sabato 26 febbraio 2022
Salvini e Meloni: due esseri spregevoli come politici e come esseri umani
giovedì 24 febbraio 2022
Grazie Europa per la nuova guerra, oltre 70 anni di pace stavano diventando insopportabili
mercoledì 16 febbraio 2022
Una politica inadeguata a governare un paese civile e democratico
sabato 29 gennaio 2022
Il parlamento di fatto non esiste più ...
Per la seconda volta nella storia della Repubblica Italiana il parlamento non è in grado di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e chiede al Presidente uscente, Sergio Mattarella oggi Giorgio Napolitano nel 2013, di rimanere per un altro settennato ignorando completamente la Costituzione. Purtroppo a partire dal 2011 in poi la politica italiana è andata progressivamente in caduta libera e quel parlamento, che spesso lamenta di essere lasciato ai margini dal governo (ora Draghi, ma prima Conte o prima ancora Renzi) per l'uso eccessivo del decreto legge, in questi giorni ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza nella guidare un paese democratico come l'Italia. Per la seconda volta in soli 9 anni i partiti dell'arco costituzionale ed i loro leader non sono stati in grado di trovare una persona adeguata a ricoprire la più alta carica dello Stato. Il maggior responsabile di questo fallimento è sicuramente tutta l'area di centro destra ed in primis di Matteo Salvini, ma naturalmente le altre due componenti del parlamento, il centro sinistra e i Movimento 5 Stelle, non sono totalmente esenti da responsabilità.
Il centro destra non avrebbe mai potuto presentare un candidato "presentabile" e adeguato per ricoprire la carica di Capo dello Stato per due semplici motivo: da una parte non esiste una figura di alto profilo nelle file del centro destra, dall'altra Matteo Salvini non è certo il politico più adeguato a portare a termine trattative serie. Fino a che si tratta di scrivere qualche decina di tweet al giorno Matteo Salvini è sicuramente un'eccellenza, ma quando si tratta di fare politica seria per il paese ha già ampiamente dimostrato la sua totale inadeguatezza anche nei momenti di lucidità quando la sua mente non è offuscata da qualche mojito.
Dal canto suo il centro sinistra ha dimostrato ancora una volta la totale inconcludenza, incapace di mettere sul tavolo una candidatura seria difficilmente rifiutabile anche dal centro destra. Letta ed il Pd hanno deciso semplicemente di fare ostruzione e di dire no alle proposte per certi versi esilaranti di Salvini piuttosto che prendere l'iniziativa per guidare il parlamento alla elezione secondo quanto previsto dalla Costituzione.
Il Movimento 5 Stelle risulta invece non pervenuto ormai dilaniato dalle polemiche interne che in questa occasione sono venute chiaramente alla luce del giorno: Conte e Di Maio non vanno proprio d'amore e d'accordo. Ecco allora che quel movimento che avrebbe dovuto aprire il parlamento come una scatola di sardine alla fine ha contribuito notevolmente ad affossare la centralità del parlamento. Portare nelle istituzioni persone scelte a caso dagli iscritti al movimento per quella famosa teoria del uno vale uno, si è dimostrata un fallimento totale. Alla fine il Movimento 5 Stelle si è dimostrato alla stregua degli altri partiti passando dalle consultazioni farsa anche per decidere banali questioni ad una pattuglia di sprovveduti senza arte né parte. Ma che si poteva pretendere da un movimento creato da un comico con un manifesto elettorale racchiuso in un semplice Vaffa ?
Insomma alla fine il parlamento alza bandiera bianca, tutti i leader sono messi nell'angolo dietro la lavagna con il copricapo del somaro: Sergio Mattarella ha preteso che ha chiedere la sua disponibilità fossero i capi gruppo di Camera e Senato piuttosto che i leader dei vari partiti come fece Giorgio Napolitano.
