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domenica 24 settembre 2017

Il paese delle ... buffonarie


Era il 14 ottobre del 2007 ed il neo nato Partito Democratico si inventò, brutta copia mutuata dagli Stati Uniti, le primarie per individuare il segretario del partito che sarebbe poi stato anche il "presunto" candidato alla presidenza del consiglio o candidato premier come venne inopportunamente chiamato da quel momento in poi. Naturalmente niente a che vedere con quello che accadeva e accade negli Stati Uniti dove le primarie sono utilizzate dal Partito Repubblicano e dal Partito Democratico per individuare i rispettivi candidati alla presidenza che parteciperanno poi alla competizione per l'elezione diretta del Presidente degli Stati Uniti. Il Pd presentò quell'evento come un eccezionale momento di democrazia come se in precedenza il segretario del partito (prima PCI poi DS) fosse individuato con metodi antidemocratici. Anzi quasi sicuramente c'era pèiù democrazia e certamente più confronto e dibattito prima di quel fatidico 14 ottobre 2007 quando il segretario veniva scelto dal consgresso nazionale dopo i congressi provinciali e regionali che si svolgevano in tutta Italia. Con le primarie invece si va si a un voto ma senza un confronto vero e proprio far i militanti e i candidati. Che dire poi della scelta del candidato presidente del consiglio quando nel nostro paese non esiste l'elezione diretta di quella carica istituzionale ? E infatti Veltroni non arrivò mai alla presidenza in quanto sconfitto alle elezioni, ma nemmeno Bersani nel 2013 dopo essere diventato segretario del partito e quindi candidato "premier" arrivò mai alla presidenza del consiglio nonostante la vittoria alle eleizoni politiche. Poi arrivò Renzi e le primarie si trasformarono inequivocabilmente in una farsa in quanto il Matteo di Firenze, per assicurarsi la vittoria, fece cambiare le regole e da quel momento alle primarie del Pd può andare a votare chiunque sia disposto a versare 2 euro. Una democrazia a pagamento dove il segretario di una formazione politica non viene scelto fra gli attivisti del partito, come sarebbe giusto, ma da chiunque indipindentemente da razza, religione e soprattutto fede politica. Io fossi stato un iscritto al Pd mi sarei incavolato a bestia. E infatti anche l'affezione degli italiani a questo strumento pseudodemocratico è andata via via scemando, passando dai 3.554.169 votanti del 2007 ai 1.838.938 del 2017, un calo di quasi il 50% in soli 10 anni.
Poi sono arrivati quelli del Movimento 5 Stelle, quella dell'uno vale uno, della democrazia diretta, del "conta il programma e non le persone", quelli che nonostante tutti i loro buoni propositi sono caduti anche loro nella farsa delle primarie. Quelli che, utilizzando questo metodo, portano in parlamento persone che hanno ottenuto 10 click o giù di lì. Loro però fanno, giustamente, votare solo gli iscritti e quindi, essendo qualche migliaio, i voti sono quelli che sono. Il problema sta nel fatto che in questo modo hanno mandato al Senato ed alla Camera di tutto di più: credenti delle scie chimiche, dell'esistenza delle sirene, fruttariani, e chi più ne ha più ne metta. Fino alla scorsa settimana dove la farsa è andata in scena per la nomina del famigerato "candidato premier". Un votazione inutile in quanto il candidato era praticmente unico: Luigi Di Maio. Per fare avere una parvenza di "democraticità" Grillo e Casaleggio hanno precettato altri 7 candidati prefettamente sconosciuti e probabilmente ignari del tutto della competizione. Risultato: Di Maio vince con oltre l'80% dei voti, ma la buffonata sta, oltre che nella candidature, nella partecipazione. Dei 140.000 aventi diritto al voto, i votanti sono stati 37.442, quindi nemmeno il 27% con oltre il 73% di astensione. Praticamente Luigi Di Maio non rappresenta nemmeno il Movimento 5 Stelle
Di fronte a queste dimostrazioni di "alta democrazia" viene voglia di dire ... aridateci i vecchi partiti.

mercoledì 20 settembre 2017

E se il prossimo presidente del consiglio fosse un fruttariano ?


Mentre tutti i partiti se le stanno suonando per arrivare alle prossime elezioni con un candidato che possa essere vincente (il centro destra con Salvini e Berlusconi, il Pd con Renzi che alcuni non vorrebbero anche candidato alla presidenza del consiglio, i partiti della sinistra che tentano di trovare un punto d'incontro su Pisapia) il Movimento 5 Stelle quello per intenderci nato all'insegna del "Vaffa a tutti" lancia le sue pseudo primarie per scegliere il proprio candidato. Anche in questo nuovo movimento se le stanno dando di santa ragione, naturalmente senza dsiretta streaming come promesso appena arrivati in parlamento, e nessuno dei big di questi cinque anni vuole sfidare Luigino Di Maio. Ecco allora che Grillo decide per tutti e manda sul ring sette perfetti sconosciuti: si va dall'ingegnere all'artigiano passando per il fruttariano. Però vedete che non si finisce mai di iparare, se non ci fosse stato Grillo ed il M5S non avrei mai scoperto che esistono anche i fruttariani, quelli che si alimentano solo di frutta. Una specie di fans delle scie chimiche dell'alimentazione. Ora la domanda è questa: e se quelli del Vaffa decidessero di votare il fruttariano e poi magari vincessero le elezioni magari anche con una schiacciante maggioranza, potremmo davvero ritrovarci un simile personaggio a presidente del consiglio ? Magari la presenza di questo singolare candidato potrebbe anche convincere i milioni di astensionisti ad esprimere un vero voto di protesta e mandare il fruttariano alla presidenza del consiglio. Immagino il suo primo provvedimento (si perché questa è gente integralista): imporre immediatamente in tutta la scuola dell'obbligo un menù fruttariano come quello che si vede nella foto sopra. Chissà magari questa scelta comporterebbe un immediata crescita del PIL grazie all'aumento della produzione di frutta nel nostro paese. Comunque certamente meglio un fruttariano che un sostenitore delle scie chimiche. Scherzi a parte anche l'ultima flebile fiammella di speranza per il nuovo, che avrebbe dovuto cambiare il paese, cade definitivamente (ammesso che fosse ancora accesa) e non si vede come questo movimento nato da un Vaffa e comandato da un comico (si lo so lo so ... i comici nel panorama politico italiano non mancano) possa davvero governare un paese qualora davvero vincessero le elezioni. Che poi secondo la logica del Movimento non si capisce a che servano queste primarie. Ad ogni domanda su chi sarà il loro candidato alla presidenza del consiglio, la risposta ripetuta come un mantra dagli intervistati grillini è sempre la stessa: "Per noi è importante il programma, non fa differenza se a capo del governo ci andrà Tizio piuttosto che Caio: chiunque vada dovrà seguire e realizzare il programma del Movimento". E allora che cavolo le fate a fa le primarie, mandateci il fruttariano o quella che crede alle sirene o il primo che acchiappate a passeggiare davanti alla villa di Grillo, tanto deve solo seguire il programma. E questi prenderanno circa il 30% dei voti .... poera Italia.

