mercoledì 22 gennaio 2020

Politica: l'Italia è messa male ma il resto del mondo non è che sta meglio


Potrebbe essere una magra consolazione sapere che anche a livello internazionale la classe politica ha subito un imbarbarimento e i veri politici si possono contare sulle dita di una mano, purtroppo però questa magra consolazione fa a pugni con le possibilità di risollevarci sia noi come paese ma anche come società civile globale. Il futuro del pianeta è sempre più nero e non solo per i problemi ambientali che ormai ci hanno incanalato verso una probabile autodistruzione, ma anche per le disuguaglianze sociali, per le guerre che continuano e non si arrestano, per la fame di potere che alcuni fra i leader più importanti mostrano di avere e di voler esercitare. Una situazione che si fa sempre più drammatica e della quale non si vede ormai più il fondo nè tanto meno la fine anche perché le cause reali di questo degrado sono in alcuni casi difficili da comprendere.
In Italia il movimento nel quale in molti avevano creduto, dimenticando le origini di quel movimento basate su un manifesto politico qualunquista, il Vaffa, si sta sfaldando giorno dopo giorno sia a livello centrale che di amministrazioni periferiche. La dimostrazione plastica che fare politica non è un'attività che si possa improvvisare e che la favola dell'uno vale uno rimane una favola quando si tratta di governare un paese. Fare opposizione, criticare chi governa, trovare soluzioni ai problemi quando non si ha la responsabilità di risolverli, è molto facile ma poi tutto cambia quando si arriva nelle stanze dei bottoni. Il crollo del M5S e l'allontanamento sempre maggiore della sinistra italiana dalla realtà del proprio elettorato storico, hanno lasciato il campo ad un filibustiere, ad una razzista, ad un odiatore seriale come Salvini. Il leader leghista, eletto al Senato nelle ultime elezioni politiche, prosegue la sua attività sulla falsariga di quando era parlamentare europeo: sfruttare la sua carica ed il suo stipendio per fare i propri comodi in giro per l'Italia in una propaganda continua. In 14 mesi da ministro dell'interno ha fatto numerosi danni senza risolvere un problema, anzi aggravandolo, come per la questione immigrazione, in modo da poter avere sempre materiale fresco per continuare la sua attività incessante fuori dal parlamento. Purtroppo ha trovato terreno fertile ammaliando tanti italioti con le sue incursioni in mutande e mojito, con i suoi appelli al digiuno per protesta contro l'eventuale processo al quale sarà sottoposto, e ultimamente con la bella trovata di andare a citofonare ad un presunto spacciatore indicatogli da una sua ammiratrice senza testa.
A livello mondiale un altro personaggio imperversa sulla falsa riga salviniana ma con poteri molto più pericolosi per l'intero pianeta: Donal Trump. Il biondo presidente si erge a giudice mondiale e si permette di schiacciare il pulsante per lanciare missili contro il suo nemico come accaduto con il generale iraniano. Naturalmente dopo aver sfruttato lo stesso generale nella guerra contro l'Isis. Ma il territorio militare non è l'unico attraverso il quale Trump compie le sue nefandezze. La vicenda dei dazi prima contro la Cina ed ora contro l'Europa hanno l'obiettivo di mettere in ginocchio l'economa mondiale e per quanto riguarda l'Europa anche di dividerla per evitare che possa davvero diventare una potenza al pari di Usa e Cina. Infine il clima altro argomento ormai diventato una questione di sopravvivenza per il pianeta. Trump ha ritirato gli Usa da tutti gli accordi sulla salvaguardia dell'ambiente e per tutta risposta il mondo occidentale ha lasciato una ragazzina di 16 anni, Greta Thunberg, ha contrastare la prepotenza del presidente americano che termina il suo discorso contro gli ambientalisti gridando "Dio salvi l'America". Dove sono gli scienziati che studiano il clima ? Perché lasciano la difesa dell'ambiente in mano ad una ragazzina che sarà sbranata da coccodrilli della specie di Donald Trump ? Nel frattempo l'Australia dopo essere andata in fiamma ora subisce inondazioni e terribili grandinate a dimostrazione che molto probabilmente ormai è tardi.
L'elenco degli esaltati non finisce qui purtroppo: che dire di Putin, Erdogan, dei due generali libici Haftar e Al-Serraj che stanno mettendo a ferro e fuoco la Libia. Insomma l'Italia è in buona compagnia ma sarà una compagnia che molto probabilmente porterà al disastro totale.

