Una delle strategie preferite di Berlusconi e dei suoi sostenitori d'ufficio è sempre stata quella di ripetere fino all'ossessione delle falsità fino al punto di renderle credibili agli allocchi ed ai disinformati. Purtroppo questa categoria di persone è sempre più numerosa altrimenti non si spiegherebbe il successo politico di un uomo che, dopo essersi salvato dalla galera grazie alla protezione del suo mentore Bettino Craxi, è entrato in politica per preservarsi da processi e condanne. La strategia politica di Berlsuconi non ha mai previsto un programma o un progetto politico che esulasse dal suo tornaconto personale, ma è sempre stata incentrata su slogan lanciati al vento: diminuzione delle tasse, posti di lavoro, riforme varie e via dicendo. Oltre a questi a slogan i suoi falsi messaggi hanno sempre avuto l'intento di insinuarsi in quella categoria di cittadini la cui unica fonte di informazione è costituita dai telegiornali di Rai1 e di Canale 5, persone cioè che non si pongono nemmeno il problema di verificare se ciò che viene propinato loro da queste fonti di informazione controllate dal governo e dal padrone di Mediaset (che nel caso specifico coincidono nella stessa persona) fosse realmente vero. In questo fuoco di fila si sono sempre distinti anche i ministri ed i politici assoldato da Berlsuconi grazie al suo enorme potere economico-finanziario. Ultimamente si è aggiunto a questa schiera di adepti un trombone di prima qualità sia per la stazza si per le cazzate che spara proprio a spese dei contribuenti: Giuliano Ferrara. Il Giulianone chiama il popolo della libertà a raccolta sparando una delle fandonie che più piacciono all'Indagato del Consiglio: il rischio del colpo di stato per sostituire il governo Berlusconi scelto direttamente dagli elettori. Berlusconi ed i suoi sono talmente invasati e impazienti di cambiare la costituzione che con queste affermazioni cercano di insinuare nei cittadini la certezza che alle elezioni del 2008, Silvio Berlsuconi è stato eletto Presidente del Consiglio. Naturalmente la verità è un'altra. Nella nostra costituzione non è prevista l'elezione del Capo del Governo come avviene per i Sindaci dei Comuni e dei Presidenti di Consiglio Regionale delle Regioni, alle elezioni politiche il cittadino vota semplicemente un partito anzi, grazie alla legge elettorale attualmente in vigore, il cittadino non elegge nemmeno i suoi rappresentanti in parlamento. Il Presidente del Consiglio viene nominato direttamente dal Presidente della Repubblica ed il parlamento deve dare la fiducia al governo che lo stesso Presidente del Consiglio propone alle camere. Non esiste quindi nessuna investitura popolare e nessun mandato consegnato dal popolo. Per questo motivo all'interno del Parlamento le maggioranze possono cambiare, come già accaduto in passato, e qualsiasi maggioranza è possibile senza per questo venire meno al volere popolare. Il trombone chiama addirittura alla rivolta, alla guerra civile per sostenere una tesi falsa, siamo proprio arrivati alla frutta ma quella marcia, e pensare che questo personaggio prende anche i nostri soldi per sparare cazzate in televisione. Se poi la si vuole proprio mettere sul piano della volontà popolare, è l'intero Parlamento che si trova in uno stato di illegittimità morale anche se non formale e costituzionale. Infatti il quadro politico nel corso di questa legislatura è cambiato in corso d'opera ed oggi siedono in parlamento diverse formazioni politiche che nessuno ha votato in quanto non presenti al momento delle elezioni di aprile 2008. Formazioni nate da scissioni, divisioni, separazioni per non parlare di verie e proprie campagne di reclutamento a pagamento messe in atto proprie da Berlusconi. FLI, API, MPA, Responsabili ecc.ecc. sono tutti gruppi politici presenti in parlamento senza essere stati votati da nessuno, questo è il vero golpe messo in atto da tutta la politica italiana senza esclusione di dislocazione. Ma avete mai sentito dire da qualche giornalista che questo parlamento si dovrebbe dimettere in toto ?giovedì 14 aprile 2011
Il trombone da fiato alla bocca ma non collega il cervello
