venerdì 13 ottobre 2017

Quando le bufale arrivano direttamente dal parlamento: dal porcellum al rosatellum


Ieri mi sono voluto "male" e ho dedicato un pò di tempo ad ascoltare il dibattito prima del voto finale alla camera per approvare la nuova legge elettorale, più che un rosatellum un vero e proprio procellum 2.0. Innanzitutto vorrei dire ai "nostri" parlamentari che di questi nomi fantasiosi per denominare una legge elettorale, che dovrebbe essere una delle più importanti dell'intero pacchetto legislativo che regola la vita di un paese democratico, veramente i cittadini non ne possono proprio più. "Porcellum", "Consultellum", "Mattarellum", "Legalicum", "Italicum", "Rosatellum" sono un vero e proprio indice della "serietà" di una politica che continuando su questa strada troverà sempre meno partecipazione da parte dei cittadini. Ormai le leggi elettorali nel nostro paese sono snocciolate come un rosario e prendono nomi assurdi più o meno come gli americani sono soliti denominare i vari tornado che si abbattono sul loro paese. Siamo veramente ridicoli soprattutto in virtù dell'importanza di questa legge. Tornando al dibattito di ieri ed in particolare all'intervento dell'autore della legge, il deputato Pd Rosati, nei suoi 10 o 15 minuti sono state snocciolate una serie impressionante di bufale o fake news come va di moda chiamarle ora da far rabbrividire i fautori delle scie chimiche o dell'esistenza delle sirene.
"Il Parlamento deve votare in maniera libera e trasparente, quindi in modo palese" Chi l'ha detto ? La Costituzione e i regolamenti prevedono il voto segreto, quindi se volete abolirlo prima dovete modificare Costituzione e regolamenti.
"Sarebbe un dramma un Paese al voto senza legge elettorale" I responsabili dell'eventuale dramma siete proprio voi del Pd che avete partorito una legge elettorale anticostituzionale e solo per la Camera. ma detto questa il paese la legge elettorale ce l'ha: quella uscita dalle sentenze della Corte Costituzionale.
"Avevamo fatto l'Italicum ma poi c'è stata la bocciatura del popolo italiano" A parte il disprezzo per il popolo italiano insito in questa frase, la bocciatura all'Italicum è venuta dalla Corte Costituzionale e non dal popolo che ha bocciato solo la riforma costituzionale.
"Niente nominati: l'elettorato conosce i nomi dei candidati e li sceglie lui" Ma a che serve conoscere i nomi stampati sulla scheda se poi non posso sceglierlo il nome perché già deciso ?
"Gli altri grandi paesi non hanno le preferenze" Ah ah ah Rosato lei deve studiare. Francia e Gran Bretagna scelgono i parlamentari nei collegi uninominali, in Germani esiste il voto disgiunto candidato-partito .. non come nella sua legge nella quale il cittadino vota il pacchetto tutto compreso.
Insomma queste bufale escono direttamente dal parlamento e dall'autore (presunto ... ma secondo me l'ha scritta sotto dettatura) della legge stessa, a questo punto come facciamo a difenderci dalle scie chimiche, dalle sirene ma soprattutto dalla politica italiana incapace e inadeguata per fino a guidare la repubblica delle banane ... con tutto il rispetto per le banane.

