Mai come in questi ultimi mesi la politica è scaduta ed ha perso di credibilità, e non solo per gli innumerevoli scandali che si sono susseguiti in maniera trasversale, ma anche per il linguaggio che ormai è entrato nel bagaglio del politico da circa un ventennio. E' il gioco più in voga quello di denigrare l'avversario politico, di assalirlo verbalmente con l'offesa e l'ingiuria non combattendo, criticando o dibattendo le sue idee, quanto piuttosto offendendolo semplicemente in quanto avversario sul lato umano e personale. E' stata un'escaletion continua iniziata da Berlusconi ma perseguita subito da tutti i suoi detrattori che sono scesi sul suo stesso piano risultando sconfitti sul piano puramente dialettico. In tutto questo atteggiamento denigratorio hanno poi avuto il loro ruolo amplificatore e media sempre pronti ha raccogliere le offese ed i termini discutibili per poi rilanciarli continuamente in articoli, dibattiti, fino ad arrivare addirittura ai saggi politici. Oggi Berlusconi ha trovato due validi seguaci di questo malcostume, due allievi che stanno addirittura superando il maestro in questa nuova arte politica. Grillo e Renzi hanno gettato le fondamenta del loro consenso non tanto sulle idee politiche quanto piuttosto sull'urlare e lo strillare dispensando offese gratuite a tutti. Ma in questa gara al vilipendio, mentre Grillo la si rivolge a tutti gli schieramenti politici che lui ritiene tutti propri avversari da "distruggere", Renzi porta avanti questa battaglia addirittura dentro il suo stesso partito, il Partito Democratico, del quale sono proprio gli attuali dirigenti l'obiettivo delle sue farneticazioni. Il sindaco di Firenze detiene anche il primato del termine più dispregiativo ed offensivo coniato nella sua ascesa al potere politico all'interno del PD: rottamare. Un verbo che fino ad ora era sempre stato riferito a cose e mai a persone, fino ad ora si era sempre rottamato una vecchia auto, un elettrodomestico, insomma una macchina giunta alla fine della sua funzione e buona solo per essere distrutta e sostituita da una nuova macchina dello stesso tipo. D'altra parte una macchina quando non funziona più o quando non soddisfa più le esigenze di chi la utilizza può solo essere distrutta e cambiata. Ma si può dire altrettanto di una persona ? Come si fa a rottamare una persona che porta con se idee, pensieri, storia, esperienza, tutte caratteristiche impalpabili, immateriali che rimangono in vita anche dopo che la persona non sarà più su questa terra. Non si possono rottamare le idee e le esperienze di vita di chi le ha professate. Senza contare poi che quello che siamo noi stessi in qualsiasi momento non è dovuto solo al nostro percorso di vita, ma noi siamo anche il frutto di quello che sono stati i nostri genitori per non andare oltre, siamo il frutto della storia, dell'esperienza dei nostri avi e dei personaggi storici che hanno segnato le epoche passate. Insomma quando un essere umano lascia la vita terrena, in realtà non scompare del tutto ma lascia comumnque un segno, che sia positivo o negativo questo è un altro discorso, un segno che rimane vivo nel tempo. Questo vale anche per la politica naturalmente. La connatazione attuale di un movimento politico, nel bene e nel male, è in ogni momento il frutto della sua storia passata e delle idee degli uomini che ne hanno fatto parte, una storia che può essere criticata, condivisa o no, ma che nessuno può cancellare, nemmeno il rottamatore di turno. Insomma il verbo rottamare nel caso delle persone è un'offesa ad ogni essere umano ed è indicativo della bassezza culturale e morale di chi usa questa terminologia, oltre di chi l'amplifica senza nessuna critica.