Una delle strategie preferite di Berlusconi e dei suoi sostenitori d'ufficio è sempre stata quella di ripetere fino all'ossessione delle falsità fino al punto di renderle credibili agli allocchi ed ai disinformati. Purtroppo questa categoria di persone è sempre più numerosa altrimenti non si spiegherebbe il successo politico di un uomo che, dopo essersi salvato dalla galera grazie alla protezione del suo mentore Bettino Craxi, è entrato in politica per preservarsi da processi e condanne. La strategia politica di Berlsuconi non ha mai previsto un programma o un progetto politico che esulasse dal suo tornaconto personale, ma è sempre stata incentrata su slogan lanciati al vento: diminuzione delle tasse, posti di lavoro, riforme varie e via dicendo. Oltre a questi a slogan i suoi falsi messaggi hanno sempre avuto l'intento di insinuarsi in quella categoria di cittadini la cui unica fonte di informazione è costituita dai telegiornali di Rai1 e di Canale 5, persone cioè che non si pongono nemmeno il problema di verificare se ciò che viene propinato loro da queste fonti di informazione controllate dal governo e dal padrone di Mediaset (che nel caso specifico coincidono nella stessa persona) fosse realmente vero. In questo fuoco di fila si sono sempre distinti anche i ministri ed i politici assoldato da Berlsuconi grazie al suo enorme potere economico-finanziario. Ultimamente si è aggiunto a questa schiera di adepti un trombone di prima qualità sia per la stazza si per le cazzate che spara proprio a spese dei contribuenti: Giuliano Ferrara. Il Giulianone chiama il popolo della libertà a raccolta sparando una delle fandonie che più piacciono all'Indagato del Consiglio: il rischio del colpo di stato per sostituire il governo Berlusconi scelto direttamente dagli elettori. Berlusconi ed i suoi sono talmente invasati e impazienti di cambiare la costituzione che con queste affermazioni cercano di insinuare nei cittadini la certezza che alle elezioni del 2008, Silvio Berlsuconi è stato eletto Presidente del Consiglio. Naturalmente la verità è un'altra. Nella nostra costituzione non è prevista l'elezione del Capo del Governo come avviene per i Sindaci dei Comuni e dei Presidenti di Consiglio Regionale delle Regioni, alle elezioni politiche il cittadino vota semplicemente un partito anzi, grazie alla legge elettorale attualmente in vigore, il cittadino non elegge nemmeno i suoi rappresentanti in parlamento. Il Presidente del Consiglio viene nominato direttamente dal Presidente della Repubblica ed il parlamento deve dare la fiducia al governo che lo stesso Presidente del Consiglio propone alle camere. Non esiste quindi nessuna investitura popolare e nessun mandato consegnato dal popolo. Per questo motivo all'interno del Parlamento le maggioranze possono cambiare, come già accaduto in passato, e qualsiasi maggioranza è possibile senza per questo venire meno al volere popolare. Il trombone chiama addirittura alla rivolta, alla guerra civile per sostenere una tesi falsa, siamo proprio arrivati alla frutta ma quella marcia, e pensare che questo personaggio prende anche i nostri soldi per sparare cazzate in televisione. Se poi la si vuole proprio mettere sul piano della volontà popolare, è l'intero Parlamento che si trova in uno stato di illegittimità morale anche se non formale e costituzionale. Infatti il quadro politico nel corso di questa legislatura è cambiato in corso d'opera ed oggi siedono in parlamento diverse formazioni politiche che nessuno ha votato in quanto non presenti al momento delle elezioni di aprile 2008. Formazioni nate da scissioni, divisioni, separazioni per non parlare di verie e proprie campagne di reclutamento a pagamento messe in atto proprie da Berlusconi. FLI, API, MPA, Responsabili ecc.ecc. sono tutti gruppi politici presenti in parlamento senza essere stati votati da nessuno, questo è il vero golpe messo in atto da tutta la politica italiana senza esclusione di dislocazione. Ma avete mai sentito dire da qualche giornalista che questo parlamento si dovrebbe dimettere in toto ?
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E se si abolisse la prescrizione ?
