lunedì 1 marzo 2010

La protesta corre su Facebook ... l'oppio dei popoli del terzo millennio

Il concetto della religione come oppio dei popoli fu introdotto da Marx per indicare la religione come una parte di quella cultura non materiale che forniva l'illusione ai popoli di un mondo diverso, nel quale bene e giustizia trionfavano in modo da far loro sopportare le ingiustizie del mondo terreno in cui vivevano. Una specie di oppio appunto che offuscava la mente della gente. L'analogia con quanto avviene oggi quando si deve protestare per qualcosa mi pare abbastanza azzeccata. Ormai la protesta scorre spesso su Facebook, stravolgendo l'utilizzo di questa tecnologia, il social network appunto, nata per tutti altri scopi. E cosi' chi protesta utilizzando il social network ha l'impressione di far sentire la propria voce, di fare chissà quale atto rivoluzionario mentre nella realtà i risultati sono nulli. Si firma un appello, si aderisce ad un gruppo e ci si sente a posto con la propria coscienza ma quell'appello e quell'adesione a che cosa serviranno ? A niente a parte il loro potere illusorio che avranno su chi utilizza tali metodi. E' quanto sta avvenendo in questi giorni in merito alla protesta scatenata dai servizi del TG1 sul caso Mills. Il telegiornale della Rai ha mistificato o meglio ingannato i telespettatori con una informazione falsa affermando più di una volta nel servizio di due giorni fa che l'avvocato Mills era stato "assolto" mentre in realtà Mills è stato riconosciuto colpevole ma non condannato in quanto il reato è risultato prescritto. Fortunatamente la disinfomazione non è sfuggita a qualche cittadino ed allora è sorto un movimento di protesta. Un buon segno perchè significa che in questo paese c'è ancora qualcuno che non assorbe come una spugna tutto quello che passa il convento della disinformazione televisiva in Italia, ma bene o male fa funzionare "la cabina di comando", analizza, elabora e trae conclusioni. Purtroppo però come avviene sempre più spesso, come si estrinseca il movimento di protesta ? Semplicemente aprendo un gruppo su Facebook, scrivendo una lettera e cercando adesioni. Adesioni che possono raggiungere anche le centinaia di migliaia, ma quali saranno i risultati ? Zero ... nessuno .... niente. E' una protesta impalpabile, immateriale, inconsistente che come nasce, muore e non lascia nessun segno se non negli archivi di questo grosso contenitore che è Facebook. Si sta dando troppo importanza a strumenti di questo tipo, nati per gioco e trasformati, anche grazie al tanto parlare a vanvera che ne fanno i soliti mezzi di informazione, in una specie di droga attraverso la quale illudere chi entra in tali network di impegnarsi anche in campo politico e sociale. L'impegno, la partecipazione, la protesta, sono tutt'altra cosa e non si può manifestare attraverso questi mezzi o almeno non solo attraverso di essi. Creare un gruppo su FB, iscriversi ad esso è un'operazione semplicissima che si può fare comodamente da casa propria con un semplice click, quel click è come una dose di droga che ci annebbia il cervello fornendo l'impressione di aver fatto chissà quale atto rivoluzionario.

8 commenti:

Alessandro Cavalotti ha detto...

Non dimenticarti che però il No-B Day è nato da un banalissimo gruppo su Facebook, ed ha trascinato quasi un milione di persone in piazza...

antipolitico ha detto...

Gia' ... e poi ? una volta svuotata la piazza ? ... Legittimo impedimento, Processo breve, Bavagli alle trasmissioni televisive ... non e' cambiato molto .. in piazza bisogna andarci e restarci ..

carladidi ha detto...

in piazza bisogna andarci e restarci ..

I gruppi di FB durano quanto un zucchello in bocca ad un porco, il giorno dopo alè cambiano, a volte muta l'obiettivo. Non c'è dubbio una buona parte degli italiani "sono" quel che sono,superficiali, creduloni immaturi e pacchiani.
Si infuocano e si raffreddano nell'arco di un lampo!

rick ha detto...

Lo scopo di una tecnologia non c'entra niente con l'uso che se ne fa. Facebook era nata per mettere in contatto le persone di un'universit... Mostra tuttoà, e poi è diventato un vero e proprio mezzo di comunicazione. Chi se ne frega se gli scopi non erano questi, il medium è il messaggio, come diceva McLuhan, e FB in questo momento è quanto di più rapido, efficiente e comodo per far circolare informazioni che partono dal singolo. Questo mi basta e mi avanza, e non vedo in che modo si possa demonizzare qualcosa che (con tutti i limiti e le paure del caso dovute alla mancanza di privacy e alla retention delle informazioni da parte dei creatori di fb) in questo momento il modo più democratico ed efficiente per informare e creare legami attraverso argomenti condivisi. Le critiche sulla voglia di "muoversi" di chi partecipa attraverso la rete sono assolutamente strumentali (vedere il no b-day, con un milione di persone in piazza, per esempio) e servono solo a demonizzare l'innovazione, come nella miglior abitudine pessimista della sinistra, da sempre abilissima a martellarsi i coglioni da sola. Anche in questo caso, c'è chi si deve sentire più martire degli altri, per dimostrare la sua appartenenza alla causa. E' con questi ragionamenti che la gente ha abbandonato la politica e si è affidata a quel presentatore da circo che ci comanda. E' lamentandosi sempre che non si va avanti, è mancando opportunità come la Rete e quindi anche Facebook che si resta sempre indietro. Che lo si voglia o no, questi sono gli strumenti comunicativi delle nuove generazioni, una massa infinita di elettori che sceglieranno anche grazie alle strategie e ai modi di comunicare attraverso di essa.

Calogero ha detto...

Quoto rick in tutto e per tutto.

toni ha detto...

sono d'accordo

Alessandro Cavalotti ha detto...

Assolutamente d'accordo con Rick. Aggiungo che se non ci fosse stata la Rete, Obama non sarebbe mai stato eletto...

antipolitico ha detto...

Intanto cominciamo con il dire che non demonizzo niente e nessuno tantomeno la rete e facebook .. forse vi e' sfuggito un passaggio che riporto qui ... "L'impegno, la partecipazione, la protesta, sono tutt'altra cosa e non si può manifestare attraverso questi mezzi o almeno non solo attraverso di essi." .. Sottolineo .. non solo attraverso di essi ... Facebook e' si un potente mezzo di comunicazione ma finisce li' dopo la protesta, l'impegno politico e la volontà e forza di effettivamente incidere nella politica del paese sono altra cosa. Comunichiamo pure attraverso Facebook ma poi scendiamo in piazza ma non per un pomeriggio o per un giorno ... ma fino a quando non si risolve qualcosa. Molti si sentono appagati per aver aderito ad un gruppo di FB ma poi finisce li'. In quanto ad Obama ... se Obama si fosse limitato a Facebook avrebbe fatto una misera fine ... lui ha girato gli Stati Uniti in lungo ed in largo facendosi vedere, stringendo la mano alla gente, parlando a loro, poi a tutto questo ha intensificato la presenza in rete ... un di piu' che va bene solo se consolidato da altre attivita' piu' reali.