mercoledì 11 ottobre 2017

PD: Partito Destabilizzante e meno attendibile della storia repubblicana

Da quando Matteo Renzi è alla guida del Partito Democratico nessuno sa più quale sia la linea politica di questa formazione politica. Il suo segretario, ma non solo lui, un giorno fa una dichiarazione che poi disattende nel giro di pochi mesi, esprime un principio che poi viene stravolto in senso opposto con superficialità e senza dare spiegazioni. E' noto a tutti ormai la famosa dichiarazione di Renzi sul suo ritiro dalla politica in seguito alla sconfitta sul referendum del 4 dicembre. Il referendum il PD lo ha perso ma Renzi è ancora qui non solo a fare politica ma anche a continuare a ricoprire il ruolo di segretario del partito. In questa sua demagogia, ipocrisia e falsità Matteo Renzi è riuscito a trascinare anche altri attori del partito, prima Maria Elena Boschi (anche lei dimissionaria in pectore), ma poi anche il buon Gentiloni. Il Presidente del Consiglio aveva dichiarato che il governo non sarebbe entrato nel merito della legge elettorale che, giustamente, è una responsabilità del parlamento. Così come Matteo Renzi aveva dichiarato che la legge elettorale non si fa a colpi di maggioranza ma è una legge che va scritta tutti insieme. Ed ecco che tutte le buone intenzioni cadono nel giro di pochi mesi ed il governo entra a gamba tesa sulla legge elettorale, contradicendo sia il presidente del consiglio e che il segretario del partito di maggioranza, chiedendo la fiducia sulla stessa legge. La fiducia sulla legge elettorale che era stata chiesta solo altre due volta nella storia del parlamento italiano, durante il fascismo ed in occasione della legge truffa del 1953, il Partito Democratico di Matteo Renzi l'ha chiesta ben due volte nel giro di pochi mesi. La prima volta in occasione dell'Italicum che poi è stata bocciata dalla Corte Costituzionale, ed ora in occasione del nuovo pasticcio denominato Rosatellum. Altra legge a rischio anticostituzionalità. Siamo ancora una volta in una situazione paradossale: un parlamento ed un governo di fatto illegittimi in quanto eletti con una legge elettorale anticostituzionale, piuttosto che fare una legge elettorale decente che esca dal parlamento, si apprestano a emanare un'altra legge chiedendo il voto di fiducia piuttosto che discuterla come sarebbe costituzionalmente corretto. Il tutto con la complicità del Presidente della Repubblica ed anche dei cittadini che sopportano questo strvaolgimento della democrazia e della costituzione. L'Italia è l'unico paese in cui la legge elettorale viene cambiata ogni tre per due e viene cambiata a immagine e somiglianza della maggioranza di governo. Naturalmente in questa "pantomima" che uccide la democrazia, le opposizioni hanno la loro responsabilità: perché si chiede il voto segreto su una legge che dovrebbe essere uno dei perni della vita democratica ? I cittadini hanno il diritto di sapere come votano i loro rappresentanti sempre ma soprattutto in queste occasione. Siamo in Italia .... in altri paesi questa gentaglia sarebbe già a casa da tempo ... e invece siamo ancora qui con i sondaggi che dicono che il Partito Democratico, che ormai di democratico non ha più niente, sarebbe addirittura al 27-28%. Che cosa dovrebbe ancora accadere per azzerare i voti a questo partito, come ad altri, e che cosa dovrebbe ancora accadere a convincere il partito dell'astensione ad andare a votare per davvero spedire a casa tutti ?

martedì 10 ottobre 2017

La fulminante carriera di Maria Elena Boschi: da madre costituente a paladina dell'equiparazione fra calciatori e calciatrici




