martedì 21 marzo 2017

La democrazia perduta .... della prima repubblica






Fra le tante cose perdute nella tanto bistrattata prima repubblica si può annoverare sicuramente la democrazia all'interno delle varie formazioni politiche. I partiti si sono trasformati e non rappresentano più quella base democratica sulla quale poi costruire lo stato democratico. Oggi quelle basi scricchiolano paurosamente almeno per quelle formazioni politiche che rappresentano la maggioranza nel paese. I fattori che hanno portato a questo scadimento sono molteplici e non ultimo la cancellazione del voto di preferenza lasciando in mano al capo del partito la formazione delle liste bloccate. C'è anche una naturale "propensione" per l'italiano medio ad "affidarsi" al più forte, a quello che "imbambola" maggiormente con le chiacchiere piuttosto che con i fatti oppure a litigare su qualsiasi questione senza poi magari trovare un punto d'incontro nemmeno all'interno dello stesso gruppo che sia un partito o un gurppo di qualsiasi altro genere. Nei partiti della prima repubblica c'erano le assemblee nazionali o i comitati centrali che si svolgevao dopo una consultazione della base dove per base naturalmente si intendevano gli iscritti al partito. Era un lavoro che mai era portato alla ribalta dell'informazione pubblica in quanto si svolgeva all'interno del partito stesso senza darne pubblicità all'esterno, ma la democrazia era garantita pur se confinata nella formazione politica. Oggi per assurdo che tutto viene diffuso, a volte prima ancora che accada, attraverso i social, i blog, i tweet la totale assenza della democrazia è palese anche se a volte mascherata in maniera ipocrita attraverso votazioni on line o svolte in maniera tradizionale. E così ci ritroviamo un partito, Forza Italia, di tipo padronale che dopo oltre 20 anni di Berlusconi si ritrova ad aspettare che lo stesso sia riabilitato dalla Corte Europea per rilanciare nella mischia l'ex cavaliere. Qualcuno timidamente in Forza Italia ogni tanto prova a chiedere le primarie ma viene subito messo a tacere dai leccapiedi di Silvio che rimarranno tali anche dopo la sua dipartita quando probabilmente verrà mummificato per poter continuare a guidare il partito. Poi abbiamo il Partito Democratico che per dare "contenuto" a quella parola ha deciso di scopiazzare le primarie americane quando si decidono quali leader, repubblicano e democratico, andranno alle elezioni per la preseidenza degli Stati Uniti. Ma siamo in Italia e, dopo aver aperto le primarie a chiunque voglia andare a votare e non solo agli iscritti al partito come sarebbe giusto, si è assistito ad un mercato del voto rendendo quel momento un autentica buffonata. Per loro consentire il voto a tutti è una dimostrazione di democrazia piuttosto che una presa in giro per gli iscritti che corrono il rischio di vedere eletto un segretario non scelto dagli iscritti stessi quanto piuttosto da chi con il partito non ha niente a che fare (come è accaduto con Renzi e come rischia di accadere di nuovo). Infine ecco l'ultimo arrivato, il Movimento 5 Stelle, quello che è arrivato in parlamento con lo slogan "uno vale uno", salvo poi buttare fuori quell'uno quando non la pensa come il padrone del M5S Beppe Grillo. In questi giorni, ma era accaduto anche in altre circostanze, sono state addirittura annullate le primarie per il comune di Genova in quanto il vincitore non era gradito a Grillo, quindi votazione annullate, uso del marchio tolto al vincitore e nuova tornata elettorale con un unico candidato. Questo è il concetto di democrazia che vige nelle formazioni politiche più quotate almeno nei sondaggi ... possono queste formazioni garantire la democrazia nel paese qualora arrivassero al governo ? Impossibile.

