Se Berlusconi non avesse impostato questa tornata elettorale come se si trattasse di una specie di referendum sulla sua persona probabilmente oggi, dopo la vittoria del centro sinistra, non ci sarebbe stato tutto questo giusto entusiasmo. In fin dei conti si è trattato solo di elezioni amministrative che, per quanto importanti e significative, non avrebbero inciso in maniera definitiva sul governo centrale. Ora la speranza è che il giusto entusiasmo derivante da questa vittoria di proporzioni inaspettate non offuschi tutta l'opposizione facendo già intravedere la vittoria finale, perchè la strada è lunga e ancora cosparsa di molti ostacoli non ultimo la reazione del dittatore ferito. Oggi è giusto sorridere come fa la ragazza che fu ripresa da Berlusconi, durante le votazione al primo turno, proprio perchè non sorrideva, ma oggi quella ragazza fa vedere tutti i suoi denti e lancia la foto in Internet, ma da domani il lavoro iniziato deve continuare perchè l'Indagato del Consiglio non molla. Il voto dei ballottaggi ha dimostrato che il centro sinistra può essere sconfitto ma solo se da vita ad una coalizione molto ampia nella quale entrino a far parte tutti coloro che vogliono abbattere il regime imposto dal cavaliere. D'altra parte un altro dato importante è saltato fuori: il Pdl perde consensi, e questo era un risultato atteso, ma questa emorragia di voti dal Pdl non confluisce nella Lega come si pensava. E' vero anche che c'è stata una forte astensione e questo dovrebbe far riflettere tutti nel senso che l'astensione è una sconfitta per tutti, destra e sinistra, vincitori e perdenti. C'è chi spiega la vittoria del centro sinistra proprio con l'astensione che avrebbe fatto proseliti fra gli elettori del centro destra, chi non vota sbaglia sempre e non si può poi cercare di deligittimare una vittoria attraverso l'astensionismo. La sostanza finale è che finalmente dopo 5 anni durante i quali il centro destra ha sempre prevalso in tutte le tornate elettorali che si sono svolte, c'è stata la cosiddetta inversione di tendenza a dimostrazione che allo stato attuale delle cose Berlusconi non è più invincibile e soprattutto non lo è più la sua coalizione Pdl-Lega. Ora bisogna mettere a frutto questa vittoria non sottovalutando i dati dell'astensione ed il fatto che, salvo eccezioni, Pd e Idv dovranno per forza inserire nella coalizione anche SEL (e forse aggiungo investire Vendola della carica di candidato premier con primarie o senza) oltre che valutare la necessità di stringere accordi con qualche area del terzo polo. Un primo riscontro lo si potrà avere il 12 e 13 giugno con i referendum dove già si fanno appelli al non voto da parte del Pdl. I referendum saranno un test nazionale per verificare se l'onda anti-governo e soprattutto anti-Berlusconi può diventare un'onda diffusa sul territorio nazionale per aprire davvero una nuova epoca e dare un'altra spallata e questa volta molto forte a governo e maggioranza di governo.martedì 31 maggio 2011
Vittima di se stesso
Se Berlusconi non avesse impostato questa tornata elettorale come se si trattasse di una specie di referendum sulla sua persona probabilmente oggi, dopo la vittoria del centro sinistra, non ci sarebbe stato tutto questo giusto entusiasmo. In fin dei conti si è trattato solo di elezioni amministrative che, per quanto importanti e significative, non avrebbero inciso in maniera definitiva sul governo centrale. Ora la speranza è che il giusto entusiasmo derivante da questa vittoria di proporzioni inaspettate non offuschi tutta l'opposizione facendo già intravedere la vittoria finale, perchè la strada è lunga e ancora cosparsa di molti ostacoli non ultimo la reazione del dittatore ferito. Oggi è giusto sorridere come fa la ragazza che fu ripresa da Berlusconi, durante le votazione al primo turno, proprio perchè non sorrideva, ma oggi quella ragazza fa vedere tutti i suoi denti e lancia la foto in Internet, ma da domani il lavoro iniziato deve continuare perchè l'Indagato del Consiglio non molla. Il voto dei ballottaggi ha dimostrato che il centro sinistra può essere sconfitto ma solo se da vita ad una coalizione molto ampia nella quale entrino a far parte tutti coloro che vogliono abbattere il regime imposto dal cavaliere. D'altra parte un altro dato importante è saltato fuori: il Pdl perde consensi, e questo era un risultato atteso, ma questa emorragia di voti dal Pdl non confluisce nella Lega come si pensava. E' vero anche che c'è stata una forte astensione e questo dovrebbe far riflettere tutti nel senso che l'astensione è una sconfitta per tutti, destra e sinistra, vincitori e perdenti. C'è chi spiega la vittoria del centro sinistra proprio con l'astensione che avrebbe fatto proseliti fra gli elettori del centro destra, chi non vota sbaglia sempre e non si può poi cercare di deligittimare una vittoria attraverso l'astensionismo. La sostanza finale è che finalmente dopo 5 anni durante i quali il centro destra ha sempre prevalso in tutte le tornate elettorali che si sono svolte, c'è stata la cosiddetta inversione di tendenza a dimostrazione che allo stato attuale delle cose Berlusconi non è più invincibile e soprattutto non lo è più la sua coalizione Pdl-Lega. Ora bisogna mettere a frutto questa vittoria non sottovalutando i dati dell'astensione ed il fatto che, salvo eccezioni, Pd e Idv dovranno per forza inserire nella coalizione anche SEL (e forse aggiungo investire Vendola della carica di candidato premier con primarie o senza) oltre che valutare la necessità di stringere accordi con qualche area del terzo polo. Un primo riscontro lo si potrà avere il 12 e 13 giugno con i referendum dove già si fanno appelli al non voto da parte del Pdl. I referendum saranno un test nazionale per verificare se l'onda anti-governo e soprattutto anti-Berlusconi può diventare un'onda diffusa sul territorio nazionale per aprire davvero una nuova epoca e dare un'altra spallata e questa volta molto forte a governo e maggioranza di governo.
