Le dichiarazioni del ministro dell'ingiustizia, Angiolino Alfano, evocano i fantasmi del regime, quel regime che piacerebbe tanto al suo capo Berlusconi. Non si è mai sentito in una democrazia occindentale che la maggioranza al governo chiama a raccolta per manifestare ... contro chi e per chi ? In democrazia la maggioranza governa e fa le leggi non ha bisogno di manifestazioni di piazza soprattutto una maggioranza di centro destra come quella attuale nel nostro paese che ha o forse aveva i numeri per far approvare al parlamento qualsiasi genere di legge. Certo quando le leggi che si vogliono far approvare sono provvedimenti che riguardano una sola persona, che cercano di preservare quella persona dai processi che lo attendono, che disattendono le regole generali della democrazia e soprattutto vanno contro la costituzione, anche avendo i numeri non è compito facile far passare questo genere di leggi. Ed infatti ormai da tre anni, ma si può dire ogni qual volta al governo si è trovato Sivio Berlusconi, questo genere di leggi sono state tutte bocciate dalla Corte Costituzionale o, come accaduto la scorsa settimana, sono state di fatto bloccate da una sollevazione popolare che ha avuto come diretta consequenza il blocco dei lavori parlamentari. Ora, in presenza di una perdita evidente di consenso popolare, come nella migliore tradizione dei regimi dittatoriali che devono mostrare i muscoli per dare dimostrazione di una forza che non hanno, un ministro di un governo che si professa democratico chiama in piazza i propri simpatizzanti per difendere la riforma costituzionale in materia di giustizia, ma per difenderla da chi e da che cosa ? Da una forza che non ha per poterla approvare ? Da un paese che ormai non ne può più di questi goffi tentativi di tenere lontano Silvio Berlusconi dalle aule giudiziarie ? O dalla propria incapacità di governare ? Quello della manifestazione di piazza da parte di chi governa è un concetto estraneo alla democrazia, ma, come ormai anche gli asini dovrebbero aver capito dopo ben 17 anni, all'Indagato del Consiglio della democrazia non interessa proprie niente. Se cosi' fosse non avrebbe portato al governo fascisti vecchi e nuovi e non avrebbe nominato ministro uno squadrista come il ministro della guerra La Russa. Purtroppo questo è stato possibile anche grazie all'inconsistenza della opposizione e soprattutto grazie allo sfacello della sinistra dovuto soprattutto al folle progetto del Partito Democratico. Un'opposizione incapace di capire quanto siano gravi le dichiarazioni del ministro Alfano che chiama il popolo alla guerra civile, che alimenta le tensioni fra i due schieramenti tentando di portare lo scontro proprio sul piano fisico considerata ormai la cronica incapacità di governare un paese allo sbando sia sul piano interno che internazionale. Prepariamoci perchè il peggio non è ancora arrivato purtroppo.domenica 3 aprile 2011
Il regime chiama a raccolta
Le dichiarazioni del ministro dell'ingiustizia, Angiolino Alfano, evocano i fantasmi del regime, quel regime che piacerebbe tanto al suo capo Berlusconi. Non si è mai sentito in una democrazia occindentale che la maggioranza al governo chiama a raccolta per manifestare ... contro chi e per chi ? In democrazia la maggioranza governa e fa le leggi non ha bisogno di manifestazioni di piazza soprattutto una maggioranza di centro destra come quella attuale nel nostro paese che ha o forse aveva i numeri per far approvare al parlamento qualsiasi genere di legge. Certo quando le leggi che si vogliono far approvare sono provvedimenti che riguardano una sola persona, che cercano di preservare quella persona dai processi che lo attendono, che disattendono le regole generali della democrazia e soprattutto vanno contro la costituzione, anche avendo i numeri non è compito facile far passare questo genere di leggi. Ed infatti ormai da tre anni, ma si può dire ogni qual volta al governo si è trovato Sivio Berlusconi, questo genere di leggi sono state tutte bocciate dalla Corte Costituzionale o, come accaduto la scorsa settimana, sono state di fatto bloccate da una sollevazione popolare che ha avuto come diretta consequenza il blocco dei lavori parlamentari. Ora, in presenza di una perdita evidente di consenso popolare, come nella migliore tradizione dei regimi dittatoriali che devono mostrare i muscoli per dare dimostrazione di una forza che non hanno, un ministro di un governo che si professa democratico chiama in piazza i propri simpatizzanti per difendere la riforma costituzionale in materia di giustizia, ma per difenderla da chi e da che cosa ? Da una forza che non ha per poterla approvare ? Da un paese che ormai non ne può più di questi goffi tentativi di tenere lontano Silvio Berlusconi dalle aule giudiziarie ? O dalla propria incapacità di governare ? Quello della manifestazione di piazza da parte di chi governa è un concetto estraneo alla democrazia, ma, come ormai anche gli asini dovrebbero aver capito dopo ben 17 anni, all'Indagato del Consiglio della democrazia non interessa proprie niente. Se cosi' fosse non avrebbe portato al governo fascisti vecchi e nuovi e non avrebbe nominato ministro uno squadrista come il ministro della guerra La Russa. Purtroppo questo è stato possibile anche grazie all'inconsistenza della opposizione e soprattutto grazie allo sfacello della sinistra dovuto soprattutto al folle progetto del Partito Democratico. Un'opposizione incapace di capire quanto siano gravi le dichiarazioni del ministro Alfano che chiama il popolo alla guerra civile, che alimenta le tensioni fra i due schieramenti tentando di portare lo scontro proprio sul piano fisico considerata ormai la cronica incapacità di governare un paese allo sbando sia sul piano interno che internazionale. Prepariamoci perchè il peggio non è ancora arrivato purtroppo.
