giovedì 14 luglio 2011

Quando la lotta si fa dura ... i vigliacchi si nascondono


In questi giorni sembra che l'Italia sia diventata una repubblica presidenzialista alla francese o sul modello statunitense come d'altra parte il precedente governo Berlusconi aveva provato a fare ma che un referendum popolare aveva respinto al mittente. In un momento così critico, anche se si tratta di una criticità creata ad arte, nel quale da una settimana si sta parlando e mettendo a punto una manovra lacrime e sangue, l'unico assente è il presidente del consiglio e le sue veci sono state prese dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Certo è innegabile che se l'appello all'unità nazionale ed al senso di responsabilità di tutto il parlamento fosse stato fatto da Silvio Berlusconi piuttosto che da Giorgio Napolitano, il significato sarebbe stato molto diverso e si sarebbe trattato di un appello fuori luogo considerate le continue offese rivolte dal presidente del consiglio a tutte le opposizioni non solo in questa legislatura ma anche nel suo precedente governo. Sarebbe stato difficile per lui chiedere collaborazione a coloro che di volta in volta ha chiamato coglioni, senza cervello, e via dicendo ed allora ha scelto la strada del silenzio. Le ultime parole che ha pronunciato sono state di sfiducia verso il ministro Tremonti che ha messo a punto la manovra fornendo il pretesto ai mercati finanziari di sfiduciare l'Italia e causare quel clamoroso crollo in borsa di venerdì 8 e lunedì 11 luglio, un crollo che ha costretto fra l'altro a modificare la manovra portandola da 43 a ben 70 miliardi. Questo è quanto ci è costato il comportamento irresponsabile di Berlusconi e di tutto il governo. Fino a che in questi tre anni si è trattato di occuparsi dei problemi personali dell'indagato del consiglio si assisteva ogni giorno alle dichiarazioni di Berlusconi stesso, a quelle dei suoi ministri tutti impegnati a difendere il loro padre/padrone dalla giustizia che si accaniva contro di lui. Nel frattempo in questi tre anni i conti pubblici sono andati sempre peggiorando ed anche lo slogan del "non abbiamo messo le mani in tasca agli italiani" è caduto miseramente con la manovra in corso di approvazione al parlamento ... e le mani saranno messe in tasca così pesantemente da sfondarle paurosamente. Ma ora che non si può più negare la politica fallimentare del governo di centro destra, il cavaliere ha perso la sua spavalderia ed è scomparso dalla scena lasciando il lavoro sporco al povero Tremonti. Ora non si può più fare bello con le falsità di questi tre anni, ora non può più dire che il governo ha mantenuto i conti in ordine, sono talmente in disordine che nel giro di 5 giorni di è passati da una manovra di 43 miliardi di euro ad una di ben 70 miliardi di euro. Le opposizioni hanno ceduto al ricatto anche sotto la pressione del Presidente della Repubblica ma spero abbiano avuto sufficiente garanzie dallo stesso Giorgio Napolitano che una volta approvata la manovra Silvio Berlusconi vada a rassegnare le dimissioni in quanto non solo si è dimostrato incapace di evitare il tracollo economico finanziario del paese, ma nel momento del bisogno è scomparso dalla scena e quindi sarà incapace anche di gestire il dopo manovra. Un dopo manovra che si rivelerà denso di scontri sociali nel paese considerato che a pagare sono sempre gli stessi, con qualche rara eccezione per i pensionati d'oro, mentre ne sono rimasti esclusi i soliti privilegiati: politici in primis e grandi imprenditori subito dopo. Le opposizioni dovranno meditare a lungo considerato che sono state scavalcate anche dal presidente di confindustria che ha sottolineato come la casta non sia stata toccata e non è certo sufficiente che nel dibattito abbiano dichiarato la loro contrarietà, le parole ormai non contano più niente, avrebbero dovuto pretendere che nel calderone dei tartassati finisse sia la politica in toto e i costi per le guerre che andiamo a fare in giro per il mondo. Ma di questo si parlerà a manovra approvata defitivamente.