mercoledì 3 maggio 2017

Primarie, Ong, Vaccini ... ovvero le chiacchiere da bar della politica


Il mestiere del politico dovrebbe essere quello di governare il paese sia che si trovi dalla parte della maggioranza che da quella della minoranza e quindi in un paese, che da anni si trova in una grenade crisi economica e nel quale i problemi si accavallano l'uno dietro l'altro, sarebbe logico occuparsi seriamente dei problemi più gravi da risolvere. Ma quando si ha una classe politica inadeguata a ricoprire tale ruolo ecco che si assiste allo scatenarsi dibattiti infiniti su questioni che potrebbero essere, se non risolte, almeno affrontate in maniera serie e consapevole del ruolo che si occupa. In Italia no e l'impressione è quella di trovarsi in una grande bar mediatico dove gli avventori le sparano una dietro l'altra nessuno avendo la piena consapevolezza del problema di cui sta parlando. In questi giorni e settimana impazzano le discussioni ed i dibattiti sui vaccini e sulle presunte collusioni delle Organizzazione Non Governative nel traffico dei migranti, argomenti sui quali per qualche giorno si è innestato il dibattito in merito all'analisi del voto alle primarie del Pd. Partiamo dall'argomento più futile, quello delle primarie del Partito Democratico, ma indicativo di come la classe politica italiana sia rimasta ancorata ai modelli degli anni 60-70-80, quelli della prima repubblica, dove ad ogni elezione tutti erano vincitori e lo sconfitto non si trovava mai. Gli sconfitti, Orlando ed Emilian, hanno pensato bene di far valere le perncetuali raggiunte, 20% e 10% più o meno, come una vittoria naturalmente piuttosto che una vera e propria debalce consequenza anche della fuga dal partito di tanti militanti che si sono resi conto che il Pd è migrato definitivamente a destra. Il ruolo più ridicolo però è quello che hanno ricoperto i renziani che domenica 20 si facevano in quattro per pubblicare sui social file di cittadini esultanti in attesa di esprimere il loro voto per il bomba, e poi, lunedì primo maggio, hanno sudato quattro camice sempre a suon di tweet e di post per incensare, facendolo passare come un trionfo, quel 1.848.000 di votanti: circa un milione in meno rispetto a quattro anni fa. Un calo continuo e costante a dimostrazione di quanto il partito stia veramente precipitando verso il basso copn la politica renziana di farlo sempre più assomigliare ad una copia di forza italia. Le discussioni si sono naturalmente intrecciate anche con le primarie del M5S, che restringendo la partecipazione ai soli iscritti, vedono naturalmente un numero nettamente inferiore di voti espressi per ogni candidato. Ma al Bar Italia il Noi siamo più bravi di Voi impazzava a più non posso. Ma una classe politica serie non dovrebbe piuttosto che criticare le faccende interne agli altri guardare, analizzare a criticare in maniera oggettiva quanto avviene in casa propria ?
Poi c'è il problema dei vaccini anche questo diventato tema di scontro "politico" come se la salute pubblica fosse un problema politico e non sociale. All'interno del Movimento 5 stelle si sa ci sono personaggi dediti al catastrofismo o al bufalismo che credono nelle scie chimiche, nella terra piatta ed altre scemenze del genere. Il tema dei vaccini dannosi e causa dell'autismo è un argomento troppo ghiotto per chi, muovendosi all'interno della rete, crede ad ogni "bufala" purché vada contro la scienza ufficiale. Ma per un partito che governa e che vanta una tradizione politica decennale, mettersi a discutere con questa gente scendendo sul loro stesso piano è veramente ridicolo. Soprattutto se poi si tratta della salute dei cittadini quando poi ci sono dati oggettivi che dimostrano il ritorno a malattiere pericolose che si pensavano debellate. Ma niente per il Pd conta di più tentare di rispondere colpo colpo e naturalmente cazzata su cazzata ai grillini piuttosto che mettersi a fare sul serio, già dimenticavo .. il ministro della sanita è la Lorenzin, diploma di liceo classico che di sanità ne capisce meno di un'operatrice/operatore ausiliara/o con tutto il rispetto per queste lavoratrici/lavoratori.
Ed infine l'ultimo tema della diatriba e del dibattito che prosegue da giorni è quello delle Organizzazioni Non Governative che operano nei nostri mari tentanto di strappare alla morte migliaia di profughi, migranti, poveri diavoli che fuggono da guerre e povertà causate dal mondo occidentale. In questo caso ci si è messo anche un magistrato ad alzare un polverono nel quale, immancabilmente, si sono buttati a copro morto prima i grillini e poi subito dietro il Partito Democratico, incapace anche in questo caso di analisi serie o oggettive. Il problema dell'immigrazione è serio e sicuramente qualsiasi formazione si trovi al governo è in difficoltà nel gestire una situazione le cui cause reali dipendono da tutto il mondo occidentale, ma soprattutto nessuno è interessato a rimuoverle seriamente. L'Italia si trova in mezzo al mare ed è il paese che rappresenta per coloro che fuggono da guerre e povertà il ponte per arrivare nei paesi europei. Per governare un fenomento del genere era necessario un paese forte ed una classe politica decisa a gestire il problema non ad utilizzarlo per i propri fini elettorali. Ed invece l'Italia ha praticamente lasciato mare libero alle ONG per svolgere il lavoro sporco ed è chiaro che in un paese come il nostro, dove c'è lavoro sporco ci possa essere chi lucra su questo lavoro. Ora una volta che il magistrato ha lanciato il classico sasso e immediatamente ritirato la mano si dovevano fare due cose: chiedere conto alla magistratura di questo intervento ed eventualmente agevolare l'intervento nella stessa per indagini serie. Invece è più facile e più comodo oltre che probabilmente redditizio in termini di voti, fare polemiche ed affrontarsi fra chi difende a spada tratta tutte le Ong e chi le criminalizza in toto. Come appunto potrebbero fare due avventori di una bar qualsiasi verso la mezzanotte ormai satolli di birra ed affini.


 

sabato 29 aprile 2017

Tutto pronto per il nuovo atto della farsa delle primarie in Italia


In Italia sono due gli attori di questa farsa che va in scena da qualche anno: il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle. 
Domani tocca al Partito Democratico a recitare un nuovo atto di questa messa in scena della democrazia. E' sufficiente vedere la grafica con la quale il partito illustra chi ha diritto al voto per capire che si tratta di una finta democrazia. In tanto chi intende andare a votare deve sganciare due euro al partito, ma non è questo l'aspetto più ridicolo. Il fondo si tocca consentendo a qualunque cittadino italiano e/o straniero residente in Italia con più di 16 anni di poter esprimere il proprio voto che sia iscritto o meno al partito. E questo è il massimo della farsa. Sarebbe come se l'amministratore delegato di un'azienda non fosse nominato dal consiglio di amministrazione della stessa azienda ma dai consigli di amministrazione di qualsiasi azienda. Personalmente se fossi un iscritto al Partito Democratico sarei incavolato in quanto il rischio che il segretario del mio partito fosse eletto da persone non iscritte al partito è molto alto ... e allora a che serve essere iscritti ad un partito se non si ha nemmeno diritto a scegliere il proprio segretario ? Questa è democrazia ? Questa nuova regola fu "a forza" fatta introdurre da Renzi il quale, dopo aver perso le primarie con Bersani, dichiarò apertamente che per vincere era necessario andare a prendere i voti a destra ed infatti al secondo giro riuscì nell'impresa. E Renzi ripagò i suoi "elettori" con una politica degna del suo padre putativo, l'ex cavaliere Silvio Berlusconi. Altra piccolo imbroglio, più nascosto e citato "silenziosamente" soprattutto da Renzi, è quello che viene anche riportato nello statuto del Partito Democratico: il vincitore delle primarie e quindi il segretario del Partito sarà il candidato a premier. Come se in Italia il capo del governo non fosse nominato dal Presidente della Repubblica e passare per il voto di fiducia del parlamento. Con questa regoletta si vuol far credere che il capo del governo sia di fatto eletto dai cittadini ma non è così e le recenti vicende proprio del Partito Democratico lo dimostrino. Insomma alla propria nascita i fondatori del PD vollero copiare le primarie americane, portandole ad esempio della democrazia (che poi la democrazia americana è tutta da dimostrare considerato che l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non sarebbe presidente se si fosse rispettato l'esito del voto popolare e non quello di un meccanismo perverso), senza però apportare le necessarie modifiche alla nostra costituzione. 
L'altro attore della farsa delle primarie è il Movimento 5 Stelle. Nel movimento le primarie sono riservate, giustamente, esclusivamente agli iscritti che votano on line. Essendo il numero degli iscritti limitato, intorno a 20/30 mila, è chiaro che il numero dei voti è limitato e i vincitori delle varie competizioni (parlamentarie, comunarie , etc. etc.) ottengono la nomina con manciate di voti rispetto a quanto accade nel Partito Democratico. Questo fatto viene portato ad esempio di mancanza di democrazia ma in realtà non è questo il problema, se gli iscritti sono pochi i voti necessari per vincere le primarie saranno per forza limitati. Il problema è che alla fine del processo i candidati che risultano vincitori devono passare al vaglio del "garante unico", Beppe Grillo. Se i vincitori per qualsiasi motivo sconosciuto ai militanti non sono di suo gradimento, gli stessi sono espulsi e si riparte. Ecco questa è la "democrazia" del M5S ... una democrazia a totale uso e consumo di Grillo.
Ecco questa è la finta democrazia delle primarie nel nostro paese a carico dei due partiti che le utilizzano e che poi se le danno di santa ragione, o più realmente fanno finta di darsele, a suon di tweet per affermare quanto le loro primarie siano più belle e più democratiche di quelle dell'altro.

