venerdì 4 giugno 2010

Giovani se ci siete battete un colpo ed ascoltate ... Monicelli

E' una domanda che sorge spontanea se la reazione piu' violenta ed estremista alla manovra taglia tutto della coppia Berlusconi-Tremonti la dobbiamo ad un grande vecchio come il regista Monicelli. I sindacati protestano, ma poi solo uno, la CGIL, indice uno sciopero generale che si terra', udite udite, il 25 giugno. A quella data saranno iniziate le vacanze e la manovra ormai sara' stata digerita, metabolizzata e dimenticata, soprattutto se il mondiale di calcio che sara' in pieno svolgimento vedra' la nazionale italiana comportarsi bene. I giovani sonnecchiano e non si rendono conto che, a parte i pubblici dipendenti che si vedranno decurtare i loro stipendi, loro saranno il principale obiettivo di questa manovra distruggi paese. Si perche' le forbici di Tremonti, oltre che sui dipendenti pubblici, si sono scagliate contro istruzione e cultura, quei settori che dovrebbere essere i motori per la futura ripresa. Quando in un paese si considerano l'istruzione e la cultura due voci di spesa piuttosto che due voci relative all'investimento, il futuro diventa subito prima grigio e poi nero. L'esempio l'abbiamo proprio in Italia dove si assiste da tempo ad un decadimento culturale senza precedendti grazie a questa politica scellerata che ha raggiunto il culmine con il terzi governo Berlusconi, ma che e' stata messa in atto anche dai governi precedenti di qualsiasi schieramento politico. Ecco allora il grido del regista Monicelli che incita alla rivolta i giovani del nostro paese, un grido che pero' si perde in un deserto senza fine soffocato immediatamente dal ministro della cultura Bondi e dal solito leccapiedi del cavaliere, Cicchitto. Naturalmente i tagli alla cultura fanno parte di un disegno ben preciso che niente hanno a che vedere con il contenimento della spesa pubblica, perche' non diminuire invece i finanziamenti relativi alla nostra partecipazione alle varie guerre nel mondo ? O perche' non rinunciare al ponte sullo stretto che non serve a niente oltre a rovinare l'ambiente ? Ma si sa meglio tenere il popolo nell'ignoranza e nutrirlo a suon di reality e veline sculettanti in televisione che farlo crescere e magari abituralo a ragionare con la propria testa. Forse l'Italia si riprendera' dalla crisi economica ma i danni saranno irreparabili e avremo un popolo piu' cerebroleso di quanto non lo sia gia'..

7 commenti:

Giacco ha detto...

La politica è sempre stata sporca perchè si regge sul compromesso. Il compromesso è alla base della corruzione. La corruzione è il sostentamento della criminalità.
I nostri governanti non si sottraggono a queste leggi se non schiacciando i più deboli per soddisfare le loro esigenze e quelle degli accoliti.
Chi paga: Pantalone!
Da questa morsa non si scappa se non con una rivolta.

antipolitico ha detto...

Ok Giacco ... ma chi inizia ?

Berica ha detto...

La politica è la più alta e nobile delle attività umane. Oggi ne vediamo una sedicente rappresentazione che non le assomiglia.

Anonimo ha detto...

Basta parlare parlare parlare bisogna FARE!Vox populi vox Dei!

Giacco ha detto...

Anche in Francia c'era il problema di chi dovesse scatenare la rivolta.
Ci pensò la fame.
Nel nostro paese non siamo a questo punto perchè non c'è questo spettro e oltretutto siamo bravi nel sopportare le malefatte dei nostri onorevoli rappresentanti; ma quando la fame sarà insopportabile scoppierà la bomba.

gabri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gabri ha detto...

da un pò di anni, ormai, mi chiedo quanto in basso è il fondo del barile che dovremo toccare, prima di cominciare a ragionare, e a prnderci la nostra responsabilità su quello che sta accadendo.
sarà la fame? sarà la guerra?
protestiamo, protestiamo, ma poi la maggior parte di noi cede alle sirene, e compriamo quello che ci dicono di comprare, guardiamo quello che ci dicono di guardare, votiamo quello che ci dicono di votare.
è un problema di coscienza individuale, e di responsabilità sociale, che ormai è estinta.