mercoledì 1 febbraio 2012

Tracotanza politica


Il popolo italiano è diciamo abituato a leggere notizie relative alle bravate dei suoi rappresentanti in parlamento da quando è nata la Repubblica Italiana. Prima di mani pulite il sistema delle tangenti era già conosciuto al cittadino anche se prove oggettive non erano mai state portate alla luce. Poi venne l'era di tangentopoli e si pensò che finalmente la pratica della tangente, soprattutto per ciò che concerneva il settore dei lavori pubblici, venisse debellata. Il quadro politico sembrò essere completamente modificato ma poi lentamente con il tempo e con il passare degli anni, prima si impedì ai magistrati di mani pulite di portare a compimento il loro lavoro e poi la pratica della mazzetta tornò lentamente di moda con qualche piccolo aggiustamento. Nell'era pre-tangentopoli le tangenti erano devolute a favore del proprio partito, nell'era post-tangentopoli il politico quando svolge attività di quel genere, la svolge esclusivamente a proprio favore. Un piccolo salto di qualità o uno scadimento della qualità della mazzetta a secondo della prospettiva attraverso la quale esaminiamo il fenomento delle tangenti o della corruzione come si usa indentificarlo oggi. Oltre a questa diversa natura dell'attività extrapolitica del politico di turno (scusate il gioco di parole) si aggiunge una specie di arroganza dello stesso che, una volta colto con le mani nel sacco, sembra cadere dalle nuvole, sorpreso che questa attività sia considerata anomala o peggio ancora illegale. Oggi questo atteggiamento appare ancora maggiormente ingiustificabile al cittadino comune sia perchè il politico chiede sacrifici al cittadino stesso e poi lui tenta di arricchirsi in maniera illecita a spese sempre del povero cittadino, sia perchè con l'avvento del governo Monti tutta la politica italiana ha dimostrato la propria inadeguatezza a governare un paese nel pieno di una crisi economica e finanziaria. Il politico reagisce a questa sua resa con la tracotanza ed l'arroganza tipiche di chi è pienamente coscienza di non sapere da che parte iniziare e che pesci prendere. I due fatti che sono alla ribalta della cronaca sono un chiaro esempio di questa arroganza che forse fa ancora più rabbia del fatto in se stesso. Il senatore Luigi Lusi dal 2008 al 2011 si appropria di 13 milioni di euro di rimborsi elettorali del suo partito e li utilizza per fare "acquisti". Una volta scoperto oggi candidamente cerca il patteggiamento che consisterebbe nella restituzione di 5 milioni di euro ed un anno di galera. Hai capito il furbetto. In pratica un anno di galera per aver trafugato 8 milioni di euro, però ci si può stare quasi quasi sembra un incentivo per qualche giovane disoccupato: rubate 8 milioni di euro, poi confessate ed al patteggiamento rimediate 1 anno di galera. Ci si può stare no ? A parte il fatto che la pena per avera rubato 13 milioni di euro sembra che si di ben "tre anni" dico "tre anni" di galera, ma vogliamo almeno farglieli fare tutti ? E restituiti i 5 milioni di euro non vogliamo anche recuperare gli altri 8 confiscandogli i beni (ville e appartamenti) acquistati con quei soldi ? Io penso che sarebbe il minimo, ma il buon senatore ritiene che se la può cavare con molto meno e soprattutto tenersi gli acquisti effettuati con denaro non suo. L'altro volpino della politica italiana è il senatore Riccardo Conti che nell'arco della stessa giornata acquista un palazzo per 26,5 milioni di euro e nella stessa giornata lo rivende per 44,5 milioni. Cazzo ... scusate .. ma non siamo in un momento nel quale il mercato immobiliare è in crisi e chi compra un immobile ad un prezzo quasi doppio di quello al quale è stato comprato poche ore prima ? Ad un povero cristo per comprare una casa ci vogliono almeno tre mesi e questo in meno di 6 ore ha comprato e rivenduto un palazzo con un guadagno di 18 milioni di euro. Ed il caro senatore, una volta scoperto, si è indignato pure per la notizia dell'operazione diffusa dal Tg di Mentana. Il senatore ha detto che quello il suo mestiere, ma allora se in un giorno riesce a guadagnare 18 milioni di euro, ma chi glielo fa fare di mettersi in politica .... o forse la politica gli serve proprio per effettuare operazioni di quel genere nell'arco di poche ore ? Ma io uno così lo farei subito ministro dell'economia, non dico in un giorno ma sicuramente nel giro di poche settimane ci porta fuori dalla crisi.

martedì 31 gennaio 2012

Lo scandalo non è Celentano ...


