mercoledì 15 novembre 2017

E anche l'Italia calcistica ha il suo Schettino


Fra  tanti aspetti deludenti e tristi della partita Italia-Svezia, atto finale di un percorso che che ci ha portato fuori dal mondiale 2018, pochi hanno posto l'accento sulla figura del mister Ventura. Non parlo di scelte tecniche o tattiche, in Italia si sa siamo tutti allenatori soprattutto quando gioca la Nazionale ed ognuno ha la sua soluzione (fra giocare questo o quello, adottare un modulo piuttosto che un altro), ma di quella capacità di gestire un gruppo come la nazionale di calcio che poi è la dote maggiore che un allenatore degli azzurri dovrebbe avere. L'allenatore della nazionale vede i propri giocatori per pochi giorni all'anno e non può avere il tempo di impostare un modulo e tutti i meccanismi necessari affinchè in campo tutto funzioni nel mgliore dei modi. Il tecnico della nazionale deve mettere in campo quei giocatori che secondo lui possono amalgamarsi nel migliore dei modi, sia dal punto di vista tattico/tecnico che caratteriale, e fare piccoli aggiustamenti ma poi si deve affidare alle capacità del singolo ad adattarsi al gruppo. Le doti essenziali però, soprattutto nelle fasi di qualificazioni ai mondiali o agli europei, sono quelle dell'autorevolezza e della capacità di guidare un gruppo eterogeneo e non sempre facile da amalgamare. In questo atteggiamento Ventura ha fallito ed ha fallito proprio nel momento in cui sono sorte le difficoltà e cioè dalla sconfitta per 3 a 0 con la Spagna. La riunione dei giocatori senza lo staff tecnico è stato il primo episodio che ha sancito il distacco del gruppo dal mister azzurro e le partite che ne sono seguite lo hanno dimostrato. Poi c'è l'episodio di De Rossi che si rifiuta di andare a scaldarsi nella partita con la Svezia perché secondo lui servivano attaccanti, per finire con il fuggire davanti alle telecamere dopo la sconfitta lasciando il testimone a Gigi Buffon. E oggi dopo due giorni ancora nessuna dichiarazione del tecnico. Un comportamento che non può essere adottato da chi svolge il ruolo di tacnico di una squadra di calcio ma di qualunque altra compagine sportiva, il problema sta tutto lì. Poi si può discutere all'inifinito su quel o quell'altro giocatore (in questo caso non vedo però chi avesse potuto far giocare Ventura, o sui motivi di questa sconfitta (troppi stranieri ma nel 1966 sconfitti dalla Corea del Nord gli stranieri non c'erano e nel 2006 ce n'erano eccome, dei settori giovanili che non esistono più ma non esistono più da anni, dello strapotere delle televisioni ma in questo caso è colpa nostra che facciamo gli abbonamenti) o su tante altre questioni salvo poi rimetterle da parte fra due anni se la nazionale si comporterà bene agli europei. Certo che non fare niente non si può ma ormai è dal 2006 che non si fa niente dopo le brutte figure in Sud Africa ed in Brasile, quindi niente di nuovo sotto il sole. Forse si cambierà allenatore, forse il presidente della FIGC ma alla prossima occasione o nasce qualche campione o i problemi saranno gli stessi di oggi.

giovedì 9 novembre 2017

Lo sciopero contro i ceti medio bassi


Si potrebbe dire che non esiste più lo sciopero di una volta ma la situazione è anche peggiore: di fatto non esiste più lo sciopero come strumento di lotta e di rivendicazione dei lavoratori. In questi anni i lavoratori sono stati progressivamente depredati di diritti elementari conquistatsi con lotte anche cruente ed miglia di ore di sciopero. Con l'acuirsi della crisi economica questi diritti sono stati progressivamente erosi a partire dallo sciopero (ormai con tutte le regolamentazioni possibili è diventato uno strumento di lotta inutile), per finire al lavoro in via di trasformazione progressiva da stabile a precario e mal pagato, passando dallo statuto dei lavoratori e dal famoso articolo 18. L'articolo 18 è proprio il simbolo di questa guerra contro i lavoratori portata avanti proprio da un partito che si definiva di sinistra. Questo articolo è stato considerato un privilegio perché non riguardava tutte la categorie dei lavoratori e quindi come tale è stato abolito, in realtà si trattava di una tutela del lavoratore contro il padrone o imprenditore, riservato si ad alcune categorie, ma come tale andava esteso a tutti i lavoratori e non cacellato. Ma torniamo allo sciopero. Quasta forma di lotta è stata negli anni regolamentata a tal punto che siamo arrivati all'assurdo che per fare uno sciopero è quasi necessario presentare una domanda e ricevere un'autorizzazione, cancellando quindi l'efficacia di un simile strumento. Oggi c'è stato un ulteriore passo avanti nella delegittimazione dello sciopero arrivando a indire uno sciopero indirizzato a colpire solo una categoria di utenti del servizio pubblico.

Il personale delle ferrovie organizza uno sciopero dal quale però sono escluse Le frecce che viaggeranno regolarmente, come recita il sito delle ferrovie. Non più uno sciopero quindi contro il datore di lavoro ma contro l'utente appartenente al ceto medio basso. Le frecce si sa sono treni il cui costo del biglietto è il doppio dei treni intercity e regionali, treni quest'ultimi utilizzati dalla massa dei pendolari che si sposta con questo mezzo. Uno sciopero quindi classista che alla fine non penalizza certo l'azienda. Non si è ma visto uno sciopero del genere. Naturalmente in questa deligittimazione di questo strumento di lotta hanno una grande responsabilità tutti coloro che dovrebbero in qualche modo stare dalla parte dei lavoratori e quindi sindacati e partiti di sinistra, ammesso che questi esistano ancora.

mercoledì 8 novembre 2017

Sicilia-Ostia: nessuno ha vinto ... ma ha perso la democrazia






Come al solito dopo ogni tornata elettorate di qualsiasi genere, ci dobbiamo sorbire un'abbuffata di commenti e analisi da parte dei vari schieramenti politici. Non si tratta mai di analisi oggettive basate sui dati più salienti, ma sempre orientate nel verso di che si cimenta nel commento post voto a tal punto che lo stesso dato numerico può assumere significati opposti e contrari. Alla fine, se pur con sfumature diverse, chi ha perso trova sempre un motivo per ritenersi soddisfatto e per trovare un aspetto perdente anche su chi ha vinto, chi ha vinto esulta anche se in presenza di dati non del tutto positivo, chi ha pareggiato ha comunque vinto dichiarando perdente tutto il resto della combriccola. L'aspetto più desolante è che poi, alle prossime elezioni, di fatto non sarà cambiato niente indipendentemente da chi ha governato. Ma forse ancora più desolante è il fatto che qualunque formazione politica tralascia un dato che sta diventandotalmente cronico nel nostro paese, da mettere in discussione perfino la democrazia e la validità delle votazione: l'astensionismo. Ormai siamo al punto che la maggioranza dei cittadini non va a votare. In Sicilia hanno votato il 46% degli aventi diritto e ad Ostia il 37%. Ora in demcorazia la regola è che la maggioranza dovrebbe avere il diritto di governare, ma se la maggioranza dei cittadini non va a votare con quale titolo la formazione politica che vince una elezioni si prende la responsabilità del governo ? E soprattutto se la politica tutta, vincenti e perdenti, dopo un risultato del genere non fa assolutamente niente per riconquistare la fiducia dei cittadini (in sicilia si è ripetuto lo stesso livello di astensione di cinque anni fa) non dovrebbe avere il buon senso di .... ritirarsi a vita privata ? Personalmente non condivido l'astensione in quanto, come è stato dimostrato in questi anni, nessuno si preoccupa del cittadino che non va a votare. Le analisi e i commenti sono ristretti semplicemente sul risultato relativo ai votanti, ma se i votanti sono una minoranza dell'elettorato questo non importa assolutamente a nessuno e tutti vanno per la loro strada. Un altro aspetto inquietante si è verificato a Ostia dove i fascisti di Forza Nuova hanno ottenuto quasi il 10% dei voti, percentuale che con il livello di astensione corrisponderebbe al 3,7% circa dell'elettorato ma che in seguito all'astensione ha consentito a questi fascisti di ottenere dei seggi. L'unico commento ha questo risultato preoccupante è stato questo: "Beh sta succedendo in tutta europa" quindi una specie di rassegnazione ad una rinascita della destra più pericolosa che potrebbe essere il preludio di qualcosa di ancora più tragico. Per il resto tutta la politica che ha partecipato alle elezioni siciliane non lascia intravedere alcun barlume di luce e l'astensione sarà un partito destinato ad avere la maggioranza indipendentemente dalla legge elettorale e dai meccanismi artificiosi studiati per far prevalere quello o quell'altro. Il tunnel della crisi politica è ancora lungo e buio e se ne portà uscire solo quando si capirà che non andare a votare non risolve niente se non si mettono in campo anche altre forme di protesta contro questa politica becera.

lunedì 6 novembre 2017

A Renzi nessuno ha spiegato che a copiare ci si rimette sempre.