martedì 15 marzo 2016

Pd, Forza Italia, Lega, M5S: i rottamatori della democrazia


Quando Veltroni e company dietero vita al Pd l'unico aspetto positivo fu l'introduzione dell'istituto delle primarie per la scelta del sgretario o del candidato premier. In effetti quale miglior strategia democratica che far scegliere agli iscritti del partito il loro segretario o il loro candidato per le elezioni politiche. Poi venne Renzi e tutto fu stravolto. Al grido di "per vincere dobbiamo prendere i voti a destra" tanto fece e tanto brigò che riuscì a far aprire le primarie a chiunque e non solo agli iscritti del partito che le organizzava e così divento segretario del Partito Democratico. Sarebbe come se l'amministratore delegato di un'azienda fosse scelto non solo dal consiglio di amministrazione dell'azienda stessa ma da chiunque altro consigliere di qualsiasi altra azienda anche concorrente. Fu l'inizio dell fine per le primarie e per il partito stesso già nato su delle fondamenta poco stabili. Il più grande partito della sinistra europea, il partito comunista, già minato dalla trasformazione in Partito Democratico con soggetti totalmente opposto e mai conciliabili fra loro, diventò anche terra di conquista per chiunque anche allo svolgersi di qualsiasi tornata di elezioni primarie. Dalla elezione di Renzi a segretario ad ogni turno delle primarie ci sono stati scandali a ripetizione: dalle file di extracomunitari assoldati per votare fino ai voti comprati da personaggi più  meno raccomandabili. Ogni volta però, a parte una volta a Napoli quando le primarie furono annullate, il partito interviene dichiarando che tutto è stato regolare nonostante prove anche evidenti come i filmati di recente memoria. Insomma il partito che nel suo nome ha il termine democratico in pratica ha rottamato lo stesso strumento principe della democrazia: dare la parola al popolo. Gli altri, partiti di destra e M5S, invidiosi di questo primato del Pd di Renzi non sono stati da meno ed hanno approfittato delle amministrative che si svolgeranno in diverse grandi città per contribuire anche loro alla eleiminazione diretta della democrazia stessa. Forza Italia organizza a Roma una consultazione "burlesca" per eleggere il candidato sindaco Bertolaso. C'è un solo candidato e quindi o vai a votare quello o non si sa che cosa tu vada a fare. Anche in questo caso può andare chiunque e, udite udite, Bertolaso ha avuto oltre il 97% di preferenze, ora la domanda è:" quel 3% che non ha votato Bertolaso che ci è andato a fare ? Alla fine della storia l'utilizzo delle primarie più corretto è quello del Movimento 5 Stesse che consente il voto solo agli iscritti al movimento. Certo il candidato in questo caso è investito con un centinaio di voti ma almeno "dovrebbero" essere certi e sicuri. Purtroppo poi anche il M5S non è voluto essere da meno del Pd e di Forza Italia e la candidata uscita dalle consultazioni di Milano è stata talmente vessata per il suo aspetto fisico, anche dagli stessi grillini con in testa il loro santone Beppe Grillo, da essere costretta a ritirare la propria candidatura alle prossime consultazioni. Insomma per un milanese, un romano, un napoletano che abbia a cuore la democrazia e la propria città sarà complicato esprimere il proprio voto, una specie di antipasto di ciò che accadrà alle prossime elezioni politiche del 2018, sempre che si svolgano.

mercoledì 9 marzo 2016

Renzi ha distrutto anche l'istituto delle primarie


Chi segue un pò questo blog sa che non sono mai stato un fan del Partito Democratico, più che un partito un grande carrozzone sul quale fin dalla sua nascita sono saltati personaggi di varia provenienza politica che mai avrebbero trovato un punto d'incontro. L'obbiettivo era quello di dare vita ad una grande formazione per sconfiggere Berlusconi anche se poi il primo risultato ottenuto fu la caduta del governo Prodi e la riconsegna del paese in mano all'odiato nemico. La trovata delle primarie per eleggere il segretario del partito o il candidato premier fu l'unica innovazione veramente democratica che il carrozzone riuscì ad elaborare ed a mettere in pratica, infatti le prime primarie furono un successo di partecipazione. Poi arrivò Renzi che dopo la prima sconfitta a vantaggio di Bersani ed il fallimento di quest'ultimo alle elezioni politiche del 2013, riuscì a far cambiare le regole delle primarie consentendo a chiunque di andare a votare. Il suo disegno era chiaro ed abbastanza esplicito: catturare voti a destra per arrivare prima alla segreteria poi al governo e spostare definitivamente l'asse del partito verso il centro destra. Da quel momento in poi le primarie del Partito Democratico sono diventate una grande buffonata e peggio ancora un momento di grandi imbrogli e pasticci. Consentire a tutti di andare a votare ha portato al reclutamento di truppe di stranieri in alcuni casi fino ad arrivare all'elemosina di 1 euro per convincere il malcapitato di turno ad entrare in quella cabina per esrpimere il proprio voto. Casi al limite della legalità ma anche casi veramente di uno squallore unico come quelli avvenuti a Roma. Alle primarie per il candidato sindaco della capitale alcune migliaia di persone sarebbero entrate nella cabina versando il proprio contributo di 1 euro per poi deporre una scheda bianca o nulla. A quale scopo se non quello di gonfiare dei numeri che già si sapevano risicati rispetto alle precedenti primarie ? Ed ora si aprono le solite discussioni fra i renziani con i paraocchi che difendono l'indifendibile e tutto il resto del panorama politico, discussioni che sviliscono un istituto come quello delle primarie di alta democrazia ma solo se fatte con una semplice regola: votano solo gli iscritti al partito ed almeno con due anni di iscrizione (perché si sa siamo in Italia e far iscrivere un gruppo di cinesi ci vuole un attimo). Ma la serietà non fa parte del DNA del Partito Democratico.

lunedì 8 febbraio 2016

Chi fa le primarie migliori .... scagli la prima pietra ...


Nonostante i gravi problemi economici (borse sempre più giù e piccoli risparmi che si volatilizzano, ripresa questa sconosciuta) e non solo (legge sulle unioni civili) del paese, le due maggiori formazioni politiche se le danno di santa ragione anche su aspetti secondari e di poco interesse per il cittadino comune come le primarie. Ieri si è conclusa l'ennesima farsa delle primarie del partito democratico (questa volta per la candidatura a sindaco di Milano) da quando è entrato nella scenza politica l'attuale segretario nonché presidente del consiglio Matteo Renzi. Ormai alle prima del Pd partecipano cani e porci compresi coloro che poi non potranno votare quando si tratterà di votazioni vere. A Milano sono scesi in campo i cinesi che sono andati a votare senza sapere né per cosa né perché avendo un solo nome in testa: Sala. Che poi avranno capito almeno che si trattava di un uomo o forse, considerata la loro totale mancanza di pronuncia della R, pensavano di andare a votare per Sara. L'ennesima sceneggiata dopo la Campania e la Ligura nel nome di una presunta democrazia comprata a suon di promesse o addririttua di qualche euro. Qualche cinese è stato beccato a scattare una foto al documento d'indentità con vicino la scheda per il voto a dimostrare di aver ottemperato a quanto dovuto. Il leader del Movimento 5 Stelle non si è fatto scappare l'occasione per mettere nero su bianco nel proprio blog l'ennesimo scandalo delle primarie farsa e naturalmente è stato subito beccato dal giovanotto di Firenze accusandolo di scegliere i candidati con 50 click. In effetti anche le primarie del M5S sono abbastanza ridicole soprattutto per i numeri dei votanti, ma almeno in quel caso votano solo gli iscritti e non chiunque si presenti con un documenti o 2 euro ai gazzebo come nel caso del Pd. Insomma due sceneggiate fra le quali resta difficile scegliere la peggiore. In questo caos democratico la sinistra trova bene il modo per "suicdarsi" facendo una specie di karakiri elettorale: i due candidati opposti a Sala infatti si sono spartiti un bacino di voti che molto probabilmente sarebbero stati sufficienti per battere il candidato del Pd qualora a sinistra se ne fosse presentato uno solo. Nemmeno l'esperienza passata, quella del 2011 che porto alla elezione di Pisapia, è servita a qualcosa e i due galletti della giunta guidata appaunto da Pisapia si sono scannati perdendo entrambi la possibilità di continuare quella esperienza. Ed ora a meno di sorprese Milano avrà un sindaco di destra travestito da uomo di sinistra sotto l'egida del Partito Democratico, sullo stile ormai consolidato della politica renziana. Auguri.