Ogni anno quando si avvicina il festival di Sanremo capita, la cronoca si occupa dei compensi di qualche super ospite che si esibirà sul palco dello stesso festival. Compensi elargiti per una serata che impegna per qualche minuto l'ospite di turno ed il cui importo fa impallidire qualunque operaio o lavoratore dipendente di questo paese. Le polemiche si indirizzano verso l'artista i cui compensi rappresentano un vero e proprio schiaffo al cittadino medio che quei soldi non potrà vederli in tutta la sua vita lavorativa. Anche questa edizione non si è sotratta alla regola. L'ospite di turno è Adriano Celentano, il compenso per la sua partecipazione al festival sarà di 300.000-350.000 euro a serata, cifra che, nel pieno di una crisi economica per la quale sono stati richiesti sacrifici al limite della sopravvivenza ai lavoratori dipendente ed ai pensionati, sono totalmente anacronistiche ed assurde. Gli strali contro Adriano si sono sprecati ma la domanda è: la responsabilità è dell'artista che naturalmente fa i propri interessi o piuttosto della Rai che spende soldi pubblici in questo modo indegno ? Le polemiche nei confronti di Adriano in realtà sono semplicemente state indirizzate verso il soggeto sbagliato perchè lo scandalo vero è che la Rai proponga cifre simili per accaparrarsi qualche minuto si performance di un artista. Purtroppo questo non e' l'unico scandalo del genere nel nostro paese e proprio oggi ne sono venuti alla luce un paio della stessa natura che riguardano cifre piu' esorbitanti e situazioni molto piu' gravi. Un paese nel quale, nonostante la crisi economica e i sacrifici ai quali sono sottoposti i cittadini del ceto medio basso, si verificano situazioni vergognose di spreco di denaro pubblico o peggio ancora di truffe ai danni del bene pubblico. E' proprio di oggi la notizia del tesoriere dell'ex partito della Margherita che ha usato il denaro dei rimborsi elettorali del partito per affari propri. Ma anche in questo caso lo scandalo vero e' che un partito, che non esiste piu', percepisca milioni di euro di finanziamento pubblico (mascherato come rimborsi elettorali) e tutto questo dopo che c'e' stato un referendum che avrebbe dovuto abolire il finanziamento pubblico dei partiti. E che dire dello scandalo rivelato stasera dal Tg della 7 di quel senatore del Pdl che ha comprato un palazzo davanti a Fontana di Trevi per rivenderlo nello stesso giorno ad un'altra societa' ad un prezzo maggiorato di qualche decina di milioni di euro ? Insomma la crisi economica e tutte le misure messe in campo non hanno avuto per il momento alcun effetto sullo sperpero di denaro pubblico e sulla ingordigia di denaro da parte di chi di denaro ne ha già più che a sufficienza.

