venerdì 15 ottobre 2021

Oggi si manifesta contro la salute dei cittadini ed a favore del Covid


Se qualcuno nei mesi di marzo-maggio 2020, mentre eravamo rinchiusi in casa e dai balconi gridavamo che ne saremo usciti migliori, qualcuno ci avesse detto che, dopo un anno e mezzo, qualcuno sarebbe sceso in piazza perché non intende vaccinarsi contro quel virus che ha provocato milioni di morti ed ha trasformato le nostre vite, beh sicuramente lo avremmo preso per pazzo irresponsabile. Ed invece eccoci oggi a rischiare di vedere bloccato il paese perché una minoranza di persone (stando ai dati circa il 20% della popolazione sopra i 12 anni) non si è vaccinato, non intende vaccinarsi e protesta contro il famoso green pass che limita la partecipazione alla vita sociale se per chi non è vaccinato o tamponato negativamente. Sembra la fiera dell'assurdo ma soprattutto dell'ignoranza, quell'ignoranza sulla quale alcune parti politiche (il trio nero delle meraviglie: Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) stanno pericolosamente giocando da mesi fino a provocare la rivolta di sabato da parte di bande fasciste. Difficile contrastare l'ignoranza quando questa è sfruttata dalla politica in maniera criminale per la propria propaganda. E non saranno sufficienti nemmeno dei semplici dati che tutti possono comprendere e verificare per capire quanto i vaccini siano stati importanti per non farci ricadere in altre ondate pericolose per la vita di tutti.  I vaccini contro il Covid-19 certamente non assicurano una copertura al 100%, ma altrettanto certamente dopo quasi un anno dal loro utilizzo è innegabile l'efficacia nel contrastare la pandemia. Non garantiranno, da soli, l'immunità di gregge ma analizzando dei semplici dati di questo ultimo anno, si può verificare che l'autunno 2021 è e sarà sicuramente migliore di quello dell'autunno scorso.

La curva della figura mostra l'andamento del numero dei positivi a partire dal 23 agosto dello scorso anno. Confrontando i numeri relativi al 14 ottobre del 2020 con lo stesso giorno del 2021 si registra
 
                           Positivi   Ricoverati   Terapia Intensiva
14.10.2020           86463    5470          539
14.10.2021           79368    2479          359

Ma più impressionante sono gli incrementi che si registravano nel 2020 rispetto al 2021: nel 2020 i positivi aumentavano a botte di 5000 al giorno mentre oggi diminuiscono al ritmo di 1500 al giorno, i ricoveri aumentavano di 300/400 unità al giorno mentre oggi diminuiscono di 50 al giorno, in terapia intensiva si registrava un aumento di 50 ingressi al giorno mentre oggi si ha una diminuzion e di una decina di pazienti al giorno. In sostanza ad ottobre del 2020 eravamo in piena terza ondata che portò ai picchi registrati alla fine di novembre, oggi invece questo dato è in decrescita ormai da oltre un mese dopo un picco molto contenuto registrato verso la fine di agosto. Il picco del 2020 fu il risultato dell'estate e del prematuro liberi tutti che causò la seconda ondata, complice anche l'ingresso nella stagione più critica. Oggi invece dopo un'estate sicuramente più libera dello scorso anno, con la sola chiusura delle discoteche, non si registra nessuna ondata oltre quel piccolo incremento dovuto alle vacanze estive ma contenuto grazie proprio ai VACCINI. Senza contare che in questo periodo, rispetto ad un anno fa, siamo alle prese con una variante, la Delta, più contagiosa e più pericolosa della variante che circolava nel 2020. Quindi se qualche paura, timore, scetticismo era comprensibile quando sono iniziate la vaccinazioni, ora non hanno più senso né giustificazione: I VACCINI PER ORA SONO L'UNICA ARMA CHE ABBIAMO PER COMBATTERE QUESTA PANDEMIA, CHI SI RIFIUTA DI VACCINARSI, CHI PARLA DI DITTATURA SANITARIA, E CHI ADDIRITTURA SCENDE IN PIAZZA A BLOCCARE IL PAESE E' UN IRRESPOINSABILE SENZA SE E SENZA MA. E per favore non parliamo di libertà che sappiamo tutti, anche se la memoria degli italiani è molto corta, che le uniche restrizioni alla nostra libertà sono state causate dal virus e a volte dalla irresponsabilità di quei cittadini che non hanno la minima idea di che cosa significhi il bene comune. 

giovedì 14 ottobre 2021

Donna, mamma, cattolica (finta) e anche Mussolini in gonnella

 


Ieri si è svolto alla camera lo scontro fra una dei responsabili dei disordini di sabato scorso alla CGIL, Giorgia Meloni, ed il ministro dell'interno Luciana Lamorgese. In realtà sabato 9 ottobre c'è stato un salto di qualità nella "guerra" contro i vaccini ed il green pass, una guerra alimentata dai partiti di destra (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) ormai tutti palesemente fascisti dopo che si sono schierati contro lo scioglimento di Forza Nuova, il braccio armato dei simpatizzanti del ventennio. Forse Giorgia Meloni non si aspettava la mozione di Pd e M5S che chiedeva la messa al bando, secondo la Costituzione e la legge Scelba sempre disattesa, e quindi ieri ha dovuto vestire i panni di quella che attacca il governo per non aver saputo prevenire e impedire l'attacco alla sede della CGil, ma l'anima nera della nuova mussolini in gonnella è comunque saltata fuori sia nei modi che nei contenuti. Il salto di qualità si può riassumere in tre punti.

