sabato 11 maggio 2013

Il Pdl manifesta, il Pd raccoglie i cocci, il M5S litiga, il governo va in ritiro ... mentre il paese muore


Se la politica è sempre rimasta molto lontana dal paese reale, in questi ultimi venti anni tale distanza con l'acuirsi della crisi economica e con il recente governo "impresentabile" al paese è diventata interstellare. E quanto accade nella giornata di oggi ne è un esempio concreto. Abbiamo un governo che non rispecchia la volontà popolare che aveva, attraverso il voto, espresso concrete indicazioni per un governo Pd-M5S. Grillo ha rifiutato di seguire la volontà dei suoi oltre otto milioni di elettori, il Partito Democratico lo ha seguito su questa strada tradendo a sua volta il proprio elettorato al quale da mesi andava dicendo mai con Berlusconi, ultimo a seguire la strada del tradimento è stato il Pdl che ha accettato di formare la grande coalizione dopo che lo stesso Berlusconi aveva demonizzato Bersani ed i suoi. Insomma tutti hanno scelto la strada del fregarsene delle promesse fatte in campagna elettorale e, dopo aver ricevuto i voti, di comportarsi a modo proprio. Oggi i due partiti che hanno dato vita alla "strana cosa", il governo Pd-Pdl, sono uno contro l'altro mentre Grillo ha da fare con i problemi interni in merito alle tante demonizzate diarie dei rimborsi spese spettanti ai parlamentari. Il Pdl addirittura scende in piazza dando vita ad un'altra manifestazione eversiva contro un potere dello stato, quello della magistratura e della giustizia. La giustizia che avrebbe la grande colpa di tentare ad ogni costo di riuscire finalmente propinare una condanna definitiva al capo del partito, come se fosse una colpa fare luce sugli innumerevoli comportamenti illegali del cavaliere. Secondo la teoria di questa banda che si chiama Pdl, l'investitura del popolo ed i voti ricevuti anche alle recenti elezioni sarebbe il lasciapassare per Berlusconi e sue attività al limite della legalità. Poicheè ha ricevuto tutti questi consensi allora a lui tutto è permesso. Ma oggi c'e' qualcosa di diverso rispetto alle precedenti esternazioni degli accoliti del cavaliere: c'è il silenzio assordante sia del Presidente della Repubblica che del Partito Democratico. Il PD è di fatto oggi diventato complice di questa assurda manifestazione, troppo impegnato a riparare i propri cocci e soprattutto a difendere l'indifendibile, il governo Letta. Meglio quindi starsene zitti e ripararsi dietro quella pseudo riunione che darà l'investitura ufficiale al nuovo segretario del partito. Fa strano oggi sapere che Epifani, ex segretario della Cgil, diverrà segretario di un partito complice di Berlusconi. In questo caos politico il governo va a trascorrere un weekend in un monastero a chiedere la grazia per la propria sopravvivenza. Letta da buon democristiano invece di tenere un consiglio dei ministri nella sede istituzionale, Palazzo Chigi, porta tutti a mangiare e bere nella campagna senese, un po' come faceva Berlusconi che utilizzava le proprie residenze. Insomma Pdl, Pd e lo stesso governo se ne fregano altamente delle istituzioni, dello stato e soprattutto del paese che in questo momento deve vedersela con il lavoro che scompare ogni giorno di piu', con i soldi che sompaiono con altrettanat velocità tanto che sono in calo addirittura i consumi dei beni alimentari, con i giovani ai quali sono state tagliati speranze e sogni. Ma a loro alla fine che importa ? Le poltrone le hanno ed anche chi voleva mandarli a casa intanto ha occupato le sue brave poltrone e sembra di trovarsi molto bene.