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venerdì 1 aprile 2011
Dopo i proclami .. l'inevitabile fallimento
Dopo le sceneggiate, dopo i riflettori, dopo i proclami ... sono ormai trascorse le famose 60 ore ed il problema di Lampedusa non è stato risolto. Anzi ne è stato creato un altro di problemi, a Manduria nel primo campo di concentramento messo a punto dal governo per ospitare i migranti. Oggi si è verificata la prima fuga di massa da quel campo di concentramento, fuga favorita dal governo stesso che ha dato ordine alle forze dell'ordine di non intervenire per consentire che i migranti fossero in grado di scappare facilmente senza problemi. Purtroppo problemi di questa portata non si risolvono con comizi o con l'acquisto di ville o con proclami improvvisati se non si ha un progetto ben preciso e definito oltre che una linea politica coerente e consapevole dei problemi da affrontare a livello internazionale. Ma questo governo ci ha abituato a rappresentazioni di questo tipo, a Napoli per i rifiuti ed all'Aquila per il terremoto, mettendo in scena il solito copione: proclami di risoluzione dei problemi in tempi limitati, promessa di insediarsi nei luoghi dei disastri e l'immancabile fallimento di tutta la costruzione. Tantoche il problema non è più tanto Berlusconi, ma piuttosto i cittadini che ancora continuano a dargli credito nonostante tutti i suoi fallimenti. A Lampedusa un cittadino normale durante tutto il suo sproloquio avrebbe dovuto tirargli in faccia una pala piuttosto che applaudire ad una serie di promesse gettate al vento. Purtroppo mentre Napoli e l'Aquila rappresentavano problemi tutti interni, la vicenda dei migranti africani a Lampedusa rappresenta un problema di politica a livello internazionale e, sia a livello europeo che mondiale, a livello internazionale la faccia ormai l'abbiamo persa da un pezzo. Troppo facile ora chiedere aiuto all'Europa dopo che in ogni consesso europeo o mondiale abbiamo rimediato figuracce, dopo che abbiamo stretto amicizia con i tutti i dittatori che governano fuori dalle regole democratiche, dopo che abbiamo trattato un uomo come Gheddafi con tutti gli onori e ci siamo prostati ai suoi piedi. E soprattutto dopo che, aver stipulato un trattato di amicizia reciproca in cui l'Italia è stata considerata quasi una colonia della Libia, abbiamo con disinvoltura voltato faccia portando la guerra all'interno del paese amico. Quale affidamento può dare un paese, uno dei principali fondatori dell'europa, che si comporta in questo modo senza una linea politica decisa e stabile da seguire. L'Europa quindi ora non ci da supporto per un problema che fino ad oggi abbiamo sbandierato di aver risolto, ma che ora non siamo in grado di gestire o meglio che gestiamo strumentalizzandolo per creare disagio e paura fra i cittadini, una paura ed un disagio da utilizzare poi a proprio uso e consumo. E' circa un mese e mezzo che il ministro dell'interno sbandiera lo spauracchio della migrazione biblica, sono poi state sufficienti qualche migliaio di migranti per mettere in crisi lo stato che si è fatto trovare "artificiosamente" impreparato. Si è fatto in modo che a Lampedusa montasse una specie di girone infernale per poi consentire lo show di Berlusconi. Ora si sta montando un altro caso creando in tutte le regioni dei veri e propri campi di concentramento nei quali saranno rinchiusi i migranti, e dai quali sicuramente inizieranno a scappare come già abbiamo visto oggi. Il tutto per non fare ciò che era stato fatto in occasione della guerra dei Balcani. Si sarebbe potuto concedere un permesso di protezione internazionale provvisorio per permettere ai migranti di circolare liberamente per un periodo di diciamo tre-sei mesi e tutto il caos che si sta verificando sarebbe stato evitato. Certo una soluzione scomoda per la lega e sicuramente impopolare ma di certo l'unica percorribile per evitare di trasformare il paese in un girone dantesco dove i disperati africani vagano per tentare di raggiungere altri paesi. Un'ultima osservazione: ma il federalismo riguarda solo l'aspetto economico e le tasse che regioni e comuni riverseranno sui cittadini ? oppure anche problematiche come la sistemazione dei migranti nordafricani ? In questo caso perchè lo stato pretende di imporre le proprie scelte alle regioni se poi uno dei punti fondamentali del proprio programma è proprio il federalismo ?
