mercoledì 1 luglio 2020

E' accaduto un fatto strano: Matteo Salvini ha scritto una lettere


Chi pensava che il leader leghista fosse solo capace di lanciare tweet di 280 caratteri è servito: Matteo Salvini ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica. Si si una lettera vera di ben 5689 caratteri per un totale di 858 parole. Ora non sarà la Divina Commedia ma passare da un messaggio di 280 caratteri ad una lettere di 5689 caratteri è un bel salto. Questa sarebbe già una notizia clamorosa, ma poi se si va ad esaminare il contenuto .. beh qui allora casca l'asino ed il povero Matteo, quello verde, dimostra tutta la sua inconcludenza oltre che ignoranza. Intanto veniamo all'argomento della lettera: LA SCUOLA. E già qui si alza un sorrisino dalle vostre labbra si vede. Come Matteo Salvini che parla di scuola ? E che cosa ha da dire di così importante e interessante ? Tranquilli niente. Salvini è preoccupato per la scuola che versa in grave condizioni a causa dell'emergenza Covid e naturalmente a causa dell'inconcludenza del governo e della maggioranza. La preoccupazione è giusta e dopo l'esternazione ci si aspetterebbe di leggere le proposte del senatore leghista per tentare di risollevare le sorti della nostra scuola ed invece ecco che scrive alla 11esima riga: "Le chiedo di valutare se esistano margini per accelerare una scelta politica in tempi brevi da parte della maggioranza. NON ENTRO NEL MERITO DELLE MISURE da adottare, perché è giusto che l'iniziativa competa al Governo, più semplicemente sottolineo l'urgenza delle sofferenze che quotidianamente mi vengono testimoniate dai cittadini che incontro. E qui si potrebbe già chiudere l'argomento e sicuramente Mattarella avrà gettato nel cestino i due fogli della lettera salviniana. Non fa proposte e questo è nel suo stile ormai consolidato, lanciare allarmi ma non fare proposte. Però denuncia le innumerevoli testimonianze che i cittadini continuamente gli fanno presenti ... non sorridete dai. Si lo so che ogni volta che si vedono di Salvini in mezzo alla gente lo vediamo impegnato a scattare selfie piuttosto che a raccogliere le istanza dei cittadini, anche perché la maggioranza delle istanze riguardano una domanda su tutte: quando restituisci i 49 milioni ? che accordi hai fatto con Putin ? Si potrebbe terminare qui il commento della lettera ma vale la pena di citare il prosieguo dell'appello salviniano a Mattarelle. Il buon Matteo si spertica nel puntualizzare l'importanza della scuola, si perde a sottolineare come la scuola sia stata maltrattata fino ad ora e come i fondi destinati all'istruzione in questo paese siano insufficienti ma dimentica per esempio di sottolineare che dal 1993 ad oggi ci sono stati ben 4 governi a guida centro destra e tutti hanno fatto niente per la scuola. Poi termina, da buon lombardo, nell'elogiare la scuola privata e soprattutto quella cattolica citando addirittura il buon San Giovanni Bosco ed il ruolo svolto dal santo nel campo dell'istruzione, peccato che si parli del 1800 ... un pò di tempo fa. Naturalmente riproporre il modello lombardo seguito in ambito sanitario non può che rappresentare una "certezza" per risollevare la scuola. La lettera termina con l'ennesima bufala alla quale il buon ex ministro dell'interno non sa proprio rinunciare. Il Salvini si intesta l'aumento del finanziamento delle scuole paritarie da 150milioni a 300milioni: un modo come un altro per distruggere la scuola pubblica salvo poi chiedere al Presidente Mattarella di intervenire per risollevarla. Dai prendiamola come un'uscita satirica e ridiamoci su ... che con questo caldo di meglio non possiamo fare.

martedì 30 giugno 2020

E come al solito non cambia niente


Sembrano lontanissimi i giorni nei quali iniziava il famigerato lockdown o meglio il confinamento (si perché abbiamo una lingua molto ricca di vocaboli e quindi usiamoli) è iniziava il tam tam delle parole d'ordine, due su tutte: ce la faremo ... niente non sarà come prima. Parole d'ordine definitivamente disattese. Il ce la faremo è lontano da venire: il virus circola ancora in Italia ma circola ancora e in maniera molto preoccupante in tutto il mondo, grazie anche alla scelleratezza dei governanti come Trump o come Bolsonero. Soprattutto però ad oggi contiamo in Italia oltre 34mila morti e quindi è un "ce la faremo" molto fragile e ipocrita, non ce l'abbiamo fatta fino ad ora per il futuro vedremo, ma i morti rimangono. La seconda parola d'ordine "niente sarà come prima" si è già sciolta come neve al sole dopo nemmeno un mese di riapertura quasi totale. Era già il 2 giugno, quando solo il giorno dopo si sarebbe potuto tornare a viaggiare liberamente in Italia, e si era capito che tutto sarebbe stato come prima. I leader dell'opposizione, Savini-Meloni-Tajani, scendevano in piazza oltraggiando la festa della Repubblica ma soprattutto oltraggiando le norme sul distanziamento sociale mettendo a rischio migliaia di persone. Non è un caso che nelle settimane successive il Lazio poi sia diventata la regione con l'indice di contagio più alto. Era il segnale che per la politica l'emergenza dovuta all'epidemia Covid-19 sarebbe passata liscia come acqua fresca. A dire il vero l'opposizione impersonata da Salvini e Meloni durante tutto il periodo del confinamento non ha mai mostrato un atteggiamento costruttivo per aiutare il governo nell'affrontare l'emergenza quanto piuttosto ha usato tutte le sue frecce (spuntate per altro e per fortuna) per fare sciacallaggio politico come se ci si trovasse in una normale competizione politica. Ed ora tocca al governo che tenta di affrontare il dopo emergenza ma appare impacciato e avviato verso una strada pericolosa per un paese dove l'evasione, l'abusivismo e le mafie la fanno ancora da padrone. A parte la storia infinita del Mes che nessuno si decide a chiarire una volta per tutte semplicemente facendo riferimento ai documenti ufficiali, sarebbe molto semplice scoprire se davvero il Mes è a costo zero per quanto riguarda le spese sanitarie o se è una cambiale firmata nei riguardi dell'Europa. E invece si va avanti a slogan e a punti presi senza dare una giustificazione oggettiva alle proprie tesi: per cui l'opposizione dice no perché sarebbero a rischio addirittura i risparmi degli italiani, la maggioranza è divisa fra chi dice no a priori e chi dice si a posteriori ma nessuna delle due parti da una spiegazione oggettiva e incontrovertibile. Il presidente del consiglio rimane preso fra due fuochi all'interno di una maggioranza anomala, come era anomala quella fra M5S e Lega, ma l'anomalia vera è proprio il M5S. E così nella foga di far ripartire l'Italia si pensa a cancellare pezzi di burocrazia ma in maniera sconsiderata e all'Italiana: ecco allora gli appalti liberi fino a 5 milioni di euro e qualcuno già si frega le mani. Insomma la sensazione è come al solito che non ci sia un piano, un progetto di fondo da seguire ma che semplicemente si navighi a vista.