Da quando Berlusconi prima e Renzi poi hanno adottato le quote rosa per i loro ministri abbiamo assistito ad una passarella di ministri donna di pessimo livello. Tanto per liberare il campo da eventuali pensieri sessisti si può senz'altro dire che anche i ministri uomini non siano stati da meno in questa corsa al basso profilo. Naturalmente la responsabilità non è certo di uomini o donne ma di coloro, i presidenti del consiglio incaricati, che hanno effettuato scelte su personaggi di basso profilo e magari, per quanto riguarda le donne, esclusivamente per raggiungere la quota del 50 e 50. Il problema sorge quando queste figure sono messe a guidare ministeri strategici per il paese. Alcuni esempi: la Gelmini all'istruzione quando il suo incarico politico di più alto livello era stato quella responsabile di un parco, oppure la Fedeli anche lei all'istruzione dopo una carriera da sindacalista e soprattutto dopo un un curriculum falsificato, per finire alla Lorenzin che guida la sanità senza nemmeno aver fatto un corso da infermiera. Ma il caso principe di incapacità è forse quello del ministro per gli affari costituzionali e per i rapporti con il parlamento del govero Renzi: Maria Elena Boschi. La sua incompetenza questa volta è stata certificata addirittura prima dalla Corte Costituzionale che ha bocciato la riforma elettorale che tutto il mondo ci avrebbe copiato, e poi dal voto popolare che ha bocciato la sua riforma costituzionale. Nonostante questi suoi "successi" la Boschi è stata premiata nel successivo governo quello di Gentiloni: sottosegretario alla presidenza. E questo nonostante anche la sua promessa a reti unificate di lasciare la politica qualora la riforma della costituzione fosse stata bocciata. Ora la Elena torna alla ribalta con una nuova "battaglia" politica in questo caso affiancata dal ministro Luca Lotti, tanto per rispettare la par condicio e soprattutto a dimostrazione che l'incapacità non è sessista. I due si batteranno per la "parità salariale fra calciatori e calciatrici" in Italia. Ora lasciando da parte l'importanza strategica del problema che non fa dormire non solo iu tifosi italiani ma tutti i cittadini del nostro paese: i giovani che non trovano lavoro, i giovani che hanno un lavoro precario ma con paghe orario faraoniche (5-7 euro lordi), i lavoratori dell'Ilva che stanno perdendo il lavoro anche grazie al governo, i disoccupati .... tutte categorie di cittadini che sono a rischio cefalea a causa del problema dei "salari" delle calciatrici. Detto questo il sottosegretario Boschi dimostra tutta la sua "ignoranza" del problema parlando di ... salari. Ora i calciatori non hanno un salario ma quanto meno uno stipendio e non si tratta di categorie di lavoratori dipendenti ma quanto meno di professionisti che non hanno un contratto nazionale ma che stipulano contratti personali con il presidente della società dove andranno a giocare. Senza contare che i due incompetenti non hanno nemmeno idea di che cosa stanno parlando. Con tutto il rispetto per il calcio femminile che al momento in Italia ancora non decolla o quantomeno trova difficoltà a decollare, come si fa ad equiparere le remunerazione di un calciatore che richiama migliaia di spettatori oltre a centinaia di migliaia di euro di pubblicità con quello di un'altra figura (che sia calciatore o calciatrice non fa differenza) che non ha lo stesso seguito di pubblico e di pubblicità ? Ma non vale la pena di stare a scriverlo sono concetti che capiberebbe anche un bambino, ma che probabilmente son fuori dalla portata dei nostri ministri.

venerdì 6 ottobre 2017

Il nuovo rivoluzionario: Berlusconi scippa anche la Rivoluzione alla sinistra


Si può dire il peggio possibile di Berlusconi, ma non si può negare che sia ua grande "marpione" che dopo oltre 20 anni si appresta a dare scacco matto alla politica italiana ed in particolare alla sinistra. Quando scese in campo nel 1994 scippò a milioni di italiani appassionati di calcio il grido che accompagnava ogni partita della nazionale italiana: Forza Italia. Da quel fatidico giorno (26 gennaio 1994) quando gioca la nazionale il popolo dei tifosi è magicamente diventato un popolo fantozziano che non riesce a gridare quell'incitamente storico. In molti passarono al ... Forza Azzurri ... ma anche quell'incitamento fu stroncato nel 2009 quando l'ex cavaliere fondò il Popolo della Libertà colorandolo di azzurro ed in una sola botta si approprò oltre che del termine azzurri anche della parola Libertà. Possono sembrare sciocchezze ma il buon Silvio sapeva che si stava rivolgendo a quel popolo che aveva abilmente decerebrato con le sue televisioni spazzatura, scimmiottate presto anche dalla Rai, ed infatti nonostante i disastri sia politici che giudiziari, riuscì a rimanere al governo fino a quando la finanza non decise di toglierlo di mezzo per non portare l'Italia al fallimento totale. Ora il marpione, tenuto lontano dalle istituzioni dalla legge Severino votata anche dai suoi, tenta il ritorno confidando in un'improbabile sentenza della corte europea e lo fa a modo suo. Questa volta invade direttamente il campo dell'avversario (finto) politico di sempre: la sinistra ed i comunisti (quei pochi che ancora rimangono). Berlusconi il 14 settembre 2017 ha registrato un marchio per un nuovo soggetto politico al quale ha dato il nome ... udite udite: Rivoluzione Italia. Mentre a sinistra si inventano nomi astrusi dai quali difficilmente si può capire di che razza di formazione politica si tratti (Possibile, Articolo 1, etc.) Silvio ci va giù duro e si appropria di un termine simbolo del comunismo: Rivoluzione. A questo ci affianca la parola Italia ed il gioco è fatto. Pensate che qualcuno quando si andrà a votare non metta una croce su quel simbolo convinto di votare a sinistra ? Io penso che accadrà. Se sventuratamente la Corte Europea si pronuncerà a favore di Silvio Berlusconi non ce ne sarà per nessuno e avremo un altro suo governo. Il problema ancora una volta sta nella legge elettorale che il Pd, con naturalmente Forza Italia ed anche la Lega si apprestano a votare. Una nuova legge che nega ai cittadini di eleggere i proprio rappresentanti e che con soglie "finte" favorisce la presentazione di liste civetta che alla fine porteranno acqua al mulino dei due principali attori: Partito Democratico e Forza Italia. Se questa legge passerà non ci sarà il tempo per una pronuncia della Corte Costituzionale ed andremo a votare con un'altra legge farlocca e con l'ultimo rivoluzionario che scenderà in campo: Silvio Berlusconi.