martedì 10 dicembre 2013

Ed ora per il tresette il tavolo è completo

Due fascisti, un pregiudicato, un ex democristiano travestito da uomo di sinistra, l'Italia è in mano a questi personaggi che se la giocheranno come in una partita a carte, rimane solo da stabilire quali saranno le coppie. Fra loro alcuni punti in comune in maniera trasversale che porta ad unire il fascista leghista al fascista comico (soon contrari all'europa ed ai sindacati entrambi, poi il comico per altri versi è simile al condannato (ultimamente si fanno l'occhiolino su Napolitano e sulla illegittimità dei parlamentari eletti con il premio di maggioranza e non su tutti come sarebbe più logico), infine il condannato è legato con un filo sottile al nuovo segretario del Pd, il fonzie nazionale (cenano insieme, telefonate di congratulazioni, entrambi hanno frequentazioni discutibili per racimolare fondi). Questo è il panorama politico che ci aspetta nei prossimi mesi e che vedrà il dibattito politico districarsi fra le volgarità dei primi due, le esternazioni del condannato che come un animale ferito tenta di creare caos fra le istituzioni, ed il bello e pulito che fa il piccolo dittatore ma senza usare parolacce e sfoderando la tipica ironia toscana ... ops pardon fiorentina. Si perchè per coloro che non lo sapessere se ad un fiorentino domandate: "Ma tu sei toscano ?" .. Lui 99 su 100 vi risponderà: "No io sono di Firenze". Tipica boriosità dei cittadini del capoluogo della regione toscana. Con l'ultimo arrivato i presupposti per chiudere definitivamente il discorso del Partito Demcoratico come partito di sinistra ci sono tutti, a partire dal risultato delle primarie. La scelta di aprire l'elezione del segretario del partito a chiunque e non solo agli iscritti è stato un espediente per evitare la figuraccia in termini di numero di votanti. Nonostante questo strattagemma il risultato, qualunque cosa ne dica il popolo del Pd, è stato deludente ed in continua decrescita dalla eprime primarie che videro quasi 5 milioni di partecipanti. Indipendentemente poi dal numero dei votanti, rimane l'incognita di chi siano stato questi votanti e di quale provenienza politica. La scelta poi è caduta sulla figura più vicina alle altre tre: grande comunicatore, grande imbonitore di folle, grande venditore di fumo. Certo ora che si trova a gestire un partito di governo magari si rivelerà un grande politico ed un grande stratega, dopo i tanti discorsi ora è il momento dei fatti e vedremo quali saranno questi fatti. Per il momento i presupposti sono deludenti e di certo il quadro politico con Renzi subirà uno spostamento a destra non indifferente tanto da sovrapporsi ancora di più con il centro destra vecchi e nuovo. Le prospettive non sono buone ed anche il rinnovamento anagrafico della direzione speriamo che non provochi gli stessi risultati di quelli ottenuto da Movimento 5 stelle, un disastro assoluto causa spesso incompetenza e impreparazione politica.

martedì 19 novembre 2013

Il Partito Democratico esce allo scoperto ....


Dopo circa 6 anni dalla sua fondazione il Partito Democratico esce da un'ambiguità endemica e lascia definitivamente la collocazione farlocca che si era dato di partito di sinistra. Una collocazione solo nominale e non certo per i fatti che hanno contraddistinto la vita di questo carrozzone. Un partito che accoglie fra le proprie file personaggi come la Binetti, Rutelli, Fioroni e via dicendo non può certo definirsi un partito di sinistra, senza poi contare che il primo risultato concreto ottenuto dal Pd è stata la caduta del governo Prodi dopo solo due anni. Anche se molti di quei personaggi poi hanno lasciato il Partito Democratico, oggi il partito è uscito finalmente allo scoperto in virtù delle elezioni che ci sono state per i candidati che si contenderanno la carica di segretario del partito alle prossime primarie. L'ha spuntata il meno collocato a sinistra anzi il più collocato a destra dei quattro candidati, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ed il fatto che scaturisca dal voto degli iscritti rivela la vera anima di questa formazione politica. Che cosa può avere di sinistra un personaggio che va ad Arcore a cena giustificando che si trattava di una visita istituzionale scambiando la residenza dell'allora tizio del consiglio come la sede istituzionale del governo. O che cosa ha di sinistra un sindaco che affitta le bellezze artistiche della propria città per eventi di imprenditori del capitalismo italiano come se fosse sue proprietà. Ed ancora può un futuro segretario di un partito che si definisce di sinistra accettare l'appoggio dei poteri forti del paese, Benetton ecc. Senza poi parlare delle sue capacità comunicative, che somigliano molto a quelle del condannato e del comico, tese a parlare a ruota libera ed in maniera simpatica e piaciona ma senza contenuti. Renzi ha capito dove sta il trucco per avere successo politico in Italia in questo periodo storico e sta mettendo a frutto le proprie capacità per raccogliere consensi. Ha la faccia pulita non quella da mafioso del condannato, usa un linguaggio pulito e non volgare, offensivo e pesante come quello di Grillo, insomma uno stile tutto personale ma se poi scendiamo sui contenuti il livello dei tre personaggi è esattamente della stessa natura: il vuoto ed il niente. Con questa elezione, che verrà poi sancita dalla farsa delle primarie (assurdo che si consenta di votare per il segretario di un partito anche i non iscritti, è come se per il presidente della repubblica si consentisse di votare anche ai parlamentari non italiani), il Partito Democratico si affida un segretario schierato lontano anni luce dalla sinistra reale e molto più vicino alle idee, agli atteggiamenti ed al modo di fare politica del suo amico il condannato. Un arrivista che ha usato il Pd per arrivare a diventare sindaco di Firenze ed ora sfrutta la sua carica per arrivare a diventare segretario e poi candidato premier magari a spese del povero Letta. Dopo questa elezione sarebbe ora davvero che la sinistra vera si riunisse e desse vita ad una coalizione o formazione unica senza insistere in quelle divisioni che hanno avuto come diretta consequenza la scomparsa totale dal parlamento ormai in mano a forse del centro destra o addirittura fasciste travestite da populismo puro.

giovedì 25 aprile 2013

PD .... iniziato male e finito peggio


La parabola del Partito Democratico o meglio la disfatta più che parabola è stata continua dal momento in cui è nato con la quasi immediata caduta del governo Prodi e la successiva consegna per la terza volta del paese in mano al centro destra ed a Berlusconi. Certo non era difficile prevedere la serie infinita di insuccessi di questo partito che non ha mai avuto un'anima propria, una linea politica ben definita e che non ha mai saputo svolgere nè quel ruolo di grande partito di opposizione come era nella tradizione del suo antenato il Partito Comunista Italiano nè tanto meno il ruolo di partito di maggioranza. Oltre a non avere una linea politica netta e trasparente un altro problema che non ha fatto decollare il Pd sta nella mancanza di un leader carismatico, una personaggio che oltre ad avere doto di comunicatore avesse anche una forte intelligenza politica per contrastare un personaggio come Berlusconi. E' probabile che la mancanza di un leader dipenda anche dalle modalità attraverso le quali il partito ha deciso di scegliere il proprio segretario e cioè attraverso le primarie. Ormai nel Pd si fanno le primarie per qualsiasi cosa ma questo strumento mutuato da una nazione come gli Stati Uniti alla fine può essere un'arma a doppio taglio in quanto gli italiani non sono gli americani. Il rischio è che alla primarie chi vota scelga non tanto il candidato più carismatico o più qualificato per ricoprire un determinato ruolo ma magari il più accattivante ed il più simpatico. Fatto sta che fin dalla sua nascita il partito democratico ha fatto fuori tre segretari e tutti e tre hanno fallito il loro compito. Ma la fine di questo partito rischia di essere peggiore della sua nascita. Quello che è accaduto nei tre giorni della elezione del presidente della repubblica ha dell'incredibile. Un partito che sceglie l'elezione della più alta carica dello Stato per le proprie vendette interne tanto da arrivare ad un fatto senza precedenti come la rielezione di Giorgio Napoletano, primo presidente ha essere confermato per un secondo mandato. Prima il Pd ha fatto saltare due candidati scelti della direzione poi ha ignorato un candidato votato dal M5S e che è da sempre un personaggio di sinistra e di alto profilo, ma non contento di questo disastro oggi si è arrivati alla designazione di Enrico Letta per la formazione di un governo insieme a Berlusconi. Con questa ultima mossa oltre a tradire i propri elettori che in campagna elettorale si erano sentiti ripetere come un mantra mai un governo con il Pdl, sono state vanificate quelle famose primarie di fine novembre che avevano visto prevalere Bersani su Renzi. Quei quasi 4 milioni di persone che hanno anche versato due euro pr votare il candidato premier, sono state ignorate a dimostrazione di quanto inutili siano state quelle votazioni presentate come un alto momento di democrazia. Una specie di inciucio nell'inciucio ed ora aspettiamo di vedere la composizione di questo governo Pd-Pdl per capire che razza di mostro sarà partorito.

