mercoledì 19 luglio 2017

Quando l'obbligo era una conquista






Della vaccinazione obbligatoria ho due ricordi distinti: il primo quando il medico mi somministrò una zolletta di zucchero con una goccia di liquido rosa, il secondo quando un altro medico mi fece una specie di scarabocchio sull'avambraccio sinistro di cui ho ancora il segno. Erano gli anni delle vaccinazioni obbligatorie, anni 60, anni nei quali nessuno si sognava di mettere in dubbio quelle pratiche mediche indispensabili per combattere patologie orrende come la poliomielite o il vaiolo. Non c'era internet, e forse in quel caso era un bene, ma soprattutto non c'erano le teorie complottiste di alcun genere. Erano anche gli anni dell'introduzione della scuola dell'obbligo e questi obblighi venivano visti come una conquista e non certo come una costrizione. Quelle costrizioni permisero di sconfiggere sia malattie invalidanti e mortali che l'analfabetismo del nostro paese da poco uscito dalla guerra. Forse eravamo "ignoranti" e ci fidavamo sia della scienza che dell'istruzione garantita da uno stato che si stava ricostruendo. Oggi che il livello culturale "dovrebbe" essersi alzato rispetto a quegli anni, ecco che il termine obbligatorio non viene accettato anche se riguarda materie delle quali si è totalmente ignoranti ma delle quali si ha la presunzione di conoscere tutto solo perché si è letto qualche pagina in rete senza avere la minim cognizione scientifica. Ed allora ecco le scie chimiche, il fasullo sbarco sulla luna, i terremoti declassati per convenienza e via dicendo. Bufale su bufale. E così un'orda di "navigatori virtuali" per i quali nomi come Sabin, Pastuer, Curie sono essenzialmente al più nomi di strade o di piazze, pretende di avere la verità in tasca e si ergono a "eroi" pronti a sconfiggere le "cospirazioni" di cui il mondo è pieno. Si è vero che in quasi tutti i paesi "evoluti" l'obbligatorietà dei vaccini è stata cancellata, ma è anche vero che in quegli stessi paesi la percentuale della popolazione vaccinata supera comunque il 90% mentre nel nostro paese di "sapientoni" si è scesi pericolosamente al di sotto. Ora così come esiste la scuola dell'obbligo, l'obbligo di non fumare nei luoghi pubblici, l'obbligo di limitare la velocità sulle strade o l'obbligo di dare la precedenza a destra, ci sarà di nuovo l'obbligo di vaccinarsi fino a che non sarà sconfitta l'IMBECILLITA' strisciante derivante da una "cultura" virtuale nata stando seduti davanti al vostro pc o smartphone a bervi tutto quello che vi passa sullo schermo.

Immigrazione: governo ostaggio di comuni e europa


Che l'immigrazione sia diventato un problema gigantisco e non facilmente risolvibile è un fatto ormai noto e che sia diventata tale dipende sia dalla poca lungimiranza della nostra politica sia del capitalismo occidentale che non ha nessuna intenzione di porre rimedio seriamente a questo problema. Detto questo, tutto quello che può fare un stato come quello italiano è semplicemente tentare di governare il fenomeno con il minimo danno, ma naturalmente senza pensare di riuscire a risolverlo. E il nostro governo che fa ? Niente altro che rimanere ostaggio da una parte dell'Europa che dopo aver chiuso i confini via terra (la rotta dei balcani) non ha intenzione di assistere l'Italia nella gestione dell'emergenza, dall'altra dei Comuni italiani che nella maggioranza dei casi non hanno intenzione di rispettare le direttive del governo stesso in merito alla distribuzione dei migranti sul territorio. Un governo quindi incapace, ma come lo sono stati tutti i precedenti su questo tema, che non ha la forza e la capacità di impostare e far valere la sua politica (ammesso che ne abbia una). Il risultato è che le migliaia di persone che arrivano, ormai portate dai traghetti delle ONG che si sono sostituite da una parte ai barconi libici e dall'altra alla marina militare, sono trattenuti in specie di campi di concentramento per poi essere dislocati in qualche albergo, casa o similari in balia di se stessi. In pochi casi c'è una vera attività di integrazione ma anche questa del tutto insufficiente rispetto ai numeri di coloro che entrano nel nostro paese. Soluzioni ? Inutile ormai lanciare i soliti messaggi all'europa sul fatto che deve aiutarci, a parte qualche soldo in più nessun paese ha intenzione di prendersi qualche immigrato, ed allora è necessaria un'azine di forza. O dare i famosi permessi che consentano agli immigrati di vagare per i paesi europei o chiudere i rubinetti dei fondi con il quale finanziare la comunità europea. A questa azione di forza ne deve poi corrispondere un'altra verso i sindaci obbligando anche loro a rispettare le direttive magari tagiando anche a loro i fondi. Non vedo altre soluzioni ammesso che non si voglia davvero istituire un blocco navale davanti alle costre libiche magari affondando qualche barcone che tenta di prendere il mare. Comunque tutte terapie urgenti che non risaolveranno il problema come non lo risolverebbe la nuova strategia del Partito Democratico copiata dalla Lega: aiutarli a casa loro. C'è un solo modo per aiutarli davvero a casa loro: smettere di sfruttare quei paesi dai quali si origina l'immigrazione e quindi far rientrare compangnie petrolifere, compagnie di estrazione diamanti e metalli vari e lasciare tutte queste risorse in mano loro. In una sola parola redistribuire la ricchezza mondiale che ormai è in mano ad una bassissima percentuale di persone, quindi abbandonare il capitalismo che ormai ha dimostrato ampiamento il suo fallimento.