giovedì 5 ottobre 2017

Lezioncina sullo sciopero al ministro Delrio ed al PD


Stiamo vivendo momenti difficili su tutto il pianeta e quindi anche nel nostro paese. Ci si aspetterebbe in momenti storici come questo che almeno la politica mantenesse un certo equilibrio e svolgesse la sua funzione con "intelligenza" guidando il paese attraverso eventi spesso drammatici. Purtroppo non è così ed il comportamento dei politici trascende a livelli così bassi che nemmeno l'uomo della strada riuscirebbe a raggiungere. Oggi c'è un fatto che riguarda uno strumento principe per la protesta: lo sciopero. Le prime testimonianze di uno sciopero risalgono all'antico Egitto durante il regno di Ramses III. Gli operai impegnati nella costruzione delle tombe incrociarono le braccia interrompendo i lavori per protesta contro i ritardi con cui venivano pagati. Il Faraone dovette acconsentire alle loro richieste affinché i lavori riprendessero. Lo sciopero quindi è da sempre uno strumento di lotta, utilizzato dai lavoratori contro i padroni, per far valere le loro rivendicazioni sia in termini di salari che in termini di riconoscimento giuridico. Da quando questo strumento si è iniziato ad utilizzare anche nel pubblico impiego si sono succedute una serie di norme che ne hanno di fatto snaturato l'efficacia in questo settore. Dichiarare in largo anticipo l'effettuazione dello sciopero, mantenere comunque il funzionamento dei servizi ed altre limitazioni lo hanno reso uno strumento di protesta poco efficace. Mai però si era assistito ad uno sciopero organizzato contro se stessi: come se il padrone di una fabbrica o un imprenditore scioperasse lui perché non riesce a far lavorare gli operai come intenderebbe. Ebbene oggi il Partito Democratico con quale suo ministro, sottosegretario e parlamentare è riuscito a fare proprio questo: scioperare contro se stesso e la sua incapacità di far approvare una legge. La legge in questione è la famosa Ius Soli per la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia. Dopo un primo passaggio alla Camera, la legge è bloccata in quanto al Senato non ci sono i numeri per la sua approvazione e sono stati alcuni esponenti del Partito Democratico ad ammettere questo fallimento dichiarando di mettere questo provvedimento come priorità nella prossima legislatura. La stessa Maria elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del consiglio, ha fatto questa dichiarazione alcuni giorni fa. Ebbene oggi alcuni parlamentari del Partito Democratico, ai quali si è aggiunto il ministro Graziano Delrio, hanno iniziato uno sciopero della fame (altro uso improprio dello strumento "sciopero") per protestare contro questo rinvio. Di fatto è lo stesso PD ad aver rimandato l'approvazione della legge ed ora i suoi esponenti protestano contro ... se stessi. Ministro Delrio e Partito Democratico ... andatevi a studiare il significato della parola sciopero e non prendete in giro il paese.