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Ormai solo l'Onu puo' salvare l'Italia
La risoluzione dell'Onu era stata approvata da pochi minuti e gli aerei francesi si alzarono in volo destinazione Roma. Le truppe del ministro della guerra La Russa stavano per dare inizio all'ennesimo assalto contro i manifestanti davanti a Montecitorio. I ribelli si erano asserragliati nella piazza antistante la camera dei deputati da quando la maggioranza di centro destra aveva dato inizio ad un tentativo di golpe. Sovvertendo infatti l'ordine dei lavori dell'aula si era tentato di far approvare la legge sulla prescrizione breve per salvare il Presidente del Consiglio da alcuni dei tanti processi in cui era coinvolto. Questo ennesimo tentativo di utilizzo a scopi personali del parlamento e delle istituzioni aveva esasperato gli animi dei cittadini che ormai da mesi erano alle prese con una crisi economica senza precedenti, una crisi che il governo ignorava per occuparsi dei problemi giudiziari del capo del governo. Oltretutto il paese stava affrontando da alcuni giorni una nuova emergenza umanitaria, usata ancora una volta come un palcoscenico per una delle tante sceneggiate, sempre del Presidente del Consiglio, secondo un copione già sperimentato in altre occasioni: il terremoto dell'Aquila, i rifiuti di Napoli. Emergenze spesso esasperate ad arte per poi dar modo al colpo di scena del salvatore della patria, lui il Capo del Governo. Quell'enesimo tentativo di far approvare una legge completamente anticostituzionale aveva scatenato quindi una violenta protesta di piazza. Il ministro La Russa non aspettava altro. Appena avuta notizia della manifestazione si era precipitato nel piazzale antistante la camera con toni provocatori e di sfida. La presenza di La Russa aveva amplificato la rabbia dei manifestanti che avevano iniziato ad apostrofarlo con epiteti di varia natura: dal fascista al buffone al servo, il tutto accompagnato dal lancio di monetine di antica memoria. Mefistofele La Russa era rientrato in aula infuriato e dopo aver chiesto la parola si era scagliato contro l'opposizione scatenando un putiferio. Il ministro con gli occhi di fuori insultava tutti, scalciava, lanciava oggetti, imprecava terminando la sua sfuriata con la dichiarazione di guerra verso i ribelli che assediavano, secondo lui, Montecitorio. Nemmeno i compagni di partito erano riusciti a calmarlo, mentre il Presidente del Consiglio, l'unico che avrebbe potuto fermarlo, era troppo impegnato ad organizzare i lavori di ristrutturazione della nuova villa a Lampedusa per occuparsi della vicenda e della pericolosa piega che stava prendendo. Il Ministro della Guerra aveva dichiarato il coprifuoco alla camera, tutti i parlamentari erano stati obbligati a rimanere all'interno dell'aula, mentre lui al comando delle sue truppe tentava invano di disperdere i ribelli. La situazione era precipitata quando La Russa, non riuscendo ad avere ragione dei ribelli, aveva impiegato carri armati ed aerei contro i manifestanti che tenevano in scacco le sue truppe e tutto il parlamento. L'Onu, cosi' come aveva fatto per la Libia, adotto' la stessa risoluzione anche per l'Italia, ed i francesi, che non vedevano l'ora di menare le mani contro il governo di centro destra colpevole di non essere riucsito ad arginare i migranti dal nord africa, levo' subito in volo i propri bombardieri.
L'offensiva francese ebbe ragione delle truppe del ministro della guerra italiano in pochi giorni, in Libia l'operazione era stata piu' lenta grazie anche all'inefficienza proprio degli italiani sempre troppo occupati a difendere il loro capo dai processi in cui era coinvolto. La vicenda provoco' le dimissioni immediate di tutto il governo e l'esilio non solo di Ignazio La Russa ma anche del Presidente del Consiglio giudicato inadatto a governare il paese, considerato che non era nemmeno riuscito a tenere sotto controllo il suo ministro piu' esuberante. Fu nominato un governo provvisorio con la supervisione della Nato che porto' il paese a nuove elezioni nelle quali finalmente la sinistra unita ottenne la maggioranza e riporto' la democrazia in Italia dando vita alla terza Repubblica.
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mercoledì 30 marzo 2011
Lo show va in scena ancora una volta
In questi giorni in molti si chiedevano come mai si permettesse a migliaia di ... non clandestini come si ostinano a chiamarli i fascisti della Lega ... ma disperati nord africani di ammassarsi sulla piccola isola di lampedusa senza dare loro un minimo di assistenza umanitaria, ieri non sono nemmeno stati distribuiti pasti sufficienti. Il governo era pronto da un mese ma nonostante questo per giorni si è continuato all'ammasso come in una procilaia. Non si riusciva a capire il motivo di questa situazione ma stamani tutti i dubbi sono stati fugati. Faceva parte tutto di una clamorosa messa in scena per mandare in onda oggi lo show conclusivo del Presidente del Consiglio. E' disumano nonchè vergognoso che si utilizzi una tragedia per trsformarla in uno spot pubblicitario del Capo del Governo ripetendo un cannovaccio già utilizzato in occasione del terremoto dell'Aquila. Silvio Berlusconi arriva a Lampedusa e spara le sue cazzate sulla pelle di persone che stanno vivendo una tragedia: i nord africani che fuggono da una situazione esplosiva e i lamedusani che quest'anno vedranno la loro isola disertata dal turismo. Ecco tutte le stronzate sparate a raffica dal Presidente del Consiglio."Il presidente del Consiglio non è venuto prima perché ha il vezzo, l'abitudine, di risolvere i problemi. E fino a ieri sera non avevo la soluzione chiara. Ieri sera finalmente ho potuto mettere a punto un piano, che vengo a raccontarvi e garantirvi. Il piano è scattato ieri sera a mezzanotte"
Ma se è un mese che Maroni ci spacca le palle in ogni trasmissione televisiva dicendo che arriveranno profughi in numeri di qualche centinaia di migliaia ? Fino ad ora solo solo 17.000 e se arrivavano veramente 150.000 profughi che sarebbe accaduto ?
