giovedì 16 agosto 2018

Un governo incompetente ed approssimativo


Al primo problema serio da affrontare, il disastro del ponte di Genova con decine di morti e centinaia di sfollati, il governo dimostra tutta la sua approssimazione e inadeguatezza continuando a gestire il paese come se si trattasse di una continua campagna elettorale. Tweet, post su facebook, dichiarazioni e prese di posizione ad effetto, tutte reazioni irrazionali e illogiche che servono solo a mettere a tacere chi si beve tutto senza ragionare e senza analizzare adeguatamente cosa è realmente accaduto. Un comportamento approssimativo che offende il paese ma prima di tutto offende chi ha perso la vita e la casa per l'incuria di uno stato in primo luogo. Si perché anche il governo del cambiamento come prima reazione ha seguito una moda tutta italiana quella di scaricare le responsabilità su altri e questa volta prima ancora che siano accertate le cause di quanto accaduto. Ed allora ecco il colpo ad effetto: revochiamo la concessione di Autostrade s.p.a. Ora è chiaramente nei poteri del governo cancellare la concessione ma per fare cosa dopo ? Non è che si può da un giorno all'altro dire ad Autostrade s.p.a. di abbandonare la rete autostradale di competenza senza avere un piano per il giorno dopo. E' solo un colpo ad effetto che fa guadagnare consensi probabilmente ma un colpo che non significa governare un paese. Allora si vada in fondo sulle responsabilità, si faccia pagare caro Autostrade per le proprie responsabilità, si preparai anche un piano per la successiva nazionalizzazione (ma solo per la rete sotto la gestione di autostrade o anche per tutti gli altri tratti gestiti da altre società ?) insomma si metta a punto un piano reale e serio di "nazionalizzazione" per il reale passaggio della rete autostradale sotto il controllo pubblico. Ma questo governo è in grado di mettere a punto e realizzare un piano del genere ? Personalmente ho molti dubbi. Questo governo è molto bravo a twittare, a gettare parole sui social, parole che non possono essere lanciate a caso da chi ha responsabilità di governo. Le responsabilità. Si è certi che queste siano esclusive della società Autostrade ? A quanto risulta in contratto stipulato a suo tempo, quando era ministro Di Pietro, prevedeva che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe dovuto insediare una struttura per controllare il lavoro di Autostrade. Questi controlli sono stati fatti ? Sembra proprio no, né da questo governo, appena insediato, né dai governi precedenti quindi il Ministero in questione, più che parte civile, come ha tuonato Toninelli, è uno dei responsabili di quanto accaduto. Altre questioni di secondo piano ma che dimostrano l'approssimazione e l'inadeguatezza di questo governo sta nelle dichiarazioni che accusano il Pd di aver preso soldi da Benetton e per questo di non aver messo in cantiere i controlli necessari. Ora queste affermazioni sono gravissime e quindi o chi le fa ha in mano le carte per dimostrare quanto affermato oppure sarebbe obbligo il silenzio, ma si sa il silenzio non porta like su twitter, facebook e quant'altro. Insomma l'Italia crolla, e crolla da tempo, e come al solito i nostri governi sono sempre presi di sorpresa ed inadeguati ad affrontare queste tragedie, ma in questo caso oltre all'inadeguatezza siamo di fronte ad incompetenza pericolosa da parte di persone più adeguate per le chiacchiere da bar piuttosto che per governare un paese. Auguri a tutti noi .... ne abbiamo bisogno.