venerdì 10 maggio 2013

Peggio di quando governavano Pdl e Lega


La situazione politica attuale è quanto di peggio si poetesse prevedere per un paese al servizio da venti anni di un tizio che usa lo stato, il parlamento, il governo e tutte le istituzioni per i propri interessi.  Negli ultimi 7 anni almeno c'era un presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che tuonava contro le esternazioni del plastificato e che cercava in qualche modo di bloccare le sue leggi ad personam. Durante il suo ultimo governo esisteva in parlamento un minimo di opposizione nei due partiti Pd e Idv i quali, anche solo verbalmente, protestavano agli attacchi della magistratura. Nei fatti poi non accadeva quasi niente, ma almeno una voce di protesta si alzava verso le intemperanze di un uomo disposto a tutto pur di tenersi lontano dagli innumerevoli processi in cui è coinvolto. Paradossalmente ora che il tizio non è più presidente del consiglio e quindi dovrebbe essere un minimo indebolito, il plastificato è più forte di prima. Nessuna voce si alza più contro di lui e le sue minacce verso quella magistratura che da anni rincorre le sue malefatte senza riuscire a metterlo nell'unico posto dove meriterebbe di risiedere, una bella cella e possibilmente senza un raggio di sole. Perfino Giorgio Napolitano, sfiancato dall'età e sotto ricatto grazie anche alle proprie scelte scellerate (rimanere sulla poltrona di presidente della repubblica e imporre il governo Pd-Pdl), non rilascia dichiarazioni contro le nuove e pericolose dichiarazioni del tizio e contro le iniziative dei suoi leccapiedi. Condannato in secondo grado nel processo Mediaset, indagato per corruzione all'epoca del governo Prodi ed ora i magistrati di Napoli hanno richiesto anche il rinvio a giudizio, in procinto di subire una condanna per incentivazione alla prostituzione minorile per il caso Ruby, al cospetto di questa serie di avvenimenti giudiziari un silenzio assordante sale dal Partito Democratico dal Presidente della Repubblica e dal parlamento tutto. Unica fievole voce è quella dei grillini, una voce piena di ipocrisia in quanto diretti responsabili della situazione che si è venuta a creare nel governo del paese, vanificando anni di proteste e di minacce del capo comico che si sono ridotte a permettere che si insediasse questa schifosa maggioranza al servizio totale del cavaliere. Come se non bastasse per domani è prevista una nuova manifestazione contro la magistratura degli adepti del Pdl, un'assurdità tutta italiana dove un partito di governo scende in piazza per manifestare contro lo Stato e contro le istituzioni, se non è eversione questa ditemi di che cosa si tratta. Domanda: ma i parlamentari del Partito Democratico non si sputano in faccia da soli quando si guardano allo specchio ?

mercoledì 8 maggio 2013

Dal "tutti a casa" alla vecchia politica da prima repubblica passando per "l'apriscatole"


Prima del 24-25 febbraio 2013 si pensava che questa legislatura sarebbe stata la legislatura del cambiamento dopo 20 anni di disastri a causa di ben tre governi guidati da Berlusconi, dopo i risultati delle elezioni questa speranza sembrava concretizzarsi, nonostante il deludente risultato del Pd, grazie ad una possibile alleanza di governo fra il Pd stesso ed il Movimento 5 stelle. Era una buona occasione per iniziare davvero a cambiare qualcosa nei palazzi del potere. Speranze vane che invece si sono tradotte nella peggiore legislatura che si potesse immaginare con i due partiti nemici da sempre che hanno finito per spartirsi le poltrone del governo, dei sottosegretari e delle commissioni. Un abbraccio mortale che ancora una volta ha finito per mettere il paese sotto ricatto del cavaliere, che pur non governando, tira le fila della maggioranza minacciando ad ogni minimo problema di far cadere la debole impalcatura. Questi sono i risultati dell'intransigenza di coloro, i grillini, che si erano presentati all'apertura delle camere con un apriscatole che probabilmente però non si erano resi conto che fosse completamente malfunzionante. Il M5S si è tirato indietro su tutti i fronti rinunciando ad iniziare il cambiamento e mandando in fumo tutte le promesse fatte ai propri elettori compresa la tanto sbandierata rinuncia alla diaria per i rimborsi spesa. La più diretta consequenza della intransigenza dei grillini è stata la formazione del governo Pd-Pdl con tutto ciò che ne sta seguendo in queste ore con la nomina dei sottosegretari. Una grande ammucchiata ed un grande papocchio che non potrà durare a lungo e che quasi certamente porterà al progressivo sgretolamento del Partito Democratico che si trova ora a governare a stretto contatto di gomito con personaggi come Quagliariello ed altri simili.

