domenica 20 agosto 2017

Ennesimo attentato .... ennesime banalità e ipocrisie


Altro attentato per le strade di una capitale europea, altri pazzi criminali che in nome di una religione e di una fantomatica guerra con l'occidente se la prendono con gente comune che passeggia tranquillamente per strada, altri commenti e analisi pieni della solita ipocrsia e delle solite falsità. "Non ci piegheremo", "Non cambieremo il nostro stile di vita", "Non abbiamo paura". In realtà il terrorismo ha cambiato eccome il nostro stile di vita e ci ha sotto diversi aspetti piegati oltre ad aver inculcato la paura in ognuno di noi. Prendere un aereo oggi è la stessa cosa di prenderlo venti anni fa ? Andare a visitare un luogo come piazza san pietro o un luogo frequentato non è come visitarlo venti anni fa. Perquisizioni, metal detector, varchi, esercito per le strade con mezzi blindati ed armati fino ai denti altro che non cambieremo il nostro stile di vita. E quando siamo in treno, ina ereo o per strada e vediamo una faccia strana o una persona che non fa parte della nostra cultura, non alziamo tutti le antenne e pensiamo se quell'individuo possa essere o meno un terrorista ? Credo proprio che sia una reazione incondizionata di ognuno di noi. E poi puntualmente dopo ogni attentato arrivano trasmissioni televisive, dibattiti, resoconti in tempo reale, durante le quali scorrono fiumi di parole inutili per analizzare un fenomeno del quale nessuno ormai sa dare una spiegazione plausibile e di consequenza nessuno sa come affrontare lo stesso fenomeno. Anche perché gli utlimi attentati sono stati portati a termine da ragazzini o al massimo giovanotti nati e cresciuti nella così detta europa che a un certo punto hanno perso la testa si sono lasciati fare il lavaggio del cervello sono andati in mezzo alla gente e hanno ammazzato chi capitava a tiro senza fare distinzione di razza, religione o etnia. E puntualmente arriva la rivendicazione dell'Isis che però se ne sta arroccata nelle proprie postazioni in Iraq e in Siria guardandosi bene da inviare i propri adepti nelle città occidentali. Ora se questi sedicenti islamici vogliono portare la guerra all'occidente perché se la prendono con la gente comune invece di adare a colpire i centri di potere o chi lo rapresenta ? E' una guerra fra poveri anche questa ? Insomma il fenomeno è diventato complesso e incomprensibile e tutte le parole spese in queste ore o dopo ogni attentato non fanno altro che aumentare la confusione senza arrivare ad alcun punto fermo. Naturalmente da queste analisi rimangono sempre fuori le responsabilità dell'occidente, le guerre scatenate in nome dell'esportazione della democrazia o per annientare dittatori senza avere un piano preciso sul dopo oppure appoggiando quella fazione piuttosto che un'altra a seconda della convenienza del momento. Insomma c'è una grande confusione dalla quale non emerge forse l'unica vera ragione che ci ha portato a tutto questo: il fallimento totale di un modello di società basato semplicemente sullo sfruttamento del prossimo e del più debole.