La protesta scellerata guidata dalla destra contro i vaccini ed il Green Pass ha superato ogni limite. Indire manifestazioni contro il vaccino e l'uso della carta verde è quanto di più incomprensibile e fuori da ogni logica si possa immaginare. I dati dimostrano che i vaccini sono un'arma irrinunciabile contro la pandemia che tormenta il mondo da quasi due anni, opporsi ai vaccini è come manifestare a favore del virus che ci ha tenuti chiusi in casa per mesi. Ma ancora più scellerato e criminale è manipolare una simile manifestazione per andare a devastare la sede di un sindacato con l'obiettivo poi di occupare i palazzi delle istituzioni. Uno dei tanti segnali di arretratezza di questo paese: si è passati dal in meno di 40 anni dal popolo che manifestava per essere vaccinato (in occasione dell'epidemia da colera di Napoli) a manifestare contro il vaccino per un virus che ha provocato milioni di morti. 

La polizia ha ancora una volta dato dimostrazione di quello che è: un organo di stampo destrorso. La storia italiana è costellata di episodi nei quali il comportamento della polizia è quanto meno controverso: tanto irreprensibile e a volte criminale (come nei fatti del G8 di Genova) quando le manifestazioni sono di stampo anarchico o provenienti dall'area di sinistra del paese, quanto accondiscendente quando le stesse manifestazioni sono indette da aree della destra italiana, parlamentare o extra parlamentare. Quindi il comportamento di sabato 9 ottobre non rappresenta nessuna novità per chi ha vissuto gli anni 60-70-80 e non solo. Sabato scorso gli organi di polizia hanno quasi scortato circa 3000 manifestanti per due chilometri e mezzo fino alla sede della CGIL senza intervenire e senza opporsi alla devastazione che ne è seguita. In questo la donna, la mamma, la cristiana (falsa) ha ragione peccato che nel suo atto di accusa vesta poi i panni della Mussolini in gonnella strillando, strabuzzando gli occhi, e non puntando il dito contro i fascisti suoi amici.

La ministra dell'interno Lamorgese ci ha messo il carico nel suo intervento a difesa dell'azione della polizia. Ma non poteva portare scusanti accettabili: la polizia ha sempre trattato con un occhio di riguardo le manifestazioni di destra, che cosa ci si aspettava facesse sabato scorso ora che nel governo sono presenti due partiti di stampo fascista, Lega e Forza Italia, che dopo la devastazione da parte di Forza Nuova della sede della CGIL, si oppongono allo scioglimento del movimento neofascista ? E la Lamorgese ha avvallato questo comportamento portando una giustificazione "pericolosa" che dimostra la collusione delle forze dell'ordine con i neo fascisti: il ministro ha detto che "non era possibile" intervenire per non causare altri disordini. E quindi la polizia per ordine del ministro ha fatto da scorta ai criminali che sono andati a devastare la sede del sindacato e che avrebbero voluto anche entrare a Montecitorio e a Palazzo Chigi. Anche questo aspetto ha sottolineato la Mussolini in gonnella con gli occhi a palla, ma sempre dimenticando che a queste manifestazioni si arriva grazie alle spinte violente sue, di Salvini e di Forza Italia, i veri mandanti di quanto accaduto.

Ciò che fa specie e che porta il paese in uno dei periodi più bui della sua storia, è la considerazione che tutto questo accade non per il lavoro che stenta a ripartire, non per i diritti dei lavoratori che non esistono più, non per aumentare la qualità della vita del paese ma solo per ragioni ideologiche verso la battaglia contro una delle peggiori pandemie che ci abbia mai colpito e verso gli strumenti che abbiamo incredibilmente a disposizione per combatterla. Un atteggiamento criminale e irrispettoso verso le decine di migliaia di morti, verso le persone che sono in difficoltà a causa del virus, verso il paese intero che si ritrova dopo 70 anni a combattere con il fascismo.

Ultima annotazione: Salvini e Meloni che sostengono chi protesta contro i vaccini .... sono a loro volta vaccinati ... e questo la dice lunga su quanto si prendano gioco del paese intero.

