giovedì 17 ottobre 2019

Ecco quale è il vero problema



D’accordo. Mettete per un attimo da parte Renzi. Dimenticate il duello. Eliminate Vespa, lo studio, la scenografia, i giornalisti (poco più che tappezzeria), le vostre idee e convinzioni.
Ciò che resta laggiù, sulla sinistra dello schermo, è il peggior politico che si sia mai affacciato sulla scena politica italiana.

Non utilizzerà più di 80 vocaboli (rutti compresi), ripete come un disco rotto offese da asilo Mariuccia (“genio incompreso”), ha un repertorio di tic, sbuffi e sospiri che ti costringe a subire in sottofondo, fa battute che faticherebbero a sfondare in un club di terza serata (“Abbiamo scoperto che Salvini si traveste da Befana il 6 gennaio per spaventare gli immigrati sugli autobus”), ha un unico argomento (“Gli italiani mi votano, guardi un po’”), ripete ossessivamente elenchi di fatti e personaggi di cui nulla sa e nulla gli frega, agita cartelli dai caratteri cubitali che sembrano - sono - scritti per rivolgersi a bambini di seconda elementare (e poi accusa gli altri di trattare gli italiani come minus habens), non legge, non studia, non approfondisce, è ignorante fino al parossismo e se ne vanta, ha in spregio ogni forma di cultura e conoscenza intellettuale, come se fossero vezzi da radical chic, esteticamente è un oltraggio al decoro e al buon gusto, sciatto, volutamente sgradevole, qualunque cosa vesta o indossi sembra l’abito prestato all’ultimo minuto dal cugino tagliato male e fuori misura, si sforza di sembrare stupido per essere più vicino al “popolo” e neanche si rende conto che gli viene benissimo naturalmente, non risponde a una sola domanda nel merito, evade ogni singolo argomento e, quando non sa più cosa dire, cita numeri a caso sull’immigrazione, parla ossessivamente di “vita reale” quando uno così, nella vita reale, conciato in quel modo, con quella spocchia, quel curriculum, quella conoscenza delle lingue, farebbe fatica a trovare un lavoro da commesso part time in un fast food.

Bene. Questo, questo qui, oggi è votato da un elettore italiano attivo su tre. Uno-su-tre. Perciò la prossima volta che lo vedete in tv e sentirete questa insopportabile sensazione di spavento e disagio, sappiate che il problema non è quello che si vede alla sinistra dello schermo, ma i milioni di italiani che sono dietro quello schermo ad applaudire e darsi di gomito e che noi non vediamo o fingiamo di non vedere. Ecco qual è il problema.
Dalla pagina di Lorenzo Tosa (https://www.facebook.com/lorenzotosa.antigone/)

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Ognuno può avere le proprie idee politiche di destra, di centro, di sinistra (perché destra e sinistra esistono ancora), moderate, riformiste, conservatrici, rivoluzionarie, tutte rispettabili, il problema che in questa specie di politico è difficile trovare un'idea politica. La difficoltà non sta solo nel fatto che di idee politiche non ne ha (oltre che prendersela con gli immigrati, con le tasse, con chi commette reati, a patto che non siano forze dell'ordine, etc. etc.), ma anche e soprattutto nell'incapacità di eventualmente esporle le sue idee. La sua eterna litania contro i giornaloni e/o i professoroni rappresenta un'indice di ignoranza sconfinata, di mancanza di qualsiasi base culturale, di povertà di strumenti adeguati per fare davvero il politico (da questo punto di vista non è l'unico purtroppo in Italia). Immaginate un Salvini calato nel XX secolo, senza twitter, facebook ed il suo smartphone quando l'unico modo per esporre il proprio pensiero era la dialettica, il dibattito, il confronto. Beh Salvini sarebbe stato fatto a pezzi e pezzettini da qualsiasi studentello di scuola meda superiore con un minimo di cultura formata sui libri non solo quelli di testo scolastici. Magari ci può anche stare che un politico, pur essendo incapace di esprimersi e rappresentando un esempio classico di analfabeta funzionale, possa sopperire a questo suo deficit con l'azione, con i provvedimenti, con le soluzioni reali ai problemi dei cittadini. Ma Salvini nemmeno questo sa fare e i suoi 14 mesi da ministro dell'interno ne sono stata la dimostrazione.
Alla fine comunque il problema preoccupante è il consenso che, nonostante il suo infimo livello di uomo politico, riesce a raggiungere, che la dice lunga sul grado di cultura medio del nostro paese.