mercoledì 25 gennaio 2012

Si rivoltarono nella tomba e fu il terremoto


Don Cammillo ed il mitico Peppone sarebbero impalliditi assistendo allo squllido spettacolo offerto dal parlamento oggi. Ma gli spiriti dei due protagonisti della storie di Guareschi erano già sull'avviso e prima uno e poi l'altro si sono rivoltati nelle loro tombe dando origine alle due scosse di terremoto che hanno fatto tremare tutto il Nord dalla Lombardia, al Veneto fino alla Romagna. Non a caso l'epicentro del sisma è stato fissato nel reggiano, a pochi chilometri proprio da Brescello, il paesino teatro delle baruffe fra il parrocco Don Cammillo ed il sindaco comunista Peppone. I due impersonavano lo spirito dell'Italia dell'immediato dopoguerra dove la Democrazia Cristiana, guidata dalla Chiesa, si opponeva, nel quadro politico italiano, al Partito Comunista Italiano forte della liberazione del paese dal fascismo e dai tedeschi grazie anche ai folti battaglioni partigiani. Come avrebbero reagito i due contendenti se avessero assistito al voto di oggi in parlamento che ha visto Pdl, Udc (figli di quella democrazia cristiana rimpolpata con i resti dei fascisti dell'ex Msi poi diventato Alleanza Nazionale) da una parte e Pd (figlio rinnegato ormai del glorioso Partito Comunista Italiano) dall'altra uniti nell'approvare una mozione a sostegno del governo Monti (figlio dei banchieri e della Bce) in vista della riunione del consiglio europeo del 30 gennaio prossimo ? Sicuramente sarebbero stati tuoni, fulmini e saette come è stato annunciato dalle scosse di terremoto provocate probabilmente dai due spiriti insofferenti a quanto sarebbe accaduto nel pomeriggio. D'altra parte come dare loro torto ? Dopo 17 anni di Berlusconismo, dopo 3 anni e mezzo di governo guidato dal Pdl insieme alla Lega sotto il comando del binomio Berlusconi-Bossi, due anni in cui gli scontri fra quei partiti ed il Pd e tutta l'opposizione sono stati violenti e spesso insanabili, vedere ora gli stessi partiti andare a braccetto per votare un mozione a sostegno di un governo che sta mettendo su lastrico il ceto medio basso, fa veramente specie e ha dell'incredibile. E' incredibile oltre che pericoloso che un partito che si professa di sinistra, ma ormai probabilmente nemmeno Bersani, Letta, D'Alema e Franceschini credono più a questa favola, non riesca ad esprimere una politica che sia anche solo leggermente diversa da un partito che è stato il disastro e la rovina dell'Italia degli ultimi 10 anni. Sta tutto qui il grande problema dell'Italia di questo periodo storico dopo la caduta, speriamo a tempo indeterminato, Berlusconi: non esiste un partito che costituisca una vera alternativa e che mostri un disegno politico realmente diverso e distante dalla maggioranza del centro destra che ha governato in questi anni. Ed anche a causa di questa mancanza di una guida politica alternativa che le manifestazioni di questi giorni nascono per difendere principalmente solo interessi corporativi e non gli interessi generali di una popolazione che sta arrivando allo stremo delle proprie forze economiche.

martedì 24 gennaio 2012

Se c'è qualcuno che vuole cambiare le cose ... batta un colpo


Ormai in Italia scioperano o sciopereranno tutti, gli unici che sono in balia degli eventi saranno i cittadini comuni, la popolazione, che fra l'altro è la principale vittima di questa serie di scioperi. Distributori a secco, supermercati con gli scaffali vuoti, fabbriche e imprese edili costrette e chiudere per mancanza di materie prime da lavorare, questi sono i principali e più immediati effetti delle manifestazioni in atto da parte degli autotrasportatori ai quali si aggiungeranno benzinai, farmacisti, avvocati, notai e via dicendo. Ma il popolo sta in mezzo alla bufera e lasciato solo a se stesso. Imbarazzante l'assenza totale di sindacati, di partiti di opposizione e di quei partiti di ideologia comunista fuori dal parlamento che prima erano contrari al governo Berlusconi ed ora sono altrettanto contrari al governo Monti. Sono tutti concordi che i provvedimenti del governo Monti non hanno rispettato quella equità sociale tanto sbandierata nei discorsi di insediamento di questo governo, che le liberalizzazioni non saranno la panacea di tutti i mali in quanto quelle messe in atto vanno a colpire categorie deboli e non saranno toccati quei settori che davvero andrebbero realmente liberalizzati. Ma come si pensa di contrastare o fare arretrare l'azione del governo se poi nel momento in cui si scatena un a protesta spontanea, questa viene lasciata a se stessa con le consequenze che tutti abbiamo davanti agli occhi ? Infiltrazioni mafiose, camorriste e fasciste per condurre la protesta non contro coloro che sono i responsabili di questa situazione, e cioè il governo presente e passato, ma bensì contro la popolazione. Insomma se i provvedimenti presi sono fortemente discriminatori e colpiscono i soliti "coglioni", se le prime vittime della crisi e delle soluzioni adottate per uscirne sono i lavoratori dipendenti e pensionati, come si pensa realmente di indurre il governo e la politica a cambiare rotta ? Andando a sedersi ad un tavolo di confronto sulla riforma del lavoro per eliminare le ultime barriere al licenziamento selvaggio (art. 18) come hanno fatto i sindacati ieri ? Sono queste le modalità per cambiare strada ? Oppure andare in parlamento a garantire il proprio voto di fiducia come ha fatto e farà il Partito Democratico ? Ed i partitelli della sinistra fuori dal parlamento oltre alle dichiarazioni di principio che lasciano il tempo che trovano come pensano di contribuire alla equità sociale seppellita da 17 anni di Berlusconismo e due mesi di Montismo ? Le parole non servono più, servono i fatti ma di fatti non se ne vede nemmeno l'ombra. La protesta di questi giorni, oltre gli interessi corporativi, sarebbe stato un bel banco di prova se se ne fosse presa l'organizzazione coinvolgendo anche altre categorie di lavoratori, di cittadini per dare vita veramente ad una rivoluzione .... ma qualcuno ci crede davvero oltre le parole ?