mercoledì 4 ottobre 2017

Capitalismo e globalizzazione insieme per uccidere la democrazia


Fino a qualche mese fa sembrava che solo in Italia la situazione politica fosse al limite della democrazia e del buon senso, oggi purtroppo la situazione è cambiata e in molte aree geografiche del globo si stanno verificando o si sono verificati avvenimenti che creano apprensione. L'Europa di fatto non esiste e la crisi economica, il fenomeno dell'immigrazione (causata principalmente dal mondo occidentale con le sue guerre e lo sfruttamento del terzo mondo) lo hanno messo bene in evidenza. Il ritorno della destra estrema proprio nel continente che ne ha subito i maggiori danni, i movimenti indipendentisti che intendono sganciarsi sia dall'Europa in quanto tale (vedi Gran Bretagna) sia dai propri stati (Catalogna in Spagna, in misura minore Veneto e Lombardia in Italia) sono la cartina di tornasole delle difficoltà nelle quali naviga la società occidentale nel vecchio continente. Negli Stati Uniti la situazione non è certo migliore e l'elezione di Donald Trump alla presidenza ne sono un segno evidente (fra l'altro una elezione contro il voto popolare che aveva scelto la Clinton in virtù di calcoli cervellotici e antidemocratici). Si tratta in pratica del fallimento del capitalismo e della globalizzazione che hanno aumentato le distanze fra i ricchi, una minima percentuale della popolazione, ed i poveri, la maggioranza della popolazione stessa. In un contesto come quello attuale nel quale si fa fatica a trovare dei veri statisti mentre c'è un surplus di politici di mezza tacca, che fanno comunque leva sul popolo grazie ad un livello culturale in picchiata, la stupidità impreversa e si diffonde a macchia d'olio grazie anche alla rete. Internet e la rete appunto nati per la diffusione della conoscenza, sono diventate invece un veicolo per notizie false, per commenti fuori dal contesto degli eventi e per analisi che svolgono la funzione della classica benzina sul fuoco. Gli stessi terroristi dell'Isis utilizzano la rete per intestarsi qualsiasi fatto sanguinoso, come per esempio quanto avvenuto a Las Vegas per mano di un pazzo, come se chiunque imbracci una pistola o un fucile sia passato comunque da un processo di conversione islamista. Una situazione preoccupante che mette in discussione la stessa democrazia che perde di significato se chi la esercita non ha strumenti adeguati per valutare l'offerta politica.

giovedì 28 settembre 2017

Storie di ... fine legislatura


Siamo ormai agli sgoccioli di una legislatura che sarebbe dovuta terminare il 4 dicembre 2013 quando la Corte Costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittima la legge elettorale definita "Porcellum". Che credibilità avrebbe avuto un parlamento eletto con una legge incostituzionale ? E che credibilità avrebbe avuto un Presidente della Repubblica eletto da un parlamento, il precedente, anche esso illegittimo ? Insomma dopo quella sentenza il parlamento italiano ed il Presidente della Repubblica avrebbero dovuto varare il prima possibile una nuova legge elettorale e portare il paese a nuove elezioni. Invece la Corte nelle motivazioni si affrettò a scrivere che tutte le istituzioni erano pienamente legittime e tutti i partiti, compreso il Movimento 5 Stelle, presero spunto da tale motivazione per proseguire la legislatura. Come se non bastasse il parlamento illegittimo fu trascinato dal partito di maggioranza, il Partito Democratico guidato da Matteo Renzi, nell'avventura della riforma della Carta Costituzionale. Per fortuna quella riforma è stata bocciata dal voto popolare ma in questi cinque anni il parlamento ed il governo ne hanno inanellata una dopo l'altra: un nuova legge elettorale dichiarata anticostituzionale ancora prima di essere applicata, una riforma della Pubblica Amministrazione anche questa respinta per ben due volte dalla Corte, una riforma del lavoro disastrosa che ha cancellato di fatto il lavoro a tempo indeterminato ed il futuro di milioni di giovani condannati al precariato a vita. Tutto pur di andare avanti nella legislatura ed arrivare ai fatidici 4 anni 6 mesi ed un giorni e garantirsi un migliaio di euro al momento di andare in pensione. E la fine della legislatura si barcamena fra una buffonata e l'altra pur di tirare a campare. Il Pd tenta di farsi bello portando in aula due provvedimenti, ius soli e cancellazione "retroattiva" dei vitalizi, che sa benissimo di non poter sostenere con la maggioranza che si ritrova. Il primo, infatti, dopo l'approvazione alla camera, è abbandonato a proprio destino con la promessa della sottosegretaria Maria Elena Boschi (premiata dal governo Gentiloni dopo la disfatta della sua riforma nel governo Renzi) dell'approvazione nella prossima legislatura. Cara sottosegretaria qui dimostra ancora una volta tutta la sua superbia: è già sicura di vincere le prossime elezioni e di ritrovarsi al governo anche nella futura legislatura ? Dei vitalizi non se ne parla proprio più e forse è una fortuna in questo caso dato che quel provvedimento, andando a normare anche il pregresso, molto probabilmente sarebbe ancora un provvedimento incostituzionale. Nel frattempo si torna a parlare di legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni. Il Partito Democratico dopo aver affossato una sua proposta a causa di un emendamento approvato dal parlamento contro il parere del governo (e questa sarebbe democrazia ?), riporta all'attenzione delle camere una nuova proposta nella quale ancora una volta si fa un pastrocchio ma soprattutto si impedisce ancora una volta ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Ultimo atto, per il momento ma ci sono ancora 5 o 6 mesi per combinare altri danni, della Camera l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul salavataggio di alcune banche a danno dei risparmiatori. Nel nostro paese si sa benissimo che quando si vuole affossare uno scandalo, quello di Banca Etruria e del conflitto di interessi della sottosegretaria (allora ministra) M.E.Boschi, si insedia una commissione d'inchiesta parlamentare che solitamente non arriva ad alcuna conclusione. Nel caso specifico le conclusioni sono già scritte essendo stato nominato a presidente di questa commissione Ferdinando Casini, colui che aveva detto peste e corna sull'opportunità di insediare la commissione stessa. Quale miglior modo di affossare i lavori ancora prima del loro inizio mettendo a presidente un personaggio contrario all'inchiesta ? Insomma una legislatura disastrosa che si avvia al termine percorrendo i binari del disastro che potrebbero essere percorsi anche dalla prossima qualora non si mettano in condizione i cittadini almeno di eleggere i propri rappresentanti e non di vederseli serviti dai soliti organi di partito.

