giovedì 12 dicembre 2019

Quando sembrava tutto finito ... tornano le piazze


Quello che è accaduto in questo 2019, non solo in Italia, sembra un controrivoluzione, una ribellione alla tecnologia ed un ritorno al passato che diventa però di nuovo attuale. Quando tutti si imbarcavano in analisi socio-culturali-tecnologiche relative al predominio dei social con i quali siamo tutti connessi attraverso video e tastiere nelle più svariate forme rispetto alle forme di comunicazione e socializzazione più antiche, che prevedevano il contatto umano, ecco che la situazione si ribalta completamente e tornano ad essere protagonisti quei luoghi ormai deserti: le piazze. Tutto sembrava perduto, almeno per i ben informati e detrattori della tecnologia, e si descrivevano soprattutto i giovani ormai relegati a colloquiare e comunicare in maniera alienante ed ossessiva con il loro smartphone o al più con le loro tastiere lasciando da parte il famoso contatto umano. Certo dietro la propria tastiera, magari nascosti da uno falso nome o da uno pseudonimo spesso impersonale (corsaro55, napal76, etc.) tutti diventano capitani coraggiosi o addirittura condottieri di gruppi social costituitisi in pochi click ma formati da una schiera di nomi spesso sconosciuti e senza volto. Con questa tecnica si è addirittura formato un movimento politico arrivato anche la governo che, dopo una prima manifestazione di piazza, ha abbandonato la realtà vera per nascondersi dietro piattaforme surreali dove si discute (o si sragiona), addirittura si vota senza mai un confronto reale e serio fatto di faccia a faccia, tavole rotonde, assemblee con discussioni a viso aperto. Sarà un caso che proprio in questo anno nel quale sono tornate di moda le piazze anche quel movimento si sta sgretolando e sciogliendo come neve al sole ? Insomma quando tutti sembravamo relegati a starcene chiusi nelle nostre case con il nostro pc a incazzarci con i tweet deliranti di pseudo politici o pseudo giornalisti, scrivendo a nostra volta tweet, commenti e post che finivano nell'etere senza sapere se fossero mai letti (e soprattutto capiti) da qualcuno, qualcuno ha avuto l'idea di tornare in piazza. E subito l'iniziativa è piaciuta come se si trattasse di una novità (magari per i più giovani lo era veramente) e le piazze si sono riempite subito. Ci siamo ritrovati, giovani e meno giovani, a fianco a fianco, a guardarci negli occhi, non più a leggere tweet e post ma ad ascoltare parole vere pronunciate da persone vere che abbiamo avuto proprio davanti a noi. E non è accaduto solo in Italia, anzi forse l'Italia è l'ultima arrivata a riempire le piazze. C'è il movimento di Greta che manifesta in tutto il mondo, ci sono i Gilè Gialli con iniziative a volte discutibili, ci sono i ragazzi di Hong Kong, e ci sono le sardine. Insomma è tutto un fermento che non ha abbandonato i social ma li sta utilizzando in maniera diversa con l'obiettivo finale comunque di ritrovarsi uno vicino all'altro a far sentire una voce unica. Quindi tutto bene ? Beh è ancora presto ma per ora ci fermiamo qui con un'interrogativo per quanto riguarda il nostro paese: riuscirà questo movimento pacifico che si estende in maniera trasversale fra le varie componenti politiche ma anche da Nord a Sud in tutto il paese ha cambiare realmente le cose ? Questa è la domanda sulla quale iniziale a riflettere per evitare che anche le sardine si spengano o meglio affoghino come altri movimenti del passato fagocitate da una politica fagocitante.