martedì 6 novembre 2012
domenica 4 novembre 2012
La politica delle comiche o il comico della politica
Sono momenti difficili per tutti ed anche la politica con i suoi protagonisti non riesce a defilarsi da queste difficoltà ogni giorno più ardue da affrontare. Dopo la caduta delle ideologie, dei principi, degli ideali da difendere e la sostituzione delle idee con le persone, oggi che anche le persone sono in crisi, tutto viene travolto e si perde completamente il senso di ogni cosa. Accade così che, pur in un momento tragico, si verifichino degli eventi al limite della satira e dell'ironia se non fosse che i protagonisti sono proprio i politici, coloro cioè che dovrebbero portare un paese fuori dal guado dopo avercelo trascinato. Allora accade che un segretario di partito, Angelino Alfano, interviene sui tagli che il governo sta attuando in maniera indiscriminata in molti settori compresa la sanità e soprattutto quel settore della sanità che utilizza i fondi pubblici per garantire la giusta assistenza ai malati di SLA. Il segretario di partito protesta per questi tagli indecenti per un paese civile e invita al governo a rivedere questo capitolo della legge finanziaria. E che strumenti usa per questa sua protesta ? Beh avrà inoltrato un'interrogazione parlamentare, si sarà fatto promotore di un emendemanto da approvare in sede di discussione in parlamento, oppure avrà chiesto un incontro con il presidente del consiglio. Niente di tutto questo. Il buon Angelino, novello seguace del capocomico Grillo, ha pubblicato la sua richiesta nientepopodimenoche sulla propria pagina Facebook !!!! Ma Angelino sei un parlamentare, sei un segretario di partito, come pretenmdi che il governo ti prenda in considerazione se scrivi su Facebook, non sei un cittadino qualunque per il quale Facebook è forse l'unico strumento per farsi sentire. Su sveglia Angelino vai da Monti e fai le tue rimostranze. Per completare la comicità dell'evento il telegiornale di Rai 2 ha addirittura dato la notizia alle 13. Ma il buon Alfano non è l'unico a rendersi ridicolo in queste ore. Subito dietro a lui ecco Antonio Di Pietro. L'ex magistrato si trova al centro di un'inchiesta da parte di Report che ha scoperto come Tonino abbia acquistato un po' di appartamenti grazie ad un lascito di un benefattore. Niente di illegale precisiamo ma dal punto di vista etico ci sarebbe tanto da ridire e considerato l'atteggiamento giustizialista di Di Pietro, questi suoi aqcuisti fanno un po' pensare male. Se poi si aggiunge che qualche immobile lo ha affittato al suo stesso partito, allora lnon è difficile accostare il leader dell'Idv ad altri politici piuttosto allegri nello spendere soldi non di loro proprietà. La parte comica di tutto questo sta nel fatto che Antonio Di Pietro si ribella all'inchiesta di Report scrivendo non ai giornalisti della trasmissione ma bensì al comico Crozza che ha utilizzato la vicenda per le sue satire graffianti. Povero Antonio, la vicenda lo ha talmente scombussolato che scrive ad un comico che semplicemente fa satira, aggiungendo in questo modo comicità pura alla satira stessa di Crozza. Ed infine, dulcis in fundo a questa fiera della comicità, ecco lui, il padrone incontrastato della satira, dell'ironia e della ridicolaggine, Silvio Berlusconi. Il cavaliere, in un'intervista aol solito Vespa, sommerso dalle lacrime, Fornero docet, chiede scusa agli italiani per non aver portato a termine il suo progetto politico. Già questa affermazione ha del comico in se stessa se poi ci aggiungiamo le ragioni che Berlusconi adduce a questo suo fallimento, l'larità supera qualsiasi immaginazione. La colpa del fallimento dell'azione di governo di Berlsuconi è la crisi, quella crisi che lui ha negato fino a quando non è stato messo alle corde dall'europa intera. Ma poi quale sarebbe stato il suo progetto politico ? Quello di rimanere fuori dalla galera, e quello è riuscito a pieno considerao che in venti 20 grazie alle sue leggi ritagliate su misura non è stato possibile portare a termine nessun processo fra quelli in cui il cavaliere era implicato. Quale altro progetto politico aveva in animo di realizzare l'uomo di Arcore ? Sinceramente da un'attenza analisi dei suoi proclami non emerge niente a parte qualche parola d'ordine lanciata a vanvera, quindi stia tranquillo caro Silvio non deve chiedere scusa di niente, caso mai sono gli italiani che gli hanno consentito di prendere in giro il paese intero per venti anni e più a dover chiedere scusa a tutto il resto dell'Italia, ma non lei certamente.
Ecco si conlude un weekend all'insegna dell'allegira e della satira, ma ora dopo quattro giorni di festa ricominciamo a parlare di cose serie .... forse.