mercoledì 13 luglio 2011

Da oggi i morti non hanno più diritto ad alimentazione ed idratazione


Il parlamento non ha mai rasentato livelli di ridicolo come in questa legislatura costretto da una maggioranza lontana dal tempo e dalle necessità reali del nostro paese, non solo per i problemi più gravi come la crisi economica, a legiferare su argomenti delicati in modo approssimativo e offensivo al comune senso del pudore. Si pensava che il massimo del ridicolo si fosse toccato con il conflitto di attribuzione per il processo Ruby, quando la camera di fatto ha votato una richiesta attraverso la quale si attestava che Berlusconi, quando fece la famosa telefonata alla questura di Milano, pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Ora che lo pensasse Berlusconi benchè presidente del consiglio, sarebbe stato un problema esclusivamente suo, ma farlo credere a tutta la camera è un'offesa all'intelligenza degli italiani che hanno consentito a quei parlamentari di occupare quelle poltrone, al Capo dello Stato ed a tutte le istituzioni. Oggi quel senso del ridicolo è stato ampiamente superato. Alla Camera era in discussione la legge sul biotestamento, quella legge che dovrebbe consentire ad ogni cittadino di indicare se desideri o meno essere sottoposto a trattamenti che lo mantengano in uno stato vegetativo. Uno degli oggetti del contendere è il problema dell'alimentazione e della idratazione che non sono assimilati a dei trattamenti per coloro che vogliono negare all'individuo il diritto di morire mentre per chi difende la libertà sia alla vita che alla morte, sono assimilati a trattamenti qualsiasi. Ma a parte questa distinzione fondamentale oggi la camera ha sancito nella legge un principio di una assuridità unica. La legge prevede che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. Già questo appare un assurdo in quanto io non posso indicare un trattamento che non desidero ricevere e quindi già con questo articolo si vanifica lo scopo della legge. L'assurdità totale però si raggiunge quando si parla di alimentazione e idratazione in quanto la legge prevede che debbono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione del caso in cui le medesime (alimentazione e idratazione) risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Ora quando alimentazione e idratazione non forniscono più i fattori nutrizionali alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo ? In un caso specifico .... quando il corpo è morto. Quindi in questa legge si stabilisce che quando si è morti si può sospendere alimentazione ed idratazione .... mancava nel nostro ordinamento una legge simile. Insomma quella che doveva essere una serie di norme per garantire ad ogni paziente il diritto di morire senza che fosse mantenuto im vita contro le proprie volonta, diventa di fatto una legge che toglie anche il diritto alla morte dopo che il diritto alla vita ci è tolto da una società capitalista ormai al collasso. Ciliegina sulla torta di tutto il provvedimento è l'articolo finale che sancisce la possibilità del medico di non tenere conto delle disposizioni del paziente, come dire ... tu puoi scrivere quello che vuoi ma poi alla fine è il medico che decide per te. I referendum non hanno insegnato niente a questa classe politica e per questo tema se ne profila un altro prima ancora che la legge sia definitivamente approvata.

lunedì 11 luglio 2011

Cretini, responsabili, maggioranza ed opposizione preparano la grande trappola


Quando i problemi sono seri tutta l'inadeguatezza di questo governo e dell'indagato del consiglio viene alla luce. Berlusconi non parla ora che dovrebbe parlare e magari rassicurare i mercati finanziari che in due sedute hanno dato un notevole colpo alla borsa italiana, di circa un bel 8%, bruciando denaro soprattutto dei piccoli risparmiatori. Ma che cosa dovrebbe dire Berlusconi preoccupato come è dei suoi guai giudiziari e degli oltre 500 milioni di euro che la sua azienda dovrà sborsare ? Dovrebbe essere preoccupato del paese e del rischio fallimento ? No di certo è più preoccupato del Milan e di come potrà affrontare la prossima campagna acquisti piuttosto che delle sorti dell'Italia. E abituato come è a sparare a zero sui propri avversari e su tutti coloro che hanno idee leggermente diverse dalle sue, sabato ha sparato a zero sul ministro Tremonti ed oggi si sono visti i risultati. La debolezza del governo, i guai giudiziari di Berlusconi e ora anche quelli del ministro Tremonti hanno causato un crollo senza precedenti mettendo a rischio il paese intero. Purtroppo l'inadeguatezza à esplosa proprio nel momento peggiore e così mentre l'europa chiede un pareggio di bilancio per il 2014 come risponde il governo ? Con una manovra lacrime e sangue ma nel 2013 e 2014 dopo le elezioni, con un prendersi in giro a vicenda (Tremonti contro Brunetta, Brunetta deficiente, Berlusconi contro Tremonti), e soprattutto con una serie di vicende che fanno che diminuire la fiducia nelnostro governo e nel paese. Un ministro che per sposarsi deve è costretto a dare false notizie sul luogo della cerimonia (sempre Brunetta), un altro che fregandosene della costituzione e del parere della maggioranza annuncia lo spostamento di tre ministeri dalla capitale a Monza (Calderoli), ancora un ministro della repubblica italiana che ad una festa mentre si canta l'inno alza il dito medio (Bossi), un presidente del consiglio che viene giudicato come corruttore in due processi, Mills e Mondadori, e continua a governare imperterrito mostrando però di pensare ai propri interessi, un partito di maggioranza che fa resistenza a negare l'autorizzazione a procedere per due suoi parlamentari pesantemente indagati. Il tutto sotto lo sguardo assente del Presidente della Repubblica che dovrebbe gridare "Altolà fermi tutti il nostro paese non può essere governato da un pluricondannato per corruzione". Ed invece si sta preparando la grande trappola per il popolo italiano. In nome della crisi finanziaria e del fallimento dello stato, Berlusconi stesso fa appello alle opposizioni, che cedono senza fare resistenza. Questo sarebbe stato il momento clou per un'opposizione seria che avrebbe dovuto dire: vuoi la collaborazione ? Benissimo am con almeno tre condizioni: 1. cambiare la manovra per non far pagare a pensionati (blocco dell'adeguamento fino al 2014), lavoratori dipendenti (blocco stipendi fino al 2014) e piccoli risparmiatori (aumento del 400% dell'imposta di bollo sui Bot); 2. taglio dei costi della politica di almeno il 50%; 3. dimissioni di Berlusconi dopo l'approvazione della manovra. Ed invece da Di Pietro, al Pd, a Casini tutti pronti a calare le braghe, non le loro ma quelle dei cittadini italiani, in nome di una presunta solidarietà per salvare lo stato ... o le loro poltrone. Ormai il popolo è abbandonato a se stesso ed allora non ci si meravigli se poi il popolo prevaricato reagisce con violenza come in Val di Susa.