venerdì 6 dicembre 2019

Appello ai media: liberateci da Salvini


I milioni di italiani che sono stufi delle sparate di Matteo Salvini e che quindi non lo seguono sui social, non hanno modo di evitare le bravate del leader leghista in quanto ha ad ogni sua esternazione giornali, radio, televisioni, siti web, personaggi più o meno famosi si impegnano per rilanciare i suoi allucinanti post e tweet. Non se ne viene fuori e l'unico modo sarebbe rifugiarsi su un'isola deserta irraggiungibile e qualsiasi tipo di segnale via etere o via cavo. Il Matteo verde, giustamente soprannominato il cazzaro (naturalmente verde), ne spara almeno una al giorno e sia che si tratti di argomenti seri (purtroppo anche su argomenti seri le sparate del cazzaro sono prive di senso e di sostanza) oppure di pure e semplici cazzate da far impallidire un adolescente, la risonanza dei media è impressionante e raggiunge ogni oasi sperduta del nostro paese. La notizia odierna è che il buon cazzaro verde non mangerà più Nutella perché la Ferrero usa per la famosa crema al cioccolato delle nocciole turche e quindi arrecherebbe danno agli agricoltori italiani. Povero senatore a cosa si è ridotto per attirare l'attenzione, però il suo bel risultato l'ha ottenuto in quanto alla sonora cazzata in tanti anni risposto, da Mentana per arrivare a Selvaggia Lucarelli per arrivare a Fiorella Mannoia. Ed allora si scopre che la Ferrero utilizza nocciole di vari paesi del Mediterraneo per un semplice motivo: le nocciole italiane non sarebbero sufficienti. Ma poi il buon Matteo verde perché se la prende con la Ferrero e per prendersela magari usa uno smartphone che di certo non è prodotto in Italia ed al suo interno non avrà niente di italiano. E poi Salvini lo sa che Ferrero ha 6000 dipendenti in Italia a cui quest’ anno riconosce un premio di 2000 euro, ha il 40 % di dipendenti donne, organizza stage per i figli dei dipendenti all’estero, un asilo nido e un’attenzione non proprio comune al welfare aziendale. E lui non trova di meglio che prendersela con le nocciole turche.
Povero Salvini bisogna capirlo. Ha dovuto abbandonare il suo cavallo di battaglia, l'immigrazione, perché l'attuale ministro dell'interno fa meglio di lui (57 ricollocazioni al mese contro le 10 di salviniana memoria). Non può approfondire l'argomento MES perché non saprebbe da dove iniziare oltre le dichiarazioni ad effetto ("Nottetempo i conti correnti degli italiani saranno prosciugati) che sono smentite dal semplice uomo della strada che abbia almeno letto una pagina di qualsiasi quotidiano serio. E domani sarà in piazza a pasturare i suoi fan proprio sul Mes .. ci sarà da ridere. Non gli rimane che buttarsi su materie più semplici ma anche su queste non va oltre l'applauso di quelle decine di persone che lo acclamano e che non riescono nemmeno a capire una pagina di testo di un sussidiario della terza elementare.
Ora un appello ai giornalisti, vips e chiunque sia colpito dalle "stronzate" salviniane: per favore non le rimbalzate sulle vostre pagine on line o pagine social, è come sparare sulla croce rossa e in questo modo non fate altro che raggiungere anche quei poveri milioni di italiani che tentano di stare lontano il più possibile dal cazzaro verde. Lasciatelo cuocere nel proprio brodo.

lunedì 2 dicembre 2019

Il Mes: ennesima occasione per litigare e non far capire niente


Quando si deve parlare di Europa, qualunque sia il problema, l'argomento o l'accordo da raggiungere, per Salvini e la Meloni è comunque un'ottima occasione per sollevare un polverone oltre il quale non far capire niente. Il dubbio, che è quasi una certezza, è che anche entrambi non capiscano niente del problema che stanno trattando e che usino qualunque pretesto per fare cagnara e per non dire apertamente quale sia il loro reale obiettivo: uscire dall'Europa e dall'euro. Lega e Fratelli d'Italia non vanno oltre le accuse al governo che "minaccerebbe i risparmi degli italiani" o che starebbe facendo accordi sul "sangue degli italiani". Poveri italiani presi per la giacchetta e citati da qualsiasi leader (Salvini, Meloni, Di Maio, Renzi) come se tutto il paese fosse con ognuno di loro e come se ognuno di loro facesse esclusivamente il bene del paese. Ma qualcuno ha per caso ascoltato qualche parola accessibile a tutti "gli italiani" che consentisse loro di capire il significato delle accuse rivolte al governo dall'opposizione ? Qualche italiano medio ha potuto farsi un'idea dei vantaggi (sostenuti dal governo) e dei rischi (sostenuti dall'opposizione) che si nascondono dietro questo accordo sul così detto Fondo Salva Stati ? No dalle bocche dei politici tutti non è uscita alcuna parola che fosse utile al cittadino per capire le ragioni dell'una e dell'altra parte. Tutti in questa vicenda stanno dando vita ad un gioco molto sporco. I più ipocriti e bugiardi sono la Lega, per bocca di Salvini, ed il M5S, per bocca di Di Maio, che hanno gestito la trattativa fino al giugno scorso senza sollevare obiezioni insormontabili o scatenare la gazzarra di questi giorni in nome di un presunto tradimento del Presidente del Consiglio Conte. Ora entrambi, dopo sei mesi durante i quali non si sono occupati del problema, improvvisamente si svegliano. Il leader leghista sempre troppo impegnato a pasturare con bufale i suoi sostenitori senza svolgere come dovrebbe il suo incarico di senatore ora di ministro prima. Il signor "Prima di Tutto" incapace e inadeguato a svolgere qualsiasi incarico istituzionale e sconfessato anche dai sostenitori del Movimento 5 Stelle. Oggi i tre protagonisti, Conte Di Maio Salvini, hanno fornito l'ennesimo spettacolo squallido all'interno del parlamento. Conte, che tenta di sfilarsi dalle accuse salviniane a sfondo propagandistico-elettorale, accusa Salvini di ignoranza del problema per mandare un messaggio allo scettico dell'ultima ora che gli sedeva a fianco, Luigi Di Maio. Luigi Di Maio che non apre bocca, non fa un cenno di assenso, non applaude mai per arrivare a non presentarsi in Senato dove lo aspettava l'ex alleato di governo. Oltre che inadeguato un vero e proprio vigliacco. Ed ora tutto rimandato alla prossima settimana quando ci sarà il voto del parlamento nell'ultimo giorno utile prima del voto europeo. Ecco una vicenda che, comunque la si pensi sul famigerato Fondo Salva Stati, mostra la solita politica italiana che ormai da anni appare guidata da personaggi inadeguati a governare un paese.