Tanto tuonò che piovve ma lui vedeva sempre il sole o almeno faceva finta di vederlo. Il buon Matteo Renzi dopo essere ricordato come il più giovane presidente del consiglio italiano probabilmente sarà ricordato come il politico con la parabola più veloce: diventato segretario del partito alla fine del 2013, arrivato alla presidenza del conmsiglio nel febbraio 2014, ha raggiunto il 40% alle elezioni europee e da quel momento in poi è stato un rotolare continuo fino alle elezioni siciliane e del comune di ostia dove il Pd scende sotto il 20%. Alle elezioni europee del 2014 Renzi non aveva ancora scoperto le proprie carte che erano quelle di traghettare il Pd verso destra. In molti furono offuscati dal bonus degli 80 euro, dopo anni di crisi dura era un primo segnale venduto dal segretario del Partito Democratico come una riduzione di tasse. In realtà era un semplice bonus che oltre ad essere stato elargito sottoforma di mancia, non toccava nemmeno le classi più povere del paese. Poi è accaduto di tutto. La riforma del Jobs Act con la cancellazione dell'articolo 18 tanto voluta dal centro destra, una riforma costituzionale che ricalcava in parte quella di Berlusconi con la cancellazione del voto popolare per il Senato con una riforma elettorale, l'Italicum, che ricopiava il Porcellum con premi di maggioranza esagerati e mancanza delle preferenze. Dopo la bocciatura di entrambe le riforme, quella costituzionale con il voto popolare quella dell'Italicum con la sentenza della corte costituzionale, Renzi non abbandona la politica come promesso ma ritorna a presentarsi con nuove primarie nelle quali il numero di votanti crolla ancora. Intanto dopo le elezioni europee in ogni competizione elettorali il Partito Democratico perde inesorabilmente voti e perde ragioni e comuni. Intanto il problema dell'immigrazione si fa critico e Renzi tenta di recuperare terreno buttandosi sul terreno della Lega ed utilizzando gli stessi slogan. Poi manda Minniti al ministero dell'interni che prende provvedimenti cari alla destra. Insomma Renzi prosegue nella sua linea politica dichiarata da sempre ma forse sfuggita ai fans del Partito Democratico: cercare di andare a prendere voti a destra. Perché secondo il vangelo di Matteo da Rignano le elezioni si vincono andando a prendere voti dal nemico. Ma come si mette in pratica questa strategia ? Semplicemente mettendo in atto politiche di destra ed essendo il Partito Democratico il partito di maggioranza, questo programma gli riesce bene. Peccato che la storia del Pd sia di tutt'altro segno ed ecco che oltre a riforme catastrofiche, Matteo Renzi ottiene anche il risultato di sfasciare il partito che, dopo una strenua resistenza, perde pezzi uno dietro l'altro. Fino ad arrivare all'approvazione della nuova legge elettorale, un altro regalo al centro destra che la vota, ma soprattutto seguendo un metodo autoritario: il voto di fiducia. In seguito a questa vicenda il Pd perde un altro pezzo da novanta: il presidente del Senato, Grasso, che lascia il gruppo parlamentare. Renzi non ha messo in conto che per prendere voti a destra avrebbe dovuto mettere in campo politiche di destra, ma un elettore di quello schieramento politico perché dovrebbe votare il Pd che fa politiche come se fosse Forza Italia o Lega quando può votare comodamente l'originale ? Ora con le elezioni politiche ormai vicine è tardi per invertire la rotta ed il paese, probabilmente, si ritroverà ad essere consegnato ancora una volta a Berlusconi e company. A condizione però che nel 2018 ci sia ancora qualcuno disposto ad andare a votare.

giovedì 2 novembre 2017

La politica al giorno d'oggi: tutti contro tutti a suon di vaffa

La politica della così detta seconda repubblica, iniziata più o meno con l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi, fu subito connotata da un linguaggio politico ed una propaganda più indirizza vero la denigrazione se non la vera e propria offesa dell'avversario più che alla diffusione delle proprie idee. Proprio Berlusconi mise il dibattito politico su questo piano (memorabile la sua frase "non penso che gli italiani sian così coglioni di votare a sinistra") e la sinistra gli andò subito dietro non sapendo fare di meglio. Un atteggiamento che di solito maschera la mancanza di un progetto vero e soprattutto presentabile. L'ex cavaliere aveva sicuramente il suo, quello di stare il più lontano possibile dalla giustizia anche attraverso leggi tagliata a suo uso e consumo, ma la sinistra avrebbe dovuto combatterlo con armi diverse piuttosto che scendere al suo livello e quindi garantendo al Berlusca tre governi ed una vita politica che ancora non è terminata. Per combattere una politica sempre più distante dai bisogni reali della gente, prese vigore il movimento creato da Grillo che però si presentò ufficialmente come un movimento politico con la famosa giornata del "Vaffa". Quindi nasceva un nuovo movimento politico il cui manifesto programmatico era semplicissimo: mandare a quel paese tutti. Insomma la scuola berlusconiana faceva nuovi proseliti ancora. Oggi siamo ormai all'eccesso e sia la campagna elettorale siciliana che quella nazionale ormai avviata , non si discostano molto dal malcostume linguistico di questi ultimi anni. Addirittura un grillino vorrebbe "bruciare vivo" il deputato Rosati, l'autore della nuova legge elettorale, ma non dimentichiamo nemmeno il governatore Pd della Campania, De Luca, che vorrebbe uccidere tutti i grillini ed anche Rosy Bindi colpevole di averlo dichiarato impresentabile. Naturalmente quando si scende così in basso poi qualunque argomento venga trattato nella campagna elettorale viene relegato in secondo piano rispetto alle volgarità ed alle offese gratuite che infestano la campagna elettorale. Purtroppo in questo linguaggio e genere di dibattito sono coinvolti tutti e non c'è nessuno che sia risparmiato da qualche invettiva di un avversario politico e nessuno che si astenga di lanciare invettive. E poi il cittadino non va a votare .... ed è sempre più difficile biasimarlo

venerdì 27 ottobre 2017

Renzi: contagia con il virus della falsità e continua a rottamare il Partito Democratico


Confesso di non aver mai nutrito simpatia per il progetto del Partito Democratico che ho sempre visto come un carrozzone politico nel quale furono fatti salire soggetti politici talmente diversi da prevedere una difficile convivenza. Troppo distante da quello che fu il più grande partito comunista europeo anche se già le sue fondamenta erano state minate da Occhetto con la trasformazione del PCI in DS. E' vero che forse era l'unico modo per cercare di contrastare l'ascesa di Berlusconi e del centro destra, fatto sta che la sua nascita comportò la caduta del governo Prodi e la sconfitta alle successive elezione nelle quali Veltroni decise di far correre il PD da solo. Il Pd comunque piano piano perse alcune foglie incompatibili anche con un progetto di sinistra sebbene fortemente annacquato. Poi però è arrivato Renzi, un democristiano doc, che a colpi di modifiche delle regole, una su tutte aprire le primarie a chiunque avesse voglia di buttare 2 euro, ha conquistato il partito nel segno della "rottamazione" della vecchia politica. Renzi ha dimostrato subito la sua natura: promesse per conquistare la poltrona (dal "mai al governo senza passare per le elezioni" al "dobbiamo approvare una legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i propri parlamentari" passando per "l'art. 18 non è il problema del lavoro in Italia") tutte puntualmente disattese una volta raggiunto l'obiettivo. Un susseguirsi interminabili di proclami come l'ultimo in occasione del referendum del 4 dicembre che prometteva il ritiro della politica in caso di sconfitta. Questa sua peculiarità del bugiardo patentato ha finito per contagiare anche altri appartenenti al Pd a partire dalla sua beniamina Maria Elena Boschi per finire il taciturno Gentiloni. La Boschi oltre a disattendere la stessa promessa di dimissioni dopo il 4 dicembre, si è avventurata poi nel caso Banca Etruria giurando in parlamento di non essersene mai occupata mentre in realtà a cercato di fare pressione per convincere Unicredito ad acquisire la banca in fallimento. Mentre però il virus della bugia ha trovato terreno fertile nella Boschi, si pensava che il buon Gentiloni ne fosse immune ed invece ecco che cade anche lui colpito dal Renzinum: nel discorso di insediamento del suo governo Gentiloni prometteva davanti a Camera e Senato che il governo si sarebbe astenuto da intervenire nella procedura di approvazione della legge elettorale (peculiarità del parlamento) salvo poi rinnegare la sua affermazione e porre la questione di fiducia sia alla Camera che al Senato per far approvare la legge. Chi l'avrebbe mai detto che Renzi sarebbe riuscito a infettare il buon Gentiloni. Ma l'opera distruttrice di Renzi non si è fermata solo alla diffusione del virus della fandonia ma è continuata proprio come aveva promesso nella rottamazione. Solo che ha rottamato parti del suo partito costringendo l'ala più a sinistra del Pd ha lasciare sebbene dopo aver condiviso riforme come il Jobs Act che ha cancellato l'art. 18 e qualsiasi diritto conquistato da anni di lotte dai lavoratori. I tanti hanno abbandonato e l'ultimo in ordine cronologico è il distacco più clamoroso: il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, che lascia il partito a causa della scelta di chiedere la fiducia sulla legge elettorale. Un fatto clamoroso che la dice tutta sull'opera distruttrice di Renzi compiuta grazie ad un gruppo di fedeli che gli stanno intorno nel tentativo di non perdere il posto alle prossime elezioni. Oggi altro fatto clamoroso nel consiglio dei ministri. Gentiloni propone, contro il desiderio di Renzi, Visco per la conferma alla guida di Banca Italia, Mattarella accetta e i ministri renziani (Delrio, Boschi, Lotti, Martina) disertano il consiglio dei ministri che doveva procedere alla nomina. Uno schiaffo a Gentiloni ma anche a Mattarella, un comportamento antidemocratico che affianca ancora di più Matteo Renzi al suo padre putativo Silvio Berlusconi, stessa pasta ma il primo è ancora più pericoloso del secondo in quanto prende in giro milioni di italiani convinti ancora di votare un partito di sinistra. 