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venerdì 27 maggio 2011
Chiediamo scusa al mondo intero ma ormai è incapace di intendere e di volere
Al G8 ormai non si parla d'altro e sta diventando un incubo ed un ossessione per tutti i capi di stato e di governo partecipanti al consesso internazionale. Personalmente mi sembra di vivere i sabato pomeriggio di luglio ed agosto qui sulla spiaggia di Palombina Vecchia (per chi non conoscesse la località e ciò che avviene su quella spiaggia consiglio una rapida visita al relativo sito di riferimento). Il campionato invernale di calcio è terminato ma un patito (anzi due) del pallò si aggira per la spiaggia più o meno intorno alle 14.30 con un pallone in mano in cerca di adepti da coinvolgere in una partitella infinita di calcio. La temperatura si aggira sui 38-40 gradi, quella della sabbia arriva a toccare gli 80 ma lui imperterrito il sabato non sente ragioni vuole giocare a calcio. Tutti quelli che lo conoscono allora si defilano come possono. Chi si nasconde sotto il lettino, chi si rinchiude in cabina o nel capanno come dir si voglia, chi finge una pennichella pomeridiana con tanto di rumori russeggianti, chi chiede alla moglie di ordinargli di andare a prendere due caffè. Ma lui puntualmente riesce a pizzicare almeno 7 o 8 malcapitati che non riescono a dirgli di no e rischiano infarto e insolazione per giocare questa famosa partita del sabato. Al G8 in questi due giorni si assiste ad una scena simile. Invece del mio amico con il pallone in mano, fra capi di stato e di governo si aggira il nostro Indagato del Consiglio che ha la sua patetica storiella da raccontare. Il Tizio, essendo tutt'altro che stupido, ha subito mirato alto e ieri ha intercettato nientepopodimenoche Obama il Presidente degli Stati Uniti. E' stata la prima vittima e quindi il povero Barak non era a conoscenza di ciò che lo attendeva. Berlusconi ha sciorinato la solita storiella della persecuzione nei suoi confronti e della dittatura della magistratura che intende stravolgere la sovranità popolare, ma invece di usare i soliti toni baldanzosi che mostra sulle televisioni italiane, sembrava un cane bastonato. Obama ha capito che aveva davanti un uomo ormai sul collasso politico ed umano, provato compassione, gli ha battuto la mano sulla spalla e gli ha girato le spalle mentre nella sua testa prendeva corpo un sostanzioso "Ma va a fare in c....". Naturalmente il Malato del Consiglio ha interpretato il gesto del Presidente degli Stato Uniti come un segnale di comprensione di appoggio e così stamani si è presentato al G8 intenzionato a ripetere la sua patetita sceneggiata con altri governanti del mondo. Ma ormai la notizia si era diffusa e fra i partecipanti al G8 c'era stato un passaparola che sostanzialmente dava queste indicazioni "Berlusconi soffre di mani di persecuzione, evitatelo ma se non potete farne a meno, ci raccomandiamo di assecondarlo". Appena Berlsuconi è arrivato si è assistito ad un fuggi fuggi generale come quello del sabato pomeriggio di luglio ed agosto qui sulla mia spiaggia. Sarkozy fingeva di parlare al telefono con Carlà simulando una perdita delle acque della stessa, la Merkel addirittura simulava una telefonata erotica con un minorenne nipote di Mubarak (Berlusconi è molto sensibile a questo tipo di telefonate), Gordon Brown improvvisamente era stato chiamato personalmente dalla regina e non era disponibile, e così l'unico a farsi trovare impreparato è stato il Presidente russo Medevedev che comunque è riuscito ad ascoltare Berlusconi con uno sguardo di commiserazione. Alla fine anche il Presidente Russo si è accomiatato con un colpetto sulla spalla come a dire "Su dai non ti abbatere che l'alzheimer prima o poi colpisce tutti". Ora su Berlusconi possiamo tranquillamente passare sopra in fin dei conti non è colpa sua, la ex moglie Veronica aveva avvisato l'intero paese sulla malattia del presidente del consiglio e sulla sua inadeguatezza a governare un paese democratico, il paese, il popolo non gli ha dato ascolto ed ha consentito che continuasse ad occupare un posto che non gli compete. Ma che dire di coloro che gli stanno vicino ? Che dire per esempio dei suoi ministri ed in primo luogo di Giovanardi e Frattini. Il primo negando anche l'evidenza televisiva parlava ieri sera di labbiale che non rispondeva alla verità, facendo incazzare anche una giornalista solitamente tranquilla come la Gruber, il secondo che oggi ripropone l'immagine di un Berlusconi sofferente per gli innumerevoli processi in cui è coinvolto. Si posso anche arrivare a immaginare la sua sofferenza ... ma che dire di coloro che soffrono per la perdita del lavoro ? Per non essere in grado di pagare il mutuo della casa ? Per i giovani che il lavoro non lo trovano o se lo trovano sono trattati da schiavi (3 euro l'ora) ? Se lui è così sofferente perchè non si toglie dai coglioni e soprattutto perchè non inizia a 74 anni a comportarsi legalmente ? Non rimane che a noi cittadini onesti e che pagano le tasse (la minoranza purtroppo in questo paese) di chiedere scusa al mondo intero per le esternazioni di un uomo gravemente malato che dovrebbe essere messo a riposo per il bene della democrazia del paese Italia- .