mercoledì 16 agosto 2017

L'ipocrisia di Matteo Renzi e del Partito Democratico


Che in Italia la maggioranza dei politici siano falsi ed ipocriti è cosa risaputa, purtroppo nel nostro paese latita da molto tempo la figura dello statista, ma per il cittadino attento ed onesto è sempre una sorpresa scoprirlo con i fatti oggettivi ed inconfutabili. Tutti sappiamo che cosa è accaduto lo scorso anno nella campagna per il referndum costituzionale del 4 dicembre. Renzi ed i suoi accoliti del Partito Democratico per mesi ci hanno frantumato con previsioni catastrofiche se avesse vinto il NO e la sua riforma costituzionale bocciata. Dall'Italia invasa dai terroristi, alle cure ineficcaci per il cancro, fino ad arrivare ad un crollo del Prodotto Interno Lordo, insomma una paese che sarebbe andato in rovina dal giorno dopo. poi è arrivato il 4 dicembre e tutti sappiamo come è andata: il voto popolare ha rispedito al mittente una riforma costituzionale scritta con i piedi ed il cui intento era limitare la democrazia con la cancellazione del voto per una ramo del parlamento. Renzi che si è dimesso da Presidente del Consiglio ma che non ha abbandonato la politica come promesso, ma alle sue bufale siamo ormai abituati. Eccoci così arrivati ad agosto 2017, otto mesi dopo il voto di dicembre e che cosa accade: che il Pil va oltre le ottimistiche previsioni del governo, segna un +0.4% a luglio e si prevede un +1,2:+1,4% a fine anno. Un buon dato che farebbe pensare ad una critica da parte di coloro che avevano previsto la catastrofe in caso di vittoria del NO. Ed ecco invece che Matteo Renzi twitta allegramente che "I dati di oggi smentiscono i gufi. Ma non basta dire che i hanno rimesso in moto l'Italia: ora bisogna andare
Ma come ... ? La tua riforma è stata bocciata, ci avevi detto che l'Italia sarebbe crollata in qualsiasi settore ? Ed ora ti intesti questo risultato che non ha niente a che vedere con i tuoi millegiorni di governo ? E naturalmente le pecore del Pd tutte dietro al capo gregge a rilanciare il tweet sui dati positivi dell'Istat e sul risultato raggiunto grazie alle riforme (bocciate tutte) del governo Renzi. Ecco questa è l'Italia, questo è il più giovane presidente del consiglio che il paese abbia avuto, questo è il più grande partito (di sinistra si definiscono loro ... ma ormai conclamato di destra) del paese. Ancora credete a questa gente ? Beati voi spigatemi come fate se potete.

martedì 1 agosto 2017

Anche Renzi ne ha imbroccata una: il Jobs Act


Antirenziani fatevene una ragione: il Jobs Act di Matteo Renzi funziona. Non ha importanza se è l'unica riforma portata a termine rispetto al corposo programma di riforme messo in campo dal giovanotto di Rignano (anche perché è l'unica non anticostituzionale o sottoposta al voto popolare) importante è che funzioni e che consenta al buon Matteo di lanciare l'hastag #avanticosì. Se poi si approfondiscono i dati e si analizzano senza soffermarci alla diminuzione della disoccupazione allora appare evidente che il Jobs Act è un vero e proprio trionfo. Due sono i dati essenziali sui quali soffermarci: il fatto che l'Istat consideri occupato anche chi ha lavorato per un'ora solamente durante la settimana della rilevazione e l'altro dato che indica nelle diminuzione di circa 1000 unità dei lavoratori a tempo indeterminato. Ora ci si deve porre una domanda: quale era l'obiettivo della riforma del lavoro (chiamiamola così) fortemente voluta da Renzi ? Abolire il "privilegio" dell'art. 18 e incentivare la flessibilità (basta con il posto fisso). Ed ecco allora che i licenziamenti sono aumentati, che il lavoro a tempo indeterminato progressivamente viene cancellato e il lavoro è solo precario. Ha portato a termine il vecchio piano di Berlusconi: ridurre i lavoratori ad una sorta di classe posta sempre sotto il ricatto del o fai come dico io o ti licenzio e ne assumo un altro. Anni ed anni di lotte sindacali per la conquista di "diritti" elementari del lavoratore cancellati in pochi mesi. Da questo punto di vista Renzi ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissato con questa riforma. Qualcuno dirà: ma il Partito Democratico non è un partito di sinistra e quindi, in quanto tale, non avrebbe come obiettivo la difesa dei lavoratori e delle classi più deboli ? No dai ancora con sinistra, destra, centro ... queste differenzianzioni non esistono più ... una riforma o è giusta o è sbagliata e non può più essere di sinistra o di destra.  E poi un altro risultato da aggiungere alla ormai "illimitata" sfilza di "ottimi" risultati del governo Renzi è la maggiore occupazione femminile. A giugno, dice l'Istat, +12.000 inattivi ma questo dato viene dal saldo fra il +40.000 negli uomini ed un -27.000 nelle donne e questo dato fa "esultare" tutte le donne del Pd: siamo passati dalla lotta di classe alla lotta di genere. Il Partito Democratico è riuscito a far esultare per dati che in altri tempi sarebbero stati classificati come disastrosi addirittura si porta ad esempio la diminuzione della non occupazione delle donne anche se avvenuta, non come dato strutturale, ma a discapito della occupazione maschile .... 
Comunque il Jobs Act funziona non c'è dubbio: si voleva togliere potere contrattuale ai lavoratori e ci si è riusciti, si voleva cancellare il lavoro a tempo indeterminato e ci si è riusciti, si voleva liberalizzare il licenziamento e ci si è riusciti, cancellata la lotta di classe si voleva indirizzare i lavoratori verso una meno pericolosa lotta di genere e ci si è riusciti .... UN SUCCESSSONE.