"Sono già iniziate al molo le operazioni di imbarco dei migranti. In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata soltanto dai lampedusani"
Stiamo migliorando a Napoli dichiarò che in tre giorni i rifiuti sarebbero spariti, oggi gli saranno sufficienti due giorni, due giorni e mezzo ... ma a Napoli i rifiuti ci sono ancora ...
"Abbiamo la possibilità con l'Unione europea di creare zone franche, dove non si pagano le tasse sul commercio e sulle attività. Lampedusa diventerà una zona franca"
Anche per gli italiani le tasse sarebbero dovute diminuire ... qualcuno ne sa qualcosa ?
"Nel prossimo consiglio dei ministri presenteremo la candidatura di Lampedusa a Nobel per la pace"
Questa è una bella notizia almeno sappiamo che lui ci rinuncia ed evita di farci fare una nuova brutta figura internazionale.
"Per garantire il mantenimento degli impegni mi sono detto che devo diventare lampedusano anch'io. Così ieri sera ho comprato casa a Cala Francese"
Ecco il nuovo annuncio: a Lampedusa dopo il traffico di migranti ci svilupperà anche il traffico di escort o meglio di prostitute
"Lampedusa tornerà un paradiso. Abbiamo dato incarico a Rai e Mediaset di fare dei servizi che attirino gli italiani a Lampedusa, che è sempre stato un paradiso e tornerà ad esserlo"
Ma come l'informazione in questo paese non doveva essere libera ? E poi capisco Mediaset ma la Rai ... ? Forse la Rai è di Silvio Berlusconi ?
Questo è il capo del governo italiano, uno che andrebbe bene per condurre gli show che le sue trasmissioni trasmettono e che interpreta la guida di una paese allo stesso modo. Poi si chiede aiuto all'Europa dopo figure ridicole come il baciamano a Gheddafi oppure come la sceneggiata di oggi che dimostra la palese incapacità di un governo ma soprattutto del suo Capo da cui dipende tutto a gestire sia le situazioni ordinarie come quelle straordinarie derivanti da eventi eccezionali. Non per niente i paesi che contano ci tengono fuori dalle decisioni importanti.
Dimenticavo ... mentre accadeva tutto questo alla camera si sta perpretando un blitz a favore sempre dell'Indagato del Consiglio, sovvertendo gli ordini del giorno probabilmente oggi si approverà lo scandalo del processo breve per liberare Berlusconi almeno dal processo Mills, poi si vedrà per gli altri.
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martedì 29 marzo 2011
Il vero pericolo per l'umanità: l'essere umano
In queste ultime settimane diversi avvenimenti stanno sconvolgendo il pianeta intero e creando preoccupazioni per le sorti del genere umano. Popoli assoggettati da anni a regimi dittatoriali che giustamente si ribellano originando loro malgrado guerre, sconvolgimenti naturali che sono normali per la vita di un pianeta com il nostro ma tragici per un'umanità che invece di cercare di convivere con la natura la sfida continuamente, disastri ambientali originati più che dalla pericolosità della tecnologia dalle modalità con le quali la stessa viene utilizzata. Analizzando tali eventi lasciando da parte un minimo di superficialità è indubbio che l'attore principale di tali tragici accadimenti è uno solo: l'uomo.Le rivolte nel Nord Africa hanno avuto un primo assaggio di ciò che potrà realmente avvenire quando si estenderanno a paesi come Siria, Iran e via dicendo con ciò che sta accadendo in Libia. In Egitto e Tunisia la rivolta è stata pacifica ma in paesi come la Libia, dove il regime è più cruento e soprattutto dove vi sono risorse naturali che fanno gola a tutti, si è subito arrivati ad una vera e propria guerra. Gli obiettivi umanitari presi a pretesto sono lo specchio della immensa ipocrisia che pervade la politica mondiale. Gheddafi, grazie appunto alle sue risorse naturali petrolio e gas, è stato per anni un partner per tutto il mondo capitalistico occidentale e soprattutto per l'Italia da sempre, dopo la seconda guerra mondiale, asservita ai voleri del dittatore libico. Un dittatore che si è permesso di portare a termine un attentato terrostico in cui hanno perso la vita centinaia di persone senza che nessuno facesse assolutamente niente. Oggi, gli stessi paesi Italia in testa, cambiano improvvisamente registro mostrandosi "profondamente umanitari" non per rovesciare direttamente un regime sanguinario, ma usando a proprio uso e consumo il sangue di chi con mani e unghie è pronto a schierarsi contro carri armati e bombe scagliate su di loro dal regime stesso. Se l'occidente avesse voluto quel regime, così come molti altri, sarebbero già caduti da tempo e probabilmente con minore spargimento di sangue, ma era senz'altro più comodo fare affari con Gheddafi che farli con uno stato democratico.
