martedì 25 aprile 2017

Per un nuovo 25 aprile ....


Nella giornata, che ormai è divenuta simbolo di divisione e nella quale da anni si tradisce la memoria della storia, sarebbe necessario davvero ritrovare un'unità per una nuova liberazione. Manifestazione divise, fascisti che tentano di scendere in piazza contro la storia, la destra che torna prepotentemente in campo in tutta europa, questi sono i fatti reali che vanno oltre le parole di ipocrisia che si spendenono in queste ore e come spregio verso coloro che hanno davvero perso la vita per la libertà e per la democrazia. La sinistra purtroppo non ha saputo raccogliere quel meraviglioso messaggio che fu la resistenza ed in pochi decenni ha ceduto il passo al nuovo capitalismo ed alla finanza che hanno portato alla globalizzazione con il conseguente impoverimento dei poveri ed arricchimento dei ricchi. Una globalizzazione che ci ha portato verso nuove guerre nelle quali anche il nostro paese è impegnato in barba alla propria costituzione, quella costituzione nata proprio dopo la liberazione ma che viene continuamente disattesa perfino nel suo primo articolo. Nonostante oggi si festeggi la liberazione dal regime nazista e dal fascimo oggi sia il nostro paese che l'europa che il mondo intero sono di nuovo dominati da una dittatura che ha profondamente cambiato le nostre abitudini ed il nostro stile di vita: il terrorismo. Questa nuova dittatura però non è figlia di uno stato o di un regime ma è il frutto stesso del capitalismo e dei paesi occidentali quei paesi appunto che oggi festeggiano la liberazione ma che non sono pià liberi proprio per causa loro. Oggi si grida viva la libertà ma lberi non lo siamo basta prendere un aereo o andare a visitare una grande città per capire che viviamo in uno stato di polizia continua che purtroppo a poco serve contro il terrorismo come si è potuto toccare con mano in queste ultime settimane. Per non parlare poi della mancanza di libertà dovuta alla mancanza del lavoro che priva i nostri giovani di un futuro che possa definirsi tale. La cosa peggiore è che non si vedono segnali di cambiamento nelle politiche dei paesi cocidentali e democratici che continuano nel loro cammino seguendo un modello di società che ha fallito: il capitalismo. Gli unici cambiamenti sono quelli che determinano uno spostamento dei governi verso politiche liberiste di destra proprio cioè verso quei modelli dai quali oggi festeggiamo la liberazione. Festeggiamo pure ma teniamo presente che stiamo tornando indietro nel tempo calpestando tutte quelle conquiste che proprio dal quel 25 aprile presero vita.

