mercoledì 21 marzo 2012

Scontro finale o resa finale ?


La ministra ipocrita aveva esordito con lacrime alle quali sono gli ingenui avevano creduto. In pochi mesi questa donna, a proposito ma le donne non avrebbero dovuto salvare il paese e portare un nuovo modo di governare e fare politica ?, ha dato vita a dei provvedimenti che riportano indietro il paese di oltre 60 anni. Prima a colpito in maniera infame i pensionati bloccando l'adeguamento delle pensioni al costo della vita, un adeguamento che già di per era una miseria rispetto al reale aumento dei prezzi, poi non contenta ha colpito i lavoratori privandoli dello statuto dei lavoratori e dell'articolo simbolo dei diritti con tanta fatica conquistati. Tutto questo con la complicità di quelle forze politiche e di quella parti sociali che avrebbero dovuto rappresentare un baluardo nella difesa delle categorie piu deboli. Sul versante politico, il Presidente della Repubblica da una parte ed il Partito Democratico dall'altra, entrambi figli del Comunismo Italiano, hanno dato il loro appoggio a questa riforma scellerata. Giorgio Napolitano, a difesa di quel governo da lui voluto, ha spinto Monti a proseguire sulla strada delle riforma dell'articolo 18 e si è schierato contro quei sindacati che osteggiavano la riforma, anche se alcuni in maniera falsa ed ipocrita. Il Partito Democratico incapace di prendere una reale posizione a difesa di quello che una volta era il suo elettorato, si sta arrovellando nelle sue contraddizioni interne stretto fra chi ha già dichiarato la propria fiducia al governo Monti (Letta e soci) e chi dimenticando le proprie origini non ha la forza di riprendere quelle posizioni abbandonate in nome di un carrozzone senza arte ne' parte. Sul versante delle parti sociali il sindacato, dopo una tenue speranza che potesse dar vita ad un fronte unico contro lo scempio messo in atto da Monti, si è frantumato con Cisl e Uil che hanno alzato bandiera bianca e si sono arresi, ammesso che avessero mai avuto reali intenzioni di dare battaglia, e con la CGIL che si limita a proclamare 8 ore di sciopero che avranno il solito effetto: nessuno. A dare manforte al governo in questa opera di macelleria sociale arriva anche l'Europa che giudica la riforma varata dalla ministra coccodrillo, come una buona riforma, facendo rivoltare nella tomba tutti coloro che si erano prodigati negli anni 50 per l'europa unita. Un europa che pensa di uscire dalla crisi a spese dei lavoratori, dei pensionati (la Grecia insegna) senza minimamente toccare i principali responsabili di questa crisi: banche, poteri finanziari e grandi imprenditori. La riforma è un colpo alla tutela dei lavoratori che oggi saranno licenziabili senza se e senza ma oltre che un ulteriore affossamento per coloro attualmente lavorano con contratti atipici. Chi perderà il lavoro infatti avrà diritto all'indennità di disoccupazione, che cambia nome, solo se saranno stati impiegati per almeno due anni. Insomma dopo le bastonate ai pensionati ora arrivano quelle al mondo del lavoro che in un momento nel quale deve affrontare l'emergenza disoccupazione (soprattutto quella giovanile e femminile) di tutto aveva bisogno meno che di licenziamenti più facili e meno tutele. Ed ora chi potrà difendere i lavoratori ? Nessuno o si difenderanno da soli scendendo in piazza in maniera veramente incisiva l sconfitta sarà totale e anni ancora più bui di quelli già prospettati aspettano il nostro futuro. A meno che i Maya non avessero ragione ed il 21 dicembre tutto finisce ..... sarebbe una bella soluzione forse.

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