mercoledì 16 ottobre 2019


Sembra proprio che nonostante i suoi oltre 50.000 anni di storia l'umanità non abbia assolutamente imparato ad essere umana, almeno in quelle categorie che governano il pianeta. L'umanità non sa fare a meno della guerra anche quando le motivazioni sono le più assurde e incomprensibili, sempre ammesso che esistano motivi comprensibili e ragionevoli per scatenare una guerra. Quello che sta accadendo in Siria in queste ore per mano della Turchia e del suo dittatore Erdogan ha veramente dell'assurdo. Il bravo Erdogan, caricato a molla dal presidente laccato degli stadi uniti Trump (non dimentichiamolo per alla fine gli Stati Uniti quando c'è una guerra ci sono sempre in mezzo nel bene ma soprattutto nel male), ha deciso di sterminare il popolo curdo, un popolo da sempre nel mirino dei vari dittatori dell'universo arabo (non dimentichiamo la strage provocata da Saddam con i suoi bombardamenti al gas nervino nel 1988). In questi ultimi anni i curdi sono stati i principali protagonisti nella sconfitta dell'Isis in Siria ed ora, come ringraziamento, ricevono una dose massiccia di bombe sulla loro testa. Bombe lanciate dai turchi ma che sulle calotte portano la dicitura Made in Usa, Made in Germany, Made in Italia e via dicendo. Ed al cospetto di questo ennesimo attacco al popolo turco, come si muove il mondo occidentale ? Lanciando anatemi, lanciando "ordini" per fermare l'esercito turco, si mostra "inorridito" di fronte a questo attacco indiscriminato verso quel popolo, ma sostanzialmente non si fa assolutamente niente. Salvo ipocritamente bloccare la fornitura di armi ma da ora in avanti, non si è in grado nemmeno di bloccare i contratti in essere. D'altra parte con una nuova crisi economica incombente possiamo rinunciare a qualche "sporco guadagno" derivante dalla vendita di bombe, armi e munizioni ai nostri "alleati" turchi (non dimentichiamo che la Turchia fa parte della Nato). E poi non dimentichiamo che Erdogan tiene nei suoi centri oltre un milione di immigrati che potrebbe liberare verso l'europa insieme alle decine di migliaia di persone che stanno scappando dalla guerra in Siria. Eh no meglio tenerselo buono Erdogan altrimenti ci sarebbe una nuova "invasione" verso l'europa e non ce lo possiamo permettere. Allora meglio lasciarlo fare il dittatore turco che magari ci libera anche di un pò gente che altrimenti saremmo costretti ad aiutare a casa loro. Non siamo nemmeno in grado o capaci di spostare una finale della coppa dei campioni di calcio, già programmata a maggio in Turchia, figuriamoci se siamo capaci di fermare un dittatore fomentato dal un altro fuori di testa come Trump. Ed ora aspettiamo un altra ondata di rifugiati mentre le morti fra poco si conteranno con quattro cifre. Viva l'umanità.

