Che Silvio Belusconi mal digerisca le regole democratiche è un fatto ormai arcinoto, che intenda liberarsi dei lacci del parlamento e della costituzione è altrettanto noto, mai, però, come ieri questa insofferenza è stata resa palese non solo agli italiani ma al mondo intero. Le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa con Sarkosy hanno anche fatto chiarezza su cosa intenda Silvio Berlusconi in merito alla tanto richiamata sovranità popolare. Negli ultimi mesi sia lui che tutto il Pdl, rispetto ad una possibile crisi di governo, hanno richiamato e richiamano spesso la sovranità popolare ed il volere degli elettori affermando che se il governo cade si deve andare alle elezioni. Qualunque altra alternativa andrebbe contro il volere del popolo. Questo è un concetto di sovranità popolare falso per il nostro paese e per la nostra costituzione in quanto alle elezioni politiche gli elettori esprimono il loro voto per un partito e non per un governo o per un capo di governo. E' il Capo dello Stato che nomina il Presidente del Consiglio che poi deve ricevere la fiducia del Parlamento ma sia il Capo dello Stato che il Parlamento possono dare incarico e fiducia a qualsiasi maggioranza che si formi in parlamento. Quindi un concetto di sovranità popolare esteso oltre ogni limite e che potrebbe far intravedere un eccesso di democrazia da parte di Silvio Berlusconi. Ma ecco anche per i più ottimisti che ieri il cavaliere di Arcore ha buttato giù le sue carte ed ha spiegato benissimo il concetto di democrazia e di sovranità popolare che ha nella sua testa. L'occasione è il prossimo referendum sul nucleare che il presidente del consiglio intende evitare a tutti i costi soprattutto per non correre rischi sull'altro quesito referendario, quello relativo al legittimo impedimento. Alcuni giorni fa l'annuncio del governo alla rinuncia del programma nuclearee, ieri la verità da parte di Berlusconi che esplicita il concetto anche di sovranità popolare. "Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare". Alla faccia del rispetto della sovranità popolare. Quindi il ragionamento è il seguente: il popolo, i cittadini, gli elettori sono contrari al nucleare, ma il governo intende andare avanti sul programma nucleare, per cui per ora sospendiamo il programma in modo che il referendum non abbia luogo e fra un paio di anni si riparte, calpestando la volontà degli elettori. Sarebbe come dire che se fra due anni, quando ci saranno le elezioni, si scoprisse che gli elettori voterebbero a sinistra, allora le elezioni non si tengono e non si sciolgono le camere. Non so se la gente si rende conto della gravità di questo ragionamento e di consequenza del pericolo che rappresenta quest'uomo per il paese, per la democrazia, per la libertà. Se un domani Berlusconi diventasse davvero Presidente della Repubblica, si correrebbe il rischio per esempio che decidesse di non sciogliere le camere per non rischiare di perdere le elezioni. Quando il paese riuscirà a liberarsi di Silvio Berlusconi sarà sempre troppo tardi anche per rimediare agli innumerevoli danni causati dal suo governo. E considerato che la Nato è intervenuta in Libia non potrebbe intervenire anche in Italia ?.mercoledì 27 aprile 2011
Quando interverrà la Nato a liberarci dal dittatore del consiglio
Che Silvio Belusconi mal digerisca le regole democratiche è un fatto ormai arcinoto, che intenda liberarsi dei lacci del parlamento e della costituzione è altrettanto noto, mai, però, come ieri questa insofferenza è stata resa palese non solo agli italiani ma al mondo intero. Le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa con Sarkosy hanno anche fatto chiarezza su cosa intenda Silvio Berlusconi in merito alla tanto richiamata sovranità popolare. Negli ultimi mesi sia lui che tutto il Pdl, rispetto ad una possibile crisi di governo, hanno richiamato e richiamano spesso la sovranità popolare ed il volere degli elettori affermando che se il governo cade si deve andare alle elezioni. Qualunque altra alternativa andrebbe contro il volere del popolo. Questo è un concetto di sovranità popolare falso per il nostro paese e per la nostra costituzione in quanto alle elezioni politiche gli elettori esprimono il loro voto per un partito e non per un governo o per un capo di governo. E' il Capo dello Stato che nomina il Presidente del Consiglio che poi deve ricevere la fiducia del Parlamento ma sia il Capo dello Stato che il Parlamento possono dare incarico e fiducia a qualsiasi maggioranza che si formi in parlamento. Quindi un concetto di sovranità popolare esteso oltre ogni limite e che potrebbe far intravedere un eccesso di democrazia da parte di Silvio Berlusconi. Ma ecco anche per i più ottimisti che ieri il cavaliere di Arcore ha buttato giù le sue carte ed ha spiegato benissimo il concetto di democrazia e di sovranità popolare che ha nella sua testa. L'occasione è il prossimo referendum sul nucleare che il presidente del consiglio intende evitare a tutti i costi soprattutto per non correre rischi sull'altro quesito referendario, quello relativo al legittimo impedimento. Alcuni giorni fa l'annuncio del governo alla rinuncia del programma nuclearee, ieri la verità da parte di Berlusconi che esplicita il concetto anche di sovranità popolare. "Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare". Alla faccia del rispetto della sovranità popolare. Quindi il ragionamento è il seguente: il popolo, i cittadini, gli elettori sono contrari al nucleare, ma il governo intende andare avanti sul programma nucleare, per cui per ora sospendiamo il programma in modo che il referendum non abbia luogo e fra un paio di anni si riparte, calpestando la volontà degli elettori. Sarebbe come dire che se fra due anni, quando ci saranno le elezioni, si scoprisse che gli elettori voterebbero a sinistra, allora le elezioni non si tengono e non si sciolgono le camere. Non so se la gente si rende conto della gravità di questo ragionamento e di consequenza del pericolo che rappresenta quest'uomo per il paese, per la democrazia, per la libertà. Se un domani Berlusconi diventasse davvero Presidente della Repubblica, si correrebbe il rischio per esempio che decidesse di non sciogliere le camere per non rischiare di perdere le elezioni. Quando il paese riuscirà a liberarsi di Silvio Berlusconi sarà sempre troppo tardi anche per rimediare agli innumerevoli danni causati dal suo governo. E considerato che la Nato è intervenuta in Libia non potrebbe intervenire anche in Italia ?.