domenica 22 gennaio 2012

Il guazzabuglio liberalizzazioni


La lista degli scioperi annunciati per i prossimi giorni lasciano intravedere che nel caos liberalizzazioni qualche cosa di buono c'è. Se scioperano gli avvocati, i notai, i farmacisti, i tassisti significa che qualche privilegio è stato toccato. Certo poi scioperano anche i benzinai perchè in quel settore la liberalizzazione è a metà e quindi per motivi opposti. Tutto questo a dimostrare che il decreto è un gran guazzabuglio con qualche provevdimento che potrebbe avere effetti positivi (l'eliminazione delle tariffe minime di avvocati e notai), altri che non incideranno minimamente nella vita dei cittadini e sono solo di facciata (i negozi aperti 24 ore su 24 o le banche aperte fino alle 22 di sera), altri che sono fuori da una logica di sinistra o meglio comunista che dovrebbero essere fortemente contrastati se esistesse ancora una vera forza politica di sinistra. Certi servizi essenziali dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini e non dovrebbero essere utilizzati per fare affari e impresa, quindi dovrebbero essere gestiti dal pubblico e non lasciati alla mercè dei privati. Servizi come l'acqua, i trasporti urbani ed exrtraurbani, le telecomunicazioni, la sanità, l'istruzione dovrebbero essere pubblici ed il privato dovrebbe rimanerne fuori come già un referendum ha stabilito per acqua e servizi vari. Questi principi però, basilari per una vera idea politica di sinistra, sono stati abbandonati e traditi anche dal più grande partito che ancora ha la presunzione di ritenersi di sinistra, ma che ha tradito questa ideologia da tempo dando in questo modo un forte contributo all'occupazione da parte del centro destra del potere politico ed alla crisi in cui si trova l'Italia. L'assurdo è che il decreto Monti sarà appoggiato dal Partito Democratico sebbene nelle sue pieghe c'è il tentativo di disattendere il referendum di giugno, manca una vera liberalizzazione di uno dei settori più critici, quello dei carburanti, e ci sono provvedimenti prefettamente inutili. Nel settore dei carburanti la situazione è veramente assurda, si torna indietro sulla vera liberalizzazione cedendo alle pressioni delle compagnie petrolifere ma si elude il vero problema di questo settore: le accise che costituiscono il vero problema dei prezzi più alti d'europa. Per i commercianti la liberalizzazione consisterà nella libertà di tenere aperta l'attività 24 ore su 24, ma quali vantaggi porter' questo provvedimento al cittadino comune, che non ha soldi da spendere, non si sa a che cosa servira'. Altra liberalizzazione a meta' quella dei farmaci dove ci si e' limitati ad un aumento del numero delle farmacie ma non si e' intervenuti sul problema dei costi dei farmaci di fascia C. Per le banche anche queste potranno tenere aperte gli sportelli aperti fino alle 22 e a cosa servira' ? Ad incrementare la movida notturna ? Insomma questo decreto non cambiera' in meglio le condizioni del cittadino medio che rimarra' ancora stritolato da tasse, balzelli, costo dei carburanti e certamente non si potra' permettere di andare a fare acquisti di notte o a fare operazioni bancaria in prima serata.