sabato 18 marzo 2017

12 giugno 2023: si ripetono le elezioni politiche


Siamo nel 2023 ed è appena terminata la legislatura guidata dal governo Movimento 5 Stelle con presidente del consiglio Luigi Di Maio. Durante la legislatura molte cose sono cambiate, la costituzione, la legge elettorale, le modalità di voto, il deficit statale aumentato a dismisura a causa del reddito di cittadinanza, l'Italia è fuori dall'Europa e dall'euro, il numero delle famiglie impoverite è raddoppiato così come il numero dei disoccupati. Il governo ha cambiato due ministri ogni sei mesi a causa delle continue espulsioni decise da Beppe Grillo per ogni componente del governo che non rispettava le regole del movimento. A fatica si è arrivati a fine legislatura e le elezioni erano state indette per ieri l'altro 10 giugno 2023. La campagna elettorale di fatto è durata un solo giorno: con le nuove disposizioni infatti tutto avviene on line e la tornata elettorale viene indetta a sorpresa dal proprietario del logo del Movimento con un anticipo di 24 ore. Così il 10 giugno alle 9 si sono aperte le votazioni on line, chiuse alle ore 19.00. Alle 20 escono i risultati che decretano la vittoria del M5S con il proprio candidato alla guida del governo Gino Favicchi da Spoleto che prende il 90% dei voti (numero dei votanti 1.750 su 35 milioni di aventi diritto) contro il 10% del capo di governo uscente Luigi Di Maio. Gli altri partiti sono relegati a cifre ristrette alle 0 virgola. Alle 20.15 un comunicato di Beppe Grillo annuncia che al Favicchi è stato tolto il simbolo del M5S e che le elezioni andranno ripetute: motivazione ... FIDATEVI. La consultazione si svolgerà dalle 21 alle 23, candidato unico Luigi Di Maio. Alle 23.10 nuovo comunicato con il risultato definitivo della consultazione: Di Maio prende il 99,99% dei voti (numero di votanti 610).
Fantapolitica ? Forse ma intanto oggi è accaduto davvero a Genova dove Beppe Grillo, lui che non è il proprietario del dominio beppegrillo.it e che di fatto non esiste, ha praticamente annullato il risultato delle primarie per il comune di Genova con la seguente motivazione: ANCHE SE NON CAPITE .... FIDATIVI. Il quadro politico del paese è sempre più desolante. Da una parte il grande inciucio Forza Italia-Pd che porta al voto del Senato per non rispettare una legge dello Stato con lo scopo di creare le condizioni per il ritorno di Berlusconi e per una santa alleanza per la prossima legislatura. Dall'altra il nuovo rappresentato dal Movimento 5 Stelle, il movimento nel quale uno vale uno ed i cittadini sono portati in parlamento per esercitare la democrazia diretta, ma che di fatto è gestito in maniera dittatoriale da un comico del quale non si capisce più nemmeno il ruolo oltre quello di sentenziare: tu vai bene tu non vai bene sulla base di simpatie personali e non criteri oggettivi. Oggi è accaduto per le primarie di un comune e quindi in una votazione tutta interna al movimento (anche se non è la prima volta che una votazione viene annullata e riavviata) ma domani, con i grillini al governo ed i ministri che rispondono esclusivamente a Beppe Grillo, potrebbe tranquillamente accadere per elezioni politiche. Ecco questo comportamento vanifica qualunque buona proposta, ammesso che se ne riesca a trovare qualcuna, dei parlamentari grillini che si dimostrano sempre più dei burattini comandati a bacchetta dal grande burattinaio .... no una forza del genere non può certo andare a governare un paese come l'Italia.

giovedì 16 marzo 2017

Chi non è casta scagli la prima pietra ...