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martedì 26 aprile 2011
26 aprile 2011: la morte della Costituzione Italiana

Caro Presidente,
oggi a mio parere è il giorno più triste della storia della nostra amata Repubblica, il più triste anche di questi ultimi mesi nei quali ogni cittadino italiano che ha a cuore la democrazia e la libertà del nostro paese ha visto accadere di tutto e di più nel nome di un unico obiettivo: tenere lontano dalla giustizia il Presidente del Consiglio. In virtù di questo scellerato progetto è accaduto di tutto: leggi ad personam che servono esclusivamente all'incolumità giudiziara di Silvio Berlusconi, stravolgimento nei partiti politici che sono presenti nel parlamento con un quadro politico totalmente diverso da quello votato dagli elettori nell'aprile del 2008, attacchi continui alla legge che regola il funzionamento del nostro Stato e cioè la Costituzione con vari tentativi di modificarla a proprio uso e cosumo (leggi sempre Silvio Berlusconi), denigrazione continua dell'opposizione e di chiunque abbia un'idea diversa di stato democratico da parte della maggioranza di governo, ministri che dovrebbero rappresentare tutta la cittadinanza italiana e che si persentano in video e in manifestazioni ufficiali con simboli di partito come nella migliore tradizione fascista, comportamenti al limite della legalità da parte del capo del governo oltre che offensivi sia della dignità delle donne ma soprattutto della dignità di chi non ha un lavoro e non può assicurarsi un reddito minimo per il proprio sostentamento, attacchi continui alle istituzioni sempre nell'interesse del singolo (Silvio Berlusconi tanto per non dare adito a dubbi), mortificazione del parlamento con il ricorso continuo al voto di fiducia nonostante una maggioranza schiacciante. Insomma uno scenario squallido oltre che veramente pericoloso per la democrazia. Ma in questo quotidiano fatto di prevaricazioni, noi cittadini onesti e difensori della democrazia e libertà, avevamo dalla nostra Lei signor Presidente, che, seppur nella limitatezza dei suoi poteri, non perdeva occasione per richiamare al senso di responabilità e soprattutto del rispetto della costituzione il Presidente del Consiglio. Oggi lei è venuto a mancare ed anche lei purtroppo calpesta la nostra carta costituzionale. E' la fine per la nostra democrazia. Oggi Lei all'ennesima decisione da dittatore e da insofferente della costituzione dell'Indagato del Consiglio, una decisione grave e pericolosa, quella cioè di iniziare vere e proprie azioni di guerra tramite i nostri caccia che andranno a bombardare la Libia, non ha saputo opporsi e da il suo avvallo a questa decisione. Anche Lei, signor Presidente del Consiglio, oggi calpesta la Costituzione e se la calpesta lei, per la nostra carta costituzionaler non c'è più nessuna speranza, ma quello che è ancora peggio è che non c'è più speranza nè per il paese intero nè per tutte quelle forze che in questi anni hanno cercato di contrastare senza successo l'ascesa di colui che, dovendo stare in galera, porterà il paese alla rovina. Grazie Singor Presidente davvero grazie ... e da oggi si astenga da qualsiasi discorso ipocrita e privo di un reale significato: da oggi lei ha tradito la Repubblica Italiana e dovrebbe essere costretto alle dimissioni ... ma tutto questo se fossimo un vero paese democratico.