giovedì 28 novembre 2019

Il marasma della politica italiana



Se si riuscisse a ragionare mettendo da parte le proprie idee politiche, che nonostante la caduta (purtroppo) delle ideologie rimangono idee di destra di centro e di sinistra, sulla qualità della politica italiana non potrebbe che uscirne un quadro desolante, sconcertante di una classe dirigente lontana dalla realtà del paese. Una classe dirigente che non ha più il senso del proprio ruolo nelle istituzioni e nel governo del paese, dove per governo si intende sia la maggioranza che l'opposizione che, in una democrazia, dovrebbero entrambi lavorare per il bene del paese. Le scene viste ieri e oggi alla Camera sono da un lato disarmanti ma al tempo stesso dovrebbero mettere il paese in allarme sui propri rappresentanti che usano il parlamento per scazzotate da mercato dei bassifondi o da palcoscenico per le proprie vicende personali. Ieri la Lega ha messo in scena una rissa per mascherare ancora una volta le proprie responsabilità durante i 14 mesi di governo insieme al M5S tentando di scaricare tutto su Conte e l'attuale governo. Indipendentemente dalla bontà o meno dell'accordo sul fondo salva, quell'accordo è stato raggiunto in europa a giugno ma i ministro leghisti ancora devono vederli a Bruxelles. Salvini si scaglia contro Conte con parole roventi accusandolo di alto tradimento e invocando la galera. Nel suo delirio è affiancato dalla Meloni che accusa il governo di succhiare il sangue agli italiani. Nessuno dei due però tenta di spiegare i motivi per cui questo accordo sarebbe un tradimento del popolo o una sua vampirizzazione e non trovano di meglio che arrivare alle mani alla Camera. Oggi invece la Camera, mentre si discute su un decreto per i terremotati, sempre un deputato leghista utilizza il tempo riservato al suo intervento per chiedere la mano della sua fidanzata che sta fra il pubblico. Ecco questo è il senso della Stato che questi politici hanno e che usano il Parlamento o come una palestra per prendersi a pugni oppure come un luogo per risolvere le proprie questione personali. Gente come questa meriterebbe solo una bella serie di calci nel culo per essere spediti a casa. Se poi usciamo dal parlamento ed andiamo direttamente nei partiti la situazione non migliora anzi diventa anche peggiore. Si va da un partito che viene condannato a restituire 49 milioni rubati, questa volta si agli italiani, ma in comode rate da estinguere in 80 anni, a partiti/movimenti che sono teleguidati da una società privata alla quale versano una percentuale dei loro stipendi (cioè con soldi pubblici si finanzia una società privata), ad altri (qui quasi tutti) che si sono inventati le fondazioni per raccogliere fondi in maniera poco trasparente. Politici che dichiarano allegramente di possedere un patrimonio di 15mila euro che poi si comprano una "casetta" da oltre 1 milione di euro ottenendo un prestito di qualche centinaia di migliaia di euro e poi ci vengono a raccontare che è tutto regolare. Certo molto probabilmente tutto legale, ma se parliamo di opportunità politica o semplicemente delle qualità che dovrebbe avere un politico per essere un rappresentante delle istituzioni, forse da dire ci sarebbe molto.
Con questo quadro per qualsiasi cittadino onesto, indipendentemente dalle proprie idee politiche, dovrebbe essere complicato se non impossibile scegliere i propri rappresentanti: nessuno degli attuali partiti/movimenti politici ha qualità morali, culturali, sociali, politiche oltre che competenze adeguate per guidare le istituzioni di un paese moderno che intenda progredire e far crescere la qualità della vita dei propri cittadini.

lunedì 25 novembre 2019

Oltre le piazze ci sarà speranza ?