lunedì 20 gennaio 2020

Alla fine i raggirati sono sempre i cittadini


Le vicende surreali delle navi Diciotti e Gregoretti una volta di più dimostrano come la politica se ne freghi altamente dei cittadini e dei propri elettori pronta sempre a prenderli per i fondelli quando se ne presenta l'occasione. In questo caso tutti i soggetti politici coinvolti non si sono sottratti a questa dura legge che rende questo paese sempre più lontano dalla politica. Le due vicende riguardano le due navi della marina militare italiana che, durante il precedente governo Lega-M5S, hanno soccorso dei migranti naufragati durante il loro viaggio della speranza dalla Libia all'Italia. Il primo a prendere in giro il paese con le sue fandonie e la sua prepotenza verso i deboli è stato l'allora ministro dell'interno Matteo Salvini. Il ministro della repubblica italiana blocca in mare le due navi della marina militare italiana, come se fossero davvero due navi di trafficanti di esseri umani, con la scusa di difendere i confini del paese dalla presunta invasione del "nemico" migrante. Povero ministro ma poveri i suoi sostenitori che si fanno prendere in giro in maniera così banale: i presunti invasori si trovavano già sul territorio italiano, le due navi Diciotti e Gregoretti, e quindi "l'invasione" era già stata portata a termine. Ma gli altri attori entrati in scena nella vicenda non hanno voluto essere da meno. Ecco allora che la magistratura vorrebbe processare Matteo Salvini per stabilire se ha infranto alcune regole come quelle che obbligano il salvataggio in mare, come l'abuso di ufficio, come il sequestro indebito di esseri umani. Essendo un ministro è necessaria l'autorizzazione del Senato. Ecco allora che nel caso Diciotti intervengono i suoi alleati, quelli del Movimento 5 Stelle che non concedono l'autorizzazione. SI proprio quelli che gridavano onestà onestà, che dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, finiscono anche loro per prendere in giro il paese ed i propri sostenitori mettendo da parte la famosa onestà e non autorizzando la magistratura a procedere. Nel caso Gregoretti ai 5 Stelle, che questa volta non essendo più alleati di governo sarebbero favorevoli a concedere l'autorizzazione, si aggiunge il Pd e tutta la compagnia della maggioranza che non si presenta alla riunione della Giunta a procedere per tentare di rinviare a dopo le elezioni in Emilia Romagna il voto. Insomma per il Pd l'elettorato italiano è incapace di intendere e di volere. Ma a questa allegra compagnia si aggiunge anche il Presidente del Senato che con il suo voto nella giunta per i regolamenti, fatto mai accaduto nella storia della Repubblica, evita che il caso Gregoretti sia rimandato a data successiva ad oggi e abbandona il suo ruolo istituzionale di super partes per aiutare la propria parte politica. Nel frattempo Salvini e la Lega continuano la loro sceneggiata: il primo chiedendo alla propria parte politica di votare a favore per l'autorizzazione a procedere quando avrebbe semplicemente potuto rinunciare all'immunità, la Lega votando secondo quando indicato dal proprio leader.
Insomma una buffonata dove fra falsità, pareri che cambiano a seconda della necessità, partecipazione che cambia a seconda dell'opportunità politica, rappresentanti delle istituzioni che dimenticano il loro ruolo, l'unico ad essere preso per i fondelli è il povero elettore e cittadino onesto.

Saranno sufficienti le piazze di questi mesi ?