martedì 4 dicembre 2012

Il Movimento 5 Stelle primo partito in Italia ..... nella farsa delle primarie


Le primarie sono un'invenzione dei nordamericani per dare al cittadino la possibilità di scegliere il candidato della propria area politica per le elezioni alla presidenza degli Stati Uniti. Un concetto di alta democrazia anche se poi alla fine chi riesce a vincere le primarie per la candidatura alle elezioni della presidenza degli stati uniti sono sempre persone che hanno una caratteristica comune: quella di saper rastrellare milioni di dollari. Quando è nato il carrozzone del Partito Democratico i suoi dirigenti hanno scelto di sposare la filosofia delle primarie. Le prime sono state una vera e propria farsa in quanto il vero candidato era unico. Poi quando hanno iniziato ad estenderle per i presidenti di regione, per i sindaci dei comuni (tutti casi in cui le primarie sono senza ombra di dubbio una grande dimostrazione di democrazia) i cadidati del Partito Democratico hanno rimediato delle sonore batoste (Vendola in Puglia, De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano e via dicendo). Poi si sono fatti prendere dal virus e le hanno organizzate anche quando non servono a niente, come quelle che si sono svolte la settimana scorsa. Si è votato per il candidato premier quando il presidente del consiglio non è eletto dai cittadini ma nominato dal Presidente della Repubblica. Fra l'altro si è celebrata una grande vittoria di partecipazione quando si è passati da oltre 4 milioni di votanti alle primarie del 2008 a circa 2,5 milioni di quelle attuali, insomma un flop in termini numerici, che autocelebrazioni a parte mette in evidenza quanto siano in difficoltà i partiti attuali PD compreso. Però nella loro inutilità almeno il Partito Democratico ha dato una lezione di democrazia nel senso che per esempio ha consentito a chiunque di andare a votare conoscendo esattamente chi fossero i candidati. Cosa che non ha saputo fare il Movimento 5 stelle confermando che si tratta di un movimento privo di democrazia, guidato da un candidato dittatore che non si rende conto quanto ridicola sia la messa in scena di queste "parlamentarie" che superano anche quelle del Partito Democratico. Allora non si conoscono quanti siano gli iscritti al Movimento 5 stelle, possono votare solo gli iscritti al movimento, quindi per quanto ne sappiamo potrebbero anche essere più i candidati (circa 1400) che gli iscritti. Probabilmente finiranno per votarsi l'uno con l'altro. Questo è il partito che dovrebbe cambiare l'Italia e che dovrebbe rappresentare il nuovo ... a me sembra che rappresenti un salto indietro vero il trentennio perchè internet e la rete sono strumenti che possono essere non solo democratici ma anche strumenti di opressione e Grillo li sta usando proprio in questo senso. Senza poi contare che evitando il confronto diretto, il dibattito non solo esclude una parte non irrilevante di popolazione ma limita anche l'idea che ogni cittadino può farsi di coloro che intendono proporsi come classe dirigente del paese. Per governare non è sufficiente sapersi mettere davanti ad una telecamera e girare un video in perfetta solitudine, per governare è necessario confrontarsi sia con chi ci ha eletto ma anche e soprattutto con la pensa diversamente: Grillo ed il suo movimento non sembrano proprio in grado di ricoprire questo ruolo.

giovedì 29 novembre 2012

Renzi e le regole a proprio uso e consumo


La ridicolaggine delle primarie del Pd non sta solo sulla loro inutilità (il presidente del consiglio non è eletto dai cittadini ma nominato dal presidente della repubblica con la fiducia del parlamento) ma anche e soprattutto nei comportamenti del giovane rampollo, infiltrato del centro destra, Matteo Renzi. La sua guerra aperta alle regole che il Partito ha deciso per l'effettuazione delle primarie è veramente una perla di coerenza e indice di quanto il giovanotto tema di perdere questo confronto elettorale. Dopo il confronto di ieri sera in Tv, durante il quale almeno si è parlato di programmi e di politica (anche se in termini superficiali e poco approfonditi), stamani il sindaco di Firenze parte all'attacco portando ancora una volta lo scontro su un piano ininfluente per il cittadino o per l'elettore del Pd. Fra l'altro il bel Matteo cambia totalmente parere su queste benedette regole. Non più tardi di un mese fa si agitava come una trottola predicando che si stavano modificando le regole delle primarie per metterlo fuori gioco, quando invece si stavano cambiando queste benedette regole proprio per farlo partecipare alla competizione. L'urlo di battaglia era "Non si cambiano le regole in corsa". Oggi, arrivato al ballottaggo, il suo urlo di guerra è totalmente opposto "E' necessario assolutamente cambiare le regole". Renzi vorrebbe far votare al ballottaggio anche gli immigrati del brurundi se potesse perchè sa benissimo che, se andranno al voto coloro che si sono scomodati per andare al seggio al primo turno (come d'altra parte è ragionevole e corretto), lui sarà irremediabilmente sconfitto. In questa su frenesia per il cambiamento raggiunge livelli di ridicolaggine altissimi che lo avvicinano sempre più al suo reale modello di uomo politico, Silvio Berlusconi. Intanto oggi ha fatto pubblicare su alcuni giornali messaggi fuorvianti e falsi invitando i cittadini a inviare email per potersi registrare al ballottaggio con l'intento di creare solo caos e magari bloccare questa farsa. Una piccola precisazione in merito a questa mossa. Ecco a che cosa servono i soldi che qualche cittadino onesto, convinto che le primarie fossero una cosa seria, ha versato a Matteo Renzi: a pubblicare messaggi falsi sui giornali. Spero che chi ha buttato via i suoi soldi si renda conto in cosa li ha investiti. Non contento poi il sindaco coinvolge in questa farsa nella farsa addirittura l'astrofisica Margherita Hack che non è andata a votare al primo turno e quindi ora non può andare al secondo se non giustifica la sua impossibilità di domenica scorsa. Il messaggio è: "Perchè Margherita Hack si deve giustificare per non essere andata a votare domenica 25 novembre ?". E perchè non dovrebbe ? Che cosa rappresenta Margherita Hack di diverso a Bianchi Antonio da Gallarate e che allo stesso modo il 25 dicembre era impossibilitato a recarsi al voto ? Veramente assurdo se non ridicolo questo atteggiamento da parte chi si appresta a candidarsi alla carica di presidente del consiglio. Ne abbiamo già avuto uno per 20 anni di personaggi del genere, credo che gli italiani meritino qualcosa di piu'.

Tutti attaccati al videogame


L'Italia è un paese assurdo, forse il più assurdo del pianeta e chi sa anche dell'Universo. Proviamo a fare un piccolo riassunto di questi giorni. Da decenni l'acciaieria più grande d'europa oltre a produrre lavoro, produce una quantità impressionante di morti, ma i morti non producono voti mentre i posti di lavoro si e la politica italiana predilige la produttività in termini di voti. Si arriva al punto in cui giocoforza deve intervenire la magistratura per rendere giustizia a chi muore. La politica avrebbe potuto fare molto in questi anni come per esempio costringere la proprietà a rendere meno pericolosa quella fabbrica del lavoro e della morte. Peccato che la politica italiana se si tratta di giocare, di polemizzare, di discutere sul nulla è la prima nel mondo, ma se si tratta di affrontare e risolvere un problema che riguarda il mondo del lavoro, è succubeh degli imprenditori a qualsiasi livello (la storia della Fiat insegna). Oggi perfino la natura ha mostrato tutta la sua rabbia contro un problema che gli esseri umani non hanno saputo o meglio voluto risolvere e si è scatenata tentando di radere al suolo quella fabbrica. Non l'ha fatto perchè distruggere o chiudere l'Ilva sarebbe veramente un disastro in un paese che sta passando da un disastro all'altro, ma non si può nemmeno tollerare che per dare lavoro, un diritto sancito dalla nostra costituzione, si debba anche morire. Una situazione drammatica che si inquadra in un panorama già drammatico di suo. In questo quadro proprio ieri il presidente del consiglio tecnico, ancora una volta unico caso in Europa e nel mondo quello di un paese dove la maggioranza va in crisi e l'opposizione si rifiuta di andare alle elezione e vincerle, annuncia che il sistema sanitario nazionale ha bisogno di finanziamenti extra a quelli statali per poter sopravvivere. Come dire .... "Privatizzeremo la sanità". Poi naturalmente mettendo in atto una pratica ormai consolidata, si smentisce il progetto di privatizzazione ma ormai il nastro è stato tagliato e si sta imboccando quella strada. Insomma dopo aver calpestato il diritto costituzionale al lavoro, il governo Monti appoggiato dalla maggioranza di destra e sinistra si appresta a stracciare un altro diritto costituzionale, il diritto alla salute di tutti i cittadini. Insomma mentre da una parte il diritto alla salute rischia, per l'incapacità della politica, di creare problemi drammatici sul lavoro, dall'altra il governo intende mettere una pietra sopra su questo diritto inalienabile. Una situazione paradossale. In mezzo a questo dramma il politico delle due maggiori forse parlamentari italiane che cosa fa ? Si diletta con il giochino delle primarie all'americana. Il Pdl destra tenta di togliersi le catene del suo padrone, Silvio Berlusconi, ma più si agita e più queste catene si stringono fino probabilmente a strozzarlo. D'altra parte il Pd, legittimato da oltre tre milioni di votanti, si gongola su questo pseudosuccesso e si appresta a battagliare discutendo più sulle regole del voto che sui problemi reali che stanno a cuore al cittadino. Chi invece non è impegnato nelle primarie si "badurla", si "trastulla", si "diverte" con la legge elettorale, lasciandosi portare per il naso dal solito Calderoli, quello della legge porcata. Ma possibile che fra i nostri politici, che attualmente hanno niente da fare considerato che il governo è tecnico (almeno così dicono loro), non ci sia nessuno che tiri fuori dal suo cilindro uno straccio di legge elettorale che non sia partorita da quella mente contorta di un leghista che per di più si chiama Calderoli ? Primarie e legge elettorale sono i due videogame più in voga in questi ultimi tempi, e si sa che quando uno si attacca ad un videgioco staccarlo è un'impresa titanica.