sabato 9 luglio 2011

Alla corte dei cretini

Queste ultime settimane hanno messo in chiaro, anche per i più ottusi, come l'Italia sia in balia di una governo guidato da una specie di monarca attorniato da una corte di uomini fantoccio, con al più un paio di eccezioni, che in un momento di difficoltà sono capaci solo di scontrarsi l'uno contro l'altro o semplicemente di lusingare il loro re. Sinceramente non si capisce esattamente a che gioco stiano giocando oppure se non si tratti di un gioco ma semplicemente di uomini incapaci di assolvere un compito così gravoso come governare un paese. Fino ad oggi, in questi tre anni di governo, si sono semplicemente cimentati in provvedimenti marginali se pur con consequenze disastrose per il paese, vedi gli interventi della Gelmini nel settore dell'istruzione, oppure in una sequela di leggi e leggine per salvare il proprio re dai processi in cui è coinvolto in virtù del suo stile di vita e di imprenditore sempre ai margine della legalità. Ma oggi che il governo è chiamato ad intervenire per contrastare la grave situazione causata dalla crisi economica, che non è stata fino ad oggi affrontata in maniera efficace, vengono alla luce tutte le inadeguatezze degli uomini del monarca e soprattutto il loro basso profilo sia come governanti che come uomini. D'altra parte un uomo come l'Indagato del Consiglio, abituato a gestire le proprie imprese come un vero e proprio dittatore, incapace di confrontarsi in maniera democratica con eventuali oppositori, non poteva che circondarsi di uomini senza "palle" con una o due eccezioni. Che il governo in questi tre anni abbia perso tempo è ineccepibile altrimenti non sarebbe stato necessario il richiamo dell'Unione Europea per metter a punto una manovra che consenta di evitare il disastro greco. Un governo capace avrebbe dovuto rendersi conto e non aspettare l'ultimo momento per intervenire, e forse Tremonti era a conoscenza di questa situazione ma o è stato costretto a non fare niente fino ad oggi, oppure non si è reso conto della situazione economica. In entrambi i casi anche lui ssiamo autorizzati a dargli del cretino come lui ha fatto con Brunetta. Già Brunetta il ministro cretino per antonomasia. Tremonti ha scoperto l'acqua calda con quel fuori onda durante la conferenza stampa sulla manovra. Una manovra di 45 miliardi di euro circa nella quale l'incidenza degli interventi nella pubblica amministrazione è del 0,47%, quasi una nullità ma per spiegare la quale il nanoministro si è esercitato in elucubrazioni la cui incidenza è più insignificante della sua altezza. Ma non si è risparmiato nello sparare cazzate, come quando ha detto che il potere d'acquisto degli stipendi dei dipendenti pubblici sarebbe rimasto invariato in questi tre anni: un candidato al premio nobel dovrebbe spiegare come fa un potere di acquisto di uno stipendio a rimanere invariato quando lo stesso stipendio è bloccato. La deficienza di questo ministro si è poi manifestata in tutta la sua magnificenza il giorno dopo quando ha addirittura organizzato una conferenza stampa per spiegare di non aver capito come mai Tremonti gli avesse chiesto scusa dopo che il video in cui si mostrava il ministro dell'economia che gli affibbiava epiteti non certo elogiativi. Anche il comportamento di Tremonti non è certo quello di un ministro della levatura come dovrebbe avere un personaggio del genere. Durante una conferenza stampa sulla manovra mentre il collega Brunetta si esercita nel suo sproloquio, lui con la sua erre moscia lo definisce prima scemo, poi cretino, poi incompetente insomma non certo un bello spettacolo per un paese che sta con l'acqua alla gola. Ma i due non sono gli unici protagonisti di questo spettacolo che da bambini dell'asilo. Che dire di Sacconi che interpellato da Tremonti, sempre durante la conferenza stampa sulla manovra, che chiede conforto al collega sull'imbecillità di Brunetta, risponde candidamente che non stava ascoltando. Ma la lista si allunga con un altro deficiente alla corte di Berlusconi: il neo segretario del Pdl Angiolino Alfano. Forse Alfano non si rende conto che il sue declassamento per investitura diretta, tipico istituto da monarchia, alla segreteria di un partito che si autodistruggerà quando il re uscirà dalla scena, è un declassamento dovuto alla sua inettitudine da ministro della giustizia che viene subito confermata anche nelle vesti di segretario di partito. Si perchè mentre Berlusconi dichiara che il candidato premier del centro destra nel 2013 sarà proprio lui, Alfano, il buon Angiolino quasi in contemporanea nel suo primo discorso ufficiale dichiara che il centro destra nel 2013 avrà ancora bisogno della premiership di Berlusconi. Paura ehhhh !!!!! In questa corsa al primato del miglior cretino o deficiente della corte, tutti gli altri ministri sono praticamente assenti non hanno nemmeno titolo per partecipare a questa sorte di incoronazione. La Russa ha il suo bel da fare perchè la Lega sta cercando di sottrargli il giocattolino delle varie missioni di guerra e quindi non avà più il suo risiko da gestire. I ministri leghisti che dopo averne sparate tante, dai ministeri a milano alla fine della guerra alla manovra che non avrebbero dovuto votare, ora sono in fase di stallo per pensare ad una nuova cazzata stratosferica. Tutti gli altri silenzio tombale non hanno nemmeno la capacità di emergere in questo gioco al massacro. Per ultimo poi c'è il capo, Silvio Berlusconi, che di volta in volta sconfessa tutta la sua corte quando qualcuno si prende l'iniziativa di pensare con la propria testa, evento nmolto raro, ed in questi giorni tocca a Tremonti al quale vengono addossate tutte le colpe relative ai vari codicilli presenti nella manovra che avrebbero dovuto portare qualche piccolo vantaggio all'Indagato del Consiglio. La domanda allora è: ci stanno facendo per distrarre il paese da una situazione tragica o sono proprio incapaci di fare qualcosa di serio ? Nel frattempo però il mondo della finanza e dell'economia non sta a guardare, ieri la borsa ha perso il 3,5% peggio di quanto accaduto in Portogallo ormai affiancato alla Grecia. Ma si sa ora siamo in estate tutti nodi verranno al pettine a settembre per ora gli italiani se ne vanno al mare, purtroppo i cretini invece sono ancora all'opera ed i danni alla fine saranno ingenti e speriamo non irreparabili.