giovedì 26 ottobre 2017

Il fallimento della democrazia occidentale


Quello che sta accadendo nel mondo occidentale è il fallimento della democrazia e del capitalismo. Se ancora in paesi che hanno vissuto gli orrori della seconda guerra mondiale ci sono gruppi di fanatici nazzisti che si presentano alle elezioni e prendono voti, se ancora accadono fatti come in Italia dove un simbolo dell'olacausto viene utilizzato per denigrare tifosi di squadre avversarie, se frange di giovani utilizzano simboli nazzisti e danno vita a gruppi neofascisti o neonazzisti, è chiaro che, a soli 70 anni di distanza da quella tragica guerra, la società tutta ha fallito. Ha fallito nel suo modello di sviluppo, ha fallito nel modello educativo, ha fallito nel modello sociale e culturale che non ha saputo fare altro che organizzare delle ipocrite giornate della memoria senza far seguire queste commemorazioni da un'educazione adeguata. Ma soprattutto hanno fallito le politiche dei vari governi occidentali se negli Stati Uniti arriva un fanatico razzista alla guida dello Stato più potente del pianeta e l'Europa si sgretola sotto il peso della crisi economica e del problema dell'immigrazione. Che dire poi dell'Italia dove al rigurgito fascista si aggiunge la stupidità del tifoso di calcio in un mixer esplosivo che ha generato giorni nei quali è difficile assegnare la palma del più imbecille. L'episodio delle figurine di Anna Frank con la maglietta della Roma distribuite dai tifosi della Lazio, non nuovi a manifestazioni fasciste e razziste, è una miscela di razzismo, fascismo, ignoranza, stupidità e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo poi per mostrare l'indignazione per quell'episodio e per dare solidarietà alle vittime dell'olocausto la situazione si è peggiorata cadendo nel ridicolo e proseguendo nello squallido spettacolo. Giocatori che donano un libro a dei ragazzini senza sapere, loro i giocatori, nè cosa stavano facendo nè quale fosse il significato di quel gesto. Immagini di Anna Frank con le maglie di tutte le squadre italiane amplificando in questo modo lo scempio perpretato dai tifosi laziali. Insomma altro squallore che si somma allo squallore in un turbinio di immagini e commenti demenziali. Non so che cosa sia accaduto negli altri paesi ma nel nostro da ormai oltre 20 anni si è abbandonata la cultura, lo Stato non ha più un progetto culturale degno di nota e la scuola è l'ultima ruota del carro della pubblica amministrazione con personale sottopagato e programmi antiquati non attuali. Per esempio la storia della seconda guerra mondiale non è mai affrontata in maniera organica, puntuale e approfondita. Altro esempio riguarda la morte di molte professioni a causa dell'evoluzione tecnologica, se la scuola avesse avuto l'occhio lungo questa sarebbe stata un'opportunità per costruire o nuove professione o dedicare più tempo alla cultura ed invece ci ritroviamo con livelli alti di disoccupazione e allo stesso tempo uno scadimento culturale senza prcedenti. E l'aspetto più preoccupante è che non si vede una via d'uscita a questo imbarbarimento progressivo.

venerdì 13 ottobre 2017

Quando le bufale arrivano direttamente dal parlamento: dal porcellum al rosatellum


Ieri mi sono voluto "male" e ho dedicato un pò di tempo ad ascoltare il dibattito prima del voto finale alla camera per approvare la nuova legge elettorale, più che un rosatellum un vero e proprio procellum 2.0. Innanzitutto vorrei dire ai "nostri" parlamentari che di questi nomi fantasiosi per denominare una legge elettorale, che dovrebbe essere una delle più importanti dell'intero pacchetto legislativo che regola la vita di un paese democratico, veramente i cittadini non ne possono proprio più. "Porcellum", "Consultellum", "Mattarellum", "Legalicum", "Italicum", "Rosatellum" sono un vero e proprio indice della "serietà" di una politica che continuando su questa strada troverà sempre meno partecipazione da parte dei cittadini. Ormai le leggi elettorali nel nostro paese sono snocciolate come un rosario e prendono nomi assurdi più o meno come gli americani sono soliti denominare i vari tornado che si abbattono sul loro paese. Siamo veramente ridicoli soprattutto in virtù dell'importanza di questa legge. Tornando al dibattito di ieri ed in particolare all'intervento dell'autore della legge, il deputato Pd Rosati, nei suoi 10 o 15 minuti sono state snocciolate una serie impressionante di bufale o fake news come va di moda chiamarle ora da far rabbrividire i fautori delle scie chimiche o dell'esistenza delle sirene.
"Il Parlamento deve votare in maniera libera e trasparente, quindi in modo palese" Chi l'ha detto ? La Costituzione e i regolamenti prevedono il voto segreto, quindi se volete abolirlo prima dovete modificare Costituzione e regolamenti.
"Sarebbe un dramma un Paese al voto senza legge elettorale" I responsabili dell'eventuale dramma siete proprio voi del Pd che avete partorito una legge elettorale anticostituzionale e solo per la Camera. ma detto questa il paese la legge elettorale ce l'ha: quella uscita dalle sentenze della Corte Costituzionale.
"Avevamo fatto l'Italicum ma poi c'è stata la bocciatura del popolo italiano" A parte il disprezzo per il popolo italiano insito in questa frase, la bocciatura all'Italicum è venuta dalla Corte Costituzionale e non dal popolo che ha bocciato solo la riforma costituzionale.
"Niente nominati: l'elettorato conosce i nomi dei candidati e li sceglie lui" Ma a che serve conoscere i nomi stampati sulla scheda se poi non posso sceglierlo il nome perché già deciso ?
"Gli altri grandi paesi non hanno le preferenze" Ah ah ah Rosato lei deve studiare. Francia e Gran Bretagna scelgono i parlamentari nei collegi uninominali, in Germani esiste il voto disgiunto candidato-partito .. non come nella sua legge nella quale il cittadino vota il pacchetto tutto compreso.
Insomma queste bufale escono direttamente dal parlamento e dall'autore (presunto ... ma secondo me l'ha scritta sotto dettatura) della legge stessa, a questo punto come facciamo a difenderci dalle scie chimiche, dalle sirene ma soprattutto dalla politica italiana incapace e inadeguata per fino a guidare la repubblica delle banane ... con tutto il rispetto per le banane.

mercoledì 11 ottobre 2017

PD: Partito Destabilizzante e meno attendibile della storia repubblicana

Da quando Matteo Renzi è alla guida del Partito Democratico nessuno sa più quale sia la linea politica di questa formazione politica. Il suo segretario, ma non solo lui, un giorno fa una dichiarazione che poi disattende nel giro di pochi mesi, esprime un principio che poi viene stravolto in senso opposto con superficialità e senza dare spiegazioni. E' noto a tutti ormai la famosa dichiarazione di Renzi sul suo ritiro dalla politica in seguito alla sconfitta sul referendum del 4 dicembre. Il referendum il PD lo ha perso ma Renzi è ancora qui non solo a fare politica ma anche a continuare a ricoprire il ruolo di segretario del partito. In questa sua demagogia, ipocrisia e falsità Matteo Renzi è riuscito a trascinare anche altri attori del partito, prima Maria Elena Boschi (anche lei dimissionaria in pectore), ma poi anche il buon Gentiloni. Il Presidente del Consiglio aveva dichiarato che il governo non sarebbe entrato nel merito della legge elettorale che, giustamente, è una responsabilità del parlamento. Così come Matteo Renzi aveva dichiarato che la legge elettorale non si fa a colpi di maggioranza ma è una legge che va scritta tutti insieme. Ed ecco che tutte le buone intenzioni cadono nel giro di pochi mesi ed il governo entra a gamba tesa sulla legge elettorale, contradicendo sia il presidente del consiglio e che il segretario del partito di maggioranza, chiedendo la fiducia sulla stessa legge. La fiducia sulla legge elettorale che era stata chiesta solo altre due volta nella storia del parlamento italiano, durante il fascismo ed in occasione della legge truffa del 1953, il Partito Democratico di Matteo Renzi l'ha chiesta ben due volte nel giro di pochi mesi. La prima volta in occasione dell'Italicum che poi è stata bocciata dalla Corte Costituzionale, ed ora in occasione del nuovo pasticcio denominato Rosatellum. Altra legge a rischio anticostituzionalità. Siamo ancora una volta in una situazione paradossale: un parlamento ed un governo di fatto illegittimi in quanto eletti con una legge elettorale anticostituzionale, piuttosto che fare una legge elettorale decente che esca dal parlamento, si apprestano a emanare un'altra legge chiedendo il voto di fiducia piuttosto che discuterla come sarebbe costituzionalmente corretto. Il tutto con la complicità del Presidente della Repubblica ed anche dei cittadini che sopportano questo strvaolgimento della democrazia e della costituzione. L'Italia è l'unico paese in cui la legge elettorale viene cambiata ogni tre per due e viene cambiata a immagine e somiglianza della maggioranza di governo. Naturalmente in questa "pantomima" che uccide la democrazia, le opposizioni hanno la loro responsabilità: perché si chiede il voto segreto su una legge che dovrebbe essere uno dei perni della vita democratica ? I cittadini hanno il diritto di sapere come votano i loro rappresentanti sempre ma soprattutto in queste occasione. Siamo in Italia .... in altri paesi questa gentaglia sarebbe già a casa da tempo ... e invece siamo ancora qui con i sondaggi che dicono che il Partito Democratico, che ormai di democratico non ha più niente, sarebbe addirittura al 27-28%. Che cosa dovrebbe ancora accadere per azzerare i voti a questo partito, come ad altri, e che cosa dovrebbe ancora accadere a convincere il partito dell'astensione ad andare a votare per davvero spedire a casa tutti ?

martedì 10 ottobre 2017

La fulminante carriera di Maria Elena Boschi: da madre costituente a paladina dell'equiparazione fra calciatori e calciatrici




