A volte l'analisi del voto è meno complessa di quanto si pensi, soprattutto per le elezioni politiche del 2018 nelle quali i partiti che si presentavano ai nastri di partenza hanno presentato proposte di governo misere, incentrate su regali di vario genere ma nessuna con un reale programma a medio e lungo termine. Se si aggiunge che il partito di maggioranza del govero uscente, il Partito Democratico, veniva da 5 anni costellati da un disastro dietro l'altro e soprattutto da una mutazione genetica che lo aveva portato da sinistra inesorabilmente al centro con punte verso destra, l'analisi è sicuramente più semplice e immediata. La distribuzione del voto poi non da adito a interpretazioni fantasiose. Nella prima immagine si vede la distribuzione del voto fra centro destra (blu), centro sinistra (rosso) e M5S giallo. Il centro destra prende il centro-nord con qualche macchia sparuta lasciata al centro sinistra, il M5S prende il sud con qualche macchia sparuta lasciata al centro destra. La seconda cartina mostra la distribuzione del reddito sulla base delle dichiarazione del 2017. Si va dal bianco giallino (reddito inferiore ai 12.000 euro) al rosso porpora (reddito superiore ai 56.000 euro). Confrontando le cartine della distribuzione del voto, con quella della distribuzione del reddito e con le proposte dei partiti e/o delle coalizioni non si può che arrivare ad una semplice conclusione: al Nord hanno scelto il centro destra per pagare meno tasse con la flat tax, al sud hanno scelto il M5S per potere avere una fonte di reddito anche senza il lavoro, al centro si sono suddivisi fra coloro che vorebbero pagare meno tasse e coloro che si sarebbero accontentati di una semplice cancellazione del canone rai. Questa analisi "semplicistica" ha fatto infuriare qualche meridionale in quanto si è sentito accusati di una scelta di comodo se non addirittura superficiale. In realtà la critica che sta sotto questo titpo di analisi riguarda la povertà dell'offerta messa in campo dalle varie formazioni politiche. Che cosa avrebbero dovuto scegliere al Sud ? La Lega che promette meno tasse e cancellazione della legge Fornero sulle pensioni quando al Sud a causa della mancanza di lavoro il problema delle tasse e della pensione non esiste ? E che cosa avrebbero dovuto scegliere al Nord dove notorioamente la qualità della vita è migliore e la disoccupazione è più bassa che nel resto del paese ? Non potevano certo scegliere chi promette un reddito anche senza lavoro quanto piuttosto coloro che promettevano di far pagare tasse uguali per tutte indipendentemente dal reddito, sembra una scelta logica. Questo ritengo sia il motivo principale della distribuzione del voto, al netto del problema immigrazione, al nord più sentito perché il nord è sicuramente meno solidale rispetto al Sud. Se ci fosse stato un partito o un movimento che avesse presentato un "vero e proprio" progetto per il lavoro e di contrasto alla disoccupazione allora si sarebbe potuto fare un'analisi diversa, ma questo progetto e/o programma nessuno lo ha presentato. Sulla base allora delle promesse elettorali analisi più dettagliate sono semplicemente degli esercizi teorici che alla fine, nella pratica, non possono essere che ricondotte alle due offerte scelte dagli elettori: meno tasse per chi lavora e un reddito per chi il lavoro non ce l'ha.
Visualizzazione post con etichetta redditi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta redditi. Mostra tutti i post
mercoledì 7 marzo 2018
martedì 21 febbraio 2012
Dopo la stangata anche la presa in giro

E da stamani siamo tutti più contenti perchè il governo ci ha dato la possibilità di sapere quanto guadagnano ministri, sottosegretari, funzionari. Ad appena tre giorni dal festival di Sanremo dove Adriano Celentano per due ore di prediche si è preso 700.000 euro, ora sappiamo che i ministri dell'attuale governo viaggiano su redditi di qualche milione di euro all'anno. Una bella consolazione per quei dipendenti delle ferrovie che sono da alcuni mesi su un traliccio alla stazione di Milano in segno di protesta contro i licenziamenti delle ferrovie, oppure per tutti quei giovani, il 30% almeno, che non riescono a trovare lavoro o per quelli che hanno un lavoro nelle famigerate cooperative di servizi alla fantasmagorica cifra di 7 euro lordi l'ora, per non parlare dei cassa integrati, dei disoccupati per arrivare a lavoratori dipendenti e pensionati tartassati dalle ultime manovre di Tremonti e Monti. Come si sentirà oggi il cittadino medio che è andato a controllare i redditi dei ministri ? Appagato sapendo che chi lo governa economicamente se la passa bene .... o incazzato perchè gli vengono chiesti sacrifici da chi guadagna da qualche centinaio di migliaia di euro l'anno fino a 7 milioni di euro ? Secondo me vale la seconda ipotesi. E a che cosa serve questa presunta trasparenza in un momento di crisi come questo dove la maggior parte del paese non riesce a sbarcare il lunario e soprattutto a quale titolo questi signori chiedono sacrifici ai ceti medio bassi preservando da questi sacrifici i grandi patrimoni ed i grandi redditi ? In questi utimi 20 anni la forbice fra redditi bassi ed alti è notevolmente aumentata raggiungendo l'apice proprio in questi ultimi tre anni di crisi economica mondiale grazie ad una politica scellerata di tutti i governi che si sono succeduti alla guida del paese. Politica che come consequenza diretta, oltre all'impoverimento della maggioranza della popolazione, ha avuto anche un sostanziale allontanamento del cittadino dalla politica come testimoniano i sondaggi che mostrano come la coalizione che ha la maggioranza nel paese è costituita da tre partiti: quello dell'astensione (che ha anche la maggioranza relativa nel paese, quello della scheda bianca e quello degli indecisi che non sanno se andranno a votare alle prossime elezioni. Ma alla politica questo non interessa troppo presa oggi a tentare di riprendere in mano il paese dopo averlo ceduto ai così detti tecnici.
