domenica 24 ottobre 2010
Se anche Vendola si accentra
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venerdì 22 ottobre 2010
Ma non sarà che l'ho chiesto io ?
Questo paese vive da oltre 15 anni come un perfetto cocainomane incapace di un qualsiaisi ragionamento logico e di una qualsivoglia capacità di analisi e di critica. Non ci sono altre spiegazioni a quanto sta accadendo, da quando gli italiani hanno consegnato il paese all'Indagato Stupratoredemocrazia, in merito alla giustizia. Avvenimenti culminati oggi in una sceneggiata tragico comica. Silvio Berlusconi è entrato in politica quando l'indagine mani pulite ha fatto fuori il suo protettore politico ed il partito che guidava: Bettino Craxi ed il Partito Socialista. Non avendo più a disposizione l'ombrello del ladro politico per antonomasia, il cavaliere correva il rischio di finire in galera a causa delle sue innumerevoli azioni illegali nella gestione delle sue aziende. Con un colpo di scena teatrale l'Indagato da vita ad un'associazione di coatti, leccapiedi e servitori denominandola Forza Italia. La maggioranza degli italiani, a cui il sopracitato cavaliere aveva applicato uno scientifico lavaggio del cervello tramite le sue tre reti televisive (di cui una illegale), lo vota e gli consegna il paese. Appena arrivato alla poltrona di Presidente del Consiglio, i reali obiettivi dell'imprenditore senza scrupoli sono più che evidenti: mettersi al riparo dagli innumerevoli processi che lo attendono facendosi scudo di una impunità giustificata dal ruolo che ricopre. Nelle sue tre legislature i tentativi sono comunque sempre stati maldestri fino ad arrivare al paraddosso dell'attuale legislatura. Una prima legge, che garantiva l'impunità alle più altre cariche dello stato per rigettare le critiche dell'ennesima legge ad personam, è stata dichiarata incostituzionale e rimandata al mittente. Un ulteriore tentativo di sottrarsi alla giustizia riparandosi sotto il legittimo impedimento, altra legge sotto il vaglio della Corte Costituzionale, ma insufficiente per una vera e reale impunità. Ora siamo arrivati ad un altra legge, questa volta Costituzionale, che però si limita a proteggere solo due cariche istituzionali: il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio. Ma oggi siamo all'assurdo in un paese nel quale ormai non ci si meraviglia più di niente. L'Indagato Stupratoredemocrazia dichiara in una intervista ad un giornale inglese di non aver mai chiesto il Lodo Alfano contemporaneamente a fine giornata il Presidente della Repubblica fa avere una lettera a Berlusconi in cui dichiara che nemmeno lui vuole quella legge che al Presidente della Repubblica non serve. E allora mi domando ... se Berlusconi non lo ha chiesto nonostante da 15 anni non si faccia altro quando lui è al governo ... se Napolitano non lo vuole ... perchè non la maggioranza non lo ritira immediatamente e non inizia ad occuparsi finalmente dei problemi reali del paese ... ? Magari senza far intervenire polizia e carabinieri a bastonare chi protesta civilmente contro le azioni distruttive del governo. Ma ora mi sorge un dubbio atroce forse dovuto a qualche bicchiere di vino o all'età che avanza ... non è che il Lodo Alfano l'ho chiesto io e quindi il governo, rispettoso delle esigenze dei cittadini comuni, va avanti ugualmente per la sua strada ?