oggi a mio parere è il giorno più triste della storia della nostra amata Repubblica, il più triste anche di questi ultimi mesi nei quali ogni cittadino italiano che ha a cuore la democrazia e la libertà del nostro paese ha visto accadere di tutto e di più nel nome di un unico obiettivo: tenere lontano dalla giustizia il Presidente del Consiglio. In virtù di questo scellerato progetto è accaduto di tutto: leggi ad personam che servono esclusivamente all'incolumità giudiziara di Silvio Berlusconi, stravolgimento nei partiti politici che sono presenti nel parlamento con un quadro politico totalmente diverso da quello votato dagli elettori nell'aprile del 2008, attacchi continui alla legge che regola il funzionamento del nostro Stato e cioè la Costituzione con vari tentativi di modificarla a proprio uso e cosumo (leggi sempre Silvio Berlusconi), denigrazione continua dell'opposizione e di chiunque abbia un'idea diversa di stato democratico da parte della maggioranza di governo, ministri che dovrebbero rappresentare tutta la cittadinanza italiana e che si persentano in video e in manifestazioni ufficiali con simboli di partito come nella migliore tradizione fascista, comportamenti al limite della legalità da parte del capo del governo oltre che offensivi sia della dignità delle donne ma soprattutto della dignità di chi non ha un lavoro e non può assicurarsi un reddito minimo per il proprio sostentamento, attacchi continui alle istituzioni sempre nell'interesse del singolo (Silvio Berlusconi tanto per non dare adito a dubbi), mortificazione del parlamento con il ricorso continuo al voto di fiducia nonostante una maggioranza schiacciante. Insomma uno scenario squallido oltre che veramente pericoloso per la democrazia. Ma in questo quotidiano fatto di prevaricazioni, noi cittadini onesti e difensori della democrazia e libertà, avevamo dalla nostra Lei signor Presidente, che, seppur nella limitatezza dei suoi poteri, non perdeva occasione per richiamare al senso di responabilità e soprattutto del rispetto della costituzione il Presidente del Consiglio. Oggi lei è venuto a mancare ed anche lei purtroppo calpesta la nostra carta costituzionale. E' la fine per la nostra democrazia. Oggi Lei all'ennesima decisione da dittatore e da insofferente della costituzione dell'Indagato del Consiglio, una decisione grave e pericolosa, quella cioè di iniziare vere e proprie azioni di guerra tramite i nostri caccia che andranno a bombardare la Libia, non ha saputo opporsi e da il suo avvallo a questa decisione. Anche Lei, signor Presidente del Consiglio, oggi calpesta la Costituzione e se la calpesta lei, per la nostra carta costituzionaler non c'è più nessuna speranza, ma quello che è ancora peggio è che non c'è più speranza nè per il paese intero nè per tutte quelle forze che in questi anni hanno cercato di contrastare senza successo l'ascesa di colui che, dovendo stare in galera, porterà il paese alla rovina. Grazie Singor Presidente davvero grazie ... e da oggi si astenga da qualsiasi discorso ipocrita e privo di un reale significato: da oggi lei ha tradito la Repubblica Italiana e dovrebbe essere costretto alle dimissioni ... ma tutto questo se fossimo un vero paese democratico.
25 Aprile ... ma di che cosa ci si meraviglia ?
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sabato 23 aprile 2011
Una Pasqua avvelenata
Una volta in questo paese le feste erano un momento di serenità da trascorrere in famiglia o con gli amici e tutti i cittadini viveno questi momenti e queste giornate in tranquillità indipendentemente da sesso, età, religione, tendenze politiche, situazione economica e quanto'altro rappresentava un motivo di divisione fra une persona ed un'altra. Questo clima purtroppo non si respira più da tempo ed in particolar modo in questi ultimi tre anni grazie ad una situazione economica disastrosa ma anche e soprattutto un governo ed un uomo che non riescono a assicurare nessuna certezza e nessun futuro al paese, troppi impegnati a risolvere le proprie beghe interne e i problemi personali di Silvio Berlusconi. Lui è il principale responsabile del disastroso momento storico che l'Italia sta vivendo da quando è entrato in politica, lui e naturalmente il suo principale alleato, il neo partito fascista della Lega Nord, e naturalmente quella parte del paese che lo ha votato consegnandoli per la terza volta la responsabilità di governo. Lo sfascio del paese riguarda ogni settore della vita sociale, politica, culturale dove si assiste ogni giorno al prevaricamento di principi, di ideali, di leggi fondamentali che per anni hanno costituito la spina dorsale del nostro stato democratico, in un decadimento continuo in cui si è fatta trascinare anche la parte