giovedì 7 luglio 2011

Quando parliamo seriamente della manovra ?


Certo che Berlusconi è una gran figlio di buona donna, con tutto il rispetto per la madre, per non dire di peggio. E' sicuramente un grande maestro per distrarre l'attenzione dai problemi reali che colpiscono e interessano davvero i cittadini. I suoi scandali a luce rosse, le sue leggi e leggine sulla giustizia, le sue dichiarazioni altisonanti e offensive verso tutti gli avversari, tutti i mezzi sono buoni per nascondere la propria incapacità di governare in un paese democratico. E così ormai da tre anni il paese naviga e galleggia nel bel mezzo di una crisi mondiale senza precedenti che presto travolgerà anche il nostro paese dopo Grecia Portogallo. Anche quando c'è di mezzo il ministro che dimostra di essere il più serio, almeno si tiene distante amministrative a parte da dichiarazioni inconcludenti, Tremonti non può fare a meno con la complicità anche del ministro dell'economia di usare questa strategia. La manovra che si sta varando è una delle più pesanti della storia per la classe media del nostro paese, per i lavoratori dipendenti e per i pensionati. Ma per distrarre l'attenzione da quello che saranno i prossimi quattro anni, l'Indagato del Consiglio ha fatto inserire qua e là delle norme che niente hanno a che vedere con la manovra ma che servono a far parlare e scandalizzare tutti in quanto norme a pro favore suo. Ieri è stata soppressa dopo giorni di discussione l'articoletto che consentiva a Finivest di risparmiare qualche centinaio di milioni di euro almeno in prima battuta, ed ecco che oggi ne spunta subito un'altra vara dal fido ministro Romani, quello che ideò la trasmissione Colpo Grosso .. capito da chi siamo governati ?. Il codicillo impedirà alle piccole emittenti private che saranno private di frequenze sul digitale terrestre di riccorrere al Tar ma di avere diritto solo ad un piccolo risarcimento. Già perchè Romani si appresta a consegnare le suddette frequenze alle compagnie telefoniche (avete capito perchè Santoro non va più alla 7 ... ? ) e non può rischiare ricorsi che poi potrebbero essere immancabilmente vinti. Ora naturalmente il problema è serio ma il pensionato che si vedrà bloccata la pensione fino al 2014, il dipendente pubblico che si vede bloccato lo stipendo fino al 2014 (quindi inevitabilmente per entrambi ci sarà una diminuzione di pensione e stipendio), il risparmiatore che vede quadruplicata l'imposta di bollo sui Bot (da circa 30 euro ad oltre 130 euro) e quindi praticamente annulati gli eventuali interessi a meno che con possieda centinaia di migliaia di Bot, ecco a questa gente che gliene viene dei soldi che dovrà sborsare Fininvest e delle frequenze del digitale terrestre ? Certo problemi seri ma pensionati e lavoratori dipendenti avranno presto problemi di pura sopravvivenza .... ne vogliamo parlare .. ? Partito Democratico ... Idv ... Terzo Polo .. che fate .. ?





mercoledì 6 luglio 2011

L'ennesimo tradimento del PD ....