lunedì 22 giugno 2020

Dove c'è da fare sciacallaggio lui non manca mai


Dopo quanto avvenuto con il ponte Morandi, ora che il nuovo ponte sarà pronto, la politica farebbe bene ha mettersi da parte e lasciare la scena ad altri attori. Ma questo significherebbe avere una classe politica responsabile e cosciente e se fosse così magari la tragedia del ponte di Genova non sarebbe accaduta e non ci sarebbero stati 43 vittime. E invece siamo in Italia e quindi dopo gli annunci sulla concessione che sarebbe stata "immediatamente" tolta ad Autostrade, dopo gli squallidi selfie di Matteo Salvini, di Luigi Di Maio il giorno dei funerali delle vittime, ecco che ora la sceneggiata riprende oggi che il ponte è ricostruito e fra poco ci sarà la sua inaugurazione. Temendo di essere estromessi da quella cerimonia, che sarà si un festa ma senza dimenticare che quella festa è costata 43 morti innocenti, i politici più spregiudicati e più dediti allo sciacallaggio si sono presi la scena oggi. Giovanni Toti, presidente della Ligura, Bucci, sindaco di Geneova, e Matteo Salvini, il più fuori luogo di tutti, si sono presi la scena camminando sul nuovo ponte, facendo selfie e video, non rinunciando all'immancabile propaganda politica. l buon Salvini naturalmente ha vestito i panni dell'operaio della Webuild, a ditta costruttrice, ed ha colto l'occasione per il suo sproloquio. E' singolare ma del tutto normale per il sindaco leghista, proporsi come colui che difende gli "interessi" degli italiani, salvo poi vestire ad ogni occasione i panni di colui che rema e manovra contro il paese ed i suoi cittadini, soprattutto quelli che appartengono ad una categoria estranea alla Lega: i cittadini onesti. E' già accaduto il 2 giugno, quando Salvini e la vispa Teresa, infangando la festa della Repubblica, hanno promosso quella manifestazione inutile e scellerata grazie alla quale il Lazio oggi è l'unica regione italiana con indice di trasmissione superiore a 1. I romani e i laziali ringraziano. Per Salvini è stato più importante infangare la memoria di oltre 33.000 morti utilizzati per la sua sporca propaganda politica. Oggi i morti utilizzati da Salvini sono in numero minore, "solo" 43, ma il leader leghista se ne frega altamente e va sul ponte per la sua sporca propaganda. Propaganda che si incentra sui due punti cardine delle sue proposte post-Covid: promuovere un ulteriore condono fiscale o pace fiscale come la si voglia chiamare e cancellare l'unica, anche se debole, difesa che lo Stato ha per tenere lontani dagli appalti mafie e corruttori: il codice degli appalti. Se aggiungiamo a questi due capisaldi la Flat-tax il quadro anti italiano ed soprattutto anti cittadino onesto è completo. Speriamo che Conte ed il governo tengano duro, non perché sia il miglior governo ma solo perché nel quadro generale potremmo solo andare a stare peggio.

giovedì 18 giugno 2020

Il Felpa ed i Felpini ogni giorno ne combinano una


Se non fosse che il paese sta attraversando la più grave crisi da dopo la guerra, crisi sanitaria-economica-sociale-finanziaria, ci sarebbe da ridere a crepapelle alle uscite del leader leghista e dei suoi seguaci. In una situazione come quella attuale non ci sarebbe bisogno solo di un governo forte e capace con una maggioranza solida, che invece non c'è, ma anche di un'opposizione solida e altrettanto capace. Per uscire dal tunnel in cui siamo entrati nostro malgrado servirebbe il contributo di tutti, un contributo indirizzato nel trovare le soluzioni per condurre tutto il paese in fondo al tunnel senza lasciare indietro nessuno, che già ci ha pensato il Covid ha mietere vittime. E invece ci ritroviamo con una maggioranza inadeguata, anche se la meno inadeguata fra i vari scenari possibili, con il M5S ormai diventato un partito con tutti i difetti dei partiti italiani, un Pd ancora incapace di scrollarsi di dosso remore liberiste, ed un terzo partitucolo Ialia Viva guidato da un egocentrico come Renzi tutto teso a soddisfare il proprio ego smisurato. In questo quadro desolante un'opposizione con una minima di capacità politica avrebbe gioco facile nel mangiarsi la maggioranza di governo contribuendo con proposte serie e attuabili ad uscire dalla crisi. Purtroppo, se nella maggioranza non esistono politici con la P maiuscola, nell'opposizione non esistono proprio nè politici nè politica seria. Il partito più forte dell'opposizione, la Lega, è guidato da un personaggio che tutto è meno che un politico. Anche lui ha un ego smisurato, ma a differenza di Renzi, il leader della Lega non ha la stessa intelligenza, parla sempre come se si trovasse nella più infima bettola del fronte del porto, sfrutta qualsiasi episodio per fare polemica politica da rasentare spesso lo sciacallaggio, fa proposte inattuabili pronto comunque a disconoscerle qualora il governo le facesse sue. Oltre a questo comportamento squallido, il Felpini non si fa scrupoli ad usare notizie false e vere e proprie bufale da lanciare contro il governo. Bufale che vengono lanciate sui social senza nessun contraddittorio, date in pasto alla sua platea di fedeli sempre pronti a rilanciarle senza alcuna verifica e controllo. Ogni giorno ne combina una.
In questa ultima settimana siamo passati dal tweet nel quale rifiutava l'invito di Conte a partecipare agli stati generali affermando che lui era pagato per lavorare in parlamento, salvo poi il giorno dopo farsi trovare a scattare selfie in Sicilia e in Calabria, alla conferenza stampa con Zaia nella quale, mentre il presidente del Veneto parlava di un fatto tragico la morte di alcuni bambini in un ospedale, lui trangugiava ciliege sputando il nocciolo come se si trovasse ad una sagra di paese. Il clou di questi giorni si è avuto ieri in Senato. Durante il suo solito intervento fatto di tweet messi in fila uno dietro l'altro, l'ex ministro degli interni si è lasciato andare alla seguente dichiarazione: "I porti aperti hanno salvato vite, i porti chiusi condannano a morte migliaia di persone" ... L'esatto contrario del suo pensiero insomma. Qualcuno si aspettava che dai banchi della Lega qualcuno suggerisse al proprio capo il lapsus nel quale era caduto ed invece i leghisti presenti in aula si sono spellati le mani per applaudire il buon Felpini. A dimostrazione che il Felpini è ormai fuso, ma i suoi seguaci sono privi di materia grigia ed applaudono qualunque cosa esca da quella bocca anche se si trattasse di un nocciolo di ciliegia. In questo panorama desolante c'è solo da innalzare un monumento al Papeete Beach che con qualche mojito e tetta al vento a fatto credere all'ex ministro dell'interno di avere ormai il paese in mano e di abbandonare il governo. Se non fosse stato così ci saremmo ritrovati a combattere il Covid-19 con mojito e ciliege.