sabato 21 gennaio 2012

Il regime imperversa


Questa legislatura, iniziata nel 2008 con Berlusconi e che prosegue dalla fine del 2011 con Monti, sarà ricordata come un vero e proprio regime dove la democrazia è stata seppellita. Ma attenzione non perchè al governo siede un uomo che non è stato eletto dal popolo come ci vogliono far credere (nella nostra costituzione il capo del governo non è eletto dal popolo ma nominato dal Presidente della Repubblica e fiduciato dal Parlamento, quello si eletto dal popolo), piuttosto perchè prima Berlusconi ed ora Monti impediscono al Parlamento di svolgere la propria funzione democratica. Il dittatore di Arcore aveva a suo disposizione la più larga maggioranza che si ricordi da quanto è nata la Repubblica Italiana, Monti ha ancora allargato questa maggioranza predendo si la Lega Nord ma potendo contare sul voto favorevole del Pd, eppure si Berlusconi che Monti seguono la stessa strategia: portare provvedimenti blindati in parlamento chiedendo la fiducia. Questa è la vera fine della democrazia e non che in questo momento l'Italia sia governata da un esecutivo tecnico, un esecutivo nominato dal Presidente della Repubblica e che ha ottenuto la fiducia in parlamento rispettando la costituzione. Una fine decretata dal regime imposta dal centro destra con Berlusconi e proseguito da Monti. Il governo Monti ha posto la fiducia quando ha varato la manovra Salva Italia e ... dissangua i cittadini ... ed ora che si appresta a portare in parlamento il decreto sulle liberalizzazioni sembra che seguirà la stessa strategia. Super Mario infatti ha dichiarato che il decreto non si tocca e che il parlamento ed i partiti non devono anzi non possono apportare modifiche, ma allora che ci sta a fare il Parlamento ? Ci vorrebbe davvero una rivoluzione in questo paese, ma non quella pesudorivoluzione dei Forconi siciliani, dove la principale vittima delle manifestazioni è il popolo che viene lasciato senza beni di prima necessità dai carburanti ai generi alimentari, ma una vera rivoluzione che rovesciasse il regime che ormai da oltre 17 anni si è instaurato in Italia con la complicità di una pseudosinistra allo sbando. Un'opposizione che in questi ultimi mesi ha calato completamente le braghe appoggiando un provvedimento, quello delle liberalizzazioni, opposto ai veri principi ed ai veri ideali di sinistra. Ideali che andrebbero rispolverati, lucidati e rimessi a nuova vita se si intendono cambiare la situazione di questo paese ormai stretto fra chi brucia le bandiere al Nord e chi le brucia al Sud, ridando fiato e vigore a mafia e fascisti.

giovedì 19 gennaio 2012

Qualcosa non torna ...