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martedì 12 ottobre 2021

Il 40% del Parlamento Italiano è fascista


 A quasi 80 anni dalla caduta del fascismo, con una Costituzione Italiana che ripudia lo stesso fascismo, l'Italia ha un grosso problema certificato dai fatti di sabato 9 ottobre 2021: nel parlamento italiano sono presenti tre partiti che rappresentano il 40% circa dello stesso parlamento che sono fascisti. Oltre a Fratelli d'Italia, che ha sfacciatamente nel proprio simbolo il richiamo diretto al fascismo, anche la Lega, già fortemente sospettata di fascismo, e Forza Italia si sono aggiunti in questa difesa ad oltranza del fascismo e di quelle formazioni extraparlamentari che lo perseguono. Questo trio delle meraviglie non è in grado di schierarsi a favore della messa fuori legge di Forza Nuova, il movimento neofascista extraparlamentare che sabato ha messo a ferro e fuoco la sede della CGIL di Roma ma che aveva in programma l'assalto alle sedi istituzionali cardine della democrazia del nostro paese. In programma i fascisti di Forza Nuova avevano il progetto di sfruttare la protesta contro il Green Pass (surreale la protesta dei contrari alla carte verde che ritengono questo strumento un modo per limitare la libertà e poi si affidano ai fascisti per scendere in piazza a reclamare libertà) per poi occupare Montecitorio e Palazzo Chigi. Rispetto a queste progetto destabilizzante e reazionario un parlamento veramente democratico dovrebbe rispondere in maniera unanime e senza tentennamenti votando la condanna del progetto, ma soprattutto sciogliendo una forza reazionaria e fascista come Forza Nuova (non la sola purtroppo). E invece ecco che una parte considerevole del parlamento si schiera contro questa mozione presentata dal Pd giustificando questa scelta con motivazioni allucinanti e faziose. "Siamo a favore di una mozione che condanni tutte le violenze e tutti i totalitarismi" gridano i leader del centro destra, tralasciando che sabato in piazza a creare disordini e violenze c'erano solo i fascisti e negando la storia che in Italia ha visto solo la dittatura fascista e nessun altro tipo di dittatura. La motivazione è una sola: i tre partiti del centro destra sono a matrice fascista, razzista, xenofoba e antidemocratica. Chiunque abbia a cuore la democrazia non può sottrarsi e protestare contro il salto di qualità che la strategia dei fascisti ha registrato sabato scorso. Chiunque non condanna senza se e senza ma quei fatti ne diventa complice e punto di riferimento in parlamento.

domenica 10 ottobre 2021

Trenta anni di tolleranza ed alla fine i fascisti escono dalle fogne


Che l'Italia non abbia mai chiuso i conti con il fascismo è un fatto assodato. Dopo le stragi degli anni 70, iniziate con Piazza Fontana nel 1969 e terminate con la stazione di Bologna del 1980, passando per Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia (1974), Italicus (1974), i criminali fascisti erano stati comunque emarginati dalla vita politica del paese anche se presenti in parlamento con un partito di fatto anticostituzionale. Sfruttando la tolleranza dei vari governi, che si sono succeduti alla guida del paese, e di tutta la politica italiana di volta in volta nel parlamento italiano sono sempre stati presenti partiti che si rifacevano al fascismo: prima il Movimento Sociale Italiano, poi il MSI-Destra Nazionale, poi Alleanza Nazionale ed infine Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che riporta addirittura nel suo simbolo la fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano di Almirante. Un riferimento esplicito e incontrovertibile al fascismo mai per altro rinnegato dal suo segretario. La mossa più spregiudicata, della quale subiamo tutt'ora le conseguenze, la mise poi in atto Silvio Berlusconi portando nel suo primo governo ministri provenienti dall'area fascista di Alleanza Nazionale-Movimento Sociale Italiano, ma proseguendo poi negli altri suoi governi in questa processo di "rivalutazione" di politici di ispirazione fascista con il solo intento di prendere voti. Le conseguenze di questa politica berlusconiana, condotta con la complicità della sinistra (quella presente in parlamento) sono state disastrose e sotto gli occhi di tutti: un revisionismo storico senza precedenti che ha portato alcuni ad equiparare fascismo e comunismo oppure le foibe con le stragi nazi-fasciste, e addirittura a mettere in discussione feste nazionali patrimonio di tutti i cittadini italiani come il 25 aprile, il 1 maggio o il 2 giugno. E così oggi abbiamo un partito come Fratelli d'Italia che strizza l'occhio a formazioni extraparlamentari come Forza Nuova e Casapound oppure manda a candidarsi a sindaco di Roma (Michetti al ballottaggio) che fa dichiarazioni da gerarca nazista e antisemite. E grazie a questa tolleranza abbiamo un altro partito, la Lega, che dopo essere stata portata al governo sempre da Berlusconi mentre sbeffeggiava la Costituzione, la bandiera italiana e tentava di dividere l'Italia, oggi istiga tramite il suo leader Matteo Salvini, al razzismo, all'omofobia e al giustizialismo fai da te con una proposta di legge secondo la quale si può uccidere un proprio simile per difendersi. Ed oggi siamo arrivati ad un attacco frontale dei fascisti contro un sindacato e addirittura contro un pronto soccorso di un ospedale prendendo a pretesto la protesta contro il Green Pass. Ecco signori il FASCISMO E' SERVITO ed ora tutti quelli che negavano un rigurgito fascista dovranno mordersi la lingua e ricredersi. Soprattutto dobbiamo prendere coscienza che sarà necessaria una nuova Resistenza che faccia tornare nelle fogne questa gentaglia ma anche chi strizza l'occhio a questi criminali.