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martedì 19 ottobre 2010
Fini dopo aver lanciato il sasso ritira la mano
Dopo tante chiacchere arriviamo al dunque. I mesi estivi sono trascorsi fra polemiche e attacchi dell'artiglieria berlusconiana, impersonata dal Giornale del generale Feltri, ed ora si passa finalmente ai fatti. Ed i fatti dicono quanto segue. L'Indagato tramite l'amico Vizzini, anche lui indagato naturalmente, mette a segno un blizt in Commissione Affari Costituzionli facendo approvare il Lodo Alfano Costituzionale Retroattivo. Questo significa che i processi che vedono implicati Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica, potranno essere sospesi anche se riguardano reati antecedenti l'assunzione della carica. Ma che si sarebbe tentata questa carta gia' si sapeva, una sorta di scudo giudiziario per Berlusconi che riguardera' tutti i procedimenti che lo riguardano e che potrebbe diventare uno scudo senza limite se davvero l'Indagato riuscira' a farsi eleggere anche come Presidente della Repubblica. Il fatto sconcertante pero' e' che in commissione hanno votato a favore anche i rappresentati di Futuro e Liberta', i cosidetti finiani. Sara' l'effetto dell'attivita' di dosseriaggio messa in atto dal Giornale dell'Indagato a far tornare Fini sui suoi passi ? Spera in questo modo di poter mettere a tacere il presunto scandalo della casa di Montecarlo ? Ed a che cosa sono servite tutte le esternazione al congresso del Pdl, a cosa e' servito il discorso di Mirabello e tutte le polemiche sollevate dai suoi luogotenenti, Bocchino in testa, se poi al momento dei fatti Fini e company buttano a mare tutti i loro pirncipi sulla giustizia e sulla legalita' regalando una sorta di impunita' permanente al cavaliere ? Questo riallineamento sulle posizioni del Pdl avviene poi in occasione della presentazione del nuovo Lodo Alfano costituzionale che e' molto piu' grave e scandaloso del precedente in quanto si regala a Berlusconi un'immunita' incodizionata. Mentre la commissione affari costituzionali votava questo scempio, la Corte dei Conti denunciava il crescente numero di episodi di corruzione contro il bene pubblico messi in atto da politici e amministratori locali. Un fenomeno dilagante per contrastare il quale in parlamento giace una legge che, per essere efficace, dovrebbe essere costituita da un solo articolo "Chiunque ricopre incarichi pubblici a qualsiasi livello, decade dagli stessi incarichi qualora coinvolto in qualsiasi indagine giudiziaria ed a qualsiasi titolo". Non servirebbe altro. Ed invece si stanno elaborando una serie di articoli con distinguo ed eccezioni varie in modo da lasciare sempre aperta una scappatoia al politico di turno. D'altra parte oggi stesso la Camera ha negato l'autorizzazione a procedere contro l'ex ministro delle infrastrutture, Pietro Lunardi, in merito all'acquisto di un intero palazzo a prezzo di favore (ormai i politici italiani sembrano piu' dei palazzinari che degli amministratori della cosa pubblica). Giornata nera quindi per giustizia nel nostro paese, ma altre ne dovranno arrivare e molto piu' nere, una giustizia sempre piu' orientata a salvaguardare il potere politico a discapito del cittadino comune contro ogni dettamente della nostra Costituzione.
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lunedì 18 ottobre 2010
Giorgio Napolitano .. un Presidente che a volte fa tenerezza
A volte il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa veramente tenerezza. Non deve essere facile per un vero comunista, forse uno degli ultimi, fare il Presidente di una Repubblica governata da una manica di fascisti, vecchi e nuovi, guidata da un Indagato oltre che Stupratoredemocrazia. Napolitano a Pisa, in occasione del 200esimo annversario della Scuola Normale, lancia un appello che sembra quasi disperato oltre che sconfortato. "Condivido la forte preoccupazione di studenti e docenti per le difficili condizioni del sistema universitario, che nessuno può fingere di ingorare". Come potrebbe essere altrimenti al cospetto di un governo che prima elabora e strombazza ai quattro venti una riforma che, a suo parere, migliorerà il sistema universitario del paese e poi ritira tutto perchè si rende conto di non avere i fondi per finanziare la riforma. Alla fine forse è meglio così perchè quando questo governo mette mano a qualche riforma riesce solo a fare danni e non certo il bene del paese. Difficile per un Presidente che ha un passato di tutt'altro tenore rispetto alla attuala maggioranza di governo sopportare e firmare