A volte e' molto triste avere delle conferme soprattutto quando queste riguardano i propri ideali ed i propri principi consolidati nel tempo che poi vediamo dissolversi oppure calpestati da chi invece dovrebbe difenderli. Ho sempre pensato che la vicenda del Partito Democratico fosse un'enorme fregatura per tutta la sinistra e per chi aveva creduto in una vera alternativa per questo paese fondata su ideali di solidarieta', uguglianza, difesa delle classi piu' deboli. La lenta trasformazione del Partito Comunista, che rappresentava la vera alternativa, in un partito sempre piu' vicino al ceto medio-borghese ha sempre rappresentato un processo costante di distruzione progressiva di quegli ideali che erano e restano ben radicati e solidi nel mio pensiero come nel pensiero di molti altri cittadini di questo martoriato paese. L'atto finale di questa trasformazione e' avvenuto con la nascita del Partito Democratico, un evento che ha visto la distruzione definitiva del piu' grande partito comunista del mondo occidentale e l'avvio della frammentazione della sinistra italiana che si e' trovata comunque senza un punto di riferimento sostanziale. L'operazione, oltre che completamente distruttiva di ideali e principi sui quali era nato il Partito Comunista Italiano (come sia possibile conciliare quegli ideali e principi con personaggi provenienti dal mondo cattolico come per esempio la Bindi o Castagnetti ancora mi risulta incomprensibile), e' stata condotta anche nei tempi sbagliati proprio nel bel mezzo cioe' del governo Prodi che a fatica aveva vinto le elezioni dopo 5 anni distruttivi per l'Italia di Berlusconismo. Ed infatti il governo e' caduto in due anni senza nemmeno porre rimedio ad una delle piu' oscene ed antidemocratiche leggi che siano mai state approvate in Italia, quella della legge elettorale. Ma lo scempio non si e' fermato. Non contenti di aver fatto cadere il governo Prodi, Veltroni e Rutelli, hanno deciso di lasciare la vera sinistra, quella di Rifondazione e PCI, al proprio destino con il risultato di aver consegnato un'altra volta il paese a Berlusconi e di aver causato l'estromissione dal parlamento della sinistra stessa. Da quel momento e' iniziata un'opposizione all'acqua di rose, con una progressiva perdita di pezzi, per finire, appena il centro destra e' andato in crisi, al tragicomico corteggiamento della triade Casini, Fini, Rutelli. Il perdurare del governo Berlusconi-Bossi dopo la cacciata dei Fini e' anche dovuto all'inconsistenza dell'opposizione lasciata esclusivamente nelle mani Di Pietro che purtroppo e' piuttosto inefficace dal punto di vista comunicativo. Dopo le elezioni amministrative ed il referendum, con la sconfitta pesante di Berlusconi che aveva impostato la tornata elettorale sul piano personale, si pensava che il Partito Democratico prendesse in mano la situazione ed agisse in maniera tale da abbattere definitivamente il regime imposto da Berlusconi per tornare al governo e finalmente iniziare una nuova stagione per l'Italia. Per arrivare a questo risultato sarebbe stato necessario intensificare l'attivita' di opposizione prendendo spunto da qualsiasi situazione si presentasse e da qualsiasi provvedimento che il governo si fosse apprestato a presentare in parlamento. Naturalmente insieme a questa attivita' di opposizione sarebbe stato necessario immediatamente scegliere in maniera chiara un leader ed avere un programma intorno al quale riunire tutta la sinistra e non quelle frange all'interno del parlamento che gia' hanno avuto esperienze con Berlusconi (Casini, Fini). Ma il Partito Democratico non si e' smentito ed anche nel momento di maggiore debolezza di Berlusconi non ha saputo ergersi alla vera alternativa di cui questo paese avrebbe bisogno. La ciliegina sulla torta si e' avuta ieri. Nel momento in cui il governo sta portando un attacco violento al paese ed ai suoi cittadini sia con la vicenda della Tav dove ha messo in campo polizia e carabinieri per reprimere una protesta pacifica sia soprattutto con una manovra finanziaria che, in un momento di grande difficolta' dovuto alla crisi economica, va a colpire il ceto medio basso con blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici, con il blocco delle pensioni, con la tassazione dei Bot. Il tutto senza andare a toccare i vari privilegi della casta e dei politici. Di Pietro ieri ha tentato una manovra che avrebbe dovuto in qualche modo mettere in difficolta' il governo da una parte e dell'altra introdurre finalmente il problema dei costi della politica per dare un segnale al paese che anche la casta e' pronta a fare i propri sacrifici. La proposta, l'abolizione delle province, fra l'altro fa parte del programma di governo sia del centro destra che del Partito Democratico e quindi avrebbe dovuto trovare consensi unanimi. Il Pd, sotto il ricatto della Lega che vede le Province un modo per esercitare un potere che sta vacillando, ha votato contro la proposta ... ed il Partito Democratico che cosa fa .. ? Si astiene. Questi e' un bel segnale per tutti coloro che si troveranno a pagare i costi della manovra e che soprattutto fra due anni, quando forse il governo Berlusconi sara' caduto, vedranno le loro tasche svuotate per rimettere in sesto il paese si ma anche per mantenere a questa massa di manigoldi i propri privilegi.