Da quando Berlusconi prima e Renzi poi hanno adottato le quote rosa per i loro ministri abbiamo assistito ad una passarella di ministri donna di pessimo livello. Tanto per liberare il campo da eventuali pensieri sessisti si può senz'altro dire che anche i ministri uomini non siano stati da meno in questa corsa al basso profilo. Naturalmente la responsabilità non è certo di uomini o donne ma di coloro, i presidenti del consiglio incaricati, che hanno effettuato scelte su personaggi di basso profilo e magari, per quanto riguarda le donne, esclusivamente per raggiungere la quota del 50 e 50. Il problema sorge quando queste figure sono messe a guidare ministeri strategici per il paese. Alcuni esempi: la Gelmini all'istruzione quando il suo incarico politico di più alto livello era stato quella responsabile di un parco, oppure la Fedeli anche lei all'istruzione dopo una carriera da sindacalista e soprattutto dopo un un curriculum falsificato, per finire alla Lorenzin che guida la sanità senza nemmeno aver fatto un corso da infermiera. Ma il caso principe di incapacità è forse quello del ministro per gli affari costituzionali e per i rapporti con il parlamento del govero Renzi: Maria Elena Boschi. La sua incompetenza questa volta è stata certificata addirittura prima dalla Corte Costituzionale che ha bocciato la riforma elettorale che tutto il mondo ci avrebbe copiato, e poi dal voto popolare che ha bocciato la sua riforma costituzionale. Nonostante questi suoi "successi" la Boschi è stata premiata nel successivo governo quello di Gentiloni: sottosegretario alla presidenza. E questo nonostante anche la sua promessa a reti unificate di lasciare la politica qualora la riforma della costituzione fosse stata bocciata. Ora la Elena torna alla ribalta con una nuova "battaglia" politica in questo caso affiancata dal ministro Luca Lotti, tanto per rispettare la par condicio e soprattutto a dimostrazione che l'incapacità non è sessista. I due si batteranno per la "parità salariale fra calciatori e calciatrici" in Italia. Ora lasciando da parte l'importanza strategica del problema che non fa dormire non solo iu tifosi italiani ma tutti i cittadini del nostro paese: i giovani che non trovano lavoro, i giovani che hanno un lavoro precario ma con paghe orario faraoniche (5-7 euro lordi), i lavoratori dell'Ilva che stanno perdendo il lavoro anche grazie al governo, i disoccupati .... tutte categorie di cittadini che sono a rischio cefalea a causa del problema dei "salari" delle calciatrici. Detto questo il sottosegretario Boschi dimostra tutta la sua "ignoranza" del problema parlando di ... salari. Ora i calciatori non hanno un salario ma quanto meno uno stipendio e non si tratta di categorie di lavoratori dipendenti ma quanto meno di professionisti che non hanno un contratto nazionale ma che stipulano contratti personali con il presidente della società dove andranno a giocare. Senza contare che i due incompetenti non hanno nemmeno idea di che cosa stanno parlando. Con tutto il rispetto per il calcio femminile che al momento in Italia ancora non decolla o quantomeno trova difficoltà a decollare, come si fa ad equiparere le remunerazione di un calciatore che richiama migliaia di spettatori oltre a centinaia di migliaia di euro di pubblicità con quello di un'altra figura (che sia calciatore o calciatrice non fa differenza) che non ha lo stesso seguito di pubblico e di pubblicità ? Ma non vale la pena di stare a scriverlo sono concetti che capiberebbe anche un bambino, ma che probabilmente son fuori dalla portata dei nostri ministri.

venerdì 6 ottobre 2017

Il nuovo rivoluzionario: Berlusconi scippa anche la Rivoluzione alla sinistra


Si può dire il peggio possibile di Berlusconi, ma non si può negare che sia ua grande "marpione" che dopo oltre 20 anni si appresta a dare scacco matto alla politica italiana ed in particolare alla sinistra. Quando scese in campo nel 1994 scippò a milioni di italiani appassionati di calcio il grido che accompagnava ogni partita della nazionale italiana: Forza Italia. Da quel fatidico giorno (26 gennaio 1994) quando gioca la nazionale il popolo dei tifosi è magicamente diventato un popolo fantozziano che non riesce a gridare quell'incitamente storico. In molti passarono al ... Forza Azzurri ... ma anche quell'incitamento fu stroncato nel 2009 quando l'ex cavaliere fondò il Popolo della Libertà colorandolo di azzurro ed in una sola botta si approprò oltre che del termine azzurri anche della parola Libertà. Possono sembrare sciocchezze ma il buon Silvio sapeva che si stava rivolgendo a quel popolo che aveva abilmente decerebrato con le sue televisioni spazzatura, scimmiottate presto anche dalla Rai, ed infatti nonostante i disastri sia politici che giudiziari, riuscì a rimanere al governo fino a quando la finanza non decise di toglierlo di mezzo per non portare l'Italia al fallimento totale. Ora il marpione, tenuto lontano dalle istituzioni dalla legge Severino votata anche dai suoi, tenta il ritorno confidando in un'improbabile sentenza della corte europea e lo fa a modo suo. Questa volta invade direttamente il campo dell'avversario (finto) politico di sempre: la sinistra ed i comunisti (quei pochi che ancora rimangono). Berlusconi il 14 settembre 2017 ha registrato un marchio per un nuovo soggetto politico al quale ha dato il nome ... udite udite: Rivoluzione Italia. Mentre a sinistra si inventano nomi astrusi dai quali difficilmente si può capire di che razza di formazione politica si tratti (Possibile, Articolo 1, etc.) Silvio ci va giù duro e si appropria di un termine simbolo del comunismo: Rivoluzione. A questo ci affianca la parola Italia ed il gioco è fatto. Pensate che qualcuno quando si andrà a votare non metta una croce su quel simbolo convinto di votare a sinistra ? Io penso che accadrà. Se sventuratamente la Corte Europea si pronuncerà a favore di Silvio Berlusconi non ce ne sarà per nessuno e avremo un altro suo governo. Il problema ancora una volta sta nella legge elettorale che il Pd, con naturalmente Forza Italia ed anche la Lega si apprestano a votare. Una nuova legge che nega ai cittadini di eleggere i proprio rappresentanti e che con soglie "finte" favorisce la presentazione di liste civetta che alla fine porteranno acqua al mulino dei due principali attori: Partito Democratico e Forza Italia. Se questa legge passerà non ci sarà il tempo per una pronuncia della Corte Costituzionale ed andremo a votare con un'altra legge farlocca e con l'ultimo rivoluzionario che scenderà in campo: Silvio Berlusconi.

giovedì 5 ottobre 2017

Lezioncina sullo sciopero al ministro Delrio ed al PD


Stiamo vivendo momenti difficili su tutto il pianeta e quindi anche nel nostro paese. Ci si aspetterebbe in momenti storici come questo che almeno la politica mantenesse un certo equilibrio e svolgesse la sua funzione con "intelligenza" guidando il paese attraverso eventi spesso drammatici. Purtroppo non è così ed il comportamento dei politici trascende a livelli così bassi che nemmeno l'uomo della strada riuscirebbe a raggiungere. Oggi c'è un fatto che riguarda uno strumento principe per la protesta: lo sciopero. Le prime testimonianze di uno sciopero risalgono all'antico Egitto durante il regno di Ramses III. Gli operai impegnati nella costruzione delle tombe incrociarono le braccia interrompendo i lavori per protesta contro i ritardi con cui venivano pagati. Il Faraone dovette acconsentire alle loro richieste affinché i lavori riprendessero. Lo sciopero quindi è da sempre uno strumento di lotta, utilizzato dai lavoratori contro i padroni, per far valere le loro rivendicazioni sia in termini di salari che in termini di riconoscimento giuridico. Da quando questo strumento si è iniziato ad utilizzare anche nel pubblico impiego si sono succedute una serie di norme che ne hanno di fatto snaturato l'efficacia in questo settore. Dichiarare in largo anticipo l'effettuazione dello sciopero, mantenere comunque il funzionamento dei servizi ed altre limitazioni lo hanno reso uno strumento di protesta poco efficace. Mai però si era assistito ad uno sciopero organizzato contro se stessi: come se il padrone di una fabbrica o un imprenditore scioperasse lui perché non riesce a far lavorare gli operai come intenderebbe. Ebbene oggi il Partito Democratico con quale suo ministro, sottosegretario e parlamentare è riuscito a fare proprio questo: scioperare contro se stesso e la sua incapacità di far approvare una legge. La legge in questione è la famosa Ius Soli per la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia. Dopo un primo passaggio alla Camera, la legge è bloccata in quanto al Senato non ci sono i numeri per la sua approvazione e sono stati alcuni esponenti del Partito Democratico ad ammettere questo fallimento dichiarando di mettere questo provvedimento come priorità nella prossima legislatura. La stessa Maria elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del consiglio, ha fatto questa dichiarazione alcuni giorni fa. Ebbene oggi alcuni parlamentari del Partito Democratico, ai quali si è aggiunto il ministro Graziano Delrio, hanno iniziato uno sciopero della fame (altro uso improprio dello strumento "sciopero") per protestare contro questo rinvio. Di fatto è lo stesso PD ad aver rimandato l'approvazione della legge ed ora i suoi esponenti protestano contro ... se stessi. Ministro Delrio e Partito Democratico ... andatevi a studiare il significato della parola sciopero e non prendete in giro il paese.

mercoledì 4 ottobre 2017

Capitalismo e globalizzazione insieme per uccidere la democrazia


Fino a qualche mese fa sembrava che solo in Italia la situazione politica fosse al limite della democrazia e del buon senso, oggi purtroppo la situazione è cambiata e in molte aree geografiche del globo si stanno verificando o si sono verificati avvenimenti che creano apprensione. L'Europa di fatto non esiste e la crisi economica, il fenomeno dell'immigrazione (causata principalmente dal mondo occidentale con le sue guerre e lo sfruttamento del terzo mondo) lo hanno messo bene in evidenza. Il ritorno della destra estrema proprio nel continente che ne ha subito i maggiori danni, i movimenti indipendentisti che intendono sganciarsi sia dall'Europa in quanto tale (vedi Gran Bretagna) sia dai propri stati (Catalogna in Spagna, in misura minore Veneto e Lombardia in Italia) sono la cartina di tornasole delle difficoltà nelle quali naviga la società occidentale nel vecchio continente. Negli Stati Uniti la situazione non è certo migliore e l'elezione di Donald Trump alla presidenza ne sono un segno evidente (fra l'altro una elezione contro il voto popolare che aveva scelto la Clinton in virtù di calcoli cervellotici e antidemocratici). Si tratta in pratica del fallimento del capitalismo e della globalizzazione che hanno aumentato le distanze fra i ricchi, una minima percentuale della popolazione, ed i poveri, la maggioranza della popolazione stessa. In un contesto come quello attuale nel quale si fa fatica a trovare dei veri statisti mentre c'è un surplus di politici di mezza tacca, che fanno comunque leva sul popolo grazie ad un livello culturale in picchiata, la stupidità impreversa e si diffonde a macchia d'olio grazie anche alla rete. Internet e la rete appunto nati per la diffusione della conoscenza, sono diventate invece un veicolo per notizie false, per commenti fuori dal contesto degli eventi e per analisi che svolgono la funzione della classica benzina sul fuoco. Gli stessi terroristi dell'Isis utilizzano la rete per intestarsi qualsiasi fatto sanguinoso, come per esempio quanto avvenuto a Las Vegas per mano di un pazzo, come se chiunque imbracci una pistola o un fucile sia passato comunque da un processo di conversione islamista. Una situazione preoccupante che mette in discussione la stessa democrazia che perde di significato se chi la esercita non ha strumenti adeguati per valutare l'offerta politica.