giovedì 2 maggio 2013

Berlusconi il vero rottamatore


In questi ultimi mesi è andata molto di moda la figura del rottamatore, un termine coniato da Matteo Renzi sindaco di Firenze che si è autoinvestito di questo ruolo, un ruolo peraltro già occupato dal comico Beppe Grillo che ha dato vita al suo movimento al grido di mandiamoli tutti a casa. In realtà mentre questi due signori non fanno altro che parlare parlare e lanciare anatemi, il primo contro il proprio partito in una sorta di karakiri all'italiana ed il secondo contro tutti e tutto, c'è un altro signore che, fingendosi un politico che ha dedicato e dedica la propria passione per il bene del paese, ha messo in atto la più grande rottamazione che la storia della Repubblica ricordi. L'unico obiettivo di questo signore, Silvio Berlusconi, è stato da sempre mettere in sicurezza la sua persona ed i suoi affari dagli innumerevoli processi in cui sapeva prima o poi di essere coinvolto a causa della gestione dei propri affari alquanto allegra ed al limite della legalità. Sfasciati i partiti della prima repubblica e soprattutto uscito dalla scena politica il suo principale protettore, Bettino Carxi, il signore di Arcore ha pensato che l'unico modo per tenersi lontano dai palazzi di giustizia e da eventuali condanne fosse quello di scendere in campo in prima persona. Per ottenere il suo scopo era necessario comunque procedere allo sfascio del sistema democratico  e di quelle organizzazioni che sono alla base di una qualsiasi democrazia che si ritenga tale: i partiti. Intanto ha iniziato dando vita ad una formazione politica che di partito non aveva assolutamente niente, Forza Italia. Una specie di setta dove tutti obbediscono in maniera incondizionata al capo, lui il cavaliere. Nessun organo direttivo, nessuna diffusione sul territorio se non impiantando dei circoli che somigliavano e somigliano più a dei club privati che ad una organizzazione di partito. Vinte le prime elezioni il tizio ha capito che non era sufficiente e così ha messo in atto una seconda strategia: quella di annientare i due alleati più vicini a Forza Italia: la Lega e Alleanza Nazionale. Un compito non facile ma che è stato portato a termine con successo e che avrebbe portato con se altri effetti collaterali non di poco conto anche in campo avversario. Alleanza Nazionale è stata inglobata del Pdl e poi stroncata nonostante il tentativo di Fini di smarcarsi e di ridarle vita. La Lega è stata tenuta sulla corda per 20 anni con la carota del federalismo, del quale al Berlusconi non interessava un fico secco, ma che serviva per tenere ancorato quella specie di partito degli uomini con le corna. Oggi la Lega è ridotta al lumicino ed è mantenuta in vita sempre dal cavaliere quel tanto che basta per non farla morire lasciandole governare tre regioni del nord per il giochino della macroregione. L'ultimo colpo che mancava al Silvietto era la frantumazione dell'avversario politico e in questo ultimo anno ha messo a segno anche questo colpo. Prima accettando di appoggiare il governo Monti insieme al Pd, un trabochetto nel quale l'ingenuo Bersani è caduto come una pera cotta quando alla fine del 2011 avrebbe vinto le elezioni senza colpo ferire, ed ora stringendo il Pd in un abbraccio mortale per dare vita a quella strana cosa, demonizzata per anni, di un governo insieme. In questa ultima fase del suo lavore di rottamatore Berlusconi ha avuto un complice d'eccezione in Beppe Grillo. Il comico avrebbe potuto segnare la fine del piano criminale del dittatore di Arcore se avesse dato vita ad un governo insieme a Bersani, Berlusconi avrebbe in quel caso probabilmente chiuso la sua carriera per sempre. Ma Grillo non poteva scegliere questa strada perchè anche il suo giochino si sarebbe rotto ed avrebbe dovuto prendersi quelle resoponsabilità che sa benissimo di non essere in grado di prendere, sia lui in prima persona sia a maggior ragione l'armata Brancaleone dei suoi parlamentari scelti fra gente che oltre a non saper come muoversi, normale per chi è alle prime armi, trabocca di una presunzione senza limiti tipica degli "ignoranti". A Grillo è scoppiata in mano la patata del successo elettorale e fra le due alternative, prendersi responsabilità di governo e continuare a fare il saltimbaco che spara ovunque senza protare proposte concrete, ha scelto questa seconda strada (più remunerativa fra l'altro). E così Berlusconi al no senza condizioni di Grillo ha tirato un sospiro di sollievo, portando a compimento una rinascita insperata fino a qualche mese fa, con l'effetto collaterale ma non trascurabile di aver frantumato anche il Partito Democratico. Ora dopo aver distrutto il sistema dei partito, la repubblica parlamentare, Berlusconi si appresta a mettere in atto il colpo di scena finale: la riforma costituzionale per dare vita ad una repubblica parlamentare nella quale lui sarà o senatore a vita oppure il primo presidente della repubblica italiana in un sistema alla francese. E non si vede chi possa ancora ostacolarlo in questo piano di rottamazione reale.

