domenica 19 settembre 2010

Grazie per essere morto per la patria .... ma quale patria ?

Anche se ormai la morte di un soldato italiano in Afghanistan non fa più notizia (provate a cercarla in qualche giornale o a trovare qualche dichiarazione dell'oppoisizione che chieda il ritiro delle truppe), vale la pena di spendere due parole sulle dichiarazioni del cavaliere di Arcore che ha ringraziato il tenete Romano per quello che ha fatto ... cioè per essere morto per la patria. Intanto diciamo che ancora ci devono spiegare che cosa "c'azzecca", come direbbe il buon Di Pietro, la nostra partecipazione alla guerra in Afghanistan con la patria, poi ci dovrebbero ancora spiegare che cosa si intende per patria. Questa ennesima morte inutile e le conseguenti dichiarazioni sul servire la patria, arrivano proprio all'indomani dell'approvazione del decreto per Roma Capitale, un modo per sperperare denaro pubblico in maniera legale, e sull'ennesima esternazione del leghista per eccellenza, Bossi, sulla necessità di proclamare una capitale del Nord. Dichiarazioni che sono state come sempre sottovalutate e considerate un'esternazione folcloristica ma prive di un vero significato. Già è proprio attraverso queste valutazioni superficiali sull'operato dei fascisti verdi che poi siamo arrivati alla vicenda della scuola di Adro, dove si sta tentando un condizionamento senza precedenti su dei bambini che si apprestano ad iniziare il loro percorso scolastico. C'è voluta una trasmissione di una televisione come la 7 ha sollevare il problema e in seguito una specie di rivolta popolare per costringere la ministra della distruzione, Mariangela Gelmini, a "consigliare" (badate bene consigliare no intimare) la rimozione dei simboli leghisti di cui è stata tappezzata la scuola. Insomma a forsa di battute, di esternazioni flocloristiche, di gesti eclatanti, per quale patria è morto il tenente Romano ? Quella con capitale Roma, quella che immaginano i leghisti con una capitale al Nord, quella virtuale della Padania, non è più chiaro ormai che cosa si intenda per patria e questo smantellamento progressivo continua senza che nessuno alzi un dito. La Lega, nato come partito della seconda repubblica, ormai è entrata a pieno diritto nel novero dei partiti della prima repubblica la cui politica è quella di dare vita ad una Milano ladrona per fare da contraltare alla Roma ladrona. Insomma niente di nuovo sotto il sole sempre di politica si tratta, di politica sporca fatta nell'interesse di pochi piuttosto che nell'interesse generale del paese. Nel frattempo però c'è chi muore credendo davvero di andare a servire la patria, credendo davvero di andare a svolgere una missione di pace e non si rende conto di essere invischiato in una guerra senza fine e di servire non una patria ma esclusivamente i politici di turno che si fanno belli con dichiarazioni di facciata quando questi poveri giovani perdono la vita.

