lunedì 25 aprile 2022

Il 25 aprile divide gli antifascisti dai fascisti




 Anche quest'anno il 25 Aprile si porta dietro polemiche come ormai accade da 30 anni, da quando cioè Berlusconi ha riportato al governo i fascisti. Al tentativo di rivedere la storia e di far apparire questa giornata come una giornata del popolo della sinistra, oggi si aggiungono le polemiche sull'Anpi che si è schierato contro la fornitura di armi all'Ucraina facendo riferimento alla nostra Costituzione. E così gli "ignoranti" della storia vorrebbero equiparare la resistenza ucraina a quella che nel 45 ci portò fuori dal fascismo arrivando addirittura a "pretendere" di far sfilare nei cortei le bandiere della Nato, l'organizzazione militare che di fatto è stata una delle cause dello scoppiare di questa nuova guerra nel nostro continente. Ma la Resistenza del 45 è diversa dalla resistenza ucraina ed i paragoni sono fuori luogo e fuori dalla storia.
La nostra Resistenza non fu solamente un movimento di liberazione dall'invasore tedesco (qui le similitudini con l'Ucraina ci sono tutte), ma il nemico non era solo l'esercito invasore ma anche e soprattutto un modello di società incentrato sul nazionalismo, sul razzismo, sul militarismo, sulla violenza come valore, in una parola sola sulla dittatura fascista e nazista. Non tutti i partigiani avevano la stessa idea di società da realizzare, ma tutti combattevano per una società diversa e democratica, una lotta che portò quindi non solo alla sconfitta del nemico invasore, ma anche e soprattutto a quella Costituzione che rappresentava la sintesi di tutte le anime facenti parte della Resistenza. Chi oggi non celebra questa giornata, non celebra la vittoria sul fascismo e sul nazismo, ma disattende la nostra Costituzione e quindi non dovrebbe nemmeno sedere in Parlamento. Tutti coloro che in questi anni nella giornata del 25 aprile si sono defilati non hanno fatto altro che mostrare la loro vera anima fascista e come tali anticostituzionale.
Sta proprio qui la differenza fra la Resistenza italiana ed europea del 1945 e la resistenza Ucraina. Alcuni tratti sono simili in quanto in Ucraina sono presenti volontari di diversa provenienza e fronteggiano un nemico autoritario e invasore che però non porta avanti alcun progetto di genocidio alla stregua del nazismo e del fascismo. Poi in Ucraina si fronteggiano due eserciti regolari ed alla fine, fatto sostanziale, il punto chiave sta nei valori rappresentati da chi combatte in Ucraina contro gli invasori russi. E qui troviamo le grandi differenze: in Ucraina stanno combattendo formazioni esplicitamente antidemocratiche e addirittura neonaziste che hanno come obiettivo di fondo il mantenimento dell'attuale sistema politico e non il suo rovesciamento. Obiettivi di tutto rispetto ma totalmente lontani e diversi dalla Resistenza del 45. Ecco perché il parallelo fra Resistenza partigiana e resistenza ucraina non regge ed è antistorico ed ecco perché le posizioni dell'Anpi circa la non fornitura di armi sono ampiamenti condivisibili e in linea con il 25 Aprile e la nostra Costituzione.