E tutti nascosero la mano !!!! Si perché con gli ultimi avvenimenti di questi tre giorni difficile tirare fuori dal cilindro del parlamento qualche movimento/partito che non faccia parte della casta. Forse gli unici sono quelli della Lega, ma qui si tratta di un partito che non avrebbe dovuto esistere per le sue manifestazioni anti Stato, anti costituzione, ultima delle quali la manifestazione del 25 aprile indetta da Salvini per la legge sulla legittima difesa. Una manifestazione che sancisce l'assenza totale dello Stato non solo quando si parla di sicurezza e protezione dei cittadini, ma anche quando si parla della sua storia e di quelle ricorrenze storiche che fanno parte di un patrimonio che nessuno avrebbe il diritto di offendere. Salvini lo fa con la complicità della Stato che se ne sta zitto disconoscendo in questo modo la propria storia. Per questo anche la Lega fa parte della casta. 
Veniamo in vece agli ultimi arrivati, il Movimento 5 Stelle, che dovrebbero essere i primi ad essere esclusi dall'appartenenza alla casta. ma come dice la bibbia beati gli ultimi. Loro vrebbero dovuto aprire il parlamento e mettere a nudo tutte le contraddizioni della casta politica che combattevano a parole, poi invece dopo la sentenza che ha sancito la illegittimità del parlamento in virtù della incostituzionalità della legge elettorale "Porcellum", invece di battersi e magardi dimettersi in toto per andare subito alle elezioni hanno continuato a sedere sui banchi della casta. Oggi poi si scopre che hanno ingannato milioni di elettori che pensavano di aver dato il loro voto ad un movimento guidato da Beppe Grillo, ed invece in questi giorni salta fuori la notizia che il movimento è guidato da un cittadino qualsiasi e sconosciuto, tale Emanuele Bottaro, proprietario del dominio beppegrillo.it. Se non è comportamento da casta questo, equiparabile al famoso appartamento di Scajola, non saprei definirlo tale. Tanto più che i parlamentari grillini sono rimasti tutti in religioso silenzio a questa notizia: ora o sapevano e quindi dovrebbero andare a casa o non sapevano e quindi dovrebbero rivoltarsi contro Beppe Grillo.
E veniamo al prototipo della casta i cari partiti Pd, Forza Italia con annessi e connessi. Fra ieri ed oggi hanno dato l'ennesima palese dimostrazione del grande accordo fra Renzi e Berlusconi per arggirare i cittadini elettori che avevano dato il loro voto alle due formazioni al grido mai al governo con l'altro. Ieri hanno salvato il ministro Luca Lotti dall'essere sfiduciato, oggi, fatto ancora più grave, hanno salvato Auguro Minzolini dall'essere sbattuto fuori dal Senato in virtù della legge Severino e della sua condanna in via definitiva per peculato. Ieri almeno i senatori di Forza Italia avevano avuto il buon gusto di uscire dall'aula, oggi quelli del Pd hanno invece palesamente ringraziato Berlusconi e company addirittura con il voto contrario alla decadenza di Minzolini. Uno spettacolo raccapricciante che allontana le istituzioni dal paese reale, un paese che deve rispettare le leggi mentre il parlamento si fa le leggi e poi le disattende "legalmente" con un semplice voto. Uno schifo totale.

E quindi il Movimento 5 Stelle non esiste


La reazione dei legali di Beppe Grillo per rispondere alla querela di diffamazione da parte del Partito Democratico ha qualcosa di surreale, ma alla fine si inquadra bene nello stile della politica italiana. Si pensava che il Movimento 5 Stelle fosse qualcosa di diverso ed invece oggi è arrivata la prova provata che il M5S altro non è che un movimento/partito all'italiana. Anzi a dire il vero forse oggi il M5S è andato oltre qualsiasi immaginazione: ha dimostrato di non esistere. I legali di Grillo dichiarano che il sito www.beppegrillo.it, il blog che fino ad oggi è stata la bibbia del M5S, non è riconducibile a Beppe Grillo, che Beppe Grillo non è responsabile di ciò che viene scritto sul blog a meno che non ci sia la sua firma (che poi non è una firma ma semplicemente nome e cognome), che nemmeno l'account twitter di Beppe Grillo è sotto il suo controllo e i vari tweet inviati in rete non sono ricondubili a Grillo. Insomma il movimento 5 stelle non esiste e sul blog i post non si sa chi li scrive (chiunque ha le credenziali del blog può mettere sotto un post un nome a casa) ma soprattutto il dominio beppegrillo.it non è riconducibile a Beppe Grillo. E così dopo gli appartamenti acquistati a propria insaputa di Scajola oggi si arriva addirittura ad informare i grillini che, a loro insaputa, il loro capo non è Beppe Grillo ma un'altra entità al momento sconosciuta. Praticamente in questi ultimi 5 anni tutti i media che hanno pubblicizzato o menzionato nei loro servizi quanto scritto da Beppe Grillo sul blog, in realtà sono stat ingannati perché chi scriveva e chi scrive non è lui. Siamo alla follia pura che per fortuna è uscita prima di arrivare alle prossime elezioni perché altrimenti molti elettori rischiavano di votare ... il nulla .. un entità inesistente. D'altra come si fa a fidarsi di un comico ? Quello fa il suo mestiere e quindi ha tirato proprio un bello scherzo a tutti i grillini che oggi hanno scoperto di rispondere .. al NULLA.