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mercoledì 25 maggio 2011
Siamo coglioni, sporchi, puzzolenti, senza cervello .... ma prima o poi ti faremo la festa

Ormai le offese dell'Indagato del Consiglio non ci fanno più nè caldo nè freddo. Sono ormai gli ultimi colpi di coda di un uomo che sta vedendo il terreno scivolargli sotto i piedi e che dopo aver impostato la campagna elettorale per i comuni di Milano e Napoli come se fosse una specie di referendum sulla propria persona, ora non sa più a chi addossare le responsabilità per la sconfitta che si sta prospettando dopo il flop del primo turno. La confusione totale è stata ampiamente dimostrata oggi quando si è scagliato contro tutti. Prima contro i suoi stessi candidati che ha definito deboli, pur avendoli lui stesso appoggiato senza condizioni, per poi scagliarsi con coloro che ha definito coglioni, poi sporchi, poi puzzolenti ed oggi senza cervello. Dopo le offese poi il Tizio torna sui suoi passi e dichiara che le elezioni amministrative non rappresentano un voto contro di lui in quanto è applaudito dappertutto ... verissimo ovunque si trovano persone che per un panino col salame e 50 euro sono disposti ad applaudirlo. Sparisce insomma il valore nazionale di queste elezioni e in previsione di un probabile buco nell'acqua il Presidente del Consiglio prepara il terreno per non andare alle elezioni anticipate. In questo delirio senza freni hanno la loro dose di offese anche gli stessi elettori del suo partito, colpevoli di non aver capito come votare per dare la loro preferenza al candidato Berlusconi. Ecco spiegato il calo di quasi il 50% delle preferenze a suo favore: anche se non esplicitamente la metà degli elettori del Pdl sono dei mentecati che non hanno saputo votare. Insomma in questo paese l'unico cittadino intelligente, pulito, con il cervello intatto e nel pieno delle proprie facoltà mentali è quello che quando si trova nella cabina elettorale mette una croce sul Pdl e indica come preferenza Silvio Berlusconi, qualunque sia il tipo di elezione anche se si dovesse eleggere il portiere di un condominio del centro di Milano. Nella situazione in cui siamo ormai queste dichiarazioni non fanno nemmeno più incazzare, perchè il livello di incazzatura ha raggiunto il livello massimo, sono dichiarazioni di un patetico uomo che sta agitando la coda per gli ultimi colpi che però possono essere molto pericolosi. Sia perchè continua a non occuparsi della situazione economico-finanziaria del paese sull'orlo del fallimento del tipo della Grecia, sia perchè si occupa di problemi irrilevanti e pericolosi per la stabilità del paese come lo spostamento dei ministeri a Milano. Sta tutto qui il pericolo e se dopo le elezioni amministrative non se ne andrà dovranno essere i cittadini puzzolenti, sporchi, coglioni, senza cervello a prendere l'iniziativa.
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martedì 24 maggio 2011
Sconti, saldi, superofferte, pubblicità ingannevole e via dicendo
Ma alla fine si tratta semplicemente delle elezioni di due sindaci che problema sarà mai anche se il Tizio del Consiglio dovesse perderle. Una volta non era così anzi i partiti di governo si affrettavano subito a mettere in chiaro che il risultato delle elezioni amministrative non avrebbe avuto consequenze sul governo centrale. Oggi tutto è cambiato, non per niente siamo nella seconda repubblica, ed una maggioranza allo sbando, con il suo capo in caduta libera in quanto a consensi ha cercato di metterla sul piano personale convinto di ottenere quei consensi che i sondaggisti, pagati da lui, gli avevano sempre garantito. Sta tutto qui il problema. Un sindaco uscente, appoggiato dalla maggioranza di governo, non avrebbe dovuto avere problemi ad organizzare una campagna elettorale se avesse potuto mettere in campo i risultati ottenuti durante il suo mandato magari con il valore aggiunto della compagine del governo centrale. Ma questi risultati non ci sono e non ci sono stati ed allora eccoci ad una campagna elettorale veramente da ridire. E per fortuna per Pdl e Lega che i candidati dell'opposizione sono da una parte un personaggio della sinistra quelle vera e dell'altra un bel giudice giustizialista, altrimenti di che cosa avrebbero potuto sparlare. Ma per il ballottaggio la tecnica è cambiata e si è passati dalle accuse e dalle offese alle offerte, alle promozioni, alla pubblicità comparativa e ingannevole, insomma di tutto di più con la sola esclusione del confronto su temi seri. Una strategia già iniziata a Napoli con la promessa della sospensione delle demolizioni della case abusive e che ora prosegue a Milano con le promesse di abolizione di EcoPassa, multe, parcheggi gratuiti per i residenti e chi più ne ha più ne metta. Naturalmente la strategia dell'offesa e della calunnia non è stata abbandonata nonostante non abbia dato risultati apprezzabili al primo turno e dopo la falsità della Moratti in merito alla questione del furto fi un pulmino avvenuto circa 30 anni fa, in questi giorno Pisapia è diventato un estremista di sinistra non idoneo a fare il sindaco, un violento, Pisapia che avrebbe invitato Bin Laden a Milano (che sfiga che gli americani lo hanno ucciso .. non saranno comunisti anche loro ?? ), addirittura Borghezio si lancia nell'accusa di connivenza con i terroristi ... Borghezio uno che di terrorismo ne sa abbastanza. In questa fiera del ridicolo e della falsità fa la sua parte anche il governo centrale e la fa per bocca del probabile successore di Berlusconi alla guida del Pdl, Giulio Tremonti. Il ministro si sta Berlusconizzando in vista della successione. Dopo il declassamento