Ed ora ? Ed ora si andrà avanti un anno per arrivare alle elezioni del 2023 dove purtroppo c'è da scommettere gli italiani avranno già dimenticato che cosa hanno combinato i partiti e andranno come pecore a votare ancora FdI, Lega, FI, IV, PD, M5S, LEU e compagnia bella.
giovedì 27 gennaio 2022
La politica che si allontana sempre più dal paese reale e dai cittadini
Sono anni ormai, diciamo circa 11, che la politica progressivamente si allontana sempre più dal paese reale e dai cittadini ed oggi lo squallido spettacolo della elezione del Presidente della Repubblica conferma questa terribile tendenza. Si può dire che tutto iniziò nel 2011 quando il terzo governo Berlusconi rischiò di portare l'Italia al default stile Grecia ed in partiti abdicarono al governo dei tecnici di Mario Monti per togliere le castagne dal fuoco. Monti bene o male salvò il paese dal fallimento e la politica tentò di riprendersi in mano il paese e forse grazie al Movimento 5 Stelle una buona parte dell'elettorato andò a votare piuttosto che astenersi. La legislatura 2013-2018 però riprese a spingere sull'acceleratore del distanziamento dal paese: un governo PD-Forza Italia guidato da Letta prima, la pugnalata alle spalle portata da Matteo Renzi a Letta per andare al governo ed il successivo fallimento della sua riforma costituzionale antidemocratica segnarono un'altra crepa nella fiducia del paese nella politica. Nelle elezioni del 2018 ancora il M5S accese qualche speranza per vedere una politica finalmente adeguata per un paese come l'Italia, speranze deluse dopo solo pochi mesi nei quali il Movimento formò prima un governo con la Lega e poi un altro governo con il PD, insomma gli amici di sempre a turno sono diventati alleati di governo per mantenere quelle poltrone appena conquistate. Lentamente ma inesorabilmente il Movimento 5 Stelle ha perso tutti i suoi elementi di novità diventando un "normale" partito di governo all'italiana: affarista e interessato solo a risolvere i propri problemi e le proprie questioni interne. Poi è arrivata la pandemia che ha scompaginato tutto ma non il vizio della politica italiana di pensare più a se stessa che al paese reale. Ancora una volta Renzi è stato il protagonista in negativo. Il bullo di Rignano per propri interessi personali (in questo caso l'odio verso Conte) ha fatto cadere il governo per agevolare l'ascesa di Draghi alla presidenza del consiglio senza pensare al caos che si sarebbe scatenato da lì a pochi mesi con l'elezione del Presidente della Repubblica.
Ed ora siamo allo spettacolo indecoroso delle votazioni per il Presidente della Repubblica. Siamo arrivati a questa elezione in piena pandemia, in un momento critico per l'inflazione e i costi energetici e in piena crisi internazionale con venti di guerra che soffiano impetuosi in Europa. Tutte situazioni che si conoscevano da tempo ma i partiti si sono trastullati sperando nella scialuppa di salvataggio di Mattarella. Tutti pensavano che il Presidente cedesse come Napolitano 7 anni fa e togliesse le castagne dal fuoco alla politica: prolungare il suo mandato, arrivare a fine legislatura, andare alle elezioni ed eleggere Draghi come nuovo Presidente della Repubblica. Insomma la solita storia del 2011: incapaci di risolvere i problemi che in fin dei conti la stessa politica ha creato. Mattarella invece rispettoso della Costituzione non ha ceduto e così siamo, anzi sono, alla frutta. Il centro destra propone tre nomi dopo tre giorni e poi nemmeno li vota, il centro sinistra continua a ripetere che ci vuole una figura di alto profilo ma non fa nomi, il M5S al solito non pervenuto .. morte anche le famose quirinarie. Oggi si è addirittura arrivati ad una votazione nella quale 441 grandi elettori si sono astenuti, si sono rifiutati di votare: uno sfregio alle istituzioni, alla Costituzione ed ai cittadini tutti. Ricordiamocelo quando si tornerà a votare: questa gente deve andare tutta a casa senza nessuno escluso.