giovedì 7 ottobre 2021

Psicolabile, emotivamente instabile o politicamente psicogeno: comunque inadeguato a fare politica seria


 Ormai da tre anni a questa parte il leader della Lega, Matteo Salvini, ci ha abituati a tutto ma ogni volta i suoi comportamenti lasciano quantomeno perplessi, degni di un pazzo emotivamente e psicologicamente instabile. Una persona alla quale sarebbe rischioso dare in mano anche l'amministrazione di un condominio figuriamoci governare un paese o comunque far parte di una maggioranza di governo come l'attuale. 
Il buon Salvini vacillò nel 2019 quando, dopo un anno da ministro dell'interno e dopo aver avuti due voti a favore dal governo Conte 1, decise in preda ad una sbornia di mojito che avrebbe dovuto far fruttare subito quel 38% che gli assegnavano i sondaggi. Dalle spiagge della romagna inscenò una conferenza stampa fra tette, alcool e musica da discoteca nella quale annunciava il suo ritiro dal governo. La proposta era che si sarebbe potuto votare in una settimana, magari proprio il giorno di ferragosto, in modo che lui avrebbe avuto pieni poteri direttamente dal popolo. Naturalmente dimostrò subito quello che tutti temevano: prima che non conosceva la Costituzione, secondo che non aveva la minima idea di come funzionasse la democrazia parlamentare in Italia, terzo che non sapeva stare lontano dall'alcool. Quando si ritrovò al Senato vicino a Conte che lo schiaffeggiava (metaforicamente parlando) ebbe un lampo di lucidità e tentò di battere in ritirata, ma Conte, Mattarella e il Parlamento proseguirono per la loro strada dando vita ad un nuovo governo senza lo psicolabile.
Poi arrivò la pandemia e il Salvini diede subito sfogo alla sua instabilità. Inizio a passare dal "bisogna chiudere tutto" alle prime avvisaglie dell'arrivo dell'epidemia, al "bisogna aprire tutto" proprio quando il governo stava chiudendo per tentare di frenare l'epidemia, a mascherine si/mascherine no a seconda di come si esprimeva il governo e così via senza una linea precisa salvo andare contro il governo giallo/rosso.
Quando si iniziò a vedere la luce con i vaccini arrivò in suo soccorso l'omonimo Matteo di Rignano, un altro che in quanto a instabilità la sapeva lunga oltre bugiardo seriale tanto da battere anche il Matteo verde. Eccolo quindi tornare al governo, questa volta senza ricoprire (per fortuna) alcuna carica, ma comunque facente parte della maggioranza. Naturalmente le sue patologie nel frattempo non si erano attenuate ed ha iniziato a far votare ogni provvedimento del governo dai suoi ministri, salvo poi andare contro con le sue dichiarazioni ed a volte anche nelle votazioni in parlamento. E così ha finito per sbroccare un'altra volta: in questo caso non sotto i fumi dell'alcool ma sotto l'effetto dei risultati delle amministrative. Dopo aver girato per mesi tutte le città italiane dove si votava lanciando messaggi tipo "basta la sinistra", "arriva il buon governo" e boiate di questo genere i risultati delle votazione di domenica 3 ottobre l'hanno visto perdente, dietro la Meloni e Fratelli d'Italia e dove i candidati del centro destra hanno vinto si è trattato non di candidati della Lega. Risultato: mentre il governo si riunisce per approvare la delega fiscale già ampiamente discussa in consiglio di ministri, lui non fa partecipare i suoi ministri e inizia a blaterare che il governo prepara una patrimoniale sulla casa. Niente di tutto questo appare sulle carte e Draghi lo smentisce senza nemmeno tanto perdere tempo, ma lui insiste per mettersi in mostra e tentare di recuperare qualche voto almeno ai ballottaggi. Perfino i suoi gli sono contro affermando che se a patrimoniale non c'è, come afferma Draghi, inutile continuare la polemica. Una polemica che però non porta Salvini a ritirare i ministri come nel 2019 perché il rischio di essere di nuovo sbattuto fuori dal governo è concreto, qualcosa forse ha imparato ma un TSO sarebbe la soluzione migliore.

mercoledì 6 ottobre 2021

Il disastro della politica: ridateci la prima repubblica


 

Dopo il crollo della così detta prima repubblica il panorama politico italiano è diventato sempre più squallido e soprattutto ripiegato su se stesse a tal punto da favorire un partito che prima degli anni 90 era completamente sconosciuto: il partito dell'astensione. Nella prima repubblica i partiti erano 7 e questo numero è rimasto invariato per moltissimi anni ma nessuno si sognava di non votare perché NON RAPPRESENTATO come avviene oggi. Le recenti votazioni per le amministrative del 3 e 4 ottobre 2021 sono state l'apoteosi della non rappresentanza. Un esempio per tutti Roma: 22 candidati sindaci, una 40 di liste, e oltre il 50% di astensione. Certo che destreggiarsi fra i partiti ufficiali e liste, che in occasione di elezioni amministrative si formano per l'occasione salvo poi sparire la settimana dopo, non è certo semplice per l'elettore che si trova spiazzato da un'offerta abnorme. Limitandosi anche solamente ai partiti più rappresentativi, la qualità dell'offerta è veramente di basso livello soprattutto perché nessun partito ha un progetto solido da portare avanti nell'interesse generale del paese.