domenica 24 settembre 2017

Il paese delle ... buffonarie


Era il 14 ottobre del 2007 ed il neo nato Partito Democratico si inventò, brutta copia mutuata dagli Stati Uniti, le primarie per individuare il segretario del partito che sarebbe poi stato anche il "presunto" candidato alla presidenza del consiglio o candidato premier come venne inopportunamente chiamato da quel momento in poi. Naturalmente niente a che vedere con quello che accadeva e accade negli Stati Uniti dove le primarie sono utilizzate dal Partito Repubblicano e dal Partito Democratico per individuare i rispettivi candidati alla presidenza che parteciperanno poi alla competizione per l'elezione diretta del Presidente degli Stati Uniti. Il Pd presentò quell'evento come un eccezionale momento di democrazia come se in precedenza il segretario del partito (prima PCI poi DS) fosse individuato con metodi antidemocratici. Anzi quasi sicuramente c'era pèiù democrazia e certamente più confronto e dibattito prima di quel fatidico 14 ottobre 2007 quando il segretario veniva scelto dal consgresso nazionale dopo i congressi provinciali e regionali che si svolgevano in tutta Italia. Con le primarie invece si va si a un voto ma senza un confronto vero e proprio far i militanti e i candidati. Che dire poi della scelta del candidato presidente del consiglio quando nel nostro paese non esiste l'elezione diretta di quella carica istituzionale ? E infatti Veltroni non arrivò mai alla presidenza in quanto sconfitto alle elezioni, ma nemmeno Bersani nel 2013 dopo essere diventato segretario del partito e quindi candidato "premier" arrivò mai alla presidenza del consiglio nonostante la vittoria alle eleizoni politiche. Poi arrivò Renzi e le primarie si trasformarono inequivocabilmente in una farsa in quanto il Matteo di Firenze, per assicurarsi la vittoria, fece cambiare le regole e da quel momento alle primarie del Pd può andare a votare chiunque sia disposto a versare 2 euro. Una democrazia a pagamento dove il segretario di una formazione politica non viene scelto fra gli attivisti del partito, come sarebbe giusto, ma da chiunque indipindentemente da razza, religione e soprattutto fede politica. Io fossi stato un iscritto al Pd mi sarei incavolato a bestia. E infatti anche l'affezione degli italiani a questo strumento pseudodemocratico è andata via via scemando, passando dai 3.554.169 votanti del 2007 ai 1.838.938 del 2017, un calo di quasi il 50% in soli 10 anni.
Poi sono arrivati quelli del Movimento 5 Stelle, quella dell'uno vale uno, della democrazia diretta, del "conta il programma e non le persone", quelli che nonostante tutti i loro buoni propositi sono caduti anche loro nella farsa delle primarie. Quelli che, utilizzando questo metodo, portano in parlamento persone che hanno ottenuto 10 click o giù di lì. Loro però fanno, giustamente, votare solo gli iscritti e quindi, essendo qualche migliaio, i voti sono quelli che sono. Il problema sta nel fatto che in questo modo hanno mandato al Senato ed alla Camera di tutto di più: credenti delle scie chimiche, dell'esistenza delle sirene, fruttariani, e chi più ne ha più ne metta. Fino alla scorsa settimana dove la farsa è andata in scena per la nomina del famigerato "candidato premier". Un votazione inutile in quanto il candidato era praticmente unico: Luigi Di Maio. Per fare avere una parvenza di "democraticità" Grillo e Casaleggio hanno precettato altri 7 candidati prefettamente sconosciuti e probabilmente ignari del tutto della competizione. Risultato: Di Maio vince con oltre l'80% dei voti, ma la buffonata sta, oltre che nella candidature, nella partecipazione. Dei 140.000 aventi diritto al voto, i votanti sono stati 37.442, quindi nemmeno il 27% con oltre il 73% di astensione. Praticamente Luigi Di Maio non rappresenta nemmeno il Movimento 5 Stelle
Di fronte a queste dimostrazioni di "alta democrazia" viene voglia di dire ... aridateci i vecchi partiti.