giovedì 11 giugno 2020

I conigli dell'opposizione


Uno dei cardini della democrazia dovrebbe essere la presenza nel paese di un'opposizione forte, attenta e vigile per controllare ed eventualmente tentare di modificare l'operato della maggioranza che governa. Senza un'opposizione credibile il governo potrebbe fare il bello e cattivo tempo in maniera indiscriminata. L'opposizione insomma è essenziale per una democrazia sana. In Italia purtroppo da questo punto di vista la democrazia è zoppa da molto tempo e non solo in questo ultimo anno nel quale l'opposizione è rappresentata dal trio Salvini-Meloni-Taiani. Da troppo tempo lo scontro fra chi governa e chi dovrebbe fare opposizione è continuo indipendentemente dalla materia del contendere e dalla bontà o meno dei provvedimenti governativi. Unico obiettivo della politica italiana è conquistare consenso e guardare non oltre le prime elezioni in ordine temporale, nessuno ha in mente un progetto reale e concreto per il paese, colpa sostanzialmente di una classe politica formata essenzialmente da politicanti di bassa lega nella quale non si intravede alcun personaggio che possa vestire i panni dello statista. In questi mesi del secondo governo Conte e di epidemia da Covid-19 si è potuto toccare con mano questa situazione drammatica della democrazia italiana. Situazione che è sfociata ieri nel rifiuto dell'opposizione di partecipare ai così detti Stati Generali promossi da Conte per mettere a punto una strategia di ripresa per il paese dopo il lockdown ed i danni economici che ne sono conseguiti. Intendiamoci, l'iniziativa del Presidente del Consiglio ha i suoi lati deboli e potrebbe anche essere interpretata come una mancanza di idee e di progetti per governare la fase della eventuale ripresa, ma Salvini e soci che da mesi dicono di fare proposte e lamentano di non essere ascoltati, con il loro rifiuto si mostrano ancora una volta per quello che sono: incapaci, ipocriti, falsi intellettualmente e politicamente, speculatori e pronti allo sciacallaggio politico. Partecipare al summit proposto dal Presidente del Consiglio significherebbe andare non con i soliti slogan del prima gli italiani, soldi per la scuola, soldi per le partite Iva, soldi per le aziende, soldi per il turismo e via dicendo, ma soprattutto andare con proposte serie nella forma e nella sostanza indicando tipo di interventi e fonti di finanziamento. E qui casca l'asino, perché stare fuori dal governo e lanciare critiche ogni minuti è facile, fare proposte serie e realizzabili è più complicato. Poi ci sarebbe il rischio che qualcuna di queste proposte venisse anche accettata ed allora come farebbero i Salvini e Meloni ha prendersela con il governo qualora Conte mettesse in cantiere qualche loro iniziativa ? Meglio stare fuori, andare in strada a scattare qualche selfie, e sparare a zero magari raccontando anche qualche cavolata o qualche bufala che tanto il popolo dei loro seguaci si beve tutto ciò che esce da quelle loro bocche.