lunedì 29 aprile 2013

Se ti ammazzi me ne frego ... ma se mi spari ti crocifiggo

Ci sono un paio di cose che non mi tornano in merito alla rezione di tutta la politica ma anche di molti "esperti" dei social network su quanto accaduto sabato davanti a Palazzo Chigi quando un disperato ha sparato su due carabinieri ferendo i due militari ed una passante. Precisato che la violenza è da condannare sempre soprattutto quando l'oggetto della violenza non è la causa che l'ha scatenata, chi ha il diritto fra le forze politiche presenti in parlamento, nessuna esclusa si badi bene, a tirarsi fuori ed a condannare il gesto del presunto folle ? A mio avviso nessuno in quanto responsabili della situazione e della tensione sociale già alta nel nostro paese ma che andrà purtroppo aumentando. Soprattutto poi se si estende il concetto di violenza che non è solo quella che si estrinseca con gesti contro la persona. Sono anni ormai che la politica italiana, grazie soprattutto a Berlsuconi prima ed a Grillo in tempi più recenti, fa della violenza il proprio manifesto politico. Mettendo da parte i propri modelli sociali, le proprie idee e le proprie ideologie lo scontro è diventato tutto fisico anche se solo a livello verbale. Dissacrazione dell'avversario politico, offesa becera dell'avversario politico, denigrazione di bassa lega dell'aversario politico, questi sono i canoni introdotti prima dal cavaliere di Arcore, seguito a ruota dalla pseudo-sinistra (quella confluita nel carrozzone del Pd), fino ad arrivare a Grillo che ha superato tutti in questa gara a chi le spara più grosse, le offese. Questa strategia ha dato origine ad un clima di odio diffuso che non si era mai registrato nel nostro paese nemmeno durante gli anni del '68 quando lo scontro fisico fra movimenti extraparlamentari ed il sistema era cruento e violento, ma quella rabbia non era certo scatenata dal confronto e dibattito politico. Oggi invece la politica costituisce un esempio eclatante di pura violenza e l'avvento della crisi economica, che la politica non ha saputo gestire e governare portando sul lastrico imprenditori e lavoratori, ha costituito un terreno fertile per l'attecchimmento della violenza stessa. Fino ad ora i gesti più cruenti sono stati rivolti da persone disperate contro se stesse con un numero di suicidi impressionante sia da parte di imprenditori che di lavoratori dipendenti ed in questi casi naturalmente nessun politico ha gridato allo scandalo condannando gesti che hanno poco di diverso rispetto a quello commesso sabato: in entrambi i casi gli obiettivi non sono quello giusti perchè non diretto verso i responsabili della situazione che si è venuta a creare. I responsabili sono i politici tutti, che proprio sabato hanno compiuto l'ultimo atto per uccidere la democrazia bruciando e calpestando almeno i voti di due terzi degli italiani. Oggi il parlamento metterà in atto un atto di violenza inaudita per una democrazia, bruciare la fiducia del popolo che, avendo fiducia nella demcorazia appunto, il 24 e il 25 febbraio si è recato a votare. E questo atto di violenza è a carico di tutti anche di chi, come i grillini, che con molta presunzione, tracotanza ed arroganza pensano di tirarsi fuori, o meglio più che loro, che non hanno capacità di parlare in maniera autonoma, il loro santone Grillo. Ecco il gesto di sabato è un gesto eclatante contro il quale tutti si scagliano, ma i responsabili sono altri e siedono nel parlamento italiano.