Fratelli d'Italia, nonostante gli sforzi falsi della sua leader per distanziarsi dal fascismo, strizza l'occhio a quella parte del paese ancora nostalgica o peggio ancora delle nuove formazioni che si ispirano al fascismo, Forza Nuova e Casapound su tutte. Anche recentemente Giorgia Meloni ha dichiarato che nel suo partito non c'è spazio per razzisti, xenofobi, nazisti dimenticandosi di citare anche i fascisti. Almeno nella prima repubblica il MSI era tenuto fuori dal governo, mentre la Meloni è stata anche ministro, e quando Almirante e soci si presentavano in tv venivano boicottati dai giornalisti di sinistra. Oggi invece Giorgia Meloni, nonostante non prenda le dovute distanze dal fascismo e quindi non rispettando la Costituzione, è continuamente presente in ogni televisione e telegiornale.

La Lega di Salvini dopo essere nata per dividere l'Italia in due e dare spazio al federalismo, era crollata grazie ai comportamenti del suo apparto dirigente e soprattutto da Umberto Bossi che ha finito per comportarsi come la così detta, nel racconto leghista, Roma ladrona. E' stata ripresa e risollevata da Matteo Salvini che ha adottato la politica della semplificazione: il suo programma politico si estrinseca a suon di tweet e buon per lui che da qualche hanno può utilizzare 280 caratteri invece dei tradizionali 140. Ma non è che cambia molto. Il fallimento totale di Salvini si è potuto apprezzare quando nel 2018 è stato portato al governo dal Movimento 5 Stelle. Salvini oltre il razzismo, oltre l'odio per il diverso, oltre il finto contrasto all'immigrazione non ha saputo attuare alcun programma che non sia un condono per aiutare chi evade le tasse e un decreto sicurezza che ha portato più insicurezza. Dopo l'ubriacatura dell'estate 2019 a colpi di sondaggi e mojito pretendeva di avere pieni poteri e far votare il paese a ferragosto: risultato fuori dal governo per rientrare nel 2021 grazie all'altro Matteo. Ora che il popolo leghista lo ha abbandonato alle recenti amministrative tenta di portarsi non si sa dove: non partecipa ai consigli dei ministri ma non lascia la poltrona ed i miliardi del PNRR da gestire. Un fanfarone inaffidabile.

Forza Italia ha costituito per alcuni anni il sogno di rinascita di milioni di italiani i quali però non conoscevano la storia del suo fondatore Silvio Berlusconi. Berlusconi si è presentato subito una volta vinte le sue prime elezioni nel 1993: formò un governo dove, per la prima volta nella storia della Repubblica, erano presenti esponenti di Alleanza Nazionale di Fini, gli eredi del MSI di Almirante e dei fascisti. Grazie a questa sua operazione scellerata oggi abbiamo in Italia la peggior destra presente in europa, incapace di tagliare i legami con il periodo più buio della storia italiana. Oggi Forza Italia vorrebbe proporre al Quirinale proprio Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, in rapporti con la mafia tramite il suo amico Dell'Utri cofondatore del partito, ancora impelagato nel processo Ruby, la prostituta marocchina che, ancora minorenne, fu pagata da Silvio per le sue prestazioni. Se davvero si arrivasse a portare Silvio Berlusconi al Quirinale sarebbe veramente la vergogna più eclatante della Repubblica Italiana. 

Il Partito Democratico è stato un fallimento fin dalla sua nascita. Il primo risultato della sua creazione fu la caduta del governo Prodi che aveva vinto le elezioni con la coalizione dell'Ulivo. La maggioranza di quel governo era piuttosto risicata e invece di lavorare per fortificarla, Vetroni ed i suoi sprecarono energie per dare vita ad un Partito sulla falsa riga dei democratici americani. L'obiettivo era raccogliere il raccoglibile, da Binetti a Rutelli ai Ds, dando vita ad un carrozzone senza anima ma soprattutto che abbandonò l'elettorato storico della sinistra: operai, lavoratori, quartieri periferici delle grandi città. Un territorio che una volta lasciato a se stesso ha finito per diventare il pascolo della destra e della Lega. U partito senza anima che per circa quattro anni si è venduto ad un infiltrato di Berlusconi, Matteo Renzi, portandolo al governo e votando la peggior riforma contro i lavoratori mai votata da un partito che si ritiene di sinistra: il Jobs Act. Renzi è quasi riuscito a distruggere il PD che ha subito una scissione (una delle tante a sinistra) ed oggi è in mano ad un democristiano come Enrico Letta, certamente una persona onesta, ma che di sinistra ha niente. Non ha nemmeno il coraggio di stracciare il Jobs Act e magari iniziare con una piccola riforma che potrebbe portare qualche beneficio al mondo del lavoro: il salario minimo. Ma non si può perché altrimenti si toglie potere contrattuale ai sindacati, ed i lavoratori ???