lunedì 17 luglio 2017

Fatti non pugnette: bonus a pioggia e precarietà per tutti




Oggi è un altro giorno da incorniciare per il Pd renziano: prende il via l'ennesimo bonus volto ad ottenere consenso, quello per l'asilo nido. Mille euro a chiunque ne faccia richiesta indipendentemente dalle condizioni economiche ecco come sperperare il denaro pubblico in nome della compra vendita di un misero voto. Forse nelle intenzioni del segretario del Partito Democratico c'era il voto in autunno, ma gli è andata male e quindi il bonus scatta troppo presto, quando si voterà a marzo 2018 tutti se ne saranno già dimenticati. Comunque Renzi lo aveva dichiarato già dal primo momento del suo ingresso nel panorama politico nazionale: per vincere il Pd deve andare a prendere i voti a destra e per mettere in atto questa strategia qualche miglior modo che regalare bonus a tutti (salvo poi riprenderseli come nel caso degli 80 euro) oppure approvare riforma di stampo berlusconiano (come l'abolizione delle tutele per i lavoratori e la liberazlizzazione del licenziamento). Quindi anche questo bonus rientra nella strategia politica del Partito democratico, una strategia che da tempo ha abbandonato le classi più deboli e si è dedicato anima e corpo a quella classe sociale che certamente non aveva bisogno del Pd ma che comunque porta voti. Ora comunque in molti a sinistra si stanno rendendo conto delle reali politiche di questo partito ormai votato ad occupare il centro con tendenze verso destra e i voti racimolati da una parte li perde ed in maisura maggiore dall'altra. Ma a parte la politica dei bonus il fallimento reale del Partito Democratico e delle politiche di questi quattro anni, quelle per la quali Padoan ora dice che siamo fuori dal tunnel e quelle strombazzate nel libro di Renzi e nella narrazione dei suoi accoliti. Poi qualcuno ogni tanto ci suona il campanello e ci da una sveglia: che sia l'Inps, o l'Istat o l'europa poco importa. Oggi appunto è l'europa che ci ricorda abbiamo il record in europa di giovani che non cercano o non hanno lavoro (20% contro 11% media europea), il numero di persone che vivono in povertà estrema è aumentato unico caso in Europa con Estonia e Romania, chi riesce a trovare lavoro nel 15% dei casi ha contratti atipici (meno del 5% nel Rego Unito). Insomma il quadro reale è molto diverso da quello che puntualmente gli esponenti del Pd ci raccontano, ma chi vive nella realtà lo sa benissimo.