Fra una settimana ci saranno finalmente le elezioni in Emilia Romagna ed allora capiremo se le piazze delle Sardine, l'ultima ieri a Bologna con 40mila persone, saranno servite a qualcosa. Se la strada intrapresa di riportare la gente in piazza (è stato commovente vedere in ogni città migliaia di persone finalmente risvegliarsi dal torpore causato soprattutto dall'abbandono di questi luoghi da parte della sinistra) senza slogan, senza bandiere, avrà l'effetto di annullare e sconfiggere l'odio, la violenza e l'occupazione permanente della destra di tutti gli spazi disponibili. Tutte queste persone che, in Emilia Romagna, hanno occupato le piazze di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e via dicendo si ritroveranno domenica nelle urne per rispedire al mittente il tentativo di occupazione da parte della Lega di Salvini di una delle regioni più efficienti del paese ? Funzionerà la strategia di non affrontare di petto Salvini mettendo a nudo tutte le falsità profuse in questi mesi con i suoi tweet, i suoi video ed i suoi post su Facebook per respingere il tentativo di occupare anche questa regione portandola al disastro come successo in Basilicata, in Umbria e in Sardegna ? Certo non sarebbe stato difficile controbattere la propaganda del leader leghista anche senza scendere sul suo stesso piano violento e fatto solo di odio e di razzismo oltre che di falsità. A partire per esempio dalle vicende extra regione che Salvini sta utilizzando per ottenere consenso come quella nella nave Gregoretti e della richiesta di portare l'ex ministro ad un processo per sequestro di persona ed abuso di ufficio. Il leghista blatera da giorni che ha solamente difeso i confini dimenticando di dire che quella nave era ed è una nave della marina militare italiana e che quindi il suo carico di quei giorni si trovava già sul territorio italiano, i confini erano già stati superati. Salvini e la Lega hanno offerto anche in questa settimana un ottimo pretesto per essere sbugiardati: il convegno farsa organizzato proprio sulla Lega in merito all'antisemitismo. Il cazzaro verde blatera che lui e la Lega non sono antisemiti, ma si tratta solo di parole in quanto, nel momento in cui lo si poteva dimostrare in parlamento (voto sulla proposta di commissione della senatrice Liliana Segre), si sono non solo astenuti ma hanno evitate di rendere omaggio ad una donna scampata ai campi di sterminio. Altro che antisemitismo. Per tornare alle questioni dell'emilia Romagna, delle quali né lui né tantomeno la candidata Lucia Bergonzoni (a proposito qualcuno l'ha vista in Emilia a parte qualche timida apparizione sotto l'ala protettrice del suo mentore), hanno mai parlato seriamente se si trascurano i soliti proclami inutili: libereremo l'Emilia Romagna (da chi e da che cosa ???), dopo la vittoria porterò la lettera di sfratto a Conte, Di Maio ed anche Pizzarotti (che c'entra il sindaco di Parma ??). Insomma tutte questioni alle quali sarebbe bastato ben poco per rispondere e sbugiardare il bullo verde, ma nessuno lo ha fatto seriamente. Non sarebbe stato nemmeno compito delle Sardine quanto piuttosto del candidato Bonaccini e dei suoi alleati ... ma sia in televisione, che nei giornali, che sui social .... ormai si vede solo Salvini e se si tiene conto del livello culturale del paese ... speriamo bene.

venerdì 17 gennaio 2020

Salvini: propaganda pericolosa sulle spalle del paese


Ieri la Consulta a respinto, come era chiaro a tutti coloro che hanno una testa pensante e che si attengono ai fatti e non alla propaganda, il referendum leghista per tornare ad una legge elettorale maggioritaria. Un'oscenità anche alla luce di un'altra oscenità, il taglio dei parlamentari, che avrebbe portato ad un parlamento con due o tre partiti e la maggioranza del paese non rappresentato in parlamento. Anche se sarà necessario attendere le motivazioni, l'incostituzionalità della richiesta della Lega era evidentemente palese in virtù dell'art. 76 della Costituzione che impone che la delega legislativa, richiesta dalla Lega con il referendum, sia fatta dal parlamento e non direttamente dal corpo elettorale. Come spesso accade ormai in questo paese la magistratura deve intervenire per rimediare alle magagne di una politica inadeguata, impreparata, "ignorante" che agisce solo sule ali della propaganda per ottenere consensi dalla stessa parte "ignorante" del paese. Come ha detto qualche giorno fa Umberto Galimberti in un'intervista televisiva, 40 anni di massacro perpetrato da tutti i governi sulla scuola, hanno prodotto questi frutti: una buona parte del paese che non legge e se legge incapace di comprendere il testo con la conseguenza di una classe politica altrettanto ignorante che si nutre di un consenso costruito sull'ignoranza e la propaganda. Il principe di questo modo di fare politica (iniziata da Berlusconi) è naturalmente Matteo Salvini che ieri in un semplice tweet ha risposto alla sentenza della Consulta inserendo almeno tre falsità. "La Consulta dice di no al referendum sulla legge elettorale. È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e M5S sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il Popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica"
Il vecchio sistema che si difende: mancanza totale di rispetto per le istituzioni e per il nostro ordinamento che prevede la magistratura come organo indipendente.
Pd e M5S che restano attaccati alle poltrone: continua il suo ritornello ancora una volta ignorando o fingendo di ignorare la Carta Costituzionale.
Ci dispiace che non si lasci decidere il Popolo: ignorando che su questa materia il Popolo non può decidere sempre come previsto dalla Costituzione.
Ritorno alla preistoria: parla chi viene dalla preistoria, quel partito che già una volta ha dato vita ad una legge elettorale incostituzionale, il Porcellum.
Naturalmente a questo tweet si registrano oltre 2500 like e 300 retweet dimostrando appunto l'ignoranza dei seguaci di questo pseudopolitico che, fra le altre cose, sperpera denaro pubblico e non partecipa a sedute importanti del Senato, come quella sulla Libia di mercoledì, per andarsene in giro a fare la sua campagna elettorale. Una campagna elettorale fatta di insulti, di odio e di presunte liberazioni irrispettoso di tutto e tutti come qualche giorno fa a Parma. Mentre si celebrava l'inizio del 2020 durante il quale Parma sarà capitale europea della cultura, il Matteo twittava che se la Lega avesse vinto le elezioni in Emilia Romagna avrebbe mandato a casa il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, proprio quel sindaco che in 8 anni ha risollevato la città portando in pizza migliaia di persone a festeggiare l'evento. Insomma un ignorante e sciacallo di prima qualità, di questo si tratta quando si parla di Matteo Salvini. Mai il paese si era trovato a fronteggiare un attacco alla democrazia ed alle istituzioni come quello che sta portando avanti la Lega con Matteo Salvini ed il pericolo è che il risveglio avvenga quando sarà troppo tardi. La strategia è chiara: inondare di falsità la rete, di propaganda senza costrutto, infarcita poi di immagini del Salvini che mangia in mezzo alla gente, che prende il caffè, che si fa i selfie per distrarre i meno attenti dal suo reale progetto: dividere l'Italia, distruggere la Costituzione, traghettare il paese nel baratro dell'ignoranza, del razzismo e del disastro finanziario. D'altra parte in alcune regioni appena conquistate, Sardegna Basilicata ed Umbria, i primi effetti già si vedono: le regioni sono esercizio provvisorio non avendo la Lega presentato i bilanci 2020 in tempo. Auguri Italia.