lunedì 4 luglio 2011

Terrorismo di Stato e non solo per la Tav


Che il declino di Berlusconi e della maggioranza di centro destra fosse un momento ad alto rischio per la democrazia di questo paese e per ogni settore della vita sociale ed economica era abbastanza chiaro soprattutto dopo le batoste elettorali e referendarie di maggio e giugno, ma che la reazione fossi così violenta e di stampo terroristico forse nessuno se lo aspettava. Maroni oggi parla di tentato omicidio da parte dei dimostranti No-Tav ma forse dimentica che le popolazioni della Val di Susa sono anni che dimostrano pacificamente e che solo una settimana fa lo Stato ha utilizzato la forza, in perfetto stile da regime totalitario, per soffocare una protesta civile e sacrosanta. Nessuno in questi anni, nè da destra nè dal centro nè da sinistra, si è preoccupato di capire i motivi della protesta, di analizzarli ed eventualmente di rassicurare quelle popolazioni sulla opportunità dell'opera e sul rapporto vantaggi/rischi. Certo nessuno lo ha fatto perchè non avrebbe avuto motivazioni valide per farlo ed allora si è preferito andare avanti per anni fino ad arrivare all'uso della forza contro popolazioni pacifiche che intendono solo difendere il proprio territorio. Ed ora che cosa si pretendeva ? Che in seguito all'attacco di stampo terroristico dello stato contro popolazioni inermi, le stesse popolazioni si mettessero a tacere come tante pecorelle ? Se fosse andata così sarebbe stato un segnale inequivocabile di una protesta strumentale, ma l'opposizione alla Tav di tutta la Val Susa ha motivazioni serie che non possono essere stroncate con qualche candelotto lacrimogeno e qualche manganellata fuori luogo. E così ieri è andato in scena il secondo atto di questa che ormai è diventata una guerra e non sarà l'ultimo e soprattutto sarà sempre più violenta se si intende ottenere qualche risultato. Non sono i manifestanti a dover essere accusati di omocidio ma lo Stato di aver scatenato una guerra civile purtroppo con la complicità anche delle opposizione e quello che è peggio del Capo dello Stato.

Ma il terrorismo di Stato in questi giorni non si manifesta solo attraverso la violenza fisica ma anche attraverso la violenza del potere. Come interpretare per esempio la manovra economica che si sta mettendo a punto per sistemare i conti dello Stato e nella quale mentre da una parte si mette in campo un vero e proprio furto a danno dei pensionati e dei dipendenti pubblici, dall'altra si scrive un articolino che non ha nessun impatto sui conti pubblici ma consente all'azienda dell'Indagato del Consiglio di eventualmente risparmiare i circa 500 milioni di euro che dovrà pagare per il caso Mondandori. Questo non è terrorismo ? E che cosa dire del fatto che l'unico parlamentare dei quali i magistrati hanno chiesto l'arresto per il caso della P4 viene fortemente tutelato dal parlamento che rimanda la decisione di concedere o meno l'arresto ? E dell'enorme "puttanaio" uscito fuori dalle intercettazioni telefoniche dei dirigenti Rai che contrattavano con Mediaset i servizi da mandare in onda per oscurare certe informazioni che potevano risultare scomode al buon cavaliere ? E dell'ipocrisia di Silvio Berlusconi che invita le regioni ad aiutare Napoli per lo smaltimento dei rifiuti dopo che lo stesso governo presieduto dall'Indagato ha varato un decreto che di fatto frappone mille cavilli alla collaborazioni con Napoli di comuni, province e regioni ? E della delibera dell'Agcom che praticamente oscurerà in Italia, unico caso al mondo, migliaia di siti e blog in seguito all'assurda norma sul diritto d'autore ? E dello stesso governo che in un momento di aumento incontrastato del prezzo del petrolio inserisce una tassa sulla benzina per finanziare di fatto la guerra in Libia che vogliamo dire ? Tutti queste iniziative non sono atti di terrorismo contro la popolazione ? Ed al terrorismo come si risponde ? Se si deve seguire la strategia del nostro paese ... con la guerra .. ed allora che finalmente guerra sia una volta per tutte.