martedì 9 giugno 2020

Primi effetti collaterali del Covid-19: da Renzusconi a Renzini


Ora che l'epidemia COVID-19 sta lentamente allentando la morsa sul paese, altrettanto lentamente si sta tornando alla normalità anche nel panorama politico italiano. Doveva cambiare tutto ma, come era prevedibile, non sta cambiando niente. Il buon Salvini, con la scusa della prossime elezioni regionali, sta riprendendo i suoi tour enogastronomici-imbonitori nei quali spara a destra e a manca contro il governo a prescindere. E' di ieri la sua sparata, già preannunciata, nel tour delle marche sulla app Immuni che non scaricherà fino a che il governo non lo illuminerà sui dati raccolti a "sua insaputa" dalla app stessa. Basterebbe leggere la documentazione della app ma poi da che pulpito viene la predica: un politico che sparge dati suoi e dei suoi fans in video, in post, in tweet nei quali non si limita nel citare con nome e cognome i malcapitati. L'altro Matteo invece, persona meno gretta e meno ignorante, si è buttato nella letteratura pubblicando il frutto della sua quarantena: un libro dal titolo accattivante "La mossa del cavallo". I punti cardine del libro non sono altro che tre riesumazioni prese dal centro destra sia dal suo vecchio padre putativo, Silvio Berlusconi, sia dalla suo omonimo Matteo Salvini. Il povero Renzi le studia tutte per decollare oltre quel misero 2% del quale lo accreditano i sondaggi. I tre punti di "forza" della mossa del cavallo sono tre "bombe": il ponte sullo stretto, la riforma costituzionale per l'elezione diretta del premier (mutuati entrambi da Berlusconi) ed il condono per coloro che nascondono denaro contante (mutuata da Salvini). Non c'è che dire tre strategie da vero statista. Sul ponte, unico caso nel mondo, del costo, grazie all'ex cavaliere, di qualche centinaio di milioni di euro anche se non sarà costruito, è già stato detto di tutto ed ormai chiaro anche ai bambini dell'asilo che prima di quella opera c'è ben altro da fare. La riforma costituzionale, con l'elezione diretta del presidente del consiglio, era un vecchio pallino berlusconiano bocciato dal referendum popolare, ripreso in parte proprio ai tempi del governo Renzi e bocciato una seconda volta, rigettato in campo nonostante i disastri ai quali abbiamo assistito proprio da parte degli amministratori eletti direttamente dai cittadini. Presidenti di regione e Sindaci ne hanno combinate di tutti i colori in questi tre mesi mettendosi di traverso al governo centrale e contrastando in tutti i modi i decreti di Conte che bene o male ci hanno portato fuori dall'epidemia. Il terzo punto della mossa è quanto di più offensivo per il paese e per i cittadini onesti un politico possa proporre: condonare chi ha denaro contante nascosto e lo dichiara facendo pagare un piccolo balzello del 10-15%. Una proposta che segue quella di Salvini di azzerare tutto, dalle pendenze ai codici per gli appalti, con l'obiettivo della ripartenza dopo il fermo Covid. Come se Renzi non sapesse che chi ha denaro contante in casa è quasi sicuramente un camorrista, un mafioso, un trafficante di droga che tiene denaro guadagnato illegalmente. L'ennesimo condono, l'ennesima chiusura di un occhio da parte dello stato che con la scusa di reperire fondi non fa altro che incentivare il male principale di questo paese: corruzione, evasione fiscale, abusivismo.
Il vero problema è che, passata o quasi l'epidemia, ci sarà da gestire una notevole quantità di fondi in arrivo dall'Europa e quei fondi fanno gola a tutti ed ecco che tutti affilano le armi per poter avere voce in capitolo nella gestione. Sarà un periodo ad alto rischio corruzione, le mafie organizzate di vario tipo saranno tutte lì pronte per cercare di mettere le mani su questo fiume di denaro e finanziare i loro sporchi affari. Il rischio è notevole, come già si sta vedendo con le innumerevoli inchieste relative ad affari poco chiari conclusi nel periodo Covid, e non sarebbe certo il momento di allentare le normative che già ora consentono manovre poco chiare. Questo è il reale obiettivo di chi non si trova al governo o di chi ci si trova ma vorrebbe aumentare il proprio consenso: politici disposti a tutto per di rimuginare in quel fiume di denaro.

martedì 2 giugno 2020

2 Giugno 2020: la festa dei cittadini onesti


Come accade ormai da quando il centro destra arrivò al governo per la prima volta grazie all'allora cavaliere Berlusconi, ogni festa nazionale è diventata la festa della divisione. Da una parte i cittadini onesti, che credono nella democrazia e nella Costituzione, dall'altra i difensori degli evasori, i sostenitori del revisionismo storico e della divisione del paese. Quest'anno, dopo tre mesi di epidemia (non ancora passata del tutto) e dopo oltre 30mila morti, si pensava che qualcosa fosse cambiato nell'atteggiamento del centro destra (ormai diventato solo destra della più becera e pericolosa). E invece siamo ancora una volta alle divisioni. Da una parte il popolo italiano (per fortuna la maggioranza) che crede ancora nella democrazia, che paga le tasse, che in questi tre mesi ha rispettato tutte le restrizioni imposte dal governo, che ha lottato contro il Covid 19 e che sta portando il paese fuori da questa emergenza sanitaria. Un popolo rappresentato dal Presidente Mattarella che anche ieri ha tirato per le orecchie tutta la politica italiana ed in particolare chi in questi mesi non ha fatto altro che mettere i bastoni fra le ruote a chi ha dovuto affrontare un'emergenza mai accaduta. Dall'altra due irresponsabili che proprio oggi, contro ogni regola ancora in vigore per la lotta contro il virus, che chiamano nelle piazze italiane i loro irresponsabili sostenitori. Una pattuglia fatta di evasori fiscali, negazionisti, populisti pronti a mettere a rischio gli sforzi fatti dal governo e dal paese per combattere l'epidemia. Una chiamata in piazza che può avvenire grazie anche alla troppa democrazia di questo paese che permette ad un manipolo di scellerati di non rispettare le norme ancora in vigore per la salute pubblica oltre alle norme emanate dal loro stesso rappresentante nei pochi mesi nei quali è stato al governo. Questi signori chiamano il popolo allo scontro sociale che prima o poi sarà inevitabile se vorremmo averla vinta su due personaggi pericolosi per la democrazia e per la Repubblica