Le manifestazioni delle sardine sono forse l'unico esempio della storia della repubblica italiana di cittadini che scendono in piazza senza alcun simbolo di partito per dare vita ad una manifestazione politica. Qualunque cosa dicano i detrattori di questo nuovo movimento, nessun partito e nessun sindacato sta dietro a queste persone di ogni età che da un paio di settimane hanno iniziato ad occupare le piazze in nome del loro disgusto verso la politica attuale. Nessuno si deve sentire escluso da essere oggetto di questa protesta né naturalmente i partiti di destra guidati dalla Lega ma nemmeno i partiti di sinistra con ciò che è rimasto dei principi e dei valori della sinistra stessa. Tutti a loro modo hanno contribuito ad allontanare i cittadini dalla politica dando vita ad un astensionismo che ha toccato punte del 40% e tutti dovrebbero riflettere sul messaggio di questo movimento spontaneo che ormai quasi quotidianamente scende in strada in qualche città. Tutti in qualche modo hanno fatto promesse poi non mantenute al semplice scopo di ottenere il consenso, tutti hanno imbrogliato la gente semplificando problemi molto più complessi e per i quali nessuno aveva la reale intenzione di risolvere, tutti in qualche modo ha trasformato la dialettica ed il confronto politico in un'arena nella quale distribuire odio e nella quale denigrare l'avversario del momento. Tutti hanno occupato spazi come tv e radio per la semplice propaganda vuota e ripetitiva fatta di tante parole ma di pochissimi fatti. La punta massima di questa strategia politica è stata raggiunta con Matteo Salvini, inutile negarlo, che quotidianamente invade i social network coi suoi post e tweet intrisi di odio emulando lo spirito di un bullo di quartiere. Salvini, ma non solo, ha sdoganato un linguaggio intriso di violenza e di razzismo che ha consentito ai suoi sostenitori di sentirsi autorizzati a seguirne la linea senza alcun rispetto per alcuno, che fosse un avversario politico o, peggio ancora, che fosse una persona diversa (per razza, per religione, per stato sociale, etc.). In questo linguaggio Salvini da sempre ingloba il paese usando a vanvera il termine italiani come se tutto il paese fosse in accordo con le sue farneticazioni da bar dello sport (con tutto il rispetto per i frequentatori dei bar sportivi). Finalmente qualcuno ha deciso di ribellarsi a questo modo inadeguato di far politica al quale tutta la politica si è allineata senza opporre una resistenza adeguata. E l'unico modo per opporsi era quello di utilizzare mezzi e modalità opposte: il silenzio di manifestazioni politiche assolutamente pacifiche e senza simboli di partito alcuno. L'obiettivo sarebbe quello di sollecitare la parte sana della politica (che nel manifesto delle sardine è affermato esistere) per cambiare e tornare ad un clima politico più sereno e più adeguato ad un paese civile, ma soprattutto più vero nel rapporto con i cittadini. Qualcuno riuscirà a raccogliere questo messaggio e qualcuno riuscirà davvero a cambiare le carte in tavola ? Se non accadrà saprà questo movimento reagire e costringere gli attori della politica a questo cambiamento magari diventando attore lui stesso ? E' ancora prematuro capire quale sarà il cammino ma intanto è necessario riflettere sulla eventuale evoluzione del movimento e riflettere su quanto sta avvenendo. Per esempio alcune settimane fa si è votato in Umbria e la Lega di Salvini ha fatto il pieno, giovedì scorso le sardine si sono riversate in piazza a Perugia per manifestare nel giorno della presenza del leader leghista in Umbria. E' vero che il movimento ancora non era nato al momento delle elezioni umbre, ma queste persone dove erano al momento del voto. Insomma scendere in piazza pacificamente va benissimo, come si sta facendo in questi giorni, in tutta l'Emilia Romagna, ma poi come si può convertire tutto questo fermento in fatti concreti per almeno contrastare e impedire un nuovo successo del populismo dell'odio e della violenza ? Speriamo che le piazze continuino ad essere tante e la partecipazione numerosa, ma se niente cambia a partire dalle elezioni in Emilia Romagna che si farà ? Si abbandonerà tutto o si penserà a qualche altra forma di lotta ?