giovedì 20 aprile 2017

La politica italiana invasiva, ignorante e ipocrita


Il dibattito politico di questi giorni ha del surreale che mette in luce una "ignoranza" diffusa oltre che un'ipocrisia manifesta a tutti i livelli. I temi principali di questi giorni sono essenzialmente tre: il lavoro domenicale, i vaccini ed in ultimo solo per questione temporale la "presunta" normativa sul testamento biologico approvata oggi alla camera. Andiamo con ordine.
Il dibattito scatenato dalla protesta dei lavoratori dell'outlet di Serravalle in merito all'apertura pasquale del centro commerciale è stato surreale. In televisione si sono alternati politici, sociologi, studiosi di varie discipline a sostegno dell'apertura domenicale o nelle feste comandate dei supermercati o dei centri commerciali. Tutta gente che la domenica, ma anche il sabato, si guarda bene dal lavorare. Soprattutto i politici che siedono in parlamento avrebbero dovuto, per decenza, raccogliersi in silenzio loro che arrivano alla camera ed al senato al martedì per scappare al venerdì o addirittura al giovedì pomeriggio. La realtà è che siamo tornati indietro di oltre 50 anni in quanto a diritti dei lavoratori che oggi si trovano in condizioni peggiori rispetto appunto agli anni 50-60. Peggiori perché oltre alla perdita dei diritti, conquistati con lotte anche violente, voluti da Renzi, oltre alla mancanza del lavoro, si è persa totalmente la coscienza di classe ed il lavoratore è oggi un individuo solo che ha come controparte non solo il padrone o datore di lavoro ma anche gli altri lavoratori disoccupati. 
Dopo il lavoro siamo arrivati al dibattito sui vaccini e la politica si è scatenata contro una trasmissione che non ha condannato i vaccini in quanto tale quanto piuttosto il servizio di farmacovigilanza che si occupa della registrazione e dello studio relativo agli effetti collaterali dei farmaci. Effetti collaterali che tutti i farmaci purtroppo hanno e quindi anche i vaccini. Ma la politica, nella sua ignoranza di certi argomenti, ha travisato i sigificato della trasmissione ed ha scatenato una polemica infinita sui vaccini in generale. E siamo arrivati allo scontro politico anche sul vaccino si-vaccino no, un argomento che dovrebbe essere di totale competenza della scienza piuttosto che della politica. La politica dovrebbe preoccuparsi di un solo aspetto: quello di ritornare all'obbligatorietà dei vaccini come negli anni 60 quando nessun politico si sognava di mettersi a discutere o a contestare la pratica della vaccinazione. Ma in quegli anni il paese era disseminato di Politici non di comici o cavalieri o vincitori di quiz televisivi o uomini con elmetto e corna.
L'ultima perla è arrivata oggi alla Camera con l'approvazione della legge sul biotestamento. Grande enfasi dei deputati del pd e di tutti coloro che hanno votato a favore della legge, che ora dovrà comunque passare dalle forche caudine del Senato, ma si tratta di pura ipocrisia. La legge infatti prevede il solito codicillo o la solita postilla che consente al medico di appellarsi "all'obiezione di coscienza" e disattendere quindi il volere del paziente. Insomma la solita legge che nasce già con i bastoni fra le ruote e che mantiene il nostro paese lontano dai paesi civili in materia dei diritti che dovrebbero essere garantiti al cittadino di un paese del terzo millennio.

mercoledì 12 aprile 2017

Tra Pd e M5S una scemenza tira l'altra




Siamo ad un anno circa dalle prossime elezioni politiche (nessuno ha veramente intenzione di andare al voto prima della naturale scadenza della legislatura) ed il dibattito politico, già improntato su una campagna elettorale permanente, scade giorno dopo giorno. E' vero anche che solo due degli almeno tre attori se le stanno menando di santa ragione: il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle. Purtroppo se le menano non come penserebbe chi ha ormai i capelli bianchi ed ha vissuto le stagioni della Politica quella vera, ma se le danno di santa ragione attraverso messaggini di 140 caratteri, i famosi tweet, dove ognuno scrive ciò che vuole e senza dare spiegazioni o effettuare analisi serie o meglio ancora formulare proposte. Il dibattito è sul piano del pettegolezzo e del io sono meno scandaloso di te, oppure io ho fatto questo ma tu hai fatto quest'altro. Insomma un dibattito da ragazzini o da bar dove per altro si riescono a fare discorsi sicuramente più seri e completi. Ora tanto tanto può essere un minimo giustificato il M5S che sta all'opposizione e che tenta in tutti i modi di screditare il partito di governo e quindi usa tutti gli strumenti a sua disposizione, ma il Partito Democratico che appunto sta governando il paese avrebbe altre armi da usare per la sua propaganda: le armi dei provvedimenti da prendere per guidare un paese verso il prossimo traguardo di elezioni democratiche. Ma per governare è necessario avere idee, proposte e programmi mentre il Partito Democratico è privo di tutte queste risorse e la sua azione attualmente è tutta incentrata alle prossime primarie per l'elezione del nuovo segretario. Ecco allora che i rari provvedimenti attuati dal governo, tutti più o meno forzati perché richiesti dall'europa o di basso profilo, sono propagandati attraverso i soliti tweet falsi e fuorvianti. Anche l'ultimo decreto per la manovra di 3,5 miliardi richiesta dall'europa è propagandata in queste ore come una manovra priva di tasse mentre il cittadino comune sa per esempio che in questo inizio anno le tariffe elettriche sono aumentate del 20%, che il costo di benzina e gasolio sta aumentando in occasione delle festività pasquali, che lo spread è tornato intorno a 200 e questo significa una cosa sola: euro in più estratti dalle tasche degli italiani in maniera indiretta. Per non essere da meno il Movimento 5 Stelle risponde a queste bordate con altre di infimo livello come quella di stamattia di Di Maio relativa alla presunta importazione del 40% dei criminal rumeni, od alle conferenze stampa nelle quali i giornalisti non possono fare domande, o minacce di esposti alla magistratura sul presunto scambio dei favori fra Pd e l'imprenditore che ha acquistato l'Unità. Insomma se il livello della politica è sceso così in basso non è responsabilità solo di chi governa ma anche di chi fa opposizione senza incidere sulle questione reali del paese.

