lunedì 27 giugno 2022

Merito di chi vince o demerito di chi perde ?

 


Alla fine di qualunque competizione, sia sportiva che non, si discute sempre sugli eventuali meriti del vincitore e i demeriti dello sconfitto. Naturalmente nel mezzo sta sempre la soluzione e la vittoria di uno dei contendenti è sempre da mettere in relazione con i demeriti del perdente. Una analisi equilibrata è fondamentale sia per non sopravvalutare i meriti del vincitore che per non sottostimare i demeriti del perdente, analisi che dovrebbe essere condotta in qualsiasi ambito compreso quello politico. Naturalmente in politica nessuno si sogna di fare una simile analisi ed il risultato finale è quello che conta anche quando il vincitore assoluto, ormai da diversi anni, è l'astensionismo. E' quanto accaduto anche nelle ultime elezioni amministrative che si sono concluse ieri con i ballottaggi. L'astensionismo al secondo turno ha superato il 60% dopo che al primo turno aveva toccato circa il 45%, numeri sempre crescenti e impensabili per chi ha vissuto l'era della prima repubblica. Altri tempi quelli quando sia che andavi a votare per le politiche o le amministrative sulle schede trovavi sempre gli stessi simboli ed i vari candidati erano riconoscibili senza se e senza ma. Oggi tutto è cambiato. Quando vai a votare per il sindaco del tuo comune trovi simboli o liste irriconoscibili e spesso incollocabili che hanno un solo obiettivo: favorire l'astensionismo o allontanare la politica dal cittadino anche quando il cittadino dovrebbe essere coinvolto in prima persona come nell'elezione del sindaco. E che succede ? Che un candidato eletto in uno schieramento opposto a quello della destra dichiara apertamente di non essere legato a nessun partito e nessun schieramento politico mentre chi lo ha in qualche modo appoggiato lo "elegge" a suo rappresentante e quindi annovera il suo successo come una vittoria. E' quanto accaduto per esempio a Verona dove il successo del candidato opposto alla destra, Tommasi, viene annoverato dal Pd come un suo successo. Rimane poi da stabilire in queste elezioni quanto peso abbia avuto la sufficienza, la litigiosità e l'incapacità del centro destra che si è diviso sui propri candidati. Due esempi su tutti. A Catanzaro il candidato del centro destra dichiara di essere un uomo del centro sinistra e quindi al ballottaggio non viene giustamente votato, a Parma il centro destra propone un candidato che 10 anni fa ha portato il Comune al disastro e sull'orlo del fallimento e quindi al ballottaggio prende una sonora batosta. Insomma il Pd esulta ma la vera partita si giocherà il prossimo anno e se non si fanno le giuste valutazioni saranno dolori.

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mercoledì 22 giugno 2022

Si allunga la lista dei politici che hanno preso per il culo il paese: Di Maio e M5S


E così è caduto definitivamente anche l'ultima illusione della politica italiana. 
  • Dopo Berlusconi e Forza Italia che, nonostante tre governi, hanno preso in giro il paese su ogni punto del loro programma (pensioni, lavoro, riforma giustizia) fino ad arrivare alla ridicola votazione nella quale il Parlamento ha "riconosciuto" Ruby come la nipote di Mubarak

  • Dopo la Lega di Salvini che ha tradito la coalizione di centro destra andando al governo con il M5S salvo poi chiedere i "pieni poteri" in virtù di un successo elettorale significativo