venerdì 10 agosto 2018

Il capotreno esasperato simbolo di uno stato decadente








Il capotreno di un convoglio regionale che da in escandescenze, prende il microfono e invita "gli zingari a levarsi dai coglioni" non è altro che l'ennesimo simbolo di uno stato ormai decadente in ogni suo organismo istituzionale. Una decadenza che parte da lontano, più o meno inizio anni 90, ma che sta trovando in questi ultimi mesi dei degni rappresentanti e soprattutto promotori di questa continua discesa verso il basso del nostro paese. Il capotreno nell'esercizio delle sue funzioni altro non è che un pubblico ufficiale e quindi rappresentante egli stesso delle istituzioni, motivo per cui è inacettabile che possa rivolgersi ad un convoglio intero invitando una specifica categoria di persone a "levarsi dai coglioni" con un linguaggio inappropriato per la funzione stessa che quella persona sta svolgendo. Ma l'aspetto più deleterio e sconcertante è che quel comportamento sia poi giustificato da un ministro del governo italiano, il ministro dell'interno Matteo Salvini, che non perde l'occasione con i suoi tweet deliranti sia di giustificare quel comportamento inadeguato sia di offendere i suoi delatori e oppositori. D'altra parte i primi ad avere un atteggiamento anti-istituzionale sono proprio i politici che da anni hanno iniziato a seguire la pratica dell'offesa verso i propri oppositori abbandonando la dialettica politica ed il confronto civile. Il primo ad inaugurare questa pratica fu Silvio Berlusconi che si permise di dare del "coglione" a coloro che avrebbero votato a sinistra; toni più pacati ma non meno offensivi da parte del suo successore in pectore Matteo Renzi che usava il termine "gufo" rivolto a chi osava criticare le sue scelte politiche. Che dire poi dei grillini, seguaci di Beppe Grillo, che ha fondato un movimento il cui manifesto era un sonoro "VAFFA" verso tutta la politica senza distinzione. Oggi i seguaci del VAFFA si trovano al governo con quel campione di Matteo Salvini, talento naturale, della "politica offensiva" verso il proprio avversario. Salvini arrivato al ministero dell'interno ha iniziato una "guerra" sui social verso tutti e tutto dagli immigrati che fanno "la pacchia" nei campi di pomodori, a coloro che tentano di fuggire da guerra e povertà attraverso "ecoomiche crociere" sul mediterraneo, alle ONG con con le loro navi offrivano servizi turistici a poco prezzo per quei disperati. Ed oggi scende in difesa di un pubblico ufficiale che viene meno al suo ruolo ed alle sue funzioni e lancia messaggi offensivi su un mezzo pubblico. Ma questo è sufficiente per il ministro dell'interno per prenderne le difese: se fosse per lui chiunque offende o spara durante una "goliardata" ad una persona di colore andrebbe isignito di una onorificienza al merito "goliardico". Tutti comportamenti giustificati e appoggiati da una maggioranza silenziosa della popolazione che mette "like" a qualsiasi stupidata del ministro, grazie alla propria incapacità di capire che chi ricopre un ruolo istituzionale a qualsiasi livello dovrebbe essere inappuntabile sotto qualsiasi punto di vista. Ma l'era nella quale viviamo dove valori come l'autorità, il sapere, la cultura sono sbeffeggiati e derisi, non può che avere come propri idoli personaggi "ignoranti" e "gretti" come grillini e leghisti che messi insieme costituiscono un cocktail micidiale verso l'inesorabile decadenza.

giovedì 9 agosto 2018

La laurea non fa il genio e nemmeno il politico


Nella precedente legislatura hanno fatto scalpore diventando oggetto di polemica politica l'assegnazione di alcuni ministeri ad esponenti politici con nessun titolo di studio appropriato. Due ministeri su tutti: quello della sanità alla ministra Lorenzin e quello dell'istruzione alla ministra Fedeli. La polemica insisteva sul fatto che oggi mentre per fare l'infermiere o semplicemente l'insegnante elementare è necessaria una laurea, per guidare due ministeri così delicati, strategici ed importanti venivano chiamate due figure senza alcun titolo di studio. Nell'attuale legislatura abbiamo al contrario la dimostrazione che nemmeno un titolo di studio adeguato, come può essere una laurea, è sufficiente per insediare alla guida di un ministero una persona competente ed preparata. L'esempio di questi giorni è quello del ministro della salute, Giulia Grillo (M5S), laureata in medicina e chirurgia (se pur con specializzazione in medicina legale e delle assicurazione), ma anche lei annebbiata dalla ottusità grillina di andare comunque contro la scienza come se si trattasse di una rivalsa verso chi ha studiato e chi ne sa più di loro su un problema specifico. Il ministro, medico, dovrebbe aver ben chiarlo il problema dei vaccini, dell'immunità di gregge e via dicendo, ma obbedendo alla sua visione ottusa tenta di rimandare l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola pubblica. Il goffo tentativo di dare spazio ai criminali novax è portato avanti in maniera approssimativa e dilettantesca cercando di opporsi ad una legge, ormai dello stato, quella dell'obbligo vaccinale, con una semplice circolare che rimanda questo obbligo ma che sta venendo respinta in toto da coloro la legge la devono rispettare, i direttori didattici. La polemica sui vaccini è una delle più barbare dimostrazione dell'inadeguatezza di un movimento, quello dei 5 stelle, nato sulla parola d'ordine del "VAFFA" a guidare non solo il paese ma anche una semplice bocciofila. Le dimostrazioni sono continue e quotidiane da parte di qualsiasi esponente grillino che ricopra qualche incarico istituzionale. Sempre in tema di vaccini è di pochi giorni fa un post su Facebook (si perché i difensori del popolo e paladini dell'uguaglianza sociale non si abbassano ai contradditori ma esprimono le loro idee oscurantische solo sui social network nascondendosi dietro tastiere e monitor) di Davide Barillari, consigliere alla regione Lazio del M5S, che poneva il tema se dovesse venire prima la politica o la scienza, concludendo la sua riflessione sostenendo che la scienza dovrebbe essere subordinata alla politica. Un'idiozia degna solo di un Movimento che di "ignoranti" ne ha raccolti a iosa fra le propre fila. Ma il Barillari fa parte della schiera dei non laureati, schiera che si è infoltita anche in questo governo: i due vice ministri su tutti. Il problema non è comunque la laurea o un titolo di studio, il problema risiede nella consuetudine ormai dalla seconda repubblica in poi di candidare alle elezioni politiche non persone competenti e comunque con un curriculum politico adeguato, ma chiunque alzi la mano o si mostri ossequiante al capo del partito o movimento. Una modalità di reclutamento avviata da Berlusconi ma che ha trovato nel Movimento 5 Stelle un forte sostenitore portando in parlamento persone non solo sconosciute ma che non hanno mai avuto la minima esperienza in ambito politico. Grazie alla cancellazione dei partiti, strumento basilare della democrazia. Il partito nella prima repubblica era una palestra, un luogo di lavoro dove si faceva esperienza e dove, chi aveva intenzione di arrivare al Parlamento, si faceva le ossa partendo dal basso. Oggi i partiti sono delle semplici organizzazioni padronali nelle quali si deve in primis non contrariare il capo abbandonando totalmente quel ruolo di scuola di formazione politica come dovrebbero essere. Ed i risultati purtroppo si vedono oggi più che mai con l'ascesa al potere del Movimento 5 Stelle.