Il terremoto in Giappone è uno dei tanti eventi catastrofici che sono all'ordine del giorno su un pianeta che è ancora vivo e pieno di energia nelle sue viscere come molti altri mondi che vagano nell'universo. E l'uomo, all'indomani di eventi così tragici, non sa fare altro che scagliarsi contro la natura che niente di più ha fatto che seguire il proprio corso. In Giappone un evento simile era atteso da anni, ma nonostante questo si è continuato ad affollare un territorio rischioso costruendo si in maniera molto più efficiente che in altri parti del mondo (se fosse accaduto in Italia sarebbe stata una strage anche senza tsunami), una politica di sviluppo che oggi è costata quasi 30.000 morti ed un disastro mondiale per ciò che riguarda la radioattività. Un disastro simile e forse anche peggiore è atteso in Italia quando il Vesuvio si risveglierà, ma l'uomo, con tutta la sua presunzione, continua a sfidare la natura anche in questo caso sovraffollando le pendici di un vulvano pronto a mietere prima o poi centinaia di migliaia di vittime.
E veniamo al nucleare che in questi giorni la fa da padrone quasi quanto la guerra nei giornali, nei dibattiti e nelle decisioni di governi per quanto riguarda il futuro dei loro paesi. Dopo il terremoto in Giappone e il disastro di Fukushima non ancora arrivato alla fine e del quale le consequenze sono ancora poco chiare, tutti sono pronti si a ripensare all'utilizzo di questa fonte energetica che ha dato origine in meno di 30 a due disastri di livello mondiale. Oggi, come dopo Chernobyl, si torna a parlare di centrali più sicure e di centrali che addirittura non produrrebbero scorie. Ma come abbiamo visto non si può niente contro la stupidità umana perchè anche Fukushima era a suo tempo una centrale sicura che avrebbe dovuto già essere dismessa, ma grazie alla fame di profitti dell'essere umano, la società che gestisce la centrale aveva chiesto una proroga di 10 anni prima di dismettere la centrale stessa e tale proroga era stata accordata. Se si fossero rispettate le regole e le condizioni di sicurezza oggi forse non saremmo qui a discutere sul nucleare. Le centrali nucleari hanno sicuramente un rischio intrinseco rispetto ad altre fonti energetiche, ma questo rischio è sicuramente amplificato e potenziato dalla gestione in termini di profitto che ne viene fatta dall'uomo. Come si possa mettere in mano la gestione di una centrale del genere ad una società privata il cui unico scopo è produrre profitto senza mettere a rischio la sicurezza è veramente fantascientifico. E' questo alla fine il problema di fondo comune agli avvenimenti ed alle sciagure di cui siamo testimoni in queste settimana: la sete di denaro, di profitti, di potere che pervade l'essere umano. Se non si cambia rotta nel modello di sviluppo anche un pannello solare può diventare potenzialmente pericoloso.
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lunedì 28 marzo 2011
Tu mi voti ed io raddoppio il mio reddito
Oggi Berlusconi si presenta dopo 8 anni in un'aula di tribunale e un manipolo di poveri decerebrati va a festeggiarlo, a inneggiare l'Indagato, ad osannare colui che sarebbe già in galera se un paese allo sbando non lo avesse messo al posto di comando per la terza volta in 17 anni. Strano paese questo dove un gruppo di cittadini va a manifestare la propria solidarietà a chi ha fatto della illegalità il proprio stile di vita e soprattutto la modalità attraverso la quale ha costruito un impero economico-finanziario. Prima grazie all'appoggio di un altro delinquente come Bettino Craxi, poi, quando la magistratura è riuscita a mettere le mani sul leader del partito socialista, scendendo direttamente in politica dopo aver messo in atto, grazie alle sue televisione, il più grande lavaggio del cervello di massa mai portato a termine sul pianeta. E così milioni di cittadini hanno affidato a lui le sorti del proprio paese, rendendo possibile il ritorno al governo di vecchi fascisti (Fini, La Russa, Gasparri e company) affiancati dal nuovo fascismo verde (Bossi, Maroni, Calderoli e compagnia bella). Un errore perpretato per ben tre legislature ma che, forse, solo in questa ultima appare in tutto il suo anacronismo e pericolosità. La crisi economica e finanziaria mondiale ha infatto messo in evidenza l'incapacità totale del governo e della maggioranza di gestire questo momento drammatico, ma anche l'inefficacia e l'incosistenza dell'azione politica dell'opposizione che avrebbe dovuto funzionare da stimolo per il governo a trovare soluzioni per traghettare con meno danni possibili il paese attraverso questa bufera economica. Ma d'altra parte come di può pretendere da una classe di privilegiati che venga risolto un problema che mette in ginocchio milioni di famiglie italiane. Il Presidente del Consiglio nel 2010 ha dichiarato ben oltre 40 milioni di reddito contro i 23.6 milioni del 2009 distaccando di diverse lunghezze il secondo, il deputato sempre del Pdl Antonio Angelucci con oltre 6 milioni di euro (per chi non lo conoscesse Angelucci è un ex portantino che ha dato vita ad un vero e proprio impero delle cliniche private nel Lazio ... legalmente ? beh lascio a voi il giudizio). Nella lista dei più facoltosi troviamo più o meno parlamentari di tutte le correnti politiche e si va da redditi di qualche centinaio di migliaia di euro a qualche milione di euro (per avere qualche dettaglio leggere