusconi. Tutta fatica inutile perché dopo le elezioni potrà accadere di tutto soprattutto con la legge elettorale proporzionale attualmente in vigore. L'attuale legislatura rappresenta un esempio lampante di quanto può accadere e di quanto sia falsa la nomina di una candidato premier. Il Partito Democratico, che ha vinto se pur di poco le elezioni del 2013, aveva in Bersani il proprio candidato premier, bene Bersano non ha mai ottenuto un vero incarico e in questa legislatura si sono succeduti tre governi sostenuti da coalizioni diverse da quelle che si erano presentate alle elezioni ed un governo addirittura guidato da un non parlamentare (Matteo Renzi). Insomma quella del candidato premier è di fatto una bufala istituzionale e dispiace che anche il nuovo movimento, il M5S, che appunto doveva rappresentare il nuovo modo di far politica, abbia alla fine ceduto alla retorica di questa candidatura ingannando i propri sostenitori. Tralasciando la farsa delle votazioni on line con, di fatto, un solo candidato, il futuro eletto (probabilmente Luigi Di Maio) molto presumibilmente potrebbe non arrivare mai alla guida di un governo. Non si vede attualmente come un governo M5S possa ottenere la fiducia di altri partiti loro che sono contro tutti e tutto oltre a non accettare alleanze con alcuno. Insomma il tam tam del candidato premier è di fatto la madre di tutte le bufale che irride addirittura la Carta Costituzionale, difficile pensare che coloro che sostengono questa falsità, praticamente tutti i partiti, pretendano di varare norme per garantire la veridicità delle notizie pubblicate sul web.

lunedì 18 settembre 2017

Ora tutti hanno il loro "golpe" da denunciare


Spesso in questo millennio le parole della lingua italiana sono utilizzate a sproposito rispetto al loro reale significato. Si va da circostanze innocenti sebbene significative ad altre più gravi e pericolose. Per fare un esempio nel social network più famoso sul pianeta, Facebook, il termine inflazionato e che va oltre il significato reale è la parola "Amico". Ogni contatto che abbiamo su questo social è indicato con il sostantivo amico, un termine mutuato dalla lingua inglese, che su Facebook è utilizzato a sproposito dato che l'amico di Fb può tranquillamente essere un perfetto sconosciuto. Per andare su questione un pò più serie un altro termine inflazionato ed utilizzato a sproposito è spesso la parole "eroe". Questo termine viene non di rado utilizzato per stigmatizzare una persona che semplicemente fa il proprio dovere, comportamento che diventa un fatto eccezionale in un paese come l'Italia dove spesso i conportamenti sono al limite della legalità. Un termine che in questi giorni è tornato in voga nella politica è una parola che identifica un avvenimento drammatico e violento come può essere un colpo di stato: la parola è Golpe. Recentemente è stata utilizzata dal leader della Lega Matteo Salvini, in occasione del sequestro cautelativo dei beni del suo partito nella vicenda relativa all'utilizzo illegale che ne fece l'allora segretario Umberto Bossi, e dal Partito Democratico in ordine alla vicenda Consip che vede coinvolti sia alcuni apparti del governo che alcuni magistrati in un caos del quale ancora non sono chiari molti aspetti. Era qualche anno che un politico non utilizzava questo termine ed allora il buona vecchio Berlusconi, rincuorato dal fatto che anche il Partito Democratico è caduto fra i destinatari di un golpe in Italia, ha ricordato che lui ne ha subiti addirittura cinque nella sua carriera politica. Dal primo quando la magistratura gli fece pervenire un avviso di garanzia durante un summit internazionale a Napoli, all'ultimo quando è stato cacciato dal Senato per una condanna definitiva ed in virtù di una legge che anche il suo partito aveva votato. In quelle occasioni il Partito Democratico si prese gioco del cavaliere e, giustamente, ridicolizzò la sua accusa di aver subito un golpe; ora però che le presunte vittime del persunto golpe sarebbero esponenti del Pd renziano, il voltafaccia del partito è stato immediato ricorrendo all'utilizzo a sproposito del termine golpe. Naturalmente in Italia, per fortuna, non ci sono stati golpe o colpi di stato di alcun tipo a partire della vicenda Craxi, che fu il primo ad utilizzare questo vocabolo in occasione della sua condanna nella inchiesta di mani pulite. Ci sono solo inchieste della magistratura scatenate dal comportamento spesso illegale della politica italiana, che quindi si ribella anche solo quando la magistratura fa semplicemente il proprio dovere indagando chi è sospettato di tali comportamenti. Ecco allora che il politico passa allegramente da "fare piena luce e in tempi brevi" se l'inchiesta riguarda suoi avversari politici, a "inchiesta ad orologeria o addirittura golpe" se l'inchiesta riguarda la sua persona o il suo schieramento politico. E questi ruoli si scambiano allegramente senza distinzione di colore politico in virtù di una parola ormai cancellata dal vocabolarioa della lingua italiana: coerenza.

lunedì 11 settembre 2017

Imbecillità, ignoranza e politica: un miscuglio esplosivo


Diversi anni fa, ma nemmeno tanti, c'era il mese di agosto durante il quale tutti andavano in ferie compresa la politica che se ne stava buona e zitta almeno in quel periodo dell'anno dedicato allo svago. Non esisteva Twitter, Facebook, Internet e nemmeno gli avvisi di allerta meteo. Ce ne stavamo in vacanza a casa o in qualche località di villeggiatura tenendo lontani dibattiti, dichiarazioni e soprattutto polemiche. Poi si rientrava dalle ferie, l'estate terminava con il solito acquazzone dopo ferragosto o ai primi di settembre, si verificavano i soliti allagmenti dopo due mesi di piogge scarse e si riprendeva la vita di sempre. Certo ancora non avevamo deturpato il clima e l'ambiente per cui i temporali di fine estate difficilmente causavano morti o disastri a ripetizione. Oggi tutto è diverso. Ormai siamo il popolo delle ferie "intelligenti", non ci affolliamo più tutti insieme nel mese di agosto, così che la vita nelle città prosegue normalmente anche in agosto ed anche normalmente prosegue senza soluzione di continuità la polemica politica su qualsiasi avvenimento più o meno tragico. Una polemica infarcità però di imbecillità ed ignoranza che, anche grazie ai social, mettono a nudo il preoccupante stato mentale del paese. Ecco alcuni degli ultimi episodi che attestano quanto affermato.
Un bambina muore di malaria nel nord Italia e subito si scatena la polemica basata non solo sul comportamento da imbecille di chi la fomenta ma anche sulla ignoranza degli stessi autori e della platea che li segue. Il buon Salvini accusa naturalmente l'immigrazione portatrice a suo parere di nuove malattie (evita naturalmente di citare quali malattie e i dati su eventuali epidemie) proponendo quindi un collegamento fra la morte della bambina e l'immigrazione stessa. Qui il comportamento imbecille si associa all'ignoranza in quanto il politico in questione, che ci rappresenta in Europa, ignora che la malaria si trasmette sono attraverso la puntura di una particolare zanzara o venendo in contatto con sangue infetto e che le zanzare che causano circa 300 casi di malaria ogni anno in Italia arrivano attraverso i voli commerciali. Ma se Salvini è ignorante e si comporta da imbecille, non sono da meno coloro che gli danno ascolto, amplificano le sue castronerie (che niente hanno a che vedere con il pensiero politico) e lo votano mantenendolo al posto che occupa. 
Due ragazze americane denunciano due carabinieri di averle stuprate. Prima ancora di aver accertato lo svolgimento dei fatti (c'è stato stupro ? i carabinieri hanno approfittato di questa due ragazze consenzienti ? erano o no ubriache) sui social si scatenano post, tweet e quant'altro da parte di imbecilli patentati che naturalmente vanno dal "se la sono cercata" alla difesa senza se e senza ma dei carabinieri oppure alla criminalizzazione di tutta l'arma. Ora che ci sia stato o meno lo stupro, la gravità della vicenda sposta di poco la situazione nel senso che i due carabinieri potranno avere consequenze penali o no, ma il fatto che due pubblici ufficiali si siano comunque approfittati di due ragazze più o meno consenzienti non sposta di una virgola tutta la vicenda. I due si sono comportati da perfetti imbecilli con l'aggravante di arrivare ad un comprtamento criminale se c'è stato stupro e proprio per il fatto di essere di rappresentanti delle forze dell'ordine e quindi, stupro o non stupro, da condannare subito. Anche in questo caso però la fa da padrona il politico dal comportamento imbecille impersonato questa volta dal sindaco di Firenze Nardella. Il sindaco si scaglia su questa vicenda che rappresenta un attentato all'immagine della città, ma non se la prende con i due carabinieri che hanno usato auto di servizio e uniforme per rimorchiare, bensì con le due ragazze che si sono date allo sballo e naturalmente se la sono "andata a cercare"
Un violento acquazzone di fine estate mette in ginocchio Livorno causando 6 morti (forse 8) e come al solito anche in questa occasione prima di gestire l'emergenza si pensa alla polemica. Il presidente della regione toscana Rossi (PD) contro il sindaco di Livorno Nogarin (M5S). Il primo accusa il secondo di non aver preso provvedimenti dopo l'allerta meteo, il secondo si difende affermando che l'allerta era arancione e non rossa (il massimo grado di allerta). Il primo, Rossi, dice che bisogna lavorare sulla prevenzione e sulla manutenzione, dimenticando che Livorno è stata amministrata da oltre 50 anni dal PCI prima, poi dai DS ed infine dal PD e solo da tre anni dal M5S quindi se ci sono delle responsabilità come minimo andrebbero divise fra questi due partiti ma nella percentuale come minimo di 1 a 10. Il problema è che in Italia si scopre solo che serve manutenzione, che si è edificato male solo dopo eventi catastrofici e ed ora questi eventi si verificano a ritmo più intenso grazie anche alla distruzione del clima che l'uomo sta portando avanti.
Sempre in tema di eventi meteorologici, ieri è toccato anche a Roma (poteva mancare la capitale ?) dove il solito nubifragio ha allagato la città. Naturalmente tutti contro la Raggi ed il M5S e qui la storia è veramente comica anche perché per fortuna non ci sono morti. Nel 2011 è toccato ad Alemanno sorbirsi le critiche del Pd e del M5S, nel 2014 è toccato a Marino essere preso di mira da centro denstra e M5S, oggi tocca a Raggi cadere nel mirino di centro destra e Pd. Insomma qui l'imbecillità è circolare e non risparmia nessuno.
Ed in questa carrellata di comportamenti "imbecilli" poteva mancare lui Matteo Renzi ? Certo che no. Ieri l'ex premier era in Sicilia per l'ennesima presentazione della sua "opera" Avanti e naturalmente non poteva farsi sfuggire le solite battute sul M5S (quando uno non ha argomenti a proprio favore non può che denigrare gli avversari). Peccato che in questo suo sproloquio ha coinvolto una bambina distruggendo in lei l'ingenuità tipica per quella età (si vede che Renzi ha nel suo DNA la distruzione del futuro dei giovani). Parlando del grillini che credono alle sirene ha apostrofato una bambina, che forse lo infastidiva coi suoi strilli, dicendole di non credere alla Sirenetta perché quella è solo una favola e che se avesse continuato a credere che quel personaggio fosse reale sarebbe diventata da grande una grillina a sua volta. C'è un comportamento più "imbecille" di uno che se la prende con i bambini distruggendo la loro innocenza e ingenuità ? Ma forse più imbecilli sono stati i presenti in sala che a questa presunta battuta si sono addirittura messi a ridere invece di tirare un pomodoro in faccia al giovanotto di Rignano. E che dire poi del genitore che porta sua figlia bambina alla presentazione di un libro di Matteo Renzi ? Un comportamento degno dell'imbecillità del comportamento dell'autore del libro.