provvedimenti che vanno contro la sua ideologia ed i suoi principi. Non gli resta, poerv'uomo, che lanciare proclami ed appelli che sono stati e saranno sempre disattesi e, ironia della sorte e del dovere istituzionale, dovrà firmare provvedimenti che gli fanno rivoltare lo stomaco. Il nostro povero Presidente era stato eletto nel 2006 dopo che il governo Prodi si era da poco insediato e forse sperava in almeno 5 anni di tranquillità con un governo di centro sinistra. Ecco invece Veltroni e D'Alema che gli tendono una trappola con la costituzione del Partito Democratico causando prima la caduta del governo di centro sinistra e poi la vittoria dell'Indagato Stupratoredemocrazia alle successive elezioni. E così dal 2008 Napolitano si trova a contrastare con i pochi mezzi che l'azione devastante del centro destra tesa alla distruzione della democrazia, alla salvaguarda del dittatore di Arcore, all'affamazione delle classi più deboli preoccupandosi soprattutto di malavitosi e mafiosi ai quali ha permesso di rendere legali i propri proventi attraverso lo scudo fiscale. Per non parlare dell'inadeguatezza dei provvedimenti per contrastare la crisi economica mondiale, provvedimenti che hanno portato solodi alle banche ma che hanno creato una disoccupazione senza precedenti oltre che un debito pubblico galoppante ed incontrollato. Il Presidente della Repubblica non perde ocacsione per lanciare i propri appelli, ma vede purtroppo giorno per giorno il paese sprofondare nel disastro sociale. Oggi si è occupato di ricerca e formazione una voce che ogni paese avanzato e democratico riconosce come una voce di investimento nel proprio bilancio, ma che questo governo becero, ignorante e fascista ritiene esclusivamente come una spesa al pari delle auto blu o della cancelleria di un qualsiasi ministero. D'altra parte che futuro può avere l'istruzione in un paese dove alla guida di questo importante settore di sviluppo è stata nominata una guadiaparchi che non ha nemmenso saputo svolgere questo ruolo.
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domenica 17 ottobre 2010
Liberiamo la scuola dalla ministra e da qualsiasi simbolo politico e religioso
"La scuola deve garantire a tutti un'educazione imparziale ed autonoma rispetto a qualsiasi orientamento politico". Parole della ministra delle distruzione MariaStella Gelmini. Finalmente si è decisa a dire qualcosa di incisivo sulla scuola di Adro. Ma come ci pensate. La solerte ministra ha fatto questa dichiarazione dopo poche ore che il Giornale, il braccio armato dell'Indagato Stupratoredemocrazia, aveva pubblicato la notizia che su una scuola di Livorno campeggiavano bandiere comuniste. Nel caso della scuola di Adro la ministra aveva impiegato oltre una settimana a prendere qualche iniziativa invitando il sindaco a togliere quei simboli, ma poi era dovuto intervenire il Presidente della Repubblica per "costringere" il governo ad un intervento più deciso per eliminari i simboli leghisti che infestavano l'intera scuola. Nessuno può essere in disaccordo con la dichiarazione della ministra, se pur uscita dalla sua bocca solo in occasione delle bandiere rosse e non dei simboli del fascismo verde, ma il problema qui è ancora una volta il modo con cui si fa informazione e poi il comportamento discriminatorio e revisionista del governo di destra. Il braccio armato dell'Indagato è stato molto solerte nell'evidenziare la presenza di quelle bandiere sulla scuola di Livorno come certamente non lo è stato in occasione della scuola di Adro, ma la solerzia si spinge oltre fornendo notizie false. Il Giornale infatti scrive che nessuno si scandalizza se in una scuola del centro storico di Livorno campeggia il vessillo del Pdci, insinuando un parallelismo fra Adro e Livorno fuorviante e falso. Intanto le bandiere, due, sono esclusivamente su una strada laterale e non sull'ingresso principale della scuola, quindi le bandiere non campeggiano e non sono visibili ai bambini che frequentano la scuola, in secondo luogo quelle bandiere ricordano un evento storico, la scissione che dette vita al Partito Comunista e che rappresenta quindi un fatto storico. Nella scuola di Adro i simboli della Lega erano stati apposti anche sulla carta igenica dei cessi, un tentativo di condizionamento che niente ha di confrontabile con la scuola di Livorno. Ma la solerte ministra, che lavora anche di domenica, ha già prediposto una visita dei suoi ispettori nel giro di alcune ore oltre ad essersi esercitata ad un parallelismo fra i due fatti fuorviante oltre che discriminatorio e falso. Ma questa è la politica della destra da quando è stata portata al potere dall'Indagato Stupratoredemocrazia, che ha, per esempio, a più riprese tentato di equiparare i misfatti del fascismo con quelli dei partigiani che combattevano per liberare il paese dalla dittatura. Detto questo è pacifico che sia necessario tenere lontano dalle scuole qualsiasi simbolo di partito, associazione, formazione politica, ma sarebbe altrettanto giusto estendere questa politica scolastica anche ai simboli religiosi consentendo ai nostri giovani adolescenti di crescere senza condizionamenti nè politici ma nemmeno religiosi.sabato 16 ottobre 2010