http://www.repubblica.it/politica/2011/03/28/news/redditi_parlamento-14183050/?ref=HREC1-2 e anche qui http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20110328_00117.shtml ). La semplice domanda è: come è possibile che questa gente sia in grado di capire le difficoltà nelle qualo vive la maggioranza dei cittadini del paese ? Ed è ancora accettabile subire tagli all'istruzione, alla ricerca, alla cultura da parte di chi dichiara un reddito di 40 milioni di euro l'anno ? Personalmente da politici del genere non mi farei mai governare e in questa cricca di politici inserisco anche lo pseudo-comunista D'Alema che si permette di andare per mare con una barca a vela che un cittadino medio non riuscirebbe a permettersi nemmeno con lo stipendio di una vita. Questo è il reale problema del paese: fare politica non è più una passione ma un business che nella peggiore delle ipotesi in cinque anni ti sistema per tutta la vita. domenica 27 marzo 2011
Ho scritto a Fassino .. e invito tutti a farlo
Da quando Berlusconi è in politica e soprattutto al governo si sostiene che uno dei motivi del suo successo è anche dovuto alla mancanza di un'opposizione seria e soprattuto valida con alternative di qualità. Purtroppo l'opposizione ed in particolare il più grande partito di opposizione, il Partito Democratico, ha scelto la strada sbagliata per contrastare lo strapotere di Silvio Berlusconi scendendo sullo stesso suo terreno abbandonando il terreno di proposte e programmi di qualità e veramente alternativi. Spesso poi si fa veramente fatica a distinguere le posizioni di maggioranza ed opposizione, posizioni che sembrano talmente vicine da risultare sovrapponibili. Dopo gli avvenimenti di questi ultimi mesi che hanno visto il Presidente del Consiglio coinvolto in vicende che niente hanno a che fare con la politica vera e propria, ci si sarebbe aspettati, da un serio partito di opposizione, un impegno assiduo e continuo per costringere alle dimissioni un capo di governo che non ha titolo alcuno a guidare un paese demcratico ed a proporre riforme il cui unico scopo ed obiettivo dichiarato è esclusivamente quello del proprio tornaconto personale. Perfino quando si sono verificati strappi interni con la scissione dei finiani, il Partito Democratico non è riuscito ad assestare il colpo finale per liberare il paese dalla presenza ingombrante e pericolosa di Berlusconi. Sono diverse le occasioni perse, che vanno da votazioni disertate a prese di posizione discutibili per una formazione politica che dovrebbe avere come suo primo obiettivo riconquistare il governo del paese. Anche in occasione degli ultimi avvenimenti come la crisi nucleare causata dal terremoto in giappone o la crisi libica scatenata dalla ribellione delle popolaziono del Nord Africa. Nel caso della crisi libica il Partito Democratico ha salvato il governo appoggiando la partecipazione alla guerra mentre per esempio la Lega, partito di governo, era contraria. Nel caso del nucleare il Partito Democratico, grazie alle defezioni dei suoi parlamentari, ha consentito che fosse bocciata la mozione per l'accorpamento fra referendum ed elezioni amministrative, mettendo a rischio il raggiungimento del quorum sui referendum stessi. Referendum che, vale la pena sottolinearlo, sono contro le decisioni prese dal governo in materia di privatizzazione dell'acqua, energia nucleare e giustizia e quindi rappresentano un banco di prova importantissimo che potrebbe anche portare alla caduta del governo. Insomma la sostanza è che il Pd si comporta nè più nè meno come un partito di governo tradendo il mandato di un partito che dovrebbe fare opposizione. Questo è anche uno dei risultati della recente legge elettorale che non obbliga i parlamentari a rispondere direttamente ai loro elettori ma piuttosto ai segretari dei partiti che li portano in parlamento. Dobbiamo ribellarci a questo stato di cose quanto meno facendo giungere la nostra voce in tutte le stanze del potere sia direttamente con la partecipazioni a manifestazioni, che ultimamente sono sempre più numerose, sia arrivando direttamente ai politici attraverso gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Ecco allora che per la questione dei referendum arriva da Facebook l'iniziativa di scrivere a Giorgio Fassino, uno degli assenti in parlamento durante la votazione della mozione per l'accorpamento. Ecco il testo della lettera ...Onorevole Fassino,
Le scrivo in merito all'accorpamento del voto amministrativo e dei referendum. Speravo che la mozione sarebbe passata e che sarebbe stato possibile un notevole risparmio nonché il sicuro raggiungimento del quorum necessario.
A malincuore ho dovuto constatare che questo non è avvenuto anche grazie alla Sua defezione e di quella di altri deputati del Partito Democratico, partito che, almeno a parole ,si dichiara sensibile più di altri ai problemi in questione.
La mia delusione è stata grande e pur capendo che i Suoi impegni sono molti e gravosi non posso non comunicarLe la mia insoddisfazione.
Con ossequio
Invito tutti coloro che leggono questo post a fare altrettanto seguendo questo link, forse servira; a poco ma sicuramente servira' a far sentire che ci siamo e che non abbiamo intenzione di stare zitti.
http://www.camera.it/794?mailer_back_end_recipients=fassino_p@camera.it&shadow_deputato=36500
Non. .
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giovedì 24 marzo 2011
Ma lo vogliamo far cadere questo governo o no ?