W IL 25 APRILE

domenica 24 aprile 2022

25 Aprile 2022: siamo di nuovo in guerra


Dopo la liberazione del 25 Aprile del 1945 nessuno avrebbe mai pensato di ritrovarsi di nuovo in guerra dopo 77 anni, perché inutile negarlo: di fatto la terza guerra mondiale è iniziata. Non abbiamo soldati sul campo è vero (almeno non ufficialmente) ma tutti i paesi occidentali guidati dagli Usa e dalla famigerata Nato stanno inviando armamenti in Ucraina per contrastare l'invasione russa. Purtroppo non si doveva arrivare a questo punto ma ora che Putin ormai da due mesi sta mettendo a ferro e fuoco l'Ucraina nessuno sa come uscire da questa guerra. 
Si dice con la diplomazia. E Putin dopo aver dato inizio a questo atto criminale (a proposito non esistono i tanto citati crimini di guerra .. la guerra e tutto ciò che comporta è un crimine) da un giorno all'altro rinuncerebbe senza ottenere un qualche riconoscimento territoriale ? 
Si dice con le sanzioni economiche. Per ora tutte le sanzioni messe in campo si stanno ritorcendo verso l'occidente con l'aumento incontrollato di gas e petrolio, con aziende costrette a licenziare per la sospensione dei contratti commerciali con la Russia. L'unica sanzione che potrebbe ottenere qualche risultato sarebbe la sospensione immediata, non fra 3/4 anni, dell'approvvigionamento di petrolio e soprattutto gas dalla Russia. Ma l'Europa è disposta a subire una tremenda recessione in cambio della pace e della messa in ginocchio di Putin ? Per ora no ed allora ecco il comportamento ambiguo: da una parte si forniscono armi all'Ucraina dall'altra si finanzia la guerra di Putin contro l'Ucraina. 
Terza opzione la guerra dell'occidente contro la Russia. Tutti vorrebbero evitare questa ultima e definitiva opzione, quella che probabilmente porterebbe anche ad una guerra nucleare con conseguenze drastiche per il pianeta, ma di fatto tutti per il momento "lavorano" a questa ultima possibilità.
Nel frattempo dal 24 febbraio è iniziata la danza dei talk show che analizzano quanto sta accadendo in Ucraina spesso dando vita ad una sorta "tutta la guerra minuto per minuto". Mentana è uno di questi che tutti i pomeriggi da due mesi va in onda con il suo speciale sulla guerra Ucraina. Una frullatore mediatico che finisce per confondere le idee e dal quale immancabile è spuntato il super esperto di turno conteso da tutte le televisioni: il Prof. Alessandro Orsini. Un esperto capace però solo di lanciare sentenze dell'alto del suo pulpito inaccessibile allo spettatore televisivo medio e di decidere a quali domande rispondere ed a quali no. Insomma la guerra è diventata una grande spettacolo mediatico dal quale le reti televisive pubbliche e private traggono introiti pubblicitari senza uguali.
E così eccoci ad un 25 Aprile di nuovo nella bufera delle polemiche come se non bastassero quelle degli ultimi anni scatenate dalla destra italiana tornata al governo grazie al genio Berlusconi. Quest'anno la polemica sta tutta fra coloro che si oppongono ad inviare aiuti militari all'Ucraina e coloro che sono favorevoli e che portano proprio il 25 Aprile a supporto della tesi che l'Ucraina vada aiutata militarmente. Il parallelismo storico fra la Resistenza in Italia e l'Ucraina è fuorviante ed un ulteriore esempio dell'ignoranza storica che pervade questo paese. Ai tempi della Resistenza in Italia eravamo già nel pieno di una guerra mondiale che stava agli sgoccioli: allora le armi servirono per porre fine ad una guerra ormai agli sgoccioli oggi le armi rischiano di diventare lo strumento per far divampare la terza guerra mondiale. Una differenza non da poco.

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la divampare ovunque

venerdì 15 aprile 2022

Qualcuno vuole la pace ?



Dopo quasi due mesi di guerra in Ucraina risulta abbastanza ormai chiaro che NESSUNO VUOLE VERAMENTE LA PACE. Inutile schierarsi da una parte o da un'altra piuttosto che di lato, o recriminare su ciò che era possibile fare prima del 24 febbraio o dal 2014 in poi, la realtà è che, a parte le dichiarazioni ufficiali (fra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare), nessuno fra gli attori coinvolti è realmente intenzionato a lavorare per la pace.