lunedì 13 gennaio 2020

Salvate l'Emilia Romagna


Ieri a Parma alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, si è inaugurato l'anno di Parma 2020 capitale della cultura europea. Sarà un anno con moltissime iniziative nella città emiliana dopo che il suo sindaco, Federico Pizzarotti, la tirata fuori dal baratro in cui era caduta con la precedente amministrazione. Pizzarotti è stato eletto sindaco la prima volta con il Movimento 5 Stelle, ma poi allontanato come accade spesso in quel Movimento alle persone capaci. Per una strana coincidenza del destino il prossimo 26 gennaio in Emilia Romagna ci saranno le elezioni amministrative regionali ed il rischio è che, proprio in questo anno nel quale la cultura sarà protagonista non solo a Parma ma in tutta la regione, l'Emilia Romagna finisca per essere amministrata dal partito più lontano dalla cultura di tutto il paese: la Lega. Insomma mentre si celebra la capitale della cultura europa, la candidata che sembra avere buone probabilità di successo è niente di meno che Lucia Bergonzoni della Lega, quella che si è vantata qualche tempo fa di non leggere un libro da tre anni. Insomma una dei personaggi politici più ignoranti del panorama politico italiano. E la sua ignoranza è anche certificata proprio da lei stessa. Queste sono alcune delle sue recenti perle con le quali sta tentando di convincere i cittadini a votarla:
- Ha detto che l’Emilia-Romagna confina con il Trentino Alto Adige a nord e con l’Umbria a sud.
- Ha dato appuntamento sui social ai suoi sostenitori a Bologna, postando una foto di Ferrara.
- Si è scagliata contro le visite a pagamento dal privato, proponendo però allo stesso tempo per l’Emilia Romagna il modello lombardo, che a sua insaputa è fatto per gran parte di sanità privata.
- Ha proposto ospedali aperti “di notte e nel weekend in Emilia-Romagna”, che a sua insaputa sono già aperti di notte e nei weekend.
- Ha proposto una legge regionale per la costituzione di un assessorato al Turismo nella Regione Emilia-Romagna, che però già esiste, dal 2011, a sua insaputa.
- Ha proposto una legge regionale per finanziare le rievocazioni storiche che però, a sua insaputa, esiste già.
- Ha proposto d’istituire un Osservatorio regionale sulle disabilità. Che però, a sua insaputa, esiste già.
- Ha promesso l’istituzione di “un fondo per aiutare le persone che subiscono violenze". Che però in Emilia Romagna esiste già, evidentemente a sua insaputa. E precisamente da 15 anni.