martedì 11 aprile 2017

L'unica certezza in Italia ... è l'incertezza


Oggi si scopre che non c'è da fidarsi nemmeno delle intercettazioni telefoniche o meglio delle trascrizioni delle stesse da parte degli investigatori ed in particolare dei carabinieri. Siamo nel paese dove oltre alla certezza che la pena non sarà quasi mai certa, ora c'è anche la certezza che gli atti di un'inchiesta potrebbero non essere certi o veritieri. Ma d'altra parte tutta la storia del nostro paese dagli anni 60 in poi è costellata da vicende "incerte". Ustica, Piazza Fontana, Pinelli, Bologna e per arrivare ai giorni nostri Moby Prince o Schettino che dopo una condanna scrive libri o va in trasmissioni televisivi o spettacoli. E che dire del serbo Igor che da 7 anni circa imperversa nelle campagne dell'Emilia Romagna ed ora da 4 giorni è il super ricercato dopo aver ucciso due persone. Se poi ci addentriamo nella politica ecco che l'incertezza la fa da padrona a tal punto che non valgono nemmeno le leggi che il parlamento ha varato ma che possono essere disattese in qualsiasi momento. E' il caso della legge Severino che prevede la decadenza da parlamentare per certi tipi di condanne definitive. Ma la decadenza deve passare per l'approvazione del parlamento stesso che si erge ad una spoecie di quarto grado di giudizio. Accade così che mentre Silvio Berlusconi è giustamente sbattuto fuori dal Senato, Augusto Minzolino rimane sulla sua poltrona nonostante la condanna ad oltre 2 anni per peculato perché i senatori così hanno deciso. Entrando poi nel campo dell'evasione fiscale e dell'abusivismo diventa ancora tutto una volta evanescente e quasi "certamente" impunibile come dovrebbe. Se sei un grande evasore e vieni scoperto puoi sempre patteggiare e metterti in regola (per il passato non certo per il futuro) pagando un'esigua somma rispetto a quanto dovuto. Se si un abusivo edilizio quasi certamente rimarrai impunito a meno che tu non dia fastidio a qualche politico di turno che allora mostra i muscoli per pavoneggiarsi come un "finto" garante della legalità. D'altra parte lo affermano anche moti stranieri che si ritrovano a delinquere nel nostro paese e lo fanno perché, a detta loro, in Italia è molto più facile rimanere impuniti rispetto ad altri paesi. E d'altra parte un paese che per combattere l'affollamento delle carceri abbassano le pene o addirittura depenalizzano certi reati oppure, peggio ancora, ricorrono ciclicamente a provvedimenti di amnistia, non può che essere un paese attrattivo per delinquere.