Il Movimento 5 Stelle, un fallimento totale e un vero e proprio bluff. Anche questo facilmente prevedibile considerato che il manifesto di quel movimento era il "Vaffa" lanciato da un comico fallito che ha trovato nell'avventura politica il modo per tornare in auge. Il Movimento ha avuto il suo successo fino a quando è stato fuori dal parlamento o una volta entrato è rimasto all'opposizione. Le sue lotte No-Tav, No-Tap .. no tutto, una volta arrivati al governo si sono sgretolate come una costruzione colpita da un terremoto di oltre 9 gradi. Per mantenere quelle promesse il Movimento sarebbe dovuto arrivare al governo da solo, cosa che per fortuna non è accaduta, o altrimenti avrebbe dovuto scendere a compromessi, quelli che il movimento stesso dichiarava di combattere. Risultato: hanno finito per governare con tutti i loro nemici dichiarati e addirittura stare in un governo con a capo il banchiere Draghi.

Sui partiti a sinistra del Pd vale la pena di stendere un velo pietoso. Molto attivi quando si tratta di fare distinguo o dividersi così come incapaci di occupare quegli spazi lasciati liberi da quello che fu il più grande partito europeo di sinistra per farseli occupare dalla destra meloniana e salviniana. Purtroppo in un periodo storico dove l'ignoranza dell'elettore la fa da padrona, o si contrasta la destra a colpi di tweet o se, forse giustamente, si intraprende la strada della cultura e della coerenza ci vorranno anni per recuperare il terreno perso. Ma soprattutto quel terreno non sarà recuperato se non ci si mette in testa di unirsi piuttosto che dividersi.

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martedì 5 ottobre 2021

E come al solito chi non vota ha sempre torto

 


Era già accaduto ma un successo come quello di ieri il partito dell'astensione non lo aveva mai ottenuto: oltre il 45%. E come in passato a nessuno interessa più di tanto. Nei dibattiti post voto e nelle dichiarazioni dei politici il partito dell'astensione è tranquillamente ignorato a dimostrazione di due fatti rilevanti: lo stato disastroso della qualità politica in Italia, chi si astiene e chi non vota alla fine delega ad altri il proprio futuro e quindi ha sempre torto. Magari poi chi non è andato a votare è colui che dietro la tastiera spara le sue frecce contro tutti destra, sinistra, centro e affini. Astenersi poi a delle elezioni amministrative è più deleterio che astenersi alle politiche in quanto quando si va a votare per consigli comunali e/o regionali si vanno ad eleggere quegli amministratori che impatteranno maggiormente sulla vita dei singoli cittadini. La motivazione più diffusa è la seguente: nelle liste non c'è nessuno che mi rappresenti. Una motivazione che può essere facilmente contestata. Prendiamo per esempio il Comune di Roma: in lizza si sono ritrovati ben 22 candidati sindaci con un numero di liste quasi tre volte tanto ... possibile che in questa offerta così numerosa e variegata un cittadino non possa trovare un proprio rappresentante ? E' la conferma di una caratteristica comune dell'italiano medio, pensare prima di tutto a se stesso ed ai propri problemi piuttosto che alla comunità. Ecco allora spiegati i 22 candidati sindaci di Roma e le innumerevoli liste che si raggruppano intorno ad ogni candidato. Qualche esempio: 

- Sergio Iacomeni sostenuto dalla lista Nerone

- Rodolfo Concordia sostenuto da una lista di nostalgici della prima repubblica

- Giuseppe Cirillo sostenuto dal partito delle Buone Maniere

E così via. Ma oltre a queste liste dal sapore folkloristico poi ci sono gli integralisti dei vari partiti che si rifiutano di votare per non condividere la politica a livello nazionale del proprio partito e quindi rinunciano a scegliere chi li amministrerà nei prossimi 5 anni. Primi fra tutti i grillini che hanno visto il loro Movimento trasformarsi così tanto da andare a governare con chiunque fosse disponibile partendo da Salvini per passare dal Pd e approdare poi ai "nemici" di Forza Italia. Ma piuttosto che astenersi non sarebbe stato più "coscienzioso" affidarsi alla Lista Nerone ?

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giovedì 30 settembre 2021

Dal puttaniere al depravato: 10 anni di una destra ambigua e schifosa

 


Sgombriamo subito il campo da interpretazioni moraliste e/o sessiste: ognuno della propria vita privata fa quello che vuole in qualsiasi ambito soprattutto quello sessuale e non deve rendere conto ad alcuno fino a quando non provoca danni a terze persone. Quando però sei un personaggio pubblico purtroppo devi rendere conto dei tuoi comportamenti soprattutto se ricopri qualche carica istituzionale, se lavori per le istituzioni ed a maggior ragione se i tuoi comportamenti sono in contrasto con le tue azioni all'interno delle stesse istituzioni. Il problema reale sta tutto qui. 