martedì 14 settembre 2010

Torna il fascismo cambiando colore: da nero a verde

Quando ci si renderà conto della pericolosità di un partito come la Lega Nord sarà sempre troppo tardi, ammesso che si possa fare ancora qualcosa per evitare a questi nuovi fascisti verdi di prendere possesso del paese e portarlo alla rovina. Fino ad ora le loro inizative sono sempre state considerate alla stregua di eventi folcloristici anche quando si è trattato di iniziative pericolose e contro la nostra carta costituzionale come la costituzione del parlamento del nord o della guardia padania, ora i leghisi stanno passando a metodi più pesanti degni delle dittature più cruente del passato. Il fatto grave è che questi metodi sono utilizzati prendendo di mira i bambini e quindi mettendo in atto una sorta di condizionamento fin dall'età scolare mediante l'utilizzo di simboli come il sole delle Alpi. Il caso della scuola di Adro non è che l'ultimo atto di un partito che già nel suo nome presenta elementi di illegalità: Lega Nord per l'indipendenza della padania. Il sindaco del piccolo comune del bresciano ha realizzato una scuola in tempi record e senza fare ricorso a finanziamenti statali, ma, in virtù di questa lodevole iniziativa, si è sentito in diritto di tappezzare la scuola con il simbolo della formazione politica verde, il sole delle Apli appunto. Un condizionamento senza precedenti, di una pericolosità estrema considerato che si tratta di una scuola elementare nella quale entreranno bambini di un'età nella quale si è molto sensibili e permeabili soprattutto alla simbologia ed alle immagini. Senza considerare che si tratta della prima volta, dopo la caduta del fascismo, in cui una scuola pubblica viene tappezzata con simboli che fanno riferimento ad un partito politico. Purtroppo ancora una volta la reazione a questa ennesima provocazione della Lega è stata molto timida e tutto sta passando sotto silenzio (a parte qualche mosca bianca come la 7 che ne ha parlato nel suo Tg serale condotto da Mentana e nalla trasmissione l'Infedele di Gar Lerner) mentre le istituzioni e soprattutto lo Stato avrebbero dovuto impedire fin sul nascere una simile iniziativa. Arginare l'espansione della Lega sara' veramente difficile allo stato attuale delle cose, soprattutto in virtu' dello spazio lasciato alle provocazioni dei suoi politici anche quando hanno ricoperto incarichi istituzionali di un certo rilievo (come non ricordare l'allora ministro della giustizia Castelli che in piazza saltava al grido chi non salta italiano e'), una liberta' d'azione che costera' cara a questo paese ormai allo sfascio politico, culturale e sociale.

lunedì 13 settembre 2010

Dopo il fumo d'agosto tutto si riduce a darla o non darla

L'ascolto del telegiornale alla sera sembra diventato uno spettacolo comico se non si trattasse di notizie prevalentemente legate alla politica italiana e soprattutto ai problemi legati al governo del paese. Una vetrina triste, che mette in evidenza il degrado morale e di valori in atto ormai da alcuni anni, e che rappresenta fedelmente lo stato in cui versa il tessuto sociale del paese stesso di cui il mondo politico dovrebbe essere il massimo rappresentante. Le notizie sono snoccialate una dopo l'altra, ma grazie anche al nuovo Tg della 7, in maniera comprensibile senza le solite dichiarazioni di facciata insulse e inutili dei vari Bonaiuti, Gasparri, Bondi, Capezzone e via dicendo. Ecco un condensato della giornata di oggi molto rappresentativa della situazione politica del paese.