Parliamoci chiaro: in un paese civile e veramente democratico a cui sta a cuore la giustizia l'istituto della prescrizione non dovrebbe esistere. E questo indipendentemente dai tempi previsti. Si perchè, come è stato più volte ricordato in questi giorni, la prescrizione è come se viaggiando in treno, lo stesso treno accumulasse un ritardo tale per cui ad un certo momento si dice: il viaggio finisce qui. Un ragionamento assurdo. In materia di giustizia arrivare alla prescrizione significa che in un processo non si saprà mai la verità e non si arriverà mai a stabilire chi siano i colpevoli e chi gli innocenti. Ora l'obiettivo di uno stato dovrebbe essere quello di arrivare a stabilire con certezza se sia stato commesso o meno un reato e soprattutto chi sia l'autore del reato con la conseguente pena. La prescrizione invece è come gettare la spugna, asserendo che lo stato ed in particolare la giustizia non è in grado di arrivare a delle conclusioni certe. E' chiaro quindi che il vero obiettivo di una riforma della giustizia dovrebbe essere quello prima di tutto di fare in modo che un numero sempre minore di processi arrivino alla prescrizione, in secondo luogo che questi termini di prescrizione siano i piu' lunghi possibili per tentare in ogni modo di favorire l'accertamento della verità e non di ostacolarla. Senza contare che in Italia l'istituto della prescrizione è del tutto anomalo rispetto al resto del mondo e delle democrazie occidentali. Considerato che proprio in questi giorni lamentiamo l'isolamento dall'europa per il problema dei clandestini, un raffronto anche in termini di giustizia con quello che accade nel resto dei paesi democratici sarebbe d'obbligo. In tutte le democrazie del pianeta i termini della prescrizione si fermano nel momento stesso in cui un processo inizia, cioè si può indagare indietro nel tempo su un cittadino ma per un periodo limitato, questa è la prescrizione. Una volta iniziato il processo la prescrizione non esiste più ed il processo va comunque a finire con una sentenza. Un'istituto del tutto diverso dal nostro quindi. Ora che cosa è accaduto ieri: semplicemente che i termini della prescrizione sono stati accorciati, sostanzialmente di alcuni mesi per diversi reati ed in maniera differenziata a seconda se l'imputato sia incensurato o meno. Insomma due norme bizzarre che porteranno ad un aumento del numero dei processi che non andranno a buon fine nonostante appunto si siano fatti tagli di pochi mesi. Ma perchè di pochi mesi e soprattutto perche' in maniera differenziata per incensurati e non ? (Rosy Bindi ha ricordato ieri che Al Capone quando finalmente è stato pizzicato dalla giustizia era incensurato mentre Ghandi non lo era). Semplice si sono fatti quei ritocchi minimi che consentissero a Berlusconi di salvarsi anche dalla prima sentenza del processo Mills, il processo che lo vedrà sicuramente condannato in quanto corruttore del corrotto che già ha subito una condanna. Ma questa è storia vecchia ed ormai risaputa e non fa più notizia che il Presidente del Consiglio usi parlamento e governo a proprio uso e consumo. Dopo 15 anni ha cambiato strategia, grazie alla nuova mente che ha tirato fuori dal cilindro questa nuova trovata, il deputato Paniz nonchè avvocato naturalmente. Dopo i vari tentativi messi in campo da Alfano e Ghedini di far approvare una specie di immunità mirata, tantativi falliti perchè palesemente anticostituzionali, Paniz ha cambiato strategia intervenendo direttamente sulla legislazione che regolamenta lo svolgimento dei processi. In questo modo però la conseguenza più immediata è che si interviene non solo sui processi che interessano Berlusconi ma anche su migliaia di altri processi, insomma per salvare il capo del governo si salvano anche migliaia di altri delinquenti. Forse una strategia peggiore per il paese da quella seguita da Alfano e Ghedini. La realtà è che questa maggioranza, fino a che sarà guidata da un plurindagato e plurimputato non ha l'integrità morale e di conseguenza non ha nessun titolo per riformare la giustizia in quanto qualunque intervento proponga, il primo benificiario di tale intervento risulta essere Silvio Berlusconi. Prima si liberino di lui e poi ci vengano a parlare di giustizia, oppure propongano una riforma che non apporti benefici al loro capo supremo ed allora forse potranno riacquisire un minimo di credibilità, forse.