Etichette:
economia,
goveno,
politica interna,
redditi
lunedì 28 marzo 2011
Tu mi voti ed io raddoppio il mio reddito
Oggi Berlusconi si presenta dopo 8 anni in un'aula di tribunale e un manipolo di poveri decerebrati va a festeggiarlo, a inneggiare l'Indagato, ad osannare colui che sarebbe già in galera se un paese allo sbando non lo avesse messo al posto di comando per la terza volta in 17 anni. Strano paese questo dove un gruppo di cittadini va a manifestare la propria solidarietà a chi ha fatto della illegalità il proprio stile di vita e soprattutto la modalità attraverso la quale ha costruito un impero economico-finanziario. Prima grazie all'appoggio di un altro delinquente come Bettino Craxi, poi, quando la magistratura è riuscita a mettere le mani sul leader del partito socialista, scendendo direttamente in politica dopo aver messo in atto, grazie alle sue televisione, il più grande lavaggio del cervello di massa mai portato a termine sul pianeta. E così milioni di cittadini hanno affidato a lui le sorti del proprio paese, rendendo possibile il ritorno al governo di vecchi fascisti (Fini, La Russa, Gasparri e company) affiancati dal nuovo fascismo verde (Bossi, Maroni, Calderoli e compagnia bella). Un errore perpretato per ben tre legislature ma che, forse, solo in questa ultima appare in tutto il suo anacronismo e pericolosità. La crisi economica e finanziaria mondiale ha infatto messo in evidenza l'incapacità totale del governo e della maggioranza di gestire questo momento drammatico, ma anche l'inefficacia e l'incosistenza dell'azione politica dell'opposizione che avrebbe dovuto funzionare da stimolo per il governo a trovare soluzioni per traghettare con meno danni possibili il paese attraverso questa bufera economica. Ma d'altra parte come di può pretendere da una classe di privilegiati che venga risolto un problema che mette in ginocchio milioni di famiglie italiane. Il Presidente del Consiglio nel 2010 ha dichiarato ben oltre 40 milioni di reddito contro i 23.6 milioni del 2009 distaccando di diverse lunghezze il secondo, il deputato sempre del Pdl Antonio Angelucci con oltre 6 milioni di euro (per chi non lo conoscesse Angelucci è un ex portantino che ha dato vita ad un vero e proprio impero delle cliniche private nel Lazio ... legalmente ? beh lascio a voi il giudizio). Nella lista dei più facoltosi troviamo più o meno parlamentari di tutte le correnti politiche e si va da redditi di qualche centinaio di migliaia di euro a qualche milione di euro (per avere qualche dettaglio leggere http://www.repubblica.it/politica/2011/03/28/news/redditi_parlamento-14183050/?ref=HREC1-2 e anche qui http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20110328_00117.shtml ). La semplice domanda è: come è possibile che questa gente sia in grado di capire le difficoltà nelle qualo vive la maggioranza dei cittadini del paese ? Ed è ancora accettabile subire tagli all'istruzione, alla ricerca, alla cultura da parte di chi dichiara un reddito di 40 milioni di euro l'anno ? Personalmente da politici del genere non mi farei mai governare e in questa cricca di politici inserisco anche lo pseudo-comunista D'Alema che si permette di andare per mare con una barca a vela che un cittadino medio non riuscirebbe a permettersi nemmeno con lo stipendio di una vita. Questo è il reale problema del paese: fare politica non è più una passione ma un business che nella peggiore delle ipotesi in cinque anni ti sistema per tutta la vita.
Iscriviti a:
Post (Atom)