Putin è stato il primo a scatenare la guerra ed è il primo a minacciare oltre che mettere in pratica un'escalation continua fino ad arrivare al disastro totale: l'impiego delle armi nucleari. Zelensky non ha fatto niente per evitare l'intervento russo prima del 24 febbraio ed una volta che Putin ha dato inizio alle danze, non ha fatto altro che andare a chiedere armi a destra e sinistra per opporre una strenua difesa all'invasore. Anche lui quindi propende per un'escalation senza fine verso il martirio del suo popolo. Gli Usa di Biden hanno trovato un altro mercato per i loro fabbricanti di armi mettendo una toppa alla falla che si era aperta dopo il ritiro da Iraq ed Afghanistan. Il braccio armato degli Stati Uniti in Europa, la Nato, è stato utilizzato per circondare Putin e "costringerlo" ad imbracciare le armi per tentare di liberarsi dall'abbraccio mortale dell'occidente. L'Europa non è stata capace di opporsi a questa escalation ma ha appoggiato la politica criminale statunitense riparandosi dietro qualche timida iniziativa di facciata come le telefonate di Macron a Putin. Anzi l'Europa, per mano della Ursula Von Der Leyen, ha iniziato a buttare benzina sul fuoco dichiarando la disponibilità a fare entrare l'Ucraina nella comunità europea, cioè agevolando proprio uno dei motivi che hanno indotto Putin ad invadere l'Ucraina. I politici italiani li mettiamo da parte: inadeguati a governare un paese come l'Italia, incapaci di capire la pericolosità di un personaggio come Putin, figuriamoci che ruolo possano ricoprire in questa grave crisi nella quale è caduto il vecchio continente. Ed ora, mentre i mezzi di informazione ci bombardano con i "crimini" di guerra come se la guerra non fosse di per se stessa un crimine, ci attacchiamo alla Turchia e ad Israele per tentare di fra trovare ad i due contendenti un accordo per sospendere le azioni militari. E mentre da una parte si inscenano finti tavoli di discussione per arrivare ad una pace, tutti coloro che chiedono la pace poi inviano armi più o meno adeguate in Ucraina. In realtà nessuno ha idea di quali azioni mettere in campo per uscire da questa pericolosa guerra, pericolosa non perché ci siano guerre più o meno pericolose ma semplicemente perché di fatto è una guerra fra potenze che sono in possesso di armamenti nucleari e che sono guidate da personaggi inadeguati a gestire una situazione drammatica come quella attuale. 

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lunedì 4 aprile 2022

Bucha: attenzione perché troppe volte ci hanno ingannato

 


Chiariamo subito: i cadaveri che sono stati visti a Bucha sono reali, corpi di civili sparsi per strada e fossi comuni erano reali ma la narrazione che ne è immediatamente seguita è altrettanto reale ? Naturalmente il racconto è subito rimbalzato di giornale in giornale, di televisione in televisione, di talk show in talk show compresi quelli che si occupano di tutt'altri argomenti rispetto alla politica: i russi hanno commesso un genocidio sparando sui civili e abbandonando i cadaveri per strada come da sempre si fa in ogni guerra. E via con i politici che "inorridiscono" dopo un mese e mezzo di guerra durante il quale non sono stati capaci di fare niente, via con nuove sanzioni alla Russia, ma soprattutto via con qualcuno che si abbandona a dichiarazioni pericolose che lasciano intravedere la possibilità di un intervento armato dell'occidente o la chiusura dei rubinetti del gas russo per costringere alla resa Putin. Tutti provvedimenti pericolosi che andrebbero presi non sull'onda della emotività quanto piuttosto di fatti certi. Si perché di inganni ne abbiamo già visti troppo durante le guerre che ci hanno accompagnato in questi ultimi 35 anni.

Timsoara: cadaveri tirati fuori dagli obitori e mutilati per far credere che quelle persone prima di essere uccise erano state torturate.