venerdì 25 agosto 2017

Italia: il paese dell'illegalità legale


Crisi economica a parte ciò che rende l'Italia un paese senza un futuro moderno degno di un paese occidentale e democratico è l'illegalità che diventa legale in ogni settore della vita pubblica e privata. E' anche vero che questa arte dell'italiano di arrangiarsi e di pensare prima a se stesso e poi alla cosa pubblica, ha permesso all'Italia di superare la crisi e di continuare a vivere tutto sommato senza troppe tensioni sociali che sarebbero naturali in un paese dove la disoccupazione giovanile ha toccato il 40%. Quale futuro può avere un paese dove una scossa di terremoto, che in altri aree geografiche avrebbe al più causato lo sversamento di acqua da un bicchiere posto su una mensola traballante, causa la morte di due persone ed il crollo du qualche decina di abitazioni. Come se non bastasse il proprietario di una di queste abitazioni, dalla quale sono stati appena salvati i suoi tre figli, dichiara allegramente di avere innalzato due piani in maiera abusiva, di essere in attesa da 20 anni del condono e quindi di essere a sua volta vittima del sistema. Eh no caro signore lei è ben integrato nel sistema, un sistema che si basa proprio sull'illegalità alla quale il sistema politico fornisce tutto il suo appoggio in cambio di un consenso al momento del voto. E d'altra parte lei non è l'unico esempio di un sistema illegale. Che dire di quanto è accaduto in questi giorni a Roma dove il sistema, prima sopporta per anni l'occupazione abusiva di uno stabile, tanto da far pensare agli occupanti che quella fosse la propria casa, poi agisce in maniera violenta contro donne e bambini per "riportare quella legalità" ignorata per anni. E' un sistema marcio che se fosse sano non avrebbe consentito l'occupazione di quelle case come non avrebbe consentito la costruzione di case abusive fin dal loro nascere. E che dire di quel sacerdote che dopo aver portato i suoi assistiti, immigrati di colore, in piscina per dar loro un piccolo premio alla loro attività in parrocchia, oggi si vede minacciato dai fascisti di Forza Nuova e addirittura pensa di non celebrare la messa dmenica prossima. Un'altra azione illegale alla quale per ora nessuno ha dato risposta. C'è bisogno di altro in questo agosto bollente ... ?

martedì 22 agosto 2017

Fra uova e terremoti le chiacchiere a sproposito della politica


Non c'è niente da fare: il politico italiano deve aprire bocca sempre su qualsiasi argomento ma il problema è che 99 volte su 100 lo fa a sproposito. Il politico del nostro paese ha due obiettivi che cambiano a seconda che lo stesso politico si trovi nelle fila della maggioranza di govenro o nelle fila dell'opposizione. Nel primo caso il suo obiettivo è di rassicurare che tutto va bene e che non ci sono problemi, nel secondo caso che tutto va male e che i problemi sono innumerevoli e irrisolti. L'obiettività non fa parte della classe politica del nostro paese anche se a volte, in questo gioco perverso, ci sono dichiarazioni che trascendono dal ruolo che ricopre l'autore delle stesse. In questi giorni nei quali l'immigrazione è passata in secondo piano grazie (si fa per dire) all'accordo con i militari libici che hanno allontanato tutti dalle loro coste, sono piombati sulla scena politica due avvenimenti: il caso delle uova contaminate e l'ennesimo terremoto per fortuna con solo 2 vittime. Lo scandalo delle uova contaminate, provenienti sembra dal Belgio e scoppiato due settimane fa circa, ha subito spinto il nostro ministero della salute a "tranquillizzare" il paese. In Italia nessun problema tutto tranquillo, hanno subito strombazzato ministri, sottosegretari e via dicendo. Poi oggi si scopre che anche nel nostro paese sono state prodotte uova contaminate e naturalmente nessuna parola di scusa da parte del ministero salvo il solito comunicato tranquillizzante: solo in due casi i controlli hanno dato esito positivo. Su questo piccolo problema ieri sera ecco arrivare l'ennesimo terremoto, questa volta ad Ischia. Una scossettina di appena magnitudo 4 ma sufficiente a causare crolli e purtroppo due vittime, che sono solo due grazie ai vigili del fuoco che come al solito salvano delle vita dopo ore di lavoro. E vi pare che il politico si lasci scappare questa ghiotta occasione ? Il ministro Delrio subito punta il dito sull'abusivismo come causa dei crolli e delle vittime, come se lui non fosse al governo e come se il suo governo ma anche altri della sua parte politica e non in questi anni non abbiano incentivato l'abusivismo con condoni a raffica. Negli ultimi 10 anni circa si scopre che ad Ischia ci siano state ben 27.000 domande di condono edilizio. I sindaci dell'isola subito insorgono e tutti insieme respingono l'accusa del governo affermando che l'abisivismo poco ha a che fare con i crolli di questo terremoto. Ora che sia l'abusivismo o no che un terremoto di magnitudo 4 possa causare tutti quei crolli è veramente da paese di quarto o quinto mondo. Ed ora si snoccioleranno le solite polemiche, le solite promesse, e i soliti interventi che da qui ad un anno lasceranno Ischia con le sue macerie. Ma come ormai è noto .. a chiacchiere siamo i più bravi del pianeta.