sabato 22 gennaio 2022
La nuova variante Quirinalia manda in confusione la politica
sabato 15 gennaio 2022
Con Berlusconi al Quirinale inevitabile il rimpasto di governo
- Marcello Dell'Utri, ministro per i rapporti con mafia/camorra/n'drangheta,
- Karim El Marough (in arte Ruby) ministro per le politiche giovanili e l'inizializzazione al lavoro più antico del mondo,
- Nicole Minetti, ministro per l'incentivazione della prostituzione di alto bordo
venerdì 7 gennaio 2022
La legge del profitto non si ferma nemmeno davanti alla pandemia
Ormai, dopo oltre un anno dall'introduzione dei vaccini, è chiaro che l'immunità di gregge che avrebbero dovuto assicurarci è una chimera. Grazie alla società capitalista, ormai imperante in ogni parte del globo, i vaccini non sono a disposizione di tutti. I paesi più ricchi ne hanno a sufficienza tanto che possono permettersi tre dosi, mentre qualcuno inizia già la quarta dose, e possono permettersi anche di "sopportare" una percentuale non indifferente di persone che rifiuta questo trattamento indispensabile per combattere la pandemia. I paesi più poveri invece hanno basse percentuali di soggetti vaccinati ed fanno da incubatrice a nuove varianti che stanno di nuovo mettendo in ginocchio il mondo intero. Ma la politica del profitto, dopo essersi fermata nel 2020 alla comparsa della pandemia, ora va per la sua strada. Eppure ormai sappiamo che i vaccini, pur essendo l'unica arma a disposizione quanto meno per limitare i danni evitando conseguenze gravi a chi si contagia, non sono sufficiente a sconfiggere il virus. Per combattere la diffusione ed il contagio serve il distanziamento, serve ridurre al minimo la vita sociale ed i contatti di qualsiasi genere. Serve insomma rinchiudersi di nuovo. L'economia mondiale però non può "sopportare" un altro blocco ed allora si riprende la vita come se niente fosse. Ecco allora che la nuova variante partita dal Sud Africa provoca contagi come non si erano visti nelle precedenti ondate e si riprende ad occupare ospedali e terapie intensive in maniera preoccupante oltre a registrare centinaia di decessi al giorno. Ma non importa .. il capitalismo non può rinunciare al profitto anche se questo comporta centinaia di milioni di contagi e milioni di morti.
In Italia il governo dei migliori non ha il coraggio di "imporre" il vaccino e lo rende obbligatorio per gli over 50 con sanzioni di ... 100 euro per chi non si vaccina. E c'è ancora chi ha il coraggio di protestare per questo obbligo all'acqua di rose e questa volta a guidare la pattuglia dei "contestatori" sono non ignoranti qualsiasi ma bensì Cacciari e Freccero due così detti intellettuali. Protestano per la limitazione della libertà ... come se l'obbligo vaccinale fosse una limitazione più grave della mancanza di lavoro, degli stipendi che solo in Italia sono più bassi rispetto a quelli degli anni 90, o delle disuguaglianze sempre più marcate ... queste sono le vere libertà cancellate altro che l'obbligo vaccinale.