sabato 27 aprile 2013

27 Aprile 1937: muore Antonio Gramsci - 27 Aprile 2013: muore la democrazia


Ormai 76 anni fa moriva Antonio Gramsci fondatore del PCI, il più grande partito comunista dell'europa occidenate, oggi il bisnipote di quel partito, il Partito Democratico, uccide la democrazia nel nosto. Un'uccisione assistita con l'aiuto e la valida collaborazione di quel movimento che avrebbe dovuto costituire l'inizio del cambiamento e del rinnovamento politico, il Movimento 5 Stelle. Insieme hanno tradito il voto di circa 17 milioni di elettori, i due terzi dei votanti alle ultime elezioni politiche, che mai avrebbero pensato che il loro voto sarebbe servito per riportare al governo quel partito, il Pdl, autore del disastro Italia degli ultimi 20 anni e degli cinque in particolare. In campagna elettorale il Partito Democratico ha sempre urlato ai quattro venti mai al governo con il Pdl, lo stesso segretario non più tardi di qualche settimana fa ironizzava sul fatto che non avrebbe mai potuto presiedere un governo con dentro ministri di Berlusconi. Il Movimento 5 Stelle o meglio Grillo perchè è l'unico che può parlare in quella specie di sette, sono mesi che urla il cambiamento, che avrebbe aperto il parlamento con un apriscatole, che avrebbe mandato tutti a casa. Fatto sta che due terzi degli elettori hanno dato fiducia a questi due partiti confidando in un reale cambiamento o quanto meno nel mettere in un angolo Berlusconi ed i suoi. Subito dopo le elezioni Bersani ha quasi pregato in ginocchio i parlamentari del 5 stelle per la formazione di un governo Pd-M5S, sottoponendosi anche all gogna mediatica e vergognosa della doretta streaming durante l'incontro con la delegazione grillina guidata dalla strana coppa Crimi-Lombardi. Uno spettacolo indecoroso dove due presuntuosi e tronfi della loro superbia, guidati via rete dal grillo parlante, hanno trattato in maniera vergognosa un uomo politico come Bersani. Non c'è stato niente da fare. Poi c'è stata la vicenda dell'elezione del capo dello stato, dove il Partito Democratico si è praticamente autodistrutto, e Grillo ha usato il ricatto per ottenere l'appoggio di coloro che aveva mandato a quel paese senza mezzi termini pochi giorni prima, per eleggere il candidato del 5 stelle, Rodotà. Con tutto il rispetto per Rodotà, che sicuramente sarebbe stato un degno successore di Giorgio Napolitano, la formazione di un governo non si baratta con nessun ricatto, senza pensare poi che Rodotà anche per Grillo era un candidato di ripiego, addirittura la terza scelta e che comunque a quel punto la credibilità dei grillini era pari a 0. Se Grillo avesse voluto aveva i numeri per iniziare un cambiamento reale, tanto più che gli 8 punti proposti da Bersani erano in gran parte sovrapponibili alle richieste di Grillo, ma il comico, ormai in preda ad una crisi di onnipotenza, si è comportato come i peggiori politici della prima repubblica anteponendo gli interessi personali a quelli dei suoi elettori. Elettori che non sono i quattro gatti iscritti al suo movimento ed al blog, circa 48000,  ma i bensì i circa 8.660.000 cittadini che per un motivo o per un altro avevano riposto fiducia nel movimento per iniziare il cambiamento. Ed ora eccoci con il più grosso inganno al popolo italiano che si ricordi nella storia della repubblica italiana. Grazie Pd ... grazie Grillo. Io se fossi un elettore di questi due partiti ora si che scenderei in piazza, ma io sono uno di quelli che ha dato un voto inutile ... si inutile per dare vita a questa sporca alleanza.