giovedì 28 settembre 2017

Storie di ... fine legislatura


Siamo ormai agli sgoccioli di una legislatura che sarebbe dovuta terminare il 4 dicembre 2013 quando la Corte Costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittima la legge elettorale definita "Porcellum". Che credibilità avrebbe avuto un parlamento eletto con una legge incostituzionale ? E che credibilità avrebbe avuto un Presidente della Repubblica eletto da un parlamento, il precedente, anche esso illegittimo ? Insomma dopo quella sentenza il parlamento italiano ed il Presidente della Repubblica avrebbero dovuto varare il prima possibile una nuova legge elettorale e portare il paese a nuove elezioni. Invece la Corte nelle motivazioni si affrettò a scrivere che tutte le istituzioni erano pienamente legittime e tutti i partiti, compreso il Movimento 5 Stelle, presero spunto da tale motivazione per proseguire la legislatura. Come se non bastasse il parlamento illegittimo fu trascinato dal partito di maggioranza, il Partito Democratico guidato da Matteo Renzi, nell'avventura della riforma della Carta Costituzionale. Per fortuna quella riforma è stata bocciata dal voto popolare ma in questi cinque anni il parlamento ed il governo ne hanno inanellata una dopo l'altra: un nuova legge elettorale dichiarata anticostituzionale ancora prima di essere applicata, una riforma della Pubblica Amministrazione anche questa respinta per ben due volte dalla Corte, una riforma del lavoro disastrosa che ha cancellato di fatto il lavoro a tempo indeterminato ed il futuro di milioni di giovani condannati al precariato a vita. Tutto pur di andare avanti nella legislatura ed arrivare ai fatidici 4 anni 6 mesi ed un giorni e garantirsi un migliaio di euro al momento di andare in pensione. E la fine della legislatura si barcamena fra una buffonata e l'altra pur di tirare a campare. Il Pd tenta di farsi bello portando in aula due provvedimenti, ius soli e cancellazione "retroattiva" dei vitalizi, che sa benissimo di non poter sostenere con la maggioranza che si ritrova. Il primo, infatti, dopo l'approvazione alla camera, è abbandonato a proprio destino con la promessa della sottosegretaria Maria Elena Boschi (premiata dal governo Gentiloni dopo la disfatta della sua riforma nel governo Renzi) dell'approvazione nella prossima legislatura. Cara sottosegretaria qui dimostra ancora una volta tutta la sua superbia: è già sicura di vincere le prossime elezioni e di ritrovarsi al governo anche nella futura legislatura ? Dei vitalizi non se ne parla proprio più e forse è una fortuna in questo caso dato che quel provvedimento, andando a normare anche il pregresso, molto probabilmente sarebbe ancora un provvedimento incostituzionale. Nel frattempo si torna a parlare di legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni. Il Partito Democratico dopo aver affossato una sua proposta a causa di un emendamento approvato dal parlamento contro il parere del governo (e questa sarebbe democrazia ?), riporta all'attenzione delle camere una nuova proposta nella quale ancora una volta si fa un pastrocchio ma soprattutto si impedisce ancora una volta ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Ultimo atto, per il momento ma ci sono ancora 5 o 6 mesi per combinare altri danni, della Camera l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul salavataggio di alcune banche a danno dei risparmiatori. Nel nostro paese si sa benissimo che quando si vuole affossare uno scandalo, quello di Banca Etruria e del conflitto di interessi della sottosegretaria (allora ministra) M.E.Boschi, si insedia una commissione d'inchiesta parlamentare che solitamente non arriva ad alcuna conclusione. Nel caso specifico le conclusioni sono già scritte essendo stato nominato a presidente di questa commissione Ferdinando Casini, colui che aveva detto peste e corna sull'opportunità di insediare la commissione stessa. Quale miglior modo di affossare i lavori ancora prima del loro inizio mettendo a presidente un personaggio contrario all'inchiesta ? Insomma una legislatura disastrosa che si avvia al termine percorrendo i binari del disastro che potrebbero essere percorsi anche dalla prossima qualora non si mettano in condizione i cittadini almeno di eleggere i propri rappresentanti e non di vederseli serviti dai soliti organi di partito.

domenica 24 settembre 2017

Il paese delle ... buffonarie


Era il 14 ottobre del 2007 ed il neo nato Partito Democratico si inventò, brutta copia mutuata dagli Stati Uniti, le primarie per individuare il segretario del partito che sarebbe poi stato anche il "presunto" candidato alla presidenza del consiglio o candidato premier come venne inopportunamente chiamato da quel momento in poi. Naturalmente niente a che vedere con quello che accadeva e accade negli Stati Uniti dove le primarie sono utilizzate dal Partito Repubblicano e dal Partito Democratico per individuare i rispettivi candidati alla presidenza che parteciperanno poi alla competizione per l'elezione diretta del Presidente degli Stati Uniti. Il Pd presentò quell'evento come un eccezionale momento di democrazia come se in precedenza il segretario del partito (prima PCI poi DS) fosse individuato con metodi antidemocratici. Anzi quasi sicuramente c'era pèiù democrazia e certamente più confronto e dibattito prima di quel fatidico 14 ottobre 2007 quando il segretario veniva scelto dal consgresso nazionale dopo i congressi provinciali e regionali che si svolgevano in tutta Italia. Con le primarie invece si va si a un voto ma senza un confronto vero e proprio far i militanti e i candidati. Che dire poi della scelta del candidato presidente del consiglio quando nel nostro paese non esiste l'elezione diretta di quella carica istituzionale ? E infatti Veltroni non arrivò mai alla presidenza in quanto sconfitto alle elezioni, ma nemmeno Bersani nel 2013 dopo essere diventato segretario del partito e quindi candidato "premier" arrivò mai alla presidenza del consiglio nonostante la vittoria alle eleizoni politiche. Poi arrivò Renzi e le primarie si trasformarono inequivocabilmente in una farsa in quanto il Matteo di Firenze, per assicurarsi la vittoria, fece cambiare le regole e da quel momento alle primarie del Pd può andare a votare chiunque sia disposto a versare 2 euro. Una democrazia a pagamento dove il segretario di una formazione politica non viene scelto fra gli attivisti del partito, come sarebbe giusto, ma da chiunque indipindentemente da razza, religione e soprattutto fede politica. Io fossi stato un iscritto al Pd mi sarei incavolato a bestia. E infatti anche l'affezione degli italiani a questo strumento pseudodemocratico è andata via via scemando, passando dai 3.554.169 votanti del 2007 ai 1.838.938 del 2017, un calo di quasi il 50% in soli 10 anni.
Poi sono arrivati quelli del Movimento 5 Stelle, quella dell'uno vale uno, della democrazia diretta, del "conta il programma e non le persone", quelli che nonostante tutti i loro buoni propositi sono caduti anche loro nella farsa delle primarie. Quelli che, utilizzando questo metodo, portano in parlamento persone che hanno ottenuto 10 click o giù di lì. Loro però fanno, giustamente, votare solo gli iscritti e quindi, essendo qualche migliaio, i voti sono quelli che sono. Il problema sta nel fatto che in questo modo hanno mandato al Senato ed alla Camera di tutto di più: credenti delle scie chimiche, dell'esistenza delle sirene, fruttariani, e chi più ne ha più ne metta. Fino alla scorsa settimana dove la farsa è andata in scena per la nomina del famigerato "candidato premier". Un votazione inutile in quanto il candidato era praticmente unico: Luigi Di Maio. Per fare avere una parvenza di "democraticità" Grillo e Casaleggio hanno precettato altri 7 candidati prefettamente sconosciuti e probabilmente ignari del tutto della competizione. Risultato: Di Maio vince con oltre l'80% dei voti, ma la buffonata sta, oltre che nella candidature, nella partecipazione. Dei 140.000 aventi diritto al voto, i votanti sono stati 37.442, quindi nemmeno il 27% con oltre il 73% di astensione. Praticamente Luigi Di Maio non rappresenta nemmeno il Movimento 5 Stelle
Di fronte a queste dimostrazioni di "alta democrazia" viene voglia di dire ... aridateci i vecchi partiti.

mercoledì 20 settembre 2017

E se il prossimo presidente del consiglio fosse un fruttariano ?


