lunedì 9 aprile 2012

Se Facebook è una rappresentazione della realtà ... il paese non ha speranza di cambiare

Si alla fine Facebook altro non è che un gioco perchè la vita reale non è certo quella dei social network ma probabilmente FB è anche uno specchio del panorama della nostra società. Si forse un panorama non completamente rappresentativo perchè, almeno in Italia, circoscritto a tutti coloro che hanno preso un po' di confidenza con l'informatica e con la rete, ma comunque rimane un discreto campione della società italiana. Però, se non si sottilizzatroppo sul grado di rappresentatività, il panorama che ne esce è desolante ed appare chiaro sia perchè il nostro paese, dal punto di vista politico, si trova nella situazione disastrosa attuale e soprattutto come gli sbocchi per uscire da questa situazione siano molto ma molto difficili. Gli utenti di Facebook possono intanto suddividersi in sue grandi categorie: coloro che lo considerano un gioco ed un modo per passare il tempo oltre che per stringere contatti con persone piu' o meno sconosciute (anche se saltuariamente scrivono di cose serie) e coloro che ritengono, o almeno danno l'impressione di ritenere, che attraverso Facebook si possa cambiare non dico il mondo ma almeno il nostro paese. Questa seconda categoria generalmente partecipa a gruppi di discussione che o fanno riferimento a movimenti politici o a ideologie politiche oppure si definiscono come movimenti apolitici il cui obiettivo, più o meno comune, sarebbe quello di mandare a casa questa classe politica senza però avere un progetto del come (a parte il sentimento comune di non andare a votare alle prossime elezioni) e soprattutto del cosa proporre in sostituzione dell'attuale sistema politico. Non ho la percezione del mondo di facebook relativo a gruppi politici de centro destra per non essermi avventurato in un mondo che non appartiene, ma alla fine non credo che la sostanza sia diversa. Intanto la prima constatzione riguarda il numero di questi gruppi: sono decine e decine. Spesso si tratta di gruppi che hanno lo stesso nome oppure nel loro nome hanno stessi termini che sono inequivocabili (per esempio esistono almeno una ventina o forse più di gruppi che fanno riferimento al comunismo e che riportano in varie forme la parola "Comunismo" nel loro nome), altrettanto spesso pur avendo nomi differenti hanno o dovrebbero avere gli stessi obiettivi, insomma una grande confusione. Una confusione che aumenta se si tiene conto di un altro aspetto. Ogni gruppo ha uno o più amministratori, solitamente colui o coloro che hanno dato vita al gruppo. L'amministratore ha il compito di gestire il gruppo e quindi può per esempio cancellare i post che vengono pubblicati dai vari iscritti oppure può cancellare un iscritto, oltre che nominare altri amministratori. Un fattore comune che ho rilevato in ogni gruppo in maniera più o meno marcata è la seguente: chi si schiera in qualche modo contro l'amministratore prima o poi viene cancellato. Questa è una regola abbastanza comune a parte qualche rara eccezione. Chi volesse cimentarsi e sperimentare questa mia affermazione faccia un test. Iscriversi ad uno o più gruppi simili che magari hanno anche nomi che si avvicinano e poi dopo un pò provi a proporre di mettere insieme ed unire questi gruppi. Esperimento da provare soprattutto con i gruppi politici. La prima volta che ho fatto questa proposta sono stato cacciato dopo un giorno, l'ultima volta c'e' voluto più tempo ma il risultato è stato lo stesso. Il fatto sconcertante è che poi in questi gruppi, soprattutto in quelli che si definiscono comunisti, si professa l'unificazione di tutte quelle formazioni comuniste della sinistra radicale che nel tempo hanno dato origine a 6 o 7 partiti comunisti. Però non andate a proporre che chi predica l'unità prima di tutto dovrebbe praticarla questa unità. Ed invece esistono gruppi diversi che addirittura sono amministrati dalle stesse persone, insomma se si volesse dare un giudizio con un po' di malignità non si potrebbe arrivare alla conclusione che si tratta di una strategia per distrarre l'attenzione dal problema reale e per evitare in ogni modo che il fronte della sinistra vera non arrivi davvero a trovare la strada dell'unione. Se poi si sposta l'attenzione ai gruppi che fanno riferimento a movimenti civici allora il panorama diventa ancora più desolante. Un'antipolitica diffusa permeata da un qualunquismo estremo che rimane fino a se stesso perchè oltre alla parola d'ordine unica "Mandare a casa questi politici" non si fanno alcun tipo di proposte concrete, percorribile e che non rischino di consegnare di nuovo il paese allo stesso sistema politico che ha portato il paese alla rovina. La proposta più in voga è quella di non andare al voto oppure di mettere mano a meccanismi strani al momento del voto che eviterebbero di considerare il nostro non voto come astensionismo ma che hanno lo stesso risultato: non esprimere il proprio voto. Se poi ci si sofferma sui contenuti che sono pubblicati in questi gruppi lo sconcerto è totale e profondo. Il 97% dei post pubblicati fanno riferimento a immagini con i soliti messaggi contro governo o quel politico piuttosto che quell'altro ma che rimangono privi di contenuti. Soprattutto non ci sono contenuti, con qualche rara eccezione, originali o analisi critiche che provengano da un pensiero o da una riflessione personale. Altro dato sconcertante, ma che è anche questo uno specchio di quanto avviene fuori da Facebook, è la mancanza totale del contradditorio e della discussione. Difficilmente si trovano persone che abbiano la capacità di accettare una critica ed un dibattito su quanto hanno scritto o espresso con il loro post più o meno come avviene nel mondo politico e nei dibattiti televisivi di questo periodo. Quasi tutti sono disposti a prendere per buono quello che trovano pubblicato in rete, sia che queste informazioni provengano di siti attendibili sia che provengano da blog di uno sconosciuto, ma nessuno è disposto ad accettare di essere messo in discussione e di mettere in discussione ciò che pubblica anche se si tratta di informazioni palesemente false e inattendibili.
Questo è il panorama che esce dalla mia personalissima esperienza, rimane da verificare quanto questo panorama rifletta la società reale, ma se è una rappresentazione significativa (come io credo) ecco perchè il paese non ne uscirà da questo sistema e nel 2013 si ritroverà ad essere governato da chi ci ha portato alla rovina.