lunedì 10 aprile 2017

La magistratura fa politica .... per fortuna





Ormai nel panorama politico italiano esiste un solo grande attore che la fa da padrone: la magistratura. Non per sua volontà o per ingerenza o a causa dei magistrati che passano liberamete da un campo ad un altro come qualcuno potrebbe pensare, ma solo ed esclusivamente per incapacità della politica italiana a governare un paese democratico moderno. Le sentenze di incostituzionalità dei provvedimenti presi dai vari goveri ce si sono succeduti in questi ultimi anni non si contanto più: dalle leggi ad personam di Berlusconi passate come riforme della giustizia, alle leggi elettorali sia del centro destra che del Pd (il famoso Italicum che doveva essere la legge che tutti ci avrebbero copiati in europa e nel mondo). Oggi tocca anche al M5S e a Grillo che aveva escluso dalla competizione elettorale per il Comune di Genova la vincitrice delle consultazioni on line. La candidata era stata esclusa con un semnplice "Fidatevi di me" da parte di Grillo, una giustificazione che in uno stato di diritto non era difficile stabilire che sarebbe stato insufficiente per annullare il risultato di una consultazione. La politica naturalmente si lamenta di questa continua ingenrenza, ma è un'ingenerza forzata dovuta da una parte all'incapacità della politica stessa a fare il proprio mestiere, dall'altra all'inadeguatezza ed alla mancanza di professionalità per ricoprire determinati ruoli istituzionali. D'altra parte con il passaggio dai partiti come luoghi dai quali ha inizio la democrazia, luoghi di discussione, di dibattito, di crescita e di formazione, ai partiti di tipo padronale nei quali comanda il capo che è sordo rispetto alle critiche interne era quasi inevitabile che ci fosse uno scadimento totale nelle capacità della classe politica. Ai partiti padronali per tradizione come Forza Italia, La Lega e M5S (ultimo nato anche se forse il più padronale di tutti) si è poi aggiunto il Partito Democratico di Renzi che forse è il più subdolo e ingannevole da questi punto di vista. Il partito infatti nasconde sotto una falsa democrazia, quella delle primarie, la propria vocazione padronale dovuta al fatto che Matteo Renzi ha sempre considerato come l'elezione attraverso le primarie come una specie di investitura divina che gli consente di guidare il partito diventando sordo a tutte le componenti del partito stesso. Dimenticando che le primarie volute da Renzi sono aperte a chiunque abbia voglia di sborsare 2 euro e che quindi non si tratta di un momento di democrazia, ma più che altro di un momento di inganno totale verso gli iscritti al Pd che non contanto assolutamente alcunché rispetto a qualsiasi altro cittadino. Insomma anche il Pd è diventato un partito padronale e continuerà ad esserlo se rischia per la seconda volta di avere come segretario l'ex sindaco di Firenze.

venerdì 7 aprile 2017

Chi sta con chi .....


Ed ora siamo proprio ad un passo dalla terza guerra mondiale anche se magari gli storici fra un secolo o due potranno dire che ci siamo già in mezzo. E' una guerra che si sta giocando in quella area geografica scelta dai paesi che sconfissero il nazzismo nella seconda guerra mondiale: il medio oriente. Quello fu il terreno scelto per continuare lo scontro che di fatto non è mai terminato. La decisione di insediare lo Stato di Israele proprio in quell'area aveva il duplice scopo di allontanare il popolo ebreo da Stati Uniti ed Europa e di allungare la mano occidentale in mezzo agli stati arabi per tenerli in qualche modo sotto controllo e poter sfruttare adeguatamente senza troppi problemi le loro risorse naturali. Lì è iniziato subito lo scontro fra mondo occidenate (raprpesentato dagli israeliani) ed il mondo arabo. Il piccolo stato di Israele, supportato da Stati Uniti e Europa, contro il popolo palestinese ed arabo supportato da Russia e Cina (salvo qualche eccezione come per esempio l'Arabia Saudita). Lo scontro è andato avanti per anni confinato in quei territori fino a che un bel giorno la Russia ha pensato di estendere la propria egemonia, per garantirsi i passaggi necessari verso l'Europa per gas e petrolio, invadendo l'Afghanistan. Da quella invasione sono iniziati una serie di errori da parte dei due contendenti che hanno portato allo sviluppo del terrorismo impersonificato da Al Qaeda supportato o dall'uno o dall'altro a seconda della convenienza. L'errore principale, nel quale si persevera ancora oggi, è stato quello di pensare di sconfiggere il terrorismo, che non ha patria, invadendo prima l'Afghanistan, poi l'Iraq, poi portando la guerra in Libia, e via dicendo fino ad arrivare oggi alla Siria. In Siria per la prima volta le due potenze Usa e Russia si affrontano quasi direttamente tanto ormai da non capire più chi sta con i ribelli, chi sta con l'Isis e chi con il regime di Assad. La Russia dice di bombardare le postazioni dell'Isis, Assad bombarda i ribelli, gli Stati Uniti bombardano Assad. In mezzo a queste bombe che cadono ovunque ci sono i civili, uomini donne e bambini che hanno davanti a loro una scelta: rimanere in Siria e farsi ammazzare uno dopo l'altro, fuggire in europa per finire in qualche campo di "concentramento" o contro qualche muro. Questo è l'aspetto più tragico della situazione provocata in medio oriente ed in Libia, come in altri paesi africani, dal mondo occidentale: popolazioni sfruttate prima, coinvolte da guerre "portatrici di democrazia" e poi respinti dai responsabili di questo disastro nel momento in cui queste popolazioni cercano di fuggire da morte, miseria e sfruttamento. Ed in questo disastro si continua a cercare di "capire" chi sia il buono e chi sia il cattivo alla faccia di chi muore o in patria, on in mezzo al mare, o dopo aver toccato la terra del "paradiso" occidentale. E' per questo che non c'è speranza per nessuno, nemmeno per noi, perché invece di cambiare rotta si tenta solo di schierarci da una parte e dall'altra ... mentre tutte le parti usano una sola stategia: bombe e missili. Che poi siano chimiche o tradizionali fa poca differenza, cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia: morte e distruzione.