nobile del paese e culturalmente più evoluta. Non si è saputo reagire con forza nemmeno a quegli affronti, che sembravano più di tipo folkloristico, ma che costituito un trampolino di lancio per una continua escalation denigratoria e revisionista totale. Berlusconi ha iniziato formando un partito con un nome che è stato uno smacco per tutto il paese e soprattutto per gli amanti del calcio e della nazionale. Ha chiamato quel partito Forza Italia privando i cittadini di quell'urlo di incitamento verso la nazionale di calcio, lo sport nazionale per eccellenza. Può sembrare una sciocchezza ma in realtà si è trattato di un gesto che ha subito mostrato al paese, o almeno a quella parte del paese che ignorava il profilo discutibile ed al limite della legalità di Silvio Berlsuconi, di che pasta fosse fatto il dittatore di Arcore e quali fossero le sue reali intenzioni: dare vita un potere assoluto che in virtù di una presunta investitura popolare gli garantisse di governare al di sopra delle regiole democratiche e costituzionali. Quello è stato il primo passo al quale ne sono seguiti altri come portare al governo i fascisti per la prima volta dopo la caduta di Mussolini. Fascisti impersonati sia dagli eredi naturali di Alleanza Nazionale sia ai nuovi eredi della Lega. La sua opera è poi preseguita in maniera più esplicita accusando la sinistra di tutte le inefficienze presenti nel paese, benchè la sinistra non abbia mai governato, e offendendo equiparando a volte a dei coglioni a volte a dei criminali tutti coloro che fossero simpatizzanti o elettori di questo schieramento politico. Questa opera di attacco indiscriminato a tutti coloro che si oppongono a Berlusconi è proseguita verso tutti e tutto possa rappresentare per il Capo del Governo un ostacolo al suo reale disegno: assicurarsi un'immunità per il resto dei suoi giorni agli innumerevoli processi in cui è coinvolto per il suo stile di vita privata e imprenditoriale al limite della legalità e spesso totalmente illegale. Sotto i suoi strali cadono opposizione, alleati che pretenderebbero almeno il rispetto delle regole democratiche, cariche istituzionali fino al Presidente della Repubblica, Costituzione e chi più ne ha più ne metta. Eccoci quindi al clima infuocato dei nostri giorni. Manovre per soffocare la voce del popolo e per impedire i referendum, appoggio a candidati alle elezioni amministrative che seguono gli insegnamenti del capo e equiparano la magistratura addirittura alle Brigate Rosse, parlamento in ostaggio del capo del governo per apporvare leggi a ripetizione che lo tangano lontano da quei processi che ormai investono oggi aspetto della sua vita. In questo atmosfera da guerra civile il paese perde il senso anche della sua storia e si arriva ad uno scontro totale anche per delle giornate di festa che fino a qualche anno fa erano un motivo per dimenticare i problemi e appunto trascorrere delle ora in serenità ed allegria. E tutti sono impegnati in questa opera disfattista. Quest'anno per esempio il primo maggio, festa dei lavoratori, è stato profanato dalla chiesa ed è profanato addirittura da qualche amministrazione che si professa di sinistra. La Chiesa ha scelto di procedere alla beatificazione di papa Wojtyla proprio il 1 maggio, festa tradizionalmente laica, in aperto contrasto con lo spirito di questa giornata. Una disgregazioni di costumi e di ideali che ha colpito anche le persone comuni che sono diventate insofferenti verso chiunque abbia idee e pincipi diversi da proprio. Un esempio banale ma significativo è ciò a cui si assiste, ormai da qualche anno, alla violenta campagna, da parte dei vegetariani, verso coloro che mangiano carne e che durante la pasqua consumeranno un piatto tradizionale della nostra cultura, l'agnello. Ognuno ha le proprie convinzioni ma criminalizzare chi consuma carne do agnello durante la pasqua e' uno specchio dei tempi incentrati sulla propria persona, sul soddisfacimento dei propri bisogni e sul non accettare pensieri e modi diversi di vedere la vita. In questo caso poi si sfiora l'ipocrisia in quanto si accusano i consumatore di carne di sopprimere delle vite per alimentarsi come se i vegetali non fossero una forma di vita di questo pianeta, una forma di vita fra l'altro che e' capace, come e' stato dimostrato recentemente, di mostrare emozioni ed anche un minimo di intelligenza. Certo hanno una conformazione anatomica per cui non sono in grado di comunicare attraverso sguardi o espressioni e forse per questo a noi sembrano privi di vita, ma non e' cosi'. Sara' quindi una Pasqua meno serena che nel passato se non proprio avvelenata in attesa di capire che succedera' da martedi' in poi in un paese che si trova ormai sull'orlo del precipizio.