Nell'epoca in cui stiamo vivendo tutto è cambiato, tutto non è più come prima anche per quanto riguarda quei valori che dovrebbero avere un significato assoluto e indelebile. Una volta quando si parlava di rivoluzione si pensava ad un popolo che si ribellava al potere, a chi lo teneva soggiogato sia in termini di libertà che di finanza, ai pochi ricchi che dominavano i molti poveri. La rivoluzione nell'immaginario collettivo è rappresentata dal popolo che si ribella, che assalta i luoghi di potere, che si appropria dei beni che gli sono negati, che rovescia la società dove pochi hanno molto per passare ai molti che si suddividono tutto. Quello che accade in queste ore in Sicilia, dove uno sciopero si vuole far passare come una rivoluzione, è totalmente l'opposto della rivoluzione classica come da sempre è avvenuta nella storia di questo pianeta. Sembra un rivoluzione di una borghesia contro il popolo stesso. E' vero che le notizie che arrivano sono frammentarie, almeno per quanto riguarda gli organi di informazione istituzionali, ma sulla rete i messaggi, i video e le testimonianze sono molte e facilmente reperibili. Si parla di una regione paralizzata per mancanza di carburanti e di consequenza mancanza di rifornimento di generi alimentari anche di prima necessita. Addirittura la polizia che scorta i camion che vanno a rifornire gli ospedali. Insomma la principale vittima di quella che vorrebbe essere spacciata come una rivoluzione di popolo, è il popolo stesso. il popolo che dovrebbe appopriarsi dei beni che gli vengono negati dal potere e dalle classi più ricche della società, viene privato dal popolo stesso dei beni di prima necessità. Ed allora il sospetto che questa presunta rivoluzione sia guidata da frange fasciste di Forza Nuova, diventa quasi una certezza, come diventa quasi certezza che la manifestazione in atto sia ingigantita rispetto ai suoi reali contenuti anche grazie alla mancanza di informazione (voluta dagli stessi organizzatori ?). Di certo non si tratta di una rivoluzione intesa nel significato che si da a questa parola, ma semplicemente di una protesta di certe categorie che, è vero protestano contro il caro carburanti, ma che svolgono una protesta indirizzata verso i propri interessi e non verso gli interessi generali della popolazione. Insomma l'equivoco è voler far passare questa protesta di 5 giorni come una rivoluzione o un risveglio della Sicilia, mentre si tratta semplicemente di una categoria che intende sottrarsi ai sacrifici ai quali il cittadino comune è sottposto senza avere potere di replica. La rivoluzione vera è tutt'altra cosa e si sarebbe potuto parlare di vera rivoluzione se si fosse garantito al cittadino il rifornimento dei beni primari indispensabili, coinvolgendo tutta la cittadinanza nella protesta stessa ed infine magari andando direttamente a Roma davanti ai palazzi del potere a manifestare. In questo caso sarebbe davvero potuta diventare una rivoluzione di popolo alla quale si sarebbero accodati altri cittadini di altre regioni. Un'occasione mancata.

mercoledì 18 gennaio 2012

Basta poco che ce vo' ....


L'Italia è ormai un paese dove la caduta delle ideologie, dei principi etici, degli ideali ha provocato danni incalcolabili. Dicassetteanni di berlusconismo, di ritorno al potere di fascisti vecchi e nuovi, di lavaggi del cervello mediatici hanno trasformato la società italiana dove basta che un personaggio faccia solo il proprio dovere per diventare un eroe. Sono molti gli eroi celebrati in questi anni, quasi uno al giorno, eroi che fanno perdere il giusto significato a questa parola e rivoltare nelle tombe i veri eroi della nostra storia, coloro cioè che hanno sacrificato la loro vita in nome di un ideale di libertà e di solidarietà verso il prossimo senza ricevere niente in cambio. Oggi l'eroe di turno è il comandante De Falco che altro non ha fatto che ciò che il suo ruolo istituzionale prevedeva: incazzarsi contro un comandante di una nave che dopo aver causato un disastro, l'aveva abbandonata al proprio destino con i suoi passeggeri. Certo al cospetto di altri eroi, tipo quelli televisivi o sportivi, il comandante De Falco può sicuramente assurgere al ruolo di supereroe ma di certo l'eroe vero è ben altro. Ma anche questo è un segno dei tempi di basso livello che stiamo vivendo per cui diventa fuori dal normale chi fa il proprio dovere rispetto alla marmaglia dalla quale siamo circondati ed oggi impersonata dal comandante Schettino. Insomma il livello culturale e sociale del nostro paese si è notevolmente abbassato ed allora la normalità diventa straordinaria. D'altra parte questo imbarbarimento e questa mancanza di ideologia colpisce ogni settore della vita pubblica del paese partendo naturalmente dalla politica che ne è stata anche la principale ispiratrice. La politica ha distrutto le ideologie mettendo sullo stesso piano tutti destra, sinistra, centro, fascisti, comunisti e questo ha portato ad un livellamento verso il basso di tutta la società. Ormai nessuno fa più politica per perseguire un ideale, difenderlo perchè lo ritiene giusto, lavorare perchè quell'ideale si possa affermare. La politica è diventata una politica ad personam dove ogni formazione politica si identifica non tanto con il pensiero politico ma con un leader (vedi Bossi, Berlusconi, Bersani, Vendola e chi più ne ha più ne metta) per cui si assiste allo spettacolo indecoroso di politici che saltellano da una parte all'altra allegramente senza nessun ritegno. Questo appiattimento verso il basso ci porta a considerare eroi personaggi che non fanno che il loro dovere e a non distinguere più le differenze fra le varie formazioni politiche che altro non sono diventate che delle vere e proprie lobbies. Oggi si inneggia per esempio ad uno sciopero in Sicilia facendolo passare come una specie di rivoluzione mentre non si tratta proprio di rivoluzione e soprattutto senza distinguere da chi è guidata questa specie di rivoluzione: dai fascisti di Forza Nuova che hanno dichiarato il loro appoggio al cosidetto Movimento dei Forconi o Forza d'Urto senza che gli stessi fascisti fossero sconfessati o allontanati da quel movimento. Insomma ormai nemmeno la storia insegna più in questo paese che ha perso completamente la bussola e che vede la politica, ammesso che quella di oggi si possa chiamare politica, come il fumo negli occhi e chiunque si appresta a manifestare si dichiara apolitico e non legato a nessun partito. Ma fare una manifestazione e organizzare una rivoluzione è fare politica ma forse anche questa parola come la parole eroe è stata calpestata ed esautorata di qualsiasi significato.