Fumo tanto ma arrosto niente. Potrebbe essere questa la sintesi di un mese e mezzo di polemiche sulla espulsione di Fini dal Pdl in seguito al suo dissenso sulla linea politica del partito. Dopo un agosto all'insegna di elezioni si-elezioni no, tutto sembra risolversi in un bar davanti ad una tazzina di caffe'. Bocchino e il ministro Alfano sorpresi al bar dalle telecamere della 7 dichiarano candidamente di essere amici e di aver accompagnato i bambini a scuola, ignari del ruolo politico e istituzionale che ricoprono soprattutto alla luce di un mese di polemiche durante il quale il governo sembrerebbe aver vacillato molto piu' dell'Aquila durante la scossa di terremoto dello scorso anno. Una dimostrazione del dilenttantismo dei politici italiani che non si rendono conto di non essere cittadini "normali" e quindi di non poter disporre di quella liberta' che consente a qualsiasi cittadino di stringere amicizia anche con il suo peggior nemico.
La campagna acquisti di Berlusconi. Dopo le profonde trasformazioni subite dai due maggiori partiti politici che si sono presentati alle elezioni del 2008, Pdl e Pd, oggi e' stata annunciata la formazione di un nuovo gruppo politico in appoggio al governo Berlusconi. Il gruppo sarebbe costituito da parlamentari che fino ad oggi erano collocati all'opposizione e che da domani cambieranno bandiera. Berlusconi dopo aver condotto una campagna acquisti eccezionale per la sua squadra di calcio, il Milan, ora ha portato in porto un'altra campagna acquisti, forse meno dispendiosa in termini di denaro, ma piu' efficace in termini di immunita' per i suoi vari guai giudiziari. Il nuovo gruppo gli consentira' di proseguire la sua attivita' di governo mettendolo al riparo dai voti contrari dei finiani soprattutto per i problemi relativi alle sue leggi ad personam in campo giudiziario.In sostanza quindi il quadro politico che si e' presentato all'ultima tornata elettorale e per il quale gli italiani hanno votato, non esiste piu'. e la consequenza piu' logica sarebbe quella di andare di nuovo alle elezioni indipendentemente dai numeri a disposizione della maggioranza. Un questione puramente etica, una parola ormai completamente sconosciuta soprattutto nel mondo politico.
Anche gli italiani diventano clandestini. Una motovedetta libica, regalata a Gheddafi dal governo Berlusconi, con a bordo finanzieri italiani, spara contro un peschereccio italiano di Mazzara del Vallo. La motovedetta era impiegata dalla marina libica per impedire la partenza dalle coste libiche di clandestini extrauropei verso il nostro paese. Il peschereccio siciliano e' stato scambiato per una carretta del mare che portava immigrati clandestini verso le coste della Libia e cosi' i marinai libici, sotto la sapiente guida dei finanzieri italiani, aprono il fuoco sull'imbarcazione amica. Sono i primi risultati della recent visita di Gheddafi in Italia che ha subito ripagato il nostro paese per l'accoglienza ricevuta con questa aggressione arbitraria.
La carriera politica fonte di discriminazione fra uomini e donne. C'e' gia' chi annuncia la formazione di un movimento per le pari opportunita' del maschio nella politica dopo le dichiarazioni del deputato del Pdl, Stracquadanio, che ha dichiarato la totale legittimita' dell'uso del proprio corpo da parte delle donne per fare carriera politica. I politici o aspiranti tali di sesso maschile sono preoccupati e si sentono discriminati: Se le donne possono darla per fare carriera politica, noi che possiamo fare ? Qualcuno ha gia' risposto: Prenderlo. Scusate la volgarita' ma al cospetto di certe dichiarzioni di un politico la reazione non puo' che essere volgare. Purtroppo si tratta di un concetto molto radicato nel nostro paese e non solo per quanto riguarda la carriera politica ma per qualsiasi tipo di carriera che riguarda una figura femminile. Per la donna non conta la capacita' ma soprattutto la sua generosita' e qui si crea la discriminazione al contrario. Ma non sara' che Stracquadanio soffra di carenze per quanto riguarda l'attivita' fisica di un certo tipo e cerchi di rimediare in queste sue aperture libertine ?