  • Dopo Renzi che nonostante il tentativo fallito di cambiare la Costituzione e la promessa di abbandonare la politica, si fa eleggere nel Pd, promuove il governo con M5S, il nemico di sempre, poi si sfila dando vita ad un nuovo partito
Ora era il turno del M5S. Il movimento della democrazia diretta, dello streaming, dell'uno vale uno, in questa legislatura ha voltato faccia a tutti questi bei principi utilizzati esclusivamente per ottenere consenso ma non certo per poi applicarli. Ecco, che vinte le elezioni del 2018, il M5S ha tradito ogni punto del suo programma fino ad arrivare oggi al suo leader più in vista, Luigi Di Maio ministro degli esteri, che bellamente cambia tutti gli equilibri politici in parlamento dando vita ad un nuovo partito o movimento come lo si voglia chiamare. Le motivazioni ? Semplici e di bassa lega politica: poiché la regola del secondo mandato era stata confermata da Beppe Grillo e quindi Luigino avrebbe dovuto abbandonare la politica nel 2023, il buon ministro ha pensato bene di sfilarsi e tentare con il suo nuovo movimento di mantenersi una poltrona, qualunque sia. 
Commenti a questa nuova carambola del sistema politico italiano ? Uno solo: ARIDATECI LA PRIMA REPUBBLICA.



 

martedì 14 giugno 2022

E' tutta colpa di Putin anche i 14 euro della margherita di Briatore

 


Terminata la sbornia delle polemiche sul voto dei referendum, ennesima dimostrazione che politica e paese sono un tutt'uno, si torna alle questioni serie: alla guerra Russia-Ucraina in atto e le sue conseguenze soprattutto sul mondo occidentale. Di fatto si tratta di una terza guerra mondiale anche se anomala rispetto alla prima ed alla seconda. C'è uno stato invasore, la Russia, che semina morte e distruzione in uno stato sovrano, l'Ucraina, ma sul terreno sono presenti solo le truppe dei due stati almeno ufficialmente, ed il resto del mondo partecipa armando lo stato sovrano invaso. Quindi di fatto tutti i principali attori del mondo occidentale che hanno partecipato a prima e seconda guerra mondiale partecipano anche a questa guerra. Oltre a fornire armi all'Ucraina poi si è pensato di indebolire la Russia con sanzioni economiche, sfornate al ritmo di una ogni 15 giorni, contro lo stato invasore. Purtroppo sanzioni che si ritorcono contro chi le ha emanate a causa della famosa globalizzazione che ha reso l'economia globale talmente concatenata e interdipendente che colpire un paese significa poi colpire tutti i suoi partner commerciali. Senza pensare poi che non si va a colpire gli unici settori che potrebbero mettere in ginocchio la Russia: le sue esportazioni di gas e petrolio. Non solo non si fa a meno di queste fonti energetiche ma si è ceduto al ricatto russo del pagamento in rubli delle sopracitate forniture. In questa situazione si innesca poi la speculazione su tutti i fronti possibili. 
Il prezzo del petrolio ha iniziato a salire prima dello scoppio della guerra ed ora, con il petrolio a oltre 120 euro il barile, i timidi effetti di aver cancellato a marzo qualche accisa sui carburanti sono già finiti e siamo già al prezzo di oltre 2 euro alla pompa ? La Russia però non ha chiuso i rubinetti e quindi cola della guerra ?
Stessa sorte per il costo dell'energia, elettrica e gas, in ascesa dalla fine dello sorso anno e non si vede la fine. Il governo stanzia 200 euro di rimborsi che per ottenerli è necessario fare domande che costano più dei rimborsi. Ma Putin non ha chiuso le forniture di gas e allora ?
C'è la crisi del grano, dell'olio di girasole e non si sa di quant'altro perché ormai sembra che tutto si produca in Ucraina, anche quella pasta italiana prodotta con "solo" grano italiano che però sembra provenire dall'Ucraina. Forse una volta mietuto viene invito ad Odessa per essere ripulito e tornare in Italia mentre ora è bloccato in Ucraina.
Nel frattempo la BCE di Cristina Lagard (Draghi non potevi rimanere tu ?) alza i tassi e provoca un altro collasso della borsa italiana che aggiunto a quelli dovuti alla guerra sta mietendo i risparmi dei piccoli investitori. Ma che ce frega è colpa di Putin.
In compenso in Russia chiude McDonald e tutti i punti vendita del marchio americano sono sostituiti da un marchio russo che fa affari d'oro. Il rublo si rivaluta grazie ai pagamenti di noi occidentali che, mandiamo armi in Ucraina, ma contemporaneamente finanziamo l'invasione di Putin.
Conclusione: recessione per il mondo occidentale, inflazione galoppante, potere di acquisto in discesa soprattutto in Italia unico paese europeo nel quale gli stipendi sono diminuiti dal 1990 in poi, spread a 242 punti. Quando accadde al primo governo Conte fu quasi impiccato .. ma ora c'è Draghi a lui tutto è permesso tanto è colpa di Putin.
Per fortuna che c'è la pizzeria di Briatore che alla modica cifra di 14 euro vi serve una pizza margherita, se poi ci volete anche una spruzzatina di tartufo si può fare ma dovrete arrivare a circa 49 euro, sapetela farina costa c'è i grano fermo nei porti ucraini. Mi raccomando prenotate in tempo perché sembra che fino al 30 giugno non ci sia un tavolo libero. Questa è l'Italia.