martedì 17 gennaio 2012

Vada a bordo cazzo ....


E' il grido di battaglia che percorre la penisola da nord a sud e che suona come una campana a morto non solo per il comandante Francesco Schettino che ha abbandonato la nave dopo averla incagliata sulle coste dell'Isola del Giglio. Un grido di battaglia che deve suonare come una campana a morto dei politici italiani che non sono molto diversi dal comandante Schettino, anzi loro sono stati dei precurosi ed il comandante della Costa Crociere un povero e miserabile emulatore. Una metafora che calza a pennello e che nemmeno il piu' abile dei poeti o degli scrittori avrebbe potuto immaginare. La nave Italia, dopo essere stata portata pericolosamente vicino al fallimento grazie all'incuria della politica centrodestra e centrosinistra senza sottili distinzioni, e' stata completamente abbandonata a se stessa lasciando i cittadini in balia della speculazione finanziaria. Il comandate Napolitano ha provato a gridare ... "Tornate a bordo cazzo ... " ma le sue grida inascoltate sono cadute nel vuoto ed allora ha dovuto ricorrere ad un intervento di emergenza chiamando il pronto intervento guidato da Mario Monti. Forse in pochi hanno notato la totale assenza di dichiarazioni dei nostri politici, se si esclude il sindaco dell'isola del Giglio responsabile allo stesso livello del comandante Schettino del tragico naufragio della Costa Crociere, il silenzio dei politici e' stato ed e' tutt'ora estremamente assordante. In altre occasioni si sarebbero affannati davanti alle telecamere a chiedere giustizia, piena luce, indagini veloci, in questi giorni invece il loro comportamento è del tutto anomalo o forse coerente. La politica è stata la maestra del comandante Schettino: abbandonare la nave nel momento del pericolo e lasciarla in balia degli eventi. Finalmente un minimo di coerenza ma se il comandante della Costa è stato messo in galera per aver provocatop una decina di morti, perchè non aprire le porte delle nostre carceri anche a coloro che, lasciando che la crisi economica finanziaria provocasse la chiusura di centinaia di attività imprenditoriali, hanno provocato decine di suicidi ? Senza contare quelli che ancora dovranno arrivare. Ed allora sostituiamo il grido del comandante della capitanieria di porto di Livorno ... "Vada a bordo cazzo ... " con il grido .. "Levatevi dai coglioni merde .... "

La guerra delle A ...