E' una domanda che inevitabilmente ci si pone dopo la farsa che e' stata messa in scena oggi alla camera dei deputati. La maggioranza presenta una mozione per aderire alla risoluzione dell'Onu nei confronti della Libia, mozione ipocrita in quanto comunque l'Italia partecipa alle azioni di guerra da quando la Francia ha iniziato l'attacco anche senza l'autorizzazione del parlamento, l'opposizione vota contro la mozione che passa per soli 7 voti e subito dopo propone un'altra mozione, sostanzialmente identica a quella della maggioranza, che viene approvata quasi all'unanimita'. Ricapitoliamo per descrivere una situazione veramente assurda. L'Onu approva una risoluzione che stabilisce una no-fly zone sulla Libia stabilendo di fatto che e' possibile prendere qualsiasi iniziativa per mantenere questa no-fly zone. La Francia, insieme a Stati Uniti e Inghilterra, prende la palla al balzo e inizia a bombardare la Libia. L'Italia svolge la solita parte ambigua. Mette a disposizione le sue basi militari e quindi, di fatto, partecipa alla guerra senza l'autorizzazione del parlamento, fa volare i propri aerei di guerra come se fossero dei piper in gita turistica per godersi il panorama della guerra. La partecipazione alla guerra e' contrastata dal secondo partito della maggioranza di governo e invece appoggiata dal piu' grande partito di opposizione, il Partito Democratico. Il governo viene salvato nelle commissioni dove si discute la mozione da portare in aula dove la Lega si astiene ed il Pd insieme al terzo polo votano a favore. In aula viene portata una mozione modificata per accontentare la Lega, l'opposizione vota contro e allo stesso tempo ne presenta un'altra che viene votata anche dalla maggioranza. Ed ora l'Italia partecipa alla guerra autorizzata dal parlamento con due mozioni diverse. In tutto questo casino, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e' completamente latitante e si fa vivo solo per dichiarare solidarieta' al povero collega dittatore Gheddafi. Parla Obama, parla Sarkozy, parla Cameron, parla la Merkel, insomma parlano ai loro paese tutti i leader europei e mondiali, ad esclusione di Silvio Berlusconi impegnato con i suoi avvocati a far passare sotto silenzio decreti che lo tengano lontano dai prossimi processi a suo carico. Sarebbe stato o no opportuno pretendere la presenza del Capo del Governo alle discussioni in aula ? Sarebbe stato o no opportuno che lo stesso Capo del Governo illustrasse la partecipazione alla guerra dell'Italia spiegando fra l'altro l'ulteriore disattesa della nostra Costituzione ? E quale migliore occasione per far cadere il governo considerato la divisione profonda all'interno del governo stesso ? Berlusconi e' il principale nemico di questo paese, un Presidente del Consiglio indagato per concussione e prostituzione minorile, un Presidente del Consiglio che non ha titolo ne' per tentare di prendere provvedimenti per combattere la crisi economica considerate le sue risorse finanziare ed economiche che non gli consentono di percepire la gravita' della crisi stessa, un Presidente del Consiglio che non ha titolo per mettere in campo una riforma della giustizia che srvirebbe al paese a causa dei suoi gravi problemi con la giustizia, un Presidente del Consiglio che sta consegnando il paese in mano ai fascisti della Lega che con il loro federalismo aggraveranno la situazione economica delle famiglie italiane gia' provate dalla crisi, un Presidente del Consiglio che ha amicizie discutibile come quella con il dittatore Gheddafi. I motivi per far cadere il governo ci sono tutti e non sono solo legati ai comportamenti allegri della vita privata del suo Capo, e purtroppo sono motivi molto seri. Ma la volonta' di farlo cadere ed andare alle elzioni c'e' ? A giudicare dal comportamento del Partito Democratico assolutamente no. mercoledì 23 marzo 2011
Ti distrai un attimo ... e ti fregano subito
Sono giorni convulsi e caotici per la politica italiana e per la maggioranza di governo stretta fra la morsa del terremoto in Giappone con il conseguente disastro nucleare e la guerra in Libia scatenata dalla Francia per accaparrarsi le miniere di Uranio sul confine con il Ciad. Due eventi che hanno messo a nudo due grosse falle dell'azione politica del governo: la scelta scellerata di tornare al nucleare e il famigerato trattato di servitu' stretto da Berlusconi con "l'amico" Gheddafi. Due buchui nell'acqua che hanno costretto governo e maggioranza a tornare indietro sulle scelte appena fatte. La difficolta' di queste ore e' resa piu' evidente dalla totale assenza del Presidente del Consiglio che ne' si fa vedere in televisione e ne' si fa sentire con le sue telefonate, uno strumento utilizzato fino all'ossessione prima dello scoppiare delle due crisi appena citate. Un governo in grossa difficolta' che guarda caso ancora una volta e' salvato dal Partito Democratico che vota a favore delle mozioni per la guerra in Libia perdendo una clamorosa occasione di far cadere il governo stesso in virtu' del dissenso anche della Lega Nord il secondo partito della maggioranza di centro destra. Nel caos istituzionale derivante dalle continue falle che si aprono nella politica del governo, la maggioranza approfitta per far passare diversi provvedimenti controversi e scellerati. Non manca naturalmente il problema giustizia, sempre all'attenzione di Pdl e Lega soprattutto in merito ai problemi giudiziari del loro capo supremo. Oggi la giunta per le autorizzazioni a procedere decide che la competenza per il caso Ruby non e' del tribunale di Milano ma bensi' del tribunale dei ministri, un