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venerdì 2 novembre 2012
Province: il solito casino all'italiana
La riduzione reale dei costi e dei privilegi della politica sarà un percorso lungo, difficile e con risultati ridotti rispetto all'impegno profuso, ma come al solito il manico lo hanno in mano ai cittadini. La vicenda delle province è un classico esempio delle modalità tutte italiane per la riduzione dei costi della politica. Tutti i partiti alle precedenti elezioni avevano inserito nei loro programmi l'abolizione delle province, diventate ormai un'istituzione superflua stretta fra i compiti di regioni e comuni. L'unica reale utilità di queste istituzioni è ormai diventata il rastrellamento di voti per i vari partiti che gestiscono le province come un serbatoio atrtaverso il quale distribuire posti di lavoro e di responsabilità in cambio di voti. Certo la loro eliminazione è stata venduta come un'operazione da portare a termine immediatamente una volta vinte le elezioni senza tenere conto dei reali impedimenti. Prima di tutto la riforma costituzionale che la soppressione delle province richiede, poi la resistenza dei partiti a livello locale, nessuno escluso, che utlizzando appunto questo ente pubblico a proprio uso e consumo. Insomma un processo dato per scontato in fase di campagna elettorale, molto complicato da realizzare praticamente. Pdl e Lega, durante i loro tre anni e mezzo di governo, hanno accantonato il problema e le promesse della campagna elettorale e non hanno fatto niente per portare a termine questa riforma ma nemmeno per iniziare il cammino necessario. Ora il governo tecnico, sommerso dalle critiche per il salasso perpretato a danno dei cittadini senza intaccare i privilegi della politica, ha messo mano alla questione, ma naturalmente in maniera raffazzonata e completamente discutibile. Infatti per aggirare il problema della riforma costituzionale, il governo Monti ha stabilito dei criteri per accorpare alcune province e ridurne almeno il numero. Ma una cosa è abolirle del tutto, processo comunque delicato se si considera il numero di dipendenti delle varie province italiane, un'altra cosa è accorparle anche se sulla base di criteri più o meno oggettivi. Ecco che si è scatenata una vera e propria rivoluzione da parte di coloro, politici e cittadini, che vedono soppressa la propria provincia magari in favore di una vicina. Come al solito per non mettere in pista una riforma radicale si sceglie una strada intermedia, ma come tutte lo strade intermedie le polemiche e le riserve spuntano come funghi per arrivare alla fine quasi sicuramente ad un nulla di fatto. La classica riforma all'italiana.
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mercoledì 31 ottobre 2012
Un'altra berlusconata di Grillo
Se si giudicasse solo dalle parole, dai proclami, dalle dichiarazioni sarebbe veramente difficile distinguere il berlusconipensiero dal grillopensiero. Stesso stile urlato, stessa tracotanza e prepotenza, stessa superbia e stesso mancato rispetto anche per i propri attivisti. Per non parlare della stessa mani dittatoriale nel gestire un'organizzazione politica che la si voglia chiamare partito o movimento non fa differenza. Grillo ha dettato le sue regole, i suoi dieci comandamenti, decisi esclusivamente da lui personalmente e non certo approvati in maniera democratica dai partecipanti al suo movimento politico, più o meno come si è sempre comportato il cavaliere prima con Forza Italia poi con il Pdl. E chi sgarra è oggetto di ingiurie. Una di queste regole è quella di non apparire nelle trasmissioni di approfondimento televisivo, come se si trattasse di una partecipazione al tavolo del demonio. Ieri sera una "grillina" ha trasgredito a questa regola ed ha partecipato a Ballarò, dimostrando fra l'altro che, a discapito del comico genovese, ci sono anche persone che in qualche modo hanno una testa pensante (anche se non si spiega come possano subire la tirannia del saltimbanco). La reazione del novello dittatore non si è fatta attendere in tutta la sua violenza verbale e personalizzata verso la ragazza che ha osato tanto. Una reazione irrispettosa verso la ragazza e offensiva soprattutto per la donna: "E' il punto G che ti da' l'orgasmo nei talk show". Veramente volgare e offensivo. Mi spiace ma non basta avere delle buone idee o dei buoni programmi (che personalmento non vedo) per proporsi come leader politico di un movimento che aspira a sostituirsi agli attuali partiti politici. E' vero che Grillo non si presenta e non si presenterà alle prossime elezioni, ma rimane il fatto che guida le fila degli attivisti del movimento guidandone l'operato e bacchettandoli fino all'espulsione nel caso di comportamenti non in linea con quanto deciso dal saltimbanco. Ora mi chiedo: questo atteggiamento potrebbe anche andare bene fino a quando rimani un movimento di protesta, ma quando il M5s diventa un partito con suoi appartenenti eletti in cariche istituzionali, queste persone dovrebbero rispondere in prima persona ai propri elettori e non certo ad un burattinaio a sua volta manovrato da un guru che agisce nell'ombra. Ecco perchè il movimento non convince proprio e, qualora arrivasse davvero a ricoprire cariche politiche importanti, ci rtiotroveremmo con un paese guidato da un vero proprio dittatore nascosto nel suo "tabernacolo" come dice il buon Bersani. Se qualcuno trova questo attegiamento diverso da quello di colui che ha portato discreto al paese negli ultimi venti anni, spieghi per favore queste differenza.