Insomma sia la buona Lucia che il suo tutore Matteo Salvini hanno dimenticato che l’Emilia Romagna è tra le prime regioni in Italia per sanità, servizi, produttività, lavoro. E questo perché gli emiliano romagnoli, per il bene delle proprie famiglie e della propria comunità, hanno sempre scelto con criterio alla guida della propria regione persone competenti, capaci, serie ed ora speriamo che non falliscano proprio in questo 2020 dove la cultura è di scena in regione. Sarebbe veramente incredibile che in questo anno fosse eletta a governare l'Emilia Romagna un personaggio ignorante come la Lucia Bergonzoni che hanno dimostrato ampiamente di non conoscere la realtà di questa regione e soprattutto di non avere un programma politico adeguato non per migliorare la qualità della vita dell'Emilia Romagna ma almeno per mantenerlo ai livelli attuali. Sarebbe allucinante che i cittadini di questa regione consegnassero a questo partito di razzisti, xenofobi e "ignoranti" proprio nell'anno in cui una città come Parma celebrerà il suo anno di capitale della cultura europea.

venerdì 10 gennaio 2020

Salvini va combattuto non ignorato


Da quando il leader della Lega Matteo Salvini è entrato a gamba tesa nel mondo dei social attraverso la macchina da guerra denominata "la Bestia", si è aperto un dibattito sul come contrastare questa invasione permanente. Salvini ormai viaggia ad una media di 20-30 post al giorno su twitter accompagnati spesso da dirette Facebook e incursioni su Instagram. Una serie di post spesso privi di qualsiasi senso e contenuto di interesse politico, altrettanto spesso fuorvianti paragonabili a delle vere e proprie Fake News, altri semplicemente informativi sulla attività frenetica del senatore che viaggia ormai ininterrottamente da una parte all'altra dell'Italia a rincorrere l'elezione di turno. Per contrastare questa invasione permanente dei social si sono formate due scuole di pensiero: la prima che invita tutti a ignorare la propaganda social del leghista e soprattutto si non rilanciare o semplicemente postare i suoi deliri, la seconda invece che mira a ribattere colpo su colpo le sue esternazioni soprattutto quelle palesemente false e fuorvianti. Due strade entrambi difficilmente percorribili pedissequamente. Senza voler fare paralleli non del tutto riproponibili, la storia insegna che ignorare molto spesso e quasi certamente porta a conseguenze drammatiche facendo risvegliare i cittadini quando ormai è troppo tardi ed il danno è fatto. Salvini è uno dei politici più pericolosi della storia della repubblica italiana sia perché proviene da un partito,la Lega, che ha fatto del razzismo, della divisione e dell'odio il proprio manifesto, sia perché agisce subdolamente cavalcando le insofferenze e i disagi di quella parte della società abbandonata a se stessa. Il suo linguaggio, oltre i falsi sorrisi i bacioni e gli abbracci, è pieno d'odio e di violenza soprattutto quando c'è da stigmatizzare i comportamenti di immigrati, per diventare permissivo o noncurante quando gli stessi comportamenti sono tenuti da cittadini italiani. Ignorare totalmente quindi non sembra la strada migliore per combatterlo. Contrastarlo in ogni sua esternazione non è altrettanto facile in quanto il leghista si avvale di una macchina da guerra formata da un gruppo di persone, pagate profumatamente con i soldi nostri, che lavorano 24 ore su 24 per coprire ogni evento, ogni spostamento, ogni esternazione (alcune anche create ad Hoc), ed ogni sospiro del loro padrone verde. Il contrasto però può concretizzarsi sue quei post che o sparano affermazioni palesemente false (come quelle sui porti chiusi, o sulla diminuzione degli sbarchi grazie al suo operato, o sulla necessità di leggi speciali per garantire la sicurezza) oppure sulle idee politiche (veramente poche e facilmente contestabili) tipo la flat tax o l'abbandono dell'europa e dell'euro (mai apertamente dichiarati ma sempre velatamente perseguiti dalla Lega). Si tratta quindi di contrastare con intelligenza un uomo che per la stragrande maggioranza della giornata scrive cavolate, che vanno quindi giustamente ignorate e non ritwittate per non svolgere la funzione della cassa di risonanza, ma che quando scrive notizie false o prospetta le sue idee balsane piene di oddio e razzismo deve essere ribattuto con argomentazioni che solitamente non sono difficili da scrivere. E' una guerra dura ma anche sui social deve essere condotta se si vuole in qualche modo tentare di evitare quel disastro che potrebbe essere svegliarsi una mattina e ritrovarsi un uomo che Matteo Salvini a capo del governo della Repubblica Italiana.