lunedì 1 giugno 2020

2 Giugno 2020: una Repubblica da rifondare


Quest'anno la festa della Repubblica capita in un momento particolare alla fine (speriamo) del tunnel emergenza Covid-19. In questi mesi ma soprattutto in queste ultime settimane abbiamo avuto la dimostrazione che la Repubblica Italiana esce dalla epidemia con le ossa rotta. Oggi più che mai s ha la sensazione che più di una repubblica si sia tornati indietro di quasi 1000 anni quando l'Italia era formata da tanti statarelli, i comuni, che però rappresentarono un enorme spinta allo sviluppo economico e sociale. Nel 2020 gli statarelli sembrano essersi moltiplicati in quanto oltre ai comuni ci sono le regioni che escono da questa emergenza come una vera spina nel fianco del paese. I presidenti di regione ed i sindaci hanno vestito i panni impropri dei "governatori", ognuno di loro sentendosi autorizzato a governare il proprio territorio spesso in opposizione alle norme nazionali. Ogni regione, chi più chi meno, anche in queste ore si comporta come se rappresentasse uno stato a se, c'è chi propone di introdurre addirittura un passaporto per transitare nella propria regione, chi minaccia di chiudere i confini (come se la regione avesse poi dei confini), chi intima ai propri cittadini di non andare in vacanze in quel o quell'altro paese, dopo aver per tre mesi emesso ordinanze fra le più assurde. Il governo decideva che i supermercati dovevano stare aperti sabato e domenica ? Bene la regione invece intimava di chiuderli. Il governo stabiliva che si poteva uscire di casa rimanendo entro i 200 metri dalla propria abitazione ? Alcuni sindaci emettevano ordinanze proibendo di uscire. E così via. Spesso poi queste ordinanze ed il loro tono era determinato non tanto da esigenze reali quanto dalla posizione politica del sindaco o del presidente di regione. Insomma un fuoco continuo alimentato poi a livello nazionale da quella che si dovrebbe rappresentare l'opposizione politica al governo mentre in realtà ha sempre vestito i panni del andare in senso contrario al governo facendo anche dei cambi di rotta repentini. Il governo diceva 100, l'opposizione ci vuole 1000, il governo saliva a 5000, l'opposizione che ci voleva 10000. Il governo chiude, l'opposizione affermava che si doveva aprire, il governo apriva, l'opposizione che si doveva chiudere. Una guerra continua sostenuta dall'esecutivo che si è trovato a combattere il virus, a combattere contro regioni e sindaci, a combattere contro i due moschettieri dell'opposizione Salvini e Meloni. E la battaglia non è finita perché i due trovano qualsiasi appiglio per cercare lo scontro anche quando l'appiglio non c'è. Si va delle recenti note dolenti sulle vicende del Consiglio Superiore della Magistratura, alle celebrazioni di domani 2 giugno. Sul Csm i due filibustieri hanno chiesto a gran voce che il Presidente Mattarella intervenisse sciogliendo il Consiglio, tanto che il povero Presidente della Repubblica è dovuto intervenire facendo una piccola lezione di Costituzione ai due e ricordando loro che il Presidente non può sciogliere il CSM. Ecco allora che Salvini-Meloni chiedono di andare a porre una corona all'altare della patria in occasione della festa della Repubblica. Altra richiesta assurda oltre che comica fatta da due personaggi ai quali della Repubblica non è mai importato niente. Il Quirinale è dovuto intervenire ancora ricordando che la posa della corona di fiori all'altare della patria è compito, questo si, del Presidente della Repubblica. Insomma qui si è di fronte non a un'opposizione che fa il proprio lavoro e che sarebbe indispensabile in un paese democratico, ma che cerca solo di mettere un bastone fra le ruote a chiunque sia della parte avversa e qualsiasi siano i provvedimenti, condivisibili o meno, del governo. E purtroppo lo fa calpestando quotidianamente la Costituzione Italiana. Passata l'emergenza il governo si dovrà occuparsi dell'economia ma anche di rifondare la Repubblica, altro che riforme costituzionali: prima di tutto la Costituzione va rispettata e applicata.

giovedì 28 maggio 2020

Coronavirus ovvero uno psicodramma collettivo


L'epidemia da Covid 19 è quasi certamente l'evento più drammatico e terribile che il nostro paese (e non solo) abbia dovuto affrontare dopo la seconda guerra mondiale. Che il paese non fosse preparato ad affrontare questo evento è un fatto altrettanto scontato e quello che abbiamo passato in questi tre mesi e che stiamo passando in queste settimane ne è la conferma. Che questa impreparazione fosse diffusa a tutti i livelli forse non era altrettanto scontato. A partire dalla scienza per arrivare alla politica di qualsiasi livello, tutti hanno contribuito a creare un caos senza precedenti creando sconcerto e confusione nei cittadini che forse alla fine sono quelli che si stanno comportando nella maniera equilibrata.
La scienza ha iniziato lo show con alcuni suoi rappresentanti (primo fra tutti il "gelataio" Burioni che per settimana si è presentato sulla televisione pubblica con il suo microfono tenuto perennemente fra le mani) frequentando salotti televisivi nei quali sciorinava dati e previsioni di settimana in settimana diverse e contrastanti. Siamo passati dalla trasmissione solo a carico dei soggetti sintomatici, alla trasmissione anche a carico degli asintomatici, per tornare in questi giorni alla prima versione. La vicenda delle mascherine poi è un'altra farsa che avrebbe del comico se non ci fossero in mezzo oltre 30mila morti. Così le mascherine erano prima indispensabili solo per gli operatori sanitari, poi indispensabili nei luoghi chiusi per tutti, poi addirittura obbligatorie anche all'aperto ma si è trattato di un'obbligatorietà inapplicabile a causa della irreperibilità delle stesse mascherine. Ora che si possono trovare abbastanza facilmente si è tornati non solo alla non necessità ma anche alla pericolosità se portate troppo a lungo. Poi ci sono state le polemiche sulle terapie con annunci quasi giornalieri di una nuova terapia fino alle polemiche sulle miracolose trasfusioni di plasma con i sostenitori ed i detrattori dell'una e dell'altra che si confrontavano non su riviste scientifiche ma su twitter e su facebook. Che dire poi dei numeri sciorinati quotidianamente con approssimazioni fuori controllo soprattutto per quanto riguarda le persone decedute sulle quali è stato vietato di fare autopsie per accertare le reali cause di morte.
Che doveva fare il governo quando di fatto è venuto a mancare un supporto affidabile da parte della scienza ? Più che navigare a vista cercando di mettere in atto l'unica arma che sembrava avesse qualche prospettiva di successo: bloccare tutto in una specie di stato di polizia pur nel rispetto della Costituzione. E così si è andati avanti di decreto in decreto disposizioni anche assurde e a volte inapplicabili. Ma anche nella politica così come nella scienza sono entrati in gioco altri attori affamati di protagonismo a cerare scompiglio e incertezza: i presidenti di regione ed i sindaci. L'Italia si è così dimostrata non più una repubblica come vorrebbe la Costituzione ma una serie di statarelli e feudi dove ognuno agiva come meglio credeva. Il decreto del governo stabiliva che supermercati per i generi alimentari dovessero stare aperti sempre ed la regione o il sindaco ordinava che rimanessero chiusi sabato e domenica. Il governo stabiliva che si poteva uscire entro i 200 metri dalla propria abitazione e il sindaco vietava di uscire. E questa manfrina prosegue anche ora quando siamo ad un passo dalla eventuale uscita dalla fase 2. C'è chi, come il presidente della sardegna, vorrebbe istituire un passaporto sanitario per entrare nella regione. C'è la regione Lombardia, senza la quale l'Italia avrebbe avuto un contagio ed una mortalità diciamo "normale", che accusa tutti di essere contro a prescindere. Ci sono i sindaci che oggi hanno chiesto a Conte maggiori poteri come se non bastassero quelli che già hanno e che ci obbligheranno la prossima estate a riempire il nostro smartphone di app per ogni spiaggia libera presente sul territorio nazionale. Insomma un delirio che ha colpito tutti.
Alla fine in questo caos forse quelli che hanno dimostrato un maggior equilibrio sono stati proprio i cittadini i quali, a parte qualche sconsiderato che appena aperti bar e locali si sono fiondati a riprendere la movida come se niente fosse, tutto sommato per la stragrande maggioranza hanno sopportato il delirio generale.