giovedì 27 luglio 2017

E il populismo e la demagogia arrivarono anche in parlamento


L'Italia è un paese strano e anomalo, fuori da ogni logica di qualsiasi paese occidentale. In Italia, quando si parla di politica, o è nero o è bianco e si passa dall'uno all'altro senza soluzione di continuità. Si esulta o ci si strappano i capelli in maniera sconsiderata anche in presenza di "risultati" che alla fine non saranno nemmeno tali. E ieri è andata in scena un'altra rappresentazione tipica di questa legislatura: quella sulla "presunta" cancellazione dei vitalizi (che ora sono pensioni e hanno solo cambiato nome). Questa volta ad esultare in maniera smodata sono i grillini ai quali il vecchio e saggio Trapattoni avrebbe detto: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Il Partito Democratico ha esultato meno o per niente in quanto questa legge loro non la volevano e l'hanno portata in parlamento solo per stare dietro al Movimento 5 Stelle e cercare qualche voto da quelle parti dopo averlo cercato dalle parti della Lega con "L'aiutiamoli a casa loro". Intanto diciamo che la legge anche per il passato prevede un ricalcolo dal metodo retributivo a quello contributivo, per cui non ci sarà un'abolizione ma semplicemente una riduzione. Rimane poi il "privilegio" che con solo 5 anni di lavoro (una legislatura) un parlamentare potrà poi prendere, a 65 anni o all'età che sarà, una pensione o un vitalizio chiamatelo come vi pare. Quindi la famosa applicazione della legge Fornero anche ai parlamentari non esiste in quanto nessun lavoratore potrà mai prendere una pensione con soli 5 anni di lavoro. L'aspetto più preoccupante è il ricalcolo per coloro che già percepiscono un vitalizio o pensione in base alla loro passata attività di parlamentare: con questo criterio per esempio che cosa impedirà di chiedere agli eredi di un pensionato d'oro passato a miglior vita la restituzione di importi percepiti e ricalcolati sulla base di una nuova legge ? Dice no assurdo ... certo assurdo ma chi sarebbe pronto a scommettere un euro che non accadrà mai se passerà questa legge per i parlamentari ? A parte questi "dettagli" tecnici non si capisce per che cosa si esulta. La legge dovrà ora transitare in Senato e poi, qualora approvata, sicuramente sotto le maglie della Corte Costituzionale e a quanto pare le lezioni passate non sono servite a niente. Ricordate l'esultanza del Pd dopo l'approvazione della legge elettorale, l'Italicum, che tutto il mondo ci avrebbe copiato ? Incostituzionale e sbriciolata dalla Corte. E immagino che tutti ricordino i baci che parlamentari del Pd e alfaniani si affannavano a scambiare con la ministra Boschi per la tanto sospirata riforma costituzionale che avrebbe dovuto portare lavoro, mettere fine all'immigrazione, aumentare la sicurezza e via dicendo, riforma poi bocciata dal popolo che l'ha respinta in toto. E di queste leggi approvate fra l'esultanza e poi bocciate o dai magistrati o dalla corte costituzionale o dal popolo se ne possono elencare a decine. Quindi esultanza e retorica l'hanno fatta da padrona ieri, ma forse dopodomani saremo di nuovo al punto di partenza con qualche aspetto negativo in più: la consapevolezza di essere stati guidati per 5 anni da un partito privo di idee e progetti che alla fine del suo mandato non sa fare altro che buttarsi nel populismo e nella demagogia, e che anche il presunto nuovo che avanza di nuovo ha ormai ben poco. Qualcuno spera nelle prossime elezioni ... ma per votare chi ?