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Primarie: una sceneggiata per rastrellare soldi
Stiamo entrando nella fibrillazione delle primarie, una sceneggiata dal sapore melodrammatico per la loro inutilità. Inutili in primo luogo perchè per la nostra costituzione il presidente del consiglio non è eletto dai cittadini, ma nominato dal Presidente della Repubblica deve poi ottenere la fiducia del parlamento. Quindi è perfettamente inutile che attraverso le primarie, si scelga un candidato che poi potrebbe tranquillamente non diventare il presidente del consiglio. Il governo Monti ne è un esempio lampante, Silvio Berlusconi, il capo di un governo con una maggioranza mai verificatasi nella storia della Repubblica Italiana, si dimette e si insedia un governo di non eletti nel rispetto totale della Costituzione Italiana. Sotto certi aspetti inutili se prima non si stabilisce quale sarà la legge elettorale con la quale si andrà al voto. Se per esempio l'attuale legge non sarà modificata, le primarie del Pdl non serviranno a niente in quanto sono primarie di partito è pensare il Pdl al governo da solo nella prossima legislatura, è solo fantascienza. Se la legge di Calderoli sarà modificata, potrebbero diventare inutili quelle del Pd che sono primarie di coalizione, ma se si voterà con il sistema proporzionale il castello della coalizione cadrà. Insomma da qualunque parti si guardi questa vicenda delle primarie, assume sempre più i toni di una presa in giro. Ma c'è un aspetto che forse scopre i giochi dei due maggiori partiti che ricorerrano, nel prossimo mese e mezzo, alla corsa delle primarie: rastrellare un po' di soldi. Sembra inverosimile, ma in questo momento è l'aspetto piu' credibile. Travolti dagli innumerevoli scandali dei tesorieri di partito, con il paese stretto nella morsa della crisi economica che è andata a intaccare anche i consumi alimentari, da sempre settore trainante della economia italiana, Il Pd ed il Pdl non si vergognano nemmeno un po' e non mettono nemmeno in discussione la richiesta di un contributo di 2 euro per andare a votare alle primare. E tutto questo dopo che si sono riappropriati di soldi pubblici contro il volere degli stessi cittadini, dopo che si è scoperto le ingenti somme percepite in questi anni come rimborsi elettorali e dopo che tali rimborsi sono spesi a totale discrezione dei partiti stessi. In questa situazione piuttosto drammatica i due maggiori partiti a livello nazionale non si fanno scrupoli a chiedere al cittadino che andrà a votare per le primarie l'obolo di due euro. Non è stato nemmeno sufficiente l'insegnamento del Movimento a 5 stelle che con solo 28.000 euro ha condotto la sua campagna elettorale in sicilia mentre per esempio Matteo Renzi per la sua commedia del viaggio in camper per l'Italia ha già rastrellato oltre 100.000 euro. Quindi ancora soldi, non solo per votare, ma anche per fare la inutile campagna elettorale per partecipare alle primarie. E' appare davvero strabiliante come ci siano ancora cittadini disposti a gettare soldi a fondo perduto per qualcosa che ha nessuna utilità reale. Un altro tassello verso l'astensionismo delle prossime elezioni politiche ed un altra picconata alla credibilità, ormai ridotta al lumicino, di partiti che non riescono proprio a entrare nel tessuto sociale italiano e nei suoi drammatici problemi.