Abbiamo avuto un presidente del consiglio che mentre si batteva per i diritti riservati però solo alla famiglia così detta tradizionale (uomo, donna e figli), mentre emanava leggi che prevedevano sanzioni pecuniarie per chi era beccato con delle prostitute, organizzava nella propria villa festini con escort (ridicolo il linguaggio che identifica una donna che vende il proprio corpo per la strada come prostituta e diventa escort se si presenta al domicilio di facoltosi signori) anche minorenni. Poi il caso a voluto che quella minorenne fosse fermata dai carabinieri ed allora l'allora presidente del consiglio se la fa sotto e addirittura telefona alla stazione dei carabinieri addirittura da Palazzo Chigi rivelando quindi all'intera nazione i propri vizietti. Quella vicenda, ancora non conclusa dal punto di vista giuridico, fu portata addirittura in parlamento con una votazione che ha rappresentato il punto più basso fino ad ora mai toccato dalle nostre istituzioni democratiche: quel capo di governo e la sua maggioranza fecero votare che, l'intervento telefonico alla stazione dei carabinieri, era stato semplicemente giustificato dal fatto che il presidente del consiglio pensava che la giovane fermata fosse la nipote di Mubarak.

A 10 anni di distanza dal caso Ruby e tutto quello che ne è venuto fuori, oggi siamo di nuovo a discutere di una caso che coinvolge le tendenze sessuali di un uomo "politico" ma soprattutto il contrasto fra ciò che ha professato in questi anni e ciò che poi viene fuori casualmente dalla sua vita privata. La forma naturalmente è diversa in quanto nel caso attuale non si tratta di un politico coinvolto direttamente ma bensì di colui che ha gestito la propaganda social di Matteo Salvini, ma la sostanza è la stessa. Luca Morisi è colui che ha creato la famosa "Bestia", il meccanismo che ha diffuso tweet e post a nome del leghista inondando i social di odio, di razzismo e di attacchi indiscriminati verso presunti colpevoli di reati. Un personaggio che è stato anche dentro le istituzioni pagato dai cittadini italiani nel periodo in cui Salvini è stato ministro dell'interno. Matteo Salvini in questi anni ha assunto il ruolo di giustiziere al di sopra delle leggi invocando pene esemplari o augurando di marcire in galera verso chiunque fosse stato accusato, accusato e non condannato in via definitiva, di spacciare droga. Oggi il suo guru, ideatore di quei tweet e di quei post, viene sorpreso a organizzare di festini a sfondo sessuale con giovanotti che, opportunamente pagati, forniscono le loro prestazioni possibilmente anche sotto l'effetto di droghe opportune. Che Morisi abbia queste tendenze e possa permettersi questi festini, sono semplicemente affari suoi, che Morisi e per lui Salvini faccia il moralista, con i soldi pubblici, e invochi pene dure contro chi fa uso di droga sono affari di tutto il paese. 

La sostanza è che in qualsiasi paese civile e democratico soggetti come Berlusconi, Salvini e altri sarebbero presi a calci addirittura da propri sostenitori e sbattuti fuori dalle istituzioni. In Italia invece questi ambigui personaggi sono in parlamento, o sono nominati a capo del governo o addirittura sono indicati come futuri Presidenti della Repubblica. Non c'è PNRR che tenga: o l'Italia si libera di questi personaggi o non potrà mai ambire a tornare un paese civile.

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mercoledì 29 settembre 2021

Il Bla bla bla di Greta Thunberg


 

Il circo mediatico intorno a Greta Thunberg non è altro che un amplificatore della politica del bla bla bla additata dalla stessa ragazzina svedese. Ma davvero c'era bisogno della biondina per far capire che la politica di questi ultimi anni, in Italia e non solo, è una politica basata esclusivamente su chiacchiere e promesse che poi immancabilmente sono disattese ? E ora dopo che la ragazzina gira il mondo lanciando le sue accuse, giuste ma fine a se stesse, qualcosa è forse cambiato ? No per il momento non è cambiato. Non si sono visti cambiamenti nei comportamenti dell'uomo della strada. Basta andare a fare una passeggiata in un parco di una qualsiasi città oppure fare una passeggiata in riva al mare per incappare per esempio in una quantità impressionante di mascherine abbandonate in sentieri, strade, giardini per poi finire in mare. E non si sono registrati cambiamenti nella politica a qualsiasi livello. Si discorsi, riunioni, convegni, G7, G8, G20 tanti e poi tanti: sappiamo tutto sui disastri che l'opera dell'uomo sta provocando e ne subiamo ogni giorni le conseguenze, ma in concreto non si fa niente. Promesse tante di limitare gli effetti dell'azione dell'uomo sul clima ma promesse che nella migliore delle ipotesi saranno attuate fra 10, 20 30 anni quando ormai sarà tardi. Ed ora qualcosa dovrebbe cambiare solo perché Greta fa dei bei discorsi che fanno scalpore per la sua giovane età mentre per esempio sono disattesi da decenni gli allarmi che arrivano dal mondo scientifico ? Su via siamo seri la Thunberg è un bell'oggetto mediatico da far vedere nei Tg o nei talk show ma ci vorrebbe ben altro per cambiare il modello di sviluppo mondiale basato sul capitalismo e sullo sfruttamento del pianeta e dei suoi abitanti più poveri. La politica del bla bla bla, la politica cioè delle chiacchiere ma non certo dei fatti è il modello dominante ed anche nel nostro paese ne abbiamo ormai esempi provenienti da qualsiasi area politica. Chi non ha fatto promesse poi gettate al vento nel momento in cui tali promesse avrebbero dovuto essere portate a termine ? Un breve elenzo