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giovedì 21 aprile 2011
L'invasione della Libia ha inizio
Quando si inizia una guerra è sempre difficile prevedere come possa procedere e soprattutto come possa finire. La guerra in Libia ha avuto il supporto di una risoluzione dell'Onu, ma appena iniziata (appena 15 minuti dopo che la risoluzione era stata approvata) si è subito capito che l'iniziativa di Francia, Inghilterra ed Italia andava sicuramente oltre la risoluzione. Si doveva creare una No-Fly Zone, una zona cioè interdetta al volo dei caccia libici che andavano a bombardare i manifestanti, ma in realtà Franca e Inghilterra supportati dall'Italia hanno iniziato dei veri e propri bombardamenti a terra senza preoccuparsi molto dello spazio aereo. Oltre a prevaricare quindi i limiti imposti dalla risoluzione Onu dando vita ad una vera e propria guerra, c'era poi la questione dell'Italia che partecipava in maniera attiva alle operazioni sottraendosi quindi a quanto la propria costituzione gli dovrebbe imporre, rifiutare cioè la guerra. Perchè di vera e propria guerra si è trattato con i caccia europei che bombardano supportati dalle navi americane che a loro volta sganciano tonnellate di missili sul suolo Libico, altro che No-Fly Zone. Le operazioni però non hanno dato i risultati sperati con l'esercito di Gheddafi che è riuscito e riesce a tenere testa ai ribelli. Ora si sta tentando di andare ancora oltre alla risoluzione Onu portando sul suolo libico delle truppe di terra, un intervento esplicitamente non previsto dalla risoluzione stessa. Per mascherare questa passaggio vietato dall'Onu, Francia, Inghilterra ed Italia (ancora una volta siamo in prima linea) manderanno sembra degli addestratori militari ad aiutare i ribelli. Addestratori il cui compito presumibilmente sara' quello di guidare i ribelli con strategie di guerra atte a prendere il sopravvento. Ed e' pensabile che questi addestratori non sparino nemmeno un colpo ? E che cosa accadra' se qualcuno di loro cadra' vittima dell'esercito di Gheddafi ? E' chiaro che questa e' una manovra per forzare i limiti imposti dall'Onu e magari arrivare ad un'altra risoluzione che autorizzi l'invasione della Libia. E l'Italia ? Il governo italiano naturalmente partecipera' piu' attivamente che con gli aerei in questa operazione. D'altra parte un governo ed una maggioranza che intendono stravolgere il significato della costituzione modificando ne addirittura il primo articolo, non si fara' fermare dalla semplice dichiarazione di principio contenuta nella costituzione che impone all'Italia di ripudiare la guerra. Ed in questo caso che faranno le opposizioni ? Marceranno anche loro sulla costituzione ?
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mercoledì 20 aprile 2011
Il momento dello scontro e' sempre piu' vicino
Maggioranza e governo ormai in pieno stato confusionale. Per stare dietro alle innumerevoli vicende giudiziare dell'Indagato del Consiglio ed ai suoi vaneggiamenti continui, parlamentari e ministri sparano una dietro l'altra proposte e disegni di legge che poi magari modificano i giorni successivi in un turbinio senza controllo e senza un disegno logico che non sia l'affossamento della democrazia e delle sue istituzioni. Ormai si attacca tutto e tutti, dalla magistratura, obiettivo principe dell'Indagato, al Capo dello Stato, alla Costituzione seguendo una strategia eversiva e pericolosa che portera' fra non molto ad una vera e propria guerra civile fra gli strenui difensori della melagomania di Berlusconi e la parte sana del paese che intende salvare quella repubblica democratica che e' costata tante per farla rinascere dalle ceneri del fascismo. Le provocazioni gravi di questi ultimi giorni, ispirate sempre e comunque da Silvio Berlusconi, che sembravano essersi spentecon il richiamo del Presidente della Repubblica, riprendono oggi alzando nuovamente il tiro: non piu' la magistratura ma la piu' alta carica dello stato nonche' la legge regina garante della democrazia. Questa volta la mano armata e' quella di un deputato sconosciuto del Pdl, tale Remigio Ceroni, che osa la' dove nessuno era mai arrivato. La sua proposta e' nientepopodimenoche la revisione dell'articolo 1 della Costituzione e tanto per rincarare questa sua sfrontatezza eversiva giustifica tale proposta per mettere in primo piano la centralita' del Parlamento contro addirttura il Capo dello Stato e contro anche la Corte Costituzionale. Un tentativo di golpe in piena regola. Ancora una volta siamo in presenza di un povero ed insignificante deputato del Pdl che fa propri gli insegnamenti del suo Capo Supremo, ribadendo il concetto che il parlamento viene continuamente mortificato in quanto le leggi che approva o non sono firmate dal Presidente della Repubblica o sono abrogate dalla Corte Costituzionale. Naturalmente al povero Remigio non passa nemmeno un secondo per la testa che questi respingimenti legislativi dipendono esclusivamente da due fattori: l'incompetenza legislativa della maggioranza che, nella sua ossessiva difesa di Silvio Berlusconi, non si rende conto di produrre leggi che vanno contro la costituzione. Prosegue quindi l'attacco a ogni figura istituzionale, ad ogni legge anche se si tratta della Costituzione, a qualsiasi organo che intralci la politica sciagurata di questa maggioranza e di questo governo. Allo stesso tempo il governo e' completamente in stato confusionale a partire dai suoi ministri, Gelmini in testa, che non conosce la politica economica del ministro Tremonti e dei tagli che impone al settore dell'istruzione, mitica la sua frase ieri sera a Ballaro' "Il ministro Tremonti me lo avrebbe detto" (4 miliardi di meno spese nel settore dell'istruzione secondo la ex guardiaparchi non sono tagli ... ), per passare al ministro Romani che prima dichiara che il programma nucleare italiano e' cancellato poi si corregge, probabilmente ha ricevuto una telefonata da Silvio Berlusconi, oggi dichiara che e' solo sospeso in attesa di verifiche sulla sicurezza, per arrivare al ministro Alfano che annuncia una riforma epocale della giustizia e poi si limita ad accorciare i termini della prescrizione ancora una volta per salvare il suo Capo. Nel frattempo il Pdl si scaglia contro un realizzatore di manifesti e non contro il suo ideatore. Insomma ci troviamo ormai in mezzo ad un guado e ad un pantano da cui sara' difficile se nno impossibile uscire seguendo le strade della democrazia, ma solo quelle della rivolta, un momento storico ed un nuovo risorgimento che sembrano sempre piu' vicini.