giovedì 21 maggio 2020

Quando tutto sarà finito non si dovrà dimenticare (post da leggere e non solo da guardare)


Il governo che si è trovato a gestire questa emergenza potrebbe non essere stato il migliore possibile, ma sicuramente non è stato il peggiore. A giudicare dalle dichiarazioni e dai comportamenti dei vari leader politici non ci sarebbe stato da essere allegri se al governo avessimo avuto Renzi, Meloni o peggio ancora Salvini. In mezzo a questo desolante panorama Conte, Pd e perfino il M5S hanno giganteggiato combattendo contro l'epidemia, l'inevitabile crisi economica e contro le bordate spesso senza senso, a volte costruite su evidenti falsità, delle opposizioni esterne (Salvini, Meloni) e interne (Renzi e soci). Ieri è andata in scena un'altra rappresentazione di questo comportamento al limite del criminale e contro un paese messo in ginocchio dal Covid-19. In seguito alle scarcerazioni, che poi il termine esatto non sarebbe scarcerazioni ma arresti ai domiciliari, stabilite dalla magistratura (e non dal governo), di alcuni detenuti e boss a causa dell'impossibilità di garantire cure in questo periodo critico, sono state presentate due mozioni di sfiducia contro il ministro della giustizia Bonafede. Il ministro ha sicuramente reagito con qualche ritardo a questa iniziativa della magistratura ma tentare di far cadere il governo in questo periodo è sicuramente un atteggiamento criminale. Da chi (Salvini) voleva andare alle elezioni per ferragosto e ricevere pieni poteri non ci si poteva aspettare un atteggiamento diverso, da chi (Meloni) andrà a manifestare il 2 giugno festa della repubblica mettendo a rischio la salute pubblica e contravvenendo alle sue stessi leggi non ci può certo aspettare un atteggiamento responsabile, ma anche da chi (Renzi) doveva ritirarsi a vita privata dopo una sonora sconfitta come promesso e invece è ancora lì con un manipolo di seguaci a mettere i bastoni sulle ruote del paese non si poteva pretendere di più. E vediamo cosa è accaduto.
Renzi naturalmente dopo giorni di minacce al governo, promesse di votare la sfiducia alla fine ha agito come sempre. Ha fatto due conti, sapeva che se il governo fosse caduto e si fosse andati a lezioni lui ed il suo manipolo di Italia Viva sarebbero scomparsi, e quindi ha votato contro la sfiducia per poi due secondi dopo intestarsi la sopravvivenza del governo stesso. Il solito pinocchio che ormai incanta solo chi ancora ha fette di prosciutto sugli occhi spesse un dito.
Ma il centro destra ha superato se stesso. Le mozioni di sfiducia erano due: una del centrodestra per avere consentito le scarcerazioni, una di Emma Bonino (che non si smentisce mai) di segno opposto per avere limitato le scarcerazioni. Salvini, Meloni e Forza Italia (si esiste ancora) hanno votato a favore di entrambe le mozioni: quindi prima perché il governo ha provveduto alle scarcerazioni e poi perché il governo ha scarcerato pochi detenuti. Insomma quelli che gridano Prima gli Italiani votano per se stessi e contro se stessi.
Capito perché ora abbiamo il miglior governo possibile e perché quando andremo al voto si dovrà ricordare tutto quanto è accaduto e sta accadendo in questi mesi ?

sabato 16 maggio 2020

Allo sciacallaggio politico non c'è mai fine


Non si sa se davvero dopo questa epidemia o pandemia che dir si voglia cambierà qualcosa nella nostra società e nel nostro paese. Di certo se i cittadini italiani mantenessero una buona memoria dovrebbero prima di ogni altra cosa liberarsi di quei politici che hanno dimostrato in questi mesi di lavorare contro l'Italia e contro il governo. Non perché il governo le abbia azzeccate tutto o abbia fatto il meglio possibile, gli sbagli ci sono stati ma chiunque si fosse trovato al governo ne avrebbe commessi a gestire una situazione imprevista e mai verificatisi. Certo stare all'opposizione è più facile, è più facile criticare, è più facile dire che fare in altro modo sarebbe stato meglio (senza per altro averne mai le prove), ma quello che non può essere accettato in paese civile e democratico è un'opposizione che approfitta dell'emergenza per fare sciacallaggio politico fino a promuovere azioni illegali e criminali. I due leader dell'opposizione in Italia invece hanno scelto questa strada andando sempre contro al governo ma mai con proposte degne di questo nome, quanto piuttosto con messaggi populisti e fomentatori di odio verso il governo qualunque fosse l'azione messa in campo. Un atteggiamento tenuto anche in Europa andando contro gli stessi interessi del proprio paese come è avvenuto due giorni fa con la votazione sul Recovery Found, un provvedimento che dovrebbe garantire un fondo di 2000 miliardi di euro per sostenere i vari paesi colpiti dall'emergenza Covid e che vorrebbe dire circa 75-80 miliardi per l'Italia. Bene i partiti, Fratelli d'Italia e Lega, del "primagliitaliani" si sono astenuti ma per fortuna il provvedimento è stato comunque approvato.
Ma i due non si fermano solo a questo ed ora tentano una forzatura che, in questo periodo di emergenza ed ancora di epidemia, rasenta il limite del criminale. Il governo ha già fatto sapere che, mentre si riaprirà alla libera circolazione all'interno delle regioni, per transitare fra regione e regione sarà necessario aspettare il 3 giugno. Ed i due bellimbusti leader dei due sopracitati partiti che fanno ? Chiamano a raccolta i cittadini per una manifestazione il 2 giugno a Roma. Perché si tratta di un'azione al limite del criminale ? Per tre motivi: 1. fino al 3 giugno non si potrà circolare da una regione all'altra, 2. organizzare una manifestazione quando si sta con fatica uscendo da una epidemia rischia di vanificare tre mesi di sacrifici, 3. il 2 giugno è la festa della Repubblica. Se non sono dei criminali questi non saprei come definirli in altro modo.
Quando tutto sarà finito, se mai potremmo dire è finita, dovremmo liberarci di questi signori ma non solo di loro ci sarebbero troppe cose da cambiare per cui alla fine non si cambierà niente.