domenica 20 agosto 2017

Ennesimo attentato .... ennesime banalità e ipocrisie


Altro attentato per le strade di una capitale europea, altri pazzi criminali che in nome di una religione e di una fantomatica guerra con l'occidente se la prendono con gente comune che passeggia tranquillamente per strada, altri commenti e analisi pieni della solita ipocrsia e delle solite falsità. "Non ci piegheremo", "Non cambieremo il nostro stile di vita", "Non abbiamo paura". In realtà il terrorismo ha cambiato eccome il nostro stile di vita e ci ha sotto diversi aspetti piegati oltre ad aver inculcato la paura in ognuno di noi. Prendere un aereo oggi è la stessa cosa di prenderlo venti anni fa ? Andare a visitare un luogo come piazza san pietro o un luogo frequentato non è come visitarlo venti anni fa. Perquisizioni, metal detector, varchi, esercito per le strade con mezzi blindati ed armati fino ai denti altro che non cambieremo il nostro stile di vita. E quando siamo in treno, ina ereo o per strada e vediamo una faccia strana o una persona che non fa parte della nostra cultura, non alziamo tutti le antenne e pensiamo se quell'individuo possa essere o meno un terrorista ? Credo proprio che sia una reazione incondizionata di ognuno di noi. E poi puntualmente dopo ogni attentato arrivano trasmissioni televisive, dibattiti, resoconti in tempo reale, durante le quali scorrono fiumi di parole inutili per analizzare un fenomeno del quale nessuno ormai sa dare una spiegazione plausibile e di consequenza nessuno sa come affrontare lo stesso fenomeno. Anche perché gli utlimi attentati sono stati portati a termine da ragazzini o al massimo giovanotti nati e cresciuti nella così detta europa che a un certo punto hanno perso la testa si sono lasciati fare il lavaggio del cervello sono andati in mezzo alla gente e hanno ammazzato chi capitava a tiro senza fare distinzione di razza, religione o etnia. E puntualmente arriva la rivendicazione dell'Isis che però se ne sta arroccata nelle proprie postazioni in Iraq e in Siria guardandosi bene da inviare i propri adepti nelle città occidentali. Ora se questi sedicenti islamici vogliono portare la guerra all'occidente perché se la prendono con la gente comune invece di adare a colpire i centri di potere o chi lo rapresenta ? E' una guerra fra poveri anche questa ? Insomma il fenomeno è diventato complesso e incomprensibile e tutte le parole spese in queste ore o dopo ogni attentato non fanno altro che aumentare la confusione senza arrivare ad alcun punto fermo. Naturalmente da queste analisi rimangono sempre fuori le responsabilità dell'occidente, le guerre scatenate in nome dell'esportazione della democrazia o per annientare dittatori senza avere un piano preciso sul dopo oppure appoggiando quella fazione piuttosto che un'altra a seconda della convenienza del momento. Insomma c'è una grande confusione dalla quale non emerge forse l'unica vera ragione che ci ha portato a tutto questo: il fallimento totale di un modello di società basato semplicemente sullo sfruttamento del prossimo e del più debole.

mercoledì 16 agosto 2017

L'ipocrisia di Matteo Renzi e del Partito Democratico


Che in Italia la maggioranza dei politici siano falsi ed ipocriti è cosa risaputa, purtroppo nel nostro paese latita da molto tempo la figura dello statista, ma per il cittadino attento ed onesto è sempre una sorpresa scoprirlo con i fatti oggettivi ed inconfutabili. Tutti sappiamo che cosa è accaduto lo scorso anno nella campagna per il referndum costituzionale del 4 dicembre. Renzi ed i suoi accoliti del Partito Democratico per mesi ci hanno frantumato con previsioni catastrofiche se avesse vinto il NO e la sua riforma costituzionale bocciata. Dall'Italia invasa dai terroristi, alle cure ineficcaci per il cancro, fino ad arrivare ad un crollo del Prodotto Interno Lordo, insomma una paese che sarebbe andato in rovina dal giorno dopo. poi è arrivato il 4 dicembre e tutti sappiamo come è andata: il voto popolare ha rispedito al mittente una riforma costituzionale scritta con i piedi ed il cui intento era limitare la democrazia con la cancellazione del voto per una ramo del parlamento. Renzi che si è dimesso da Presidente del Consiglio ma che non ha abbandonato la politica come promesso, ma alle sue bufale siamo ormai abituati. Eccoci così arrivati ad agosto 2017, otto mesi dopo il voto di dicembre e che cosa accade: che il Pil va oltre le ottimistiche previsioni del governo, segna un +0.4% a luglio e si prevede un +1,2:+1,4% a fine anno. Un buon dato che farebbe pensare ad una critica da parte di coloro che avevano previsto la catastrofe in caso di vittoria del NO. Ed ecco invece che Matteo Renzi twitta allegramente che "I dati di oggi smentiscono i gufi. Ma non basta dire che i hanno rimesso in moto l'Italia: ora bisogna andare
Ma come ... ? La tua riforma è stata bocciata, ci avevi detto che l'Italia sarebbe crollata in qualsiasi settore ? Ed ora ti intesti questo risultato che non ha niente a che vedere con i tuoi millegiorni di governo ? E naturalmente le pecore del Pd tutte dietro al capo gregge a rilanciare il tweet sui dati positivi dell'Istat e sul risultato raggiunto grazie alle riforme (bocciate tutte) del governo Renzi. Ecco questa è l'Italia, questo è il più giovane presidente del consiglio che il paese abbia avuto, questo è il più grande partito (di sinistra si definiscono loro ... ma ormai conclamato di destra) del paese. Ancora credete a questa gente ? Beati voi spigatemi come fate se potete.

martedì 1 agosto 2017

Anche Renzi ne ha imbroccata una: il Jobs Act


Antirenziani fatevene una ragione: il Jobs Act di Matteo Renzi funziona. Non ha importanza se è l'unica riforma portata a termine rispetto al corposo programma di riforme messo in campo dal giovanotto di Rignano (anche perché è l'unica non anticostituzionale o sottoposta al voto popolare) importante è che funzioni e che consenta al buon Matteo di lanciare l'hastag #avanticosì. Se poi si approfondiscono i dati e si analizzano senza soffermarci alla diminuzione della disoccupazione allora appare evidente che il Jobs Act è un vero e proprio trionfo. Due sono i dati essenziali sui quali soffermarci: il fatto che l'Istat consideri occupato anche chi ha lavorato per un'ora solamente durante la settimana della rilevazione e l'altro dato che indica nelle diminuzione di circa 1000 unità dei lavoratori a tempo indeterminato. Ora ci si deve porre una domanda: quale era l'obiettivo della riforma del lavoro (chiamiamola così) fortemente voluta da Renzi ? Abolire il "privilegio" dell'art. 18 e incentivare la flessibilità (basta con il posto fisso). Ed ecco allora che i licenziamenti sono aumentati, che il lavoro a tempo indeterminato progressivamente viene cancellato e il lavoro è solo precario. Ha portato a termine il vecchio piano di Berlusconi: ridurre i lavoratori ad una sorta di classe posta sempre sotto il ricatto del o fai come dico io o ti licenzio e ne assumo un altro. Anni ed anni di lotte sindacali per la conquista di "diritti" elementari del lavoratore cancellati in pochi mesi. Da questo punto di vista Renzi ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissato con questa riforma. Qualcuno dirà: ma il Partito Democratico non è un partito di sinistra e quindi, in quanto tale, non avrebbe come obiettivo la difesa dei lavoratori e delle classi più deboli ? No dai ancora con sinistra, destra, centro ... queste differenzianzioni non esistono più ... una riforma o è giusta o è sbagliata e non può più essere di sinistra o di destra.  E poi un altro risultato da aggiungere alla ormai "illimitata" sfilza di "ottimi" risultati del governo Renzi è la maggiore occupazione femminile. A giugno, dice l'Istat, +12.000 inattivi ma questo dato viene dal saldo fra il +40.000 negli uomini ed un -27.000 nelle donne e questo dato fa "esultare" tutte le donne del Pd: siamo passati dalla lotta di classe alla lotta di genere. Il Partito Democratico è riuscito a far esultare per dati che in altri tempi sarebbero stati classificati come disastrosi addirittura si porta ad esempio la diminuzione della non occupazione delle donne anche se avvenuta, non come dato strutturale, ma a discapito della occupazione maschile .... 
Comunque il Jobs Act funziona non c'è dubbio: si voleva togliere potere contrattuale ai lavoratori e ci si è riusciti, si voleva cancellare il lavoro a tempo indeterminato e ci si è riusciti, si voleva liberalizzare il licenziamento e ci si è riusciti, cancellata la lotta di classe si voleva indirizzare i lavoratori verso una meno pericolosa lotta di genere e ci si è riusciti .... UN SUCCESSSONE.

giovedì 27 luglio 2017

E il populismo e la demagogia arrivarono anche in parlamento


L'Italia è un paese strano e anomalo, fuori da ogni logica di qualsiasi paese occidentale. In Italia, quando si parla di politica, o è nero o è bianco e si passa dall'uno all'altro senza soluzione di continuità. Si esulta o ci si strappano i capelli in maniera sconsiderata anche in presenza di "risultati" che alla fine non saranno nemmeno tali. E ieri è andata in scena un'altra rappresentazione tipica di questa legislatura: quella sulla "presunta" cancellazione dei vitalizi (che ora sono pensioni e hanno solo cambiato nome). Questa volta ad esultare in maniera smodata sono i grillini ai quali il vecchio e saggio Trapattoni avrebbe detto: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Il Partito Democratico ha esultato meno o per niente in quanto questa legge loro non la volevano e l'hanno portata in parlamento solo per stare dietro al Movimento 5 Stelle e cercare qualche voto da quelle parti dopo averlo cercato dalle parti della Lega con "L'aiutiamoli a casa loro". Intanto diciamo che la legge anche per il passato prevede un ricalcolo dal metodo retributivo a quello contributivo, per cui non ci sarà un'abolizione ma semplicemente una riduzione. Rimane poi il "privilegio" che con solo 5 anni di lavoro (una legislatura) un parlamentare potrà poi prendere, a 65 anni o all'età che sarà, una pensione o un vitalizio chiamatelo come vi pare. Quindi la famosa applicazione della legge Fornero anche ai parlamentari non esiste in quanto nessun lavoratore potrà mai prendere una pensione con soli 5 anni di lavoro. L'aspetto più preoccupante è il ricalcolo per coloro che già percepiscono un vitalizio o pensione in base alla loro passata attività di parlamentare: con questo criterio per esempio che cosa impedirà di chiedere agli eredi di un pensionato d'oro passato a miglior vita la restituzione di importi percepiti e ricalcolati sulla base di una nuova legge ? Dice no assurdo ... certo assurdo ma chi sarebbe pronto a scommettere un euro che non accadrà mai se passerà questa legge per i parlamentari ? A parte questi "dettagli" tecnici non si capisce per che cosa si esulta. La legge dovrà ora transitare in Senato e poi, qualora approvata, sicuramente sotto le maglie della Corte Costituzionale e a quanto pare le lezioni passate non sono servite a niente. Ricordate l'esultanza del Pd dopo l'approvazione della legge elettorale, l'Italicum, che tutto il mondo ci avrebbe copiato ? Incostituzionale e sbriciolata dalla Corte. E immagino che tutti ricordino i baci che parlamentari del Pd e alfaniani si affannavano a scambiare con la ministra Boschi per la tanto sospirata riforma costituzionale che avrebbe dovuto portare lavoro, mettere fine all'immigrazione, aumentare la sicurezza e via dicendo, riforma poi bocciata dal popolo che l'ha respinta in toto. E di queste leggi approvate fra l'esultanza e poi bocciate o dai magistrati o dalla corte costituzionale o dal popolo se ne possono elencare a decine. Quindi esultanza e retorica l'hanno fatta da padrona ieri, ma forse dopodomani saremo di nuovo al punto di partenza con qualche aspetto negativo in più: la consapevolezza di essere stati guidati per 5 anni da un partito privo di idee e progetti che alla fine del suo mandato non sa fare altro che buttarsi nel populismo e nella demagogia, e che anche il presunto nuovo che avanza di nuovo ha ormai ben poco. Qualcuno spera nelle prossime elezioni ... ma per votare chi ?