- il milione di posti di lavoro di memoria Berlusconiana, 

- la riduzione delle tasse promessa da chiunque ma mai realizzata, 

- la promessa di lasciare la politica qualora un certo referendum non fosse andato come avrebbe dovuto nelle intenzioni del duo Boschi-Renzi, 

- la "rivoluzione" che avrebbe dovuto realizzare il movimento grillino una volta arrivato in parlamento, 

- le famose "accise" cancellate dal Matteo verde nel primo consiglio dei ministri, 

- i porti mai chiusi (per fortuna), 

- il Matteo verde che afferma di non volersi intromettere nelle vicende personali altrui poi va a suonare i citofoni accusando sconosciuti di essere trafficanti di droga, 

- in tema di ecologia l'istituzione del ministero per la transizione ecologica che come primo risultato ottiene .... l'aumento esorbitante di luce e gas.

Politici pronti a dire tutto e il contrario di tutto come nell'ultima squallida vicenda salviniana che vede coinvolto, Luca Morisi, l'inventore ed il gestore della macchina social denominata la Bestia in una faccenda di droga. Salvini che al minimo sospetto di spacciare droga è sempre stato pronto a invocare pene esemplari per i sospettati fino a chiedere di marcire in galera, oggi si scopre cambiare registro e toni in quanto ad essere coinvolto è l'amico Morisi. 

Insomma la politica oggi è quanto di più falso si possa immaginare e purtroppo è una falsità trasversale che coinvolge tutti.

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lunedì 27 settembre 2021

Green Pass e dittatura: ma siamo seri o scherziamo

 










Volevo scrivere un post su una polemica surreale di queste settimane: quella dei contrari al Green Pass che fanno un parallelo fra la carta verde, rilasciata ai vaccinati o a chi ha effettuato un tampone negativo per il Covid (con validità in questo caso di 72 ore) e le limitazioni delle libertà durante il nazismo o il fascismo in Italia. Cioè il Green Pass sarebbe uno strumento dell'attuale governo per limitare le nostre libertà. Poi mi sono reso conto che scrivere seriamente su questo argomento e su questo parallelo improponibile sarebbe stato impossibile. Cari oppositori al Green Pass le limitazioni delle libertà messe in campo dalla dittatura nazista e dal fascismo sono ben altra cosa molto più seria. La carta verde non è una limitazione della nostra libertà ma uno strumento (non l'unico questo si) per riappropriarci proprio di quelle libertà che ci sono state tolto non dal governo italiano (presente e passato) ma dal virus denominato Covid-19.

Ieri sono andato a vedere un luogo pieno di arte, il Complesso Monumentale della Pilotta a Parma. Mi sono recato alla biglietteria, ho mostrato il Green Pass, ho fatto il biglietto e sono potuto andare a visitare uno dei tanti luoghi fantastici che abbiamo nel nostro paese senza alcun problema. Nei regimi dittatoriali, che voi oppositori della carta verde richiamate nelle vostre assurde manifestazioni, questa visita non avrebbe mai avuto luogo e non sarebbe stato possibile andare a vedere tanta bellezza. Voi che parlate a sproposito di dittatura sanitaria sicuramente non avrete vissuto quel funesto periodo come non l'ho vissuto io, ma a differenza vostra ho ascoltato i racconti dei miei genitori e dei miei nonni sulle atrocità del nazismo e del fascismo. Ho studiato sui libri la storia di quegli anni ed ho visitato luoghi come il campo di concentramento di Auschwitz, visita che consiglio a tutti coloro che vaneggiano scemenze per opporsi alla carta verde.

Quindi siete contrari al Green Pass ? Bene siamo in democrazia e quindi ogni opinione è deve essere quanto meno ascoltata ma ad un patto: non dite scemenze, non fate paralleli che possono solo mettere in evidenza una "ignoranza" storica profonda ed anche una mancanza di intelligenza. Se intendete essere ascoltati trovate altri argomenti, ma soprattutto fate anche proposte alternative e valide per combattere questa tremenda pandemia.

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