venerdì 22 novembre 2019

Il rigurgito razzista


Come può un essere umano diventare razzista ? E' una domanda che ci si pone soprattutto in questo periodo storico nel quale in Italia sembra esservi un risveglio di questo sentimento disumano e per certi aspetti inconcepibile. E' difficile pensare che un bambino possa avere dentro di se il seme del razzismo fina dalla nascita, basterebbe andare in qualche scuola dell'infanzia e vedere come bambini di razze diverse giochino tranquillamente insieme senza nessun problema. Ecco allora che questo seme non può che venire piantato e coltivato quando il bambino cresce e diventa adulto se non riceve educazione ed insegnamenti corretti. L'Italia, fino all'esplosione del fenomeno immigratorio, non ha mai avuto una presenza di persone di colore o di altri continenti sul proprio territorio a differenza di altri paesi come Francia ed Inghilterra che, grazie alla loro politica colonialista del XVIII e XIX secolo, hanno sempre avuto al loro interno comunità di africani e/o indiani. L'immigrazione, sicuramente mal gestita dalla politica italiana di ogni colore, ha portato sul nostro territorio persone dal continente africano e dal medio oriente in fuga dalla guerra o da paesi sfruttati dal mondo occidentale per le loro risorse naturali e quindi resi inadatti a condizioni di vita decenti per un essere umano. Questo flusso è stato usato in prima analisi per appiattire il mercato del lavoro e togliere diritti ai lavoratori grazie alla disponibilità di nuova forza lavoro con poche pretese sia salariali che come condizioni di vita. Successivamente, quando l'offerta di forza lavoro a basso costo è diventata superiore alla domanda, gli immigrati sono stati spesso "arruolati" dalla malavita organizzata soprattutto nello spaccio della droga e in attività criminali. Chi si è avvicendato al governo di questi ultimi 10 anni si è dimostrato comunque incapace di gestire il fenomeno immigrazione. La sinistra (o presunta tale) ha utilizzato l'immigrazione come merce di scambio con l'Europa per ottenere maggiore flessibilità nella finanza pubblica rispetto alle regole stringenti imposte dall'Europa stessa, la destra ha invece seguito la strada della contrapposizione fra popolazione locale e immigrati spargendo il seme dell'odio e rappresentando l'immigrato come l'unico responsabile della mancanza di lavoro, della delinquenza e della mancanza di fondi per lo stato sociale (tutto appannaggio degli immigrati). In entrambi i casi la politica di fatto ha ingannato i cittadini: i primi, la sinistra, facendo apparire l'immigrazione come un'emergenza ma non adoperandosi in alcun modo per gestire un'integrazione che avrebbe sottratto "forza lavoro" alla malavita organizzata; i secondi, la destra, dipingendo gli immigrati come un pericolo per il paese e come gli unici responsabili della mancanza di lavoro o della attività malavitose. La destra guidata dalla Lega ha avuto quindi buon gioco mettendo in contrapposizione fra loro le fasce più deboli della società e soffiando sul fuoco del razzismo che si è rinvigorito grazie ad una campagna fondata sulla menzogna e sulle così dette fake news.
In Italia: gli stranieri non sono il 30%, ma solo l'8,5% della popolazione, i musulmani non sono il 20%, ma solo il 2,3% della popolazione, la disoccupazione non è al 40%, ma solo 10,7% e non per colpa degli immigrati, i morti per terrorismo islamico sono zero quelli per terrorismo italiano o crimini commessi da italiani come i femminicidi sono migliaia, gli stranieri versano 8 miliardi di IRPEF e 13 miliardi di contributi previdenziali producendo il 9% del PIL, pari a 130 miliardi all'anno, gli omicidi non sono in aumento, ma sono diminuiti da 627 a 355 in dieci anni, le rapine non sono in aumento, ma sono diminuite da 52.210 a 30.040 in dieci anni, i furti non sono in aumento ma sono diminuiti da 1.637.000 a 1.252.000 in dieci anni.
Questa falsa percezione è stata creata ad arte da un politica, quella di destra e di Salvini, che ha sfruttato l'inadeguatezza della sinistra a gestire un fenomeno che non rappresenta più un'emergenza quanto piuttosto un fenomeno endemico da gestire piuttosto che da contrastare con la chiusura delle frontiere. Da qui nasce la recrudescenza razzista nel nostro paese, dalla paura alimentata ad arte dalla Lega che, non dimentichiamolo, è nata come un partito razzista di contrapposizione fra Nord e Sud dell'Italia. Una recrudescenza che ormai si manifesta quotidianamente sia in episodi della vita di tutti i giorni ma anche e soprattutto sui social dove il razzista protetto da tastiera e monitor si sente "autorizzato" a sparare a zero sui diversi, dove per diversi si intendono persone con colore della pelle diverso dal nostro ma anche persone di origine diverse pur essendo sempre italiane.
E' il momento di dire basta a questa propaganda fondata sulla menzogna per ottenere consenso, è il momento di dire basta ad un razzismo fuori dal tempo e dalla storia, è il momento di capire che siamo tutti su una stessa barca quella traballante di un pianeta destinato a soccombere non per la naturale evoluzione delle cose ma per mano di un essere che si ritiene intelligente e padrone dell'universo.