mercoledì 19 luglio 2017

Quando l'obbligo era una conquista






Della vaccinazione obbligatoria ho due ricordi distinti: il primo quando il medico mi somministrò una zolletta di zucchero con una goccia di liquido rosa, il secondo quando un altro medico mi fece una specie di scarabocchio sull'avambraccio sinistro di cui ho ancora il segno. Erano gli anni delle vaccinazioni obbligatorie, anni 60, anni nei quali nessuno si sognava di mettere in dubbio quelle pratiche mediche indispensabili per combattere patologie orrende come la poliomielite o il vaiolo. Non c'era internet, e forse in quel caso era un bene, ma soprattutto non c'erano le teorie complottiste di alcun genere. Erano anche gli anni dell'introduzione della scuola dell'obbligo e questi obblighi venivano visti come una conquista e non certo come una costrizione. Quelle costrizioni permisero di sconfiggere sia malattie invalidanti e mortali che l'analfabetismo del nostro paese da poco uscito dalla guerra. Forse eravamo "ignoranti" e ci fidavamo sia della scienza che dell'istruzione garantita da uno stato che si stava ricostruendo. Oggi che il livello culturale "dovrebbe" essersi alzato rispetto a quegli anni, ecco che il termine obbligatorio non viene accettato anche se riguarda materie delle quali si è totalmente ignoranti ma delle quali si ha la presunzione di conoscere tutto solo perché si è letto qualche pagina in rete senza avere la minim cognizione scientifica. Ed allora ecco le scie chimiche, il fasullo sbarco sulla luna, i terremoti declassati per convenienza e via dicendo. Bufale su bufale. E così un'orda di "navigatori virtuali" per i quali nomi come Sabin, Pastuer, Curie sono essenzialmente al più nomi di strade o di piazze, pretende di avere la verità in tasca e si ergono a "eroi" pronti a sconfiggere le "cospirazioni" di cui il mondo è pieno. Si è vero che in quasi tutti i paesi "evoluti" l'obbligatorietà dei vaccini è stata cancellata, ma è anche vero che in quegli stessi paesi la percentuale della popolazione vaccinata supera comunque il 90% mentre nel nostro paese di "sapientoni" si è scesi pericolosamente al di sotto. Ora così come esiste la scuola dell'obbligo, l'obbligo di non fumare nei luoghi pubblici, l'obbligo di limitare la velocità sulle strade o l'obbligo di dare la precedenza a destra, ci sarà di nuovo l'obbligo di vaccinarsi fino a che non sarà sconfitta l'IMBECILLITA' strisciante derivante da una "cultura" virtuale nata stando seduti davanti al vostro pc o smartphone a bervi tutto quello che vi passa sullo schermo.

Immigrazione: governo ostaggio di comuni e europa


Che l'immigrazione sia diventato un problema gigantisco e non facilmente risolvibile è un fatto ormai noto e che sia diventata tale dipende sia dalla poca lungimiranza della nostra politica sia del capitalismo occidentale che non ha nessuna intenzione di porre rimedio seriamente a questo problema. Detto questo, tutto quello che può fare un stato come quello italiano è semplicemente tentare di governare il fenomeno con il minimo danno, ma naturalmente senza pensare di riuscire a risolverlo. E il nostro governo che fa ? Niente altro che rimanere ostaggio da una parte dell'Europa che dopo aver chiuso i confini via terra (la rotta dei balcani) non ha intenzione di assistere l'Italia nella gestione dell'emergenza, dall'altra dei Comuni italiani che nella maggioranza dei casi non hanno intenzione di rispettare le direttive del governo stesso in merito alla distribuzione dei migranti sul territorio. Un governo quindi incapace, ma come lo sono stati tutti i precedenti su questo tema, che non ha la forza e la capacità di impostare e far valere la sua politica (ammesso che ne abbia una). Il risultato è che le migliaia di persone che arrivano, ormai portate dai traghetti delle ONG che si sono sostituite da una parte ai barconi libici e dall'altra alla marina militare, sono trattenuti in specie di campi di concentramento per poi essere dislocati in qualche albergo, casa o similari in balia di se stessi. In pochi casi c'è una vera attività di integrazione ma anche questa del tutto insufficiente rispetto ai numeri di coloro che entrano nel nostro paese. Soluzioni ? Inutile ormai lanciare i soliti messaggi all'europa sul fatto che deve aiutarci, a parte qualche soldo in più nessun paese ha intenzione di prendersi qualche immigrato, ed allora è necessaria un'azine di forza. O dare i famosi permessi che consentano agli immigrati di vagare per i paesi europei o chiudere i rubinetti dei fondi con il quale finanziare la comunità europea. A questa azione di forza ne deve poi corrispondere un'altra verso i sindaci obbligando anche loro a rispettare le direttive magari tagiando anche a loro i fondi. Non vedo altre soluzioni ammesso che non si voglia davvero istituire un blocco navale davanti alle costre libiche magari affondando qualche barcone che tenta di prendere il mare. Comunque tutte terapie urgenti che non risaolveranno il problema come non lo risolverebbe la nuova strategia del Partito Democratico copiata dalla Lega: aiutarli a casa loro. C'è un solo modo per aiutarli davvero a casa loro: smettere di sfruttare quei paesi dai quali si origina l'immigrazione e quindi far rientrare compangnie petrolifere, compagnie di estrazione diamanti e metalli vari e lasciare tutte queste risorse in mano loro. In una sola parola redistribuire la ricchezza mondiale che ormai è in mano ad una bassissima percentuale di persone, quindi abbandonare il capitalismo che ormai ha dimostrato ampiamento il suo fallimento.

lunedì 17 luglio 2017

Fatti non pugnette: bonus a pioggia e precarietà per tutti




Oggi è un altro giorno da incorniciare per il Pd renziano: prende il via l'ennesimo bonus volto ad ottenere consenso, quello per l'asilo nido. Mille euro a chiunque ne faccia richiesta indipendentemente dalle condizioni economiche ecco come sperperare il denaro pubblico in nome della compra vendita di un misero voto. Forse nelle intenzioni del segretario del Partito Democratico c'era il voto in autunno, ma gli è andata male e quindi il bonus scatta troppo presto, quando si voterà a marzo 2018 tutti se ne saranno già dimenticati. Comunque Renzi lo aveva dichiarato già dal primo momento del suo ingresso nel panorama politico nazionale: per vincere il Pd deve andare a prendere i voti a destra e per mettere in atto questa strategia qualche miglior modo che regalare bonus a tutti (salvo poi riprenderseli come nel caso degli 80 euro) oppure approvare riforma di stampo berlusconiano (come l'abolizione delle tutele per i lavoratori e la liberazlizzazione del licenziamento). Quindi anche questo bonus rientra nella strategia politica del Partito democratico, una strategia che da tempo ha abbandonato le classi più deboli e si è dedicato anima e corpo a quella classe sociale che certamente non aveva bisogno del Pd ma che comunque porta voti. Ora comunque in molti a sinistra si stanno rendendo conto delle reali politiche di questo partito ormai votato ad occupare il centro con tendenze verso destra e i voti racimolati da una parte li perde ed in maisura maggiore dall'altra. Ma a parte la politica dei bonus il fallimento reale del Partito Democratico e delle politiche di questi quattro anni, quelle per la quali Padoan ora dice che siamo fuori dal tunnel e quelle strombazzate nel libro di Renzi e nella narrazione dei suoi accoliti. Poi qualcuno ogni tanto ci suona il campanello e ci da una sveglia: che sia l'Inps, o l'Istat o l'europa poco importa. Oggi appunto è l'europa che ci ricorda abbiamo il record in europa di giovani che non cercano o non hanno lavoro (20% contro 11% media europea), il numero di persone che vivono in povertà estrema è aumentato unico caso in Europa con Estonia e Romania, chi riesce a trovare lavoro nel 15% dei casi ha contratti atipici (meno del 5% nel Rego Unito). Insomma il quadro reale è molto diverso da quello che puntualmente gli esponenti del Pd ci raccontano, ma chi vive nella realtà lo sa benissimo.