del debito da parte di Standard&Poor's, Tremonti si è subito impegnato nell'esercizio di rassicurare gli italiani che il bilancio dello Stati era solido, talmente solido che ieri la borsa di Milano ha perso oltre il 3%, ma oggi il ministro prosegue con la sua ironia e controbatte ai dati preoccupanto dell'Istat affermando che l'Italia è un paese ricco. E noi non ce ne siamo resi conto ... Ma non sembra di stare nel bel mezzo do una farsa in .. non si quanti atti ? Per concludere la farsa c'è la multa che l'Agcom ha inflitto a Rai e Mediaset per le interviste a reti unificate di Berlusconi. Fede e Minzolini si sono meravigliati perchè ritengono semplicemente di aver trasmesso delle notizie, peccato che la notizia non era altro che uno spot elettorale del presidente del consiglio e niente altro. Ma ora quello che il cittadino comune si chiede è quanto segue: in prima analisi chi pagherà la multa ed in seconda analisi, multa a parte, il danno è stato fatto, lo spot elettorale trasmesso come si può tornare indietro ? Per quanto riguarda la Rai è chiaro che la multa ricadrà sugli abbonato che pagano il canone anche se sarebbe più giusto che a pagarla fosse di direttori di Tg1 e Tg2, per quanto riguarda lo spot elettorale a quello nessuno potrà rimediare nemmeno se fosse dato altrettanto spazio alle opposizioni. La vicenda è assurda in quanto un Capo di Governo occupa i mezzi di informazione per fare propaganda elettorale per due città, e quello che è più scandaloso è che i rispettivi direttori di Tg1, Tg2, Tg4 non riconoscono l'errore che hanno fatto ed anzi si meravigliano del provvedimento di Agcom. Ma tutto quello che sta accadendo in questo paese è la realtà o davvero non è altra che una farsa nella quale tutti siamo spettatori ed attori ?
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domenica 22 maggio 2011
Manovre di distrazione di massa
La tecnica è ormai consolidata e sperimentata, l'eccezionalità questa volta sta nel fatto che sia stata adottata dalla Lega Nord piuttosto che da Berlusconi ed i suoi scagnozzi del Pdl. La strategia consiste nel tirare fuori un problema, una questione, una proposta destinata poi a sgonfiarsi irrimediabilmente in quanto assura o priva di qualsiasi logica, ogniqualvolta ci si trovi un periodo morto e l'attenzione dei cittadini rischi di concentrarsi su problemi reali e di interesse generale. Berlusconi ha fondato il suo successo politico proprio su questa strategia che ha intensificato in questa sua terza legislatura. La crisi finanziaria ed economica mondiale avrebbe dovuto costringere il governo e la sua maggioranza ad occuparsi di problemi reali e sicuramente di difficile soluzione come la disoccupazione dilagante, la chiusura di migliaia di attività produttive, la crisi del mercato azionario, la crescita indiscriminata della spesa pubblica. L'incapacità nel trovare soluzioni anche palliative ha costretto Berlusconi a insistere e intensificare le manovre di distrazione. Eccolo allora ingaggiare una guerra allo spasimo con il parlamento e con la Costituzione per mettere in piedi una pseudo riforma della giustizia che avesse un unico obiettivo: tenerlo lontano da processi. Eccolo prendere il telefono e intercedere a favore di una ragazzina che lo aveva deliziato con le proprie prestazioni sessuali in cambio di ingenti somme di denaro con la scusa che poteva trattarsi della nipote di Mubarak. Tutte azioni tipiche del Berlusconi che ormai gli anche gli italiani con un quoziente di intelligenza pari alla metà della media nazionale hanno imparato a riconoscere. Oggi anche la Lega Nord per voce del suo capo incontrastato Bossi segue questa strategia politica. Ecco allora nel vivo di un momento di estrema difficoltà in cui Pdl e Lega rischiano di perdere il comune di Milano, arrivare la proposta shock di Bossi: spostare alcuni ministeri da Roma a Milano. Un problema veramente di rilevanza nazionale. Una questione che perfino quei malati di mente che una volta si trovavano rinchiusi nei manicomi-lager e che oggi sono a spasso nelle nostre città non esitano a definire ... pazza. Fa parte della strategia per distogliere a livello nazionale i cittadini dal declassamento del nostro debito da parte di Standard&Poor's che altro non è che l'anticamera della fine che hanno fatto Grecia e Portogallo, mentre a livello locale dal ballottaggio che si svolgerà domenica prossima a Milano e che vede profilarsi per la maggioranza e per Berlusconi una sconfitta molto pesante. Lo spostamento di alcuni ministeri a Milano è fuori da ogni logica (come faranno i ministri a correre alla camera per andare a votare e salvare il governo .. ? disporranno di un aereo personale a nostre spese ?) anche di spesa pubblica ma soprattutto è un'esigenza che nessuno nel paese avverte e che non servirà a ricolvere la crisi economica. E così in questi giorni si parlerà di questa ... stronzata ... mentre a Milano si ricorre alla violenza ed alla denigrazione mediatica per mezzo di manifesti insulsi dell'avversario politico. Niente di nuovo sotto il sole a parte il fatto che anche la Lega si è assoggetata ad utilizzare questi mezzi di infimo livello, a testimoniare che davvero potremmo essere alla fine del ciclo Berlusconi. .
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venerdì 20 maggio 2011
Parole che scompaiono

Spesso ci vengono date notizie relative a nuove parole che entrano nel vocabolario della lingua italiana grazie all'uso che se ne fa nel linguaggio comune, ma quasi mai siammo aggiornati su parole che escono dall'uso comune e quindi spariscono dal vocabolario in quanto ormai nessuno ne conosce più il significato.