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mercoledì 13 aprile 2011
Dalla prima Repubblica al primo ... puttanaio
In Italia c'e' sempre stata una grande distanza fra il paese reale e la classe politica ma tale distanza non ha mai raggiunto i livelli attuali. Mentre nel paese la crisi economica continua ad attanagliare i ceti medio bassi, mentre le crisi internazionali hanno portato il prezzo del petrolio a livelli stratosferici seguito a ruota dal prezzo dei carburanti con conseguente aumento dell'inflazione, mentre i tassi dei mutui crescono mettendo in difficoltà migliaia di famiglie, mentre la disoccupazione giovanile è la più alta dell'europa, mentre l'Italia è completamente isolata a livello internazionale, la camera e soprattutto il governo con tutti i suoi ministri sono precettati ormai da tre settimane per approvare una legge che consentira' a Berlusconi di evitare i processi che dovrebbe affrontare. Che i deputati siano impegnati a tempo pieno in queste sedute non ha niente di strano ma che anche i ministri siano costretti a stare in aula e' veramente ridicolo oltre che controproducente per il paese. Il ministro dell'interno ed il ministro degli esteri avrebbero problemi piu' seri di cui occuparsi, con l'emergenza immigrazione, e che dire del ministro della guerra La Russa con la guerra in Libia, per non parlare del ministro dell'economia Tremoniti che dovrebbe occuparsi della finanziaria, oppure del ministro dell'istruzione Gelmini che in questi giorni si vede condannata per i suoi porvvedimenti taglia precari, tutti ministri che avrebbero molte cose piu' importanti e che invece sono costretti a stare sui banchi della camera. A questo impegno dei ministri si aggiunge quello di alcuni sottosegretari che il lunedi', lasciando il loro posto di lavoro, vanno davanti al palazzo di giustizia a manifestare a favore di un presunto delinquente. Nel frattempo il paese e' allo sbando per cio' che concerne la politica internazionale in particolare per quanto riguarda la crisi del Nord Africa. Mentre si paventa la partecipazione attiva ai bombardamenti, fino ad ora evitata, calpestando ancora la nostra costituzione, la Lega paventa la possibilita' di usare le armi contro gli immigrati in una specie di tiro al bersaglio come se si trattase si un tiro a segno. Ma l'immigrazione non e' il solo problema critico del governo. Proprio in questi giorni diverse sentenze del Tar hanno condannato il ministro dell'istruzione Gelmini a proposito dei suoi provvedimenti contro i precari. Il ministro e' stato condannato ed ora quei precari dovranno tornare in servizio. Sempre per quanto riguarda l'istruzione c'e' la proposta di una ex soubrette televisiva, la Carlucci, che vorrebbe cancellare gli attuali libri di testo storici perche' troppo di sinistra cercando di reintrodurre il principio dell'istruzione di stato nella perfetta tradizione di regime dittatoriale. Ma il fondo è stato toccato ieri quando un imputato in un processo, che guarda caso è il presidente del cosiglio, appena uscito dallàaula di tribunale ha tenuto un comizio davanti al tribunale di Milano lanciando accuse gratuite contro la magistratura, uno dei tre poteri istituzionali del nostro stato democratico. Una specie di guerra civile all'interno delle istituzioni. Qualsiasi altro normale cittadino sarebbe stato immediatamente arrestato qualora avesse tentato di tenere un comizio simile. In Italia invece il Capo del Governo ha potuto inveire contro tutto e soprattutto contro lo Stato stesso e le sue istituzioni. E' questo uno stato normale ?
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lunedì 11 aprile 2011
Notizia dell'ultimora: Berlusconi confessa sul caso Ruby
E' questo il titolo che mi sarei aspettato su tutti i siti on line dei giornali italiani ed invece la notizia è passata sotto silenzio, non solo da parte dei giornali ma anche da parte dei partiti di opposizione. Il problema è che in questo paese siamo ormai talmente abituati alle sparate di Berlusconi e dei suoi allegati della Lega, che anche quando sono rilasciate dichiarazioni di colpevolezza queste passano sotto silenzio. Tutto quello che dice Berlusconi ormai non viene più preso sul serio perchè se così fosse sarebbe stato costretto dall'intero paese a dimettersi. Allo stesso modo quindi le sue dichiarazioni di oggi passano sotto silenzio se si esclude il solito Marco Travaglio, che ormai però viene considerato un pazzo visionario. Ma veniamo ai fatti. Oggi Berlusconi nel suo show eversivo davanti al palazzo di giustizia ha detto: "Le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse, le avevo dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un'amica, che lei avrebbe potuto realizzare se portava un laser per la depilazione, per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta e portarla anzi nella direzione contraria" Che cosa emerge da questa dichiarazione ? Che Ruby era una prostituta e non la nipote di Mubarak come Berlusconi ha "imposto" di credere a tutta la maggioranza ed al parlamento intero. Solo per questa dichiarazione il Presidente del Consiglio a questo punto dovrebbe essere arrestato come minimo per falsa testimonianza. Tutto quello che ha detto fino ad oggi in merito al caso Ruby è completamente falso come era già evidente a tutti, compreso ad i portatori di paraocchi come i cavalli da corsa. Possibile che la nipote di un capo di stato fosse nella condizione di prostituirsi per bisogno di denaro ? Possibile che il Presidente del Consiglio telefoni personalmente ad una questura pensando che la nipote di un capo di stato sia stata arrestata piuttosto che far intervenite il ministro degli esteri ed interessare la competente ambasciata ? Ma se anche tutto questo fosse vero la dichiarazione di oggi cade in completamente contrasto con quanto asserito fino ad oggi. Allora dove sta la verità ? L'unica verità ad oggi è che l'Italia è governata da un uomo che se la fa con delle prostitute e che quanto meno ha dichiarato il falso in questa triste e squallida vicenda ed allora vogliamo ancora mantenerlo al governo ?