venerdì 14 luglio 2017

Nel paese dei quaquaraquà ... anche i grilli scrivono libri


Si dice che gli italiani non leggono (dati Istat: nel 2016 4 milioni di lettori in meno rispetto al 2010, 57% popolazioe dichiara di non aver mai letto un libro) poi vai in libreria e ti rendi conto prché gli italiani non leggono: perché siamo un paese di scrittori. Scrivono tutti cantanti, attori, calciatori, giornalisti e naturalmente politici. Ora mentre anni indietro un non-scrittore di professione scriveva un libro per raccontare esperienze vissute, magari quando le stesse esperienza fossero concluse, oggi questa tendenza è completamente cambiata: si scrive in corso d'opera quando quindi la capacità di analisi storica non è certamente matura per analizzare fatti avvenuti da poco tempo. Sinceramente non saprei come inquadrare il libro di Matteo Renzi, intendiamoci non l'ho letto e me ne guardo bene, ma il giovanotto, che continua a fare il simpatico in televisione tanto da finire per essere uno dei più antipatici fanfaroni, con la complicità dei giornali ha fatto in modo di far conoscere la sua "opera" anche ai non lettori. Il quadro che ne è uscito non è diverso da quello che si ha ascoltando per soli 10 minuti l'ex presidente del consiglio: un spara parole autoincensanti ma spesso, se non quasi sempre, false rispetto alla realtà dei fatti. Per non parlare poi dei suoi cambi di parere su problemi seri ai quali ci ha abituato in questi quattro anni e che nel libro si ripetono. Mettendo da parte lo "squallore" e la "falsità" con cui racconta la vicenda di Letta (come se la direzione Pd che decise la "successione" non fosse stata trasmessa in streaming dopo il famoso #lettastaisereno o come se non si fosse visto il passaggio di consegne a Palazzo Chigi), c'è poi la questione attuale quella dell'immigrazione sulla quale tutti i "quaquaraqua" del nostro paese si impegnano quotidianamente a chi la spara più grossa. Sulla questione Renzi ha cambiato radicalmente direzione passando dal "bisogna accogliere tutti" alla parola d'ordine leghista e destrorsa "Aiutiamoli a casa loro". Ora nessun problema a cambiare opinione, ma se la si cambia in maniera così radicale si avrebbe il dovere almeno di dare maggiori delucidazioni sul perché e soprattutto sul come attuare la nuova strategia. Perché tutti siamo bravi ad espletare un programma politico a suo di slogan (Berlusconi ci ha vinto le elezioni tre volte e Matteo Renzi sta ripercorrendo quella strada) del tipo "meno tasse per tutti", "un milione di posti di lavoro", "giustizia più veloce" e via dicendo ... il problema e la sostanza dovrebbe stare sul come attuare poi questi slogan. Ecco allora che la parola d'ordine "aiutiamoli a casa loro" potrebbe anche essere la strada più giusta se si aggiunge un pezzo relativo al come, quando e in che modo. Che vuol dire aiutiamoli a casa loro quando contemporaneamente a casa loro ci sono le multinazionali del capitalismo occidentale che sfruttano le risorse naturali di quei paesi (diamanti, gas, petrolio, uranio, etc. etc.) affamando allo stesso tempo quei popoli ? Aiutiamoli a casa loro non sgnifica mettere soldi sulla voce cooperazione ma capire poi come quei soldi saranno utilizzati e investiti dai governi stessi (per lo pù governi di stampo dittatoriale) oggetto della cooperazione. In quei paesi la gente scappa non solo per le semplici condizioni economiche ma anche perché manca assolutamante l'istruzione, l'assistenza sanitaria e soprattutto la possibilità di innalzare la propria condizione sociale. E questa situazione è l'effetto dello sfruttamente occidentale quindi il primo passo per aiutarli a casa loro sarebbe SMETTERE DI SFRUTTARLI ... Matteo Renzi saresti capace di mettere in campo un programma di questo genere ? Ho dubbi anzi quasi certezze .. certo che no altrimenti quale migliore occasione di un libro per spiegare il progetto di "aiutiamoli a casa loro".

martedì 11 luglio 2017

Il fascismo vietato per la terza volta ... per non occuparsi dei problemi seri

Il paese ormai è governato a vista ed ogni giorno sorgono nuove emergenze. Per tre anni c'è stata l'emergenza riforme, sono state fatte e rispedite al mittente (o dal popolo o dalla corte costituzionale) e l'emergenza è terminata senza che accadesse niente di che. E che dire dell'emergenza lavoro che ha portato in pochi mesi ad un riforma che come primo risultato ha liberalizzato i licenziamenti, manca il lavoro ed io ti consento di licenziare senza cavilli. Poi c'è stata l'emergenza vaccini e subito una belle legge che multa chi non vaccina i propri figli così chi economicamente può non vaccina. Ora c'è un'altra emergenza spuntata quasi dal nulla: il ritorno del fascismo e il rischio di una nuova marcia su Roma. Tranquilli il Partito Democratico che governa ha subito la nuova legge pronta da sfornare e poco importa se già ne esistono due (Scelba 1952 e Mancino 1993), meglio abbondare e creare ancora più caos nella normativi civile e penale. Più leggi ci sono e più facile è per chi le viola uscirne indenni. La prima domanda che sorge spontanea è: ma se i nostri legislatori sono così veloci ed efficienti perché questo paese è sempre l'ultima ruota del carro dei paesi occidentale e dell'europa ? Perché da noi la burocrazia, figlia legittima del caos legislativo, impera e funziona da ostacolo a qualsiasi iniziativa piuttosto che agevolarla ? Perché il nostro parlamento ed i nostri governi viaggiano nell'emergenza e sull'onda dell'emotività, nessuno ha la forza di seguire un progetto reale ed un modello di sviluppo serio e concreto, ma si sfornano leggi e provvedimenti a seconda della bisogna immediata. Ed il sospetto è che questo pronto intervento legislativo sia una vera e propria strategia per non occuparsi dei problemi reali e concreti come per esempio il lavoro, le disuguaglianze e la pressione fiscale. Naturalmente il Partito Democratico, guidato da un folle pieno di sè che ogni giorno sforna dichiarazioni che si contraddicono nel giro di poche ore, sfrutta queste emergenze per distrarre il paese dalle boutade del suo segretario e gli altri ci cascano a fittone. E' il caso della "nuova legge" Fiano contro il fascismo che capita a fagiuolo proprio mentre le cronache si occupano di uno stabilimento balneare di Chioggia dove un "aspirante" duce imperversa. Ma lo stabilimento non è sorto dal nulla e stava lì già da tempo e quindi il disegno appare in tutta la sua ipocrisia e demenzialità: i media si occupano dello stabilimento e Fiano sforna la sua legge che già arriva alla Camera così dal nulla. Su dai non tutti abbiamo l'anello al naso. Senza contare che già ci sono due leggi che danno diversi problemi di interpretazione per cui per esempio il reato di saluto romano a volte è punito altre volte no a seconda del giudice, introdurre una nuova legge piuttosto che fare chiarezza su quelle già esistenti è da folli e da manovra di distrazione di massa da manuale. Un'aspetto positivo della proposta Fiano comunque c'è: ha fatto venire allo scoperto sia l'ignoranza storica sul fascismo (Brunetta propone il reato di apologia del comunismo), sia la presenza di una moltitudine di fascisti latenti (grillini in testa) nel nostro paese anche se questo aspetto era già noto. Purtroppo però in Italia siamo sempre alle solite: quando non si riesce ad applicare una legge se ne fa un'altra simile aggiungendo confusione e contribuendo all'inapplicabilità delle norme.