giovedì 21 novembre 2019

La Lega non è solo razzismo


La Lega non è solo un partito razzista, fascista, xenofobo e antisemita come vorrebbe far apparire il suo leader, la Lega è un partito che ha un programma molto peggiore del semplice razzismo e questo particolare è spesso dimenticato per rincorrere l'aspetto più esteriore e violento: quello dei post diffusi in rete da Salvini ed il suo mentore Morisi. La strategia social della Bestia è abbastanza chiara e squallida: diffondere odio con tweet e post ad effetto per distrarre da quello che è il reale progetto leghista. Un progetto che prevede si il razzismo, la guerra ai più deboli ed ai diversi ma anche un progetto che intende mettere in pericolo la democrazia, continuare a scavare il solco che divide le classi più agiate da quelle più deboli del paese fino ad arrivare al progetto originale della secessione. Forse da questi aspetti è necessario partire per promuovere un programma di contrasto a questo folle progetto.
La Lega è per l'autonomia fiscale delle regioni, il progetto più ambizioso e più pericoloso per il paese, un progetto che intende separare la parte più ricca e produttiva del paese, il Nord, da quella più debole, le regioni del Sud. Lo scopo di questo progetto è quello di arrivare finalmente a dividere il paese per raggiungere il principale obiettivo per il quale è nata la Lega: la secessione.
La Lega è favorevole alla privatizzazione del sistema sanitario per dare un colpo mortale ad una delle principali voci della spesa pubblica e quindi iniziare a distruggere lo stato sociale a favore naturalmente delle classi sociali più agiate.
Salvini, lo ha detto anche recentemente, piuttosto che introdurre qualsiasi altro tipo di tassa preferirebbe continuare con la "pace fiscale" che in termini più chiari significa altri condoni per tentare di agevolare chi fino ad ora ha frodato il fisco in barba a tutti i cittadini onesti che pagano le tasse. Una linea che la Lega intenderebbe seguire anche nel settore dell'edilizia e dei lavori pubblici con la deregolamentazione proprio degli appalti pubblici, uno dei settori dove la corruzione e la politica delle tangenti trova terreno fertile in questo paese.
Tema caro alla Lega è poi la famosa flat tax al 15%. Chi non sarebbe favorevole ad una diminuzione delle tasse, promessa da tutti coloro che sono stati al governo negli ultimi 30 anni, ma portata a termine da nessuno. Ma la riduzione delle tasse con l'introduzione della flat tax vorrebbe dire due semplice cose: favorire ancora una volta i ricchi e tagliare lo stato sociale alle classi medio-basse ed ai lavoratori.
Salvini guarda con ammirazione Orban e Putin rivelando un'idea di democrazia autoritaria incompatibile con la nostra Costituzione.
Da ministro dell'interno, Matteo Salvini, ha rivelato la sua indole autoritaria con i decreti sicurezza, una specie di bastone da utilizzare con le classi più disagiate e con le persone più deboli (migranti poveri senza dimora lavoratori sfruttati che scioperano attivisti che tentano di difendere l'ambiente) e senza rivolgere l'attenzione verso le mafie, la criminalità organizzata, gli evasori.
Infine la Lega si affianca ai negazionisti dei cambiamenti climatici mettendosi di traverso a qualsiasi tentativo di contrastare la distruzione dell'ambiente in nome di una presunta crescita del paese e del Pil.
Ecco allora che per contrastare la destra a guida leghista è sufficiente elaborare proposte di segno contrario alle proposte leghiste senza fossilizzarsi solo sul problema immigrazione che sicuramente è un tema importantissimo ma per il quale è necessario lavorare con gli altri stati europei e non solo, perché il fenomeno immigratorio non sarà fermato semplicemente con il blocco di quale nave ma cambiando la politica verso gli stati più poveri e sfruttati.