martedì 27 novembre 2012

O la sinistra si muove o muore .... e con lei il paese



A parte il pensiero di chi non crede alle primarie o almeno a quelle che si stanno svolgendo in questa settimana, è incontrovertibile che questo evento ha smosso un numero non trascurabile di persone per andare ad esprimere un voto che, anche se inutile, i suoi risvolti politici li ha sicuramente. Risvolti che tutta la sinistra italiana, intendo quella vera quella radicale, dovrebbe valutare, analizzare e trarne le dovute consequenze per non rischiare l'estinzione definitiva. Di fatto queste primarie hanno spostato ancora di più al centro un partito che si definisce di sinistra ma che ormai di sinistra probabilmente non ha più nemmeno un braccio. Vendola con la sua partecipazione ha provato a provocare uno spostamento che sarebbe forse stato l'ultimo tentativo di provocare un cambiamento, ma oltre tre milioni di cittadini hanno detto no. Può sembrare assurdo ma questo è il risultato: oltre tre milioni di cittadini hanno avvallato la politica del Partito Democratico, del partito cioè che appoggia il governo Monti, che ha votato la riforma delle pensioni, che ha votato l'abolizione dell'art. 18, che ha votato una delle tasse più inique della nostra democrazia (l'IMU sulla prima casa). La macchina da guerra del Pd ha ottenuto questo risultato che poteva sembrare incredibile e che lo è ancora di più rispetto ad un'operazione solo di facciata e priva di significato politico per le prossime elezioni. Ma questo è quanto. Fino ad oggi si poteva inveire contro il Partito Democratico, ma oggi che ha ricevuto questa specie di investitura popolare, si può dire che la politica di Bersani e company è stata legittimata dal voto delle primarie, Anzi una buona parte del popolo del Pd, circa il 36%, vorrebbe una politica ancora più spostata a destra verso quel liberismo belusconiano che è l'antitesi di una concezione veramente di sinistra della società. Da oggi il Pd può definitivamente mettere nel cassetto l'aggettivo di sinistra perchè il cittadino che ha votato alle primarie non ha niente a che vedere con una visione della società che si abbia come riferimento quegli ideali. Ma ora chi ha tentato uno spostamento che non è riuscito, Vendola, dovrebbe davvero ravvedersi e quindi cambiare direzione e lavorare per riunificare la sinistra tutta al fine di contrastare questa ventata centrista che proviene dal Pd e che potrebbe costituire il futuro disastro per il paese. Il leader di Sel con la politica di questi ultimi anni ha contribuito a dividere ulteriormente la sinistra, ma ora che il suo progetto di radunare questa parte del paese sotto l'egida del Pd e spostarlo definitivamente in quell'aera, è definitvamente fallito, sarebbe il momento di reagire. Non è pensabile lasciare il cambiamento del paese a Bersani con la palla al piede di Renzi, perchè tale cambiamento non porterà a niente di meglio di ciò che abbiamo vissuto in questi mesi con Monti. La sinistra dovrebbe lasciare da parte le liti interne, i personalismi, e radunarsi sotto un'unica bandiera per contrastare la marcia di un Partito Democratico che potrebbe addirittura allearsi con Berlusconi qualora vincesse Renzi. Questo è l'ultimo tram, perduto il quale in Italia non ci sarà più spazio per un reale cambiamento e tutto sarà lasciato in mano ai Berlusconi degli anni 2000: Renzi e Grillo

lunedì 26 novembre 2012

La falsa democrazia delle primarie

Dopo circa un anno di scandali e rivolta contro i partiti, contro i loro privilegi, contro il fiume di denaro che rastrellanno ed utilizzano a proprio uso e consumo, ecco che oltre tre milioni di italiani si recano a votare per le primarie regalando oltre 7 milioni di euro al Partito Democratico. Ma non è tanto il fiume di denaro che va ad arricchire le casse del partito, quanto la falsa democrazia che questo evento nasconde, non tanto le primarie in quanto tali, sia ben chiaro, ma le primarie che si sono svolte ieri e continueranno la prossima domenica con il ballottaggio. Queste elezioni dovrebbero avere lo scopo di individuare il candidato premier (altro termine fuori luogo nel sistema costituzioniale italiano) alle prossima tornata delle elezioni politiche. Un evento di alta democrazia se lo si estrapola dal contesto della nostra costituzione, una farsa se appunto lo si inquadra nelle regole che la nostra carta costituzionale stabilisce. Un esempio lo abbiamo proprio davanti agli occhi da un anno a questa parte. Alle elezioni del 2008 i candidati alla presidenza del consiglio erano Berlusconi per il centro destra e Veltroni per il centro sinistra, il primo nominato per acclamazione, il secondo nominato in seguito alle primarie della coalizione PD e Italia di Valori, risultato: dopo tre anni e mezzo cade il governo e ci ritroviamo come presidente del consiglio e ministri addirittura dei non eletti. Il tutto naturalmente nel rispetto della costituzione e con l'avvallo di coloro, il Partito Democratico appunto, che oggi inneggiano alla democrazia delle primarie. Ecco l'imbroglio e la farsa andata in scena ieri con la replica di domenica prossima. La nostra costituzione non prevede l'elezione diretta del capo del governo quindi le primarie per nominare il candidato a questa carica sono inutili ed una presa in giro per chi si fa abbindolare con la storia della democrazia. Le stesse primarie hanno invece senso per i presidenti di regione, per i sindaci, per nominare il segretario di un partito, per tutte quelle cariche cioè che sono elettive e per le quali è il cittadino con il proprio voto che decide. Rimane poi un altro problema che non è secondario. Le primarie, almeno quelle che si stanno svolgendo nel Partito Democratico, sono una consequenza della caduta delle ideologie e dei principi, una caduta che ha portato al disastro di questi anni con lo scadimento della politica. I due candidati che si affronteranno al ballottaggio domenica prossima, Bersani e Renzi, sono espressione di un partito senza anima, senza ideali e soprattutto senza un modello di società da presentare agli elettori. Le posizioni dei due infatti sono talmente diverse su temi fondamentali come per esempio il lavoro che sembrano esponenti appunto di partiti diversi. Ma oggi i partiti non sono altro che delle formazioni politiche si basano sulla persona, sul personaggio del momento e non su degli ideali che dovrebbero fare da guida al movimento politico indipendentemente da chi sia il timoniere. Provate a leggere il programma, o quello che lui ritiene tale, di Matteo Renzi e lo stesso programma potrebbe essere calato pari pari come manifesto elettorale del PDL. Questo è il vero imbroglio delle primarie.