Il quadro che ne esce da queste quattro notizie tipo e' quello di un paese privo ormai del senso dello stato, di qualsiasi principio, di qualsiasi etica e soprattutto di qualsiasi rispetto per il cittadino comune che consente a questo genere di persone di governare. Politici di bassa lega che non hanno la minima idea del ruolo che ricoprono, un ruolo che dovrebbe imporre loro di essere persone irreprensibili con una condotta morale e civica al di sopra di qualsiasi sospetto.


sabato 11 settembre 2010

Bruciare il Corano e costruire una moschea a Ground Zero ... due facce della follia umana



La follia umana sembra non avere limiti nemmeno nel terzo millennio dopo che l'umanità ha vissuto nel 900 una delle più grandi tragedie della sua storia: il nazzismo e la deportazione di milioni di persone. Oggi forse la follia dell'essere umano si manifesta in maniera meno cruenta anche se proprio all'inizio di questo millennio c'è stato l'attentato dell'11 settembre che ha scatenato due guerre in Afghanistan e in Iraq. In questi giorni tutti si scagliano contro l'ultimo dei folli: lo sconosciuto ed insignificante pastore anglicano Terry Jones che in occasione dell'anniversario dell'attentato alle torri gemelle ha proposto e minacciato di dare fuoco al Corano, il testo sacro dell'Islam. Una provocazione folle in quanto vorrebbe identificare il gesto di alcuni pazzi e di un'organizzazione terroristica come Al Qaeda come il gesto di un'intero movimento religioso. Ma il pastore anglicano è l'unico folle di questa vicenda ? La proposta di costruire una moschea proprio nei pressi di Ground Zero non è di per se un gesto altrettanto folle e indicativo della pazzia umana ? Una proposta che può benissimo essere considerata come una vera e propria offesa per coloro che hanno perso la vita nell'attentato dell'11 settembre, persone di religione e culture diverse che non meritano di vedere eretto in quel luogo dove hanno vissuto gli ultimi minuti della loro esistenza nessun edificio a sfondo religioso. Una proposta folle che non può che generare altrettanta follia come si è verificato in questi giorni provocando già disordini e addrittura vittime. Insomma commemoriamo la strage dell'attentanto alle torri gemelle con altri morti, quale migliore cerimonia per ricordare un evento così tragico. Ground Zero dovrebbe rimanere uno dei tanti luoghi della memoria ma scevro di ogni riferimento religioso e politico, come un mausoleo che ricordi quanto l'essere umano, capace di creare opere immortali come la musica, la pittura, la scultura, la poesia, sia altrettranto capace di commettere atti efferati e senza un fine logico se non quello dell'autodistruzione.

mercoledì 8 settembre 2010

La strana coppia

L'accoppiata Berlusconi-Bossi è sempre risultata un pò strana e anomala in considerazione dei rispettivi progetti politici. Da una parte il cavaliere, impegnato nella sua eterna lotta con la giustizia dopo essere stato abbandonato dai suoi amici socialisti, che si getta in politica per difendere direttamente dalle stanze del potere i propri interessi e la propria fedina penale. Dall'altra il lombardo che cerca di cavalcare il disagio delle popolazioni del Nord nella maniera più becera possibile, lanciando cioè l'idea di una nazione del nord che lotti per la secessione dallo Stato italiano. Due progetti diversi ma che hanno un filo conduttore unico, non perfettamente chiaro da subito, ma che appare in tutta la sua limpidezza già dal secondo governo Berlusconi: disintegrare lo stato italiano e le sue fondamenta a partire della carta costituzionale. L'obiettivo è unico se pur per scopi diversi: il federalismo (come ripiego alla creazione di uno stato indipendente della Padania) da parte di Bossi, garantire la propria immunità rispetto alla giustizia da parte di Berlusconi. In mezzo a questa santa alleanza, per raggiungere un predominio incontrastato nel paese, i due, ma soprattutto Berlusconi, hanno fatto salire sul loro carro Gianfranco Fini e quasi tutta la destra del paese nata dalle ceneri del fascimo e dalla scomparsa del Movimento Sociale Italiano. Un'entità quella della destra però un pò anomala rispetto agli obiettivi dei due grandi manovratori: i principi e gli ideali della destra erano e sono in pieno contrasto con gli obiettivi della Lega soprattutto in merito allo Stato ed alla identità nazionale, ma lo sono altrettanto anche con gli obiettivi di Berlusconi soprattutto per ciò che concerne la giustizia. Era solo questione di tempo e poi il terzo incomodo, Fini, sarebbe stato scaricato, come è appena accaduto, lasciando nel polpettone del Pdl solo coloro della destra che hanno tradito i loro ideali per questione di opportunità. Ma anche il rapporto della strana coppia B&B è disseminato di spine e di nodi che prima o poi verranno al pettine. Berlusconi tiene legato a se il leader verde mostrando di tanto in tanto il miraggio del federalismo, passo intermedio per il popolo del Nord al fine di raggiungere la tanto sospirata secessione, Bossi sa che il cavaliere è l'unico che può consentirgli di arrivare al tanto desiderato obiettivo. Ma Berlusconi, troppo impegnato nei suoi guai, se ne frega altamente del federalismo ed a parte qualche contentino per il momento non si è ancora entrati nella vera fase riformatrice. Ora anche questo rapporto inizia a mostrare qualche crepa in virtù anche della crescente popolarità dei fascisti verdi e Bossi scalpita per arrivare alle elezioni il prima possibile al fine di raccogliere i frutti che i sondaggi gli assegnano e quindi magari ottenere un maggior peso rispetto al suo alleato. Una partita aperta che, comunque vada sarà una vera sciagura per il paese, sciagura alimentata e agevolata dall'assenteismo delle opposizioni e soprattutto del più grande partito (solo in termini numerici ma non qualitativi) dell'opposizione, il Partito Democratico. Se solo il PD avesse avuto qualche leader di un certo peso, con un certo carisma sarebbe stato facile infilarsi nelle varie crepe della maggioranza di centro destra e scardinare questa santa alleanza priva di progetti di vero interesse per l'intero paese e per il cittadino comune. Ma tutto il movimento della sinistra è ormai allo sbando e privo di idee, perfino i sindacati ormai rimediano brutte figure ed hanno issato bandiera bianca rispetto alla grande imprenditoria riportando indietro il paese di decine di anni.