venerdì 11 ottobre 2019

La storia fa marcia indietro


Difficile avere ancora fiducia nel genere umano e nel modello di sviluppo capitalista dopo questi primi 20 anni del terzo millennio. Tutti i sogni degli anni 60-80 che sembravano aver ricevuto un ultimo impulso con la caduta del muro di Berlino, sono ormai definitivamente e da tempo morti e sepolti. L'attentato alle torri gemelle del settembre 2011, le guerre che ne sono scaturite in Afghanistan, in Iraq e in Siria grazie alla politica scellerata degli Stati Uniti seguiti da tutto il mondo occidentale, hanno segnato un arretramento della nostra civiltà. Arretramento che si sta manifestando in questi ultimi anni con i fenomeni migratori che portano le popolazioni più martoriate e sfruttate del pianeta a cercare un futuro migliore nei paesi maggiormente sviluppati (Europa e Stati Uniti in primo luogo). Ma il mondo occidentale, oltre che con la guerra e con la violenza, non sa dare risposte serie e concrete a questi fenomeni. Risposte che dovrebbero contemplare un vero e proprio cambio di rotta nelle politiche di sviluppo della società: non più sfruttamento delle classi sociali più deboli, non più sfruttamento ossessivo delle risorse del pianeta, riduzione delle differenze sociali che stanno diventando sempre più esasperate. Politiche che però non possono essere la bandiera dei movimento sovranisti e populisti che in diversi paesi hanno preso il sopravvento. Quando poi il sovranista e populista per eccellenza, Donald Trump, arriva alla guida della maggiore potenza mondiale, gli Stati Uniti, ecco che la frittata è servita e le speranze di un progresso civile, sostenibile e che persegua l'uguaglianza fra i popoli sono definitivamente affossate. Il biondo laccato presidente degli Stati Uniti, dopo aver dichiarato una guerra economico finanziaria al mondo intero con la sua politica dei dazi, ora ha dato il via libera ad un altro energumeno come il presidente turco Erdogan, per la sua guerra contro il popolo curdo. Una guerra assurda e incivile, se mai una guerra possa essere civile, rivolta a quel popolo "usato e sfruttato" dagli Stati Uniti e non solo per sconfiggere l'Isis. Un atto quello di Trump vergognoso e criminale contro il quale nessuno è in grado di opporsi adeguatamente. L'Europa, che in queste questioni conta meno di zero, protesta ma non va oltre le parole dopo aver finanziato la Turchia per trattenere oltre un milione e mezzo di profughi in fuga dalle guerre del medio oriente. Ed ora Erdogan minaccia di liberare questi disperati lasciandoli liberi di arrivare in quei paesi che in queste ore stanno protestando per l'azione militare contro il popolo curdo. Difficile stabilire chi sia il criminale maggiore: Trump che da il via libera a Erdogan, Erdogan che inizia la sua guerra contro i curdi, l'Europa intera che si è messa nelle condizioni di essere ricattata da Erdogan e che lo finanzia. Di certo è che in questi anni le lancette della storia vanno indietro e l'umanità non progredisce.

mercoledì 9 ottobre 2019

Dagli oggi e dagli domani alla fine ci sono riusciti


Prima ci ha provato Berlusconi con la sua riforma costituzionale ammazza democrazia, poi ci ha provato Renzi tentando di sottrarre il Senato dal voto popolare, alla fine sono arrivati i populisti del M5S e sembra ci riescano a dare un bel taglio antidemocratico alla nostra Costituzione diminuendo drasticamente il numero dei parlamentari da 945 a 600. Questa volta sembra che non ci sia scampo, nessuno dei partiti presenti in parlamento ha saputo contrastare il populismo e la demagogia dei cinque stelle e così tutti hanno votato a favore di questa riforma per non essere poi accusati di essere pro-casta. E dai sondaggi appare chiaro che nemmeno il voto dei cittadini respingerà questo ennesimo attacco alla nostra Costituzione, sembra che l'80% degli elettori sia favorevole a questo scellerato taglio. E i grillini hanno messo in scena l'ennesima rappresentazione squallida per "festeggiare" il loro risultato. Ecco in questo riescono molto bene, affacciarsi al balcone per annunciare la sconfitta della povertà o scendere in piazza a Montecitorio per annunciare il taglio dei parlamentari. Le motivazioni di questa contro-riforma sono ridicole: si va dal risparmio di 500milioni di euro (lo 0,007% del bilancio dello Stato), alla maggior efficienza del parlamento, alla maggiore stabilità ed infine dulcis in fundus all'allineamento con gli altri paesi europei. Un allineamento che ora ci vede ULTIMI come rappresentatività del parlamento, da primi ad ultimi. Peccato poi che l'europa sia presa ad esempio solo quando fa comodo perché in altri paesi europei gente come Berlusconi o Salvini sarebbe stata cacciata a calci nel sedere per il loro modo osceno e immorale di fare politica. Per non parlare degli innumerevoli parlamentari indagati o con problemi vari con la giustizia che in altri paesi non avrebbero visto le poltrone di camera e senato nemmeno in foto. Per non parlare poi del risparmio: sarebbe stato sufficiente un taglio di circa 6000 euro ai parlamentari per ottenere un risparmio annuo più o meno della stessa entità. E poi con queste motivazioni perché allora non ridurre della metà o addirittura di due terzi il numero di deputati e senatori ? Si sarebbe ottenuto un risparmio maggiore ed una maggiore efficienza. Insomma un duro colpo alla democrazia rappresentativa che, per il Movimento 5 Stelle, non è una novità visto che è sempre stato contrario e che il suo "padrone", Casaleggio, teorizzava e teorizza l'abolizione del parlamento, ma per gli altri partiti, PD in testa, è veramente una scelta scellerata. Altra scelta scellerata è quella di approvare la riforma senza aver messo mano a tutti gli interventi collaterali, legge elettorale e riforma dei collegi in testa, che renderà la riforma stessa inapplicabile prima di tali interventi. Insomma coloro che gridavano al voto al voto sono serviti, al voto, nella migliore delle ipotesi, si andrà alla fine naturale della legislatura.

