sabato 11 febbraio 2012

Venti di guerra in europa ... ?


Nei tempi antichi quando uno stato aveva intenzioni egemoniche non aveva altro mezzo che la guerra per estendere la sua influenza e il suo dominio su altri territori. Nel momento storico che stiamo vivendo si pensava che queste tendenze espansionistiche appartenessero ormai al passato e che nessuna nazione o stato avesse mai potuto avere pretese di dominazione su altri stati. La crisi economica, la consequente crisi dell'unione europea hanno dimostrato purtroppo che non è così e che esistono ancora stati che non hanno ancora abbandonato la tendenza all'espansionismo e rivendicano, ben mascherate, pretese egemoniche rinnovate. Il più potente di questi stati è ancora una volta la Germania, che non usa più la forza delle armi per dominare l'europa ma bensì la sua potenza economica e la sua solidità finanziaria che le consente di presentarsi come lo stato che potrebbe si salvare l'europa, ma a quel prezzo ? Gli avvenimenti della crisi greca hanno evidenziato questo stato di cose. L'europa, per mano della Germania, è disposta a versare 130 milioni di euro nelle casse della Grecia ma a quale prezzo ? Le richiese dell'europa sono tremende e difficilmente sostenibili da una popolazione già messo allo stremo dall'aumento delle tasse, dei prezzi e da manovre che come in Italia colpiscono sempre le solite fasce medio deboli della cittadinanza. Soprattutto sono due le richieste che sembrano insostenibili per il popolo ellenico: la diminuzione delle retribuzioni minime e il licenziamento di decine di migliaia di dipendenti pubblici. Bizzarra la richiesta di abbassare il livello minimo della retribuzione piuttosto che richiedere un abbassamento delle retribuzioni piu' elevate, ma forse questo provvedimento è ancora niente rispetto alla richiesta di procedere a una valanga di licenziamenti. In Grecia ormai il livello di disoccupazione ha superato il 20% con un incremento di quasi due punti in solo mese, il tutto mentre poi anche in Grecia si procederà ad una pesante revisione dela sistema previdenziale. Provvedimenti ancora più pesanti di quelli adottati dal governo Monti ma che seguono la stessa direttrice: tagliare soldi e posti di lavoro ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati. Ma in Grecia a differenza che in Italia, i lavoratori rispondono in maniera compatta e violenta a questo tentativo di distruzione dei più deboli: scioperi generali e manifestazioni che inevitabilmente sfociano nella violenza. Partirà da qui l'eventuale rivoluzione che potrebbe davvero far cambiare direzione alle modalità scelte dall'europa per uscire dalla crisi ? Chissà se le manifestazioni greche saranno l'inizio di una vera e propria rivoluzione europea, ma se così non sarà difficilmente si potrà uscire da questo momento storico tentando di cambiare sia le regole che hanno guidato l'economia e la finanza mondiale e che hanno portato a questo disastro sia di modificare la rotta dei governi europei tutti tesi al salvataggio delle banche a spese di lavoratori e pensionati. Insomma l'europa ed in prima analisi la germania stanno lavorando per distruggere l'europa stessa o per lo meno quella parte dell'europa che non ha certo responsabilità nel disastro economico/finanziario.

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