Giornalismo spazzatura a Canale 5
L'Italia è vittima di un progetto diabolico messo in atto dall'Indagato Stupratoredemocrazia con le sue televisioni private fin dagli anni '80. Chi ancora avesse dei dubbi può andare a vedersi Videocracy partendo da qualche spezzone su Youtube per capire che cosa sia accaduto in Italia. Certo il dittatore di Arcore ha trovato terreno fertile in menti annebbiate e poco abituate all'analisi, alla curiosità, alla critica e pronte a bere tutto ciò che il tubo catodico (oggi schermo Lcd) propina loro, ma lui ha saputo sfruttare bene, coltivare e far fruttare questo terreno. Dopo aver messo in atto un lavaggio del cervello di massa (almeno il 50% del paese) l'Indagato ora agisce con superbia e le sue televisioni sono un attentato continuo alla democrazia, alla decenza ed alla intelligenza del resto del paese. Ultimo episodio in ordine di tempo quanto è accaduto in Cile con il salvataggio dei minatori rimasti intrappolati per oltre due mesi a 600 metri di profondità. L'altro ieri i minatori sono stati salvati e riportati in superficie con una operazione strabiliante davanti a tutto il mondo. Le telecamere hanno ripreso in diretta televisiva tutta l'operazione andata avanti per oltre 12 ore mostrando il salvataggio come se si trattasse di una semplice operazione di normale amministrazione. Tutto il mondo ha elogiato l'organizzazione e l'efficienza con la quale tutto si è svolto. In Italia la televisione ammiraglia dello stupratore della democrazia non ha resistitio alla tentazione di utilizzare questo evento mediatico mondiale a proprio vantaggio per pubblicità gratuita a favore indovinate di chi ? Nientepopodimeno che la trasmissione spazzatura per antonomasia .. Il Grande Fratello. La giornalista Cesara ha messo in atto un parallelismo da brividi e squallido: ha paragonato i minatori che di volta in volta uscivano dalla viscere della terra ed abbracciavano le squadre di soccorso ed i familiari con i concorrenti del Grande Fratello quando escono dalla casa e si mettono in scena pianti e commozione nel riabbracciare amici e parenti. Un servizio offensivo per quanto avveniva in Cile,offensivo alla intelligenza dei telespettatori, quelli che ancora mantengono una capacità di critica personale, ma soprattutto un goffo tentativo di fare pubblicità alla trasmissione spazzatura utilizzando un evento drammatico conclusosi per fortuna positivamente. Dice il giornalista "Capita di assistere ad un evento toccante ed inedito come la liberazione dei minatori cileni ed avere la strana sensazione di averlo già visto ... quell'uscita spettacolare riporta alla mente la certo molto meno drammatica e volontaria dei concorrenti del grande fratello" ... Ma quale mente malata se non quella di un giornalista di Canale 5 può fare un parallelismo del genere ? e quale spettatore puo' rimanere indifferente ad una simile castroneria se non uno spettatore celebroleso delle televisioni Mediaset ? Ecco questi sono i danno causato dall'Indagato Stupratoredemocrazia, danni che potrebbero essere irreversibili considerato anche che nessuno dei media ha messo sotto accusa un simile servizio.
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giovedì 14 ottobre 2010
Il bluff del Partito Democratico
Sono lontani i tempi nei quali una manifestazione di metalmeccanici era un momento in cui si vedevano in piazza tutti i sindacati affiancati dal più grande partito comunista europeo, il Partito Comunista Italiano. I lavoratori erano uniti contro il padrone e contro quei governi che adottavano politiche capitaliste e dirette allo sfruttamento degli operai, ma in questa lotta erano affiancati senza condizione dai partiti di opposizione e dal più grande partito della sinistra italiana. Nel ricordo di quegli anni, non si può che essere assaliti da un senso di nostalgia nel constatare quanto avviene oggi in occasione della manifestazione di sabato della Fiom.