Nei favolosi anni 60 che terminarono con l'altrettanto favoloso '68, il mondo era dominato da quello che veniva chiamato l'imperialismo americano. Gli Stati Uniti d'America, dopo aver dato un determinante contributo alla sconfitta della germania e del giappone nella seconda guerra mondiale, reclamavano il proprio compenso imponendo la loro politica economicp-finanziaria in tutto il mondo. La loro politica economica era affiancata da una politica attiva che aveva varie sfaccettature. Nel Sud America appoggiava l'ascesa al potere di vari dittatori finanziandone i colpi di stato attraverso i quali abbattevano i regimi democratici che potevano dar fastidio all'espansionismo statunitense (Cile su tutti), in Asia si impegnavanop il quella infinita guerra in Vietnam che pur vedendoli alla fine sconfitti non li vide mai arretrare da quelle posizioni attraverso le quali intendevano tenere sotto controllo Cina e Giappone, in Europa si affidavano alla famosa guerra fredda condotta mostrando semplicemente i muscoli e disponendo sul territorio europeo infinite batterie di missili nucleari. Insomma gli Stati Uniti d'America, in virtù di una presunta generosità che li aveva visti protagonisti nello sconfiggere il terrore tedesco-nipponico, dominavano l'intero pianeta con la loro economia supportata da un potere politico-militare molto attivo. In questa loro politica espansionista i vari presidenti e governi statunitensi hanno sempre visto con sospetto la nascita dell'Europa, intravedendo in questo grande progetto una minaccia per il loro strapotere planetario. E' stato anche questo uno dei motivi per cui il processo di unificazione dell'europa è sempre andato molto a rilento, avendo sul prioprio territorio, ogni paese impegnato in questo grande progetto, quelle famose basi che non costituivano solo una presenza militare. La caduta del muro di Berlino e dell'Unione Sovietica ha accelerato il processo di unificazione dell'europa fino ad arrivare a quel passo importante che gli americani hanno sempre visto come un affronto ed una seria minaccia per la loro economia: la moneta unica. L'euro è subito stato visto come un progetto più pericoloso delle armi atomiche che il mondo comunista schierava per contrapporre la muscolarità del regime statunitense. Gli americani si sono trovati impreparati e ci sono voluti diversi anni quasi 10 per riuscire a prendere le dovute contromisure contro quella moneta che davvero poteva mettere in discussione lo strapotere del dollario e degli Stati Uniti d'America. La moneta unica europea poteva essere il giusto collante per dare davvero vita ad una Europa potente alla stessa stregua degli yankees. E nei primi anni l'euro ci è anche riuscito partendo prima da quotazioni inferiori al dollaro ma po surclassandolo fino ad arrivare a valere quasi una volat e mezzo la moneta dello Zio Tom. Alcuni paese dell'estremo oriente, produttori di petrolio, stavano addirittura pensando di lasciare il dollaro come moneta di scambio per il petrolio e di adottare l'euro. Poi gli Stati Uniti hanno reagito e sono passati al contrattacco in maniera adeguata ai tempi: l'economia e la finanza europea avrebbero potuto metterli in crisi ed attraverso l'economia e soprattutto la finanza sono passati al contrattacco. Il fallimento della Lehman Brothers, causato anche dal flop delle agenzie di rating che avevano certificato la solidità della banza, ha fatto intravedere che queste famose agenzie potevano rappresentare l'arma segreta con la quale scardinare ed arrestare il nascente potere europeo. Ci è voluto del tempo per capirlo ma oggi ormai la strategia appare chiara. L'ultimo declassamento patito da molti paesi europei, Italia compresa, per mano della Standard&Poor ne è un esempio eclatante. Anche Mario Draghi lo ha capito e pur non dichiarandolo esplicitamente nel suo discorso di ieri ha mandato un messaggio chiaro invitando l'europa a vivere facendo a meno della agenzie di rating tenendo meno conto dei loro giudizi che ormai sembra chiaro non siano totalmente oggettivi. Ed infatti ieri le borse sono andate per la loro strada nonostante il declassamento europeo di venerdi'. Gli Stati uniti intanto un risultato lo hannom ottenuto in questi anni di crisi portando l'euro ad un deprezzamento rispetto al dollaro e scongiurando almeno per il momento di vedere sostituita la loro moneta da quella europea. Insomma la guerra è in pieno svolgimento, ma forse ora l'europa sta prendendo coscienza di essere bin un conflitto nuovo e globale, ora si tratta di trovare gli strumenti adeguati per rispondere all'imperialismo americano che è tornato in auge.