lunedì 6 settembre 2010

La vera sconfitta è delle istituzioni

Oltre la soddisfazione di assistere molto probabilmente alla caduta del terzo governo Berlusconi nonostante la grande maggioranza del centro destra in parlamento, chi ha veramente a cuore questo paese e la sua storia democratica dopo la disastrosa esperienza del fascismo, non può che essere pervaso da un profondo senso di amarezza. Da quando il cavaliere è sceso in politica, una delle linee guida delle sua azione politica, è sempre stata, oltre alla salvaguardia personale, quella di un progressivo attacco alle istituzioni con l'obiettivo di sgretolare pezzo per pezzo ciò che era stato costruito con tanta fatica sulle ceneri del fascismo. Assistendo alle vicende politiche di questi ultimi mesi fino ad arrivare alla giornata di ieri, non si può dire che non ci sia riuscito. Oggi di fatto le istituzioni slono continuamente calpestate ed ignorate e nessuno ha più il senso dello stato, della costituzione, delle regole democratiche che dovrebbero guidare la vita politica e l'attività del governo in Italia. La crisi che la maggioranza sta vivendo è una crisi nata non nelle aule parlamentari per disaccordi sull'attuazione del programma di governo, ma nata fra scandali, fra palazzi e ville private, fra case di dubbia provenienza, come in una eterna vicenda di Gossip senza fine. Una crisi poi iniziata e portata avanti da chi ricopre cariche istituzionali importanti e che quindi dovrebbe restare al di sopra delle parti mettendo in un angolo le proprie aspirazioni politiche. Tutto quello che ha detto Fini ieri contro Berlusconi e la sua attività di governo di questi mesi è perfettamente condivisibile (che fatica per un comunista ammettere che un fascista sta dalla parte della ragione ma questi sono i tempi oscuri che stiamo vivendo), come altrettanto comprensibile è l'insofferenza, per un politico di vecchio stampo come Gianfranco Fini, verso la politica di un uomo senza scrupoli come Berlusconi tesa esclusivamente ai propri interessi personali. Ma quando mai si è visto un Presidente della Camera comportarsi come si è comportato Gianfranco Fini in questo ultimo periodo ? In questo purtroppo do ragione al cavaliere, si sarebbe dovuto dimettere dal suo incarico e poi passare all'attacco ed alla distruzione del PdL. E che dire della probabile crisi di governo e delle eventuali elezioni ancora una volta minacciate da Berlusconi come se fosse lui a decidere se andare al voto o no piuttosto che il Capo dello Stato ? Sono questi i danni provocati da 15 anni di Berlusconismo, ciò che gli italiani, ai quali ha sempre fatto difetto il senso della stato ed il valore della costituzione (anche per la totale mancanza di una seria educazione in tal senso da parte della scuola) non hanno mai capito da quando hanno iniziato a votare per questo imprenditore senza scrupoli che ha sempre agito ai margini della legalità. Un degrado istituzionale causato dal cavaliere ma agevolato anche dall'assenza quasi totale di un'opposizione organizzata e con idee chiare sul come dare vita ad una vera e propria alternativa di governo. Un'opposizione che, o è stata completamente assente, oppure molto spesso è scesa sul terreno stesso del cavaliere, finendo inevitabilmente sconfitta. Ora il ricorso alle elezioni anticipate appare sicuramente un atto dovuto ai cittadini, considerato che il quadro politico in due anni e mezzo, è stato completamente stravolto sia dalla parte della maggioranza di centro destra (è stato il cofondatore del Pdl che ieri ha detto che questa formazione politica non esiste più), ma anche dalla parte del centro sinistra (il Pd ha subito numerose defezioni prima fra tutte quella di uno dei cofondatori appunto). Da queste elezioni molto probabilmente uscirà vincitrice la Lega e per quanto riguarda le istituzioni saremmo punto e a capo: proseguirà il loro smantellamento progressivo per dare vita al federalismo. Insomma il futuro è molto incerto ancora per questo paese.