venerdì 31 marzo 2017

Al governo una truppa di ministri inadeguati


Chi ricopre incarichi istituzionali ed ancora di più chi ricopre incarichi di governo dovrebbe essere un personaggio con un profilo inattaccabile sotto ogni punto di vista (morale, intellettuale, giuridico, etc.etc) per avere la necessaria autorevolezza rispetto ai provvedimenti che deve emanare. Così è stato per molti anni nella prima repubblica, salvo qualche eccezione, poi con l'avvento della così detta seconda repubblica un decadimento continuo della classe politica ha portato a governi sempre più formati con ministri inadeguati. Inadeguati non solo per il profilo politico ma anche per la propria storia professionale per cui il paese si è trovato con un ministro della pubblica istruzione che fino a quel momento aveva ricoperto incarichi da guardia parchi (Gelmini) oppure una showgirl che è andata a ricoprire un incarico di governo non si capisce in virtù di quali nascoste qualità (Carfagna) ed altri ancora. E' iniziata una stagione nella quale si è deciso che il politico non doveva essere un personaggio che faceva politica per professione e così si sono visti arrivare in parlamento persone provenienti da settori diversi della società: giornalisti, attori, cantanti, e chi più ne ha più ne metta. E in questo modo la qualità della politica italiana è scaduta enormemente causando fra l'altro un distacco sempre più netto fra il paese reale ed il palazzo. Questa situazione ha avuto ripercussioni anche sulla compagine governativa tanto che oggi ci ritroviamo con un governo formato da ministri che spesso si rivelano inadeguati a ricoprire quel ruolo. L'elenco del governo attuale è abbastanza lungo. Si pò iniziare da Maria Elena Boschi che dopo aver ricoperto con il governo Renzi il ruolo di ministro per i rapporti con il parlamento e le riforme istituzionali ed aver fallito il suo principale compito, la riforma costituzionale, è stata addirittura promossa nel governo Gentioloni. In seconda posizione si può mettere Angelino Alfano che dopo aver dimostrato la sua inettitudine totale come ministro dell'interno (il caso Shalabayeva su tutti ma anche la su terribile figura ad un incontro europeo con il suo inglese di stampo siculo) nell'attuale governo è stato spostato al ministero degli esteri invece di essere spedito a casa. Passiamo poi ai ministri che ricoprono incarichi senza averne titolo come la ministra Lorenzin e la ministra Fedeli, la prima responsabile della sanità senza nemmeno avere un diploma di infermiera (oggi servirebbe la laurea) e la seconda responsabile dell'istruzione senza avere una laurea falsamente inserita però nel proprio curriculum. Cioè questi sono ministri che governano dei settori nei quali non potrebbero ricoprire alcun incarico da cittadini normali in quanto non provvisti del titolo di studio necessario. La lista continua con il ministro del lavoro Poletti che si lancia in affermazioni denigratorie verso i giovani, quella categoria più penalizzata dalla mancanza di lavoro, prima affermando che quelli che vanno all'estero per lavorare possono rimanerci ed è un bene che se ne siano andati poi consigliando loro di non sforzarsi a presentare curriculm ma piuttosto impegnarsi in partite di calcetto. Che dire poi di Padoan, ministro per l'economia e la finanza, che alla domanda quanto costa un litro di latte è incapace di rispondere e consulat i propri appunti alla ricerca disperata di un'indicazione che naturalmente non trova. Si può terminare questo elenco con l'ultimo caso appena sbocciato, quello della ministra Madia. La ministra, che avrebbe l'incarico di occuparsi della Pubblica Amministrazione e che ha appena ingaggiato una battaglia con coloro che fanno i furbi (timbrano e poi se ne vanno a fare i propri affari), si scopre che a sua volta è una bella furbetta e che ha conseguito un dottorato dopo aver "copiato" discrete parti della sua tesi di laurea da altre pubblicazioni. Insomma la "integerrima"  ministra che ha la pretesa di combattere proprio quella categoria della quale fa parte lei stessa. Ecco questa è la statura "politica" del governo che guida il paese ... è un miracolo che comunque il paese vada avanti