lunedì 13 giugno 2022

La politica e i cittadini a braccetto maltrattano la democrazia

Spesso in Italia si sentenzia che la politica è distante dai reali bisogni dei cittadini, che si occupa di problemi che non sono la priorità del paese o che non rispecchia la realtà del paese stesso. Potrebbe sembrare esattamente così ma poi arriva un semplice referendum e tutto questo castello cade miseramente facendo scoprire che in realtà la politica è esattamente lo specchio del paese. D'altra parte non potrebbe essere altrimenti ed oggi più che mai in quanto quasi tutti i partiti, chi più chi meno, vanno a raccattare personaggi da candidare non in base alle loro capacità politiche e amministrative come si faceva una volta, ma in base alla loro notorietà in altri campi. Qualcuno addirittura ci voleva far credere che chiunque, anche il semplice cittadino preso dalla strada, potesse andare in parlamento a rappresentarci. In realtà è stata portata in parlamento una degna rappresentanza di un paese che ha perso la bussola.
Accade che la classe politica da anni tenta senza successo di riformare una giustizia zoppicante e inadeguata ad un paese moderno, che trascina processi per decenni per arrivare spesso a sentenze contraddittorie che si smentiscono nei vari gradi di giudizio. Ma queste riforme non arrivano o se arrivano sono semplici leggine atte a favorire il politico di turno che le mette in campo, un politico che poi nonostante questi tentativi viene rieletto senza alcun ritegno. Di fronte a questa incapacità cronica arriva un giorno il genio della politica italiana, Matteo Salvini, che appoggiato da un branco di reduci da lotte di civiltà, i radicali, e da un suo omonimo, finto progressista di sinistra, Matteo Renzi, raccolgono un referendum proprio sulla giustizia. Il referendum propone quesiti incomprensibili al cittadino medio (anche anche per sua colpa, ma probabilmente anche al promotore stesso del referendum, e pensa di risolvere il problema della giustizia in Italia. Attenzione: tutto questo mentre il promotore sta al governo ed avrebbe tutti i titoli per riformare la giustizia. Il referendum arriva al voto ed il cittadino italiano che fa ? Non è nemmeno in grado di sparare un bel NO a quei quesiti (un paio veramente criminali) e quindi si adegua al comportamento inadeguato del politico: non va a votare in barba alla democrazia ed a chi ha dato la vita per garantire il diritto di voto a tutti. Ed ecco allora che il politico di turno, per giustificare questo insuccesso planetario, porta giustificazioni allucinanti per completare il quadro. La più assurda: l'accorpamento con le elezioni amministrative ha portato a non votare per il referendum.
Per inciso anche alle elezioni amministrative che si svolgevano in contemporanea si è registrata un'astensione ormai preoccupante, circa il 46%, a dimostrazione che ancora qualche anno e a qualcuno verrà in mente di cancellare il voto democratico magari portando a giustificazione un bel risparmio per la spesa pubblica. 

sabato 11 giugno 2022

Classe politica cialtrona e inadeguata

 