mercoledì 19 luglio 2017

Quando l'obbligo era una conquista






Della vaccinazione obbligatoria ho due ricordi distinti: il primo quando il medico mi somministrò una zolletta di zucchero con una goccia di liquido rosa, il secondo quando un altro medico mi fece una specie di scarabocchio sull'avambraccio sinistro di cui ho ancora il segno. Erano gli anni delle vaccinazioni obbligatorie, anni 60, anni nei quali nessuno si sognava di mettere in dubbio quelle pratiche mediche indispensabili per combattere patologie orrende come la poliomielite o il vaiolo. Non c'era internet, e forse in quel caso era un bene, ma soprattutto non c'erano le teorie complottiste di alcun genere. Erano anche gli anni dell'introduzione della scuola dell'obbligo e questi obblighi venivano visti come una conquista e non certo come una costrizione. Quelle costrizioni permisero di sconfiggere sia malattie invalidanti e mortali che l'analfabetismo del nostro paese da poco uscito dalla guerra. Forse eravamo "ignoranti" e ci fidavamo sia della scienza che dell'istruzione garantita da uno stato che si stava ricostruendo. Oggi che il livello culturale "dovrebbe" essersi alzato rispetto a quegli anni, ecco che il termine obbligatorio non viene accettato anche se riguarda materie delle quali si è totalmente ignoranti ma delle quali si ha la presunzione di conoscere tutto solo perché si è letto qualche pagina in rete senza avere la minim cognizione scientifica. Ed allora ecco le scie chimiche, il fasullo sbarco sulla luna, i terremoti declassati per convenienza e via dicendo. Bufale su bufale. E così un'orda di "navigatori virtuali" per i quali nomi come Sabin, Pastuer, Curie sono essenzialmente al più nomi di strade o di piazze, pretende di avere la verità in tasca e si ergono a "eroi" pronti a sconfiggere le "cospirazioni" di cui il mondo è pieno. Si è vero che in quasi tutti i paesi "evoluti" l'obbligatorietà dei vaccini è stata cancellata, ma è anche vero che in quegli stessi paesi la percentuale della popolazione vaccinata supera comunque il 90% mentre nel nostro paese di "sapientoni" si è scesi pericolosamente al di sotto. Ora così come esiste la scuola dell'obbligo, l'obbligo di non fumare nei luoghi pubblici, l'obbligo di limitare la velocità sulle strade o l'obbligo di dare la precedenza a destra, ci sarà di nuovo l'obbligo di vaccinarsi fino a che non sarà sconfitta l'IMBECILLITA' strisciante derivante da una "cultura" virtuale nata stando seduti davanti al vostro pc o smartphone a bervi tutto quello che vi passa sullo schermo.