I maggiori risultati politici dello stupratore della democrazia, alias Silvio Berlusconi, ottenuti da quando è entrato in politica, sono stati essenzialmente due: la divisione dei sindacati e l'annientamento del più grande partito della sinistra italiana oltre che di tutta la sinistra nelle ultime elezioni. I sindacati ormai sono allo sbando e dopo anni di lotte unitarie sono stati smembrati. Da una parte la CGIL a tentare di contrastare l'arroganza dei grandi industriali e dei grandi imprenditori che tentano di superare la crisi a discapito dei lavoratori, dall'altra Cisl e Uil allineati, in nome della responsabilità nell'affrontare la crisi economica, con il governo e con i padroni guidati dal duo Marcegaglia-Marchionni. Oltre a questa disgregazione sindacale c'è poi la disfatta dell'ex partito comunista oggi diventato dopo varie traversie Partito Democratico. Una trasformazione che ha modificato e stravolto quello che era un grande partito di sinistra, bruciando ideali, principi e capisaldi di quello che era appunto il Partito Comunista Italiano. La breve storia del Partito Democratico è costellata di sconfitte e di insuccessi uno dietro l'altro, oltre che di prese di posizione difficilmente indentificabili con una ideologia di sinistra. La nascita del partito ha causato la caduta del governo Prodi, un governo già poco stabile per i numeri che aveva saputo raccogliere soprattutto al Senato, e l'allora Ulivo, invece di pensare a fare quelle poche riforme indispensabili, legge elettorale e conflitto di interessi, impiegò tutte le energie per realizzare una formazione politica che appariva già un'accozzaglia senza capo né coda. Caduto il governo Prodi, Veltroni, vincitore delle primarie (altra scelleratezza in un paese come il nostro), si presenta alle elezioni del 2008 con tutta la presunzione possibile, scaricando i partiti della sinistra integralista. Risultato: sconfitta pesante e paese di nuovo in mano allo stupratore della democrazia. Dall'aprile del 2008 ad oggi l'unico impegno costante del Partito Democratico è stato quello di cercare un leader, che si potesse definire tale, da opporre a Berlusconi. Un'attività senza fine e senza sbocco poichè da una parte il partito è imbottito di gente incancrenita che ha perso ogni visione della situazione attuale e poco dinamica rispetto alla vitalità del dittatore di Arcore, dall'altra le uniche personalità che potrebbero rivestire il ruolo di antiberlusconi sono dislocate troppo a sinistra, come Vendola, per un partito che ormai ha dimenticato le proprie origini. Dopo le varie sconfitte elettorali arriviamo alla manifestazione del 16 ottobre della Fiom ed ancora una volta il Partito Democratico è smarrito e incapace di prendere una posizione seria e decisa. Stretto nella morsa dei dissidi interni fra gli ex-democristiani della margherita e gli ex-comunisti, la soluzione è non prendere nessuna decisione e nessuna presa di posizione lasciando liberi i singoli di aderire o meno alla manifestazione di sabato prossimo. Pesantissima comunque sarà l'assenza del segretario Bersani.
Si tratta dell'ennesima sconfitta di una formazione politica che difficilmente potrà portare il paese fuori dalle grinfie dello stupratore della democrazia e della sua gang di fascisti verdi, lo sfascio del paese dipende quindi anche da un'opposizione inesistente che giorno per giorno non fa altro che autodistruggersi.