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martedì 19 aprile 2011
La politica energetica ad personam

Che Berlusconi non abbia mai avuto una politica od un progetto politico e' un fatto noto di cui solo i suoi fans con il paraocchi non si sono mai resi conto. Le sue campagne elettorali sono sempre state all'insegna degli slogan mai supportati da un progetto vero e proprio. Anche questo terzo governo dell'Indagato del Consiglio non si smentisce, impegnato da tre anni a salvare il Capo dai processi in cui si trova coinvolto, se si esclude l'ossesione leghista della secessione, mascherata con lo sceletterato progetto federalista, la politica della maggioranza e' improntata all'improvvisazione ed all'opportunismo. Le magre figure sul piano internazionale ne sono lo specchio rivelatore, prima unico sostenitore al mondo delle dittature del Nord Africa, poi costretto a cambiare rotta sua malgrado in virtu' delle rivolte di Egitto, Tunisia e soprattutto Libia. Berlusconi con il suo Pdl e con la Lega sono soggetti incapaci di governare una democrazia occidentale in quanto ossessionati dai problemi giudiziari del cavaliere da una parte e dalla miopia leghista, una formazione politica fuori dal tempo e dalla storia. Oggi va in scena un'altro atto ridicolo di questo governo che dimostra ancora una volta il suo opportunismo e la mancanza totale del senso dello Stato. Appena insediato uno dei presunti punti qualificanti sbandierato ai quattro venti era stato il ritorno all'energia nucleare, disattendendo in questo modo la volonta' popolare espressa dai cittadini italiani con il refernum degli anni 80 sulla messa al bando dell'energia nucleare. Il governo pero' tirava dritto anche se si trattava di intenzioni solo sulla carta in quanto non riusciva nemmeno a determinare i siti dove realizzare le fantomatiche centrali. Nel frattempo l'opposizione organizzava un nuovo referendum sul nucleare, referendum che si sarebbe dovuto tenere nel prossimo giugno. Il terremoto in Giappone ed il disastro della centrale di Fukushima hanno messo in crisi tutta la debole impalcatura. Nei primi giorni mentre tutti i governi del mondo dichiaravano di ripensare le loro strategie in materia di energia nucleare, l'incompetente governo italiano cerificava la propria miopia ed inefficienza, dichiarando che il programma nucleare sarebbe andato avanti senza cambiamenti. L'aggravarsi della situazione a Fukushima ed una crescente avversione per il nucleare e soprattutto il referendum hanno pero' alla fine costretto ad un ripensamento. Il governo le ha provate di tutte anche quella di separare le elezioni amministrative di maggio con i referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento per tentare si dissuadere i cittadini dalla partecipazione al voto referendario. Una operazione scellerata che costera' al paese 300 milioni di euro che in un momento di tagli indiscriminati su cultura, istruzione, politiche sociale sembra veramente una barbarie. Nonostante queste operazioni l'avversione al nucleare e' di nuovo montata nel paese e le probabilita' che la pertecipazione al referendum sia massiccia e' molto alta. E cosi' si e' arrivato al colpo a sorpresa di oggi: il governo annuncia l'abrogazione di tutte le norme che riguardavano la realizzazione degli impianti nucleari nel paese. Come mai questo improvviso ravvedimento ? All'improvviso il governo, Berlusconi, il Pdl pensano finalmente al paese ed alle sue necessita' reali ? Una conclusione a cui possono pensare solo gli allocchi. Uno dei referendum riguarda l'abrogazione delle norme sul legittimo impedimento, interrompere il programma nucleare comporta l'abrogazione dello stesso referendum e di consequenza la speranza che, annullato il nucleare che svolgeva la funzione di carro trainante per il 12 giugno, non si raggiunga il quorum e che quindi anche gli altri quesiti referendari e soprattutto quello che interessa Berlusconi passino indenni. Insomma siamo alle solite, tutta la politica e tutta l'azione governativa e' mirata ad un unico aspetto: salvare Berlusconi dalla probabile galera. Si va avanti a tentoni cercando di tappare i buchi e le falle che l'opposizione cerca di aprire.