Immigrazione: governo ostaggio di comuni e europa


Che l'immigrazione sia diventato un problema gigantisco e non facilmente risolvibile è un fatto ormai noto e che sia diventata tale dipende sia dalla poca lungimiranza della nostra politica sia del capitalismo occidentale che non ha nessuna intenzione di porre rimedio seriamente a questo problema. Detto questo, tutto quello che può fare un stato come quello italiano è semplicemente tentare di governare il fenomeno con il minimo danno, ma naturalmente senza pensare di riuscire a risolverlo. E il nostro governo che fa ? Niente altro che rimanere ostaggio da una parte dell'Europa che dopo aver chiuso i confini via terra (la rotta dei balcani) non ha intenzione di assistere l'Italia nella gestione dell'emergenza, dall'altra dei Comuni italiani che nella maggioranza dei casi non hanno intenzione di rispettare le direttive del governo stesso in merito alla distribuzione dei migranti sul territorio. Un governo quindi incapace, ma come lo sono stati tutti i precedenti su questo tema, che non ha la forza e la capacità di impostare e far valere la sua politica (ammesso che ne abbia una). Il risultato è che le migliaia di persone che arrivano, ormai portate dai traghetti delle ONG che si sono sostituite da una parte ai barconi libici e dall'altra alla marina militare, sono trattenuti in specie di campi di concentramento per poi essere dislocati in qualche albergo, casa o similari in balia di se stessi. In pochi casi c'è una vera attività di integrazione ma anche questa del tutto insufficiente rispetto ai numeri di coloro che entrano nel nostro paese. Soluzioni ? Inutile ormai lanciare i soliti messaggi all'europa sul fatto che deve aiutarci, a parte qualche soldo in più nessun paese ha intenzione di prendersi qualche immigrato, ed allora è necessaria un'azine di forza. O dare i famosi permessi che consentano agli immigrati di vagare per i paesi europei o chiudere i rubinetti dei fondi con il quale finanziare la comunità europea. A questa azione di forza ne deve poi corrispondere un'altra verso i sindaci obbligando anche loro a rispettare le direttive magari tagiando anche a loro i fondi. Non vedo altre soluzioni ammesso che non si voglia davvero istituire un blocco navale davanti alle costre libiche magari affondando qualche barcone che tenta di prendere il mare. Comunque tutte terapie urgenti che non risaolveranno il problema come non lo risolverebbe la nuova strategia del Partito Democratico copiata dalla Lega: aiutarli a casa loro. C'è un solo modo per aiutarli davvero a casa loro: smettere di sfruttare quei paesi dai quali si origina l'immigrazione e quindi far rientrare compangnie petrolifere, compagnie di estrazione diamanti e metalli vari e lasciare tutte queste risorse in mano loro. In una sola parola redistribuire la ricchezza mondiale che ormai è in mano ad una bassissima percentuale di persone, quindi abbandonare il capitalismo che ormai ha dimostrato ampiamento il suo fallimento.

lunedì 17 luglio 2017

Fatti non pugnette: bonus a pioggia e precarietà per tutti




Oggi è un altro giorno da incorniciare per il Pd renziano: prende il via l'ennesimo bonus volto ad ottenere consenso, quello per l'asilo nido. Mille euro a chiunque ne faccia richiesta indipendentemente dalle condizioni economiche ecco come sperperare il denaro pubblico in nome della compra vendita di un misero voto. Forse nelle intenzioni del segretario del Partito Democratico c'era il voto in autunno, ma gli è andata male e quindi il bonus scatta troppo presto, quando si voterà a marzo 2018 tutti se ne saranno già dimenticati. Comunque Renzi lo aveva dichiarato già dal primo momento del suo ingresso nel panorama politico nazionale: per vincere il Pd deve andare a prendere i voti a destra e per mettere in atto questa strategia qualche miglior modo che regalare bonus a tutti (salvo poi riprenderseli come nel caso degli 80 euro) oppure approvare riforma di stampo berlusconiano (come l'abolizione delle tutele per i lavoratori e la liberazlizzazione del licenziamento). Quindi anche questo bonus rientra nella strategia politica del Partito democratico, una strategia che da tempo ha abbandonato le classi più deboli e si è dedicato anima e corpo a quella classe sociale che certamente non aveva bisogno del Pd ma che comunque porta voti. Ora comunque in molti a sinistra si stanno rendendo conto delle reali politiche di questo partito ormai votato ad occupare il centro con tendenze verso destra e i voti racimolati da una parte li perde ed in maisura maggiore dall'altra. Ma a parte la politica dei bonus il fallimento reale del Partito Democratico e delle politiche di questi quattro anni, quelle per la quali Padoan ora dice che siamo fuori dal tunnel e quelle strombazzate nel libro di Renzi e nella narrazione dei suoi accoliti. Poi qualcuno ogni tanto ci suona il campanello e ci da una sveglia: che sia l'Inps, o l'Istat o l'europa poco importa. Oggi appunto è l'europa che ci ricorda abbiamo il record in europa di giovani che non cercano o non hanno lavoro (20% contro 11% media europea), il numero di persone che vivono in povertà estrema è aumentato unico caso in Europa con Estonia e Romania, chi riesce a trovare lavoro nel 15% dei casi ha contratti atipici (meno del 5% nel Rego Unito). Insomma il quadro reale è molto diverso da quello che puntualmente gli esponenti del Pd ci raccontano, ma chi vive nella realtà lo sa benissimo.