Quando ero un ragazzino quattordicenne spesso andavo allo stadio accompagnato da mio padre a vedere le partite del Pisa, la squadra della mia città natale. Memorabili erano gli scontri con i rivali di sempre: il Livorno. Pisani e Livornesi nascono con un gene nel loro Dna, quello "dell'odio" verso i vicini cugini. Un sana rivalità da sempre che a quei tempi trovava il suo naturale sfogo nelle partite in cui Pisa e Livorno si affrontavano. Ma era uno sfogo sano e corretto. Ognuna delle due tifoserie incitava la propria squadra senza preoccuparsi degli avversari, ai quali al più veniva riservato solo qualche fischio in occasione delle azioni più fallose, ma alla fine tutto si risolveva in qualche sfottò e al limite in qualche sana scazzottata. Di certo non si vedevano coltelli, catene, fumogeni e nemmeno si ascoltavano cori offensivi verso gli avversari, si pensava solo ad incoraggiare la propria squadra. Anche in politica la situazione era analoga. Innazitutto i politici comparivano raramente in televisione, non esistevano i talk show di approfondimento, ma solo le famose tribune elettorali nelle quali il conduttore gestiva la trasmissione. I giornalisti facevano le domande, i politici rispondevano ma ognuno parlava esclusivamente del proprio modo di vedere un problema, di come affrontarlo, di come risolverlo seguendo i propri ideali ed i propri principi. In parole povera si seguiva una certa "etica", una parola che sarà sicuramente sconosciuta ai giovani di oggi per lo meno a quelli nati dopo gli anni 80.
"L'etica può essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri".
Poi sono arrivati gli anni 80 e 90. I primi hanno visto la caduta nell'etica in campo sportivo e soprattutto calcistico. La prima trasmissione calpestare l'etica è stato il famigerato "Processo del Lunedì di Biscardi che a partire dal 1983 ha fomentato l'odio calcistico e non solo fra Juventus e Roma e le relative città. La tradizionale pacatezza della Domenica Sportiva è d'incanto sparita in una trasmissione basata sulla litigata, sull'offesa reciproca, sul disprezzo dell'avversario. Uno spregevole costume che si è trasferito in poco tempo dallo studio televisivo della trasmissione, agli stadi che a partire da quegli anni sono diventati delle vere e proprie palestre di violenza gratuita sobillata dai giornalisti televisivi e della carta stampata. Oltre 10 anni dopo anche la politica è stata vittima di questa caduta di stile a causa dell'ingresso in politica di Silvio Berlusconi. La sua prima campagna politica è stata subito improntata all'offesa ed alla denigrazione dell'avversario politico ed in particolar modo della sinistra italiana. Un concetto per lui molto ampio in quanto qualsiasi suo oppositore è stato subito definito comunista. Questa sua intollerenza è andata sempre più acuendosi fino ad arrivare allo spettacolo vergognoso di queste ultime settimane in cui si stanno svolgendo delle elezioni amministrative. Nonostante un primo turno disastroso per Berlusconi ed i suoi, la musica non è cambiata ed anzi gli interpreti non sono solo il Presidente del Consiglio ed i suoi parlamentari ma anche i vari candidati sindaco. Purtroppo il virus della violenza verbale, dell'offesa, della denigrazione ha colpito anche le opposizioni ed oggi, in questo ultimo scorcio di campagna elettorale per il secondo turno, tutti i candidati di una parte e dell'altra fanno parlano di tutto fuorchè dei loro programmi e di come intendono amministrare le città in cui si vota. Ognuno è impegnato nell'offesa dell'altro. Per non parlare poi delle trasmissioni televisive che sono ormai diventate delle vere e proprie arene dove i contendenti non si confrontano ma bensi' si affrontano con lance in resta. E' questo anche il motivo della grande crescita di un partito che purtroppo non può partecipare al governo nè locale nè centrale: il partito dell'astensionismo che è diventato il maggiore partito in Italia.
In questi giorni insomma si celebra definitivamente il funerale della parola etica, una parola sconosciuta ai più che rischia l'estinsione definitva qualora Pdl e Lega riuscissero a recuperare ciò che hanno perso nel primo turno delle elezioni amministrative.
Quando ero un ragazzino quattordicenne spesso andavo allo stadio accompagnato da mio padre a vedere le partite del Pisa, la squadra della mia città natale. Memorabili erano gli scontri con i rivali di sempre: il Livorno. Pisani e Livornesi nascono con un gene nel loro Dna, quello "dell'odio" verso i vicini cugini. Un sana rivalità da sempre che a quei tempi trovava il suo naturale sfogo nelle partite in cui Pisa e Livorno si affrontavano. Ma era uno sfogo sano e corretto. Ognuna delle due tifoserie incitava la propria squadra senza preoccuparsi degli avversari, ai quali al più veniva riservato solo qualche fischio in occasione delle azioni più fallose, ma alla fine tutto si risolveva in qualche sfottò e al limite in qualche sana scazzottata. Di certo non si vedevano coltelli, catene, fumogeni e nemmeno si ascoltavano cori offensivi verso gli avversari, si pensava solo ad incoraggiare la propria squadra. Anche in politica la situazione era analoga. Innazitutto i politici comparivano raramente in televisione, non esistevano i talk show di approfondimento, ma solo le famose tribune elettorali nelle quali il conduttore gestiva la trasmissione. I giornalisti facevano le domande, i politici rispondevano ma ognuno parlava esclusivamente del proprio modo di vedere un problema, di come affrontarlo, di come risolverlo seguendo i propri ideali ed i propri principi. In parole povera si seguiva una certa "etica", una parola che sarà sicuramente sconosciuta ai giovani di oggi per lo meno a quelli nati dopo gli anni 80.
"L'etica può essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri".