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Le truppe si ritirano ...
Non e' stata sufficiente la promessa di pane e salame a raccogliere stamani davanti al tribunale di MIlano mille or addirittura duemila persone. La lettera inviata agli aderenti al circoli della libertà non ha avuto il successo sperato e stamani davanti al tribunale erano in circa 200, uno sparuto gruppo di irriducibili che senza nessun ritegno sono andati ad appluadire un presidente del consiglio che non fa altro che il proprio dovere presentandosi nelle aule giudiziare dove è chiamato come imputato. Ormai anche fra i sostenitori del Pdl l'Indagato del Consiglio appare come un povero diavolo che vittima delle proprie malefatte e dal proprio stile di vita malato di sesso, sta delirando assestando gli ultimi e per questo più pericolosi colpi di coda. Gli stessi suoi sostenitori hanno pudore ad applaudirlo durante i suoi comizi deliranti davanti al tribunale che deve giudicarlo. Oggi altra sceneggiata eversiva, che, se gli italiani fossero oltre che un popolo di poeti e naviganti anche un popolo con le palle, sarebbe stata sufficiente per spedirlo a casa senza passare dal via. Secondo la tesi dell'Indagato, per quanto possa valere la tesi di un personaggio che deve far fronte a cinque processi con capi d'imputazione uno piu' grave dell'altro, i magistrato che tentano di processarlo stanno lavorando contro il paese e infangano la sua persona ed il paese stesso. Una realtà completamente ribaltata. Se lui avesse avuto oltre che come imprenditore anche come Presidente del Consiglio, un comportamento irreprensibile nessuno si sarebbe sognato di mettere in piedi non uno ma ben conque processi, quindi non sono i magistrati che perseguono i reati commessi a remare contro il paese, ma bensì è lo stesso Berlusconi che lavora da sempre contro il nostro paese ed esclusivamente a suo favore. Allo stesso modo non sono i magistrati che infangano l'Italia nel strenuo tentativo di mandare finalmente Silvio Berlusconi in galera, ma è lo stesso Silvio Berlusconi che con il suo comportamento da modo ai magistrati di indagarlo e quindi è sempre lui che non ha i requisiti per svolgere il ruolo istituzionale che il Capo dello Stato gli ha assegnato (si badi bene non il popolo ... il popolo ha solo votato un partito .. è il Capo dello Stato che lo ha nominato Presidente del Consiglio e il Parlamento gli ha dato la fiducia). Sta tutto qui lo scandalo che però fa parte di un modo tutto tipico dell'italiano medio di scaricare le proprie responsabilità: dare ad altri la colpa delle proprie inefficienze o dei propri errori. E' stato ripetuto innumerevole volte: in qualsiasi altra democrazia un simile Capo del governo sarebbe già stato costretto a dimettersi, ma non solo da un'opposizione efficiente ma anche e soprattutto dalla propria compagine di governo. Un qualsiasi cittadino normale che uscendo dall'aula di tribunale dove si celebrasse un processo a suo carico e si fosse messo a tenere un simile comizio fuori dal palazzo di giustizia, sarebbe stato immediatamente arrestato ed accusato di offesa a pubblico ufficiale. Uno spettacolo indegno che davvero infanga un paese nel quale i cittadini onesti non possono essere rappresentati da questo governo di cialtroni.