venerdì 14 luglio 2017

Nel paese dei quaquaraquà ... anche i grilli scrivono libri


Si dice che gli italiani non leggono (dati Istat: nel 2016 4 milioni di lettori in meno rispetto al 2010, 57% popolazioe dichiara di non aver mai letto un libro) poi vai in libreria e ti rendi conto prché gli italiani non leggono: perché siamo un paese di scrittori. Scrivono tutti cantanti, attori, calciatori, giornalisti e naturalmente politici. Ora mentre anni indietro un non-scrittore di professione scriveva un libro per raccontare esperienze vissute, magari quando le stesse esperienza fossero concluse, oggi questa tendenza è completamente cambiata: si scrive in corso d'opera quando quindi la capacità di analisi storica non è certamente matura per analizzare fatti avvenuti da poco tempo. Sinceramente non saprei come inquadrare il libro di Matteo Renzi, intendiamoci non l'ho letto e me ne guardo bene, ma il giovanotto, che continua a fare il simpatico in televisione tanto da finire per essere uno dei più antipatici fanfaroni, con la complicità dei giornali ha fatto in modo di far conoscere la sua "opera" anche ai non lettori. Il quadro che ne è uscito non è diverso da quello che si ha ascoltando per soli 10 minuti l'ex presidente del consiglio: un spara parole autoincensanti ma spesso, se non quasi sempre, false rispetto alla realtà dei fatti. Per non parlare poi dei suoi cambi di parere su problemi seri ai quali ci ha abituato in questi quattro anni e che nel libro si ripetono. Mettendo da parte lo "squallore" e la "falsità" con cui racconta la vicenda di Letta (come se la direzione Pd che decise la "successione" non fosse stata trasmessa in streaming dopo il famoso #lettastaisereno o come se non si fosse visto il passaggio di consegne a Palazzo Chigi), c'è poi la questione attuale quella dell'immigrazione sulla quale tutti i "quaquaraqua" del nostro paese si impegnano quotidianamente a chi la spara più grossa. Sulla questione Renzi ha cambiato radicalmente direzione passando dal "bisogna accogliere tutti" alla parola d'ordine leghista e destrorsa "Aiutiamoli a casa loro". Ora nessun problema a cambiare opinione, ma se la si cambia in maniera così radicale si avrebbe il dovere almeno di dare maggiori delucidazioni sul perché e soprattutto sul come attuare la nuova strategia. Perché tutti siamo bravi ad espletare un programma politico a suo di slogan (Berlusconi ci ha vinto le elezioni tre volte e Matteo Renzi sta ripercorrendo quella strada) del tipo "meno tasse per tutti", "un milione di posti di lavoro", "giustizia più veloce" e via dicendo ... il problema e la sostanza dovrebbe stare sul come attuare poi questi slogan. Ecco allora che la parola d'ordine "aiutiamoli a casa loro" potrebbe anche essere la strada più giusta se si aggiunge un pezzo relativo al come, quando e in che modo. Che vuol dire aiutiamoli a casa loro quando contemporaneamente a casa loro ci sono le multinazionali del capitalismo occidentale che sfruttano le risorse naturali di quei paesi (diamanti, gas, petrolio, uranio, etc. etc.) affamando allo stesso tempo quei popoli ? Aiutiamoli a casa loro non sgnifica mettere soldi sulla voce cooperazione ma capire poi come quei soldi saranno utilizzati e investiti dai governi stessi (per lo pù governi di stampo dittatoriale) oggetto della cooperazione. In quei paesi la gente scappa non solo per le semplici condizioni economiche ma anche perché manca assolutamante l'istruzione, l'assistenza sanitaria e soprattutto la possibilità di innalzare la propria condizione sociale. E questa situazione è l'effetto dello sfruttamente occidentale quindi il primo passo per aiutarli a casa loro sarebbe SMETTERE DI SFRUTTARLI ... Matteo Renzi saresti capace di mettere in campo un programma di questo genere ? Ho dubbi anzi quasi certezze .. certo che no altrimenti quale migliore occasione di un libro per spiegare il progetto di "aiutiamoli a casa loro".