domenica 5 settembre 2010

L'eterno dubbio fra il politicamente corretto e la rabbia di essere presi in giro

La nostalgia può facilmente far cadere nella retorica e risultare deleteria se rimanesse confinata nel ricordo di un passato che comunque non tornerà più. Però che bello quando negli anni 60 i rappresentanti del più grande partito comunista europeo, il PCI, si rifiutavano di andare nelle tribune elettorali in cui sedeva qualche rappresentante dell'allora Movimento Sociale Italiano, sorto sulle ceneri del fascismo ma comunque strettamento legato a questa ideologia. Un partito che agiva ai margini della nostra costituzione che sancisce il divieto di dare vita ad un nuovo partito fascista. Anche i giornalisti della stampa di sinistra, che a quell'epoca era rappresentata solo dll'Unità, si rifiutavano di andare alle tribune elettorali dove il politico di turno era un rappresentante di quel partito. Oggi i tempi sono cambiati, in meglio o in peggio lascio ad altri giudicare. Sicuramente fa tristezza vedere trasformate certe manifestazioni, come per esempio le feste dell'Unità, in feste del Partito Democratico dove regna lo squallore, il vuoto di idee, di proposte, di progetti politici e soprattutto dove, in nome di una presunta democrazia, si invitano cani e porci che niente hanno a che vedere con le origini e le radici di questo partito. Vero è che tali radici e origini sono ormai continuamente rinnegate dai rappresentanti del Partito Democratico nelle cui file si annoverano personaggi che niente hanno a che vedere con la storia della sinistra italiana. Quello che è accaduto ieri alla festa del PD, dove alcuni contestatori hanno tentato di impedire al Presidente del Senato Schifani di prendere la parola, è un segno che forse la gente, il cittadino comune e soprattutto il cittadino che sente ancora l'appartenenza alla sinistra storica di questo paese, si è stancata di questa democrazia e di questa apertura verso chiunque. Certo correttezza vorrebbe che a tutti fosse concesso di parlare, di esprimere le proprie idee, di confrontarsi, ma ormai in Italia siamo veramente al limite ed il confronto va bene, ma in nome di tale confronto non si può più accettare che certi personaggi continuino imperterriti a svolgere il loro ruolo istituzionale pur essendo invischiati di storie di malaffare fino ad arrivare a presunti coinvolgimenti con la mafia. Una rabbia che sta esplodendo anche in consequenza di una crisi economica, che il governo ha prima nascosto per passare direttamente dalla fase del superamento, senza aver mai ammesso la sua esistenza reale nonstante manovre correttive come quella di luglio. La crisi la vive esclusivamente il cittadino comune e soprattutto i giovani, il cui tasso di disoccupazione è salito a livelli inaccettabili (il 25%), i quali, oltre alle difficoltà economiche, devono poi sopportare di essere governati da politici superprivilegiati ma, come se non bastasse, anche coinvolti in procedimenti giudiziari di notevole gravità. Ormai il riferimento all'europa nel governare un paese europeo è costante e continuo, perchè i nostri politici non prendono come modello anche i politici dei paesi europei e non che per scandali di lieve entità rassegnano subito le dimissioni dai loro incarichi fino ad arrivare al suicidio come in giappone ? Ed allora, al cospetto di questo scempio come condannare chi, sfiancato da crisi economica e da scandali continui che coinvolgono i nostri governanti, non trova di meglio che far sentire la propria voce e la propria rabbia con proteste violente come quella messa in atto contro Schifani. Se poi personaggi come il presidente della camera sono invitati al dibattito ad una festa di un partito che si definisce di sinistra, la rabbia non può che essere amplificata e di consequenza anche la protesta non può che risultare violenta.

