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lunedì 28 ottobre 2013

Omofobia: le leggi non bastano ....


Quando si è obbligati ad emanare delle leggi per stabilire che ogni persona ha il diritto di essere rispettata in quanto essere umano indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla religione, dalle proprie tendenze sessuali o qualsiasi altra caratteristica antropologica, significa che viviamo in una società che non ha nessuna considerazione per l'essere umano in quanto tale. E' certo allora che una legge per limitare o contrastare certi atteggiamenti sia si indispensabile ma sicuramente non è sufficiente per risolvere il problema e per correggere simili storture. La legge è un provvedimento d'urgenza per contrastare una patologia acuta, ma se tale legge non è poi accompagnata da interventi più strutturali il problema non si risolve. E' quanto sta accadendo nel nostro paese per quanto riguarda l'omofobia e ne è la dimostrazione l'ultimo caso di suicidio di un ragazzo omosessuale di 20 anni circa. Per combattare l'omofobia è necessario ricorrere all'educazione al rispetto, alla educazione sessuale vera, alla cultura e non è certo con provvedimenti restrittivi o repressivi (che sono comunque necessari) che si risolve il problema. La società in cui viviamo e nella quale coloro della mia generazione sono cresciuti è sempre stata omofoba, gli omosessuali sono sempre stati oggetto di derisione e di avversione, considerati come dei diversi da evitare. In queste condizioni al contorno sarebbe stato difficile non sviluppare un sentimento omofobo verso gli omosessuali ed anzi forse rispetto a queste condizioni, per fortuna la maggioranza delle persone ha comunque sviluppato il senso del rispetto incondizionato verso l'essere umano in generale. Ma le frange omofobe e razziste sono comunque presenti nella nostra società e ne è un lampante esempio l'ascesa di questi 20 anni del Lega e di tutta la cultura di destra che fa del reazzismo e appunto dell'omofobia una propria bandiera. Ecco allora che se si vuole davvero cambiare questa nostra società per cio' che concerne il rispetto dell'essere umano, le leggi solo un piccolo strumento che diventa inefficace se non accompagnato da un piano educativo efficace a partire sempre dalla scuola.

venerdì 20 settembre 2013

Omofobia: l'integralismo del parlamento fa impallidire papa Francesco


Proprio nel giorno in cui Papa Francesco rilascia dichiarazioni storiche in fatto di omosessualita', divorzio e aborto, il parlamento italiano o meglio la camera contribuisce ad approfondire il fossato che separa la politica dalla realt' del paese. Certo il Papa ha solo fatto discorsi e come sappiamo dalle parole ai fatti c'e' sempre un abisso ma per la prima volta un capo della chiesa cattolica non sbatte la porta in faccia ad omosessuali, ai divorziati e perfino alle donne che hanno praticato l'aborto. Da qui a chiamarla rivoluzione c'e' ancora tanto da fare, ma il cambiamento di rotta e' evidente comunque e la timida apertura segna un avvicinamento sia agli insegnamenti di Gesu' Cristo sia alla realta' della societa' attuale. Tutto questo proprio nel giorno in cui la camera del parlamento italiano non riesce ad emanare una legge contro l'omofobia, contro la discriminazione e l'offesa verso le persone con tendenze sessuali diverse. La legge che dovrebbe difendere queste persone dalla discriminazione e dall'offesa gratuita e' stata vanificata con l'introduzione di una eccezione. Il cittadino normale non puo' offendere un omosessuale, non puo' chiamarlo frocio, finocchio o pederasta che sia, ma se il cittadino parla dall'interno di un'organizzazione politica o dal proprio incarico istituzionale allora a lui tutto e' permesso. Ancora una volta in questo paese non si riesce a far valere il principio che il politico altro non e' che un cittadino normale e che piu' di ogni altro dovrebbe tenere comportamenti irreprensibili come avviene in qualsiasi paese del mondo. In Italia no. Il politico e' un cittadino super partes al quale e' permesso di tutto, che puo' disattendere le leggi e che, se per caso viene condannato dopo tre gradi di giudizio, si fa di tutto per sottrarlo alla galera ed alla giusta pena come un cittadino qualsiasi. Questo cavillo inserito in questa legge-farsa contro l'omofobia consentira' quindi ai leghisti ed ai fascisti di forza nuova di continuare con le loro sparate razziste e omofobe senza che nessuno possa far niente. A questo punto invece che Francesco santo subito dovremmo gridare Francesco presidente della repubblica subito .... a cosa si e' ridotto questo paese ad avere un papa che sovrasta in riformismo e laicita' il parlamento stesso.

venerdì 15 giugno 2012

Chi è il più ridicolo dei due ?