giovedì 2 agosto 2018

La sinistra (parlamentare) che fortifica Salvini

Una buona parte della sinistra (ammesso e non concesso che si possa ancora considerare di sinistra un partito come il Pd dopo i cinque anni di governo della precedente legislatura durante i quali ha strizzato l'occhio a tutti fuorché al suo elettorato storico) ha scelto di combattere "l'esuberanza" sociale di Salvini scendendo sul suo stesso piano. Il ministro dell'interno, agendo ai limiti e spesso anche fuori dalla Costituzione, lancia tweet a mitraglia di stampo campagna elettorale permanente dimenticando il suo ruolo istituzionale di rappresentante del governo. Fa questo giocando sul doppio ruolo di ministro e di segretario del partito della Lega un gioco pericoloso messo in atto prima da Berlusconi ma poi seguito in maniera scellerata da Renzi. Il ruolo di ministro o di presidente del consiglio e comunque di rappresentante del governo è un ruolo che dovrebbe quanto meno svestire il rappresentante stesso da eventuali incarichi di partito. E quando fa dichiarazioni non dovrebbe farle contro una formazione politica deridendola o contrapponendosi come un avversario politico qualunque. Salvini naturalmente non segue questa logica e quotidianamente lancia tweet come se continuasse ad essere semplicemente il segretario della Lega e non il ministro dell'interno. Purtroppo molti da sinistra, quella presente in parlamento (PD ? e Leu), nel tentativo goffo di contrastare l'esuberanza salviniana stanno contrastando il ministro utilizzando la stessa moneta ed uscendone naturalmente perdenti. Anche perché se siamo nella situazione attuale, quella in cui il ministro dell'interno soffia sul fuoco dell'immigrazione (non sa fare altro), una buona responsabilità è a carico di chi ci ha governato negli utlimi anni. Si agisce insomma contro il sintomo ma non contro la malattia. Nessuno si è posto il problema del voto del 4 marzo quando anche le classi medio basse si sono affidate ad un partito come la Lega che propone la flat tax a favore delle classi più agiate. Non è sufficiente ora sbraitare con il Salvini fascista, o contro i voltafaccia dei 5 stelle quasi su tutto il loro programma elettorale, se poi chi si spertica in queste accuse osanna e santifica Marchionne (che riposi in pace) l'esponente più rappresentativo del capitalismo internazionale. Come si può urlare alla Lega di restituire i famosi 49 milioni quando poi si osanna chi ha portato fuori dall'Italia la più grande industria del paese trafugando la paese stesse milioni di euro di tasse ? Oggi sempre la sinistra parlamentare chiama allo scontro sociale contro Salvini, la Lega, il M5S dopo aver negato per anni che questo scontro esistesse nel nostro paese ed essersi schierata dalla parte dei più forti alimentando quello scontro che ha trovato sfogo nel voto a forze reazionarie. Forze che hanno saputo occupare gli spazi tradizionali della sinistra lasciando aperte praterie sulle quali la destra è riuscita a cavalcare e pasturare schiere di disperati. Salvini ha semplicemente spostato lo scontro sulla caccia all'immigrato sapendo benissimo che non potrà cambiare niente o poco allo stato attuale della società capitalista nella quale viviamo. Davvero il Pd e Leu pensano che sia possibile chiamare "alle armi" contro il duo Lega-M5S per tornare ad avere un paese guidato dal Pd quello del Jobs Act (che il M5S comunque non smantella), quello che vuole mettere in campo grandi opere il cui unico risultato è distruggere un paese pieno di bellezze naturali. Chi si può fidare ancora di coloro che non sono nemmeno stati in grado di fare una seria autocritica sulle proprie politiche perdenti (a partire dal referendum del 4 dicembre 2016) giustificate solo con la "incapacità" degli elettori di capire la politica messa in atto. Insomma per battere Salvini e Di Maio (ma il M5S probabilmente imploderà da solo) è necessario prima capire le ragioni della sconfitta, ma l'opposizione attuale non è in grado, almeno fino ad ora, nè di capirla nè di modificare la propria rotta per riaccostarsi al popolo di coloro che sono stati abbandonati. Peccato perché questo momento nel nostro paese potrebbe essere un'occasione di rivalsa se si procedesse ad un'autocritica e ad una unione, reale e non teorica, di tutte le forze che si ispirano agli stessi ideali ed ideologie (si ideologie termine ormai disueto ma senza il quale non si va da nessuna parte come dimostrano i fatti), rispolverando anche la lotta sociale che nel paese è viva più che mai considerato l'aumento costante delle disuguaglianze.