lunedì 13 marzo 2017

Al Lincotto Renzi cambia verso: cancellato anche l'opportunismo politico


Gli italiani o almeno una grande parte di loro sono una bella massa di beoti pronti a credere a chi lancia messaggi e parole d'ordine dopo averle disattese tutte quelle parole d'ordine. Hanno votato per tre volte Berlusconi e la terza volta dopo due legislature disastrose nella quali tutte le varie promesse (meno tasse, più lavoro, pensioni minime a 1000 euro, etc.etc) erano state sistematicamente non mantenute. Sentire Renzi ed i renziani nella kermesse del Lingotto a Torino ha riportato alla memoria le vicende berlusconiane. Renzi che parla di lavoro dopo il disastro della sua riforma del lavoro, che parla di riforme dopo le sue riforme bocciate o dal popolo o dalla Corte Costituzionale, che parla come se questi tre anni non fossero esistiti, che parla di sinistra quando lui l'ha sinistra l'ha distrutta cancellandola dal suo partito a suon di provvedimenti di stampo destrorso. Nessuna critica al suo operato ma anzi proposte che non hanno niente di diverso rispetto a tre anni fa con la sola differenza che in questi tre anni quelle proposte sono state tutte bocciate per un vero o per un altro. L'unico elemento di novità rispett al Renzi pre 4 dicembre è stato l'abbandono totale dell'opportunismo politico. Renzi a chiesto di volta in volta le dimissioni della Cancellieri, della Di Girolamo, di Lupi, di Guidi tutti ministri che secondo Renzi si sarebbero dovuti dimettere (come in realtà hanno fatto) per gli scandali nei quali erano coinvolti sebbene bnon indagati dalla magistratura. La motivazione era appunto l'opportunità politica e Renzi invitava addirittura i parlamentari del Pd a sfiduciare gli stessi qualora non si fossero dimessi. Oggi questa regola non vale più o meglio non vale per il ministro Lotti il quale, sebbene indagato, non è colpevole fino al terzo grado di giudizio e quindi non si deve dimettere. Il Pd e Renzi non è giustizialista  ... ma non è più nemmeno favorevole a dimissioni per opportunismo politico. Forse perché Lotti è amicone di Renzi e quindi non è opportuno che si dimetta ? Come non era opportuno che si dimettesse l'altra amichetta la ministra Boschi ? E' vero che Renzi chi ha abituati a questi cambiafaccia improvvisi ma in questo caso il sospetto che si usino due pesi e tre misure è fortemente certo. Aspettiamo il prossimo caso dove non sia coinvolto l'amichetto e/o l'amichetta.