Domani si andrà al voto per un referendum sulla giustizia voluto dalla Lega e dai radicali e molto probabilmente non si raggiungerà il quorum necessario del 50% degli aventi diritti al voto affinché il referendum sia valido. Purtroppo molti rappresentanti delle istituzioni e molti organi di informazione, non ultima la televisione pubblica, si sono spesi in questi ultimi giorni al fine di agevolare gli elettori a non esercitare un diritto sacrosanto di una democrazia, quello del voto. Le giustificazioni più accreditate rispetto a questa soluzione, quella del non voto, sono due: i quesiti sono per lo più al fuori della portata del cittadino medio (che quindi la politica e l'informazione ritiene un perfetto imbecille incapace di informarsi), la Costituzione prevede il non voto. Tutte ragioni sacrosante se non fosse che non esercitare un diritto per il quale a suo tempo hanno sacrificato la propria vita migliaia di persone è un atto irresponsabile, ipocrita che offende la memoria della nostra storia. Certo i padri costituenti hanno previsto l'astensione come un atto non illegale, ma se qualcuno di loro potesse tornare in vita e rendersi conto dello stato della nostra democrazia molto probabilmente si pentirebbe di quella scelta. 

E' vero che abbiamo una classe politica inadeguata e cialtrona, incapace di mettere in campo una riforma essenziale e critica per la vita democratica di un paese come quella della giustizia, ma se rinunciamo a esprimere il nostro voto proprio su una questione come quella sottoposta all'attuale referendum non si fa che certificare tale inadeguatezza ed alzare bandiera bianca. C'è un semplice modo per DAVVERO protestare contro questa inadeguatezza: andare al seggio prendere le schede dei referendum e mettere una bella croce sui NO. Un NO sarebbe come a dire alla politica: queste sono questioni delle quali dovete occuparvi voi. Senza contare che poi almeno due dei cinque quesiti referendari sono veramente osceni e non andare a dire NO sarebbe come dire fate come vi pare.

Il primo riguarda la legge Severino "Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi" l'unico strumento in Italia per evitare che persone con sentenze definitive possano essere elette in parlamento o altri organismi elettivi". Naturalmente al centro destra ancora brucia che Berlusconi sia stato estromesso dal Senato proprio grazie a questa legge di civiltà.

Il secondo riguarda la custodia cautelare che il referendum prevede di eliminare. Il problema non sarebbe tanto eliminare la custodia cautelare quanto fare in modo di accelerare i processi ed evitare che persone rimangano in carcere per tempi lunghi senza che si celebri il processo. Sarebbe come dire che poiché ci sono molti evasori allora si eliminano le tasse. ù

Il vero problema della giustizia in Italia sono le lungaggini processuali e questi referendum non servono assolutamente a niente, meno che meno a risolvere i problemi della giustizia in Italia. La soluzione però non è rinunciare al voto, non ragioniamo con il paraocchi e senza una prospettiva a lungo termine. Qualcuno domani potrebbe dirci che poiché ormai a votare si reca una minoranza dei cittadini, le consultazioni di qualsiasi genere sono abolite. 

Andate a votare e se non sapete perché votate semplicemente NO ma NON RINUNCIATE AD UN DIRITTO SACROSANTO PER LA DEMOCRAZIA.

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mercoledì 8 giugno 2022

In una democrazia al voto non si rinuncia mai

 