Colin Powell: si presenta all'Onu con una provetta come prova delle armi chimiche possedute da Saddam

Srebrenica: massacro perpetrato non dai serbi ma dai bosniaci mussulmani

E si potrebbe continuare ancora per molto. Ora, messa da parte la commozione e l'emotività, anche su Bucha ci sono dei dubbi leciti. 

Il massacro sarebbe stato portato a termine prima del 30 marzo quando i russi hanno abbandonato Bucha ed allora perché il 31 il sindaco si mostra in video allegro e festante ? Non aveva visto i cadaveri per strada ?

Il battaglione Azov mette in rete un video il 1 aprile nel quale si sente dire "Ci sono persone con la fascia al blu al braccio ... si può sparare" "Certo cazzo" risponde un altro. Gli ucraini mettono la fascia blu al braccio come le forze armate ucraine, mettono la fascia bianca se sono nazionalisti e filorussi.

Nel video che mostra i corpi per strada girato dagli Ucraini, molti cadaveri hanno la fascia bianca.

Il New York Times ieri sera pubblica un articolo nel quale si mette in dubbio la ricostruzione degli ucraini su quanto avvenuto a Bucha.

Insomma i dubbi sono tanti e prima di lanciarsi in conclusione affrettate che potrebbero far precipitare la situazione sarebbe forse il caso di capire come realmente si siano svolti i fatti altrimenti davvero rischiamo la terza guerra mondiale.

(Per chi vuole leggere l'intero post pubblicato su Facebook ecco il link .. )


domenica 3 aprile 2022

Pericolo taser: anche i vigili urbani si armano

 


Mentre siamo tutti giustamente preoccupati dalla guerra scatenata dalla Russia di Putin all'Europa, in Italia si sta procedendo ad armare forze di polizia e non solo con una nuova arma: il Taser  o pistola elettrica. E' una delle scellerate conseguenze di un anno e mezzo di governo giallo-verde, quello della Lega e del M5S, che i due successivi governi, il Conte 2 e Draghi, non hanno saputo o voluto neutralizzare. Le forze di polizia saranno dotate di questa pistola che genera scariche elettriche di 50.000 volt il cui obiettivo sarebbe quello di rendere inoffensivo un eventuale malvivente. In realtà gli studi scientifici e i dati che arrivano dagli Usa, dove questa arma è utilizzata da alcuni anni, dimostrano che il Taser può essere spesso un'arma letale che, proprio negli Usa, ha già provocato oltre 1000 morti. Sulla scorta di questa onda populista, che vede solo nella repressione cruenta il contrasto alla criminalità organizzata, alcuni consigli comunali fra i quali quelli di Milano e Roma stanno decidendo di dotare della pistola elettrica anche la polizia municipale, nel tentativo quindi di trasformare questo corpo in un altro corpo di polizia dopo polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza. In pratica, in nome di una presunta sicurezza delle nostre città, si sta trasformando un'istituzione che dovrebbe essere di supporto al Sindaco per il funzionamento delle città, in un altro vero e proprio corpo di polizia che si dovrà occupare di ordine pubblico. Una specie di militarizzazione del corpo dei vigili urbani che ne cambierà la natura ma che soprattutto assegna dei compiti e delle armi a degli uomini con non sono addestrati per ricoprire quel ruolo. Una vergogna.

sabato 2 aprile 2022

Guerra Ucraina: the show must go on

 


