
In questi giorni invece il governo e la maggioranza sono impegnati nella distruzione del pubblico a favore del privato in settori strategici come quello dell'istruzione e dei servizi essenziali. Un articolo della riforma Gelmini sull'Università è stato a mio avviso considerato con troppa leggerezza: la norma in questione prevede che i Consigli di Amministrazione dell'Università dovranno essere composti per il 40% da privati. Il Consiglio di Amministrazione è un organo che sovraintende alla gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell'Università, che non dimentichiamolo è una istituzione pubblica. Con questo articolo quindi si demanda la gestione di un ente pubblico ai privati, una decisione veramente pericolosa se si pensa che l'Università poi dovrebbe essere il luogo deputato alla didattica ed alla ricerca, che in questo modo sarà sempre più al servizio degli interessi privati piuttosto che a quelli della comunità pubblica. In pratica si demanda ai privati la gestione dei fondi che lo Stato assegna alle Università per la loro gestione oltre quelli derivanti dalle tasse che gli studenti pagano. Una svendita senza reali motivazioni alla fonte. D'altra parte questa svendita del pubblico nel settore dell'istruzione non è una novità nella politica di questo governo, basta pensare ai tagli messi in atto per la scuola pubblica e i finanziamenti invece che lo stesso Stato elargisce alla scuola privata, quella cattolica in testa. Oltre che nel settore dell'istruzione ora lo Stato interviene anche nel settore dei servizi essenziali come per esempio l'acqua. In questo caso l'intervento è ancora più pesante e pericoloso in quanto si privatizza un bene pubblico e di tutti, come l'acqua, a favore di privati. I Comuni e le Province, pur rimanendo i reali proprietari di questo bene, non portanno più gestirlo attraverso società pubbliche. La immediata consequenza di questo provvedimento scellerato sarà l'aumento delle tariffe, stimato in circa il 30-40%, per un bene che dovrebbe essere gestito non per lucrare ma semplicemente per garantire a tutti un bene essenziale per la vita. Personalmente penso che in un paese civile, democratico, libero, dove prima di tutto dovrebbe venire il senso dello stato e della collettività, un bene come l'acqua dovrebbe addirittura essere gratuito o quanto meno non soggetto a tariffe speculative di alcun tipo. Una vera e propria utopia da realizzare ma un principio che se analizzato non sarebbe poi così tanto astruso dalla realtà.
Purtroppo questi provvedimenti dopo il clamore sollevato al momento della loro approvazione, sono poi dimenticati anche quando poi i loro effetti iniziano a farsi sentire, come nel caso delle legge razziali, provocando un degrado continuo e pericoloso della democrazia e della libertà.
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