Mentre tutti i partiti se le stanno suonando per arrivare alle prossime elezioni con un candidato che possa essere vincente (il centro destra con Salvini e Berlusconi, il Pd con Renzi che alcuni non vorrebbero anche candidato alla presidenza del consiglio, i partiti della sinistra che tentano di trovare un punto d'incontro su Pisapia) il Movimento 5 Stelle quello per intenderci nato all'insegna del "Vaffa a tutti" lancia le sue pseudo primarie per scegliere il proprio candidato. Anche in questo nuovo movimento se le stanno dando di santa ragione, naturalmente senza dsiretta streaming come promesso appena arrivati in parlamento, e nessuno dei big di questi cinque anni vuole sfidare Luigino Di Maio. Ecco allora che Grillo decide per tutti e manda sul ring sette perfetti sconosciuti: si va dall'ingegnere all'artigiano passando per il fruttariano. Però vedete che non si finisce mai di iparare, se non ci fosse stato Grillo ed il M5S non avrei mai scoperto che esistono anche i fruttariani, quelli che si alimentano solo di frutta. Una specie di fans delle scie chimiche dell'alimentazione. Ora la domanda è questa: e se quelli del Vaffa decidessero di votare il fruttariano e poi magari vincessero le elezioni magari anche con una schiacciante maggioranza, potremmo davvero ritrovarci un simile personaggio a presidente del consiglio ? Magari la presenza di questo singolare candidato potrebbe anche convincere i milioni di astensionisti ad esprimere un vero voto di protesta e mandare il fruttariano alla presidenza del consiglio. Immagino il suo primo provvedimento (si perché questa è gente integralista): imporre immediatamente in tutta la scuola dell'obbligo un menù fruttariano come quello che si vede nella foto sopra. Chissà magari questa scelta comporterebbe un immediata crescita del PIL grazie all'aumento della produzione di frutta nel nostro paese. Comunque certamente meglio un fruttariano che un sostenitore delle scie chimiche. Scherzi a parte anche l'ultima flebile fiammella di speranza per il nuovo, che avrebbe dovuto cambiare il paese, cade definitivamente (ammesso che fosse ancora accesa) e non si vede come questo movimento nato da un Vaffa e comandato da un comico (si lo so lo so ... i comici nel panorama politico italiano non mancano) possa davvero governare un paese qualora davvero vincessero le elezioni. Che poi secondo la logica del Movimento non si capisce a che servano queste primarie. Ad ogni domanda su chi sarà il loro candidato alla presidenza del consiglio, la risposta ripetuta come un mantra dagli intervistati grillini è sempre la stessa: "Per noi è importante il programma, non fa differenza se a capo del governo ci andrà Tizio piuttosto che Caio: chiunque vada dovrà seguire e realizzare il programma del Movimento". E allora che cavolo le fate a fa le primarie, mandateci il fruttariano o quella che crede alle sirene o il primo che acchiappate a passeggiare davanti alla villa di Grillo, tanto deve solo seguire il programma. E questi prenderanno circa il 30% dei voti .... poera Italia.

martedì 19 settembre 2017

A proposito di bufale: quella del "candidato premier"


Questa è l'epoca della lotta alle notizie false diffuse in rete, purtroppo le falsità e le così dette bufale non circolano sono attraverso la rete ed i social network. Esistono notizie false molto più pericolose diffuse dalle istituzioni. Più pericolose perché le bufale della rete sono facilmente individuabili: è sufficiente spendere un pò di tempo nella rete per scoprire o quanto meno mettere in discussione la veridictà di una notizia. Molto più subdole è pericolose sono quelle "ripetute" come un mantra in modo tale che alla fine finiscono per essere considerate vere, se poi il tam tam proviene dalle istituzioni o dai partiti politici (coloro che in questi giorni vorrebbero combattere appunto le falsità della rete) è molto più complicato smontarle. Quella che circola in questi giorni ma che la politica diffonde da qualche decina di anni, più o meno da quando si è passati al maggioritario, è quella relativa al "candidato premier" che ogni partito si appresta a schierare alle prossime elezioni. Intanto precisiamo che in Italia non esiste il premier ma esiste il presidente del consiglio che è una figura diversa soprattutto per un aspetto fondamentale: il premier è eletto direttamente dal popolo, il presidente del consiglio nella nostra repubblica costituzionale è nominato dal presidente della repubblica e, per governare, deve ottenere la fiducia del parlamento. Ecco allora che tutte le volte che un politico afferma che "quel presidente del consiglio non è stato eletto da nessuno" dice una cosa vera ma che è totalmente prevista dalla nostra Costituzione e quindi niente di scandaloso. Gli ultimi due governi con a capo un personaggio un "non eletto" sono stati quelli con presidente del consiglio Monti e poi Renzi, entrambi nominati dal presidente della repubblica ed entrambi hanno ottenuto la fiducia del parlamento per cui sottolineare che né Monti né Renzi siano stati eletti non ha alcun senso. In questo periodo che ci stiamo avvicinando alle prossime elezioni politiche quasi tutti i partiti si affannano a "nominare" quello che chiamano il loro candidato premier. Nella Lega si è autonominato Salvini, nel Pd è nominato per statuto il segretario del partito e quindi Matteo Renzi, nel M5S (perfino loro sono complici di questa falsità) sarà probabilmente eletto Di Maio, Forza Italia (la prima forza politica ha lanciare questa bufala) si aspetta di poter nominare ancora Berlusconi. Tutta fatica inutile perché dopo le elezioni potrà accadere di tutto soprattutto con la legge elettorale proporzionale attualmente in vigore. L'attuale legislatura rappresenta un esempio lampante di quanto può accadere e di quanto sia falsa la nomina di una candidato premier. Il Partito Democratico, che ha vinto se pur di poco le elezioni del 2013, aveva in Bersani il proprio candidato premier, bene Bersano non ha mai ottenuto un vero incarico e in questa legislatura si sono succeduti tre governi sostenuti da coalizioni diverse da quelle che si erano presentate alle elezioni ed un governo addirittura guidato da un non parlamentare (Matteo Renzi). Insomma quella del candidato premier è di fatto una bufala istituzionale e dispiace che anche il nuovo movimento, il M5S, che appunto doveva rappresentare il nuovo modo di far politica, abbia alla fine ceduto alla retorica di questa candidatura ingannando i propri sostenitori. Tralasciando la farsa delle votazioni on line con, di fatto, un solo candidato, il futuro eletto (probabilmente Luigi Di Maio) molto presumibilmente potrebbe non arrivare mai alla guida di un governo. Non si vede attualmente come un governo M5S possa ottenere la fiducia di altri partiti loro che sono contro tutti e tutto oltre a non accettare alleanze con alcuno. Insomma il tam tam del candidato premier è di fatto la madre di tutte le bufale che irride addirittura la Carta Costituzionale, difficile pensare che coloro che sostengono questa falsità, praticamente tutti i partiti, pretendano di varare norme per garantire la veridicità delle notizie pubblicate sul web.

lunedì 18 settembre 2017

Ora tutti hanno il loro "golpe" da denunciare


Spesso in questo millennio le parole della lingua italiana sono utilizzate a sproposito rispetto al loro reale significato. Si va da circostanze innocenti sebbene significative ad altre più gravi e pericolose. Per fare un esempio nel social network più famoso sul pianeta, Facebook, il termine inflazionato e che va oltre il significato reale è la parola "Amico". Ogni contatto che abbiamo su questo social è indicato con il sostantivo amico, un termine mutuato dalla lingua inglese, che su Facebook è utilizzato a sproposito dato che l'amico di Fb può tranquillamente essere un perfetto sconosciuto. Per andare su questione un pò più serie un altro termine inflazionato ed utilizzato a sproposito è spesso la parole "eroe". Questo termine viene non di rado utilizzato per stigmatizzare una persona che semplicemente fa il proprio dovere, comportamento che diventa un fatto eccezionale in un paese come l'Italia dove spesso i conportamenti sono al limite della legalità. Un termine che in questi giorni è tornato in voga nella politica è una parola che identifica un avvenimento drammatico e violento come può essere un colpo di stato: la parola è Golpe. Recentemente è stata utilizzata dal leader della Lega Matteo Salvini, in occasione del sequestro cautelativo dei beni del suo partito nella vicenda relativa all'utilizzo illegale che ne fece l'allora segretario Umberto Bossi, e dal Partito Democratico in ordine alla vicenda Consip che vede coinvolti sia alcuni apparti del governo che alcuni magistrati in un caos del quale ancora non sono chiari molti aspetti. Era qualche anno che un politico non utilizzava questo termine ed allora il buona vecchio Berlusconi, rincuorato dal fatto che anche il Partito Democratico è caduto fra i destinatari di un golpe in Italia, ha ricordato che lui ne ha subiti addirittura cinque nella sua carriera politica. Dal primo quando la magistratura gli fece pervenire un avviso di garanzia durante un summit internazionale a Napoli, all'ultimo quando è stato cacciato dal Senato per una condanna definitiva ed in virtù di una legge che anche il suo partito aveva votato. In quelle occasioni il Partito Democratico si prese gioco del cavaliere e, giustamente, ridicolizzò la sua accusa di aver subito un golpe; ora però che le presunte vittime del persunto golpe sarebbero esponenti del Pd renziano, il voltafaccia del partito è stato immediato ricorrendo all'utilizzo a sproposito del termine golpe. Naturalmente in Italia, per fortuna, non ci sono stati golpe o colpi di stato di alcun tipo a partire della vicenda Craxi, che fu il primo ad utilizzare questo vocabolo in occasione della sua condanna nella inchiesta di mani pulite. Ci sono solo inchieste della magistratura scatenate dal comportamento spesso illegale della politica italiana, che quindi si ribella anche solo quando la magistratura fa semplicemente il proprio dovere indagando chi è sospettato di tali comportamenti. Ecco allora che il politico passa allegramente da "fare piena luce e in tempi brevi" se l'inchiesta riguarda suoi avversari politici, a "inchiesta ad orologeria o addirittura golpe" se l'inchiesta riguarda la sua persona o il suo schieramento politico. E questi ruoli si scambiano allegramente senza distinzione di colore politico in virtù di una parola ormai cancellata dal vocabolarioa della lingua italiana: coerenza.