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Se si dimette l'esecutore perchè non si dimette il mandante ?
Stranissimo paese questo che si consegna ad un delinquente per essere governato, il paese dove in un processo per corruzione il corrotto è condannato mentre il corruttore riesce a sottrarsi al giusto processo ed alla probabile condanna grazie alle leggi che si fa ritagliare dal parlamento. E lo stesso corruttore nonchè Presidente del Consiglio è un abituè di questi sporchi affari anche se di natura diversa. Alcuni giorni fa sono apparsi infatti sui muri di Milano dei manifesti che teorizzano un parallelismo pericoloso fra Brigate Rosse e magistratura, pericoloso ed anche offensivo verso quei magistrati che in passato sono stati vittime proprio delle Brigate Rosse. L'autore di quei manifesti, un candidato del Pdl alle elezioni del comune di Milano, ha candidamente confessato il suo operato ritenendolo una bravata e meravigliandosi allo stesso tempo dell'indignazione generale perfino del suo stesso partito. Naturalmente il tapino, tale Roberto Lassini, non ha nemmeno pensato in un primo momento di togliersi da quelle liste e la sua tesi non è nemmeno tanto scellerata. In fin dei conti che cosa ha fatto il Tassini di tanto grave, niente altro che trasformare in un manifesto le stesse parole del presidente del consiglio Silvio Berlusconi che in più occasioni, ed anche recentemente, ha bollato la magistratura, uno dei tre poteri istituzionali dello stato, come una organizzazione terroristica ed eversiva il cui operato ha l'obiettivo di rovesciare lo stato democratico. Tassini ha preso alla lettera le parole dell'Indagato del Consiglio ed ha semplicemente sintetizzato il pensiero di Silvio Berlusconi con 5 parole illustrate nel manifesto. E' più colpevole lui, l'esecutore materiale, o il dittatore di Arcore l'effettivo mandante e teorico di quel pensiero ? Se Silvio Berlusconi non avesse fatto quelle sparate sicuramente quei manifesti non sarebbero comparsi nelle strade di Milano ed allora se Tassini è stato costretto giustamente e togliersi dalle liste del Pdl per il comune di Milano perchè non si costringe anche Berlusconi che ha teorizzato il parallelismo fra Br e magistratura a dimettersi ? Oggi tutti contro l'autore dei manifesti, compreso il presidente del senato Schifani, ma l'unico che non si è alterato e che non ha proferito parola contro questo atto gravissimo è stato proprio Silvio Berlusconi, e non poteva essere diversamente considerato che è proprio lui la mente del manifesto stesso. Strano paese questo.
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domenica 17 aprile 2011
Le idiozie eversive di Berlusconi porteranno alla guerra civile
Il nuovo salvataggio da uno dei processi più pericolosi, il processo Mills, ha fortificato l'Indagato del Consiglio che oggi si è lasciato andare alle solite esternazioni che diventano di giorno in giorno però sempre più pericolose per la nostra democrazia. Siamo quasi arrivati al punto di non ritorno se in un paese democratico il presidente del consiglio, colui cioè che ha la responsabilità di governare il paese, lancia accuse pesanti ed eversive non solo ai propri avversari politici ma anche ai poteri dello stato, instaurando un clima da quale si può uscire solo in maniera violenta. Ecco il bestiario odierno che non può che far imbestialire ogni cittadino sano di mente ed in pieno possesso delle proprie facoltà mentali.Toghe eversive. Le invettive contro la magistratura non sono una novità ma in questi giorni hanno subito un salto di qualità che passa dai manifesti che equiparano la magistratura alle Br (l'autore è un iscritto alle liste del Pdl che non è nemmeno stato espulso dal partito) per arrivare alle parole dell'Indagato del Consiglio secondo il quale la magistratura è un'istituzione eversiva. Ma perchè la magistratura sarebbe eversiva ... ? Semplicemente perchè tenta di incastrarlo finalmente in un processo. Lotta impari considerato che l'Indagato usa il suo potere e la sua maggioranza per sfornare leggi a ripetizione che lo tengano lontano dai processi.
L'opposizione. Non potevano mancare le invettive contro l'opposizioned anche in questo caso il livello di violenza verbale è salito notevolmente facendo ricorso anche a delle enormi falsità. L'opposizione tutta, senza distinzione di ideologia politica, è comunista, l'ideologia più criminale e disumana della storia dell'uomo. Peccato che nella storia dell'umanità ci sia stato il fascimo ed il nazismo queste si sono le ideologie più criminali che l'uomo abbia mai potuto mettere in campo altro che il comunismo. Tralasciando che una di queste ideologie, il fascismo, ha effettivamente tenuto il paese sotto la dittatura di Mussolini mentre il comunismo in italia non è mai salito al potere.