martedì 11 luglio 2017

Il fascismo vietato per la terza volta ... per non occuparsi dei problemi seri

Il paese ormai è governato a vista ed ogni giorno sorgono nuove emergenze. Per tre anni c'è stata l'emergenza riforme, sono state fatte e rispedite al mittente (o dal popolo o dalla corte costituzionale) e l'emergenza è terminata senza che accadesse niente di che. E che dire dell'emergenza lavoro che ha portato in pochi mesi ad un riforma che come primo risultato ha liberalizzato i licenziamenti, manca il lavoro ed io ti consento di licenziare senza cavilli. Poi c'è stata l'emergenza vaccini e subito una belle legge che multa chi non vaccina i propri figli così chi economicamente può non vaccina. Ora c'è un'altra emergenza spuntata quasi dal nulla: il ritorno del fascismo e il rischio di una nuova marcia su Roma. Tranquilli il Partito Democratico che governa ha subito la nuova legge pronta da sfornare e poco importa se già ne esistono due (Scelba 1952 e Mancino 1993), meglio abbondare e creare ancora più caos nella normativi civile e penale. Più leggi ci sono e più facile è per chi le viola uscirne indenni. La prima domanda che sorge spontanea è: ma se i nostri legislatori sono così veloci ed efficienti perché questo paese è sempre l'ultima ruota del carro dei paesi occidentale e dell'europa ? Perché da noi la burocrazia, figlia legittima del caos legislativo, impera e funziona da ostacolo a qualsiasi iniziativa piuttosto che agevolarla ? Perché il nostro parlamento ed i nostri governi viaggiano nell'emergenza e sull'onda dell'emotività, nessuno ha la forza di seguire un progetto reale ed un modello di sviluppo serio e concreto, ma si sfornano leggi e provvedimenti a seconda della bisogna immediata. Ed il sospetto è che questo pronto intervento legislativo sia una vera e propria strategia per non occuparsi dei problemi reali e concreti come per esempio il lavoro, le disuguaglianze e la pressione fiscale. Naturalmente il Partito Democratico, guidato da un folle pieno di sè che ogni giorno sforna dichiarazioni che si contraddicono nel giro di poche ore, sfrutta queste emergenze per distrarre il paese dalle boutade del suo segretario e gli altri ci cascano a fittone. E' il caso della "nuova legge" Fiano contro il fascismo che capita a fagiuolo proprio mentre le cronache si occupano di uno stabilimento balneare di Chioggia dove un "aspirante" duce imperversa. Ma lo stabilimento non è sorto dal nulla e stava lì già da tempo e quindi il disegno appare in tutta la sua ipocrisia e demenzialità: i media si occupano dello stabilimento e Fiano sforna la sua legge che già arriva alla Camera così dal nulla. Su dai non tutti abbiamo l'anello al naso. Senza contare che già ci sono due leggi che danno diversi problemi di interpretazione per cui per esempio il reato di saluto romano a volte è punito altre volte no a seconda del giudice, introdurre una nuova legge piuttosto che fare chiarezza su quelle già esistenti è da folli e da manovra di distrazione di massa da manuale. Un'aspetto positivo della proposta Fiano comunque c'è: ha fatto venire allo scoperto sia l'ignoranza storica sul fascismo (Brunetta propone il reato di apologia del comunismo), sia la presenza di una moltitudine di fascisti latenti (grillini in testa) nel nostro paese anche se questo aspetto era già noto. Purtroppo però in Italia siamo sempre alle solite: quando non si riesce ad applicare una legge se ne fa un'altra simile aggiungendo confusione e contribuendo all'inapplicabilità delle norme.