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sabato 9 aprile 2011
L'incantatore di allocchi
Un merito all'Indagato del Consiglio gli si deve riconoscere: la fa in barba agli incantatori di serpenti, lui incanta esseri umani. Si magari una categoria particolare di esseri umani, devono essere cittadini italiani, devono accendere la tv la sera e guardare i telegiornali di Rai e Mediaset per poi passare in seconda serata a Grande Fratello o Isola dei Famosi o Amici o qualche altra trasmissione del genere e terminare la serata magari con Bruno Vespa, solitamente hanno perso qualsiasi capacita' di critica e di analisi autonoma, credono ancora ai comunisti che mangiano i bambini e magari vanno a dimostrare solidarieta' a chi e' indagato in un numero considerevole di processi. Ecco su questa categoria di persone, che sembrano essere in numero considerevole nel nostro paese, l'Indagato ha una forte presa tanto da averli convinti a votare il suo partito per la terza volta in 17 anni con la consequenza di affidargli il governo del paese. E' solo grazie a questi allocchi che possono andare in scena rappresentanzioni come quella di oggi. Mentre scendono in piazza i giovani, i precari, ricercatori, laureati dei call center, tutta gente che o non lavora o lavora svolgendo mansioni al limite dello schiavismo, scendono in piazza a manifestare il loro disagio, le loro condizioni senza futuro, il Presidente del Consiglio va a fare la sua seconda sceneggiata a Lampedusa dichiarando tutto risolto quando in realta' niente e' risolto. Ma gli allocchi applaudono. Si forse Lampedisa non e' piu' il girone infernale di un paio di settimane fa, ma solo perche' quella massa di disperati e stata dislocata in vari campi di concentramento spostando l'inferno da Lampedusa alla Puglia. Un'operazione che poteva essere messa in campo fin da subito ma che e' stata ritardata a di proposito per poi consentire all'Incantatore di Allocchi di presentarsi come il salvatore della patria. Come aveva fatto a Napoli per i rifiuti e all'Aquila per il terremoto, situazioni irrisolte nonostante i proclami e le altrettanto teatrali sceneggiate. Ma quei palcoscenici ormai sono sfruttati mentre napoletani ed aquilani hanno toccato con mano l'inadeguatezza e le bugie di questo governo e del suo Capo. Ma d'altra parte Silvio Berlusconi ha fondato il suo successo proprio sulle sue capacita' di incantatore. Quando e' entrato in politica solo uno sprovveduto non era in grado di capire che il suo obiettivo era quello di difendersi da processi e da galera considerato che il suo difensore d'ufficio, Bettino Craxi, era finito nella maglie della giustizia. La sua campagna elettorale non prevedeva un progetto o un programma politico ma semplicemente degli slogan che chiunque avrebbe potuto sbandierare. Diminuzione delle tasse e aumento di posti di lavoro le sue parole d'ordine, ma ancora una volta solo un allocco non si rendeva conto che in nessuna occasione Berlusconi si prendeva la briga di spiegare come avrebbe potuto raggiungere quegli obiettivi. Ed infatti non solo quel primo governo ma anche il suo secondo governo fallirono l'obiettivo. Dal secondo governo in poi la sua ossessione poi e' stata quella di bloccare i propri processi e le ha tentate di tutte ma ancora il suo disegno non si e' concretizzato. Purtroppo pero' ci e' capitata fra capo e collo una crisi economica e finanziaria mondiale che ha portato al disastro totale un paese senza governo ormai da 17 anni. E lo abbiamo visto anche oggi, piuttosto che dare delle risposte concrete ad una manifestazione di giovani senza futuro, l'Indagato del Consiglio ha preferito andare ancora sotto i riflettori di Lampedusa. Ma quanto potra' durare ancora questa messa in scena ? Dipende tutto dagli allocchi che pendono dalle sue labbra e che in queste ore stanno bevendo i suoi sproloqui contro costituzione e magistratura ed i legami dello stato democratico che gli impedirebbero di governare. Ora pero' la situazione potrebbe diventare gravissima perche' se davvero modifichera' la costituzione riducendo la nostra repubblica ad un regime sotto il comando del Capo del Governo, dopo saranno dolori per tutti, ed allora se gli allocchi non si svegliano dal loro sonno, e' la parte buona del paese che deve rimboccarsi le maniche e scendere permenentemente in piazza fino alla caduta dell'Indagato.