domenica 3 luglio 2011

Alla violenza dello Stato non si può che rispondere con la violenza

La violenza si manifesta secondo diverse e molte modalità anche se poi quella che colpisce l'immaginario collettivo, che fa più notizia e che tutti sono sempre pronti a condannare è solo la violenza fisica. Ci sono purtroppo delle forme di violenza che possono creare danni sicuramente meno visibili ma altrettanto sicuramente più invasivi e che lasciano segni molto più indelebili. Ed allora come rispondere o come difendersi da questo genere di violenza se non con altrettanta violenza ? Se poi ha generare una simile violenza è addirittura lo Stato contro i propri cittadini quale forma di protesta o di contrasto hanno i cittadini stessi per difendersi e per non essere travolti in questa spirale ? Sicuramente la violenza. E' quanto sta accadendo in Val di Susa dove la popolazione di quella valle sta lottando contro lo stato per impedire un'opera inutile e disastrosa in termini ambientali per tutta la valle, la famosa Tav. Che diritto ha lo stato di intervenire pesantemente con un'opera ad alto impatto ambientale modificando se non addirittura distruggendo il tessuto sociale e soprattutto ambientale di un intero territorio come può essere la val di Susa ? Interventi del genere dovrebbero essere concordati con le popolazioni che vivono da secoli in quei territori, soprattutto se lo stato di cui stiamo parlando sta tentando di darsi un'organizzazione di tipo federale e quindi concedendo autonomia alle amministrazioni legali. Lo Stato non ha saputo creare un sinergia fra popolazioni ed amministrazioni locali e lo Stato stesso benchè ormai il movimento No-Tav avverso all'opera sia ormai in azione dal 2003 circa da ben otto anni. Le ragioni dei No-Tav sono confrontabili con quelle di coloro che sono favorevoli all'opera e quindi, non essendo prevalente una motivazione rispetto ad un'altra, il governo avrebbe dovuto quanto meno effettuare degli studi seri e concreti sull'impatto e sulla reale necessità di questa grande opera. Studi e analisi che non sono stato effettuati e che quindi lasciano intravedere altri interessi che niente hanno a che vedere con lo sviluppo del paese. La Stato ha quindi deciso di usare la forza intervenendo con le proprie forze di polizia in perfetto assetto di guerra per poter dare inizio ai lavori. Una strategia da regime dittatoriale e totalitario, una strategia senza precedenti in questo paese. Una violenza nella violenza. La prima violenza quella di non rispettare e comunque di non tentare una strada conciliativa e di collaborazione con le genti di quella valle, la seconda violenza utilizzata per spazzare via tutti coloro che protestavano da anni distruggendo campi e barricate innalzate in maniera pacifica. Come rispondere allora a questa violenza ? Oggi era in programma una manifestazione per protestare contro l'inizio dei lavori, ma una manifestazione pacifica avrebbe avuto qualche risalto a livello nazionale e soprattutto qualche effetto immediato ? Assolutamente no. Dopo aver aperto i cantieri con la forza non c'e' altra strada per protestare e per tentare di impedire questa mostruosità che l'utilizzo della forza. Anzi oggi i manifestanti No-Tav hanno ceduto troppo presto e se vogliono ottenere qualcosa di concreto è necessario usare ancora maggiore violenza altrimenti chi li ascolterebbe ? Purtroppo nella bagarre è intervenuto anche quel cretino di Beppe Grillo che con il suo intervento ha dato un motivo in più per mezzi di informazione e politica di scagliarsi contro di lui e di consequenza contro tutto il movimento. Comunque tutti i partiti ed il Presidente della Repubblica sono molto patetici perchè ora è troppo facile condannare i manifestanti che hanno utilizzato la violenza quando contro di loro è stata usata una doppia violenza, prima non tenendo minimamente conto della loro protesta e poi soffocando la stessa con la violenza una settimana fa, che cosa ci si aspettava ora che tutti se ne tornassero a casa felici e contenti dopo oltre 8 anni di proteste ? No ... se lo Stato usa la violenza a maggior ragione la può utilizzare che è sopraffatto da tale violenza ... e le responsabilità sono dello Stato stesso che non è in grado di dimostrare come un'opera come la Tav sia di interesse generale piuttosto che un grande affare per lobby, malavita oltre che un vero e proprio scempi0o per il nostro bel paese.

La storia siamo noi .... ma che storia saremo ?