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martedì 30 ottobre 2012
Tutte le comiche del dopo voto
Capita a volte che nella drammaticità di una situazione si trovi la forza di sorridere e di prendere tutto con ironia, una specie di antidoto per la sopravvivenza perchè non si può sempre vedere il lato serio delle situazioni altrimenti, soprattutto in questo periodo, ci sarebbe da sottorrerarsi e farla finita. Fra ieri sera e stamani ascoltare le analisi ed i commenti dei politici e dei presunti politologi è veramente esilarante, una specie di commedia all'italiana nella quale ogni attore fa a gara a sparare le ... cazzate più grosse. Sono pochi i commenti con un minimo di senso della realtà, una realtà che fra l'altro è molto semplice. La politica italiana ha giocato per anni con l'elettore prendendolo continuamente in giro, basta ricordare per esempio qualche referendum disatteso come quello su finanziamento dei partiti, o qualcuna delle migliaia di promesse fatte in ogni campagna elettorale poi continuamente disattese. Purtroppo la maggioranza dei cittadini ha deciso di rispondere a questa presa in giro, diventata più evidente con la crisi economica che i politici fanno pagare ai cittadini onesti, con l'astensione. Questo è il frutto di un ventennio in cui si è lavorato a fondo e con successo per togliere al cittadino la capacità di analisi e di pensiero, mettendo in atto un lavaggio del cervello mediatico senza precedenti. Ed il lavoro è andato a buon fine se oggi il 53% dei siciliani hanno pensato di cambiare qualcosa non andando a votare. Se per qualche ora riusciamo a distaccarci da questa situazione drammatica, quello che si ascolta e legge in queste ore deiventa divertente. Intanto tutti che si affannano a declamare una frase che circola insistentemente "Basta parlare di antipolitica" senza rendersi conto che chi la pronuncia impersonifica proprio l'antipolitica. Non è Grillo l'antipolitica ma coloro che hanno portato il paese in questa condizione favorendo l'ascesa di chi, Grillo appunto, fa politica ma di basso livello. Tutti i partiti, quelli di sinistra in testa, hanno lavorato per abbattere le ideologie, le idee, i principi, hanno cioè distrutto la politica ed oggi, pronunciando il termine antipolitica, non fanno altro che diffondere l'antipolitica stessa. I numeri lo confermano: il 53% di astensione è la vera antipolitica. Ma la comicità non finisce qui. Tutti si sforzano di manipolare quell'esercito di astenuti a proprio uso e consumo, ma non solo i politici anche qualche giornalista o pseudo tale. Bersani canta vittoria perché per la prima volta conquista la regione sicilia e non importa se probabilmente non riuscirà a governare. Alfano e quasi tutto il centro destra lasciano intendere che alla fine quel 53% sono tutti elettori del centro destra e quindi alla fine sono sempre loro ad avere la maggioranza, peccato che non l'abbiano nel parlamento siciliano, ma questo è un dettaglio. Il giornalista di turno, Ferrara in questo caso, si lancia in un esercizio "matematico" senza pecedenti posizionando il Movimento a 5 stelle al terzo posto invece che come primo partito della sicilia. Si perchè invece di conteggiare i voti del singolo partito, per il centro sinistra mette insieme i voti del Pd con quelli dell'Udc che hanno appoggiato lo stesso candidato, mentre per il centro destra somma addirittura i voti di due diversi candidati che si sono presentati ognuno per conto proprio. Insomma il primo partito è il M5S ma con i se e con i ma passa addirittura la terzo posto. Questa non è antipolitica ? Ed infine gli elettori astensionisti che dopo essersi rifiutati di andare a votare si ritrovano nella situazione di essere governati dagli stessi contro i quali hanno deciso di non votare per protesta, e utilizzati da tutti a proprio uso e consumo. Un esercito di burattini che ha abdicato proprio a rafforzare il partito dell'antipolitica. Se la Sicilia è lo specchio dell'Italia ci sarà poco da stare allegri. Le proteste, le manifestazioni, gli scioperi andrebbero veicolati verso un vero voto di protesta che non è certo l'astensionismo, ma lo capiranno gli italiani ?