La famiglia. Ultimo bestiario dell'Indagato del Consiglio è stato il riferimento alla famiglia. La tesi è questa: lui si ritiene uno dei maggiori sostenitori della famiglia in Italia ed a conferma di questa tesi c'è il fatto che lui di famiglie se ne è fatte due. Un'offesa sia a chi crede veramente nella famiglia sia a chi purtroppo a causa di vicende diverse ha dovuto passare per eventi drammatici come separazione e divorzio. Ma una dichiarazione che diventa offensiva per l'intelligenza dei cittadini alla luce dei fatti che vedono coinvolto l'Indagato nell scandalo e nel traffico di prostitute presso la sua residenza di Arcore.
Il fatto più sconcertante è che ci siano persone che riescono ad applaudire dichiarazioni di questo tipo, che trascendono dalla fede politica, ma che portano dritto allo sfascio dello stato ed alla guerra civile, l'unico sistema per liberarsi di un dittatore in pectore.
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Ai vaneggiamenti di Berlusconi solo il popolo può rispondere
Le allucinanti dichiarazioni del Presidente del Consiglio e l'episodio dei manifesti che paragono la magistratura alle Brigate Rosse propongono anche una nuova analisi all'articolo di Alberto Asor Rosa comparso sul Manifesto un paio di giorni fa. Silvio Berlusconi, forte della legge sulla prescrizione breve che lo salverà dal processo Mills passata alla Camera, si è rifatto vivo con tutta la sua violenza mediatica scagliandosi contro lo stato ed in particolare contro la magistratura e contro l'istruzione. In merito alla magistratura il capo del governo, con le sue dichiarazioni, non ha fatto altro che dimostrare di essere il mandante dei vergognosi manifesti comparsi a Roma. Inutile la condanna del suo servo, il ministro della giustizia Alfano, quando equiparare i punnlici ministeri ad una associazione a delinquere non fa altro che giustificare i manifesti che, in maniera più pesante, equipara gli stessi magistrati alle Brigate Rosse. In merito invece all'istruzione, Silvio Berlusconi dipinge gli insegnanti come tanti integralisti di sinistra che con i loro libri intendono indottrinare i giovani studenti. Un processo invece iniziato da 15 anni a questa parte dalla destra fascista e dai nuovi fascisti della Lega, che il cavaliere ha portato al governo, e che intendono cambiare la storia presentandola sotto aspetti falsi e con parallelismi fuori da ogni logica. Tornando all'articolo di Asor, l'autore proponeva un interrogativo sulla situazione politica attuale proponendo due alternative: stiamo vivendo una situazione di confronto politico "normale" se pur con qualche eccesso oppure siamo in presenza di un vero e proprio snaturamento delle regole in nome di una presunta "sovranità popolare" interpretata come una specie di investitura a governare senza sottoporsi a nessun controllo democratico. Asor propende per questa seconda ipotesi ed alla luce delle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio è difficile non caldeggiare questa sua conclusione. Silvio Berlusconi, rinvigorito da una Camera asservita ormai ai suoi desiderata grazie anche ad una maggioranza completamente schiava dei voleri del proprio capo, mette in campo uno dei suoi discorsi più violenti scagliandosi contro le istituzioni, contro lo stato democratico e perfino contro quesi settori della vita pubblica e sociale, come per esempio l'istruzione, che rappresentano la linfa vitale per ogni paese che persegua il proprio sviluppo. Attacchi cha appaiono anche ingiustificati considerato che negli ultimi 15 anni i paese è stato in mano al dittatore di Arcore per ben tre legislature e quindi con tutti i mezzi a disposizione per portare avanti cambiamenti e riforme secondo i suoi progetti politici. Ma se l'ipotesi di Asor è realistica, è altrettano realistico supporre che da una situazione antidemocratica si possa uscire in maniera pacifica utilizzando lo strumento democratico per eccellenza: le elezioni. La vera politica messa in atto dal plurindagato Silvio Berlusconi è la distruzioni delle regole democratiche per un proprio tornaconto ed allo stesso tempo l'instaurazione di un clima da guerra civile grazie ad una continua mortificazione del pubblico e delle sue istituzioni. Da un clima del genere si potrà uscire solo attraverso una rivoluzione, sicuramente non come quella proposta da Asor nel suo articolo, cioè con le forze di polizia e carabinieri che prendono sotto il proprio controllo l'intero paese, ma probabilmente con una rivoluzione di popolo costringendo, attraverso la piazza, Silvio Berlusconi a lasciare il campo che ormai occupa illegalmente grazie al totale cambiamento del quadro politico nazionale. Non sara' una strada facile da percorrere, ma è anche l'unica per riportare nel paese democrazia, libertà, rispetto della storia e delle istituzioni.
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