giovedì 9 marzo 2017

Diario di una giornata di ordinaria follia in un paese senza speranza


Capitano sempre più spesso giornate come quella odierna nella quale il cittadino medio pensante non trova spiegazioni nella sequenza degli eventi politici e non sa farsi una ragione prima di come sia potuto accadere tutto questo e poi di come il paese possa uscire da una situazione sempre più nera e senza speranza di ripresa alcuna.
Si inizia di prima mattina con la notizia che l'Europa ci bacchetta sulla gestione inefficiente dell'immigrazione per le poche espulsioni, i pochi rimpatri e le lungaggini burocratiche nella gestione dei richiedenti asilo. Ma come in tutta europa si fa a gara ad erigere muri, a creare ghetti e campi di concentramento di memoria passata e la bacchettata arriva all'Italia, il paese che per la sua posizione geografica si trova ad essere la prima meta di chi fugge dalla guerra e l'unico paese che non può innalzare muri .. per fortuna. Proprio oggi il presidente del consiglio riferisce al parlamento sull'europa e sul prossimo incontro a livello europeo ed invece di ricevere l'appoggio unanime per rimandare al mittente le critiche europee, viene apostrofato dai grillini come colui che insieme al suo partito in questi ultimi tre anni ha fatto più danni della seconda guerra mondiale. Ora si può essere favorevoli o contrari alle politiche di gestione dell'immigrazione da parte del governo attuale e passato, ma di fronte ad un attacco scriteriato dal parte dell'Europa la politica italiana dovrebbe quanto meno fare fronte comune ... ma come al solito questo in un paese normale non in Italia. 
Passiamo al lavoro ed ai tanto decantati effetti del Jobs Act, punto di vanto dell'ex presidente del consiglio. Dopo otto mesi di assenza per un trapianto di fegato un operaio torna al lavoro per riprendere il suo posto ed invece si trova davanti una bella lettera di licenziamento in tronco. Eh già il Jobs Act ha cancellato l'art 18 con annessi e connessi e così i diritti, che secondo il Pd, avevano in pochi ora non ce l'ha nessuno. Ed hai voglia a dire che quei circa 600 posti di lavoro a tempo indeterminato sono costati una cifra e che il lavoro a tempo determinato non esiste più con la liberalizzazione del licenziamento, il Pd Renzi e Poletti non ci sentono e considerano quella riforma una riforma di sinistra (talmente di sinistra che la voleva fare anche Berlusconi ma ful il Pd ad impedirlo). Il povero lavoratore ora farà causa all'azienda e fra qualche anno si vedrà offrire non reintegro come sarebbe stato giusto ma bensì qualche migliaia di euro e tutti contenti e felici.
Per concludere degnamente la giornata arriva l'ennesimo provvedimento a favore dei ricchi e degli evasori. Il governo consentirà ai facoltosi imprenditori o professionisti di prendere residenza in Italia e pagare una cifra forfettaria pari a 100.000 euro piuttosto che dichiarare i propri redditi guadagnati all'estero. Insomma l'Italia diventerà un paradiso fiscale come Montecarlo, Malta o altri stati del genere. Prendete un pilota di formula uno o un calciatore straniero che gioca in Italia percone cioè i cui maggiori introiti li anno da contratti pubblicitari solitamente stipulati all'estero, professionisti insomma che guadagnano decine di milioni quando va male, si prendono la loro bella residenza in Italia, versano il loro obolo di 100.000 euro e per il resto tutto a posto. Poi in Italia i cittadini normali oltre a pagare tasse per il 40% ed oltre non ricevono servizi adeguati per quello che pagano. Dice ma lo fanno anche all'estero, ma se all'estero fanno stronzate dobbiamo copiarli anche noi ? E come la mettiamo con la Costituzione che recita "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva" ?
E questo paese ha un futuro ... ? "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività""Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività""Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"

martedì 7 marzo 2017

La bufala del garantismo

Siamo alle solite. Quando arriva qualche inchiesta della magistratura che coinvolge qualche personaggio delle istituzioni immediatamente il mondo politico si divide fra garantisti e giustizialisti, una suddivisione fittizia e inappropriata che sarebbe come dire che c'è chi riconosce e rispetta la Costituzione e chi no. Il garantismo, che riguarda reati penali, è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana che considera qualunque cittadino italiano innocente davanti alla legge fino al terzo grado di giudizio. Affermare di essere garantisti è pleonastico, non serve ed è inutile, affermare di non essere garantisti o giustizialisti è una falsità bella e buona. Ecco allora che tutti i politici che si affannano nelle loro dichiarazioni di garantisti o non garantisti nel caso di indagini nelle quali siano coinviolti personaggi pubblici non aggiungono altro a ciò che è già sancito dalla costituzione, piuttosto diventano tutti dei sani populisti che utilizzano tali affermazioni per fare leva sull'opinione pubblica. Il problema naturalmente è un altro e riguarda l'opportunità o meno che un politico coinvolto in indagini della magistratura continui a svolgere le proprie funzioni indipendentemente dall'aver commesso o meno dei reati. La moralità della politica non dovrebbe essere solo quella di non rubare ma anche, e soprattutto, quella di rispettare e far rispettare le regole con severità e intransigenza. Se chi è chiamato a scrivere le regole della convivenza civile e democratica è poi lui stesso che non rispetta queste regole, perde l'autorevolezza necessaria per ricoprire incarichi come quello di parlamentare o peggio ancora di ministro. E questo indipendentemente dalla rilevanza penale dell'atto commesso anzi a volte la rilevanza penale è secondaria. Prendiamo il ministro Lotti che magari ha semplicemente avvertito un amico del fatto che era intercettato, un peccato veniale se commesso da un cittadino comune, un peccato mortale se commesso ad un ministro che di fatto intralcia le indagini delle istituzioni quelle stesse istituzioni che lui rappresenta. E dovrebbe essere il cittadino stesso a chedere che il ministro si faccia da parte fino a quando non ha chiarito la propria posizione: fare politica e/o addirittura fare il ministro non è un obbligo, nessuno può mettere in dubbio l'innocenza fino a condanna definitiva ma la democrazia richiederebbe di essere guidata da persone integerrime. Ma chiedere alla politica rispetto per le regole e coerenza in Italia è impresa impossibile. Il "rottamatore", che doveva cambiare verso anche a questo malcostume politico tutto italiano, ha fallito anche questo obiettivo ma lo ha fallito in partenza circondandosi prima che di uomini e/o donne capaci di amici/amiche. Chi arriva a ricoprire i più alti incarichi dello Stato dovrebbe prima di tutto tenere a debita distanza amicizie e famiglia per non diventare ricattabile e per non dover poi difendere a spada tratta, in nome dell'amicizia o della parentela, persone indifendibili. Ma siamo in Italia il paese dove avere un "amico" in posti strategici vale molto più che un titolo di studio o una professonalità accertata.