martedì 8 ottobre 2019

Immigrazione: storia infinita (di morti) che non finirà


Mentre gli sbarchi continuano con o senza Ong prendendo altre rotte (quella della Tunisia che permette in un giorno di arrivare a Lampedusa), riprendono anche le morti in mare (queste si grazie alla non presenza di qualcuno che aiuti questa povera gente). Qualcuno pensava di bloccare i flussi migratori chiudendo i porti, che in realtà non sono mai stati chiusi, qualcun altro facendo accordi con i trafficanti libici (lì si ci sono i trafficanti ma come conseguenza dei flussi migratori non come causa), ed infine qualcuno più "furbetto e sveglio" invertendo l'onere della prova (il migrante dovrà provare di provenire da un paese non sicuro) e riportando a casa nella miseria, nella fame e/o nella guerra chi scappa. Tutti prendendosela con le ONG nonostante la mancanza di prove concrete a loro carico. Questi signori, molto preparati nell'affrontare la guerra del tortellino o quella del crocefisso o quella della cancellazione della rappresentanza parlamentare, si dimostrano inadeguati a gestire una vera politica dell'immigrazione e/o altri temi molto più urgenti e concreti per il paese (lavoro, occupazione, istruzione, tasse, corruzione, evasione, etc. etc.). E' vero per il momento ci siamo liberati di un essere spregevole come l'ex ministro Matteo Salvini, un personaggio, che in qualsiasi altro paese civile e democratico del mondo sarebbe preso a calci nel sedere (non solo lui ad onor del vero), ma non ci siamo liberati di una politica inadeguata (se mai ce ne libereremo). Intendiamoci l'immigrazione non è un problema che può risolvere l'Italia, o la Francia o la Germania, l'immigrazione può essere risolta da un cambio di rotta mondiale sullo sviluppo della società, un cambiamento che probabilmente non avverrà mai, salvo una vera e propria rivoluzione. Rivoluzione che potrebbe avvenire se davvero le popolazioni sfruttate dal mondo occidentale si muoveranno in massa come qualcuno prevede. Fino a quel momento tutti i paesi occidentali "continueranno a giocare" sulla pelle di quei paesi che hanno risorse naturali t"indispensabili" per la nostra società, con leggi, leggine, decreti, finti accordi o con la classica soluzione del "aiutiamoli a casa loro". Ciò che invece dispensiamo senza parsimonia sono le finte soluzioni (quelle presunte di chi sta al governo) e le polemiche infinite (quelle di chi sta all'opposizione) sempre e comunque manovrando la vita di persone la cui unica colpa è essere nati nei paesi sfruttati piuttosto che nei paesi degli sfruttatori.