Poi sono arrivati gli anni 80 e 90. I primi hanno visto la caduta nell'etica in campo sportivo e soprattutto calcistico. La prima trasmissione calpestare l'etica è stato il famigerato "Processo del Lunedì di Biscardi che a partire dal 1983 ha fomentato l'odio calcistico e non solo fra Juventus e Roma e le relative città. La tradizionale pacatezza della Domenica Sportiva è d'incanto sparita in una trasmissione basata sulla litigata, sull'offesa reciproca, sul disprezzo dell'avversario. Uno spregevole costume che si è trasferito in poco tempo dallo studio televisivo della trasmissione, agli stadi che a partire da quegli anni sono diventati delle vere e proprie palestre di violenza gratuita sobillata dai giornalisti televisivi e della carta stampata. Oltre 10 anni dopo anche la politica è stata vittima di questa caduta di stile a causa dell'ingresso in politica di Silvio Berlusconi. La sua prima campagna politica è stata subito improntata all'offesa ed alla denigrazione dell'avversario politico ed in particolar modo della sinistra italiana. Un concetto per lui molto ampio in quanto qualsiasi suo oppositore è stato subito definito comunista. Questa sua intollerenza è andata sempre più acuendosi fino ad arrivare allo spettacolo vergognoso di queste ultime settimane in cui si stanno svolgendo delle elezioni amministrative. Nonostante un primo turno disastroso per Berlusconi ed i suoi, la musica non è cambiata ed anzi gli interpreti non sono solo il Presidente del Consiglio ed i suoi parlamentari ma anche i vari candidati sindaco. Purtroppo il virus della violenza verbale, dell'offesa, della denigrazione ha colpito anche le opposizioni ed oggi, in questo ultimo scorcio di campagna elettorale per il secondo turno, tutti i candidati di una parte e dell'altra fanno parlano di tutto fuorchè dei loro programmi e di come intendono amministrare le città in cui si vota. Ognuno è impegnato nell'offesa dell'altro. Per non parlare poi delle trasmissioni televisive che sono ormai diventate delle vere e proprie arene dove i contendenti non si confrontano ma bensi' si affrontano con lance in resta. E' questo anche il motivo della grande crescita di un partito che purtroppo non può partecipare al governo nè locale nè centrale: il partito dell'astensionismo che è diventato il maggiore partito in Italia.
In questi giorni insomma si celebra definitivamente il funerale della parola etica, una parola sconosciuta ai più che rischia l'estinsione definitva qualora Pdl e Lega riuscissero a recuperare ciò che hanno perso nel primo turno delle elezioni amministrative.
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mercoledì 18 maggio 2011
Tutti ne vogliono la testa ma nessuno afferra la mannaia
In questi ultimi mesi sono state molte le voci contro Berlusconi a partire da quella parte del Pdl che ha dato vita a Futuro e Libertà per smarcarsi dall'oppressione dell'Indagato del Consiglio. Poi vicino a queste voci ci sono state quelle tradizionalmente contrarie alla politica o meglio al dispostismo del dittatore di Arcore. Da Casini, a Rutelli staccatosi da Pd, al Pd stesso, all'Idv ed alla sinistra storica di questo paese. Insomma a parte il Pdl solo la Lega è rimasta a fianco ad un uomo il cui unico obiettivo non è certo governare ma soprattutto instaurare un regime che prima di ogni altro problema risolva i suoi problemi con la giustizia. Anche nella recente campagna elettorale in occasione delle elezioni amministrative di domenica scorsa, il coro contro Berlusconi, che ha impostato la campagna elettorale come se si trattasse di un referendum sulla sua persona e sul suo operato, è stato unanime sempre Lega a parte. Oggi a due giorni dal primo turno elettorale il presidente del consiglio ha subito una sconfitta su tutti i fronti, prima di tutto a Milano proprio nel suo feudo. Una sconfitta non definitiva perchè in molti comuni, compreso Milano, si andrà al ballottaggio con la maggioranza dei candidati del centro destra che partono in svantaggio rispetto ai candidati del centro sinistra. Che cosa avrebbe voluto la logica o che cosa si sarebbe aspettato un cittadino comune che conserva ancora in minimo di intelligenza. Beh che tutti gli oppositori di Berlusconi si schierassero contro Berlusconi a partire per esempio dal quel grande attore e imbonitore che è Beppe Grillo. Si è vero Grillo sparla verso tutti i partiti di qualsiasi colore e qualsiasi collocazione politica, ma oggi che avrebbe la possibilità di dare un colpo al suo ... al nostro .. nemico numero 1 ci si sarebbe aspettati una chiara posizione. E invece da opportunista e da personaggio di cui alla fine importa solo il proprio tornaconto, fare spettacoli contro Berlusconi paga molto, praticamente ha dichiarato che i suoi discepoli non andranno a votare ... e bravo Grillo la prossima volta che ti sento parlare male di Berlusconi giuro che ti sputo in un occhio anche se a me non hai mai convinto del tutto. E che dire poi di Fini che ha fatto il diavolo a quattro per farsi cacciare dal Pdl, che in parlamento spesso vota contro il governo tanto che l'Indiziato del Consiglio ha dovuto spendere una fortuna per raccimolare altri mercenari, che ovunque spara a zero sul Presidente del Consiglio anche in maniera poco opportuna data la sua veste istituzionale, ed ora che si tratta di dare un bel colpo di grazia improvvisamente diventa un politico prudente che non si schiera perchè non si sa mai, meglio tenere ancora un piede nella staffa. Di Casini e Rutelli non c'è da meravigliarsi, sono due che storicamente tengono i piedi saldi da una parte e dall'altra senza schierarsi per tentare di racimollare sempre una poltrona. Anche loro quando parleanno male di Silvio Berlusconi ci dovrebbe essere qualcuno che gli sputa in un occhio. Ora non rimane che sperare nella lucidità della gente che ha dimostrato finalmente di non poterne più di un uomo che ha tentato di demonizzare tutti coloro che gli sono contro e che sta uccidendo democrazia e libertà oltre che portare il paese allo sfascio economico.In tutto questo c'è comunque un'amarezza profonda quello di parlare di elezioni amministrative come se fossero elezioni politiche. Nessuno parla dei problemi delle città e nessuno per esempio nemmeno ventila che la Moratti, per ora, sia stata battuta semplicemente perchè ha amministrato male ... questa è un'altra bruttura della politica introdotta dal berlusconismo. E' indispensabile più che mai farlo fuori.