venerdì 26 aprile 2013

L'integralismo grillino



Questi primi due mesi di legislatura ci hanno portato a conoscere i parlamentari grillini ed i simpatizzanti che li hanno votati. E' stato come venire a contatto con un mondo sconosciuto fino a due mesi fa quando, in pochi erano disposti a svelare le loro intenzioni di voto, un mondo che era rappresentato esclusivamente da Grillo e dai suoi vaneggiamenti. Vaneggiamenti si perche' da quando il comico e' entrato ufficialmente nella campagna elettorale per le elezioni politiche, non ha fatto altro che ripetere il solito cliche': offese generalizzate verso tutti e tutto, intenti bellicosi per una presunta rivoluzione che prometteva di svuotare il parlamento. Mai nei suoi comizi, piu' simili per altro a spettacoli di satira nei quali il buon Beppe e' molto bravo, un discorso politico, una illustrazione dettagliata e puntuale del programma che potesse far capire ai cittadini che cosa avrebbe realmente combinato il Movimento 5 Stelle in parlamento. Per questi argomenti piu' seri e di reale interesse, Grillo ha sempre rimandato al proprio blog, un giochino che frutta circa un milione e mezzo di euro grazie alla pubblicita' furbescamente inserita in quello che dovrebbe costituire il portale del movimento. La strategia del non confronto e' stata fatta propria dai parlamentari grillini in primis ma poi anche da tutti coloro che hanno votato il Movimento o almeno tutti quelli che mi e' capitato di incrociare sui social network ed e' stata un'esperienza sconvolgente. Persone provenienti da simpatie politiche diverse, con le quali a volte si dava vita ad un confronto anche aspro ma pur sempre un confronto, che ora sembrano essere state svuotate della propria capacita' di analisi e di contradditorio. Non si accettano critiche di alcun genere e il massimo del contradditorio si riduce sempre alla stessa litania: ma perche' fino ad ora gli altri che cosa hanno fatto ? Persone che accettavano l'ironia e che ora sono diventate superpermalose e guai a scherzare su Grillo, sui parlamentari e su tutto il movimento in genere. Persone che hanno sempre odiato gli autoritarismi e che ora sono disposte ad accettare qualunque cosa scriva il comico sul suo blog senza un minimo di analisi personale o un minimo di critica, che accettano tutto cio' che viene pubblicato su quella specie di bibbia come se si trattasse di un atto di fede. Ma soprattutto pronti a darti del senza cervello, dello schizofrenico, dell'acido o del perfido se osi porre in discussione le tavole della legge, sempre il blog. Un nuovo tipo di integralismo dopo quello religioso islamico o cristiano, l'integralismo dei grillini per i quali Grillo e' come Maometto per la religione islamica o la Bibbia per la religione cristiana, si accetta per fede e non si discute.

giovedì 25 aprile 2013

PD .... iniziato male e finito peggio


La parabola del Partito Democratico o meglio la disfatta più che parabola è stata continua dal momento in cui è nato con la quasi immediata caduta del governo Prodi e la successiva consegna per la terza volta del paese in mano al centro destra ed a Berlusconi. Certo non era difficile prevedere la serie infinita di insuccessi di questo partito che non ha mai avuto un'anima propria, una linea politica ben definita e che non ha mai saputo svolgere nè quel ruolo di grande partito di opposizione come era nella tradizione del suo antenato il Partito Comunista Italiano nè tanto meno il ruolo di partito di maggioranza. Oltre a non avere una linea politica netta e trasparente un altro problema che non ha fatto decollare il Pd sta nella mancanza di un leader carismatico, una personaggio che oltre ad avere doto di comunicatore avesse anche una forte intelligenza politica per contrastare un personaggio come Berlusconi. E' probabile che la mancanza di un leader dipenda anche dalle modalità attraverso le quali il partito ha deciso di scegliere il proprio segretario e cioè attraverso le primarie. Ormai nel Pd si fanno le primarie per qualsiasi cosa ma questo strumento mutuato da una nazione come gli Stati Uniti alla fine può essere un'arma a doppio taglio in quanto gli italiani non sono gli americani. Il rischio è che alla primarie chi vota scelga non tanto il candidato più carismatico o più qualificato per ricoprire un determinato ruolo ma magari il più accattivante ed il più simpatico. Fatto sta che fin dalla sua nascita il partito democratico ha fatto fuori tre segretari e tutti e tre hanno fallito il loro compito. Ma la fine di questo partito rischia di essere peggiore della sua nascita. Quello che è accaduto nei tre giorni della elezione del presidente della repubblica ha dell'incredibile. Un partito che sceglie l'elezione della più alta carica dello Stato per le proprie vendette interne tanto da arrivare ad un fatto senza precedenti come la rielezione di Giorgio Napoletano, primo presidente ha essere confermato per un secondo mandato. Prima il Pd ha fatto saltare due candidati scelti della direzione poi ha ignorato un candidato votato dal M5S e che è da sempre un personaggio di sinistra e di alto profilo, ma non contento di questo disastro oggi si è arrivati alla designazione di Enrico Letta per la formazione di un governo insieme a Berlusconi. Con questa ultima mossa oltre a tradire i propri elettori che in campagna elettorale si erano sentiti ripetere come un mantra mai un governo con il Pdl, sono state vanificate quelle famose primarie di fine novembre che avevano visto prevalere Bersani su Renzi. Quei quasi 4 milioni di persone che hanno anche versato due euro pr votare il candidato premier, sono state ignorate a dimostrazione di quanto inutili siano state quelle votazioni presentate come un alto momento di democrazia. Una specie di inciucio nell'inciucio ed ora aspettiamo di vedere la composizione di questo governo Pd-Pdl per capire che razza di mostro sarà partorito.