sabato 4 settembre 2010

Parola d'ordine: prima di tutto mantenere le poltrone

Dopo oltre un mese di guerra verbale, di proclami, di ultimatum prevale .... la paura del cavaliere di dover interrompere la legislatura, andare alle elezioni e consegnare il paese alla Lega. Questo è il significato della marcia indietro dell'ultima ora che convince il dittatore di Arcore a togliere il processo breve dal famoso programma in cinque punti sul quale chiedere la fiducia al parlamento dopo la cacciata di Fini dal Pdl. Certo che rinunciare a difendersi dalla giustizia con le unghie e con i denti deve essere stato un grande sforzo per Berlusconi che ha fatto della battaglia per la sua impunità una bandiera politica da quando è sceso in politica. Ora piuttosto che rinunciare alla sua poltrona con il rischio di perderla definitivamente in seguito ad una nuova tornata elettorale, ha deciso di cancellare il processo breve dal suo nuovo programma. Fra le due alternative insistere sul processo breve e ritrovarsi a casa fra qualche mese e abbandonare la folle idea di questa nuova legge-ad personam e continuare a rimanere sulla preziosa seggiola del capo di governo, lo stratega di Arcore ha scelto la strada meno rischiosa in questo momento. Lo ha fatto alla vigilia del discorso che terrà Fini domani a Mirabello, un discorso sul quale i media hanno creato un clima di attesa senza precedenti come se da quel discorso dovessero dipendere le sorti del paese. Un paese sempre più alla frutta che altro non sa proporre rispetto alla crisi che continua a mietere vittime (dissoccupati) e al cospetto della quale il governo non sa che cosa opporre, nonostante le continue assicurazioni di Tremonti. I nostri conti pubblici continuano a rotolare nonostante la manovra di luglio, la scuola, che dovrebbe rappresentare l fucina sulla quale fondare davvero le speranze di ripresa, è in condizione pietose a causa dei tagli della Gelmini (è di oggi la notizia che in una scuola di Milano gli studenti dovranno portarsi le sedie da casa), il governo prende provvedimenti che poi in qualche modo sono bocciati per essere o incostituzionali o fuori dalle regole di quel federalismo che la Lega professa (gli aumenti dei pedaggi autostradali sono stati bloccati in tutto il paese). Tutti episodi che dimostrano un appressapochismo disarmante che fra l'altro pervade anche l'opposizione ed il suo maggiore partito: il PD. Il mastodonte messi in piedi da Veltroni e D'Alema appare inadeguato sia ad opporsi ad un centro destra scricchiolante, sia tanto meno a proporsi come alternativa valida di governo. Un alternativa che non sa proporre altro che ammucchiate generalizzate calpestando ideali, principi, programmi e tutto quanto il patrimonio che dovrebbe essere il bagaglio necessario per una vera alternativa. Insomma un quadro desolante dal quale la via d'uscita è ancora molto lontana, quasi irrangiungibile.

venerdì 3 settembre 2010

E se Dio altro non fosse che l'Universo stesso ?