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lunedì 29 ottobre 2012
Ed alla fine rubare paga ... almeno in Sicilia
Tutti si lamentano, tutti a parole vorrebbero mandare a casa questi politici, tutti scandalizzati per i loro stipendi, i loro privilegi, i denari pubblici che sperperano, a parole sembra sempre che una rivoluzione sia dietro l'angolo ... poi ci sono delle elezioni ed abbiamo in mano gli strumenti per iniziare questa rivoluzione ma come al solito non succede niente, non cambia niente. Risultato finale ci ritroviamo a governare i soliti partiti contro i quali fino al giorno prima tutti si sono scagliati. Questo è quello che sta accadendo in Sicilia quando si è arrivati allo scrutinio di oltre due terzi dei seggi elettorali. Ecco i numeri ancora non definitivi. Il 53% circa degli elettori se ne sono fregati e non sono andati a votare. Del rimanente 47% solo il 21,5% ha votato partiti che non sono implicati in scandali (Movimento 5 stelle, Partiti comunisti di varia natura, Movimenti locali) o direttamente o attraverso qualche loro uomo. Il 21,5% del 47% che hanno votato fa all'incirca il 10% degli elettori. Quindi in buona sostanza solo il 10% degli elettori siciliani hanno effettivamente dimostrato il loro malconento alla politica italiana. Il restante 90% o si è astenuto oppure ha votato i soliti partiti, con il risultato che non ci sarà nessun cambiamento. Il maggior partito siciliano di queste elezioni siciliane, il partito dell'astensionismo, è alla fine il grande sconfitto in quanto, pur avendo la maggioranza assoluta, si rotrovera' governato da Pd e Udc. Questo è il succo delle elezioni siciliane al netto di tutte le chiacchere che si fanno in queste ore e che si faranno in questa serata. A che serve l'astensionismo tanto sbandierato come una forte protesta contro il sistema politico italiano ? A niente, a non cambiare le cose e a ritrovarsi nella medesima melma in cui il paese sta lentamente affondando. Se non si entra nell'ordine di idee che l'unico modo per cambiare le cose in questo paese è andare a votare e votare chiunque, meno coloro che ci hanno portato al disastro e che ci stanno derubando ogni giorno, la strada che ci aspetta sarà ancora più buia di quella in cui ci troviamo adesso. Questa è la triste realtà. Proteste, scioperi, manifestazioni, ma quando siamo chiamati davvero a fare qualcosa di concreto o si sta a casa o si tracciano sempre le stesse croci. E' avvenuto in Sicilia è vero, ma non ci sono elementi per sperare che a livello nazionale le cose vadano diversamente.
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domenica 28 ottobre 2012
Un popolo umiliato da un condannato che fa proclami a reti unificate
Lo spettacolo al quale abbiamo assistito non solo e' vergognoso per una paese che pretende di essere una democrazia, ma e' offensivo ed oltraggioso per tutti i suoi cittadini, soprattutto quello onesti, che pagano regolarmente le tasse e che sopportano in questi mesi il peso di una crisi senza precedenti. Cittadini che sorreggono fino all'inverosimile una situazione che, senza i loro sacrifici, sarebbe gia' andata verso la catastrofe. Ebbene questi cittadini onesti hanno dovuto sorbirsi su tutte le televisioni, sui siti on line, in diretta televisiva, in streaming su alcuni siti web, si parla anche in qualche cinema nel quale e' stata interrotta la programmazione, le farneticazioni di un delinquente che dopo aver subito una condanna per frode fiscale si presenta davanti alle telecamere a reti unificate per sproloquiare contro la giustizia, contro la dittatura della magistratura ed a ricattare il paese minacciando di far cadere il governo. E' stato uno spettacolo inverosimile con i giornalisti che facevano le domande e applaudivano alle risposte del condannato come se esponesse teorie rivoluzionarie per amore del proprio paese. Uno spettacolo che ci ha riportato agli occhi del mondo nel baratro piu' profondo, incapaci di dire basta ad un simile pazzo e pericoloso uomo che agisce come il peggior dittatore che la storia del pianeta ricordi. Un'offesa per tutti quelli che, grazie anche alle sue truffe ai danni dello stato, sono stati chiamati a vuotare le proprie misere tasche per riparare appunto ai guasti causati non solo dalla crisi ma anche della evasione fiscali della quale il condannato e' uno dei maggiori responsabili. Ma quanti condannati dalla giustizia in questo paese possono permettersi tanto ? Quanti possono contare sul sostegno