mercoledì 2 ottobre 2019

Ridurre il numero dei parlamentari ? Anche no grazie


L'ultima ossessione del M5S è quella della riforma costituzionale che ridurrebbe il numero dei parlamentari di 345 unità, portando i deputati da 630 a 400 ed i senatori da 315 a 200. L'ennesima riforma che tende piuttosto a ridurre la democrazia nel paese. Il primo ha tentare questo taglio di potere democratico dei cittadini è stato Silvio Berlusconi, con la riforma costituzionale più azzardata quella che oltre tagliare il numero dei parlamentari, assegnava pieni poteri al presidente del consiglio eletto direttamente dai cittadini. La riforma è stata bocciata dal referendum costituzionale. Ci ha riprovato Matteo Renzi ammorbidendo la pillola ma procedendo nella stessa direzione, meno democrazia più potere al governo ed alla politica. La sua riforma cancellava l'elezione del Senato eletto direttamente dai partiti, riduceva anche lui il numero dei parlamentari e cancellava altri organi democratici. Anche questa riforma è stata rispedita al mittente. E per seguire la regola del non c'è due senza tre ecco ora che anche il Movimento 5 Stelle ci prova nel nome della riduzione della spesa e dell'aumento dell'efficienza. In realtà il Movimento da sempre antidemocratico per ammissione diretta dei suoi padroni, i Casaleggio prima padre e poi il figlio, che prevedono addirittura la cancellazione del parlamento stesso. Il taglio dei parlamentari proposto in realtà è un taglio poderoso alla democrazia ed alla rappresentatività del parlamento in quanto, se la riforma passerà, di fatto si procederà ad un taglio netto di tutte quelle formazioni che non arrivino almeno al 10%. Il grillini si fanno belli con il risparmio che si otterrà dal taglio dei parlamentari: ben 500 milioni che si riducono a 285 milioni se si considera il minor gettito fiscale, più o meno lo 0,007% della spesa pubblica, un bel risparmio non c'è che dire. L'altro tema è quello dell'efficienza come se non si fosse dimostrato nel tempo che quando il parlamento vuole le leggi si fanno in tempi celeri (8 giorni per la manovra correttiva del 2011 e 20 per il lodo Alfano), quando il parlamento non vuole trascorrono decenni (vedi legge sul fine vita a seguito del caso Englaro). Altro tema è il rapporto con gli altri paesi europei in termini di rappresentanza rispetto al numero dei cittadini: bene con questa riforma occuperemmo tranquillamente l'ultimo posto e cioè il nostro parlamento diventerebbe il meno rappresentativo.
In conclusione anche questa riforma avrebbe un unico obiettivo: portare a termina un drastico taglio alla democrazia, avere un parlamento più manovrabile e controllabile dai capi partito e soprattutto dal governo. Altro che democrazia diretta.

martedì 1 ottobre 2019

La politica che non convince


Sono anni ormai, più o meno 25, che la politica in Italia non convince del tutto, indipendentemente dal colore del partito o del movimento. La classe politica italiana sembra sempre di più chiusa nel suo recinto e intenta a raccogliere consenso, il più delle volte seguendo gli umori della gente, ma assolutamente mai o quasi proponendo un proprio progetto o percorso, salvo rare eccezioni. Certe questioni poi sono addirittura accantonate lasciando che ad appropriarsene siano o la giustizia o il solito referendum, altro strumento spesso utilizzato non tanto per gli obiettivi per i quali è stato pensato quanto per dare sostegno o andare contro ai promotori del referendum stesso.
Pochi giorni fa è intervenuta la Corte Costituzionale a sancire l'incapacità del parlamento (l'attuale ma anche i precedenti) ad affrontare il tema del fine vita. La Corte aveva dato tempo un anno alla politica per legiferare in merito, ma la politica, stretta fra la chiesa ed alcune potenti lobby come quella dei medici, non ha ottemperato al proprio ruolo e quindi la stessa Corte è dovuta di nuovo intervenire. Pochi giorni di dibattiti e discussioni poi il silenzio è tornato e quasi certamente una legge non si farà. Stessa sorte sta seguendo il problema della cittadinanza negata a migliaia di bambini nati nel nostro paese da genitori italiani ma ai quali viene negato il diritto di essere considerati italiani. Sono temi che per il momento non garantiscono voti ed allora meglio dedicarsi ad altre questioni più promettenti in termini di numeri come quello del voto ai sedicenni. Considerato che l'astensionismo è il partito di maggioranza nel nostro paese, si cerca di allargare la platea estendendo il voto anche ai non maggiorenni. Il fatto in se potrebbe essere positivo se avvenisse in un paese nel quale la scuola avesse l'attenzione e l'importanza che si merita. In Italia non è così e quindi estendere il voto a fasce di età al di sotto dei 18 anni sembra essere una forzatura o una semplice mossa propagandistica in seguito alle recenti manifestazioni per i cambiamenti climatici.
Che dire poi dell'eterno problema della politica italiana che ad ogni legislatura si tenta di risolvere a proprio uso e consumo della maggioranza di governo ? La legge elettorale. Dopo gli anni del porcellum, pensato da Calderoli per frenare con successo la vittoria del centro sinistra e poi dichiarato incostituzionale, si sono fatti vari tentativi fino ad arrivare alla attuale legge, il rosatellum, un mix fra maggioritario e proporzionale. Anche questa ora non va bene alla Lega dopo che si è fatta fuori dal governo che ora propone un referendum per tornare al maggioritario, la legge-farsa che dovrebbe consentire di conoscere il governo fin dal giorno dopo le elezioni oltre ad avere un governo che duri l'intera legislatura. Al solito la storia non insegna e, come si è già visto, in Italia il maggioritario funziona più o meno come il proporzionale grazie alle migrazioni e transumanze dei parlamentari fra le varie formazioni politiche presenti in parlamento. Se non si risolve questo problema qualsiasi legge elettorale non garantirà un governo duraturo. E comunque se si terrà il referendum e qualora venga abolita la quota proporzionale, ci sarà da rimettere mano alle legge elettorale perché ci si ritroverebbe un legge pensata in un modo e azzoppata dal risultato referendario.