mercoledì 20 settembre 2017

E se il prossimo presidente del consiglio fosse un fruttariano ?


Mentre tutti i partiti se le stanno suonando per arrivare alle prossime elezioni con un candidato che possa essere vincente (il centro destra con Salvini e Berlusconi, il Pd con Renzi che alcuni non vorrebbero anche candidato alla presidenza del consiglio, i partiti della sinistra che tentano di trovare un punto d'incontro su Pisapia) il Movimento 5 Stelle quello per intenderci nato all'insegna del "Vaffa a tutti" lancia le sue pseudo primarie per scegliere il proprio candidato. Anche in questo nuovo movimento se le stanno dando di santa ragione, naturalmente senza dsiretta streaming come promesso appena arrivati in parlamento, e nessuno dei big di questi cinque anni vuole sfidare Luigino Di Maio. Ecco allora che Grillo decide per tutti e manda sul ring sette perfetti sconosciuti: si va dall'ingegnere all'artigiano passando per il fruttariano. Però vedete che non si finisce mai di iparare, se non ci fosse stato Grillo ed il M5S non avrei mai scoperto che esistono anche i fruttariani, quelli che si alimentano solo di frutta. Una specie di fans delle scie chimiche dell'alimentazione. Ora la domanda è questa: e se quelli del Vaffa decidessero di votare il fruttariano e poi magari vincessero le elezioni magari anche con una schiacciante maggioranza, potremmo davvero ritrovarci un simile personaggio a presidente del consiglio ? Magari la presenza di questo singolare candidato potrebbe anche convincere i milioni di astensionisti ad esprimere un vero voto di protesta e mandare il fruttariano alla presidenza del consiglio. Immagino il suo primo provvedimento (si perché questa è gente integralista): imporre immediatamente in tutta la scuola dell'obbligo un menù fruttariano come quello che si vede nella foto sopra. Chissà magari questa scelta comporterebbe un immediata crescita del PIL grazie all'aumento della produzione di frutta nel nostro paese. Comunque certamente meglio un fruttariano che un sostenitore delle scie chimiche. Scherzi a parte anche l'ultima flebile fiammella di speranza per il nuovo, che avrebbe dovuto cambiare il paese, cade definitivamente (ammesso che fosse ancora accesa) e non si vede come questo movimento nato da un Vaffa e comandato da un comico (si lo so lo so ... i comici nel panorama politico italiano non mancano) possa davvero governare un paese qualora davvero vincessero le elezioni. Che poi secondo la logica del Movimento non si capisce a che servano queste primarie. Ad ogni domanda su chi sarà il loro candidato alla presidenza del consiglio, la risposta ripetuta come un mantra dagli intervistati grillini è sempre la stessa: "Per noi è importante il programma, non fa differenza se a capo del governo ci andrà Tizio piuttosto che Caio: chiunque vada dovrà seguire e realizzare il programma del Movimento". E allora che cavolo le fate a fa le primarie, mandateci il fruttariano o quella che crede alle sirene o il primo che acchiappate a passeggiare davanti alla villa di Grillo, tanto deve solo seguire il programma. E questi prenderanno circa il 30% dei voti .... poera Italia.