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giovedì 7 aprile 2011
Il fascismo verde produce solo vittime disperate
Ecco i risultati della politica del governo nei confronti dell'immigrazione e della tragedia della guerra nel Nord Africa. Tutte le contraddizioni e l'inefficienza della politica della maggioranza del centro destra in merito ai problemi dell'immigrazione si stanno rivelando in tutta la loro drammaticità. Sotto la spinta razzista della Lega si è pensato di risolvere il problema instaurando nel nostro paese una brutta copia delle legge razziali del periodo fascista e introducendo l'obbrobrio del reato di clandestinità. Una politica che si è rivelata completamente insufficiente ad affrontare l'emergenza delle rivolte nel Nord Africa. Ed anche gli appelli all'Europa che si stanno facendo in queste ore, scaricando sulla stessa Europa, le inefficienze del governo italiano. Da quando Berlusconi governa insieme alla Lega, sia in questa legislatura che nel suo precedente governo, l'Italia si è sempre più allontanata dall'Europa mostrando una politica indecente per un paese che è statp uno dei paesi fondatori dell'europa unita. Ma ora che le ideologie della Lega sono insufficienti e ridicole per affrontare un problema serio, l'Europa mantiene quella distanza che l'Italia stessa ha scavato. La Lega da quando è nata fonda la sua politica sul razzismo e sulle battute ad effetto, destabilizzanti e criminali come le ultime del suo capo Bossi. Senza mettere in conto poi che i confini reali poi sono stati definti dalla stessa Lega. Basta vedere l'accordo fatto con le regioni e verificare che la distribuzione degli immigrati sul territorio nazionale è stata messa in atto lasciando fuori le regioni del Nord. Quindi non solo l'Europa lascia da sola l'Italia, ma è l'Italia stessa che si divide in due grazie alla Lega Nord ed alla sua politica, razzista, fascista e secessionista. Prima di accusare l'Europa mettiamo in ordine la nostra politica interna, una politica che sta portando il paese alla rovina in ogni settore della vita sociale, pubblica e culturale grazie alla Lega ed a Berlusconi che non sa fare altro che mettere in piene sceneggiate che riescono a imperssionare solo allocchi e decerebrati. E' certo che l'emergenza africana non può essere affrontata solo dall'Italia in quanto frutto di un modello di sviluppo della società capitalista che è palesemente fallito, ma è anche vero che la situazione che si sta verificando in Italia è anche il frutto di una politica internazionale dissennata portata avanti da Berlusconi e dai suoi alleati. Una politica che ha portato ai morti di ieri e che ha già mietuto oltre 800 vittime in questo 2011.
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mercoledì 6 aprile 2011
Il dittatore trincerato nei propri palazzi
La giornata di oggi conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogna, che siamo alla fine della stagione del Presidente del Consiglio, nonchè plurindagato, nonchè Silvio Berlusconi. Essere costretto a non presentarsi all'Aquila in occasione del secondo anniversario del terremoto ha infatti un significato che va oltre ogni altra riflessione di tipo politico. Il terremoto dell'Aquila è stato sfruttato oltre ogni limite della decenza da parte del Presidente del Consiglio per mostrare l'efficienza non dello Stato ma soprattutto sua. Oggi che anche questa triste vicenda appare come un grande bluff, come un palcoscenico da usare per scopi elettorali, come ha usato il problema dei rifiuti di Napoli, come sta usando la drammatica vicenda dei disperati del Nord Africa, il Caimano, l'Indagato del Consiglio, il Dittatore di Arcore molto opportunamente non si è presentato sulla scena per autoglorificarsi. Per fortuna dico io. Non solo per quelle vicende giudiziare che ormai lo hanno reso ridicolo al mondo intero trascinando in questa vergogna anche le istituzioni ed il paese intero, ma anche e soprattutto perchè la ricostruzione dell'Aquila a parte qualche centinaio di appartamenti ricostruiti in tempi abbstanza rapidi, sostanzialmente per il momento è fallita. E non è l'unico fallimento di questi tre anni di governo. Il disastro più grosso Berlusconi lo ha compiuto in politica estera anche tralasciando le sue uscite folkloristiche a base di corna, di battute fuori luogo e di incapacità di stringere rapporti che esulino da amicizie di dubbio significato. La vicenda libica è emblematica in questo senso. Dopo la prostrazione verso Gheddafi con il famoso baciamano ed il trattato capestro per bloccare gli espatri dal Nord Africa