lunedì 11 settembre 2017

Imbecillità, ignoranza e politica: un miscuglio esplosivo


Diversi anni fa, ma nemmeno tanti, c'era il mese di agosto durante il quale tutti andavano in ferie compresa la politica che se ne stava buona e zitta almeno in quel periodo dell'anno dedicato allo svago. Non esisteva Twitter, Facebook, Internet e nemmeno gli avvisi di allerta meteo. Ce ne stavamo in vacanza a casa o in qualche località di villeggiatura tenendo lontani dibattiti, dichiarazioni e soprattutto polemiche. Poi si rientrava dalle ferie, l'estate terminava con il solito acquazzone dopo ferragosto o ai primi di settembre, si verificavano i soliti allagmenti dopo due mesi di piogge scarse e si riprendeva la vita di sempre. Certo ancora non avevamo deturpato il clima e l'ambiente per cui i temporali di fine estate difficilmente causavano morti o disastri a ripetizione. Oggi tutto è diverso. Ormai siamo il popolo delle ferie "intelligenti", non ci affolliamo più tutti insieme nel mese di agosto, così che la vita nelle città prosegue normalmente anche in agosto ed anche normalmente prosegue senza soluzione di continuità la polemica politica su qualsiasi avvenimento più o meno tragico. Una polemica infarcità però di imbecillità ed ignoranza che, anche grazie ai social, mettono a nudo il preoccupante stato mentale del paese. Ecco alcuni degli ultimi episodi che attestano quanto affermato.
Un bambina muore di malaria nel nord Italia e subito si scatena la polemica basata non solo sul comportamento da imbecille di chi la fomenta ma anche sulla ignoranza degli stessi autori e della platea che li segue. Il buon Salvini accusa naturalmente l'immigrazione portatrice a suo parere di nuove malattie (evita naturalmente di citare quali malattie e i dati su eventuali epidemie) proponendo quindi un collegamento fra la morte della bambina e l'immigrazione stessa. Qui il comportamento imbecille si associa all'ignoranza in quanto il politico in questione, che ci rappresenta in Europa, ignora che la malaria si trasmette sono attraverso la puntura di una particolare zanzara o venendo in contatto con sangue infetto e che le zanzare che causano circa 300 casi di malaria ogni anno in Italia arrivano attraverso i voli commerciali. Ma se Salvini è ignorante e si comporta da imbecille, non sono da meno coloro che gli danno ascolto, amplificano le sue castronerie (che niente hanno a che vedere con il pensiero politico) e lo votano mantenendolo al posto che occupa. 
Due ragazze americane denunciano due carabinieri di averle stuprate. Prima ancora di aver accertato lo svolgimento dei fatti (c'è stato stupro ? i carabinieri hanno approfittato di questa due ragazze consenzienti ? erano o no ubriache) sui social si scatenano post, tweet e quant'altro da parte di imbecilli patentati che naturalmente vanno dal "se la sono cercata" alla difesa senza se e senza ma dei carabinieri oppure alla criminalizzazione di tutta l'arma. Ora che ci sia stato o meno lo stupro, la gravità della vicenda sposta di poco la situazione nel senso che i due carabinieri potranno avere consequenze penali o no, ma il fatto che due pubblici ufficiali si siano comunque approfittati di due ragazze più o meno consenzienti non sposta di una virgola tutta la vicenda. I due si sono comportati da perfetti imbecilli con l'aggravante di arrivare ad un comprtamento criminale se c'è stato stupro e proprio per il fatto di essere di rappresentanti delle forze dell'ordine e quindi, stupro o non stupro, da condannare subito. Anche in questo caso però la fa da padrona il politico dal comportamento imbecille impersonato questa volta dal sindaco di Firenze Nardella. Il sindaco si scaglia su questa vicenda che rappresenta un attentato all'immagine della città, ma non se la prende con i due carabinieri che hanno usato auto di servizio e uniforme per rimorchiare, bensì con le due ragazze che si sono date allo sballo e naturalmente se la sono "andata a cercare"
Un violento acquazzone di fine estate mette in ginocchio Livorno causando 6 morti (forse 8) e come al solito anche in questa occasione prima di gestire l'emergenza si pensa alla polemica. Il presidente della regione toscana Rossi (PD) contro il sindaco di Livorno Nogarin (M5S). Il primo accusa il secondo di non aver preso provvedimenti dopo l'allerta meteo, il secondo si difende affermando che l'allerta era arancione e non rossa (il massimo grado di allerta). Il primo, Rossi, dice che bisogna lavorare sulla prevenzione e sulla manutenzione, dimenticando che Livorno è stata amministrata da oltre 50 anni dal PCI prima, poi dai DS ed infine dal PD e solo da tre anni dal M5S quindi se ci sono delle responsabilità come minimo andrebbero divise fra questi due partiti ma nella percentuale come minimo di 1 a 10. Il problema è che in Italia si scopre solo che serve manutenzione, che si è edificato male solo dopo eventi catastrofici e ed ora questi eventi si verificano a ritmo più intenso grazie anche alla distruzione del clima che l'uomo sta portando avanti.
Sempre in tema di eventi meteorologici, ieri è toccato anche a Roma (poteva mancare la capitale ?) dove il solito nubifragio ha allagato la città. Naturalmente tutti contro la Raggi ed il M5S e qui la storia è veramente comica anche perché per fortuna non ci sono morti. Nel 2011 è toccato ad Alemanno sorbirsi le critiche del Pd e del M5S, nel 2014 è toccato a Marino essere preso di mira da centro denstra e M5S, oggi tocca a Raggi cadere nel mirino di centro destra e Pd. Insomma qui l'imbecillità è circolare e non risparmia nessuno.
Ed in questa carrellata di comportamenti "imbecilli" poteva mancare lui Matteo Renzi ? Certo che no. Ieri l'ex premier era in Sicilia per l'ennesima presentazione della sua "opera" Avanti e naturalmente non poteva farsi sfuggire le solite battute sul M5S (quando uno non ha argomenti a proprio favore non può che denigrare gli avversari). Peccato che in questo suo sproloquio ha coinvolto una bambina distruggendo in lei l'ingenuità tipica per quella età (si vede che Renzi ha nel suo DNA la distruzione del futuro dei giovani). Parlando del grillini che credono alle sirene ha apostrofato una bambina, che forse lo infastidiva coi suoi strilli, dicendole di non credere alla Sirenetta perché quella è solo una favola e che se avesse continuato a credere che quel personaggio fosse reale sarebbe diventata da grande una grillina a sua volta. C'è un comportamento più "imbecille" di uno che se la prende con i bambini distruggendo la loro innocenza e ingenuità ? Ma forse più imbecilli sono stati i presenti in sala che a questa presunta battuta si sono addirittura messi a ridere invece di tirare un pomodoro in faccia al giovanotto di Rignano. E che dire poi del genitore che porta sua figlia bambina alla presentazione di un libro di Matteo Renzi ? Un comportamento degno dell'imbecillità del comportamento dell'autore del libro.

venerdì 25 agosto 2017

Italia: il paese dell'illegalità legale


Crisi economica a parte ciò che rende l'Italia un paese senza un futuro moderno degno di un paese occidentale e democratico è l'illegalità che diventa legale in ogni settore della vita pubblica e privata. E' anche vero che questa arte dell'italiano di arrangiarsi e di pensare prima a se stesso e poi alla cosa pubblica, ha permesso all'Italia di superare la crisi e di continuare a vivere tutto sommato senza troppe tensioni sociali che sarebbero naturali in un paese dove la disoccupazione giovanile ha toccato il 40%. Quale futuro può avere un paese dove una scossa di terremoto, che in altri aree geografiche avrebbe al più causato lo sversamento di acqua da un bicchiere posto su una mensola traballante, causa la morte di due persone ed il crollo du qualche decina di abitazioni. Come se non bastasse il proprietario di una di queste abitazioni, dalla quale sono stati appena salvati i suoi tre figli, dichiara allegramente di avere innalzato due piani in maiera abusiva, di essere in attesa da 20 anni del condono e quindi di essere a sua volta vittima del sistema. Eh no caro signore lei è ben integrato nel sistema, un sistema che si basa proprio sull'illegalità alla quale il sistema politico fornisce tutto il suo appoggio in cambio di un consenso al momento del voto. E d'altra parte lei non è l'unico esempio di un sistema illegale. Che dire di quanto è accaduto in questi giorni a Roma dove il sistema, prima sopporta per anni l'occupazione abusiva di uno stabile, tanto da far pensare agli occupanti che quella fosse la propria casa, poi agisce in maniera violenta contro donne e bambini per "riportare quella legalità" ignorata per anni. E' un sistema marcio che se fosse sano non avrebbe consentito l'occupazione di quelle case come non avrebbe consentito la costruzione di case abusive fin dal loro nascere. E che dire di quel sacerdote che dopo aver portato i suoi assistiti, immigrati di colore, in piscina per dar loro un piccolo premio alla loro attività in parrocchia, oggi si vede minacciato dai fascisti di Forza Nuova e addirittura pensa di non celebrare la messa dmenica prossima. Un'altra azione illegale alla quale per ora nessuno ha dato risposta. C'è bisogno di altro in questo agosto bollente ... ?

martedì 22 agosto 2017

Fra uova e terremoti le chiacchiere a sproposito della politica


Non c'è niente da fare: il politico italiano deve aprire bocca sempre su qualsiasi argomento ma il problema è che 99 volte su 100 lo fa a sproposito. Il politico del nostro paese ha due obiettivi che cambiano a seconda che lo stesso politico si trovi nelle fila della maggioranza di govenro o nelle fila dell'opposizione. Nel primo caso il suo obiettivo è di rassicurare che tutto va bene e che non ci sono problemi, nel secondo caso che tutto va male e che i problemi sono innumerevoli e irrisolti. L'obiettività non fa parte della classe politica del nostro paese anche se a volte, in questo gioco perverso, ci sono dichiarazioni che trascendono dal ruolo che ricopre l'autore delle stesse. In questi giorni nei quali l'immigrazione è passata in secondo piano grazie (si fa per dire) all'accordo con i militari libici che hanno allontanato tutti dalle loro coste, sono piombati sulla scena politica due avvenimenti: il caso delle uova contaminate e l'ennesimo terremoto per fortuna con solo 2 vittime. Lo scandalo delle uova contaminate, provenienti sembra dal Belgio e scoppiato due settimane fa circa, ha subito spinto il nostro ministero della salute a "tranquillizzare" il paese. In Italia nessun problema tutto tranquillo, hanno subito strombazzato ministri, sottosegretari e via dicendo. Poi oggi si scopre che anche nel nostro paese sono state prodotte uova contaminate e naturalmente nessuna parola di scusa da parte del ministero salvo il solito comunicato tranquillizzante: solo in due casi i controlli hanno dato esito positivo. Su questo piccolo problema ieri sera ecco arrivare l'ennesimo terremoto, questa volta ad Ischia. Una scossettina di appena magnitudo 4 ma sufficiente a causare crolli e purtroppo due vittime, che sono solo due grazie ai vigili del fuoco che come al solito salvano delle vita dopo ore di lavoro. E vi pare che il politico si lasci scappare questa ghiotta occasione ? Il ministro Delrio subito punta il dito sull'abusivismo come causa dei crolli e delle vittime, come se lui non fosse al governo e come se il suo governo ma anche altri della sua parte politica e non in questi anni non abbiano incentivato l'abusivismo con condoni a raffica. Negli ultimi 10 anni circa si scopre che ad Ischia ci siano state ben 27.000 domande di condono edilizio. I sindaci dell'isola subito insorgono e tutti insieme respingono l'accusa del governo affermando che l'abisivismo poco ha a che fare con i crolli di questo terremoto. Ora che sia l'abusivismo o no che un terremoto di magnitudo 4 possa causare tutti quei crolli è veramente da paese di quarto o quinto mondo. Ed ora si snoccioleranno le solite polemiche, le solite promesse, e i soliti interventi che da qui ad un anno lasceranno Ischia con le sue macerie. Ma come ormai è noto .. a chiacchiere siamo i più bravi del pianeta.