lunedì 27 febbraio 2017

Tutti bravi quando non governano o sono fuori dal parlamento


Una caratteristica, che accomuna tutti i politici italiani di qualsiasi schieramento e colore, è quella di avere pronte le ricette per risolvere qualsiasi problema del paese quando si trovano o fuori dal parlamento oppure non governano. Quando poi si trovano a ricoprire incarichi istituzionali di qualsiasi livello e importanza, magicamente quelle ricette sono impriovvisamente dimenticate per tornare fuori nel momento in cui non possono più metterle in pratica. Sono tanti gli esempi che si possono portare a dimostrazione di questa tesi a partire per esempio dalle ricette della Lega Nord per contrastare l'immigrazione, ricette mai messe in pratica durante i tre governi ai quali hanno partecipato con Berlusconi. Ma per venire ad episodi di questi ultimi giorni come non citare l'intervista di Matteo Renzi da Fazio di ieri sera. L'ex presidente del consiglio ha lanciato il suo progetto per dare sostegno a quelle persone che per qualsiasi motivo soccombono per gli effetti della crisi economica: non reddito di cittadinanza come proprongono i grillini ma bensì lavoro di cittadinanza. Una proposta interessante peccato che venga dalla bocca di colui che è stato, fino a soli due mesi fa, presidente del consiglio di un governo che ha varato la peggiore riforma del lavoro che si ricordi nella storia della repubblica. Colui che ha cancellato qualsiasi sistema di protezione per i lavoratori causando un'impennata dei licenziamenti di oltre il 30% in un anno e colui che ha incentivato il lavoro precario incentivando il sistema di voucher. Ecco ora che Matteo Renzi fuori dal governo, e fuori dal parlamento dove non è mai stato, è stato colpito da un'illuminazione divina che gli ha fatto intravedere come risolvere la disoccupazione in Italia: lavoro per tutti. Peccato che non sia una trovata originale considerato che sarebbe la stessa costituzione a sancire che il lavoro dovrebbe essere un diritto per tutti e non un optional. Ma il giovanotto di Rignano era troppo impegnato a dare al paese la più bella legge elettorale del mondo e la riforma costituzionale panacea per tutti i mali dell'Italia, due riforme bocciate dalla corte costituzionale e dal voto popolare. Altro fatto di questi giorni e che dimostra l'incapacità della politica di affrontare i problemi quando dovrebbe è quello che riguarda il Dj Fabo costretto a migrare in Svizzera per porre fine alla sua esistenza dopo quel terribile incidente che lo ha reso ceco e immobile in un letto. Ho sentito oggi un parlamentare del Pd affermare che non era in grado di esprimere un parere perché non si era fatta un'idea precisa della questione. C'è ancora chi deve farsi un'idea dopo quanto accaduto nel 2009 quando il padre di Eluana Englaro riuscì a portare a compimento le volontà della figlia che erano quelle di morire qualora si fosse ritrovata a sopravvivere in uno stato vegetativo. La povera Eluana ha vissuto per 17 anni in quello stato prima che intervenisse la magistratura per dare seguito ai suoi voleri ed in parlamento, che tentò in ogni modo di bloccare l'esecuzione di quella sentenza, se ne sentirono di tutti i colori ma senza giungere a nessun provvedimento reale per affrontare il problema. Sono trascorsi 7 anni ed oggi ci ritroviamo con la solita questione naturalmente irrisolta ed il povero Fabo è dovuto emigrare in Svizzera naturalmente senza l'aiuto da parte alcuna istituzione. E dopo 7 anni c'è ancora chi sta in parlamento e non ha idea di che cosa fare. Questa è l'Italia, questo è il paese dove chiunque ha la ricetta giusta per risolvere i problemi reali, ma una ricetta scritta con uno strano inchiostro simpatico: svanisce immediatamente appena l'autore della ricetta potrebbe realizzarla e torna visibile quando lo stesso autore na ha più l'opportunità di portarla a termine.
 