Diciamola tutta: c'è qualcuno fra gli attori in campo (Usa, Europa, Nato, Ucraina, Russia) che ha seriamente intenzione di porre fine alla guerra ? La risposta è NO.  Infatti se si escludono coloro che ne subiscono direttamente le conseguenze e cioè i cittadini inermi, gli ucraini che muoiono sotto le bombe e gli europei che vedono le loro condizioni economiche peggiorare velocemente, tutti gli altri, quelli cioè che hanno il potere in mano, non hanno alcuna intenzione reale di arrestare la follia di Putin. E ora il dittatore russo ha il coltello dalla parte del manico: da una parte martella l'Ucraina con bombe e missili lanciati alla "dove coglio coglio", dall'altra tiene in mano le palle dell'europa con il suo gas al quale nessuno vuole rinunciare. Dal canto loro gli Usa si fregano le mani per i nuovi affari che potranno portare a termine con la vendita del gas che arriverà via mare, dando vita ad una nuova dipendenza dei paesi europei oltre che mettere in serio pericolo l'ambiente dei nostri mari a causa degli impianti di rigassificazione. Non per niente il presidente Biden si è scomodato la settimana scorsa ad arrivare sino in Polonia per garantire le nuove forniture. Insomma questa situazione di stallo fa comodo ai due colossi: Putin che continuerà a vendere il suo gas ottenendo di fatto anche il pagamento in rubli (mossa che ha consentito al rublo ed alla borsa di Mosca di riguadagnare posizioni), Biden che venderà più gas ai paesi europei. In mezzo la povera europa che non ha saputo affrancarsi dalla dipendenza statunitense e dalla Nato e che ora, nonostante gli sforzi per aiutare l'Ucraina inviando armamenti, di fatto finanza anche la folle guerra di Putin a suon di euro trasformati in rubli per continuare a garantirsi il gas russo. D'altra parte l'Europa non è nemmeno in grado di gestire la diplomazia tanto invocata per riportare la pace e il ruolo di pacere è stato demandato niente meno che ad un altro dittatore: il turco Erdogan. E comunque quale senso hanno questi incontri diplomatici fra i due contendenti mentre il principale responsabile di questa criminale guerra continua a bombardare coloro con i quali va a discutere di pace ? E' un mondo alla rovescia nel quale anche la guerra diventa un momento di spettacolo come dimostrano tutte le trasmissioni radiotelevisive di questi giorni.

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lunedì 14 marzo 2022

Dopo Salvini anche il ministro Cingolani si prende gioco degli italiani sui carburanti

 


Matteo Salvini è ormai proverbiale per i suoi cambi di rotta o per le sue promesse fasulle o per le sue azioni prive di una strategia politica se non quella di rincorrere il consenso. Purtroppo non è l'unico a prendersi gioco del paese e degli italiani e poco importa il periodo che stiamo vivendo, i giochetto di sparare frasi ad effetto funziona soprattutto in un momento storico (che va avanti da diversi anni ormai) nel quale l'analfabetismo funzionale e la testa in generale sembrano funzionare poco o per niente. Ciò che accomuna in questi giorni Matteo Salvini ad un ministro del governo che lui sostiene, il ministro Cingolani, è la questione del costo dei carburanti arrivato a livelli insopportabili. Salvini nell'ultima campagna elettorale del 2018 promise su tutte le reti e in diretta la cancellazione delle accise sui carburanti al primo consiglio dei ministri, qualora la Lega, e lui in particolare, fosse arrivata al governo. E' ormai storia che Salvini entrò nel primo governo Conte e poi la Lega è entrata nel governo Draghi, il terzo di questa legislatura, ma le accise sono ancora lì a gravare sul prezzo di gasolio e benzina. Un paio di giorni fa è arrivato il ministro Cingolani a ricordarci che l'aumento del costo dei carburanti, dopo l'inizio della guerra che la Russia ha dichiarato all'Ucraina, è una vera e propria truffa. Bravo, ben detto. Ma essendo al governo chi più di lui potrebbe intervenire nel combattere la truffa in atto ? Purtroppo il ministro dopo la sua esternazione è scomparso dai radar dimenticando l'altra truffa: quello che lo Stato italiano mette in atto da decenni proprio sui carburanti. Ecco infatti i balzelli, le famose accise, che gravano sul costo dei carburanti e che non hanno niente a che vedere con il mercato del petrolio.