"La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso" recitava un stupenda canzone di Francesco De Gregori, e che storia saremo fra 100 anni quando questi oscuri anni saranno studiati sui libri di scuola ? Quale sarà la storia di un paese che ha visto l'impero romano, il rinascimento, il risorgimento, la resistenza quando si dovrà raccontare questo periodo storico che non conserva niente del suo passato ed anzi lo distrugge giorno per giorno e più facilmente di quanto non si riesca a fare con l'immondizia a Napoli. Non sarà facile dopo i fasti e le gesta eroiche di un passato nemmeno tanto lontano raccontare di ministri che per esempio propongono di risolvere il problema dei rifiuti di Napoli utilizzando lanciafiamme per bruciare la spazzatura per le strade, oppure di un altro ministro che criticando, giustamente, la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan non fa riferimento alla costituzione che proibirebbe all'Italia di partecipare ad una guerra, ma piuttosto dichiara che i soldati italiani con tutto quello che costano, muoiono anche. E cosa dire di un parlamento che vota una mozione nella quale riconosce al Presidente del Consiglio la sua buonafede quando ha scambiato una puttanella minorenne come la nipote di un capo di stato. Per non parlare poi della prostrazione che lo stesso Presidente del Consiglio ha mostrato nei confronti di una dittatore come Gheddafi consentendogli di arrivare nel nostro paese piazzando un tendone da circo nel bel mezzo della capitale, per poi inginocchiarsi ai suoi piedi per baciargli le mani. Ed ancora che cosa dire di uno stato che per realizzare un'opera inutile, la Tav in Val di Susa, non tiene conto dell'opposizione delle popolazioni che vivono in quel territorio e scaglia polizia e forze dell'ordine o meglio del disordine per imporre il proprio volere come se ci trovassimo in un regime totalitario e non in una repubblica democratica. E che cosa si scriverà sui libri di storia a proposito delle intercettazioni telefoniche che giorno dopo giorno escono dai verbali di indagini giudiziare e dalle quali si delinea l'immagine di un potere politico asservito ad un'organizzazione massonica gestita da un personaggio ancora non ben definito. Un personaggio al quale fanno riferimento tutti, capo del governo, ministri più o meno importanti, sottosegretari, uomini politici di primo e secondo piano, e che sembra manovrare non si sa a quale titolo le sorti del governo del paese. Come poi verranno giudicate e raccontate le nostre missioni di pace condotte con soldati armati di tutto punto che muoiono ed uccidono in nome della paca appunto per aggirare la carta costituzionale di questo paese ormai calpestata ogni giorno da chi ha responsabilità di governo. Sarei poi anche curioso di leggere come gli storici descriveranno le riunioni pagliaccesche di un partito di governo che si è inventato di sana pianta uno stato nello stato, la Padania, che fa rivoltare nella tomba tutti i personaggi della storia passata che hanno combattuto e perso la vita per la creazione dello stato italiano. Ecco sarei proprio curioso di leggere come la storia racconterà questi anni .... o forse non li racconterà e sarà riservata una mezza pagina sui testi scolastici in cui si citerà "All'inizio degli anni 90 è iniziato un periodo di oscurantismo in cui un uomo, con le bocche da fuoco dei suoi mezzi di comunicazione di massa, ha preso il potere ed ha condotto il paese in un baratro dal quale l'Italia a fatica è risorta dopo xx anni" .. ma quanti saranno questi xx anni ? e soprattutto arriverà il momento del nuovo rinascimento o i danni provocati da un governante plurindagato saranno irreparabili ?

venerdì 1 luglio 2011

Il rais nostrano investe il successore ....



Dopo la farsa di 15 giorni fa della Lega a Pontida, oggi anche il Pdl ha avuto la propria pagliacciata per non essere da meno del partito dei fascisti verdi. E' stata una rappresentazione per certi aspetti comica ma per altri versi fortemente indicativa di come l'Indagato del Consiglio vorrebbe governare il nostro paese. In qualsiasi partito di uno stato democratico il segretario è eletto con delle votazioni libere nelle quali l'elettorato passivo erano i delegati territoriali del partito all'interno di un consiglio nazionale. Il partito democratico ha introdotto poi le primarie sulla falsa riga degli Stati Uniti, elezioni in cui i militanti del partito votano democraticamente il segretario nazionale del partito stesso. In ogni caso si tratta sempre di elezioni democratiche, quelle elezioni e quella democrazia che Silvio Berlusconi mal digerisce come dimostra l'eccessivo ricorso al voto di fiducia in parlamento sebbene abbia a disposizione una maggioranza schiacciante. I suoi partiti, Forza Italia prima e Pdl poi, non hanno mai avuto un'struttura classica come tutte le formazioni politiche presenti nel nostro arco costituzionale, ma piuttosto delle organizzazioni con un unico capo indiscusso, lui, che fa e disfa a proprio piacimento. La nomina oggi di un segretario politico è quindi un fatto straordinario per un partito come il Pdl ma un fatto che comunque mantiene i connotati di una successione di tipo dittatoriale. Berlusconi chiama Alfano, il delfino che ha tentato in tutti i modi di fare una legge per tenere il capo lontano dai processi, sul palco, invita la platea ad acclamare Angiolino segretario del partito, ed un centinaio di automi senza testa si alzano e battono le mani inneggiando il ministro fallito secondo i dettami del rais. Una scena patetica e squallida se si pensa che nelle prime file di quella platea a battere le mani sorridenti c'erano anche molti ministri del governo in carica. Ma quando Alfano ha preso la parola il livello del consiglio nazionale del Pdl si è subito alzato di livello. Si perchè il bravo Angiolino ha iniziato il suo intervento mettendo in chiaro la nuova linea politica del partito con queste due dichiarazioni: "il Pdl diventi il partito degli onesti" ... "lei presidente (rivolto a Berlusconi) è un perseguitato". La prima sembrava una battuta da attore di cabaret, la seconda la classica affermazione del servo del capo, peccato che questo servo sia anche il ministro della giustizia in carica. Questo è il manifesto politico del nuovo Pdl che subito si impegnerà per la riforma della giustizia e per regolamentare se non proibire le intercettazioni telefoniche. Perchè questi sono i problemi che interessano ... gli italiani ? .. Ma no il presidente del partito che è anche il presidente del consiglio che guarda caso è Silvio Berlusconi. Ecco il motivo dell'investitura. .