domenica 20 agosto 2017

Ennesimo attentato .... ennesime banalità e ipocrisie


Altro attentato per le strade di una capitale europea, altri pazzi criminali che in nome di una religione e di una fantomatica guerra con l'occidente se la prendono con gente comune che passeggia tranquillamente per strada, altri commenti e analisi pieni della solita ipocrsia e delle solite falsità. "Non ci piegheremo", "Non cambieremo il nostro stile di vita", "Non abbiamo paura". In realtà il terrorismo ha cambiato eccome il nostro stile di vita e ci ha sotto diversi aspetti piegati oltre ad aver inculcato la paura in ognuno di noi. Prendere un aereo oggi è la stessa cosa di prenderlo venti anni fa ? Andare a visitare un luogo come piazza san pietro o un luogo frequentato non è come visitarlo venti anni fa. Perquisizioni, metal detector, varchi, esercito per le strade con mezzi blindati ed armati fino ai denti altro che non cambieremo il nostro stile di vita. E quando siamo in treno, ina ereo o per strada e vediamo una faccia strana o una persona che non fa parte della nostra cultura, non alziamo tutti le antenne e pensiamo se quell'individuo possa essere o meno un terrorista ? Credo proprio che sia una reazione incondizionata di ognuno di noi. E poi puntualmente dopo ogni attentato arrivano trasmissioni televisive, dibattiti, resoconti in tempo reale, durante le quali scorrono fiumi di parole inutili per analizzare un fenomeno del quale nessuno ormai sa dare una spiegazione plausibile e di consequenza nessuno sa come affrontare lo stesso fenomeno. Anche perché gli utlimi attentati sono stati portati a termine da ragazzini o al massimo giovanotti nati e cresciuti nella così detta europa che a un certo punto hanno perso la testa si sono lasciati fare il lavaggio del cervello sono andati in mezzo alla gente e hanno ammazzato chi capitava a tiro senza fare distinzione di razza, religione o etnia. E puntualmente arriva la rivendicazione dell'Isis che però se ne sta arroccata nelle proprie postazioni in Iraq e in Siria guardandosi bene da inviare i propri adepti nelle città occidentali. Ora se questi sedicenti islamici vogliono portare la guerra all'occidente perché se la prendono con la gente comune invece di adare a colpire i centri di potere o chi lo rapresenta ? E' una guerra fra poveri anche questa ? Insomma il fenomeno è diventato complesso e incomprensibile e tutte le parole spese in queste ore o dopo ogni attentato non fanno altro che aumentare la confusione senza arrivare ad alcun punto fermo. Naturalmente da queste analisi rimangono sempre fuori le responsabilità dell'occidente, le guerre scatenate in nome dell'esportazione della democrazia o per annientare dittatori senza avere un piano preciso sul dopo oppure appoggiando quella fazione piuttosto che un'altra a seconda della convenienza del momento. Insomma c'è una grande confusione dalla quale non emerge forse l'unica vera ragione che ci ha portato a tutto questo: il fallimento totale di un modello di società basato semplicemente sullo sfruttamento del prossimo e del più debole.

mercoledì 16 agosto 2017

L'ipocrisia di Matteo Renzi e del Partito Democratico


Che in Italia la maggioranza dei politici siano falsi ed ipocriti è cosa risaputa, purtroppo nel nostro paese latita da molto tempo la figura dello statista, ma per il cittadino attento ed onesto è sempre una sorpresa scoprirlo con i fatti oggettivi ed inconfutabili. Tutti sappiamo che cosa è accaduto lo scorso anno nella campagna per il referndum costituzionale del 4 dicembre. Renzi ed i suoi accoliti del Partito Democratico per mesi ci hanno frantumato con previsioni catastrofiche se avesse vinto il NO e la sua riforma costituzionale bocciata. Dall'Italia invasa dai terroristi, alle cure ineficcaci per il cancro, fino ad arrivare ad un crollo del Prodotto Interno Lordo, insomma una paese che sarebbe andato in rovina dal giorno dopo. poi è arrivato il 4 dicembre e tutti sappiamo come è andata: il voto popolare ha rispedito al mittente una riforma costituzionale scritta con i piedi ed il cui intento era limitare la democrazia con la cancellazione del voto per una ramo del parlamento. Renzi che si è dimesso da Presidente del Consiglio ma che non ha abbandonato la politica come promesso, ma alle sue bufale siamo ormai abituati. Eccoci così arrivati ad agosto 2017, otto mesi dopo il voto di dicembre e che cosa accade: che il Pil va oltre le ottimistiche previsioni del governo, segna un +0.4% a luglio e si prevede un +1,2:+1,4% a fine anno. Un buon dato che farebbe pensare ad una critica da parte di coloro che avevano previsto la catastrofe in caso di vittoria del NO. Ed ecco invece che Matteo Renzi twitta allegramente che "I dati di oggi smentiscono i gufi. Ma non basta dire che i hanno rimesso in moto l'Italia: ora bisogna andare
Ma come ... ? La tua riforma è stata bocciata, ci avevi detto che l'Italia sarebbe crollata in qualsiasi settore ? Ed ora ti intesti questo risultato che non ha niente a che vedere con i tuoi millegiorni di governo ? E naturalmente le pecore del Pd tutte dietro al capo gregge a rilanciare il tweet sui dati positivi dell'Istat e sul risultato raggiunto grazie alle riforme (bocciate tutte) del governo Renzi. Ecco questa è l'Italia, questo è il più giovane presidente del consiglio che il paese abbia avuto, questo è il più grande partito (di sinistra si definiscono loro ... ma ormai conclamato di destra) del paese. Ancora credete a questa gente ? Beati voi spigatemi come fate se potete.

martedì 1 agosto 2017

Anche Renzi ne ha imbroccata una: il Jobs Act


Antirenziani fatevene una ragione: il Jobs Act di Matteo Renzi funziona. Non ha importanza se è l'unica riforma portata a termine rispetto al corposo programma di riforme messo in campo dal giovanotto di Rignano (anche perché è l'unica non anticostituzionale o sottoposta al voto popolare) importante è che funzioni e che consenta al buon Matteo di lanciare l'hastag #avanticosì. Se poi si approfondiscono i dati e si analizzano senza soffermarci alla diminuzione della disoccupazione allora appare evidente che il Jobs Act è un vero e proprio trionfo. Due sono i dati essenziali sui quali soffermarci: il fatto che l'Istat consideri occupato anche chi ha lavorato per un'ora solamente durante la settimana della rilevazione e l'altro dato che indica nelle diminuzione di circa 1000 unità dei lavoratori a tempo indeterminato. Ora ci si deve porre una domanda: quale era l'obiettivo della riforma del lavoro (chiamiamola così) fortemente voluta da Renzi ? Abolire il "privilegio" dell'art. 18 e incentivare la flessibilità (basta con il posto fisso). Ed ecco allora che i licenziamenti sono aumentati, che il lavoro a tempo indeterminato progressivamente viene cancellato e il lavoro è solo precario. Ha portato a termine il vecchio piano di Berlusconi: ridurre i lavoratori ad una sorta di classe posta sempre sotto il ricatto del o fai come dico io o ti licenzio e ne assumo un altro. Anni ed anni di lotte sindacali per la conquista di "diritti" elementari del lavoratore cancellati in pochi mesi. Da questo punto di vista Renzi ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissato con questa riforma. Qualcuno dirà: ma il Partito Democratico non è un partito di sinistra e quindi, in quanto tale, non avrebbe come obiettivo la difesa dei lavoratori e delle classi più deboli ? No dai ancora con sinistra, destra, centro ... queste differenzianzioni non esistono più ... una riforma o è giusta o è sbagliata e non può più essere di sinistra o di destra.  E poi un altro risultato da aggiungere alla ormai "illimitata" sfilza di "ottimi" risultati del governo Renzi è la maggiore occupazione femminile. A giugno, dice l'Istat, +12.000 inattivi ma questo dato viene dal saldo fra il +40.000 negli uomini ed un -27.000 nelle donne e questo dato fa "esultare" tutte le donne del Pd: siamo passati dalla lotta di classe alla lotta di genere. Il Partito Democratico è riuscito a far esultare per dati che in altri tempi sarebbero stati classificati come disastrosi addirittura si porta ad esempio la diminuzione della non occupazione delle donne anche se avvenuta, non come dato strutturale, ma a discapito della occupazione maschile .... 
Comunque il Jobs Act funziona non c'è dubbio: si voleva togliere potere contrattuale ai lavoratori e ci si è riusciti, si voleva cancellare il lavoro a tempo indeterminato e ci si è riusciti, si voleva liberalizzare il licenziamento e ci si è riusciti, cancellata la lotta di classe si voleva indirizzare i lavoratori verso una meno pericolosa lotta di genere e ci si è riusciti .... UN SUCCESSSONE.