3 commenti:

Saamaya ha detto...

A mio avviso questo trand generalista e 'pochista' non appartiene nè a destra, nè a sinistra: è l'incapacità a stare nel sociale e nei gruppi che è trasversale alla maggior parte degli individui incapaci a darsi regole di civiltà.
La politica ne è una prova istituzionale; i social network, un'evidenza sociologica.

Ciamblux ha detto...

Chiaramente non si farà nessuna rivoluzione su Faccialibro. E altrettanto chiaramente non succederà in Italia: siamo un popolo buono a riempire il web di parole al vento, senza mezza proposta seria, e quando si tratta di agire per davvero ognuno di noi ha la scusa buona per defilarsi, della serie "lasciamo che la rivoluzione la facciano gli altri", senza contare che noi stessi siamo gli "altri" di questi altri. Non possiamo che contare su un (possibile, ma non molto probabile) intervento dall'esterno per liberarci della nostra politica, ma soprattutto del nostro qualunquismo cronico e incurabile (ah, l'orticello...). Tutte quelle belle paginette di Faccialibro, della serie "raggiungiamo un milione di Mi Piace per cacciar via questi ladri", non cambieranno di una virgola questa situazione.
(Vero: io sono stato scacciato via da uno di questi gruppi solo perché ho osato porre questa domanda: "Avete qualche proposta costruttiva per la vostra nuova forza politica?")

antipolitico ha detto...

Concordo con te Ciamblux ... sono stato espulso da alcuni gruppi proprio per questo ed ora sono sul punto di essere sbattuto fuori da un altro proprio perche' sto chiedendo obiettivi programmi e emodalità per raggiungere gli stessi .... Ma Facebook è tutto un gioco .. :-)