lunedì 19 marzo 2012

Il paese dei balocchi ...


Quando Collodi scrisse Pinocchio e si invento' il paese dei balocchi non poteva immaginare che quel paese sarebbe realmente esistito e si sarebbe chiamato proprio Italia. Fino a pochi mesi, in piena crisi economica con quel famigerato spread che ci procurava ansia, dovevamo sorbirci un governo che sapeva solo occuparsi di leggine per mettere al riparo da processi ed eventuale galera il superinquisito del consiglio. Lo stesso imperversava nel paese ed in europa con le sue barzellette, i suoi sberleffi, le sue feste a base di pillole blue ed escorta ridicolizzando l'Italia intera ormai sull'orlo della bancarotta. In qualsiasi paese con vigente un sistema bipolare, la maggioranza sarebbe andata a casa, ci sarebbero state nuove elezioni, l'opposizione sarebbe andata la governo e il cammino sarebbe proseguito. Ma nel paese dei balocchi questo sarebbe stato un percorso troppo scontato ed allora maggioranza ed opposizione hanno deposto i lunghi coltelli per passare al volemose e appoggiare un governo cosi' detto tecnico. Ci sarebbe stato da ridere se quel governo non avesse subito messo le mani non solo nelle tasche, ma anche nelle case e nei risparmi dei poveri abitanti del paese dei balocchi. Ma il divertimento, per un osservatore esterno non certo per un abitante di quel bistrattato paese, non era ancora terminato, e' cambiata la musica e il tipo di rappresentazione ma la sostanza e' rimasta la stessa. Dopo aver approvato allegramente la riforma delle pensione, terreno di scontro fra maggioranza ed opposizione fino a poche settimane fa, in questi giorni siamo al ridicolo o al burlesco a seconda dello spirito con cui ci si alza la mattina. Il governo si sta scontrando da settimane con le parti sociali e soprattutto con i sindacati sulla riforma del lavoro, una riforma si dice richiesta dall'europa e che dovrebbe portare alla cancellazione di quel sacrostanto diritto a tutela dei lavoratori che e' il famoso art. 18, quello che impedisce il licenziamento senza una giusta causa. Dopo i colpi di mano della Fiat, il terreno e' delicato e si rischia di tornare indietro di oltre 50 anni per quanto riguarda la tutela del lavoro nel nostro paese. Un terreno sul quale un partito che si ritiene di sinistra dovrebbe mettersi a fianco dei lavoratori o quanto meno far sentire la propria voce quando meno per proteggere quello che dovrebbe essere il proprio elettorato. Gia' ma tutto questo in un paese normale non nel paese dei balocchi. Nel paese dei balocchi anche un partito di sinistra (ormai questo titolo andrebbe tolto d'ufficio al Partito Democratico) mentre si discute di un argomento strategico soprattutto in questo periodo di crisi, non fa sentire la propria voce in merito allo stesso argomento, ma bensi' si occupa d'altro e nello specifico di un problema molto piu' importante ... per il partito e soprattutto per le poltrone: si deve commissariare la Rai oppure no ? Che dire siamo o non siamo nel paese dei balocchi ? E tutto questo mentre i partiti, tutti nessuno escluso, dovrebbero nascondersi sotto qualche metro di terra considerato gli episodi di corruzione dei quali,giorno dopo giorno, vengono accusati e indagati amministratori pubblici locali e nazionali. Per non parlare dei dati pubblicati oggi in merito alle dichirazione dei redditi 2011 di chi ci governa: il piu' povero si aggira sui 97.000 euro annui, ma si tratta di un csao isolato .. poi si passa subito gli oltre 150.000 per arrivare naturalmente alle decine di milioni di euro dell'ex presidente del consiglio. Ora la domanda e': questa gente a che titolo chiede soldi al cittadino comune per risanare i conti del paese ? E soprattutto questa classe politica che vive nel paese dei balocchi, come puo' capire quali siano i veri problemi del paese reale ?





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