lunedì 30 luglio 2018

Razzismo: tutti in silenzio ad osservare


Questa è l'ultima vittima dell'intolleranza razzista che sta montando giorno dopo giorno nel nostro paese. Alla fine a lei è andata bene è stata ferita solo ad un occhio e forse non potrà partecipare agli europei di atletica a Berlino. Meno fortunato un immigrato marocchino ad Aprilia rincorso, picchiato ed ucciso da due uomini che lo ritenevano un ladro. Ma l'elenco è lungo e da impallidire.

30 luglio, Moncalieri: aggressione alla campionessa azzurra Daisy Osakue di origine nigeriana, assalita da un gruppo di ragazzi con lanci di uova, colpita ad un occhio a rischio la sua partecipazione agli europei di Berlino 

29 luglio, Catania: Un autista di mezzi pubblici non fa salire sull'autobus diretto a Taormina 5 immigrati chiudendo le porte mentre si apprestano a salire

29 luglio, Aprilia: due uomini rincorrono picchiano e uccidono un immigrato marocchino credendolo un ladro.

28 luglio, Partinico: sette giovani aggrediscono un richiedente asilo senegalese mentre lavora servendo ai tavoli di un bar in piazza, al grido di "Vattene via sporco ne*ro" (perdonatemi ma sono costretto a censurare la "g", altrimenti le segnalazioni potrebbero far sospendere di nuovo il mio account, stavolta per razzismo).

26 luglio, Vicenza: un quarantenne spara un colpo dal terrazzo di casa con un'arma ad aria compressa e ferisce un operaio di origine capoverdiana. Individuato dalle forze dell'ordine, si giustifica dicendo di aver mirato a un piccione.
17 luglio, Roma: un uomo spara dal balcone di casa a una bimba rom di 13 mesi con una carabina ad aria compressa, colpendola alla schiena. Individuato, si giustifica dicendo di aver voluto provare l'arma.
11 luglio, Latina Scalo: tre giovani sparano da un'auto in corsa con una pistola ad aria compressa ad alcuni richiedenti asilo nigeriani che aspettano l'autobus. Individuati, dicono di aver compiuto una "bravata".
9 luglio, Venezia: due energumeni picchiano un giovane ghanese mentre svolge il suo lavoro di facchino alla stazione, al grido di “Abusivo! Ne*ro! Questo è il Paese di Salvini!”.
6 luglio, Forlì: un ivoriano viene ferito all'addome e a un braccio da alcuni colpi sparati da un'auto in corsa con un'arma ad aria compressa.
3 luglio, Forlì: due ragazzi in motorino affiancano una donna nigeriana e le sparano alla gamba con una pistola ad aria compressa.
1 luglio, Torino: due ragazzi picchiano selvaggiamente un giovane rifugiato del Darfur ospite della parrocchia di Mirafiori, gridando: "Perché sei qui, ne*ro di merda?"
22 giugno, Napoli: un cuoco originario del Mali viene colpito da una raffica di piombini sparati da un’auto in corsa con un fucile ad aria compressa.
11 giugno, Caserta: tre giovani a bordo di un'auto sparano con una pistola ad aria compressa a due maliani titolari di protezione internazionale, al grido di "Salvini! Salvini!"