martedì 28 marzo 2017

Continua il vuoto della politica italiana


Il vuoto totale della politica italiana è quasi cronico: tutto fermo sempre in attesa di qualcosa che deve avvenire. I tre anni renziani sono stati cancellati o dalla corte costituzionale o dal voto popolare o dal governo Gentiloni che ha preferito tornare indietro sui voucher piuttosto che confrontarsi ancora con il voto. Di questi anni rimane la legge sulle unioni civili ma solo perché siamo stati strigliati dall'europa altrimenti nemmeno quella legge sarebbe arrivata in dirittura d'arrivo. Negli ultimi due anni poi si è tutto fermato. Prima per far approvare la riforma costituzionale alle camere, poi in attesa del referendum ed ora in attesa del congresso del Pd per l'elezione del nuovo segretario. Anche la legge elettorale, che dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum tutti volevano fare in quattro e quattr'otto, è ormai riposta in un cassetto chiuso a chiave e la chiave gettata nel fiume. Il centro destra sta buono buono in attesa di sapere se Berlusconi potrà rimontare in sella magari con l'aiuto di un paranco e/o di un esercito di badanti, il centro sinistra è in attesa di sapere se potrà ricontare su Renzi per riprendere a massacrare i ceti medio bassi elargendo elemosine ai cittadini onesti e favori a suon di sgravi fiscali alle grandi imprese, il Movimento 5 Stelle è ostaggio del suo padrone il comico Grillo che detta il bello ed il cattivo tempo a seconda di come gli si dispongono i riccioli al mattino quando si sveglia. E tutti poi a parlare pro o contro l'europa che dopo i sorrisi e le pacche sulle spalle del weekend romano dove sembravano tutti d'amore e d'accordo, è tornata ad essere una manica di paesi ognuno dei quali pensa a se stesso. Quelle firme di sabato 25 sono state apposte con inchiostro simpatiche e dopo solo tre giorni sono completamente sbiadite con Austri e Ungheria che minacciano la chiusura totale delle frontiere e con la commissione europea che bussa alla casse dell'Italia con i suoi quasi 4 miliardi da riscuotere. L'unico che in questo periodo riesce a smuovere qualcosa è il Papa che mette in fila un milione di persone a Monza per la messa di sabato e circa 80.000 allo stadio Meazza di Milano per l'incontro con i giovani (manco Inter-Milan raccoglie ormai tanto pubblico). La politica non sa fare di meglio che far intervenire la polizia in puglia per espiantare piante di olivo da sostituire con un gasdotto (si produrrà un nuovo tipo di olio ?) o proporre esternazioni come quelle del ministro del lavoro Poletti (non nuovo a queste uscite) che propone la sua ricetta ai giovani per trovare lavoro: "Non inviare curriculum ma andare a giocare a calcetto". Purtroppo a questa apatia della politica il paese risponde con la stessa moneta e i sondaggi prevedono un aumento dell'astensione e quindi piuttosto che per esempio andare a votare contro questa classe politica si preferisce starsene a casa e accettare quello che viene e quello che altri decidono.