venerdì 7 luglio 2017

Dallo streaming allo stopping


Dopo che la nostra politica è rimasta praticamente ferma dall'avvento della Repubblica agli anni 90, e dopo un altro ventennio praticamente di immobilismo sostanziale con i governi Berlusconi e le finte opposizione dei Ds e poi del Pd, oggi la dinamicità del mondo politico è sicuramente più elevata almeno negli aspetti formali. In pochi mesi si è passati dalla rottamazione alla riabilitazione e dal tutto in rete per consentire la partecipazione dei cittadini alle porte chiuse per non mettere in piazza lo squallore del dibattito politico. I fautori di questi repentini cambiamenti con consequenti ritorni indietro sono il M5S e a ruota, più che altro per mero calcolo elettorale piuttosto che per convinzione, il Pd targato Renzi. Epocale fu la diretta streaming del 2013 fra Bersani e due pivelli grillini che fecero una magra figura senza rendersi conto di dove si trovavano (la Lombardi che dichiarava sembra di essere a Ballarò). Alla successiva occasione infatti si presento Grillo con il quale Renzi terminò il confronto urlando "esci da quel blog" salvo poi aprirlo lui un blog sulla scia del comico genovese. Lo stesso Pd con Renzi dette vita alle dirette streaming della propria direzione, salvo poi ieri tornare indietro dopo aver dato dimostrazione in quelle dirette la perfetta inutilità delle direzioni del partito decantate come momenti di democrazia. Una democrazia che si svolgerva secondo il seguente canovaccio: Renzi fa la relazione iniziale, intervengono esponenti renziani a favore senza se e senza ma ed esponenti contrari alla relazione del segretario che fanno proposte e inviti al segretario stesso di modificare la rotta, nessuna delle opzioni contrarie viene presa in considerazione, si vota la relazione del segretario senza modifiche e con l'atensione dei contrari. Una farsa ed una messa in scena ridicola che fra l'altro ha contribuito alla perdita di consensi sia da parte del partito che di Renzi stesso. E così si è arrivati allo stop dello streaming seguendo ancora una volta le orme del M5S che le ha sospese da tempo per nascondere i propri dissidi interni e la solita soluzione grillesca: si fa come dico io abbiate fiducia in me. Questo passo indietro sulla persunta democraticità del tutto on line, un principio sulla carta anche giusto, dimostra quanto i nostri partiti vecchi e nuovi non siano assolutamente pronti per questo salto in avanti nel livello di democrazia e serviranno ancora decenni prima che l'Italia, un paese tipicamente individualista, sia pronta per farlo. Servono dei cambiamenti culturali e sociali che non possono essere imposti da un momento all'altro. Stessa sorte ha subito la rottamazione renziana che alla fine in soli tre anni ha portato a far tornare in auge i presunti personaggi da rottamare: Bersani, D'Alema e lo stesso Berlusconi (ammesso che l'ex cavaliere sia davvero nel mirino del rottamatore come personaggio da mettere da parte) sono tornati protagonisti principali. Anche in questo caso per mettere da parte vecchi personaggi e vecchia politica servono idee e progetti nuovi, mentre Renzi è caduto nelle stesse pecche della vecchia politica. Clientelismo, autoritarismo e scandali che piuttosto che essere spiegati sono insabbiati. Niente da fare dopo una piccola ventata di aria nuova, la bonaccia è tornata e siamo di nuovo in pieno prima repubblica ammesso che il paese ne sia davvero uscita.

giovedì 6 luglio 2017

Europa e immigrazione: ognuno per sé e l'Italia per tutti


L'immigrazione è causata da politiche sciagurate del capitalismo e dell'occidente contro paesi poveri, ma ricchi di risorse da sfruttare a beneficio del capitale. In particolare alcuni paesi come Francia, Inghilterra e Olanda ex paesi colonialisti sono i fautori dello sfruttamento senza limiti dei paesi africani mentre poi Stati Uniti, con il contorno di decine di paesi fra cui l'Italia, sono coloro che hanno portato la guerra in nome dell'esportazione della democrazia. Quando è iniziato il fenomeno dell'immigrazione l'Europa è corsa subito ai ripari con un accordo trappola per l'Italia, quello di Dublino e l'Italia, nota per la qualità politica sei suoi "statisti" che la governano dal 1990 in poi, è caduta nel tranello. Nel 2016 sono stati trasferiti in Italia circa 3200 immigrati da altri paesi europei in quanto l'Italia era stata il loro paese di ingresso in europa, per lo stesso principio circa 100 immigrati sono stati trasferiti dall'Italia ad altri paesi europei. Non era difficile capire che quel trattato sarebbe stato un trattato capestro per Italia e Grecia, i paesi più esposti all'immigrazione per la loro estensione in mare dove i confini non sono "facilmente" difendibili (ammesso che nel caso dell'immigrazione si possa parlare di difesa dei confini). Con l'esplosione del fenomeno immigrazione dal 2015 in poi, Italia e Grecia sono stati messi in mezzo da una parte dalla massa degli immigrati e dall'altra dai paesi europeui che hanno di fatto chiuso le frontiere per l'eventuale circolazione degli immigrati. Il fenomeno si è aggravato con la politica dell'europa che ha lasciato in mano alle ONG il traffico nel mediterraneo da Libia e paesi limitrofi verso Italia e Grecia. Prima erano  barconi dei trafficanti del mare che trasportavano i migranti con le immancabili e conseguenti tragedie del mare, ora, nel lodevole tentativo di evitare carneficine, le ONG si spingono fino alle coste della Libia a prelevare i migranti mettendo in gioco, inutile negarlo, un business umanitario. In mezzo a questo caos l'Europa si è dimostrata quello che già avevamo visto nella crisi economica: un entità incapace di governare dove ognuno pensa per se. Nella crisi economica la Grecia è stata massacrata, nell'immigrazione il massacro è da una parte verso le vittime della politica europea e occidentale, gli immigrati, dall'altra verso i paesi esposti come Italia e Grecia. Di fatto l'Europa non esiste se non per una moneta che ha creato diversi problemi ai paesi più deboli (anche per la miopità della politica almeno in Italia): niente politica comune, niente politica estera comune, niente esercito comune ... insomma un'entità che svolge il compito del cerbero sui conti pubblici a discapito dei ceti medio bassi. E l'Italia che fa ? Beh la pochezza politica del nostro paese non può che aggravare questo problema che d'altra parte non può essere risolto da un singolo paese. I nostri politici fano tenerezza e compassione nei loro appelli che si risolvono in parole sterili come "L'atteggiamento dell'europa è inaccettabile", "Non possiamo essere lasciati soli", "E' necessaria una politica comune" e via dicendo. Tutti concetti scontati salvo non essere incisivi ma addirittura ininfluenti quando potremmo contare qualcosa, l'ultimo semestre di presidenza italiana ne è stato un esempio lampante.