venerdì 14 luglio 2017

Nel paese dei quaquaraquà ... anche i grilli scrivono libri


Si dice che gli italiani non leggono (dati Istat: nel 2016 4 milioni di lettori in meno rispetto al 2010, 57% popolazioe dichiara di non aver mai letto un libro) poi vai in libreria e ti rendi conto prché gli italiani non leggono: perché siamo un paese di scrittori. Scrivono tutti cantanti, attori, calciatori, giornalisti e naturalmente politici. Ora mentre anni indietro un non-scrittore di professione scriveva un libro per raccontare esperienze vissute, magari quando le stesse esperienza fossero concluse, oggi questa tendenza è completamente cambiata: si scrive in corso d'opera quando quindi la capacità di analisi storica non è certamente matura per analizzare fatti avvenuti da poco tempo. Sinceramente non saprei come inquadrare il libro di Matteo Renzi, intendiamoci non l'ho letto e me ne guardo bene, ma il giovanotto, che continua a fare il simpatico in televisione tanto da finire per essere uno dei più antipatici fanfaroni, con la complicità dei giornali ha fatto in modo di far conoscere la sua "opera" anche ai non lettori. Il quadro che ne è uscito non è diverso da quello che si ha ascoltando per soli 10 minuti l'ex presidente del consiglio: un spara parole autoincensanti ma spesso, se non quasi sempre, false rispetto alla realtà dei fatti. Per non parlare poi dei suoi cambi di parere su problemi seri ai quali ci ha abituato in questi quattro anni e che nel libro si ripetono. Mettendo da parte lo "squallore" e la "falsità" con cui racconta la vicenda di Letta (come se la direzione Pd che decise la "successione" non fosse stata trasmessa in streaming dopo il famoso #lettastaisereno o come se non si fosse visto il passaggio di consegne a Palazzo Chigi), c'è poi la questione attuale quella dell'immigrazione sulla quale tutti i "quaquaraqua" del nostro paese si impegnano quotidianamente a chi la spara più grossa. Sulla questione Renzi ha cambiato radicalmente direzione passando dal "bisogna accogliere tutti" alla parola d'ordine leghista e destrorsa "Aiutiamoli a casa loro". Ora nessun problema a cambiare opinione, ma se la si cambia in maniera così radicale si avrebbe il dovere almeno di dare maggiori delucidazioni sul perché e soprattutto sul come attuare la nuova strategia. Perché tutti siamo bravi ad espletare un programma politico a suo di slogan (Berlusconi ci ha vinto le elezioni tre volte e Matteo Renzi sta ripercorrendo quella strada) del tipo "meno tasse per tutti", "un milione di posti di lavoro", "giustizia più veloce" e via dicendo ... il problema e la sostanza dovrebbe stare sul come attuare poi questi slogan. Ecco allora che la parola d'ordine "aiutiamoli a casa loro" potrebbe anche essere la strada più giusta se si aggiunge un pezzo relativo al come, quando e in che modo. Che vuol dire aiutiamoli a casa loro quando contemporaneamente a casa loro ci sono le multinazionali del capitalismo occidentale che sfruttano le risorse naturali di quei paesi (diamanti, gas, petrolio, uranio, etc. etc.) affamando allo stesso tempo quei popoli ? Aiutiamoli a casa loro non sgnifica mettere soldi sulla voce cooperazione ma capire poi come quei soldi saranno utilizzati e investiti dai governi stessi (per lo pù governi di stampo dittatoriale) oggetto della cooperazione. In quei paesi la gente scappa non solo per le semplici condizioni economiche ma anche perché manca assolutamante l'istruzione, l'assistenza sanitaria e soprattutto la possibilità di innalzare la propria condizione sociale. E questa situazione è l'effetto dello sfruttamente occidentale quindi il primo passo per aiutarli a casa loro sarebbe SMETTERE DI SFRUTTARLI ... Matteo Renzi saresti capace di mettere in campo un programma di questo genere ? Ho dubbi anzi quasi certezze .. certo che no altrimenti quale migliore occasione di un libro per spiegare il progetto di "aiutiamoli a casa loro".