mercoledì 20 novembre 2019

Sardine e .... gattini


Il nenonato Flash Mob delle Sardine ha ottenuto un primo risultato: mettere in difficoltà la Bestia salviniana. Sono circa tre giorni che il dispensatore di odio twitta contro il neonato movimento di protesta gattini in tutte le salse. E' una palese dimostrazione di incapacità politica di rispondere con fatti alle contestazioni pacifiche e silenziose di questi ragazzi che finalmente hanno mostrato al paese che ci si può liberare della pseudo politica leghista. Un politico che siede in parlamento, ex ministro, leader del partito che sembra avere il maggior consenso nel paese, dovrebbe avere a disposizione tutti gli strumenti adeguati per rispondere a questa contestazione che sembra stia dilagando. Ma è inutile avere gli strumenti se non si hanno poi le capacità per utilizzarli, e Salvini questa capacità certamente non la possiede. Fino a che si tratta di lanciare messaggi ad effetto e volgari contro l'emigrante, contro chi delinque purché di colore, contro il rom o la nave Ong di turno, allora tutto funziona alla perfezione. In questo caso però per rispondere ad una folla silenziosa che circonda i luoghi della sua propaganda ci vogliono argomenti, ci vogliono progetti, ci vogliono risposte che non siano gridate ed urlate ai quattro venti, non basta più baciare il rosario. Ed ecco allora che il "capitano coraggioso" pronto a sfidare a petto nudo il diverso, il povero, il debole, all'improvviso diventa un gattino che solo nelle immagini che pubblica mostra i denti aguzzi che tentano di agguantare la povera sardina. Oltre l'immagine ad effetto però non si va. Ed allora la Bestia tenta di trasformarsi in polipo e di sguinzagliare i suoi tentacoli all'interno dei gruppi social che si sono prontamente formati raggiungendo migliaia di iscritti in poche ore. Ecco questo è il pericolo dal quale ora si devono difendere le sardine perché la Bestia è pronta a seminare zizzania e odio con post subdoli con l'intento di creare scompiglio all'interno dei branchi di sardine. Le provocazioni sono a volte ingenue ("pensavo che questo gruppo non si occupasse di politica") a volte più subdole ("va bene la protesta ma ora chi si vota in Emilia Romagna ?") ed il rischio di "abboccare" è elevato (d'altra parte stiamo parlando sempre di pesci) ma per fortuna poi ci sono le piazze e le strade delle città che fanno diventare tutto più reale e concreto rispetto alla piazza virtuale dei social. L'iniziativa per il momento ha avuto il pregio di far venire allo scoperto una parte non indifferente del paese che è insofferente non solo alla politica leghista, ma anche alle modalità utilizzate per la propaganda tambureggiante fatta di odio, razzismo, xenofobia e antisemitismo. Dopo le prime manifestazioni di piazza di Bologna e Modena e dopo quelle che arriveranno nei prossimi giorni (Sorrento, Reggio Emilia, Palermo, Rimini, Parma, etc. etc.) si potrà fare un consuntivo della partecipazione e ci sarà da affrontare il problema di come incanalare questa protesta per ottenere risultati a breve termine. Si perché va bene manifestare in silenzio, pacificamente e senza simboli di partito ma poi ci saranno le urne (Reggio Emilia e Calabria) ed è lì che la protesta dovrà dare una risposta concreta, altrimenti la protesta rimarrà sterile e rischierà di fare la fine dei girotondi.

venerdì 15 novembre 2019

La vera Bestia


La Bestia è il nome che è stato dato alla macchina infernale messa in piedi da Matteo Salvini per la sua propaganda elettorale continua 24 ore du 24. Una macchina che, anche grazie all'ausilio di account twitter falsi, troller e bot invade i social post spesso deliranti, in più occasioni falsi e fuorvianti e comunque sempre privi di contenuti ed esclusivamente propagandistici. I troller ed i bot poi servono per rilanciare le farneticazioni messe in rete dallo staff del leader leghista. Poi però ci sono le dichiarazioni rilasciate da Matteo Salvini quando intercettato ed intervistato da qualche giornalista nelle sue scorribande in lungo e in largo per l'Italia nell'attività frenetica di continua campagna elettorale. Dalla Sardegna al Veneto, dall'Umbria all'Emilia Romagna per finire poi in Toscana e Calabria. Ed è proprio in occasione di queste dichiarazioni dal vivo che si capisce chi sia la vera bestia: lui proprio lui il Matteo verde. Raccapriccianti le dichiarazioni in merito alla scorta di Liliana Segre ed alle minacce che riceve quotidianamente. "Anche io ne ricevo ogni giorno" a minimizzare se non annullare il significato delle minacce alla signora Segre: minacce razziste, antisemite di stampo nazista rivolte ad una sopravvissuta ai campi di concentramento della seconda guerra mondiale. Come può una mente normale equiparare quelle minacce con quelle che riceve un politico, che per professione semina odio a piene mani, nella sua attività di propaganda ? Non c'è nessun filo logico se non quello di un uomo profondamente razzista fino nel profondo dell'anima. Ma non basta. Ieri la prima sentenza di condanna per i carabinieri che provocarono la morte di Stefano Cucchi. A suo tempo Salvini si lanciò nella solita tremenda e violenta dichiarazione piena di odio: "La sorella di Cucchi mi fa schifo. Difficile pensare che ci siano carabinieri che pestano per il gusto di pestare". Ieri finalmente la prima sentenza che stabilisce quello che doveva essere evidente per tutti: Stefano Cucchi morì perché pestata a morte da alcuni carabinieri. E Salvini che fa ? Beh avrà chiesto scusa per quelle dichiarazioni violente può pensare qualsiasi persona sana di mente. Eh no il Matteo verde sentenzia che quella è la dimostrazione che la droga fa male ed alla replica del giornalista che gli fa notare che Cucchi non è morto per la droga ma per le botte ricevute da qualche carabiniere lui controbatte: "Perché non posso dire che la droga fa male ?". Ecco questa è la voce della bestia umana che risiede in quell'orrenda persona che è Matteo Salvini. Ognuno può avere le idee politiche che vuole, ci mancherebbe, ma è inconcepibile che una persona sana di mente possa dare seguito e credito a un personaggio come Matteo Salvini.