Nel frattempo il ministro dell'interno, Matteo Salvini, mentre si fa selfie sull'Adriatico attorniato da fan in delirio, commenta che l'emergenza razzismo è solo un'invenzione della sinistra e non spende nemmeno un parola su nessuno dei fatti appena elencati. Però stigmatizza la sua azione per le "spiagge sicure" per togliere di mezzo quei "malviventi" che passeggiano sotto il sole per le nostre spiagge cercando di racimolare qualche euro vendendo asciugamani, medagliette, braccialetti e cianfrusaglie varie. Aspettiamo il prossimo episodio di intolleranza sulla spiaggia. Nel frattempo la politica del negazionismo è quella che rende maggiormente, adottata negli anni più bui della storia europea, sappiamo dove ha portato ma evidentemente quella storia non ha insegnato niente. Rimane la vergogna di un ministro che dovrebbe essere il garante dell'ordine pubblico e che invece mentre alimenta gli animi dei più facinorosi per la caccia all'immigrato (per il quale la pacchia è finita) allo stesso modo ignora episodi gravi come quelli elencati semplicemente negandoli. E gli elettori ? I suoi inneggiano naturalmente. I grillini alleati del fascioleghista ? Silenzio assoluto che equivale a complicità assoluta. Gli altri ? Silenzio a parte qualche tweet scandalizzato che lascia il tempo che trova. Serve ben altro per fermare la deriva che ormai sta prendendo il paese.

sabato 28 luglio 2018

Soffia oggi, soffia domani ... il fuoco del razzismo prende vigore


Una volta quando l'unico sistema per riscaldare le case era il fuoco del camino, i nostri nonni adottavano questa tecnica per ravvivare il fuoco: soffiavano sui carboni che sembravano ormai spenti e piano piano il fuoco riprendeva vigore. Sotto quei carboni infatti si trovava qualche tizzone ancora non completamente bruciato e non completamente spento, il soffio serviva a far riprendere vigore al fuoco. E' quelli che sta accadendo nel nostro paese grazie all'opera di un politico razzista che è riuscito ad arrivare alla carica di ministro dell'interno e che dalla sua poltrona non fa altro che soffiare sulle molti menti bacate del nostro paese che prontamente rispondono. Il "nostro" ministro ha fondato tutta la sua carriera politica sulla lotta all'immigrato ed al diverso, per non parlare delle varie esternazioni contro i meridionali e le istituzioni, ed una volta arrivato al potere, con la complicità di un movimento che avrebbe dovuto rappresentare il cambiamento, ha continuato con questa sua opera di alimentazione dell'odio e di caccia alle streghe. Le sue esternazioni sulla presunta invasione degli immigrati, sempre sconfessata dai dati reali ma ai quali nessuno presta attenzione perché significherebbe far lavorare il proprio cervello, sulla pacchia che gli immigrati si farebbero nel nostro paese e con l'equiparazione dei viaggi sui barconi o sulle navi delle ong a crociere organizzate, sta portando a termine un'opera di lavaggio del cervello. Un po' di terreno fertile lo ha trovato essendo ormai arrivato il consenso a circa il 30% soprattutto in quei cervelli disabituati ormai a informarsi ma a prendere per oro colato tutto quello che passa sui social, Facebook e twitter in prima fila. E così accade che negli ultimi 45 giorni di sono avuti ben 7 episodi di persone "normali" che se la sono presa con le loro carabine con qualche persona di colora sparandogli "per averla scambiata per un piccione" o semplicemente "per sbaglio mentre provava la sua carabina modificata". Ed il "nostro" ministro sempre pronto a "sparare" con il suo smartphone tweet razzisti nel caso di episodi malavitosi commessi da immigrati, inspiegabilmente viene colpito da improvvisa paralisi quando gli stessi atti sono commessi da "italiani" verso persone di colore o di altra etnia. Non importa l'età, il sesso, è sufficiente il colore leggermente diverso dalla pelle per imbracciare l'arma e sparare. E mentre lo stesso Presidente Mattarella interviene per sottolineare questa deriva pericolosa che sta prendendo il nostro paese, il ministro tenta di sconfessarlo affermando che lui non vuole il Far West. Peccato che poi il suo partito stia portando in parlamento una legge con la quale si pretende che l'azione di un cittadino che spara ad un "eventuale" malfattore sia sempre considerata legittima difesa senza l'intervento del magistrato. Stiamo vivendo una clima contrario a quello che dovrebbe essere: episodi come quelli accaduti nell'ultimo mese e mezzo dovrebbero essere una preoccupazione per chi ha responsabilità di governo ed invece nel nostro paese è il governo stesso che ignora questi episodi o addirittura li fomenta con le proprie esternazioni. Ma l'aspetto peggiore è che una gran parte del paese mette la testa sotto la sabbia o peggio ancora non riconosce le responsabilità di chi guida le istituzioni.