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mercoledì 13 ottobre 2010
Il calcio da sport educativo a palcoscenico della violenza umana
Il calcio ormai da anni vive in Italia stagioni drammatiche cosparse di episodi violenti che alla fine finiscono per oscurare e mettere in secondo piano la vera essenza di una partita che dovrebbe essere esclusivamente di natura sportiva. E pensare che il calcio sarebbe uno fra gli sport i più belli da vedere, più emozionanti da giocare ed anche fra i più educativi per i ragazzini che si avvicinano a questa disciplina sportiva. Sembra un'eresia questa affermazione scritta alla luce dei fatti di ieri sera e di tanti episodi che si verificano nel nostro campionato oltre che per il giro sconsiderato di denaro che ormai si è impossessato di questo sport nazional popolare. Ma pensiamo per un attimo ad un ragazzino nell'età dello sviluppo psicomotorio che si trova in mezzo al campo con 10 compagni e 10 avversari mentre il pallone si sta dirigendo verso di lui. In una frazione di secondo il giocatore deve decidere come controllare il pallone e subito dopo che cosa farne tenendo conto delle posizione di compagni ed avversari che nel frattempo non staranno fermi ma si muoveranno sul rettangolo di gioco. I primi, i compagni, per aiutarlo a sviluppare un'azione che porti a segnare una rete, gli altri, gli avversari, per contrastarlo e conquistare a loro volta la palla. Un processo psicomotorio molto complesso e molto dispendioso sia in termini di energie fisiche che mentali. Una palestra per lo sviluppo psicofisico molto efficace ed efficiente. Purtroppo oggi gli stravolgimenti che si sono verificati nel calcio professionistico hanno finito per contaminare anche al calcio giovanile per cui i contenuti educativi intrinsechi di questo sport, sono completamente vanificati da quello che il denaro e le televisioni hanno portato appunto nel calcio professionistico. Uno sport che si è trasformato in un vero e proprio business per pubblicità e mezzi d'informazione. La televisione è stata la maggior artefice di questo decadimento a partire dagli 80 quando sono nate trasmissioni come "Il processo del lunedì", il cui intento è stato, fin dall'inizio, quello di fomentare le rivalità fra squadre del nord e squadre del sud ed in particolare fra Juve, Milan, Inter da una parte e Roma, Napoli dall'altra. Fino a quegli anni le tifoserie si affrontavano soprattutto a suon di sfottò verbali o al più con qualche sana scazzottata nei derby più accesi (Pisa e Livorno quelli che ho vissuto direttamente) ma sostanzialmente si andava allo stadio per assistere alla partita e non per organizzare manifestazioni di violenza gratuita. Quella trasmissione e quelle che ne sono seguite, le interminabili moviole con l'obiettivo dichiarato di mettere in luce la malafede arbitrale, l'ingresso delle televisioni a pagamento che trasmettono ogni partita che si disputi sul territorio nazionale, la montagna di soldi che ha investito questo mondo e soprattutto i calciatori diventati novelli nababbi ed allo stesso tempo proclamati eroi solo per dare qualche calcio ad un pallone, hanno finito per rovinare uno sport che è diventato una bella ribalta per menti malate e desiderosi di andare sotto i riflettori per esporre la propria violenza. Quello che è accaduto ieri sera è solo l'ultimo episodio di tanti, ma forse anche uno dei più gravi perchè ha portato alla sospensione di una partita della nazionale italiana che sicuramente non avrebbe nemmeno dovuto iniziare. Un esempio inoltre delle un'indaguetezza ed della superficialità della nostra polizia, sempre pronta a prendersela con i deboli o con i tifosi civili, ma mai pronta quando c'è veramente da contrastare la violenza. Il ministro dell'interni in primo piano dovrebbe essere chiamato in causa come appare da poco anche sui giornali. Quel ministro che si è inventato la schedatura dei tifosi per entrare allo stadio con la diretta consequenza di aver fatto crollare le presenze negli stadi ed allo stesso tempo di aver colpito solo le frange tranquille e non certo quelle più esagitate. Quello che è accaduto ieri ha comunque dell'incredibile. Già dal pomeriggio a Genova si registravano scontri con la polizia fra i tifosi serbi più esagitato, con vetrine rotte e scritte sul palazzo ducale di Genova, ma nonostante questo si è permesso a questa marmaglia di entrare nello stadio dove fra l'altro erano presenti mille bambini della scuole genovesi invitati dalla federazione. Quello che è accaduto dentro lo stadio non è quindi un episodio inaspettato ma già ampiamente previsto diverse ore prima dell'inizio della partita. E' una vera fortuna che non ci sia scappato il classico morto, mentre ora sicuramente infurieranno le polemiche e qualche giornale addirittura lancia sondaggi sul tema se sia stato giusto sospendere la partita, un modo come un altro per continuare ad alimentare la follia. Io ho votato No ... non è stato giusto sospendere la partita, sarebbe stato giusto non farla nemmeno iniziare, certo a discapito di quegli appassionati che vanno allo stadio solo per godersi uno spettacolo sportivo, ma ormai il calcio di sport ha ben poco.