La domanda sorge spontanea: ma che paese è quello in cui da giorni ormai si discute su una battuta di un calciatore "ignorante" che fa fatica a mettere in fila tre parole che abbiano senso e le esternazioni di uno pseudo giornalista che si sente chiamato in causa ogni volta che si parla di omosessualità ? La risposta a questa domanda non è certo edificante soprattutto in un momento storico come quello attuale nel quale i temi di discussione certamente non mancano in tutti i settori della vita politica, sociale e culturale del paese. Da giorni ormai non si parla altro che delle dichiarazioni di Cecchi Paone in merito alla presenza di omosessuali nella nazionale di calcio e sulla risposta di Cassano che ha risposto "Sono problemi loro ma spero di no altrimenti sai gli attacchi da tutte le parti". Sinceramente fra i due il più imbecille è sicuramente lo pseduo giornalista mentre il povero, si fa per dire considerato i quattrini che guadagna, Cassano ha voluto semplicemente fare una battuta che per lui era spiritosa. Ma nel mazzo ci metterei anche il cretino del giornalista che ha fatto la domanda ad un giocatore del "livello culturale" del barese sapendo che il sempliciotto ci sarebbe cascato come una pera cotta. Il tutto, in conclusione, dipinge una panorama veramente squallido del nostro paese che ormai da giorni parla solo di questo. Ecco uno dei motivi per i quali il futuro è piuttosto scuro se non proprio nero e le speranze di risollevarsi sono ridotte al lumicino. Spesso si è detto e sostenuto che la cultura dovrebbe costituire una leva per risollevarsi da una crisi economica e finanziaria mondiale senza precedenti, ma sembra, almeno in Italia, che la crisi sia anche di tipo culturale e questo è forse l'aspetto più preoccupante. Quando si scatenano dibattiti sul nulla, perchè le dichiarazioni di uno come Cassano costituiscono il nulla, ogni cittadino dovrebbe riflettere in quanto il circo mediatico si scatena su un argomento solo per un motivo: per fare ascolto e state certi che questo ascolto c'è. Non credo che il mondo dell'omosessualità in Italia abbia bisogno di questi teatrini per far valere e riconoscere i propri diritti e non essere discriminato, non ha bisogno di Cassano ma certamente nemmeno di Cecchi Paone che usa la propria omosessualità per farsi pubblicità e per promuovere la sua attività di pseudoscrittore.

mercoledì 3 novembre 2010

Meglio TUTTI che Berlusconi


Ritrovarsi a parlare per l'ennesima volta delle esternazione dell'Indagato del Consiglio è estenuante oltre che deprimente. L'impressione è senz'altro quella di ripetere una litania già trita e ritrita che risulta monotona sia per chi la scrive, sia per chi la legge anche per coloro che continuano a dare la loro fiducia ad un uomo palesemente malato. Ma certe dichiarazioni non possono passare sotto silenzio e devono essere denunciate sperando di far breccia anche in quei fedelissimi che, armati di paraocchi paraorecchi e con i neuroni anestetizzati, non si rendono conto che il paese da 15 anni è in mano ad una omofobo, sessuofobo, pedofilo ossessionato da un delirio permanente di onnipotenza. Il comportamento di questo aspirante dittatore è completamente al di fuori di qualsiasi logica democratica e liberale e non è solo il frutto dalla sua palese ossessione per il sesso, per le giovani donne anche minorenni ma anche della propria convinzione che un voto popolare gli consenta di agire al di fuori di qualsiasi regola. Quello che sfugge all'Indagato è proprio questo fondamentale aspetto della nostra democrazia: una figura istituzionale come la sua, sebbene nominata in forza di una maggioranza parlamentare (e non di una volontà popolare come lui sostiene e vuole far credere), una volta arrivata a ricoprire una determinata carica, la ricopre come rappresentante del popolo italiano nella sua interezza e non solo di coloro che gli hanno consegnato il proprio voto. Questo concetto democratico e facente parte della nostra Costituzione sfugge al dittatore di Arcore che in qualità di Presidente del Consiglio si sente autorizzato a offendere chiunque abbia un'opinione diversa dalla sua: chi vota a sinistra e' un "coglione", chi paga le tasse un "fesso", meglio amare le donne che essere "gay". Come dire chi e' contro di me, in qualsiasi settore della vita sociale e politica, è un mantecato. Un Presidente del Consiglio che offende una qualsiasi categoria di cittadini del proprio paese ha diritto di occupare quel ruolo di importanza vitale per la vita democratica di uno Stato ? Qui non hanno eccessiva importanza, anzi nessuna importanza, le ideologie politiche o gli ideali di riferimento di qualsiasi corrente politica, un presidente del consiglio deve governare il paese secondo i propri principi certamente, ma dovrebbe rappresentare sempre e comunque tutto il paese e nel caso si ritrovi ad offendere una categoria o una parte dei suoi concittadini, dovrebbe allo stesso tempo lasciare la carica che ricopre. Questo e' il punto nodale delle vicende di queste giorni che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio e che riguarda il suo continuo abuso di potere, sia in favore delle donne dalle quali ha ricevuto favori sessuali anche se minorenni sia calunniando quella parte dei cittadini italiani che non lo hanno votato per salire a Palazzo Chiggi. O si ferma quest'uomo malato, come ha più volte accusato la ex-moglie Veronica Lario, oppure il paese rischia una paralisi totale oltre quella che già attanaglia la vita economica e sociale. Qualsiasi soluzione politica che veda il dittatore di Arcore fuori dal governo va bene piuttosto che lasciare in mano il paese ad un uomo malato, omofobo, pedofilo e sessuofobo.