mercoledì 8 gennaio 2020

Il nuovo terrorista è entrato in azione


Era solo questione di tempo per vedere in azione il nuovo terrorista a capo della più grande potenza militare del pianeta: Donald Trump. Era chiaro fin dalla sua campagna elettorale durante le presidenziali del 2016 che il presidente americano dal ciuffo biondo sarebbe, prima o poi, entrato in azione contro tutti e contro tutto mettendo in pericolo la già traballante pace sull'intero pianeta. Trump si è mosso fin dal suo insediamento alla Casa Bianca come un pachiderma buttandosi e testa bassa contro tutti o tutto in nome della difesa degli interessi americani ma mettendo in questo modo in pericolo gli interessi mondiali. Dopo aver faticosamente, grazie anche all'invasione di Iraq ed Afghanistan con le conseguenti guerre, tentato di circoscrivere il terrorismo islamico che nel frattempo si è spostato dagli Stati Uniti in Europa, in Iraq e in Siria, dopo aver quasi totalmente sconfitto l'Isis, ecco che sulla scena irrompe il nuovo terrorista con un'azione spettacolare. Un'azione che è solo l'ultimo episodio di una politica non più di dialogo o di tentativi di collaborazione per cercare di portare la pace dopo due decenni di guerre, ma di scontro su tutti i fronti. Dopo aver sottratto gli Usa agli accordi con l'Iran per limitare la sua corsa al nucleare, dopo aver imposto la politica dei dazi mettendo di nuovo in crisi l'economia mondiale, dopo aver provocato il mondo arabo spostando l'ambasciata americana in Israele a Gerusalemme, ecco la perla dell'azione militare per uccidere il generale iraniano Soleimani. Un'azione che non è rivolta solo contro un "terrorista" riconosciuto universalmente ma contro un simbolo per quel paese, l'Iran, con il quale Obama aveva faticosamente steso accordi per normalizzare una situazione esplosiva. Donald Trump è entrato a gamba tesa nella faccenda Soleimani che era già da tempo nel mirino degli israeliani che però agivano in maniera molto più "intelligente" per non accendere una miccia che potrebbe portare ad una deflagrazione distruttiva. Ora gli sviluppi sono imprevedibili ed ancora una volta il mondo occidentale si muove da provocatore innescando le inevitabili reazioni dell'Iran e di tutto il mondo arabo che porteranno, anzi hanno già portato, ad azioni sia di guerra e molto probabilmente di terrorismo cancellando quei pochi passivi in avanti fatti nella lotta al terrorismo. Nel frattempo l'Europa, come sempre in queste occasioni, appare un'entità incapace di parlare una voce unica ed incapace di contrastare non solo potenze come Stati Uniti, Russia e Cina ma perfino la Turchi di Erdogan che sta inviando sue truppe nella bolgia Libica. In quanto all'Italia, è il caso di stendere un velo pietoso: in Italia qualsiasi evento ormai viene utilizzata per la misera propaganda politica interna e l'attentato terroristico di Donald Trump non si sottrae a questa consuetudine.

martedì 24 dicembre 2019

La politica indifferente alle protesta pacifiche



Dopo due mesi di piazze riempite come non accadeva da decenni, si può stilare un primo bilancio e concludere che al momento la politica italiana non si è resa conto del malessere che percorre la società civile del paese. Nessuno, a parte qualche caso isolato e personale, dei partiti che attualmente compongono il panorama politico italiano ha mostrato la minima sensibilità a questo movimento di protesta ed ognuno ha continuato per la sua strada. I comportamenti essenziali che dimostrano questa impermeabilità alla protesta sono diversi.