  • 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.
Su questi balzelli assurdi ormai grava anche l'Iva al 22% quindi una tassa sulla tassa e portano le accise a circa 0,73 euro al litro per benzina e circa 0,62 euro al litro per diesel. Ecco ministro Cingolani prima di parlare di truffa e speculazione sul mercato dei carburanti perché non interviene sulla TRUFFA che lo STATO ITALIANO porta avanti da oltre 90 anni ? Eliminando questa TRUFFA delle ACCISE i carburanti in Italia tornerebbero ad un prezzo abbordabile.

lunedì 7 marzo 2022

Il mondo occidentale: il festival dell'ipocrisia e dell'impotenza


Stiamo imparando che le conseguenze della guerra, in un mondo così detto globalizzato, ancora una volta la pagano i cittadini del ceto medio basso. Stiamo scoprendo che la tanto decantata globalizzazione, che avrebbe dovuto portare ricchezza per tutti, in realtà ha fatto arricchire chi già era ricco lasciando qualche briciola in più alla parte povera del paese ed ha causato movimenti migratori senza precedenti. Ed ora che scoppia un guerra molto più pericolosa per il mondo occidentale rispetto a quelle che lo stesso mondo occidentale aveva portato in giro fra medio oriente e africa, le conseguenze ricadono ancora pesantemente da una parte sui popoli direttamente colpiti dalle armi e dall'altra su quelli non sotto i bombardamenti ma sotto i catastrofici effetti collaterali dell'economia. Mentre i primi tentano di scappare da quello che si sta dimostrando essere un ennesimo eccidio, i secondi saranno ridotti presto alla fame. Petrolio e gas alle stelle stanno distruggendo l'economia e prosciugando i piccoli risparmi faticosamente accumulati, i prezzi di beni di prima necessità stanno diventando incontrollabili sia per i costi energetici sia perché quei paesi direttamente coinvolti nella guerra non sono più i grado di esportare alcunché. Le sanzioni economiche imposte alla Russia alla fine, più che mettere in difficoltà quel paese, mettono in difficoltà chi sa dall'altra parte e ne subisce direttamente le conseguenze. D'altra parte ormai avremmo dovuto imparare da tempo che le sanzioni economiche non hanno mai avuto effetti risolutivi soprattutto poi quando a fare la guerra è un pazzo criminale come Putin (ma di pazzi ce ne sono anche dall'altra parte quella presunta buona) a capo per altro ad un paese con immense potenzialità economiche e tenuto sotto una stretta dittatura.
A questo panorama deprimente e senza più futuro noi che stiamo da questa parte dobbiamo anche subire lo stress psicologico dell'informazione soprattutto televisiva. Accendi la tv e mentre si parla delle bombe che cadono sulle città Ucraine, ne parlano tutti ormai dai telegiornali alle trasmissioni di così detto approfondimento agli show stupidi e insulsi, c'è la solita interruzione pubblicitaria. Quando manca l'interruzione ci si deve sorbire l'uomo di spettacolo, conduttore attore cantante, che con faccia contrita ci ammonisce di fare una donazione in favore del popolo Ucraino. E questa è l'ennesima presa per i fondelli per chi ancora si mette davanti al teleschermo: ma davvero pensate che se il personaggio famoso di turno, che per la sua semplice apparizione in tv si intasca decine di migliaia se non centinaia di migliaia di euro, ci invita a fare donazioni noi piccoli pesciolini corriamo a versare il nostro piccolo obolo (perché non può che essere piccolo) ? Non sarebbe meglio che questi personaggi invece di esortare noi piccoli spettatori corressero loro a donare una parte cospicua dei loro emolumenti ? Fra parentesi pagati da noi o con il canone o con l'acquisto dei prodotti che sono pubblicizzati ogni 10 minuti in qualsiasi trasmissione televisiva. Tranquilli cari così detti vips il cittadino normale non ha bisogno dei vostri inviti per dimostrare la propria generosità, siete voi che dovreste dimostrarla a noi.