di schiere di giornalisti pronti ad osannare il colpevole di un reato ? Su questo il condannato ha ragione, la legge non e' uguale per tutti. Solitamente chi subisce una condanna in un qualsiasi processo non puo' presentarsi a rete unificate a sproloquiare sulla giustizia italiana ed a promettere la riforma della stessa a proprio uso e consumo. Come potremo mai finalmente liberarci di un delinquente che ha portato lo stato alla catastrofe economica, finanziaria, morale, culturale e chi piu' ne ha piu' ne metta. Basteranno una matita ed una scheda elettorale per mandarlo finalmente nell'unico posto dove merita di stare ? La galera con una porta senza chiave possibilment murata. Si potra' spedirlo in galera in maniera democratica o sara' necessaria una vera e propria rivoluzione ? Ma vera non come le ultime manifestazioni che si svolgono in Italia e che per qualche ora portano in piazza gente arrabbiata ma che si limita a sfilare, cantare e ballare per poi tornare a casa a pagare il gas, l'enel, la benzina, l'Imu ed a trovare i soldi per mangiare. No cosi' ormai non basta piu': si deve scendere in piazza per rimanerci fino a quando con le buone o le cattive questi delinquenti, comandati dal capo banda appena condannato, non lasciano le poltrone che occupano ormai senza averne piu' titolo. Dobbiamo recuperare la nostra dignita' calpestata e messa alla berlina da un delinquente che dopo aver mangiato il cervello a un'intera generazione pretende di continuare a vivere e delinquere alle nostre spalle.
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Ed ora vediamo quanti cervelli sani esistono ancora nel paese
Sono davvero curioso questa volta di vedere quanti italiano daranno credito a questo uomo senza dignità, perchè sono certo che ce ne saranno, e gli daranno il proprio voto pensando che davvero ritorni alla carica per liberare il paese dalla giustizia tiranna piuttosto che per sistemare i propri problemi con la giustizia. Una teatrino veramente squallido, sconcertante, penoso e offensivo per tutto il popolo italiano. Maestro della comunicazione e delle sceneggiate ha scelto tutto con perfetto tempismo buggerando anche il proprio partito e tutti i suoi "leccapiedi". Sapendo che stava per uscire la sentenza nel processo più pericoloso che era riuscito a frenare in tutti i modi, due giorni fa lancia proclami e videomessaggi annunciando la sua ritirata. Tutti i suoi "fidati" seguaci esaltano la scelta del caimano come una scelta per il paese, ma soprattutto intravedono finalmente uno sbocco per loro stessi. Tutti con la lingua di fuori a leccare il capo che finalmente lascia la scena per fare spazio allo scannamento dei vari Alfano, Santache', Meloni, Gasparri ... e via dicendo. Ieri arriva la sentenza che finalmente lo vede condannato, anche se solo in primo grado per truffa, evasione fiscale e via dicendo. Oggi torna lestamente sui propri passi perchè non può lasciare in mano il paese in mano ad una giustizia che minaccia, secondo lui, la democrazia. Ed ora tutti i suoi leccapiedi sono di nuovo nella disperazione, a parte la Santache', la piu' patetica di tutti, che dopo aver lodato il capo per aver lasciato, oggi è corsa subito a baciarli le mani per il suo ritorno. E ritorna mostrando tutta la sua anima da mafioso, annunciando ritorsioni verso lo stato che ha osato propinargli una condanna più che meritata. Minaccia di togliere la fiducia al governo Monti come ricatto contro questa condanna. Oddio non che sia un grave problema la caduta del governo Monti, ma rischia di portare consequenze che naturalmente saranno pagate dai cittadini già abbastanza tartassati dal governo stesso. Oggi è uscita tutta la vera anima di quest'uomo che ha saputo fare il lavaggio del cervello ad un'intero stato e rimanere al comando per venti anni protando lo stato stesso allo sfacello per starsene lontano dalla galera. Ed ora che la galera è più vicina, eccolo che torna in campo mettendo mano a tutta la sua potenza di fuoco. Ora la parola passa davvero agli italiani, vediamo se ancora daranno credito ad un delinquente, oppure finalmente vorranno liberarsi una volta per tutte di colui che li ha portati ad essere sommersi dalle tasse, con un parlamento pieno zeppo di indagati, condannati e inquisiti, con una corruzione dilagante, ed uno stato al servizio dei suoi problemi giudiziari. Voglio proprio vedere se finalmente lo sotterreranno definitvamente o si faranno mangiare anche quel poco di cervello rimasto.