giovedì 26 luglio 2018

Ormai siamo in un mondo alla rovescia


Che qualcuno abbia perso la bussola in questi ultimi mesi è un dato appurato indipendentemente dalle idee politiche. La super star del governo giallo-verde (sembra di parlare di una squadra di calcio, non si è più in grado nemmeno di trovare un nome ad un'alleanza di governo) è sicuramente Matteo Salvini, ministro dell'interno e furbacchione perennemente in campagna elettorale grazie alla sua doppia veste di leader della Lega e ministro appunto del governo M5S-Lega. Un ruolo quello del ministro dell'interno delicato che dovrebbe essere incompatibile con la carica di segretario di un partito qualunque esso sia. Il buon Salvini rimane indigesto non solo per le sue politiche sull'immigrazione, per le quali fra l'altro ha preso milioni di voti, quanto per le sue esternazioni continue sui social network intrise di disumanità, razzismo, disprezzo per chiunque non sia sulla sua lunghezza d'onda. Purtroppo questa sua azione martellante sembra dare i suoi frutti: il consenso per la lega e per lo pseudo-ministro aumenta costantemente sebbene al momento di concreto, a parte l'aumento dei morti sulle coste libiche, la sua azione non ha portato ad altri risultati. Un consenso che aumenta anche perché i suoi detrattori stanno tentando di contrastarlo sul suo terreno, dove non possono che uscire sconfitti come dimostrano i fatti. L'ultimo assalto a Salvini è del giornale Famiglia Cristiana che pubblica una copertina con il titolo "Vade retro Salvini" con una mano imposta sulla sua testa, equiparando il leghista a Satana. Le reazioni a questa copertina sono incredibili da parte anche di persone pseudo-cattoliche che si indignano per l'immagine e il parallelo Salvini-Diavolo ma per esempio non si sono indignate per l'uso che Salvini stesso fa dei simboli religiosi della cristianità. Salvini si è presentato spesso con il rosario o con il Vangelo in mano per utilizzarli a sporchi fini elettorali ma soprattutto dissacrando e calpestando il significato che quei simboli rappresentano per la cristianità. In quelle occasioni non si sono registrate le stesse reazioni indignate da chi oggi si scandalizza per la copertina di Famiglia Cristiana. Il giornale alla fine non ha fatto altro che stigmatizzare l'operato di un ministro che sfoggia i simboli del cristianesimo (e li difende in maniera scomposta e anticostituzionale come nel recente caso del crocefisso) salvo poi tradire e calpestare i principi che quei simboli rappresentano. Ma ormai la capacità di analisi e di ragionamento indipendente e con la propria testa sta diminuendo velocemente arrivando al minimo storico ma ancora non è finita.