martedì 11 luglio 2017

Il fascismo vietato per la terza volta ... per non occuparsi dei problemi seri

Il paese ormai è governato a vista ed ogni giorno sorgono nuove emergenze. Per tre anni c'è stata l'emergenza riforme, sono state fatte e rispedite al mittente (o dal popolo o dalla corte costituzionale) e l'emergenza è terminata senza che accadesse niente di che. E che dire dell'emergenza lavoro che ha portato in pochi mesi ad un riforma che come primo risultato ha liberalizzato i licenziamenti, manca il lavoro ed io ti consento di licenziare senza cavilli. Poi c'è stata l'emergenza vaccini e subito una belle legge che multa chi non vaccina i propri figli così chi economicamente può non vaccina. Ora c'è un'altra emergenza spuntata quasi dal nulla: il ritorno del fascismo e il rischio di una nuova marcia su Roma. Tranquilli il Partito Democratico che governa ha subito la nuova legge pronta da sfornare e poco importa se già ne esistono due (Scelba 1952 e Mancino 1993), meglio abbondare e creare ancora più caos nella normativi civile e penale. Più leggi ci sono e più facile è per chi le viola uscirne indenni. La prima domanda che sorge spontanea è: ma se i nostri legislatori sono così veloci ed efficienti perché questo paese è sempre l'ultima ruota del carro dei paesi occidentale e dell'europa ? Perché da noi la burocrazia, figlia legittima del caos legislativo, impera e funziona da ostacolo a qualsiasi iniziativa piuttosto che agevolarla ? Perché il nostro parlamento ed i nostri governi viaggiano nell'emergenza e sull'onda dell'emotività, nessuno ha la forza di seguire un progetto reale ed un modello di sviluppo serio e concreto, ma si sfornano leggi e provvedimenti a seconda della bisogna immediata. Ed il sospetto è che questo pronto intervento legislativo sia una vera e propria strategia per non occuparsi dei problemi reali e concreti come per esempio il lavoro, le disuguaglianze e la pressione fiscale. Naturalmente il Partito Democratico, guidato da un folle pieno di sè che ogni giorno sforna dichiarazioni che si contraddicono nel giro di poche ore, sfrutta queste emergenze per distrarre il paese dalle boutade del suo segretario e gli altri ci cascano a fittone. E' il caso della "nuova legge" Fiano contro il fascismo che capita a fagiuolo proprio mentre le cronache si occupano di uno stabilimento balneare di Chioggia dove un "aspirante" duce imperversa. Ma lo stabilimento non è sorto dal nulla e stava lì già da tempo e quindi il disegno appare in tutta la sua ipocrisia e demenzialità: i media si occupano dello stabilimento e Fiano sforna la sua legge che già arriva alla Camera così dal nulla. Su dai non tutti abbiamo l'anello al naso. Senza contare che già ci sono due leggi che danno diversi problemi di interpretazione per cui per esempio il reato di saluto romano a volte è punito altre volte no a seconda del giudice, introdurre una nuova legge piuttosto che fare chiarezza su quelle già esistenti è da folli e da manovra di distrazione di massa da manuale. Un'aspetto positivo della proposta Fiano comunque c'è: ha fatto venire allo scoperto sia l'ignoranza storica sul fascismo (Brunetta propone il reato di apologia del comunismo), sia la presenza di una moltitudine di fascisti latenti (grillini in testa) nel nostro paese anche se questo aspetto era già noto. Purtroppo però in Italia siamo sempre alle solite: quando non si riesce ad applicare una legge se ne fa un'altra simile aggiungendo confusione e contribuendo all'inapplicabilità delle norme.