E' una paese strano il nostro che ha vissuto una dittatura fascista sconfitta pagando un prezzo di sangue non indifferente ma che si è dimenticato molto presto tutte le brutture di un regime dittatoriale. Fra le più pesanti l'impossibilità dello svolgimento di votazioni di qualunque genere. Il momento più alto di una democrazia sta proprio nelle consultazioni popolari che siano elezioni politiche, amministrative o referendum, la votazione è lo strumento che il popolo ha per manifestare il proprio pensiero. A differenza di altri paesi in Italia a volte si abusa di questo strumento grazie ad una classe politica inadeguata a governare ma anche ad un popolo molto individualista e poco incline a pensare in termini di comunità. Uno degli abusi è stato proprio l'utilizzo di uno strumento previsto dalla Costituzione: il referendum. Il popolo italiano si è dimenticato che grazie al referendum abbiamo il divorzio in Italia e abbiamo una legge che regolamenta l'aborto (nonostante l'obiezione di coscienza che consente ad un dipendente pubblico di non rispettare una legge dello stato). Certo poi una classe politica incapace di promuovere leggi di civiltà spesso si è impegnata a promuovere referendum inutili invitando addirittura gli elettori a disertare le urne. Un comportamento inaccettabile per un rappresentante delle istituzione di una repubblica democratica. Fatto sta che negli ultimi 25 anni mai è stato raggiunto il quorum nei vari referendum. Un fatto gravissimo per la democrazia. Un comportamento anche surreale perché in questi anni si è esultato per le elezioni in Afghanistan (poi abbandonato al suo destino) e in Iraq portando questi eventi a giustificazione delle invasioni di quei due paesi come esempio di "esportazione di democrazia". Poi accade che nel nostro paese, esportatore di democrazia, si svolga una votazione per un referendum qualsiasi e chi è contrario invita allegramente i cittadini a non andare a votare. E quel che è peggio è che i cittadini seguono quell'invito criminale. Oggi poi siamo arrivati all'assurdo: c'è chi invita a non andare a votare non per ragioni inerenti al tema del referendum ma semplicemente perché per recarsi al seggio è obbligatorio indossare la mascherina. Siamo alla follia pura. AL VOTO NON SI RINUNCIA MAI.

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domenica 29 maggio 2022

Che sia il Papeete o il Cremlino non fa differenza

 


La statura di un uomo politico non si misura solo dalle idee che possono essere condivisibili o meno, ma anche dalle sue azioni o da come porta avanti queste idee. Uomini politici che possano essere definiti tali nel nostro paese non ce ne sono più da tempo. Berlinguer, Moro, Andreotti, ma gli stessi Craxi e Almirante pur con principi diversi fra loro se non totalmente opposti, si distinguevano per la loro intelligenza e per la loro statura politica. In quegli anni personaggi come Salvini non avrebbero potuto esistere, sia perché sarebbero stati presi a calci nel sedere in qualsiasi partito sia perché non avrebbero trovato consensi nemmeno fra i cittadini di un livello culturale molto più elevato di quello odierno. Salvini è uno di quei personaggi che parla semplicemente perché da fiato alla bocca ma non certo perché riesca a collegare il cervello, ammesso che ne abbia uno. Per lui andare al Papeete a strafarsi di mojito e aprire una crisi di governo chiedendo pieni poteri, oppure da ministro degli interni girare in un quartiere e suonare campanelli in cerca di presunti spacciatori, o infine andare al Cremlino magari strafatto di Vodka per parlare con un criminale che sta scatenando la terza guerra mondiale, fa poca differenza. Sono semplici atti che per il Matteo verde hanno tutti lo stesso significato (quale che sia ..) e quindi da mettere sullo stesso piano. L'unica sua capacità innata è quella di girare l'Italia nei luoghi dove si terrà una qualche votazione per sbafare a quattro ganasce quello che il luogo stesso offre: che si prosciutto prelibato, un cocktail di 40 gradi, o una merendina del mulino bianco fa poca differenza: importante è magnare e sparare cazzate. Vi immaginate ai tempi di Andreotti, Berlinguer, Moro un La Malfa qualsiasi che dichiarava di andare a parlare con Krusciov per tentare di abbattere il muro di Berlino ? Sarebbe stato internato immediatamente, dichiarato incapace di intendere e volere, e gli sarebbe stata tolta la patri podestà. Tanto più che Salvini usa i propri figli quando più gli fa comodo e sempre per la sua propaganda politica o meglio presunta politica. Dopo la valanga di No al suo presunto viaggio a Mosca infatti ha dichiarato "Ma chi me lo fa fare, me ne starò a casa con i miei figli". Poveri ragazzi tirati in ballo anche in questa ennesima vicenda vergognosa del leghista.