Marchionne: un manager al servizio esclusivo del capitalismo


La strana legge che vuole santificati coloro che lasciano questa vita ed hanno ricoperto un ruolo di rilievo nella società italiana è stata rispettata anche questa volta in occasione della scomparsa di Sergio Marchionne. Politici, giornalisti, sindacalisti di qualsiasi schieramento e pensiero si sono sperticati ieri nel tessere le lodi del manager che "ha salvato la Fiat per il bene del paese". Ora che Marchionne sia stato un grande manager, intelligente, preparato anche culturamente e pieno di iniziative nessuno lo mette in dubbio, che abbia salvato la Fiat dal fallimento è altrettanto vero, ma che abbia fatto tutto questo per il bene del paese, beh si può dissentire fortemente. Marchionne ha lavorato per il bene dell'azienda e dei suoi padroni e se ne è fregato altamente del bene del paese. Ha risollevato l'azienda come qualunque manager che agisce nella logica del capitale avrebbe cercato di fare, lui l'ha fatto e ci è anche riuscito. Oggi tutti i piagnistei e le lodi, compresi quelli elargiti dai vertici Fca, sono sinceramente un frullato di cinismo e ipocrisia. Tanto è vero che, nella logica del capitalismo dove contano i profitti e non certo le persone che sono semplicemente da risorse da "sfruttare" fino a quando è possibile, il buon Sergio è stato liquidato senza nemmeno aspettare che se ne andasse definitivamente. Il capitalismo non può contare sull'umanità, non può permettersi di "rispettare" chi lo serve incondizionatamente (si dice che Marchionne si alzasse all 3.30 del mattino e che da quando è Ad della Fiat si sia fatto solo un weekend di vacanze) e Marchionne questo lo sapeva benissimo tanto è che ha servito i suoi padroni fino a quando ne ha avuto la possibilità. Ma da qui ad osannarlo soprattutto da una certa parte politica, ce ne corre. Sotto la gestione Marchionne la Fiat ha perso quasi 100.000 dipendenti per non parlare delle consequenze nefaste sull'indotto. Ha portato in Olanda la sede legale dopo aver acquisito, sfruttando gli aiuti di Obama, la Chrysler e aver iniziato proprio dagli Usa la sua lotta ai lavoratori: riassume pochi operai della ex Chrysler dimezzando i salari ed i piani pensionistici e sanitari. Delocalizza il più possibile dopo aver "ricattato" gli operai della ex Fiat nel 2011 al grido "o accettate le mie condizioni oppure chiudo e vado a produrre da un'altra parte". Gli operai sono caduti nel tranello (anche perché totalmente abbandonati da sindacati e governo), hanno accettato le condizioni di Marchionne che poi comunque la produzione all'estero l'ha portata ugualmente chiudendo Termini Imerese e quasi tutta Mirafiori. Ha poi portato fuori da Confindustria la Fca e chiuso le porte ai sindacati stabilendo lui nuove regole interne di stampo dittatoriale. Basta leggere, oltre alle pontificazioni che si trrovano ovunque, il racconto per esempio di questo operaio della Maserati per rendersi conto che le condizioni di lavoro siano tornate indietro di oltre 60 anni. Insomma Sergio Marchionne manager di grandi capacità, abile ma cattivo e insensibile, e soprattutto non certo un difensore nè dell'italianità nè tanto meno del paese, un semplice servitore del capitalismo dal quale si è fatto, consapevolmente, usare e spolpare per poi essere gettato via con tanto di lodi ipocrite e ciniche.

venerdì 20 luglio 2018

Il governo del cambiamento e l'immigrazione


 Improvvisamente, dopo l'insediamento del nuovo governo, il problema principale da affrontare è diventato quello dell'immigrazione. E questo nonostante i flussi migratori fossero ormai in netto calo grazie o a causa (dipende dai punti di vista) delle politiche di Minniti. Il neo ministro dell'interno, Matteo Salvini, non poteva però di punto in bianco abbandonare il suo cavallo di battaglia con il quale ha inondato per mesi tutti i mezzi di informazione e quindi per riprendersi la scena si è inventato la chiusura dei porti italiani a tutte le navi delle organizzazioni umanitarie che ora addirittura non considerano sicuri i porti italiani. In questa strategia ha avuto gioco facile sia per la inadeguatezza delle politiche di gestione dei migranti da parte dei governi precedenti, sia per il campo libero lasciato alle sue esternazioni da frequentatore di bettole da parte degli alleati di governo (quelli del cambiamento) e del presidente del consiglio. Il recente intervento del presidente della Repubblica per far attraccare una nave italiana è l'ultimo esempio sia del delirio di onnipotenza di un ministero incapace e quindi pericoloso che dell'assoluta sudditanza dei 5stelle e del presidente del consiglio Conte alle farneticazioni salviniani. Salvini, con la sua rozzezza e ignoranza, altro non è che una delle mani armate del capitalismo che sposta il problema sugli affamati piuttosto che su chi la fame la procura. Negli anni precedenti al suo ingresso al governo (finalmente c'è riuscito grazie ad un'opera mediatica supportata dal suo alleato principe Silvio Berlusconi) ha seminato paura agitando lo spettro della sicurezza (nonostante i reati siano in netta diminuzione nel nostro paese) e successivamente dell'invasione (nonostante l'Italia sia un paese con un numero di immigrati inferiore ai vari paesi europei). Grazie a questa opera negazionista ed alla inconcludente politica del governo a guida Pd degli ultimi 5 anni, ha saputo manovrare in maniera subdola, ipocrita e cinica un buon numero di elettori. L'immigrazione non sarà certo bloccata dalla chiusura dei porti, dai respingimenti o dagli affondamenti dei barconi con conseguente massacro di poveracci disperati (oltre 35.000 negli ultimi 15 anni). Il capitalismo ha dapprima affamato quelle popolazioni sfruttando le loro enormi ricchezze naturali, ha portato la guerra in medio oriente nel nome dell'esportazione della democrazia e della pace (come se questi fossero beni da esportare e non da conquistare), ha poi sapientemente e cinicamente utilizzato i disperati per portarli nel mondo occidentale con l'obiettivo (raggiunto) di scardinare diritti, abbassare i salari, aumentare lo sfruttamento anche in quelle popolazioni. Il finale poi dell'opera distruttiva del capitalismo è stata quella di mettere gli uni contro gli altri gli sfruttati immigrati con i nuovi sfruttati del mondo così detto evoluto. Salvini altro non è che uno degli strumenti utilizzati per fomentare questo odio reciproco in modo che il dito venga poi puntato sugli affamati piuttosto che sugli affamatori. Ma d'altra parte oggi siamo arrivati all'assurdo che "chi critica il capitalismo ed elogia il fenomeno dell'immigrazione (il trionfo del capitale) mostra la sua incoerenza  esattamento come chi critica l'immigrazione e accetta supinamente il capitale (che usa l'immigrazione appunto per segnare la propria supremazia)" (Cit. Diego Fusaro). Di fatto da questa spirale non ci porteranno fuori nè la Lega nè tanto neno il M5S o qualsiasi altro governo europeo ed occidentale: l'unica uscita sarebbe il raggiungimento della consapevolezza che è i capitalismo che ci ha portato in questo circolo vizioso, ma oggi dove "l'ignoranza" della società dell'informazione si propaga dalla velocità della luce non si vede proprio come si potrà uscire da questa spirale se non con uno scontro violento fra gli sfruttati.