lunedì 22 aprile 2013

Parlamento schizofrenico al cospetto della lezione di Giorgio Napolitano

Quelli che sabato sera e domenica sono scesi in piazza aspettando che il saltimbanco genovese li guidasse in chissà quale marcia contro il parlamento, dovrebbero leggere, studiare, imparare a memoria e poi essere interrogati sul discorso che Giorgio Napolitano ha tenuto oggi al parlamento. Dubito sinceramente che riescano a capire qualcosa perchè il Presidente della Repubblica non urla, non offende, non dice parolacce ma fa discorsi intelligenti e taglienti che oggi hanno affettato il parlamento italiano ed i suoi occupanti. Purtroppo il parlamento non ha capito una sega ... scusate il francesismo pisano ... e coloro che avrebbero dovuto applaudire sono stati dritti in piedi come tante mummie, mentre coloro che avrebbero dovuto nascondersi dalla vergogna hanno applaudito a scena aperta senza rendrsi conto delle mazzate che arrivavano sulle loro teste. Giorgio Napolitano non le ha certo mandate a dire ai partiti che occupano il parlamento da alcune legislature accusandoli, giustamente e con parole dure, di essere lontani anni luce dal paese reale, ai problemi dei cittadini arroccati nei loro privilegi da difendere ad oltranza. Allucinanti poi le reazioni degli stessi partiti Berlusconi in testa che tronfio della sua tracotanza, arriganza, superbia e delinquenza ha addirutturra dichiarato che quello del Presidente della Repubblica è stato il miglior discorso politico degli ultimi 20 anni. Da che pulpito questi elogi, da una persona che non sa che cosa sia la politica, che non sa che cosa sia la democrazia e che, con la complicità di circa 8 milioni di italiani altrettanto senza cervello ed ignoranti dal punto di vista politico, lo hanno riportato in parlamento. Ma anche gli appalusi degli altri parlamentari sono suonati come una mancanza di rispetto verso un Presidente che a discapito della sua età è sicuramente molto più lucido, intelligente e preparato dei giovani parlamentari tracotanti del loro nuovo ruolo. Gli unici a non aver applaudito sono proprio coloro che invece avrebbero avuto titolo a farlo anche in considerazione degli elogi che Napolitano ha loro rivolto e cioè i famosi onorevoli grillini. Ed invece questi altrettanto "imbecilli", sempre parlando dal punto di vista politico, sono rimasti imbalsamati senza rendersi conto che alla fine Giorgio era dalla loro parte. Ma alla fine non è nemmeno colpa loro, dopo essersi sottposti alla lobotomizzazione ed essere ormai completamente teleguidati dal capocomico, non avrebbero potuto muovere le loro manine per applaudire. L'impulso ai loro cervelli per scatemare questo semplice movimento non è arrivato dal centro di comando, il tabernacolo di Grillo. Schizofrenia collettiva, speriamo che sia quella ... ma dubito e questa gentaglia meriterebbe tutta di andare a casa oppure di accettare pedissequamente quello che il Presidente della Repubblica decide di fare. Certo è che se andassero tutti a casa poi gli italiani dovrebbero tornare a votare ed allora saremo punto e a capo ... questo popolo non ha il coraggio di cambiare.