venerdì 7 luglio 2017

Dallo streaming allo stopping


Dopo che la nostra politica è rimasta praticamente ferma dall'avvento della Repubblica agli anni 90, e dopo un altro ventennio praticamente di immobilismo sostanziale con i governi Berlusconi e le finte opposizione dei Ds e poi del Pd, oggi la dinamicità del mondo politico è sicuramente più elevata almeno negli aspetti formali. In pochi mesi si è passati dalla rottamazione alla riabilitazione e dal tutto in rete per consentire la partecipazione dei cittadini alle porte chiuse per non mettere in piazza lo squallore del dibattito politico. I fautori di questi repentini cambiamenti con consequenti ritorni indietro sono il M5S e a ruota, più che altro per mero calcolo elettorale piuttosto che per convinzione, il Pd targato Renzi. Epocale fu la diretta streaming del 2013 fra Bersani e due pivelli grillini che fecero una magra figura senza rendersi conto di dove si trovavano (la Lombardi che dichiarava sembra di essere a Ballarò). Alla successiva occasione infatti si presento Grillo con il quale Renzi terminò il confronto urlando "esci da quel blog" salvo poi aprirlo lui un blog sulla scia del comico genovese. Lo stesso Pd con Renzi dette vita alle dirette streaming della propria direzione, salvo poi ieri tornare indietro dopo aver dato dimostrazione in quelle dirette la perfetta inutilità delle direzioni del partito decantate come momenti di democrazia. Una democrazia che si svolgerva secondo il seguente canovaccio: Renzi fa la relazione iniziale, intervengono esponenti renziani a favore senza se e senza ma ed esponenti contrari alla relazione del segretario che fanno proposte e inviti al segretario stesso di modificare la rotta, nessuna delle opzioni contrarie viene presa in considerazione, si vota la relazione del segretario senza modifiche e con l'atensione dei contrari. Una farsa ed una messa in scena ridicola che fra l'altro ha contribuito alla perdita di consensi sia da parte del partito che di Renzi stesso. E così si è arrivati allo stop dello streaming seguendo ancora una volta le orme del M5S che le ha sospese da tempo per nascondere i propri dissidi interni e la solita soluzione grillesca: si fa come dico io abbiate fiducia in me. Questo passo indietro sulla persunta democraticità del tutto on line, un principio sulla carta anche giusto, dimostra quanto i nostri partiti vecchi e nuovi non siano assolutamente pronti per questo salto in avanti nel livello di democrazia e serviranno ancora decenni prima che l'Italia, un paese tipicamente individualista, sia pronta per farlo. Servono dei cambiamenti culturali e sociali che non possono essere imposti da un momento all'altro. Stessa sorte ha subito la rottamazione renziana che alla fine in soli tre anni ha portato a far tornare in auge i presunti personaggi da rottamare: Bersani, D'Alema e lo stesso Berlusconi (ammesso che l'ex cavaliere sia davvero nel mirino del rottamatore come personaggio da mettere da parte) sono tornati protagonisti principali. Anche in questo caso per mettere da parte vecchi personaggi e vecchia politica servono idee e progetti nuovi, mentre Renzi è caduto nelle stesse pecche della vecchia politica. Clientelismo, autoritarismo e scandali che piuttosto che essere spiegati sono insabbiati. Niente da fare dopo una piccola ventata di aria nuova, la bonaccia è tornata e siamo di nuovo in pieno prima repubblica ammesso che il paese ne sia davvero uscita.

giovedì 6 luglio 2017

Europa e immigrazione: ognuno per sé e l'Italia per tutti


L'immigrazione è causata da politiche sciagurate del capitalismo e dell'occidente contro paesi poveri, ma ricchi di risorse da sfruttare a beneficio del capitale. In particolare alcuni paesi come Francia, Inghilterra e Olanda ex paesi colonialisti sono i fautori dello sfruttamento senza limiti dei paesi africani mentre poi Stati Uniti, con il contorno di decine di paesi fra cui l'Italia, sono coloro che hanno portato la guerra in nome dell'esportazione della democrazia. Quando è iniziato il fenomeno dell'immigrazione l'Europa è corsa subito ai ripari con un accordo trappola per l'Italia, quello di Dublino e l'Italia, nota per la qualità politica sei suoi "statisti" che la governano dal 1990 in poi, è caduta nel tranello. Nel 2016 sono stati trasferiti in Italia circa 3200 immigrati da altri paesi europei in quanto l'Italia era stata il loro paese di ingresso in europa, per lo stesso principio circa 100 immigrati sono stati trasferiti dall'Italia ad altri paesi europei. Non era difficile capire che quel trattato sarebbe stato un trattato capestro per Italia e Grecia, i paesi più esposti all'immigrazione per la loro estensione in mare dove i confini non sono "facilmente" difendibili (ammesso che nel caso dell'immigrazione si possa parlare di difesa dei confini). Con l'esplosione del fenomeno immigrazione dal 2015 in poi, Italia e Grecia sono stati messi in mezzo da una parte dalla massa degli immigrati e dall'altra dai paesi europeui che hanno di fatto chiuso le frontiere per l'eventuale circolazione degli immigrati. Il fenomeno si è aggravato con la politica dell'europa che ha lasciato in mano alle ONG il traffico nel mediterraneo da Libia e paesi limitrofi verso Italia e Grecia. Prima erano  barconi dei trafficanti del mare che trasportavano i migranti con le immancabili e conseguenti tragedie del mare, ora, nel lodevole tentativo di evitare carneficine, le ONG si spingono fino alle coste della Libia a prelevare i migranti mettendo in gioco, inutile negarlo, un business umanitario. In mezzo a questo caos l'Europa si è dimostrata quello che già avevamo visto nella crisi economica: un entità incapace di governare dove ognuno pensa per se. Nella crisi economica la Grecia è stata massacrata, nell'immigrazione il massacro è da una parte verso le vittime della politica europea e occidentale, gli immigrati, dall'altra verso i paesi esposti come Italia e Grecia. Di fatto l'Europa non esiste se non per una moneta che ha creato diversi problemi ai paesi più deboli (anche per la miopità della politica almeno in Italia): niente politica comune, niente politica estera comune, niente esercito comune ... insomma un'entità che svolge il compito del cerbero sui conti pubblici a discapito dei ceti medio bassi. E l'Italia che fa ? Beh la pochezza politica del nostro paese non può che aggravare questo problema che d'altra parte non può essere risolto da un singolo paese. I nostri politici fano tenerezza e compassione nei loro appelli che si risolvono in parole sterili come "L'atteggiamento dell'europa è inaccettabile", "Non possiamo essere lasciati soli", "E' necessaria una politica comune" e via dicendo. Tutti concetti scontati salvo non essere incisivi ma addirittura ininfluenti quando potremmo contare qualcosa, l'ultimo semestre di presidenza italiana ne è stato un esempio lampante.

sabato 1 luglio 2017

Il fallimento del "rottamatore"

 
Uno degli aspetti più antipatici (per non dire più odiosi) dell'ascesa alla ribalta politica nazionale di Matteo Renzi è stato quello di presentarsi come "il rottamatore" della vecchia politica e dei vecchi politici soprattutto. Un compito che già avrebbe dovuto mettere in guardia chi non lo conosceva sulla sue presunte qualità di statista e di politico in grado di governare. Invece di attingere alla fonte della esperienza passata (positiva o negativa non era poi rilevante) di chi aveva già occupato cariche rilevanti nella politica del paese, lui si presentava come quello che avrebbe tolto di torno, utilizzando il termine "rottamare" utilizzato fino ad allora per oggetti e non per le persone, tutto il passato incarnato in personaggi come D'Alema, Prodi, Veltroni, Berlusconi e via dicendo. Dopo quattro anni e tre di governo in realtà il buon Matteo ha finito per rottamare il Partito Democratico ed il suo storico giornale l'Unità, mentre tutti i personaggi di cui sopra sono tornati in auge dopo, quelli che appartenevano al Pd, aver lasciato il partito stesso. Tre anni di governo disastrosi con riforma costituzionale bocciata dal voto popolare, riforma elettorale bocciata dalla corte costituzionale, riforma della pubblica amministrazione rimandata due volte a settembre proprio dalla corte costituzionale, riforma del lavoro che ha aperto le porte al lavoro precario diventato tale anche per i contratti a tempo indeterminato grazie alla liberalizzazione del licenziamento, questi sono i passaggi fallimentari del governo Renzi. In materia di rottamazione le uniche "rottamazioni" portato a termine sono quelle del Pd, diviso e perdente a partire dalle elezioni europee in poi, ed il suo storico giornale l'Unità. La seconda vittima del processo di rottamazione è proprio lo storico giornale, quello che negli anni 50-60 veniva portato direttamente nelle case dai volontari del Partito Comunista Italiano e che rappresentava un pezzo importante di quella storia. L'agonia del giornale è iniziata con la nascita proprio del Partito Democratico, ma l'assassinio finale è stato proprio condotto da Matteo Renzi che invece di provare a risollevarlo, proprio oggi 1 luglio ha dato vita ad un altro giornale on line "Democratica". E' proprio la nascita di questa testata virtuale ha dimostrare l'intenzione del giovanotto di Rignano, primo segretario democristiano dell'ex partito comunista, ha dimostrare la premeditazione nella morte annunciata dell'Unità. Un altro passo verso il definitvo, per chi ancora avesse dei dubbi, distacco del Partito Democratico dell'area politica della sinistra per un ulteriore passo di avvicinamento al centro e soprattutto alla destra rappresentata da Berlsuconi e Forza Italia (a quando la fusione dei due partiti ?).  Grazie Renzi per aver cancellato un altro pezzo di storia della più grande sinistra europea, ma non la cancellarai mai dai cuori di coloro che non si sono mai venduti per un posto, per un voto, per una poltrona o per una maggioranza che governa contro le fasce più deboli della popolazione.