E che dire poi dei politici che scorrono in qualsiasi telegiornale o in qualsiasi trasmissione di approfondimento e che ci informano su quanto si danno da fare per trovare gas, petrolio da altri paesi per mitigare l'aumento dei prezzi mentre noi cittadini "normali" ormai le bollette salate le stiamo pagando così come i rifornimenti dal benzinaio. Tutti si danno da fare per "tranquillizzare" affermando che la Nato, una delle cause della follia Putiniana, non può intervenire perché organizzazione difensiva ... IPOCRISIA BELLA E BUONA ... LA NATO FINO AD ORA HA OFFESO CERTO NON SGANCIANDO BOMBE SULLA TESTA DEL PAZZO PUTIN MA CIRCONDANDOLO, ma senza avere alcuna idea concreta sul come fermare questa guerra. Per non parlare poi del comportamento criminale di quei politici che fino ad ieri inneggiavano alla Russia e a Putin facendogli credere di essere dalla sua parte (povero ci è cascato anche lui non conoscendo di che pasta sono fatti Berlusconi, Meloni e Salvini) e che oggi vanno contriti all'ambasciata Ucraina a deporre fiori. 

Insomma questa volta siamo davvero alla canna del gas con da una parte un pazzo che ormai avanza sparando su chiunque gli si pari contro, anche sul suo stesso popolo, e che non si fermerà certo con l'Ucraina, dall'altra una politica incapace di contrastarlo in alcuno modo né senza né con le armi che non ha idea di come uscire da questa situazione e che magari deciderà di intervenire quando ormai sarà troppo tardi. 

giovedì 3 marzo 2022

USA-RUSSIA: ma perché non ve le date fra voi invece di rompere i coglioni al mondo intero ?


All'Università di Facebook, Twitter, Instagram e più in generale della rete si conseguono titoli di studio alla velocità della luce. Dopo esserci laureati tutti virologi, infettivologi e farmacologi, ora stiamo tutti laureandoci in politica internazionale, strategie militari e storia moderna. Dopo le diatribe su Covid-19, sulla sua provenienza, sulla pandemia presunta o reale, sui vaccini veri o presunti ecco ora tutti a disquisire sulla nuova guerra Russia-Ucraina-Europa. Naturalmente seguendo la scia Vax-NoVax eccoci qui fra PutinSi-PutinNo: fra coloro cioè che giustificano bome e missili russi perché non aveva scelta e coloro che la guerra mai perché la guerra porta guerra. E così spuntano esperti storici che fanno nascere tutto dal 2014 quando il governo Ucraino fu rovesciato sotto la spinta di Putin, altri per giustificare le bombe russe su militari e civili tirano fuori dai cassetti la vicenda analoga del Kossovo e della Serbia quando la Nato e l'Europa questa volta trattarono la Serbia come Putin sta trattando l'Ucraina. Queste analisi pseudo storiche portano ad una conclusione: considerato che anche altri (NATO-Europa) hanno scelto la strada della guerra, allora anche Putin è autorizzato a seguire questa strada le cui conseguenze, non dimentichiamolo, sono morte e distruzione fra la popolazione civile e senza alcuna responsabilità. Insomma se in passato si è sbagliato ad utilizzare la guerra come strumento di rivendicazione, si può continuare tranquillamente a sbagliare utilizzando uno strumento di distruzione come la guerra. Alla fine ha poca importanza chi provoca e chi risponde alle provocazione con morte e distruzione, entrambe le parti sono responsabili senza se e senza ma. Soprattutto fino a quando si cercherà di addossare la responsabilità all'uno o all'altro non se ne esce. La guerra va ripudiata sempre e senza distinzione.
Se poi si pensa che dietro a queste schermaglie ci sono sempre loro, Usa e Russia, che fanno il bello e il cattivo tempo allora la rabbia e l'inutilità della ricerca ossessiva delle responsabilità assumono solo le sembianze di un giochetto condotto sulla testa della povera gente. Ma perché queste due potenze invece di rompere i coglioni al mondo intero non si affrontano fra loro lasciando in pace il resto del mondo appunto. Se si pensa che Usa e Russia nel punto più vicino fra loro sono separate da 83Km di mare occupati da due scogli (naturalmente uno americano ed uno russo) appare ancora più assurdo che si vadano ad affrontare in giro per il mondo mettendoci di mezzo popolazioni estranee ai due contendenti. Schierate le vostre navi in quel tratto di mare, installate i vostri missili sue due scogli e suonatevele di santa ragione. Diciamo che la colpa è anche nostra ... di noi europei .. e dell'Europa che non riesce a ricoprire un ruolo autonomo trovandosi sempre a fare la ruota di scora o la leccaculo degli Usa sotto l'egida della Nato. Forse sarebbe ora che l'Europa diventasse grande e maggiorenne, costringesse gli Usa a smantellare le sue basi dai territori europei, si sciogliesse la Nato e finalmente vestisse davvero i panni di una potenza pacifica. Certo il momento opportuno sarebbe stato dopo la caduta del muro di Berlino con il conseguente scioglimento del Patto di Varsavia, ma quella occasione è stata persa ed ora ci troviamo schiacciati fra le due potenze che si affrontano portando morte e distruzione dentro l'Europa stessa. 
Non schierativi pro o contro Putin ma schieratevi contro la guerra ... prima facciamo tacere le armi e la distruzione che portano poi eventualmente chi ne ha voglia può "giocare" a stabilire le responsabilità.