venerdì 27 settembre 2019

Emergenza clima ? No grazie prima l'emergenza poltrone


Oggi in tutto il mondo i ragazzi, adolescenti per la maggior parte, manifestano per sensibilizzare la politica sul problema dell'emergenza climatica. Milioni di ragazzi in piazza a reclamare che si passi dalle parole, che sono tante e spesso a sproposito, ai fatti concreti. Al cospetto di una simile massa di persone che chiedono attenzione al nostro pianeta, la politica italiana come sempre piuttosto che dare risposte o almeno tentare di darle si preoccupa dei propri fatti interni presentandoli come al solito improrogabili per la democrazia nel nostro paese. In realtà si tratta delle solite proposte utilitaristiche che appaiono maggiormente ridicole e fuori luogo proprio in una giornata come questa. I più progressisti o presunti tali si scomodano dalle loro poltrone e dai loro smartphone per scrivere 280 caratteri che terminano con l'hastag di tendenza #FridayForFuture. Tweet vuoti e di circostanza che assumono ancora di più il significato di una vera e propria presa in giro. Poi ci sono i "politici" meno attenti o per lo meno più insensibili ai problemi climatici tutti presi nella loro missione di mantenere e possibilmente incrementare il potere mascherando questa azione con la facciata della democrazia da preservare e rafforzare. In prima linea c'è naturalmente l'ex ministro Matteo Salvini, il più voltagabbana dei politici italiani non tanto per aver cambiato formazione politica quanto per cambiare parere su qualsiasi problema a seconda della propria convenienza. Salvini, dopo essersi sfilato dal governo convinto di andare a nuove elezioni, dopo aver ignorato perché ignorante che la Costituzione prevede anche altre soluzioni prima di tornare alle elezioni, ora si lancia nell'avventura del referendum per tornare ad una legge elettorale maggioritaria. Quella legge che indicava come il diavolo e la fine della democrazia quando era Renzi a proporla, quella legge che non cancella quelli che lui chiama "inciuci" come è stato dimostrato dalle precedenti tornate elettorali con maggioritario. Insomma i cicli del clima terrestre viaggiano nell'ordine dei secoli, mentre nella politica italiani i cicli e ricicli viaggiano alla velocità di qualche mese o anno. Dal canto suo il M5S è troppo impegnato anche lui a tamponare le emorragie fra le sue file dovute ad una mutazione genetica del movimento stesso rispetto alle proprie origini. Ed allora ecco Di Maio che invoca l'istituzione del vincolo di mandato per avere uno stuolo di parlamentari al proprio servizio e per portare a termine il disegno di Casaleggio (ma anche di Berlusconi) di eliminare il parlamento stesso che rallenta e a volte intralcia l'azione del governo. Anche in questo caso si propone una modifica costituzionale non in seguito ad un progetto o ad un disegno di sistema ben preciso ma semplicemente per il proprio tornaconto. Come del resto la storia della diminuzione del numero di parlamentari, un altro attacco alla democrazia ed alla rappresentatività in nome del risparmio economico, che si sarebbe ottenuto semplicemente dimezzando le remunerazione dei parlamentari. In questo bailamme il solito non pervenuto è il Partito Democratico del quale è sempre complicato interpretare le posizioni politiche a causa delle lotte interne troppo impegnative per occuparsi dei problemi nazionali o addirittura mondiali.