sabato 25 febbraio 2017

Lega, Forza Italia, Pd, M5: tutti fermi e il paese rotola

Il governo Renzi aveva il compito di fare le riforme, le ha fatte ma tutte bocciate e siamo al punto di partenza. Il governo Gentiloni doveva traghettare il paese in attesa di una nuova legge elettorale, ma la legge elettorale è scomparsa e nessuno sa più dove si trova la bozza di discutere. Ed allora tutti siu attrezzano per andare alle elezioni con una legge uscita dalla Corte Costituzionale poi ci si lamenta dell'intromissione della magistratura nella politica, ma se non ci fosse la magistratura oggi il nostro paese si ritroverebbe una serie di leggi tutte contro la costituzione. Nel frattempo tutti si attrezzano per conquistare poltroncine per poi andare alle estenuanti trattative per la formazione di un governo. La Lega continua con Salvini la sua azione xenofoba e razzista sul problema dell'immigrazione proponendo soluzioni inattuabili considerata la posizione del nostro paese che si propende all'interno del mediterraneo. A meno che non si mobiliti l'esercito per andare a fare la guerra in Libia in Turchia in Tunisia cioè in tutti quei paesi da dove partono i disperati dell'emigrazione. Forza Italia è immobile in attesa di una sdoganazione improbabile da parte della Corte Europea del suo padrone, Silvio Berlusconi. Un partito incapace di liberarsi del suo fondatore e di fare vita ad un partito che possa definirsi tale, spera nel ritorno di Renzi per stipulare con lui un altro patto di governo. Il Pd dopo il disastro renziano è preso dalle proprie beghe interne per costringere ad uscire chi non è d'accordo con la linea dell'ex segretario e che è stato maltratto in questi tre anni di gestione di Matteo Renzi. Chi esce, purtroppo, invece di fare fronte comune si divide in mille rivoli: Civati he messo in peidi il proprio movimento, Fassina con Sinistra Italiana, gli altri dell'ultima ora (Bersani, Speranza, etc.) non si sa che pesci prenderanno, se con Pisapia, se con De Magistris o se autonomi a difendere qualche poltroncina da buttare sul piatto della bilancia al momento della formazione di un futuro governo. Il M5S ha dimostrato in queste ore con la vicenda di Roma tutta la sua inaffidabilità. O riesce a trovare personaggi come Federico Pizzarotti a Parma, capaci a prescindere, oppure si ritrova a dipendere dai diktat di Beppe Grillo come è successo a Roma per Olimpiadi e lo stadio. Purtroppo i personaggi capaci, Pizzarotti e/o Appennino, sono una risorsa trovata per caso e non per una selezione adeguata della classe dirigente sulla base di un programma chiaro e limpido. I vari sindaci che hanno vinto le varie elezioni amministrative sono arrivati a prevalere grazie al disastro di tutti i partiti tradizionali e non certo per propria capacità e/o proprie proposte di governo. Affidare quiondi il governo del paese al Movimento 5 Stelle è un rischio enorme sia per l'intransigenza del movimento che non prevede accordi con nessuno sia per il rischio di consegnare il paese ad un comico, Beppe Grillo, che fa tutt'altro mestiere. Poi ci sono gli altri partitucoli a destra, Fratelli d'Italia, Alemanno, Ncd, con proposte populiste inadeguate per arrivare al governo. A sinistra l situazione non è certo migliore anzi. la sinistra avrebbe una grande occasione se si presentasse unita sotto un'unica bandiera ed invece sono tutti lanciati a creare il proprio movimentino che al massimo potrà ottenere una poltroncina alla camera ma che otterrà il risultato, grazie alla divisione, di tenere fuori dal parlamento una rappresentatività dell'ordine del 10-15%. Un bel futuro del paese che rimane incapace anche di organizzare un protesta se si escludono le corporazioni guidate da frange fasciste. Un popolo, che non è nemmeno in grade di evitare uno scempio come la piantagione di palme e banani in Piazza del Duomo a Milano,  che futuro può avere.