sabato 26 febbraio 2022

Salvini e Meloni: due esseri spregevoli come politici e come esseri umani

 


Ecco i due campioni della politica italiana che dopo l'attacco scellerato di Putin all'Ucraina subito vestono i panni degli anti-Putin. Il primo, con tanto di telecamere al seguito, porta fiori alla sede dell'ambasciata Ucraina in Italia, la seconda che condanna l'intervento militare russo in Ucraina. Che dire .... un esempio di politici che hanno a cuore la pace. Peccato che ... 



fino a qualche settimana fa la prima, Giorgia Meloni, indicava in Putin il difensore dei valori europei e dell'identità cristiana (addirittura), il secondo, Matteo Salvini, era a Mosca e sulla piazza rossa si faceva fotografare per difendere il regime di Putin e protestare contro le sanzioni dell'europa in seguito all'invasione della Crimea. Ecco questi sono i politici dell'opposizione in Italia. Due esseri spregevoli, ma non tanto per le loro idee politiche, quanto per la loro ipocrisia, per il loro sciacallaggio criminale, per il loro opportunismo indirizzato verso lo sfruttare qualsiasi evento più o meno tragico per metter in atto una propaganda politica al limite del criminale. Questi criminali politici, dopo due anni di critiche e polemiche sulla pandemia volte a contrastare qualsiasi atto del governo pur di alimentare la loro propaganda insulsa e pericolosa (se fossero stati al governo questi due l'Italia avrebbe triplicato il numero di morti con le loro assurde richieste), ora tentano di farsi belli cercando consenso nello schierarsi contro l'altro criminale russo Vladimir Putin. Gli italiani hanno sicuramente la memoria corta e in molti si faranno abbindolare dalle loro esternazioni contro la guerra in Ucraina, ma per fortuna oggi c'è la rete e internet che consente di non dimenticare le posizioni filo russe di questi due scellerati che navigano a vista a seconda di come tira il vento. Chi ancora appoggia questi due sciacalli del panorama politico italiano sarà complice del disastro che subirà il nostro paese qualora due personaggi di questo genere riescano davvero ad arrivare al governo del paese.