giovedì 14 novembre 2019

Un paese inadeguato a se stesso


Le recenti vicende drammatiche di questi giorni, che purtroppo sono figlie di un passato recente e meno recente, danno il senso di un paese inadeguato per essere considerato un paese civile, moderno ed al passo con i tempi. La punta dell'iceberg di tale inadeguatezza è naturalmente la classe politica che ha la responsabilità di governare il paese, ma la classe politica riceve questa responsabilità dai cittadini e quindi di conseguenza in ultima analisi sono i cittadini stessi ad essere inadeguati per il proprio paese. Da dopo tangentopoli in poi si sono succeduti al governo del paese tutti i partiti politici che sono entrati in parlamento, dalla Lega (il partito più vecchio presente nelle istituzioni), a Forza Italia, a Fratelli d'Italia (il partito più a destra del paese), al Partito Democratico, ai vari partitelli che si sono formati e sciolti come neve al sole, a Leu, il partito più a sinistra in questo momento, per arrivare alla formazione più giovane, il Movimento 5 Stelle. Insomma non esiste nel parlamento attuale una formazione politica che non sia stata al governo o che non ci sia arrivata nella corrente legislatura. I problemi drammatici di questi giorni sono quindi figli di tutti e nessuno si può tirare fuori. Prendiamo il caso dell'Ilva o ex Ilva. Tutto è iniziato con l'incidete all'alto forno del 2015, o meglio tutto è iniziato per chi non conosceva quella fabbrica di morte. Di morte per gli abitanti di Taranto ma di morte anche per i lavoratori: 48 dal 1993 al Luglio 2019, quasi 2 morti ogni anno. Ma prima del 2015 nessun politico si occupa dell'Ilva, ma dal 2015 in poi inizia un vero e proprio calvario che probabilmente terminerà il prossimo gennaio con lo spegnimento dei forni e la chiusura della fabbrica, diventata Arcelor Mittal, annunciata dai proprietari indiani. E dopo l'annuncio che accade ? Mentre un paese normale cercherebbe di affrontare unito il problema, si utilizza come al solito l'evento per fare polemica politica. Alle "minacce" politiche del governo al grido "La Mittal non può chiudere la fabbrica", rispondono le polemiche dell'opposizione che accollano all'attuale governo la prossima chiusura della ex-Ilva. Risultato: migliaia di persone a spasso, la politica che si scanna ed i cittadini che vanno dietro a chi urla di più. E solitamente chi urla sta sempre all'opposizione da dove è facile urlare sul niente per pi quando si troverà al governo concludere niente. Vogliamo parlare di Venezia ? La vicenda è più tragica. Dopo l'alluvione del 1966 si discute, progetta e si propone per tentare di salvare Venezia ma concretamente ci vogliono 27 anni per partire con un progetto, il Mose, che non convince parecchie persone. Nel 2013 quando l'opera invece di essere terminata subisce un primo stop a causa di indagini, arresti e via dicendo e così il prossimo termina passa al 2020. Ma ora dopo l'alluvione dei giorni scorsi il termine si sposta al 2021 anche se in molti ancora hanno dubbi più che fondati sul funzionamento della diga. L'opera è realizzata per l'80% e dovrebbe essere interesse di tutti per arrivare alla conclusione, anche perché Venezia è patrimonio di tutti e tutto il mondo ci guarda con occhi stupiti. Naturalmente la polemica arriva puntuale dal solito personaggio pronto a sfruttare il momento: Salvini dichiara che i 3 miliardi previsti per incentivare l'uso delle carte elettroniche al fine di contrastare l'evasione fiscale, andrebbero dirottati subito su Venezia. Sciacallaggio politico allo stato puro e naturalmente con il consenso di molti cittadini che per un selfie con il leghista venderebbero non solo l'anima.
La storia non finisce qui. Si potrebbe parlare del ponte di Genova, si potrebbe parlare del terremoto dell'Aquila e del terremoto di Marche, Umbria e Lazio e di tanti altri problemi che in altri paesi sono risolti in un tempo accettabile mentre da noi o rimangono irrisolti o risolti in tempi biblici. Di fronte a questo fallimento Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Partito democratico non dovrebbero più esistere come accadrà al Movimento 5 Stelle al quale sono stati sufficienti 16 mesi per bruciare il consenso acquisito con una legislatura di opposizione. Politici come Salvini, Meloni, Berlusconi, Casini, Renzi, Orlando dovrebbero essere già a casa da un pezzo e invece siamo ancora qui a parlare di questi personaggi.