martedì 19 settembre 2017

A proposito di bufale: quella del "candidato premier"


Questa è l'epoca della lotta alle notizie false diffuse in rete, purtroppo le falsità e le così dette bufale non circolano sono attraverso la rete ed i social network. Esistono notizie false molto più pericolose diffuse dalle istituzioni. Più pericolose perché le bufale della rete sono facilmente individuabili: è sufficiente spendere un pò di tempo nella rete per scoprire o quanto meno mettere in discussione la veridictà di una notizia. Molto più subdole è pericolose sono quelle "ripetute" come un mantra in modo tale che alla fine finiscono per essere considerate vere, se poi il tam tam proviene dalle istituzioni o dai partiti politici (coloro che in questi giorni vorrebbero combattere appunto le falsità della rete) è molto più complicato smontarle. Quella che circola in questi giorni ma che la politica diffonde da qualche decina di anni, più o meno da quando si è passati al maggioritario, è quella relativa al "candidato premier" che ogni partito si appresta a schierare alle prossime elezioni. Intanto precisiamo che in Italia non esiste il premier ma esiste il presidente del consiglio che è una figura diversa soprattutto per un aspetto fondamentale: il premier è eletto direttamente dal popolo, il presidente del consiglio nella nostra repubblica costituzionale è nominato dal presidente della repubblica e, per governare, deve ottenere la fiducia del parlamento. Ecco allora che tutte le volte che un politico afferma che "quel presidente del consiglio non è stato eletto da nessuno" dice una cosa vera ma che è totalmente prevista dalla nostra Costituzione e quindi niente di scandaloso. Gli ultimi due governi con a capo un personaggio un "non eletto" sono stati quelli con presidente del consiglio Monti e poi Renzi, entrambi nominati dal presidente della repubblica ed entrambi hanno ottenuto la fiducia del parlamento per cui sottolineare che né Monti né Renzi siano stati eletti non ha alcun senso. In questo periodo che ci stiamo avvicinando alle prossime elezioni politiche quasi tutti i partiti si affannano a "nominare" quello che chiamano il loro candidato premier. Nella Lega si è autonominato Salvini, nel Pd è nominato per statuto il segretario del partito e quindi Matteo Renzi, nel M5S (perfino loro sono complici di questa falsità) sarà probabilmente eletto Di Maio, Forza Italia (la prima forza politica ha lanciare questa bufala) si aspetta di poter nominare ancora Berlusconi. Tutta fatica inutile perché dopo le elezioni potrà accadere di tutto soprattutto con la legge elettorale proporzionale attualmente in vigore. L'attuale legislatura rappresenta un esempio lampante di quanto può accadere e di quanto sia falsa la nomina di una candidato premier. Il Partito Democratico, che ha vinto se pur di poco le elezioni del 2013, aveva in Bersani il proprio candidato premier, bene Bersano non ha mai ottenuto un vero incarico e in questa legislatura si sono succeduti tre governi sostenuti da coalizioni diverse da quelle che si erano presentate alle elezioni ed un governo addirittura guidato da un non parlamentare (Matteo Renzi). Insomma quella del candidato premier è di fatto una bufala istituzionale e dispiace che anche il nuovo movimento, il M5S, che appunto doveva rappresentare il nuovo modo di far politica, abbia alla fine ceduto alla retorica di questa candidatura ingannando i propri sostenitori. Tralasciando la farsa delle votazioni on line con, di fatto, un solo candidato, il futuro eletto (probabilmente Luigi Di Maio) molto presumibilmente potrebbe non arrivare mai alla guida di un governo. Non si vede attualmente come un governo M5S possa ottenere la fiducia di altri partiti loro che sono contro tutti e tutto oltre a non accettare alleanze con alcuno. Insomma il tam tam del candidato premier è di fatto la madre di tutte le bufale che irride addirittura la Carta Costituzionale, difficile pensare che coloro che sostengono questa falsità, praticamente tutti i partiti, pretendano di varare norme per garantire la veridicità delle notizie pubblicate sul web.