venerdì 30 giugno 2017

Migranti economici e non: l'ipocrisia del capitalismo occidentale


Il problema dei migranti diventa sempre più grave e sempre meno risolvibile soprattutto perché nessuno ha intenzione di risolverlo. Si continuano a cecare soluzioni all'emergenza, che ormai non è più emergenza ma una condizione endemica, soluzioni che si risolveranno in un bel nulla se non si farà niente per intervenire alle radici il problema: lo sfruttamento secolare dei paesi dell'africa da parte dell'occidente e del suo modello di sviluppo, il capitalismo. A questa causa principale negli ultimi 15 anni se n'è aggiunta poi un'altra che ha causato il peggioramento della situazione internazionale: le guerre scatenate dall'occidente in nome della presunta lotta al terrorismo. E A questa seconda causa dell'immigrazione, il mondo occidentale, con infinita ipocrisia, ha messo in campo la suddivisione fra immigrati che scappano dalla guerra (causata e alimentata dal mondo occidentale) e immigrati economici (causati dalla povertà grazie allo sfruttamento senza limiti del mondo occidentale). Alla prima categoria di migranti il mondo occidentale afferma di garantire l'accoglienza, alla seconda categoria garantisce il ritorno a casa a morire nella povertà. Ad entrambe le categorie comunque garantisce una permanenza o in qualche campo di concentramento denominato centro di accoglienza (o qualche altra denominazione fantasiosa) oppure una vita in strada a rubare, borseggiare, spacciare denominando questo trattamento "integrazione". Il paese più esposto ed allo stesso tempo più impreparato a questo fenomeno è sicuramente l'Italia, mentre altri paesi europei come Francia, Inghilterra, la stessa Svezia erano già paesi all'interno dei quali esistevano comunità di immigrati non indifferente e quasi perfettamente integrate. L'Italia invece fino agli 90 era un paese abitato solo da italiani che non avevano alcuna dimestichezza con l'immigrazione (se non quella cronica interna da sud a nord) e che vivevano senza alcun contatto o contaminazione con culture straniere. Ma l'Italia è stato ed è il primo paese preso d'assalto dal fenomeno dell'immigrazione degli anni 2000 in quanto il più facilmente raggiungibile dalle coste africane. E l'Italia è stata lasciata al suo destino da quella che dovrebbe essere l'Europa ma che lo è solo quando c'è da far quadrare i conti a spese dei cittadini e/o salvare le banche e/o determinare le misure delle vongole da pescare. Il nostro paese, già incapace di governare nell'ordinario, si è trovato ad affrontare una situazione straordinaria che da una parte è stata utilizzata come speculazione politica per ottenere consenso da parte di chi sta all'opposizione (dopo non averla saputa gestire quando governava) mentre dall'altra è diventata rapidamente ingestibile. Ma a prescindere dalla situazione contingente per la quale nessuno ha una soluzione percorribile che non sia quella di gestire in maniera organizzata e umana gli immigrati (chiusura dei porti, blocchi navali, respingimenti, e via dicendo sono tutte soluzioni non attuabili e solo di stamp populista), se poi non si agisce a livello internazionale nel cambiare rotta e politica verso i paesi che originano l'immigrazione, il problema non si risolverà mai se non in qualche modo cruento. Il capitalismo ha fallito su tutti fronti e se non si cambia rotta il fallimento rischia di diventare la causa di futuri sconvolgimenti, soprattutto ora che anche la Cina, sempre più capitalista, è entrata a gamba tesa nel continente africano sostituendosi spesso all'occidente. Purtroppo questo cambio di rotta non si vede ed è questo il reale problema: l'immigrazione smisurata è il prodotto finale del capitalismo ed il capitalismo intende ributtarla a mare mettendosi in pace con la propria coscienza in merito ai migranti causati dalle guerre.

mercoledì 28 giugno 2017

Rai: tv pubblica ma di fatto privata


La presenza di una rete televisiva pubblica dovrebbe essere uno dei punti qualificanti di una democrazia soprattutto in un'epoca come questa nella quale siamo sommersi dall'informazione e quando l'informazione è sovrabbondante diventa spesso rumore. In questi ultimi 20 anni si è comunque potuto toccare con mano il potere della televisione grazie alla quale il buon ex cavaliere ha vinto per ben tre volte le elezioni politiche anche grazie all'occupazione totale della tv pubblica. Purtroppo in Italia la Rai è sempre stata in mano alla politica e con la scusa della tv pubblica il risultato è stato sempre quello di una lottizzazione fra i vari partiti con una prevalenza governativa: risultato dell'era berlusconiana è stato quello di avvicinare la televisione pubblica a quella privata. Programmi spazzatura copiati o clonati da mediaset, pubblicità invasiva, epurazione di personaggi scomodi salvo qualche rara eccezione (qualche programma su Rai 3 che ha costituito comunque un'eccezione più che la regola). Il tutto nonostante il canone pagato dai cittadini italiani. Qualcuno pensava che con l'immissione del canone rai nella bolletta dell'energia elettrica e con la conseguente cancellazione dell'evasione (che era a livelli notevoli come del resto tradizione nel nostro paese), la Rai modificasse in qualche modo il suo palinsesto ed i suoi programma in virtù di una maggiore capacità economica rispetto al privato. Ed invece la situazione è andata peggiorando soprattutto in termini di pubblicità che è diventata ancora più invasiva rispetto al privato (basta vedere cosa accade in una partita di calcio quando qualsiasi piccola interruzione viene sfruttata per mandare in onda brevi spot pubblicitari, o in occasione di film mai trasmessi per intero o comunque con un solo spot in mezzo al film), ma anche in termini di compensi ai vari artisti. Proprio ieri è stato rinnovato il contratto a Fabio Fazio con un incremento di circa 1 milione di euro, portando il suo compenso a 2,8 milioni l'anno: uno schiaffo a tutti i contribuenti magari di qualsiasi ordine sociale che vedono il "loro" canone utilizzato per stipulare simili contratti. Si dirà che il compenso di Fabio Fazio è coperto dalla pubblicità e dagli sponsor, rimane sempre l'aspetto etico di una televisione pubblica che si mantiene anche grazie ad un contributo (forzato) pubblico per poi "copiare" modalità, gestione, qualità, tutto cioè dalla televisione privata. I cittadini che sono indignati hanno comunque uno strumento molto semplice per ridimensionare quei compensi faraonici: cambiare canae e non guardare certe trasmissioni di conduttori "finti" democratici e di sinistra. Di fatto comunque in Italia ormai non esiste più una tv pubblica e sarebbe forse meglio privatizzarla, abolire il canone e dare vita ad una vera televisione "pluralista".

lunedì 26 giugno 2017

Il Partito Democratico perde anche da solo


Sono diversi gli spunti e le considerazioni che nascono da questo ballottaggio per le elezioni in diversi comuni italiani anche se come al solito tutti o quasi tenteranno di dimostrare che hanno vinto.
Il Partito Democratico prende l'ennesima scoppola dopo che le europee dell'era renziana avevano illuso i suoi sostenitori. Renzi è stato un disastro non solo a livello nazionale con riforme bocciate dalla corte costituzionale o dai cittadini, con la divisione del partito e con la nuova resurrezione del duo Forza Italia-Lega. Il capolavoro del Pd in queste elezioni è stato il comune di Trapani dove, per brutture della legge elettorale siciliana, era in campo un solo candidato, quello del Partito democratico, che ha perso contro se stesso. Dovevano andare al voto almeno il 50%+1 dei cittadini ed invece il quorum è stato del 26,46% e quindi l'unico candidato del Pd è stato sconfittto da se stesso.
Il sistema del ballottaggio con un sistema politico ormai tripolare fa sì che gli elettori del M5S votano comunque contro l'eventuale candidato del Pd qualora questo corra contro il centro destra, gli elettori del centro destra votano contro l'eventuale candidato del Pd qualora questo corra con il M5s o qualche lista civica (vedi Parma), insomma il Partito Democratico ha sempre tutti contro e questo la dice lunga sulla politica renziana e sulla sua simpatia fra gli avversari politici. E non si tratta solo di un confronto politico.
Riprende vita il centro destra e, dove Forza Italia e Lega riescono a presentarsi insieme, il loro candidato vince grazie alla resuscitazione messa in atto dallo spostamento a destra del Partito Democratico guidato da Renzi. Il segretario del Partito Democratico punta ad un accordo, che forse c'è già, con Berlusconi per arrivare alla grande coalizione per governare il paese nei prossimi cinque anni. Renzi è allergico alle politiche di sinistra e la sua politica è sempre stata quella di andare a prendere voti a destra: come si fa a prendere quei voti se non attuando politiche di destra ? Ora però a livello locale la sua "antipatia" cronica da bulletto del quartiere lo ha portato alla sconfitta e solo un binomio con Forza Italia può riportarlo al governo.
Il Movimento 5 Stelle, pur avendo ottenuto qualche successo, a livello locale conta ancora poco grazie al sistema di reclutazione dei candidati non radicati sul territorio e dopo le speranze di Parma, Roma e Torino il loro risultato è stato deludente nonostante i loro gridi di vittoria.
Ed infine per l'ennesima volta il vincitore è stato il partito dell'astensione, un partito favorito dal periodo dell'anno nel quale si sono svolte queste elezioni, Renzi e soci giocavano sull'astensione per limitare la batosta, che ancora una volta dimostra quanto il paese sia ormai "lontano" dalla politica tutta e dal suo modo di affrontare o non affrontare i problemi del paese. Ieri tanto per ricordare il governo ha salvato ancora una volta qualche banca prelevando circa 200 euro a testa ad ogni cittadino italiano, e purtroppo soldi che non ci verranno restituiti ma che si andranno a sommare ai tanti balzelli, ticket, tasse, e via dicendo.