sabato 24 novembre 2012

Il caos politico maschera il vuoto programmatico


Più ci si avvicina alle elezioni, che quasi sicuramente si svolgeranno a marzo, è più il caos nella politica italiana è totale. Mancanza di idee, mancanza di programmi seri, chiari e realizzabili, mancanza di personaggi politici di spessore degni di conquistare la fiducia dei cittadini ma anche quella del panorama internazionale dove ormai Mario Monti la fa da padrone. I partiti di questa legislatura sono ormai allo sbando totale. Lega ed Idv sono praticamente scomparsi travolti dai propri scandali. Più pesanti quelli che hanno coinvolto la Lega che a sua sfavore ha anche almeni 10 anni di governo inutili nei quali non ha portato a termine nessuna delle sue promesse; meno gravi quelli dell'Italia dei Valori che fra l'altro ha dimostrato di non sapere reclutare i propri candidati. Il Pd è ormai troppo impegnato in una guerra civile interna che potrebbe non risolversi con le primarie di domenica. Chiunque risulti vincitore non si vede come gli altri possano poi collaborare con il candidato premier dato che le posizioni dei 5 contendenti sono talmente distanti da farli apparire come appartenenti a schieramenti politici molto distanti fra loro. Durante questi mesi ed anche in queste ultime ore si è parlato molto poco di programmi e di strategie di governo, ma molto di più di regole per la farsa delle primarie. Se si pensa poi che il vincitore che uscirà da questa brutta imitazione delle primarie statunitensi, potrebbe non diventare il prossimo presidente del consiglio anche se il Pd vincesse le elezioni, la domanda sorge spontanea: a che servono queste primarie ? Si perchè si fanno elezioni per eleggere un candidato alla presidenza del consiglio che a sua volta non sarà eletto dai cittadini ma nominato dal Presidente della Repubblica e quindi tutto risulta inutile. Il Pdl è allo sfascio totale. Mentre cerca di emulare il Pd nella fiera dell'inutile indicendo altre primarie, il suo padrone Silvio Berlusconi, contrario a questo esercizio pseudodemocratico, medita addirittura di staccarsi e dare vita ad una nuova Forza Italia. Intanto il segretario fantoccio dichiara in una manifestazione di onnipotenza e di amnesia totale, che non vuole indagati fra i candidati alle primarie, dimenticando che senza indagati il Pdl stesso non esisterebbe. L'Udc di Casini alla fine è l'unico a mostrare la ferrea coerenza democristiana, inossidabile nel tempo, che vede gli appartenenti a quest'area politica aggrapparsi al carro del probabile vincitore, in questo caso il professor Monti. Ma anche qui siamo al limite della farsa: Monti dichiara che non si candida come presidente del consiglio, appoggiato in questa sua idea d Giorgio Napolitano, ma Casini fa orecchi da mercante e piuttosto che presentare un proprio progetto tira e ritira per la giacca il governo Monti per strappare la disponibilità a continuare anche nella prossima legislatura. In conclusione i cinque partiti protagonisti della legislatura si ripresenteranno ma dopo aver dato vita ad almeno altre quattro formazioni: quella di Fini già presente, quella probabile di Berlusconi, un altro pezzo del Pdl che prende il nome di Italia Libera e quella di un pezzo dell'Idv staccatosi da Di Pietro che si chiamerà Diritto e Libertà. Al di fuori del parlamento il cao non è certo minore. In testa al gruppo dei nuovi partiti che tenteranno di entrare in parlamento c'è il capoclack Beppe Grillo ed il suo M5S. Il movimento sta attirando l'attenzione da una parte per il "gridare" continuo del suo leader e dall'altra per una sorta di "rivolta" continua fra i grillini che già partecipano al governo di amministrazioni locali ma che stanno sperimentando sulla propria pelle la dittatura di Grillo. Gli italiani che decideranno di dare il loro voto a Grillo dovranno andare sulla fiducia, come hanno fatto per Berlusconi a suo tempo, in quanto Grillo si rifiuta di discutere il programma del movimento, di confrontarsi con chiunque, rimanendo chiuso nella sua torre d'avorio dalla quale parla per slogan o per post del suo blog. Ma senza un contradditorio è troppo facile, alla fine si ha sempre ragione. Intorno a questa già abbastanza complessa situazione spuntano quasi settimanalmente altri partitelli o liste con programmi e obiettivi circoscritti e di nessuna incisività. Ecco allora Lista per l'Italia di Montezemolo che si affianca a Casini per tirare in ballo Monti, dimenticando che Monti è già in parlamento in quanto senatore a vita e quindi potrà essere chiamato a ricoprire di nuovo il ruolo di "salvatore della patria" solo dopo le elezioni. Un altro movimento o partito ha come leader l'astrofisica Margherita Hack, che quida una formazione dal nome di Democrazia Atea,  anche in questo caso risulta molto difficile capire la diversità della proprosta di questa formazione rispetto al panorama politico italiano. A questo caso i continua evoluzione si devono poi aggiungere le varie formazioni della sinistra radicale, incapaci di svolgere una funzione catalizzatrice del malcontento che serpeggia ovunque, anche per la continua litigiosità su questioni secondarie che ha portato ad una frammentazione incontrollabile. L'aspetto sconcertante di questa confusione generalizzata e che nessuno riesce a parlare di programmi in maniera precisa, chiara e soprattutto attuabile, forse perchè nessuno ha idea di come potersi liberare dai lacci nei quali siamo stati imbrigliati dalla comunità europea, uno su tutti il pareggio di bilancio. Questo è il vero problema. Nessuno sa che pesci prendere e tutti cercano di mascherare la propria inadeguatezza con spostando la dialettica su problemi di secondo piano e incentrati spesso sulla litigiosità.

venerdì 16 novembre 2012

Quando la politica tradisce il popolo


Non c'è solo la corruzione o l'uso improprio di denaro pubblico ad allontanare la politica dal cittadino onesto e dalla realtà del paese, ma anche e forse soprattutto la mancanza totale di principi, di ideali e di coerenza. Lo spettacolo al quale si assiste in questi mesi durante i quali la politica ha alzato bandiera bianca abbandonando il suo ruolo istituzionale, il governo e la guida del paese, è di uno squallore unico e allo stesso tempo indicativo delle difficoltà che si incontreranno per arrestare la caduta libera del paese in ogni settore della vita pubblica e sociale. Purtroppo i partiti, tutti nessuno escluso, sembrano non rendersi conto del degrado in cui sono caduti ed anzi, nel loro continuo agitarsi per dimostrare una loro improbabile faccia pulita, non fanno altro che peggiorare la situazione. Ogni giorno che passa lasciano campo aperto a coloro che gridano contro la politica stessa, ma che allo stesso tempo non hanno nè idee nè programmi tali da sperare di sostituirsi in maniera valida all'attuale sistema politico italiano. Quello che sta accadendo con la legge elettorale e con le prossime elezioni è indicativo di questo degrado totale, ma è solo uno dei tanti segnali delle difficoltà in cui gravano i nostri politici sempre più tesi a mantenere privilegi e poltrone. Sembra che l'unico gioco che riesca bene sia quello del cambio di bandiera. Senza scomodare il caso clamoroso di Scilipoti passato alle file di Berlusconi proveniendo dal più acerrimo nemico del cavaliere, il partito di Di Pietro, oggi sono tutti i partiti a perseguire un cambio di idea di stampo scilipotiano sulle date delle elezioni. Mentre solo un anno fa il Pdl era contro l'eletion day ottenendo di scindere il voto per i referendum da quello delle amministrative, oggi lo stesso Pdl si batte strenuamente per accorpare elezioni politiche ed elezioni regionali (Lombardia, Lazio, Abruzzo) nel nome di evitare quello spreco perpetrato solo un anno fa. A sua volta il Pd mentre nel 2011 strombazzava ai quattro venti lo spreco messo in atto dalla maggioranza di centro destra e si batteva per l'election day, oggi con altrettanta decisione si batte per tenere separatre le elezioni regionali da quelle politiche. E che dire delle manovre per cambiare quella legge elettorale che di fatto nessuno intende cambiare, manovre che porteranno probabilmente ad un procellum 2 degno delle più famose saghe cinematografiche. Le stesse primarie, che tengono banco in questi giorni come se fossero quale atto di alta democrazia, sono la saga dell'ipocrisia e del tradimento, almeno quelle del Partito Democratico dove sono noti ormai i candidati. Dei 5 partecipanti ben 4 hanno altri incarichi al di fuori del parlamento che saranno costretti ad abbandonare qualora risultassero vincitori nella competizione delle primarie. Due di essi addirittura sono stati eletti dal popolo come presidente di regione, Vendola, e sindaco di un capoluogo di regione, Renzi, e quindi il tradimento sarà doppio. Chi ha votato Vendola e Renzi lo ha fatto perchè aveva piena fiducia nelle loro capacita per assolvere il proprio ruolo e sono stati votati per portare a termine il loro mandato di 5 anni e non certo per abbandonarlo prima del termine del mandato stesso. A che cosa serve allora un atto di democrazia (falsa democrazia se calate nel nostro paese dove non sarà il popolo ad eleggere il futuro premiere) come quello delle primarie se poi i partecipanti sono i primi a tradire questa democrazia abbandonando l'incarico ottenuto per volontà popolare ? Sicuramente gli scandali legati alla corruzione ed all'utilizzo dei fondi pubblici sono eventi mediatici che colpiscono maggiormente l'immaginario colletivo, ma questi atteggiamenti della politica sono sicuramente altrettanto gravi anche se trascurati dai mezzi di informazione.