domenica 21 aprile 2013

Meno male che Napolitano c'è


Sarebbe sufficiente questo dato per capire che tutta questa indignazione per la rielezione di Giorgio Napolitano è veramente ridicola. Analizziamo gli ultimi due anni della politica italiana. Berlusconi ed il suo governo che portano l'Italia sull'orlo del fallimento perchè troppo impegnati ad occuparsi dei problemi del presidente del consiglio, da quelli reativi ad episodi di corruzione fino a favoreggiamento della prostituzione minorile e via dicendo. Le Lega travolta dagli scandali per l'uso improprio dei fondi dei rimborsi elettorali. Scandali a ripetizione che travolgono tutti i partiti sia a livello locale che nazionale sempre in merito all'utilizzo del fiume di denaro che i partiti si sono autoassegnati con leggi e leggine. Il presidente Napolitano riesce a far dimettere Berlusconi ma allo stesso tempo, come accadrebbe in ogni paese democratico, non si va alle elezioni e l'opposizione accetta un governo tecnico appoggiandolo insieme al nemico di sempre. Il governo tecnico, con l'appoggio di tutto il parlamento, Lega ed Idv esclusi, massacra il popolo con tasse, riforma delle pensioni che allontana per tutti un traguardo che è un diritto, riforma del lavoro cancellando i più elementari diritti sindacali conquistati con anni di lotte. Nello stesso tempo il parlamento non modifica di una virgola i privilegi dei parlamentari e soprattutto non cambia una legge scandalo come quella elettorale. In mezzo a questo caos generale si torna alle elezioni con tutti i partiti, che fino a quel momento hanno appoggiato il governo tecnico, a lanciare proclami su quello che faranno e che non hanno mai fatto. In questa situazione ci si aspetterebbe una specie di terremoto politico anche perchè ovunque la gente urla e straurla che devono andare tutti a casa. Ed invece che cosa accade ? Il 25% degli elettori si astiene e quindi delega ad altri l'eventuale cambiamento. Il resto degli elettori si riversa sui soliti partiti Pdl, Pd e lista Monti che ha sostituito Casini. In pratica solo il 18,75% vota Grillo ed un altro 3,5% vota altri partiti al di fuori di quelli che hanno provocato il disastro. In buona sostanza all'80% della popolazione il cambiamento non interessa proprio. Ed ora di che cosa ci si meraviglia se dopo tutta questa "rivoluzione" fatta solo a parole, il parlamento è ancora occupato dagli stessi partiti che hanno provocato il disastro ? Gli italiani non hanno voluto il cambiamento come andavano dicendo fino al giorno prima delle elezioni ed ora piangono o esultano (non si sa a quale titolo) per la rielezione di Napolitano. Sinceramente ritengo che sia un bene che ci sia ancora un personaggio come Giorgio Napolitano disposto a ricoprire in questa fase cosi' critica della storia della repubblica, la carica di presidente della repubblica. Ricordiamoci che se non fosse stato per lui Berlusconi avrebbe fatto ancora più danni di quelli che è riuscito a fare e che è inutile scagliarsi contro di lui o contro i partiti, la responsabilità è solo del popolo. Avete votato Berlusconi nonostante tre governi uno più disastroso dell'altro, avete votato il carrozzone del Pd che fin dalla sua nascita ha fatto solo danni senza avere mai una linea politica definita e seria grazie a molte anime incompatibili fra loro la cui contraddizione è scoppiata con l'infiltrato Renzi, avete votato Monti che ci ha caricato di tasse all'inverosimile togliendo il lavoro ai giovani, peggio ancora non siete andati a votare lasciando fare ad altri .... ed ora di che vi lamentate ? .. Meno male che Napolitano c'è.