venerdì 16 giugno 2017

Ius soli: parlamento inadeguato fra fascisti vecchi e nuovi





L'unica cosa buona che avrebbe potuto fare questo parlamento sarebbe stata quella di dimettersi ed andare al voto immediatamente dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale con la quale era stato eletto. Nessuno però ha avuto l'onestà intellettuale di farlo e/o proporlo ed ha preferito andare avanti proponendo anche riforme importanti che avrebbero richiesto appunto una camera, un senato ed un governo più autorevoli dei tre a guida Pd che fino ad ora si sono succeduti in questa legislatura. Ecco allora che, mentre le riforme renziane sono state tutte rinviate al mittente, altre come le unioni civili e/o la ius soli di questi giorni rischiano di costituire un terreno di puro scontro, anche fisico, piuttosto che un momento di confronto per arrivare a qualche riforma sul piano dei diritti cicili che faccia fare qualche passo avanti al nostro malandato paese. I partiti, che quotidianamente se le danno di santa ragione su questioni banali e ininfluenti, non possono poi avere la capacità di mettersi a discutere civilmente su riforme importanti come quelle sui diritti civili. Riforme fra l'altro che non costituivano l'asse portante del programma di nessun partiti presentatosi alle elezioni del 2013. Lo spettacolo indegno di ieri al senato, dentro e fuori l'aula dove sono comparsi addirittura i saluti romani di Casa Pound una formazione che per la Costituzione dovrebbe essere fuori legge, ha dimostrato quanto la politica tutta sia immatura per riforme di questo genere, più immatura della maggioranza dello stesso paese. E purtroppo in questo caos sono finiti anche coloro che rappresentavano per almeno 10 milioni di italiani una speranza di cambiamento: il Movimento 5 Stelle. Il Movimento in queste ore se la sta prendendo con il quotidiano Repubblica colpevole di aver dato la notizia di un incontro segreto fra Casaleggio e Salvini, si minacciano querele, si chiedono prove ci si sforza insomma di asserire la falsità della notizia. Ma che l'incontro ci sia stato o meno ha poca importanza: ieri il Movimento 5 Stelle si è astenuto nella votazione per lo ius soli ed al Senato l'astensione equivale a voto contrario. Insomma dopo il voltafaccia del sindaco di Roma sul problema immigrazione, il voto di ieri è l'ulteriore dimostrazione della caccia dei consensi leghisti da parte del Movimento 5 Stelle. L'incontro Sqalvini-Casaleggio non ci sarà stato, ma l'unità di intenti di questi ultimi giorni va oltre un semplice accordo. Certo ogni posizione è più che legittima ma se fosse chiara e limpida e soprattutto se mostrasse coerenza da parte di chi la assume, ma qui l'unica coerenza è la vecchia e sana politica della prima repubblica, andare alla ricerca di voti e non presentare un progetto proprio, aggravata dal fatto di una formazione politica asservita ad un comico: il comico scrive sul blog ed i servi eseguono. Non che gli altri stiano meglio. L'assurdo è che oggi i quattro maggiori partiti che siedono in parlamento eseguono gli ordini di quattro capi che non stanno nemmeno in parlamento ed è questa anche una della ragioni della inadeguatezza a qualsiasi riforma che possa chiamrasi tale.

giovedì 15 giugno 2017

M5S - PD: chi strizza l'occhio a chi





La prima consequenza del primo turno delle elezioni amministrative, ancora prima di aspettare i risultati dei ballottaggi, è un'attività di distrazione dai risultati stessi. Il Partito Democratico ha perso voti, come ormai accade dalla famose europee del 40% in poi, e si concentra sul "fallimento" del M5S; da parte sua il M5S, pur avendo incrementato i voti, ha subito un mezza sconfitta ed allora si concentra su altri problemi. Entrambi cercano di appoggiarsi da una parte o dall'altra per prepararsi alle prossime elezioni politiche del 2018 e tradiscono quelle che sono state le loro linee politiche fino ad oggi. Renzi, dopo tre anni di politiche berlusconiane che hanno portato alla cancellazione dello statuto dei lavoratori ed alla liberalizzazione dei licenziamenti, prova strizzare l'occhio a sinistra senza però perdere di vista il centro e perché no la destra. Renzi si pepara a tutto così poi nessuno potrà dirgli di aver detto una cosa e di averne fatta un'altra come ci ha abitutato in questi anni. La sinistra, continuamente sbandata, sembra per il momento di non caderci e mette, tramite la parola di Pisapia, in pista le primarie di coalizione e figuriamoci se Renzi accetta. il M5S, dopo un timido tentativo di accordo con il Pd sulla legge elettorale, capisce che non portà mai raggiungere il 51% come vorrebbe Grillo per governare da soli ed allora il movimento prova anche lui a strizzare un occhio ... ed a chi ? Beh non certo al Pd, meno che mai alla sinistra ma addirittura alla Lega ed al centro destra tramite la sua sindaca Virginia Raggi. L'uscita sull'immigrazione a Roma a questo sapore e la richiesta di chiudere Roma per gli immigrati e per i Rom non può che inquadrarsi in una nuova strategia grillina dopo la sconfitta delle amministrative (sconfitta non nei numeri assoluti ma certamente nelle aspettative). Uno dei motivi di distanza fra Lega e M5S, almeno dalle dichiarazioni di Salvini, è sempre stato il problema dell'immigrazione, ora con questa dichiarazione della Raggi le distanza si accorciano e quasi i due movimenti si sovrappongono per andare contro al Partito Democratico. Anche a sinistra c'è un tentativo di strizzata d'occhio che è rivolta a Romano Prodi nel tentativo di ricostruire una parvenza dell'Ulivo per cercare di rimettere insieme quella formazione che è stata l'unica a sconfiggere il centro destra. Insomma le grandi manovre in assenza di una legge elettorale sono in pieno svolgimento e mettono ancora in evidenza che tutti i partiti navigano a vista non alla ricerca di programmi e progetti ma semplicemente di voti e di coalizioni fino a qualche settimana fa improponibili.
L'unico fermo e "immobile" dal punto di vista di strizzatine d'occhio è il centro destra, Berlusconi Salvini, che attendono considerato che sono contesi da Renzi e Grillo e quindi non hanno bisogno di sbracciarsi più di tanto. Spiace dirlo ma da un certo punto di vista sono i più seri.

lunedì 12 giugno 2017

Anche in politica ormai il tifo la vince sull'analisi seria


Si è appena concluso il primo turno delle elezioni comunali in diverse città italiani che hanno coinvolto oltre 9 milioni di elettori e quindi un campione rappresentativo degli umori nazionali. E' sempre comunque difficile fare estrapolazioni nazionali su elezioni amministrative che dovrebbero essere guidate non solo dalla pura politica ma anche dalla capacità degli amministratori a guidare una città affrontando problemi reali e concreti. Spessissimo i risultati sono contradditori rispetto al quadro politico nazionale ma mettere insieme i risultati di Palermo con quelli di Verona è come sommare pere e mele e cioè impossibile. Comunque poi ci sono i commenti dei leader nazionali ed allora si scende nel ridicolo perché l'analisi è sempre in funzione del risultato raggiunto o, come sta avvenendo in queste ore, per il risultato non raggiunto dagli avversari politici. Il risultato più eclatante che si registra oggi, oltre all'aumento dell'astensionismo, è il flop assoluto del Movimento 5 Stelle ed allora ecco che i principali commenti del Partito Democratico e dei suoi leader è incentrato su questo fallimento piuttosto che sui propri risultati deludenti anche loro. 
"Ecco perché hanno affossato la legge elettorale" ... per quale strano meccanismo avrebbero dovuto affossare la legge elettorale sapendo di non vincere alle elezioni comunali ? Solo chi ha fumato pesante può dare una spiegazione.
"Gli elettori vogliono progetti credibili per questo i m5s perdono dappertutto" ... quali sarebbero i progetti del partito democratico ? Forse spiegarli sarebbe stato più opportuno senza contare che il calo dei voti dimostra che la credibilità è una chimera per tutti.
"Per il M5S una sconfitta schiacciante, pesa l'effetto Roma" ... ancora piuttosto che parlare di se stessi il PD preferisce parlare degli altri.
Insomma sembra di stare in un bar dello sport dove i tifosi di una squadra, perdente, prendono in giro quelli della parte avversa per una sconfitta piuttosto che analizzare le proprie sconfitte. Non potendo esultare per le proprie vittorie si esulta per le sconfitte degli altri. Da questo punto di vista, mi spiace ammetterlo, ma quelli del centro destra sono sicuramente più seri. 
Nessuno poi, e tantomento il Partito Democratico (che per inciso in diversi comuni arriva al ballottaggio grazie a liste civiche alle quali si sono appoggiati), si sofferma sul solito dato preoccupante che determina il reale vincitore: l'astenzionismo. Un "partito" che va a colpire anche le elezioni amministrative e che determina la perdita di voti da parte di tutti, vincitori (o presunti tali perché si dovrà aspettare il ballottaggio) e sconfitti. Quando il cittadino non va a votare nemmeno nel caso in cui dovrebbe scegliere il proprio sindaco la questione è veramente preoccupante ma nessuno sembra dare peso a questo importantissimo dato. Meglio lanciarsi nello sbeffeggio o nel silenzio a seconda dei casi.