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mercoledì 25 maggio 2022

Reddito di cittadinanza: Renzi spara a salve

 


Il buon Matteo Renzi ci ha abituato nella su carriera politica alle sparate che poi nel migliore dei casi si sono risolte nel nulla, nel peggiore nell'esatto contrario di quanto andava blaterando. Sono ormai oggetto di studio le sue sparate sull'articolo 18 che non costituiva un problema salvo poi abolirlo appena arrivato al governo o le promesse di diretta tv nazionale sul suo presunto abbandono della politica se avesse perso il referendum. Oggi trova terreno fertile nello scagliarsi contro il Reddito di Cittadinanza con la clamorosa iniziativa della raccolta firme per un referendum abrogativo di quel provvedimento. Senza entrare nel merito del RdC voluto fortemente dal M5S, Renzi sa benissimo che quella iniziativa è solo un amo per i gonzi e magari raccattare qualche voto alle prossime elezioni politiche da parte del mondo imprenditoriale favorevole all'abolizione del RdC. Infatti il giovanotto lancerà la raccolta firme a partire dal 15 giugno prossimo quando sa benissimo che questa sua iniziativa, a causa proprio delle elezioni nel 2023, non potrà andare in porto se tutto andrà bene addirittura nel 2025. Tutto a causa di una legge, la 352 del 1970, che limita esclude la possibilità di convocare l'elettorato in prossimità di elezioni politiche.  Naturalmente però il solo annuncio ha fatto sì che tutti i Tg dessero ampio spazio all'ennesima bufala renziana portando il bullo di Rignano all'onore delle cronache. Renzi si prepara a tentare di non scomparire alle prossime elezioni e quindi si schiera con quell'ala neoliberale di destra presso la quale tenta di accasarsi per non rimanere senza poltrona alle prossime elezioni. Si può essere favorevoli o no al RdC che purtroppo è rimasto un provvedimento incompleto in quanto non accompagnato da politiche adeguate sul lavoro come d'altra parte avviene ormai da decenni nel nostro paese, ma avuto un merito: quello di consentire ai giovani di ribellarsi allo sfruttamento messo in atto a loro danno e agevolato fra l'altro dal famoso Jobs Act di renziana memoria (che nessuno ha avuto il coraggio di abolire o modificare). Chissà se ora Renzi si lancerà anche in una delle sue proverbiali promesse: se non aboliamo il RdC mi ritiro dalla vita pubblica ed emigro in Arabia Saudita a elargire chiacchiere.

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domenica 22 maggio 2022

Alternanza scuola-lavoro ovvero licenza di uccidere anche gli studenti

 


L'alternanza scuola lavoro nasce sotto un principio più che condivisibile quello di dare l'opportunità ai nostri studenti di fare esperienze dirette nel mondo del lavoro durante il periodo dei loro studi. Il progetto rientra nel progetto "Buona Scuola" del governo Renzi e dopo 7 anni rappresenta uno dei tanti disastri portati avanti da quel governo. In realtà questa opportunità per gli studenti è diventata un'opportunità per le aziende che approfittando di questo progetto ottengono forza lavoro a costo zero. Lo studente viene utilizzato come un lavoratore qualsiasi naturalmente a salario 0 sviando gli obiettivi della legge e quindi gli studenti/lavoratori si ritrovano a subire tutte le storture del mondo del lavoro. La più grave di queste storture riguarda la sicurezza sul lavoro. Nel 2022 si sono già avuti tre incidenti sul lavoro, due dei quali mortali, che hanno coinvolto studenti coinvolti in attività che niente avevano a che vedere con uno stage. L'ultimo incidente due giorni fa ha visto coinvolto un ragazzo di 17 anni rimasto ustionato mentre stava facendo ... pulizie in una carrozzeria. Ora che cosa possa avere a che fare con l'alternanza Scuola/Lavoro fare pulizie in una carrozzeria è tutto da scoprire. Dopo questo incidente il ministro dell'istruzione garantisce che "saranno estese alla scuole le regole di sicurezza sul lavoro". Un messaggio chiaro ai nostri studenti: preparatevi a morire. Nel periodo gennaio-marzo 2022 l'Inail ha ricevuto oltre 194mila denunce per infortunio sul lavoro, oltre 65mila in più rispetto al 2021, con 189 morti. Estendere le misure di sicurezza sul lavoro anche agli studenti impegnati nell'alternanza scuola/lavoro più che una garanzia sembra suonare come una minaccia ... un campana che suona a morto. Cari studenti .. ribellatevi ma non con manifestazioni di piazza quanto piuttosto rifiutandovi di essere sfruttati e mandati al macello.