sabato 1 gennaio 2022
Il governo dei migliori ci fa iniziare l'anno nel peggiore dei modi
Quando si insediò il governo Draghi fu subito indicato da uno dei maggiori fautori della crisi di inizio 2021, Matteo Renzi, come il governo dei migliori. Una definizione anacronistica considerato che quel governo annoverava fra i suoi ministri personaggi discutibili e già ampiamenti conosciuti per il loro disastri. Alcuni nomi: Brunetta, Gelmini e i ministri del partito di Matteo Salvini che di scempi ne aveva commessi solo alcuni mesi prima. Ma tant'è che per Renzi era sufficiente il nome di Draghi per indicare quel governo come il governo migliore che l'Italia potesse ambire di avere. Dal punto di vista della gestione della pandemia, era appena iniziata la campagna vaccinale, il primo atto di quel governo fu quello di assegnare la gestione della campagna vaccinale ad un militare, il generale Figliuolo, che da quel momento iniziò a girare il paese in lungo e in largo in tuta mimetica come un novello ducetto. Un incarico ininfluente sulla campagna stessa che era ed è tutt'ora a carico delle regioni le quali infatti se ne sono subito infischiate delle direttive del generale ed ognuna ha agito per conto proprio. Purtroppo quelle prime avvisaglie si sono confermate dopo 10 mesi quando il governo dei migliori approva la legge di bilancio e porta il paese al nuovo anno in condizioni precarie non solo dal punto di vista sanitario. Non facciamoci infinocchiare dal Pil che segnerà probabilmente un +6% come naturale rimbalzo dopo il disastro del 2020 causato dal Covid.
Proprio nella gestione del Covid il governo si arrende alla nuova variante Orion e lascia il paese allo sbando con libertà di infettarsi togliendo l'obbligo di quarantena ai vaccinati con tre dosi che risultino positivi e non mettendo in atto alcuna restrizione che possa in qualche modo arginare la quarta ondata. Ed ecco ormai che i numeri superano ampiamente quelli della prima e seconda ondata portandoci a livello di soggetti positivi mai registrati da quando è iniziata la pandemia. Per il momento gli ospedali tengono ma solo perché la grande maggioranza dei cittadini si è vaccinata anche con la terza dose e non certo per l'attività comunicativa del governo. La comunicazione, in termini di pandemia e di lotta al Covid, continua ad essere deficitaria e falsa con un generale che continua a blaterare di immunità d gregge quando ormai, dall'inizio della diffusione della variante Delta, anche i bambini sono a conoscenza che l'immunità è solo una chimera. Ancora nessuno prende il coraggio di dire come stanno le cose: quelli che impropriamente chiamiamo "vaccini" in realtà sono degli strumenti di protezione contro la malattia grave da Covid ma vaccini nel senso letterale del termine non lo sono proprio. Intendiamoci per fortuna che ci sono altrimenti con questa quarta ondata i morti si conterebbero sui marciapiedi delle strade. Purtroppo ormai sappiamo che questi strumenti non sono sufficienti a limitare il contagio e che servono altri strumenti come evitare assembramenti di qualsiasi natura, ma in questo senso il governo ha scelto la strada dell'infettiamoci tutti per non bloccare alcuna attività produttiva e quindi si salvi chi può.
Per quanto riguarda invece la legge di bilancio dopo aver sbandierato il famoso taglio delle tasse in realtà il governo ha messo in campo una sforbiciatina che non toccherà i redditi più bassi mentre agevolerà quelli più alti e che risulterà ininfluente alla luce del rialzo delle tariffe di luce e gas. Il bilancio a fine 2022 sarà negativo per i redditi medio basso che vedranno mangiarsi quel piccolo beneficio in termini di tasse dal costo dell'energia.
Infine tutti coloro che gridano alla "dittatura" per i provvedimenti in termini di lotta al Covid, non gridano al vero scandalo di questo governo che non consente la parlamento di discutere in maniera adeguata la più importante legge di ogni anno: quella di bilancio. E' vero che tutti i partiti presenti in parlamento, ad esclusione di Fratelli d'Italia, sono al governo ma privare il parlamento delle proprie funzioni questo si che è sinonimo di dittatura, ma in questo paese ormai si è perso totalmente il senso delle parole e del loro reale significato.