Lega e M5S per esempio confermano la più radicata delle tradizioni di tutti partiti dell'arco costituzionale che consiste nel cambiare il proprio pensiero a seconda che si faccia parte della maggioranza o dell'opposizione. La Lega per esempio, in occasione dell'approvazione della legge di bilancio, accusa il governo della mancanza del dibattito parlamentare e del ricorso alla fiducia chiedendo addirittura l'intervento del Presidente della Repubblica. Ma quanto accaduto in questi giorni non è altro che la replica di quanto accaduto nel dicembre scorso quando la Lega era al governo ed a lamentarsi era il Pd che si trovava all'opposizione. Il M5S dal canto suo cambia totalmente atteggiamento nei riguardi della richiesta della magistratura di processare Matteo Salvini per sequestro di persona relativo al caso della nave Gregoretti. In questo caso il M5S voterà a favore mentre nell'analogo caso della nave Diciotti voto contro essendo la Lega l'alleato di governo.
Che dire poi dei cambiamenti di casacca che questa volta coinvolgono parlamentari del M5S, il movimento che doveva rappresentare il cambiamento della politica italiana e che invece, appena arrivato al governo, si è perfettamente integrato nel malcostume della politica italiana. Una tradizione, quella del passaggio da un partito all'altro nel corso della legislatura o addirittura della creazione di una nuova formazione questa davvero non votata da nessuno, che rappresenta una delle peggiori abitudini della politica italiana giustificata da una cattiva interpretazione della Costituzione che giustamente non prevede il vincolo di mandato. Chi è sceso in piazza in questi mesi lo ha fatto anche per chiedere una maggiore correttezza e trasparenza nei comportamenti dei politici italiani che invece hanno totalmente disatteso questo richiamo ad una maggiore coerenza.
Le manifestazioni di piazza inoltre chiedevano e chiedono ai partiti ed ai loro leader di mettere da parte l'odio e la violenza, se pur verbale, per tornare ad una dialettica politica ed un confronto imperniato sulle idee e non sulla denigrazione dell'avversario politico. Per tutta risposta all'odiatore seriale, Matteo Salvini, si è aggiunto l'omonimo Matteo Renzi che tramite i suoi fan ed il suo nuovo partito Italia Viva ha massacrato il giornalista Formigli di Piazza Pulita colpevole di aver mandato in onda un servizio sulla fondazione del Matteo di Rignano e sui suoi intrallazzi per acquistare una casa da quasi un milione di euro. Il povero giornalista è stato messo alla gogna sui social dove è stato sottoposta ad un trattamento mafioso con pubblicazioni relative alla sua abitazione ed a particolari inquietanti e minacciosi. D'altra parte i due Matteo non hanno per caso lo stesso nome.
Ma non solo la politica è rimasta indifferente alle proteste di piazza, purtroppo anche la reazione dei cittadini non è stata del tutto positiva. Se infatti le piazze si sono riempite, d'altro canto, stando ai sondaggi, l'astensionismo è aumentato di circa 3 milioni di nuovi indecisi, a dimostrazione che non solo la politica non ha compreso il malessere che circola per il paese, ma anche una buona parte di cittadini con comprende che con l'astensione la situazione politica del paese non può che peggiorare. Ora la domanda è: saranno sufficienti manifestazioni pacifiche ha modificare la rotta di questa politica scellerata, priva di progetti e idee che vadano oltre il semplice consenso popolare ?

mercoledì 18 dicembre 2019

Toccherà ancora ai cittadini salvare la democrazia


L'ennesimo tentativo di modificare la Costituzione in versione antidemocratica dovrà anche questa volta passare attraverso il referendum costituzionale. Dopo i tentativi di Berlusconi prima e di Renzi poi di tagliare la democrazia, è arrivato il Movimento 5 Stelle che in nome del solito populismo in versione risparmio di spesa, ha varato, con la complicità di tutto il parlamento, il taglio del numero dei parlamentari sia in Senato che alla Camera. Di Maio e soci però, anche in questa occasione, hanno festeggiato prima del tempo. Dopo la sceneggiata dell'ottobre scorso nel giorno dell'approvazione definitiva della riforma messa in atto davanti a Montecitorio, ecco che oggi arriva la notizia che la riforma dovrà passare al vaglio del referendum popolare. Insomma dopo l'abolizione della povertà, la risoluzione della questione dell'Ilva, il buon Di Maio per ora mette a segno un altro flop. La tanto decantata riduzione dei parlamentari in realtà è una mera operazione di drastica rappresentanza democratica del parlamento in quanto si tratta di una riforma che riduce esclusivamente il numero di senatori e deputati senza essere accompagnata da una rivisitazione delle funzioni del parlamento. Anzi proprio questa rivisitazione avrebbe dovuto guidare la eventuale riduzione dei rappresentanti dei cittadini. Fatta in questo modo invece il tutto si riduce ad un dimezzamento di parlamentari che si tramuta in una drastica diminuzione di rappresentanza con una significativa percentuale di cittadini che non avranno rappresentanti nelle istituzioni. Per esempio si potevano portare le autonomie territoriali nel cuore del sistema di governo, rivedendo la struttura del Parlamento e adeguandone la composizione. Avere quindi per esempio una camera della autonomie a composizione ridotta ed una Camera dei deputati inalterata come rappresentanza del corpo elettorale. Per la questione del risparmio sarebbe stato sufficiente semplicemente ridurre lo stipendio del parlamentare senza nemmeno toccare la Costituzione. Si è scelta invece la strada di ridurre il numero dei rappresentanti dei cittadini in parlamento per occuparsi successivamente di legge elettorale ed eventuale correttivi per mitigare gli scompensi nel sistema parlamentare italiano conseguenti a questa riduzione. Ma in Italia sappiamo benissimo come vanno a finire questi impegni presi a posteriori. Insomma si tratta dell'ennesimo tentativo di riformare una Costituzione che in realtà andrebbe benissimo così come è ed il problema caso mai sarebbe piuttosto la sua completa attuazione piuttosto che la sua riforma in uno o più punti. Ma la classe politica di questa stagione politica, che prosegue da oltre 25 anni, si mostra ad ogni occasione inadeguata a qualsiasi riforma tesa a rendere più moderno ed efficiente un paese che ormai si distanzia sempre più dalle democrazie più evolute e moderne. Il rischio è che questa volta, sotto la spinta populista, la riforma possa superare il referendum in quanto quasi tutte le forze politiche sono favorevoli. Ed allora sarà davvero un primo passo pericoloso all'abbattimento della democrazia parlamentare che tanto sta sullo stomaco ai 5 stelle ed al suo fondatore.