lunedì 12 novembre 2012

Dopo saltimbanchi e comici ecco i fumettisti


Se l'Italia fosse un grande paese dove le cose vanno bene, dove l'economia viaggia, dove il popolo sta bene, dove il benessere è diffuso, si potrebbe anche trovare la forza di ridere e scherzare su un comico che fa il politico, su un uomo di destra infiltrato nelle file di un ex-partito di sinistra, sui dibattiti televisivi pubblicizzati alla moda di peggiori cartoni animati giapponesi. Ma siamo in un paese distrutto da 20 anni di politica di uno spregiudicato imprenditore che, mettendo in atto il più esteso lavaggio del cervello di massa, ha potuto governare per tenersi lontano dalla galera portando la popolazione al disastro economico. Siamo in un paese nel quale la politica da un anno ha alzato bandiera bianca incapace di gestire una grave crisi economica, lasciando il governo ad un manipolo di professori privi del senso della giustizia. Siamo in un paese in cui la disoccupazione è salita a livelli inimagginabili e nel quale chi lavora è dissanguato dalle pressione fiscale. Siamo in un paese dove i partiti sono dilaniati dalla corruzione travolti nel vortice di una nuova e più grave tangentopoli. Siamo nel paese dove un grande parte degli italiani, non sapendo più a che santo votarsi, o rinuncia al proprio diritto di voto o si affida ad un comico che non sa fare altro che urlare e distribuire offese a destra e sinistra. In mezzo a questo caos quello che sembra essere il maggior partito italiano del momento, il Partito Democratico, si cimenta in una buffonata senza senso ed inutile: le primarie per decidere chi dovrà essere il candidato premier di quel partito. Un premier che non viene eletto dal popolo ma, secondo la nostra costituzione, nominato dal Presidente della Repubblica e fiduciato dal parlamento. Ecco allora che i candidati a queste primarie beffa si cimenteranno in un dibattito televisivo e, a dimostrazione della buffonata totale, il dibattito viene trasmesso su una televisione satellitare e poubblicizzato tramite un fumetto. Ma in questa situazione grave e seria si può dare fiducia ad un partito che organizza e pubblicizza un simile evento in una maniera cosi' ridicola. I dirigenti del Pd, dimenticandosi totalmente le loro origini quelle del più grande Partito Comunista d'Europa, copiano in maniera goffa le ridicolaggini messe in scena dagli americani durante le loro campagne elettorali. L'Italia è alla frutta, gli italiani, almeno la maggioranza di loro, sono alle prese con i propri bilanci familiari sempre più ridotti all'osso, ed il più grande partito del momento gioca con i fumetti per contrastare il nascente strapotere di un comico. Povera italia ... povera sinistra ... e soprattutto povera popolazione.

mercoledì 31 ottobre 2012

Primarie: una sceneggiata per rastrellare soldi


Stiamo entrando nella fibrillazione delle primarie, una sceneggiata dal sapore melodrammatico per la loro inutilità. Inutili in primo luogo perchè per la nostra costituzione il presidente del consiglio non è eletto dai cittadini, ma nominato dal Presidente della Repubblica deve poi ottenere la fiducia del parlamento. Quindi è perfettamente inutile che attraverso le primarie, si scelga un candidato che poi potrebbe tranquillamente non diventare il presidente del consiglio. Il governo Monti ne è un esempio lampante, Silvio Berlusconi, il capo di un governo con una maggioranza mai verificatasi nella storia della Repubblica Italiana, si dimette e si insedia un governo di non eletti nel rispetto totale della Costituzione Italiana. Sotto certi aspetti inutili se prima non si stabilisce quale sarà la legge elettorale con la quale si andrà al voto. Se per esempio l'attuale legge non sarà modificata, le primarie del Pdl non serviranno a niente in quanto sono primarie di partito è pensare il Pdl al governo da solo nella prossima legislatura, è solo fantascienza. Se la legge di Calderoli sarà modificata, potrebbero diventare inutili quelle del Pd che sono primarie di coalizione, ma se si voterà con il sistema proporzionale il castello della coalizione cadrà. Insomma da qualunque parti si guardi questa vicenda delle primarie, assume sempre più i toni di una presa in giro. Ma c'è un aspetto che forse scopre i giochi dei due maggiori partiti che ricorerrano, nel prossimo mese e mezzo, alla corsa delle primarie: rastrellare un po' di soldi. Sembra inverosimile, ma in questo momento è l'aspetto piu' credibile. Travolti dagli innumerevoli scandali dei tesorieri di partito, con il paese stretto nella morsa della crisi economica che è andata a intaccare anche i consumi alimentari, da sempre settore trainante della economia italiana, Il Pd ed il Pdl non si vergognano nemmeno un po' e non mettono nemmeno in discussione la richiesta di un contributo di 2 euro per andare a votare alle primare. E tutto questo dopo che si sono riappropriati di soldi pubblici contro il volere degli stessi cittadini, dopo che si è scoperto le ingenti somme percepite in questi anni come rimborsi elettorali e dopo che tali rimborsi sono spesi a totale discrezione dei partiti stessi. In questa situazione piuttosto drammatica i due maggiori partiti a livello nazionale non si fanno scrupoli a chiedere al cittadino che andrà a votare per le primarie l'obolo di due euro. Non è stato nemmeno sufficiente l'insegnamento del Movimento a 5 stelle che con solo 28.000 euro ha condotto la sua campagna elettorale in sicilia mentre per esempio Matteo Renzi per la sua commedia del viaggio in camper per l'Italia ha già rastrellato oltre 100.000 euro. Quindi ancora soldi, non solo per votare, ma anche per fare la inutile campagna elettorale per partecipare alle primarie. E' appare davvero strabiliante come ci siano ancora cittadini disposti a gettare soldi a fondo perduto per qualcosa che ha nessuna utilità reale. Un altro tassello verso l'astensionismo delle prossime elezioni politiche ed un altra picconata alla credibilità, ormai ridotta al lumicino, di partiti che non riescono proprio a entrare nel tessuto sociale italiano e nei suoi drammatici problemi.

giovedì 18 ottobre 2012

La guerra civile del Partito Democratico


Nel Partito Democratico la campagna per le primarie sta diventando una vera e propria guerra civile non solo fra i candidati alle stesse primarie ma anche fra la classe dirigente e l'infiltrato di Berlusconi, Matteo Renzi. Il rampollo fiorentino invece di fare campagna esponendo il suo programma per capire in che cosa si differenzierebbe da Bersani o dagli altri candidati alle primarie, non fa altro che sparare a zero su tutti i dirigenti del Partito Democratico come se si trattassero di avversari politici di parte avversa. Renzi ha coniato per Veltroni, D'Alema, Rosy Bindi, Bersani e company il termine "rottamare" come se si trattassero di vecchie auto da sostituire, un termine dispregiativo inaccettabile quando si tratta di persone che volenti o no hanno fatto la storia di un partito. Le persone non si rottamano ma anzi si dovrebbe fare tesoro della loro esperienza politica sia in senso positivo che negativo, una esperienza che dovrebbe in qualche modo servire di insegnamento per le nuove leve all'interno di una qualsiasi formazione politica. Secondo Renzi un politico dopo un certo tempo di attività andrebbe mandato in pensione dimenticando un fatto estremamente importante per un paese democratico: un politico dovrebbe essere messo in pensione o confermato nel suo ruolo esclusivamente dagli elettori. In Italia purtroppo questo non avviene in consequenza di una legge elettorale scandalosa che non ha niente di democratico e che è una delle cause della corruzione dilagante nella politica italiana. Il leitmotiv della campagna elettorale di Renzi non è quindi il suo programma o il suo progetto politico, quanto invece la guerra aperta verso i suoi colleghi "anziani" di partito. Il povero grullo non si rende nemmeno conto che, qualora per una sciagurata ipotesi dovesse vincere le primarie, la prima consequenza sarebbe il caos politico all'interno del Partito Democratico. Un caos che è già in atto con il ritiro di Veltroni e con il possibile ritiro di D'Alema se vincesse Bersani o la guerra aperta che lo stesso baffino dichiarerebbe a Renzi in caso di sua vittoria. Molto probabilmente quindi il partito che, dopo la caduta del governo Berlusconi, non ha avuto il coraggio di andare alle elezioni e molto probabilmente al governo, si ritroverà alle prossime elezioni dilaniato e ridotto ai minimi termini se continua questa emorragia di pezzi importanti provenienti fra l'altro dalla sinistra del partito stesso. Renzi insomma sta completando l'opera di distruzione che Berlusconi, troppo preso dalle sue feste e dal mettersi al riparo dalla giustizia, aveva intrapreso con le elezioni del 2008 ma poi non aveva portato a termine. Una vera e propria guerra civile che finirà per riflettersi sul consenso degli elettori, portando ancora acqua al mulino di Grillo e del movimento a 5 stelle.