domenica 12 dicembre 2021
Lo stupore è che qualcuno si stupisca
Era prevedibile che in un momento in cui tutti sono al governo, a parte Fratelli d'Italia, la politica si stupissse di uno sciopero inevitabile per il continuo attacco alle classi più deboli del paese. Già la pandemia ha messo in crisi aziende e soprattutto lavoratori che ora, dopo lo sblocco dei licenziamenti, sono oggetto di messaggi WhatsApp e nella migliore delle ipotesi video chiamate per comunicare loro che dal giorno successivo saranno a spasso (ultimo caso la Caterpillasr di Jesi che manda a casa circa 300 lavoratori). E un sindacato serio che avrebbe dovuto fare se, oltre a questa serie di licenziamenti, il governo dei "migliori" non avesse messo mano alle aliquote Irpef regalando sgravi di tasse in ordine direttamente proporzionale al reddito ? Fino a 15mila euro di reddito nessun risparmio fiscale, oltre 15 mila un risparmio crescente che arriva fino a 920 euro per i redditi di 50mila euro, poi il risparmio decresce fino ai 270 euro per i redditi sopra i 75mila euro. In barba alla Costituzione ed al riequilibrio tanto sbandierato per appiattire le disuguaglianze. Se poi parliamo di pensioni siamo ancora in alto mare. Oggi il Giornale sbandiera le nuove pensioni minime che passano da 515 a 524 euro al mese (ben 9 euro di aumento) mentre l'assegno sociale passa da 460 a ben 468 euro al mese (8 euro tondi tondi). Ora chi ci governa e dichiara di essere dalla parte del popolo e dei cittadini (praticamente tutti da Lega, Forza Italia fino al Pd passando per Italia Viva e M5S) e vara questi provvedimenti a fronte di un'inflazione che naviga intorno al 3% non meriterebbe l'appellativo di "criminale politico" ? Che dovrebbe fare un sindacato in difesa dei lavoratori ? E soprattutto che dovrebbero fare i lavoratori in questa situazione ? Altro che scendere in piazza contro la fantomatica "dittatura sanitaria" e contro i provvedimenti come il green pass. Mentre qualche migliaia di fanatici protestano e nello stesso tempo alimentano il virus e la pandemia, il governo dei migliori tende l'ennesima trappola per i cittadini onesti che pagano le tasse. Ma tutta la politica non si accontenta di questo scempio, pretende anche di dare una lezione di "responsabilità" al sindacato e tutti ... tutti nessuno escluso e ognuno a modo suo si scagliano contro lo sciopero indetto per il 16 dicembre.
Della destra non ci si meraviglia anche se tutti quei partiti da 30 anni a questa parte promettono una diminuzione delle tasse per "mettere soldi in tasca dei lavoratori" poi si scopre che questi soldi o sono briciole oppure vanno in tasca di coloro che già ne hanno a sufficienza. Addirittura promettono la flat tax, un'aliquota uguale per tutti, e in tanti decerebrati accorrono alla mensa di questi truffatori che pensano di far pagare le stesse tasse a chi ha un lavoro precario di nemmeno mille euro al mese e a chi invece mille euro lo guadagna in un giorno. Ma messi da parte Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Italia Viva, Renzi ormai da tempo ha scoperto le carte anche ai più scettici schierandosi a destra come la sua natura richiedeva, ciò che fa specie è il Partito Democratico e per certi versi anche il Movimento 5 Stelle. Anche loro contro lo sciopero del sindacato con Letta che addirittura va da Giorgia Meloni per stringere accordi e Conte che non sa dire di più che il sindacato va ascoltato. Insomma trascorsa l'emergenza (ma sarò poi davvero terminata ?), dimenticate le parole d'ordine lanciate dai balconi sul "ce la faremo" e "ne usciremo migliori" in realtà ne usciamo come sempre: una politica ormai lontana dalle classi più deboli e impegnata a "risolvere problemi" del tipo come far arrivare al Quirinale un puttaniere, evasore fiscale, finanziatore della mafia e farlo passare come un'alta figura istituzionale.