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sabato 27 ottobre 2012
Combattiamo la corruzione: ecco chi non votare in Sicilia
Come è stato dimostrato in questi giorni i partiti non hanno alcuna intenzione di combattere il fenomeno della corruzione nella politica. Oltre le parole ci sono i fatti ed i fatti parlando di un decreto anticorruzione che è una vera e propria farsa con il quale non si tengono lontano dalla politica nemmeno quei personaggi che hanno delle condanne definitive. Come già ricordato da qualcuno, per fare il bidello in una scuola non devi avere avuto problemi con la giustizia, per fare il politico e sedere in parlamento non è necessario, qualunque delinquente può fare il parlamentare. Leggevo in questi giorni su un social network: per fare il medico, l'ingegnere, l'infermiere o qualsiasi altra professione serve una laurea, per fare il parlamentare o il ministro non solo non serve una laurea ma lo possono fare tutti anche coloro che hanno avuto condanne per reati contro la pubblica amministrazione. Non è solo colpa della politica se si è venuta a creare questa situazione, ma anche dei cittadini che hanno permesse e consentito a certi personaggi di andare ad occupare una poltrona in parlamento. E' vero che per quanto riguarda le elezioni politiche siamo stati privati da una legge assurda del diritto di scegliere i nostri rappresentanti, ma comunque abbiamo continuato a votare partiti che proponevano al loro interno candidati con problemi vari con la giustizia. Se vogliamo davvero debellare la corruzione anche noi cittadini dobbiamo diventare parte attiva iniziano, per esempio, a non dare il nostro voto a chiunque sia coinvolto in problemi giudiziari a qualunque titolo. Che sia indagato, inquisito, coinvolto in un processo o peggio ancora condannato non deve avere il nostro voto e non deve rappresentarci a nessun livello. Domani e dopodomani si svolgono le elezioni regionali in Sicilia ed i vari partiti non hanno rinunciato a inserire nelle loro liste personaggi con problemi giudiziari di varia natura. Ecco un sito dove sono stati elencati i candidati (circa 40) presenti nelle liste elettorali siciliane che non dovrebbero essere votati a nessun titolo. Consultate il sito e ricordate i loro nomi.
Questo è l'elenco completo sul sito troverete per ognuno dei candidati foto e relativi problemi con la giustizia.
- 1 - Cateno De Luca
- 2 - Roberto Corona
- 3 - Raffaele Nicotra
- 4 - Giuseppe Arena
- 5 - Marco Forzese
- 6 - Salvino Caputo
- 7 - Mario Briguglio
- 8 - Nino Dina
- 9 - Giuseppe Buzzanca
- 10 - Giacomo Scala
- 11 - Fabio Mancuso
- 12 - Riccardo Minardo
- 13 - Girolamo Fazio
- 14 - Santino Catalano
- 15 - Pippo Sorbello
- 17 - Giusepe Gianni
- 18 - Giovanni Mauro
- 19 - Domenico Rotella
- 20 - Giuseppe Drago
- 22 - Raimondo Maira
- 21 - Franco Mineo
- 23 - Mario Bonomo
- 24 - Elio Galvagno
- 25 - Giuseppe Federico
- 26 - Paolo Colianni
- 27 - Giuseppe Gennuso
- 28 - Antonino Reitano
- 29 - Martino Morsello
- 30 - Lorenzo Italiano
- 31 - Placido Oteri
- 33 - Francesco Cascio
- 34 - Gianni Pompeo
- 35 - Giuseppe Spata
- 36 - Giovanni Di Giacinto
- 37 - Giuseppe Picciolo
- 38 - Roberto Di Mauro
- 38-39-40- IL TRIANGOLO NO
- 41 - Salvatore Maugeri
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