giovedì 12 dicembre 2019

Quando sembrava tutto finito ... tornano le piazze


Quello che è accaduto in questo 2019, non solo in Italia, sembra un controrivoluzione, una ribellione alla tecnologia ed un ritorno al passato che diventa però di nuovo attuale. Quando tutti si imbarcavano in analisi socio-culturali-tecnologiche relative al predominio dei social con i quali siamo tutti connessi attraverso video e tastiere nelle più svariate forme rispetto alle forme di comunicazione e socializzazione più antiche, che prevedevano il contatto umano, ecco che la situazione si ribalta completamente e tornano ad essere protagonisti quei luoghi ormai deserti: le piazze. Tutto sembrava perduto, almeno per i ben informati e detrattori della tecnologia, e si descrivevano soprattutto i giovani ormai relegati a colloquiare e comunicare in maniera alienante ed ossessiva con il loro smartphone o al più con le loro tastiere lasciando da parte il famoso contatto umano. Certo dietro la propria tastiera, magari nascosti da uno falso nome o da uno pseudonimo spesso impersonale (corsaro55, napal76, etc.) tutti diventano capitani coraggiosi o addirittura condottieri di gruppi social costituitisi in pochi click ma formati da una schiera di nomi spesso sconosciuti e senza volto. Con questa tecnica si è addirittura formato un movimento politico arrivato anche la governo che, dopo una prima manifestazione di piazza, ha abbandonato la realtà vera per nascondersi dietro piattaforme surreali dove si discute (o si sragiona), addirittura si vota senza mai un confronto reale e serio fatto di faccia a faccia, tavole rotonde, assemblee con discussioni a viso aperto. Sarà un caso che proprio in questo anno nel quale sono tornate di moda le piazze anche quel movimento si sta sgretolando e sciogliendo come neve al sole ? Insomma quando tutti sembravamo relegati a starcene chiusi nelle nostre case con il nostro pc a incazzarci con i tweet deliranti di pseudo politici o pseudo giornalisti, scrivendo a nostra volta tweet, commenti e post che finivano nell'etere senza sapere se fossero mai letti (e soprattutto capiti) da qualcuno, qualcuno ha avuto l'idea di tornare in piazza. E subito l'iniziativa è piaciuta come se si trattasse di una novità (magari per i più giovani lo era veramente) e le piazze si sono riempite subito. Ci siamo ritrovati, giovani e meno giovani, a fianco a fianco, a guardarci negli occhi, non più a leggere tweet e post ma ad ascoltare parole vere pronunciate da persone vere che abbiamo avuto proprio davanti a noi. E non è accaduto solo in Italia, anzi forse l'Italia è l'ultima arrivata a riempire le piazze. C'è il movimento di Greta che manifesta in tutto il mondo, ci sono i Gilè Gialli con iniziative a volte discutibili, ci sono i ragazzi di Hong Kong, e ci sono le sardine. Insomma è tutto un fermento che non ha abbandonato i social ma li sta utilizzando in maniera diversa con l'obiettivo finale comunque di ritrovarsi uno vicino all'altro a far sentire una voce unica. Quindi tutto bene ? Beh è ancora presto ma per ora ci fermiamo qui con un'interrogativo per quanto riguarda il nostro paese: riuscirà questo movimento pacifico che si estende in maniera trasversale fra le varie componenti politiche ma anche da Nord a Sud in tutto il paese ha cambiare realmente le cose ? Questa è la domanda sulla quale iniziale a riflettere per evitare che anche le sardine si spengano o meglio affoghino come altri movimenti del passato fagocitate da una politica fagocitante.