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martedì 10 maggio 2022

La terza guerra mondiale di fatto è già iniziata

 


Gli avvenimenti di questi ultimi giorni ci dicono che la terza guerra mondiale è ormai di fatto iniziata e se per ora si combatte solo in Ucraina, le truppe russe sono contrastate dall'esercito Ucraino dotato di armamenti che provengono da tutto il mondo occidentale Stati Uniti ed Europa in testa. Forse senza questi aiuti l'Ucraina sarebbe già capitolata, aiuti che non si limitano solo alla fornitura di armi ma anche a supporto logistico soprattutto da parte delle forze armate statunitensi. Le guerre ormai non si combattono solo sul campo ma anche in smart waging war: l'intelligence statunitense indica per via telematica all'esercito ucraino i bersagli da colpire come le due navi russe colpite nel Mar Nero. Grazie a questa tecnologia gli Stati Uniti avrebbero potuto sicuramente prevedere l'invasione dell'Ucraina di Putin, ma soprattutto avrebbero altrettanto sicuramente potuto evitarla se solo lo avessero voluto. Ed invece hanno agevolato l'iniziativa di Putin schierando truppe e basi della Nato ai confini dell'Ucraina e in qualche modo agevolando l'aggressione criminale del dittatore russo. Gli Stati Uniti non mirano alla pace ma hanno come obiettivo la destituzione di Putin soprattutto se poi la guerra sul campo si svolge oltre l'oceano e nel cuore dell'Europa. Una dimostrazione plateale delle reali intenzioni degli Usa si è avuto in questi ultimi giorni. Zelenski alcuni giorni fa si dichiara pronto a trattare tornando alla situazione prima del 24 febbraio accettando di discutere del Dombass senza citare la Crimea e quindi di fatto accettando l'annessione alla Russia. Dopo poche ore, una volta analizzata la dichiarazione del presidente ucraino, subito interviene Stoltenberg, il segretario generale della Nato, che in maniera molto chiara afferma: "I membri della Nato non accetteranno l'illegale annessione della Crimea, l'Ucraina deve vincere questa guerra perché difende il suo paese" Più dichiarazione di guerra di questa ... !!! Il fatto grave è che non vi sia stata nessuna reazione da parte dei membri Nato che hanno accettato supinamente la dichiarazione di guerra alla Russia. A rafforzare la posizione del segretario della Nato ci ha poi pensato il segretario alla difesa americano: "Ora che gli ucraini hanno ricevuto le nostre armi moderne e offensive, i russi possono essere battuti. Basta accentuare un pò per ottenere la capitolazione di Putin. E mentre gli Usa e la Nato fanno queste ammissioni pesanti e pericolose in Italia si polemizza sulla distinzione fra armi difensive e offensive, una distinzione che di fatto non esiste. Oggi poi Biden ha ottenuto di accelerare la procedura per fornire armi agli ucraini come si fece per contrastare Hitler nella seconda guerra mondiale, insomma gli Stati Uniti e la Nato hanno di fatto dichiarato guerra alla Russia mentre l'Europa al solito va a traino della scellerata politica criminale e guerrafondaia degli americani.

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