giovedì 7 maggio 2020

Lotta senza quartiere sulla nostra pelle

Ormai siamo oltre i 2 mesi da quando è scoppiata l'epidemia Covid-19 ed è chiaro che tutti i messaggi positivi con in quali siamo stati bombardati rimangono per quello che erano: messaggi ipocriti e fuorvianti. Non ce l'abbiamo fatta e vale un dato su tutti: domani raggiungeremo e supereremo i 30mila morti. Le zone d'Italia più colpite, con una mortalità che è aumentata dal 30% al 500% (prendendo come riferimento gli anni 2015-19), sono le tante osannate regioni del Nord quelle dove si lavora, si produce, dove tutto funziona ma dove in realtà niente ha funzionato. Purtroppo oltre a questi dati tremendi e disastrosi, ce ne sono altri meno quantificabili ma altrettanto disastrosi che fanno presagire dei periodi neri quando l'emergenza epidemia si sarà realmente attenuata. Questi dati vengono dalla politica e dalla scienza o meglio dai politici e da una certa classe di scienziati. Con l'aggravarsi dell'emergenza i cittadini con ancora una testa pensante si aspettavano una specie di tregua fra maggioranza e opposizione in modo da fronteggiare un'emergenza drammatica e nuova in maniera organica e per il bene del paese. Naturalmente non è accaduto perché la classe politica italiana è formata non da statisti o Politici ma da omuncoli squallidi che non sanno vedere oltre il loro naso ed oltre il prossimo voto. Ecco allora che l'opposizione guidata da due sciacalli come Salvini e Meloni non ha per occasione per sparare odio e falsità su ogni provvedimento. prima che venisse preso e dopo. Lasciando da parte il tenere tutto aperto, per poi chiudere tutto, per arrivare al riapriamo tutto e subito, l'inseguimento con la bava alla bocca al governo è stato costante e criminale. Senza proposte serie attuabili ma rilanciando sempre sulle iniziative di Conte e dei suoi ministri. Se il governo stanziava 100 ci voleva 1000, se stanziava 1000 si chiedeva 10000 e così via. Fino ad arrivare alle bufale salviniane sulla diffusione del virus e sulle ultime proposte che riguarderebbero l'ennesimo condono ad evasori, corrotti e abusivi per far ripartire il paese. E che dire delle regioni e dei loro presidenti ? Una caos indescrivibile con ognuna delle 20 regioni che ha emanato provvedimenti di volta in volta contrari a quelli del governo e guarda caso quelle più indisciplinate sono quelle che hanno avuto più morti.
Non sono stati da meno gli scienziati o presunti tali tutti presi non tanto dalla propaganda ma dal portare acqua al proprio mulino, Il precursore di questa azione è stato il tanto decantato Burioni che ormai siede in pianta stabile tutte le domeniche sera in poltrona davanti a Fazio con un bel gelato in mano (microfono). Il buon Burioni le ha sparate tutte: dal virus che non sarebbe arrivato in Italia, alle mascherine non servono, alle mascherine che dovremmo metterle anche al cesso, alla terapia negata poi ammessa a denti stretti poi criticata. Naturalmente non è stato l'unico protagonista di questa polemica, sono intervenuti altri immunologi e virologi che di volta in volta o via social (a proposito Facebook e twitter un disastro) si scontravano l'uno con l'altro senza dare indicazioni certe o almeno attendibili ai cittadini. Ora siamo arrivati allo scontro sulla terapia con trasfusioni di plasma. Uno scontro che non è avvenuto su riviste scientifiche e con dati certi ma in televisione, su facebook o su WhatsApp la chat che è stata inondata dai messaggi di De Donno che avevano il reale obiettivo di screditare sempre il Burioni. E così su Facebook tutti sono diventati esperti di virologia, di virus, di influenza, di terapia, di plasma, di trasfusioni e in ultino di vaccino. Insomma il risultato è che la società dell'informazione è diventata la società del caos totale nel quale è difficile districarsi per chi voglia trovare informazioni certe. Al momento l'unica certezza è che si continua a morire al ritmo di centinaia ogni giorno.

giovedì 30 aprile 2020

Mentre nel paese si muore la Lega fa bisboccia a spese nostre


E' da quando è iniziata questa epidemia con il relativo "tutti chiusi in casa" che veniamo martellati da slogan: insieme ce la faremo, insieme torneremo liberi, ripartiremo ed altre cavolate del genere. Ogni giorno che passa però i dubbi sul fatto che supereremo questo momento drammatico aumentano, e soprattutto crescono le perplessità su come e quando arriveremo al dopo epidemia. Il motivo di questa mancanza di fiducia deriva soprattutto dal modo in cui la politica italiana sta affrontando il problema e sta giocando sulle sorti del paese sia per quanto riguarda la salute che per quanto riguarda l'economia. Da qualche parte si è scritto che questa è la politica, ognuno tira l'acqua al proprio mulino, ma in realtà la politica dovrebbe essere tirare l'acqua al mulino dei cittadini e dell'intero paese. Ieri e stanotte, dopo la buffonata di Fratelli d'Italia davanti a Palazzo Chigi, è andata in scena un'altra rappresentazione grottesca sulle spalle dei cittadini: la Lega si è barricata in aula al Senato dove sembra che sia rimasta tutta la notte. Il tutto con le solite parole d'ordine false. La cassa integrazione che non arriva, mentre in realtà non arriva in Lombardia perché il governatore Fontana ha trasmesso solo qualche centinaia di domande sulle oltre 40mila arrivate, sui 600 euro che non arrivano ma che in realtà l'Inps ha iniziato a erogare, sui buoni spesa che i sindaci stanno erogando e via dicendo. Affermazioni false in quanto nemmeno documentate con dati oggettivi. E così mentre nel paese si continua a morire al ritmo di qualche centinaio di persone al giorno, mentre i cittadini si trovano in difficoltà per lo stop inevitabile alle attività produttive, i senatori della Lega, il partito che dovrebbe restituire 49 milioni di euro rubati al paese in 80 anni, sperpera denaro pubblico organizzando una bella bisboccia dentro il Senato costretto a rimanere aperto per tutta la notte. Un atteggiamento che non è semplicemente vergognoso ma quanto criminale. Non hanno proposte concrete, non hanno idea su come fronteggiare questa emergenza cambiando parere almeno due volte al giorno, e l'unica cosa che sanno fare intralciare l'attività governo, che non è nemmeno quella molto limpida, per il proprio tornaconto e consenso. Unica nota positiva: i sondaggi, per quello che possono valere, danno in forte calo la Lega ed il suo leader, ma questa diminuzione di consenso sembra causare un incremento di attività denigratoria e dannosa per il paese.