martedì 21 marzo 2017

La democrazia perduta .... della prima repubblica






Fra le tante cose perdute nella tanto bistrattata prima repubblica si può annoverare sicuramente la democrazia all'interno delle varie formazioni politiche. I partiti si sono trasformati e non rappresentano più quella base democratica sulla quale poi costruire lo stato democratico. Oggi quelle basi scricchiolano paurosamente almeno per quelle formazioni politiche che rappresentano la maggioranza nel paese. I fattori che hanno portato a questo scadimento sono molteplici e non ultimo la cancellazione del voto di preferenza lasciando in mano al capo del partito la formazione delle liste bloccate. C'è anche una naturale "propensione" per l'italiano medio ad "affidarsi" al più forte, a quello che "imbambola" maggiormente con le chiacchiere piuttosto che con i fatti oppure a litigare su qualsiasi questione senza poi magari trovare un punto d'incontro nemmeno all'interno dello stesso gruppo che sia un partito o un gurppo di qualsiasi altro genere. Nei partiti della prima repubblica c'erano le assemblee nazionali o i comitati centrali che si svolgevao dopo una consultazione della base dove per base naturalmente si intendevano gli iscritti al partito. Era un lavoro che mai era portato alla ribalta dell'informazione pubblica in quanto si svolgeva all'interno del partito stesso senza darne pubblicità all'esterno, ma la democrazia era garantita pur se confinata nella formazione politica. Oggi per assurdo che tutto viene diffuso, a volte prima ancora che accada, attraverso i social, i blog, i tweet la totale assenza della democrazia è palese anche se a volte mascherata in maniera ipocrita attraverso votazioni on line o svolte in maniera tradizionale. E così ci ritroviamo un partito, Forza Italia, di tipo padronale che dopo oltre 20 anni di Berlusconi si ritrova ad aspettare che lo stesso sia riabilitato dalla Corte Europea per rilanciare nella mischia l'ex cavaliere. Qualcuno timidamente in Forza Italia ogni tanto prova a chiedere le primarie ma viene subito messo a tacere dai leccapiedi di Silvio che rimarranno tali anche dopo la sua dipartita quando probabilmente verrà mummificato per poter continuare a guidare il partito. Poi abbiamo il Partito Democratico che per dare "contenuto" a quella parola ha deciso di scopiazzare le primarie americane quando si decidono quali leader, repubblicano e democratico, andranno alle elezioni per la preseidenza degli Stati Uniti. Ma siamo in Italia e, dopo aver aperto le primarie a chiunque voglia andare a votare e non solo agli iscritti al partito come sarebbe giusto, si è assistito ad un mercato del voto rendendo quel momento un autentica buffonata. Per loro consentire il voto a tutti è una dimostrazione di democrazia piuttosto che una presa in giro per gli iscritti che corrono il rischio di vedere eletto un segretario non scelto dagli iscritti stessi quanto piuttosto da chi con il partito non ha niente a che fare (come è accaduto con Renzi e come rischia di accadere di nuovo). Infine ecco l'ultimo arrivato, il Movimento 5 Stelle, quello che è arrivato in parlamento con lo slogan "uno vale uno", salvo poi buttare fuori quell'uno quando non la pensa come il padrone del M5S Beppe Grillo. In questi giorni, ma era accaduto anche in altre circostanze, sono state addirittura annullate le primarie per il comune di Genova in quanto il vincitore non era gradito a Grillo, quindi votazione annullate, uso del marchio tolto al vincitore e nuova tornata elettorale con un unico candidato. Questo è il concetto di democrazia che vige nelle formazioni politiche più quotate almeno nei sondaggi ... possono queste formazioni garantire la democrazia nel paese qualora arrivassero al governo ? Impossibile.