verso l'Italia, Berlusconi ha messo in atto uno dei più clamorosi voltafaccia che la storia dell'umanità ricordi entrando in guerra verso colui che fino a pochi mesi prima era ritenuto un onorevole amico. Un gesto che l'Europa e gli Stati Uniti non hanno sottovalutato e lo hanno dimostrato lasciando fuori l'Italia nei momenti importanti in cui si discuteva e si stabiliva il da farsi per arginare la guerra civile in atto in Libia. Ma non è tutto. Perfino la Tunisia si è di fatto rifiutata di strungere accordi con l'Italia in merito all'immigrazione fino a che alle trattative ha partecipato Silvio Berlusconi. Il capo del governo era appositamente volato insieme a Maroni a Tunisi, ma si è trattato di una giornata completamente persa, che solo la tenacia di Maroni ha risolto nel giorno successivo quando il Presidente del Consiglio era tornato a Roma.Silvio Berlusconi è ormai impresentabile ha qualsiasi manifestazione pubblica nazionale e internazionale, non ha l'autorevolezza di rappresentare nè se stesso nè tanto meno lo Stato italiano ed anche il Presidente della Repubblica, benchè limitato nei suoi poteri, se ne è reso conto, unico rappresentante della Stato italiano allo sfascio che abbia portato un pò di conforto alle popolazione dell'Abruzzo ormai abbandonato a se stesso. E mentre va in onda questa commemorazione il parlamento viene umiliato nella discussione per sottrarre Berlusconi da accuse vergognose e nell'approvazione del processo breve che, fra l'altro, causerà il blocco dei processi per la strage di Viareggio e, non è difficile immaginarlo, anche di eventuali processi per il terremoto dell'Aquila. Ma lui sta nei suoi palazzi a manovrare i burattini del suo governo e del suo partito.
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martedì 5 aprile 2011
Arriverà la resa dei conti ... o se arriverà
Puntuale come un orologio e' arrivata oggi l'ennesima pagina vergognosa della storia di questo malandato paese ormai asservito nelle sue istituzioni al servizio del Plurindagato del Consiglio. La Camera approva il conflitto di attribuzione con il chiaro intento prima di sottrarre il processo Ruby alla magistratura di Milano e consegnarlo in mano al tribunale dei ministri, per poi successivamente negare l'autorizzazione a procedere e quindi salvare ancora un volta il Presidente del Consiglio da un processo e da una probabile condanna. Questa volta l'accusa e' molto grave e decenza vorrebbe invece che il processo si svolgesse immediatamente e che magari il Capo del Governo si dimettesse, ed invece eccoci qua a commentare un'altra vergogna che allunga la serie infinita inanellata in questi 17 anni. Inutile stare qui a raccontare i fatti ormai noti, la vicenda giudiziaria che avrebbe un'importanza relativa rispetto all'opportunita' per un paese civile e democratico di essere governato da un personaggio del quale si abbia il minimo sospetto per fatti cosi' gravi. E cosi' via a ricordare tutto quanto e' gia' stato detto da parte di chi ha ancora in minimo di senso civico in questo paese allo sfascio morale, civile, politico, istituzionale. Il dibattito oggi e' stato fra l'altro all'acqua di rose, grazie anche al rimprovero fatto dal Presidente della Reppublica a tutti i capi gruppo della Camera, un Presidente della Repubblica che forse dovrebbe farsi sentire in maniera piu' energina che gridare tutta la vergogna che una buona parte del paese ormai prova per una situazione diventata giorno per giorno insostenibile. La decisione vergognosa della camera, che e' un vero e proprio insulto per tutti i cittadini onesti di questo paese, e' stata presa con soli 12 voti a favore della maggioranza e vale la pena di ricordare che in aula erano presenti tutti i ministri chiamati a raccolta dal Capo Supremo per non far mancare nemmeno un voto alla sua causa. Un branco di servi che avrebbero ben cose piu' importanti da fare piuttosto che votare una deliberazione che fra le altre cose prende in giro l'intelligenza dei cittadini italiani, anche quella dei seguaci del Grande Fratello o di Amici, facendo credere che Silvio Berlusconi era convinto di intercedere presso la questura di Milano in favore della nipote di Mubarak. Ed ora non rimane che aspettare il prossimo atto della vergognosa farsa ... quello della prescrizione breve ... ed il gioco sarà fatto. Fino ai referendum del 12 giugno, li' ti aspettiamo Caimano.
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lunedì 4 aprile 2011
Dopo i sindaci sceriffi ora i governatori generali d'armata
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