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martedì 17 maggio 2011
Miracolo .... si risveglia dal coma profondo ...
La medicina ufficiale aveva perso ogni speranza e stava per dichiarare lo stato di coma irreversibile per il popolo italiano. Dopo aver subito anni di lavaggio del cervello attraverso le reti televisive, sembrava ormai incapace di rispondere a qualsiasi terapia d'urto anche la più invasiva. Sembrava non reagire a niente, nè agli innumerevoli attacchi contro la democrazia portati negli ultimi 15 anni, nè tantomeno a chi si sbracciava per mettere in evidenza quanto il paese fosse incamminato su un crinale molto pericoloso dal quale sarebbe stato facile rotolare senza possibilità di risalire. Ormai l'intero corpo elettorale del paese era insensibile e privo di ogni capacità di reazione tanto che, ad ogni tornata elettorale, continuava a non dare segni di alcun tipo rispondendo in maniera meccanica e priva di qualsiasi senso logico assegnando preferenze e voti a coloro che altro non facevano da anni che spingere giù lo stato lungo una pericolosa china. Coloro che ancora mantenevano una minima parvenza di lucidità, stavano già pensando di ricorrere all'eutanasia per porre fine alla lenta agonia di un paese che stavam perdendo tutti i pezzi della sua storia: la democrazia, la cultura, la libertà, la politica sociale, la solidarietà. Solo grazie agli ultimi irriducibili si è resistito fino al 15 e 16 maggio giorni nei quali si sarebbe tentato l'ultimo ed estremo tentativo per provocare il risveglio da una coma ormai quasi senza speranza. Ed invece il miracolo è avvenuto: si sono avuti finalmente i primi segnali di una nemmeno tanto timida reazione. Gli occhi si sono finalmente aperti e c'e' stato anche un movimento delle pupille, delle mani segnali irrevocabili che l'attività cerebrale stava riprendendo e non era totalmente priva di vita come si pensava. Sono due i segnali più importanti fra i tanti numeri snocciolati da ieri pomeriggio a dimostrazione del miracoloso risveglio. Il principale responsabile di questo coma profondo ha dimezzato la sua raccolta di preferenze nel proprio feudo, passando dalle oltre 50.000 alle circa 24.000, ma anche il braccio armato di quest'uomo senza scrupoli e cioè l'autore dei famosi manifesti che equiparavano magistrati e brigate rosse, è stato punito racimolando solo circa 600 preferenze. Questa nuova attività positiva si è immediatamente propagata per tutto il corpo, passando per Torino, Bologna ed anche Napoli, come per tanti altri piccoli comuni attraversando perfino il mare e giungendo in Sardegna. Nell'isola c'era un antipasto di quella che a questo punto rappresenterà un'altra scossa che si spera contribuirà al risveglio totale: il referendum per il nucleare. Quorum raggiunto e rifiuto del nucleare con una percentuale del 97% sui votanti, quasi da elettroshock per coloro che in questi anni hanno praticato la politica del lavaggio del cervello. I medici ancora non possono dichiarare fuori pericolo il paziente, ma i segnali sono stati inquivocabili e incontrovertibili: il risveglio dal coma è iniziato ora si tratta di proseguire con adeguate terapie per portarlo a compimento ed evitare una pericolosa ricaduta. Chi aveva iniziato 17 anni fa la politica del lavaggio del cervello, ha tentato di assestare il colpo finale portando su un piano nazionale un avvenimento che doveva esclusivamente rimanere in ambito locale e che non avrebbe avuto effetti cosi' irruenti se fosse rimasto confinato in tali limiti. Ma il tizio intendeva assestare il colpo finale, ma si sa i confini della medicina sono ancora non del tutto conosciuti e da esplorare, e così il paziente, sottoposto ad una terapia violenta senza precedenti, invece di crollare si è risvegliato. Ora sta alla parte sana del paese approfittare di questo risveglio e proseguire nella terapia adeguata.
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lunedì 16 maggio 2011
Vince la filosofia spicciola ...

Come al solito discorsi, commenti, analisi, riflessioni si sprecano come dopo ogni tornata elettorale. Ma oggi tutti i dibattiti e le trasmissioni televisive hanno perso di significato dopo le dichiarazioni di Bersani, segretario del Partito Democratico, intorno alle 18: "Vinciamo noi, perdono loro". Filosofia spicciola, sintetica ma quanto meno efficace e veriteria. Tutti gli altri ragionamenti sono soltanto fumo e accademica. Berlusconi aveva impostato in maniera anomala queste votazioni amministrative come se fossero una tornata politica o peggio ancora come se si trattasse di un vero e proprio referendum sulla sua persona. Ora con i risultati non ancora definitivi il Pdl è sotto soprattutto nel capoluogo lombardo dove Berlusconi si era giocato tutto, ma non riesce a vincere al primo turno nemmeno a Napoli mentre perde al primo turno a Torino e forse anche a Bologna. La strategia terrorista messa in atto dal presidente del consiglio non ha pagato e la sua città lo ha preso a pesci in faccia. Certo la partita non è ancora chiusa, anzi è tutt'ora aperta ed è proprio per questo che tutte le analisi che si stanno facendo in queste ore sono prive di senso. Ha molto più valore la filosofia spicciola di Bersani che sottolinea la vittoria del centro sinistra in questo primo turno, ma per le analisi serie, approfondite che spacchettano il risultato di queste ore è meglio aspettare i risultati dopo i ballottaggi. Mentre Pdl e Lega si leccano le ferite e, fortunatamente, riprendono la battaglia con attacchi frontali per bocca della Santache' (Milano non può essere lasciata in mano ad un brigatista che liberalizzerà la droga), il centro sinistra deve stare fermo e buono non accettare lo scontro su questo piano terroristico e cercare di raccogliere i voti di Grillo che potrebbero essere fondamentali per la vittoria finale. Di certo in questi giorni l'Indagato del Consiglio come una belva ferita tirerà fuori il peggio di se e c'è da augurarselo considerato i risultati del primo turno.