sabato 18 marzo 2017

12 giugno 2023: si ripetono le elezioni politiche


Siamo nel 2023 ed è appena terminata la legislatura guidata dal governo Movimento 5 Stelle con presidente del consiglio Luigi Di Maio. Durante la legislatura molte cose sono cambiate, la costituzione, la legge elettorale, le modalità di voto, il deficit statale aumentato a dismisura a causa del reddito di cittadinanza, l'Italia è fuori dall'Europa e dall'euro, il numero delle famiglie impoverite è raddoppiato così come il numero dei disoccupati. Il governo ha cambiato due ministri ogni sei mesi a causa delle continue espulsioni decise da Beppe Grillo per ogni componente del governo che non rispettava le regole del movimento. A fatica si è arrivati a fine legislatura e le elezioni erano state indette per ieri l'altro 10 giugno 2023. La campagna elettorale di fatto è durata un solo giorno: con le nuove disposizioni infatti tutto avviene on line e la tornata elettorale viene indetta a sorpresa dal proprietario del logo del Movimento con un anticipo di 24 ore. Così il 10 giugno alle 9 si sono aperte le votazioni on line, chiuse alle ore 19.00. Alle 20 escono i risultati che decretano la vittoria del M5S con il proprio candidato alla guida del governo Gino Favicchi da Spoleto che prende il 90% dei voti (numero dei votanti 1.750 su 35 milioni di aventi diritto) contro il 10% del capo di governo uscente Luigi Di Maio. Gli altri partiti sono relegati a cifre ristrette alle 0 virgola. Alle 20.15 un comunicato di Beppe Grillo annuncia che al Favicchi è stato tolto il simbolo del M5S e che le elezioni andranno ripetute: motivazione ... FIDATEVI. La consultazione si svolgerà dalle 21 alle 23, candidato unico Luigi Di Maio. Alle 23.10 nuovo comunicato con il risultato definitivo della consultazione: Di Maio prende il 99,99% dei voti (numero di votanti 610).
Fantapolitica ? Forse ma intanto oggi è accaduto davvero a Genova dove Beppe Grillo, lui che non è il proprietario del dominio beppegrillo.it e che di fatto non esiste, ha praticamente annullato il risultato delle primarie per il comune di Genova con la seguente motivazione: ANCHE SE NON CAPITE .... FIDATIVI. Il quadro politico del paese è sempre più desolante. Da una parte il grande inciucio Forza Italia-Pd che porta al voto del Senato per non rispettare una legge dello Stato con lo scopo di creare le condizioni per il ritorno di Berlusconi e per una santa alleanza per la prossima legislatura. Dall'altra il nuovo rappresentato dal Movimento 5 Stelle, il movimento nel quale uno vale uno ed i cittadini sono portati in parlamento per esercitare la democrazia diretta, ma che di fatto è gestito in maniera dittatoriale da un comico del quale non si capisce più nemmeno il ruolo oltre quello di sentenziare: tu vai bene tu non vai bene sulla base di simpatie personali e non criteri oggettivi. Oggi è accaduto per le primarie di un comune e quindi in una votazione tutta interna al movimento (anche se non è la prima volta che una votazione viene annullata e riavviata) ma domani, con i grillini al governo ed i ministri che rispondono esclusivamente a Beppe Grillo, potrebbe tranquillamente accadere per elezioni politiche. Ecco questo comportamento vanifica qualunque buona proposta, ammesso che se ne riesca a trovare qualcuna, dei parlamentari grillini che si dimostrano sempre più dei burattini comandati a bacchetta dal grande burattinaio .... no una forza del genere non può certo andare a governare un paese come l'Italia.