sabato 1 luglio 2017

Il fallimento del "rottamatore"

 
Uno degli aspetti più antipatici (per non dire più odiosi) dell'ascesa alla ribalta politica nazionale di Matteo Renzi è stato quello di presentarsi come "il rottamatore" della vecchia politica e dei vecchi politici soprattutto. Un compito che già avrebbe dovuto mettere in guardia chi non lo conosceva sulla sue presunte qualità di statista e di politico in grado di governare. Invece di attingere alla fonte della esperienza passata (positiva o negativa non era poi rilevante) di chi aveva già occupato cariche rilevanti nella politica del paese, lui si presentava come quello che avrebbe tolto di torno, utilizzando il termine "rottamare" utilizzato fino ad allora per oggetti e non per le persone, tutto il passato incarnato in personaggi come D'Alema, Prodi, Veltroni, Berlusconi e via dicendo. Dopo quattro anni e tre di governo in realtà il buon Matteo ha finito per rottamare il Partito Democratico ed il suo storico giornale l'Unità, mentre tutti i personaggi di cui sopra sono tornati in auge dopo, quelli che appartenevano al Pd, aver lasciato il partito stesso. Tre anni di governo disastrosi con riforma costituzionale bocciata dal voto popolare, riforma elettorale bocciata dalla corte costituzionale, riforma della pubblica amministrazione rimandata due volte a settembre proprio dalla corte costituzionale, riforma del lavoro che ha aperto le porte al lavoro precario diventato tale anche per i contratti a tempo indeterminato grazie alla liberalizzazione del licenziamento, questi sono i passaggi fallimentari del governo Renzi. In materia di rottamazione le uniche "rottamazioni" portato a termine sono quelle del Pd, diviso e perdente a partire dalle elezioni europee in poi, ed il suo storico giornale l'Unità. La seconda vittima del processo di rottamazione è proprio lo storico giornale, quello che negli anni 50-60 veniva portato direttamente nelle case dai volontari del Partito Comunista Italiano e che rappresentava un pezzo importante di quella storia. L'agonia del giornale è iniziata con la nascita proprio del Partito Democratico, ma l'assassinio finale è stato proprio condotto da Matteo Renzi che invece di provare a risollevarlo, proprio oggi 1 luglio ha dato vita ad un altro giornale on line "Democratica". E' proprio la nascita di questa testata virtuale ha dimostrare l'intenzione del giovanotto di Rignano, primo segretario democristiano dell'ex partito comunista, ha dimostrare la premeditazione nella morte annunciata dell'Unità. Un altro passo verso il definitvo, per chi ancora avesse dei dubbi, distacco del Partito Democratico dell'area politica della sinistra per un ulteriore passo di avvicinamento al centro e soprattutto alla destra rappresentata da Berlsuconi e Forza Italia (a quando la fusione dei due partiti ?).  Grazie Renzi per aver cancellato un altro pezzo di storia della più grande sinistra europea, ma non la cancellarai mai dai cuori di coloro che non si sono mai venduti per un posto, per un voto, per una poltrona o per una maggioranza che governa contro le fasce più deboli della popolazione.