mercoledì 29 aprile 2020

Basta bugie: in Italia la parità di genere è consolidata


Da oggi si può affermare senza ombra di dubbio che nel nostro paese la parità di genere, ed in particolare quella fra uomo e donna, sia ormai un fatto assodato e consolidato. Non è stato facile, mancava un piccolo tassello ancora ed ieri questo gap è stato finalmente colmato. Mancava all'appello lo sciacallaggio politico, ultima barriera dell'equiparazione fra uomo e donna, ma ieri finalmente ad uno sciacallo consolidato ormai da tempo si è affiancata una sciacalla che fino ad ora sembrava aver conservato un barlume di lucidità. Ieri, mentre l'esecutivo si sta barcamenando fra mille difficoltà per far fronte all'emergenza Covid-19 e tentare un minimo di ripresa sociale, ecco che un drappello di fascisti conclamati scende in piazza davanti a Palazzo Chigi a manifestare contro il governo Conte. Immagini agghiaccianti di un drappello di persone guidate dalla ducetta in gonnella che pretendono di riaprire tutto come se niente fosse accaduto e mandare in rovina definitiva, non sono economica, ma anche di salute un paese intero. Uno spot irriverente verso i quasi 30mila morti e verso i cittadini italiani che sono alle prese con problemi "banali" come il reperimento per esempio delle mascherine. Ma cosa hanno fatto questi sciacalli politici dell'ultima ora ? A parte lo sbandieramento del tricolore come se si trattasse di una piazza del Palio di Siena, si sono dotati di mascherine griffate con il tricolore in barba a chi, non trovando una mascherina nemmeno a peso d'oro, è costretto a proteggersi con sciarpe, foulard oppure svicolare a destra e sinistra per tenersi a distanza di sicurezza. Ecco come i parlamentari di questo manipolo di incoscienti spende i "nostri" soldi salvo poi chiedere al governo di mettere a disposizione milioni di euro presi non si sa dove per tutti. Quindi secondo Fratelli d'Italia e secondo la Lega, Conte dovrebbe buttare a mare due mesi di clausura forzata proprio quando si vedono i primi effetti positivi, per riempire di nuove gli ospedali e le terapie intensive di tutta Italia e decuplicare i morti per questo virus killer. Naturalmente dietro questa sceneggiata criminale non c'è alcuna proposta che possa ritenersi tale e pensare che lo spazio ci sarebbe per correggere qualche distorsione dei provvedimenti di questo governo. Una su tutte: si parla di contributi, fondi per le imprese, soldi per i cittadini, graduale ripresa ma nessuno e nemmeno il governo pensa a rimediare ad una sanità che è andata in crisi proprio dove doveva essere un'eccellenza. Centinaia di morti fra il personale sanitario dovrebbe far pensare che lo smantellamento della sanità pubblica messo in atto in questi ultimi anni e la cancellazione di qualsiasi presidio di prevenzione sono la causa di una percentuali di decessi abnormi rispetto a tutti gli altri paesi. Ma questa gente è brava a vestire i panni dello sciacallo, è brava a lanciare parole d'ordine prive di contenuti buone a far abboccare gli allocchi, ma è altrettanto inadeguata per fare proposte serie su qualsiasi tema. Unica cosa che sanno fare è utilizzare ogni pretesto ed evento, compresa questa epidemia disastrosa, per fare della sporca propaganda sulla pelle dei cittadini.

martedì 28 aprile 2020

#LIBERATECIDASALVINI


E' un grido che si alza da tutti cittadini onesti, già duramente provati da questi due mesi di clausura forzata, i quali non appena accendono la tv o per distrarsi entrano su qualche social non posso fare a meno di incocciare nel delirio ormai senza controllo di questo sciacallo politico. Da domenica serae dopo la conferenza stampa di Conte per annunciare la fase 2 che segnerebbe l'inizio, con molta e giustificata prudenza, della ripresa, il delirio di Salvini ha raggiunto vette inimmaginabili. Nella ripresa secondo Matteo, che sarebbe già dovuta iniziare da ieri lunedì 27 aprile, dovrebbe riaprire in successione:
  • oratori, campi scuola, centri estivi per ospitare i ragazzi che non possono andare a scuola .... (quindi in pratica si riaprirebbero le scuole)
  • i parrucchieri/re mantenendo le distanza di sicurezza ... (cioè il parrucchiere ti taglia i capelli o ti fa la barba a due metri di distanza)
  • il turismo elargendo un buono da 1000 euro a famiglia per le vacanze in Italia .... (chissà se questi soldi pensa di prenderli dai famosi 49 milioni rubati dalla Lega)
  • i negozi di abbigliamento considerato che i supermercati sono aperti perché no i negozi di abbigliamento ? (forse perché i supermercati vendono genere di prima necessità ? domanda retorica alla quale anche un bambino della scuola materna darebbe una risposta)
  • le aziende che possono sanificare gli ambienti e fornire di adeguate protezione i lavoratori (quali siano non lo sa nemmeno Salvini)
Infine, dulcis in fundus, tutti noi, secondo il Salvini-pensiero, dovremmo scendere in piazza dotati di mascherina per manifestare contro il governo Conte. Successivamente quando qualcuno gli ha fatto notare della enorme cazzata che ha sparato, un altro tweet per correggere il tiro: considerato che non ci possono proibire di andare al supermercato, tutti dovremmo metterci in fila con il nostro carrello ed un bel cartello con scritto #LIBERTA. Il tutto mentre in Lombardia anche ieri si sono registrati altri 275 positivi e 124 morti.
PRIMA DELLA FASE 2 DI CONTE I CITTADINI DOVREBBERO INIZIARE LA LORO FASE 2: QUELLA DELLA LIBERAZIONE DA SALVINI