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domenica 15 maggio 2011
Se per caso non hai ancora votato ... corri al seggio ma non votare l'Indagato

La dialettica politica dovrebbe essere sempre basata sul confronto delle idee e dei principi nel pieno rispetto della diversità di pensiero. Ma queste idee e questi principi ci dovrebbero essere e soprattutto quando si tratta di elezioni amministrative come quelle in atto oggi e domani, idee e principi dovrebbero concretizzarsi in programmi che affrontino i problemi concreti che riguardano la gestione di un comune, di una provincia o di una regione. In questa tornata elettorale invece si è parlato di tutto fuorchè dei problemi di citta come Milano, Torino, Bologna, Napoli ma allo stesso tempo non si è parlato nemmeno di politica. L'Indagato del Consiglio è entrato prepontemente in scena in una campagna elettorale che non lo riguardava in prima persona, buttandola poi sul piano dell'offesa dell'avversario politico senza mai scendere in dettagli ne' sulle questioni locali delle città interessate alle elezioni nè tantomeno sulle questioni politiche nazionali. Ed allora come contrastare una campagna elettorale cosi' violenta ? Si potrebbe scendere sullo stesso piano dell'Indagato, come ha fatto il Pd, ma non avendo le stesse capacità di comunicazione violenta la partita è persa in partenza. Si può solo mettere in evidenza tutte le contraddizioni del tizio e del suo partito o meglio della sua congrega perchè considerare il Pdl un partito è un'offesa per tutti gli altri partiti del quadro politico istituzionale.
1. L'Indagato del Consiglio durante i suoi show non ha minimamente parlato dei problemi delle città in cui è stato a fare campagna elettorale. Per esempio a Milano non ha parlato della presenza dell'ndrangheta calabrese nè dei problemi legati alle'Expo, cosi' come a Napoli non ha saputo fare altro che accusare la sinistra per la questione dei rifiuti dimenticando le sue promesse non mantenute come per esempio il problema della camorra, la principale causa della questione rifiuti.
2. A Napoli per raccogliere voti ha semplicemente promesso di sospendere le demolizioni delle case abusive premiando chi si è costruito una casa illegalmente e punendo chi invece la casa sta rischiando di perderla per averla acquistata onestamente e non essere in grado di pagare il mutuo.
3. Ha saputo solo offendere l'avversario politico con totale disprezzo dei candidati avversari dei suoi candidati, come ha fatto con la Iervolino a Napoli
4. Ha spinto anche persone moderate come la Moratti ha dire falsità per denigrare il candidato sindaco del Pd
5. La giustizia è stato il solo argomento di cui ha saputo parlare seguendo il solito copione della magistratura cancro del paese semplicemente perchè la magistratura indaga in merito ai suoi comportamenti al limite della legalità e molto spesso oltre la legalità. Ma la giustizia è un problema che riguarda l'amministrazione di comuni e province ?
Insomma qualunque cittadino che avesse a cuore il bene della propria città non potrebbe votare un candidato sindaco appoggiato dall'Indagato del Consiglio semplicemente perchè lo voterebbe sulla fiducia senza sapere quali siano i suoi programmi per amministrare la città stessa. Non è molto difficile da capire.
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1. L'Indagato del Consiglio durante i suoi show non ha minimamente parlato dei problemi delle città in cui è stato a fare campagna elettorale. Per esempio a Milano non ha parlato della presenza dell'ndrangheta calabrese nè dei problemi legati alle'Expo, cosi' come a Napoli non ha saputo fare altro che accusare la sinistra per la questione dei rifiuti dimenticando le sue promesse non mantenute come per esempio il problema della camorra, la principale causa della questione rifiuti.
2. A Napoli per raccogliere voti ha semplicemente promesso di sospendere le demolizioni delle case abusive premiando chi si è costruito una casa illegalmente e punendo chi invece la casa sta rischiando di perderla per averla acquistata onestamente e non essere in grado di pagare il mutuo.
3. Ha saputo solo offendere l'avversario politico con totale disprezzo dei candidati avversari dei suoi candidati, come ha fatto con la Iervolino a Napoli
4. Ha spinto anche persone moderate come la Moratti ha dire falsità per denigrare il candidato sindaco del Pd
5. La giustizia è stato il solo argomento di cui ha saputo parlare seguendo il solito copione della magistratura cancro del paese semplicemente perchè la magistratura indaga in merito ai suoi comportamenti al limite della legalità e molto spesso oltre la legalità. Ma la giustizia è un problema che riguarda l'amministrazione di comuni e province ?
Insomma qualunque cittadino che avesse a cuore il bene della propria città non potrebbe votare un candidato sindaco appoggiato dall'Indagato del Consiglio semplicemente perchè lo voterebbe sulla fiducia senza sapere quali siano i suoi programmi per amministrare la città stessa. Non è molto difficile da capire.
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