passaggio obbligato per poi negare l'autorizzazione a procedere e quindi salvare Berlusconi da un imbarazzente processo con probabile consequente condanna. Ora la palla passa a Fini ed all'ufficio di presidenza della camera. Berlusconi ha finalmente messo mano al tanto atteso rimpasto di governo, atteso soprattutto dai quei parlamentari che, cambiando bandiera, hanno assicurato la sopravvivenza della maggioranza. Un rimpasto che ha fatto andare si tutte le furie il Presidente della Repubblica e che rappresenta un ulteriore schiaffo ai cittadini onesti di questo paese. E' stato infatti nominato ministro nientepopodimenoche Saverio Romano, ex deputato dell'Udc, ma soprattutto indagato per mafia e corruzione a dimostrazione che avere problemi con la giustizia e' un punto di merito per l'Indagato del Consiglio. L'ultima ciliegina sulla torta riguarda il prezzo della benzina. Bene, pensera' qualcuno, finalmente il governo e' intervenuto sull'aumento sconsiderato dei prezzi dei prodotti petroliferi come sta avvenendo in tutta europa. Troppo facile: il nostro governo, preoccupato per l'aumento del petrolio in seguito alle varie crisi mondiali e per il conseguente aumento immediato dei carburanti, ha pensato bene di ... aumentare il prezzo della benzina. Si avete letto bene .. aumentare non diminuire. Si perche' si e' deciso di togliere il balzello di 1 euro sul costo del biglietto del cinema e per recuperare quell'entrata si e' pensato bene di aumentare il prezzo della benzina, ma un aumento modestissimo ha tenuto a precisare il sottosegretario Letta. Che siano gli effetti della nube radioattiva che e' arrivata in Italia ?.
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martedì 22 marzo 2011
Quando la coerenza diventa ossessione ...
Gli eventi di questi ultimi giorni dipingono un quadro mondiale drammatico su ogni livello: un terremoto straordinario in Giappone, uno tsunami devastante causato dal terremoto, un centrale nucleare che libera radioattivita' a livello mondiale, la rivoluzione delle genti del Nord Africa contro i regimi dittatoriali, un'esodo quasi biblico da parte delle popolazioni che fuggono da quelle terre, una guerra scatenata per abbattere un regime con il quale fino ad ieri il mondo intero faceva affari. Il tutto nel mezzo di una crisi economica che ha messo in ginocchio aziende di ogni parte del mondo, ha portato disoccupazione, ha aumentato le differenze fra ceti sociali. Tutte materie e problemi che richiederebbero da parte di un governo democratico un impegno costante e continuo per affrontare un'emergenza che ormai e' planetaria e che rischia di travolgere le vite di milioni di persone. Ed allora analizziamo alcuni dei comportamenti del nostro governo che in questi giorni ha messo in luce un'altra caratteristica della sua politica che era fino ad ora rimasta nascosta: l'incoerenza. In realtà come vedremo si tratta di un'incoerenza coerente perchè in mezzo a questo caos di eventi, l'obiettivo principe del governo e della maggioranza di centro destra viene perseguito in maniera ossessiva e si trova lo spazio per occuparsene anche durante questa emergenza. La prima manifestazione di incoerenza si è avuta nei confronti della Libia con la quale solo pochi mesi fa si era stipulato un trattato nel quale l'Italia si impegnava a non fornire le sue basi militari per attacchi portati alla Libia stessa. Sembrava un articolo folcloristico ed invece nel giro di poco tempo l'Italia volta faccia e non solo rende disponibili la proprie basi per le forze militari della coalizione che attaccano la Libia ma addirittura partecipa attivamente a queste azioni di guerra. Berlusconi si prende addirittura gioco di Gheddafi dichiarandosi dispiaciuto per quello che sta accadendo nel suo paese per poi allo stesso tempo essere uno degli artefici di ciò che accade in Libia. Stesso voltafaccia per quanto riguarda la politica energetica ed in particolare il nucleare. All'indomani dell'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, il governo si è subito affrettato a dichiarare la prosecuzione del rispolverato programma per la costruzione di centrali nucleari delle quali l'Italia non potrebbe fare a meno. Dopo alcuni giorni durante i quali l'incidente in Giappone appare gravissimo ed incontrollabile (la nube radioattiva arriverà in Italia fra due giorni), ecco la marcia indietro del governo che si prende una pausa di riflessione per un anno. Una pausa non dovuta ad un vero e proprio ripensamento ma piuttosto ad un mero calocolo elettorale, come dichiarato dal ministro dell'ambiente. Nel bel mezzo di questo caos, il governo mantiene una linea coerente solo in materia di giustizia. Qualche giorno fa si è strombazzata la famosa riforma epocale della giustizia ma il primo provvedimento concreto che si sta adottando e approvando riguarda ancora una volta Silvio Berlusconi. In commissione giustizia è stato approvato un emendamento che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati e naturalmente la norma avrà valore anche per quei processi ancora non giunti al primo grado di giudizio. Guarda caso che Berlusconi è coinvolto in quattro processi e lo stesso Berlusconi è ancora incensurato, onde per cui con questo piccolo emendamento il Presidente del Consiglio si salverà da tutti i processi. Una specie di processo breve mascherato ma perfettamente in linea con la politica in materia di giustizia da 17 anni a questa parte. Chissa' se prima o poi le forze della Nato interverranno anche in Italia per mettere in galera l'Indagato del Consiglio.
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