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martedì 12 ottobre 2010
Eroi di cartapesta nella società dell'indifferenza
Mentre a Roma si festeggiava il festival dell'ipocrisia con la proclamazione di altri nuovi quattro eroi del terzo millennio, sempre a Roma si verificava un episodio cartina di tornasole di una società allo sfascio. Rispetto totale per chi ha perso la vita svolgendo il proprio lavoro, anche se questo lavoro altro non è che portare la guerra in un paese straniero, ma identificare come eroi persone che sono profumatamente pagate per "giocare" alla pace facendo la guerra è oltre modo offensivo per chi veramente è stato un eroe. Ma oggi, in una società nella quale anche i componenti di una squadra di calcio che vincono una competizione mondiale sono definiti eroi, è chiaro che il significato delle parole non ha più un valore assoluto. Nello stesso momento di queste celebrazioni in una stazione della metropolitana della medesima città si verificava un episodio molto rappresentativo della società decadente del nostro paese. Una donna, colpita con un pugno in faccia da un ventenne per una banale lite, cade a terra in coma. La donna rimane per diversi minuti distesa a terra nel disinteresse generale, persone che passano vicino alla donna distesa a terra ma nessuno si preoccupa minimamente di capire se la donna abbia bisogno di aiuto e che cosa le sia accaduto. Mentre i nostri politici sono impegnati, Berlusconi a parte, a prendere in giro i familiari dei quattro militari uccisi in Afghanistan, mentre persone sconosciute piangono lacrime di coccodrillo per soldati di cui fino a un giorno fa ignoravano perfino l'esistenza, in un'altra parte della stessa città altrettante persone camminano indifferenti vicino al corpo di una donna distesa per terra e in coma. Questa è la società nella quale stiamo vivendo, si celebrano eroi di cartapesta e si ignorano persone su un marciapiede che potrebbero anche aver perso la vita. Episodi del genere dovrebbero essere degli spunti di riflessione per una classe politica che dovrebbe avere a cuore la sorte del paese, utopia me ne rendo conto, ma è difficile arrendersi ad una società che giorno dopo giorno scivola su una china della quale purtroppo non si vede mai la fine.
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lunedì 11 ottobre 2010
Morti di seria A e morti di serie B
Nel giorno in cui le salme dei militari italiani morti in Afghanistan arrivano in Italia e si celebrerà il festival dell'ipocrisia, con la complicità del Partito Democratico che si appresta a discutere e ad appoggiare la proposta del ministro della guerra sull'impiego delle bombe sui nostri aerei, vale la pena di spendere due parole su altre morti che meriterebbero altrettanta attenzione: le morti sul lavoro. Che differenza c'è fra chi muore facendo la guerra in Afghanistan e svolgendo quindi il proprio lavoro trattandosi di militari volontari e professionisti e chi invece muore in un cantiere o in una frabbrica magari per l'incuria relativa alla sicurezza ? Nessuna. Se proprio dovessimo fare una differenza meriterebbero maggior cordoglio o rispetto le morti sul lavoro piuttosto delle morti in guerra, chi va in guerra va a svolgere un'attività dove la morte la fa da padrona ed il rischio è sempre in agguato, chi lavora non si vede percheè dovrebbe rischiare la vita. Ma la morte di un essere umano è sempre un evento drammatico e queste differenze dovrebbero essere messe da parte, qualunque siano le cause che la determinano. Ma in questo giorno in cui si celebreranno ancora una volta gli eroi e nel quale saranno spese parole che domani saranno dimenticate, ricordiamo invece l'ipocrisia dello spot pubblicitario del governo per la sicurezza sul lavoro che mette in evidenza la considerazione che questo governo ha per i lavoratori che rischiano la vita ogni giorno. Lo spot cita testualmente "Sicurezza sul lavoro, la pretende chi si vuole bene" un messaggio vergognoso che addossa la responsabilità degli incidenti ai comportamenti dei singoli piuttosto che alle carenze strutturali dei luoghi dove si svolge il lavoro. Un'offesa palese a tutti coloro che hanno perso la vita svolgendo il proprio compito e che lo spot tende a criminalizzare. Ecco in questa giornata in cui si celebrano i morti di seria A, vale la pena di ricordare che purtroppo ci sono anche morti che il governo classifica di serie B e che anzi ritiene responsabili loro stessi della loro morte.
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