venerdì 13 luglio 2018

L'Italia in mezzo stretta fra un pazzo ed un incompetente ... per fortuna che Mattarella c'è


Ormai, dopo un mese in mezzo di "governo del cambiamento", si è capito dove sta il cambiamento: in un ministro che pensa di "comandare" su tutto (interni, giustizia, salute, economia, etc.) ed un altro ministro incompetente su tutto. Entrambi non hanno la minima idea di che cosa siano le istituzioni, la costituzione, le leggi nazionali ed internazionali, e si mettono di traverso alla costituzione stessa oltre che allo Stato che rappresentano.
Il ministro con spiccate tendenze dittatoriali, Matteo Salvini, è ormai ossessionato dal problema immigrazione. Ossessionato a tal punto che blocca anche le navi italiane, vorrebbe non consentire lo sbarco dei naufraghi presenti sulle quelle navi ignorando che le navi della guardia costiera italiana sono già territorio italiano e che quindi, chiunque sia presente su quelle navi, di fatto si trova sul territorio del nostro Stato. Ma non solo si sostituisce all'autorità giudiziaria pretendendo di decidere lui stesso se su quelle navi sono presenti dei criminali o semplicemente persone disperate che non hanno fatto niente che possa consentire il loro arresto. Come un pazzo scatenato, seguito da qualche altro migliaia di pazzi (e sono loro alla fine il vero problema) lancia tweet a raffica bloccando una nave della guardia costiera e impedendo di sbarcare il carico di esseri umani per dare loro la giusta assistenza. Alla fine deve intervenire addirittura il Presidente della Repubblica, fatto mai accaduto nella storia della repubblica italiana, per richiamare all'ordine tutti a partire dal presidente del consiglio ormai diventato oggetto della prossima puntata di Chi L'ha Visto. Alla fine della vicenda i 66 migranti possono scendere dalla nave, 2 vengono interrogati dalla magistratura senza bisogno di manette o palle al piede, e l'Italia si ritrova con un ministro dell'interno incapace di intendere e volere ormai totalmente accecato dal suo razzismo e dalla sua xenofobia stampata nel proprio Dna. Il peggio è che il suo consenso aumenta dimostrando quanto ormai una buona parte dei cittadini italiani abbia subito un lavaggio del cervello epocale semplicemente con tweet, post su facebook e filmati vari.
L'alletao o meglio il contendente di questo pazzo nel governo è Luigi Di Maio, uno sempre in giacca e cravatta, meno irruento di Salvini ma altrettanto populista e falso. Ietri abbiamo visto il ministro brindare su un palco con palloncini e cotillon per l'approvazione di un provvedimento farsa da parte della Camera. Le parola d'rodine o meglio l'hastag come si usa dire oggi è #ByeByeVitalizi che contiene l'essenza della bufala di questo provvedimento. Bufala numero 1: i vitalizi non esistono più dal 2012 aboliti dal governo Monti. Bufala numero 2: quelli ancora in essere non sono stati aboliti ma semplicemente ricalcolati. Bufala numero 3: per concludere la vicenda sarà necessario aspettare il pronuciamento della Corte Costituzionale in quanto il provvedimento va contro alcuni principi della Costituzione stessa. Ma intanto si brinda al risparmio di ben 40 milioni (che se saranno distribuiti fra i 5 milioni di italiani sulla soglia della povertà garantirà loro ben 8 euro all'anno a testa) e lo si fa urlando strillando come un se si fosse in uno stadio ... vergognoso. Ecco il governo del cambiamento .... ma mica avevano detto che tipo di cambiamento.