venerdì 7 luglio 2017

Dallo streaming allo stopping


Dopo che la nostra politica è rimasta praticamente ferma dall'avvento della Repubblica agli anni 90, e dopo un altro ventennio praticamente di immobilismo sostanziale con i governi Berlusconi e le finte opposizione dei Ds e poi del Pd, oggi la dinamicità del mondo politico è sicuramente più elevata almeno negli aspetti formali. In pochi mesi si è passati dalla rottamazione alla riabilitazione e dal tutto in rete per consentire la partecipazione dei cittadini alle porte chiuse per non mettere in piazza lo squallore del dibattito politico. I fautori di questi repentini cambiamenti con consequenti ritorni indietro sono il M5S e a ruota, più che altro per mero calcolo elettorale piuttosto che per convinzione, il Pd targato Renzi. Epocale fu la diretta streaming del 2013 fra Bersani e due pivelli grillini che fecero una magra figura senza rendersi conto di dove si trovavano (la Lombardi che dichiarava sembra di essere a Ballarò). Alla successiva occasione infatti si presento Grillo con il quale Renzi terminò il confronto urlando "esci da quel blog" salvo poi aprirlo lui un blog sulla scia del comico genovese. Lo stesso Pd con Renzi dette vita alle dirette streaming della propria direzione, salvo poi ieri tornare indietro dopo aver dato dimostrazione in quelle dirette la perfetta inutilità delle direzioni del partito decantate come momenti di democrazia. Una democrazia che si svolgerva secondo il seguente canovaccio: Renzi fa la relazione iniziale, intervengono esponenti renziani a favore senza se e senza ma ed esponenti contrari alla relazione del segretario che fanno proposte e inviti al segretario stesso di modificare la rotta, nessuna delle opzioni contrarie viene presa in considerazione, si vota la relazione del segretario senza modifiche e con l'atensione dei contrari. Una farsa ed una messa in scena ridicola che fra l'altro ha contribuito alla perdita di consensi sia da parte del partito che di Renzi stesso. E così si è arrivati allo stop dello streaming seguendo ancora una volta le orme del M5S che le ha sospese da tempo per nascondere i propri dissidi interni e la solita soluzione grillesca: si fa come dico io abbiate fiducia in me. Questo passo indietro sulla persunta democraticità del tutto on line, un principio sulla carta anche giusto, dimostra quanto i nostri partiti vecchi e nuovi non siano assolutamente pronti per questo salto in avanti nel livello di democrazia e serviranno ancora decenni prima che l'Italia, un paese tipicamente individualista, sia pronta per farlo. Servono dei cambiamenti culturali e sociali che non possono essere imposti da un momento all'altro. Stessa sorte ha subito la rottamazione renziana che alla fine in soli tre anni ha portato a far tornare in auge i presunti personaggi da rottamare: Bersani, D'Alema e lo stesso Berlusconi (ammesso che l'ex cavaliere sia davvero nel mirino del rottamatore come personaggio da mettere da parte) sono tornati protagonisti principali. Anche in questo caso per mettere da parte vecchi personaggi e vecchia politica servono idee e progetti nuovi, mentre Renzi è caduto nelle stesse pecche della vecchia politica. Clientelismo, autoritarismo e scandali che piuttosto che essere spiegati sono insabbiati. Niente da fare dopo una piccola ventata di aria nuova, la bonaccia è tornata e siamo di nuovo in pieno prima repubblica ammesso che il paese ne sia davvero uscita.