giovedì 23 febbraio 2017

Italia integralista cattolica come nella miglior tradizione islamica



Una forte critica dei paesi occidentali verso i paesi islamici riguarda la "confusione" fra legge dello stato e legge della religione, una confusione che appare anche fin troppo chiara nel senso che ogni stato islamico è guidato soprattutto dalle leggi religiose. Non cè suddivisione dei poteri e il termine "laicità" è un termine completamente sconosciuto. Una situazione però che, per quanto non condivisa da noi occidentali, almeno è chiara e priva di ipocrisie, quelle ipocrisie che pervadono per esempio il nostro paese. Lo Stato italiano ha adottato una Costituzione che sancisce la laicità dello stato stesso e che professa l'uguglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge indipendentemente da razza, sesso, ideologie e confessioni religiosi. Dei principi sani e sacrosanti che sono totalmente disattesi dalla politica e dalle leggi stesso dello Stato. Sono molti gli articoli della nostra Costituzione che sono disattesi, una delle ragioni appunto che hanno spinto a votare NO a qualsiasi modifica della carta costituzionale prima ancora che l'intera carta non sia applicata, ma quando si parla di diritti civili e si entra in questa sfera il mancato rispetto è totale. L'Italia, come i paesi islamici, è succube e sottomessa alle leggi ed ai principi della religione cristiana come se tutti i suoi cittadini fossero cristiani. Ed anche quando si riesce ad ottenere qualche legge progressista e laica, leggi che esistono da anni in ogni parte del mondo occidentale, si trova sempre un'escamotage, un articoletto, una postilla perché tale legge venga applicata fra mille difficoltà. E' stato così per il divorzio, per il quale oltre ad un referendum, abbiamo dovuto aspettare anni prima che diventasse una legge facilmente applicabile senza l'ostacolo di far trascorrere anni dalla separazione all'ottenimento del divorzio. E' stato così per le unioni civili per la quali abbiamo dovuto aspettare 50 anni ed avere una legge "zoppa" rispetto alle leggi di altri paesdi democratici e laici. E' stato così per la fecondazione assistita, quando il parlamento ha emanato una legge da santa inquisizione che è stata smontata pezzo per pezzo dalla corte costituzionale grazie anche alle iniziativi dei singoli cittadini. Ed è così anche per l'aborto approvato fra mille difficoltà negli anni '70 ma ancora di difficile applicazione grazie ad un codicillo che consente ad ogni singolo medico di non applicare la legge con la scusa dell'obiezione di coscienza. Un caso unico in tutto il pianeta dei diritti umani ma anche dello Stato italiano: quale altra legge può essere disattesa con il consenso dello Stato ? Il problema dell'Italia è come sempre riconducibile alla presenza sul suo territorio del Vaticano ed ai famosi patti lateranensi che ne fanno una religione di Stato e, facendo riferimento a questa situazione, la conferenza episcopale, vescovi e cardinali si sentono in diritto di entrare nel merito ed occuparsi di questioni che non li riguardano: la legge dello Stato. Qualche tempo fa questa si chiamava ingerenza e qualcuno la condannava a suo tempo. D'altra parte la politica italiana è stata sempre succube della moralità cristiana, prima con la Democrazia Cristiana (un partito che riportava nel nome la sua appartenenza (e subalternità) ad una confessione religiosa, e poi con una serie di partiti che hanno raccolto l'eredità democristiana a partire anche dal Partito Democratico. Oggi dopo la giusta presa di posizione del presidente della regione Lazio che intende assumere due ginecologi non obiettori per garantire un diritto sacrosanto alle donne, un ministro per giunta donna si scaglia contro questa decisione dimostrando la sua sudditanza alla conferenza episcopale, se fossi una donna la prenderei a calci nel sedere ma essendo un uomo non posso farlo altrimenti sarei accusato di sessisimo.