Sta per uscire un nuovo libro dello scienziato Stephen Hawking autore di diversi testi scientifici sulle origini dell'Universo, il più famoso dei quali "Dal Big Bang ai buchi neri" aveva l'ambizione di spiegare che cosa accadesse prima del Big Bang e cioè prima di quella enorme esplosione che ha dato vita all'Universo. Il libro però aveva lasciato la questione irrosolta non riuscendo a fare luce nè sugli istanti infinitesimali dal momento dell'esplosione nè tanto meno sugli istanti precedenti. La scienza ha ormai dato una spiegazione certa sull'evoluzione dell'Universo dai pochi nanosecondi seguenti al Big Bang fino ai giorni nostri, svelando i misteri sulla nascita dell'Universo, sulla formazione di stelle e pianeti sulla nascita delle galassie fino ad arrivare alla comparsa della vita sulla terra e la successiva evoluzione che ha portato alla comparsa di un essere intelligente come l'uomo. Alla luce di queste nuove conoscenze, la teoria della religione cristiana sulla creazione dell'Universo appare sotto una luce diversa e cioè come una rappresentazione allegorica e fantastica per spiegare un fenomeno scientifico ancora non completamente dimostrabile dalla scienza. Rimane ancora un punto oscuro che ancora una volta ci potrebbe portare a considerare la presenza di una entità superiore come Dio (cristiano o non cristiano non ha molta importanza). Che cosa esisteva prima del Big Bang e tutta la materia che ha dato origine all'Universo fino alla vita, dal Big Bang in poi, da dove proveniva ? Una questione ancora aperta sulla quale gli scienziati lavorano ed investono: il famoso accelaratore di particelle del Cern di Ginevra è stato realizzato proprio per scoprire l'origine del Big Bang e spiegare che cosa è accaduto in quei primi istanti dopo l'esplosione. Senza una spiegazione scientifica alcuni scienziati (Einstein stesso) sono portati a tornare alla presenza di un Dio che abbia creato la materia necessaria e abbia acceso la miccia del Big Bang. Ora Hawking ha scritto un nuovo libro che sta uscendo in questi giorni nel quale spiega la sua rivoluzionaria teoria: "L'universo può essersi creato da se e dal niente". Un'affermazione rivoluzionaria che scatenerà sicuramente le reazioni e la rivolta di teologi e religiosi. Ma d'altra parte se si accetta l'ipotesi della presenza di un'entità superiore che si chiami Dio o Universo fa forse differenza ? La religione cristiana non da spiegazioni sulla presenza di Dio, lui c'è e c'è sempre stato, più o meno quanto teorizza Hawking nella sua opera: l'Universo c'è e si è creato dal niente. Alla fine quindi questa nuova teoria potrebbe non avere niente di sconvolgente. E' già stato dimostrato dalla scienza che Dio, che l'uomo non può che rappresentare come entità a sua immagine e somiglianza, non ha creato niente in sette giorni e tanto meno ha dato vita all'essere umano da un pungo di fango, ed allora questa entità superiore non potrebbe essere l'Universo stesso ? Sostanzialmente io credo di si, certo bisogna liberarsi da millenni di storia nella quale l'uomo ha usato la religione come strumento repressivo e di controllo delle masse, uno strumento al quale bisogna credere per fede e non per conoscenza. E comunque la conclusione potrebbe alla fine essere sempre la stessa: quando l'uomo non riesce a spiegare con gli strumenti di cui dispone un qualche fenomeno, si ricorre al sovrannaturale.

giovedì 2 settembre 2010

Segni di ribellione .... non tutto è perduto

A dispetto dei sondaggi veri o presunti che assegnano al cavaliere ed al centro destra un consenso mai conseguito da nessuna formazione politica, in questi ultimi giorni nel paese ci sono segnali incoraggianti di protesta da parte di cittadini che finalmente hanno capito quanto sia inconcludente e soprattutto pericoloso l'attuale governo basato sull'asse Pdl-Lega. Manifestazioni e proteste finalmente mettono a nudo il disagio sociale che ormai, da diversi mesi, circola nel paese in consequenza della crisi economica e soprattutto dell'inadeguatezza del governo troppo impegnato ormai in questioni strettamente legate alla salvaguardia del premier piuttosto che ai reali bisogni dei cittadini. Sono molti gli episodi che lasciano intravedere una flebile speranza di un risveglio dal basso del paese nel tenativo di uscire da questa empasse di governo. I precari della scuola sono da giorni in sciopero della fame per rivendicare il loro diritto a non essere gettati in mezzo alla strada semplicemente in seguito ad una politica di tagli che mira esclusivamente a ridurre, ma sicuramente non a razionalizzare, una spesa come quella dell'istruzione. Ammesso poi che i soldi utilizzati per la scuola e per l'istruzione siano da considerarsi una voce di spesa piuttosto che una voce di investimento, considerato che l'istruzione è la base per uno sviluppo civile e produttivo di un paese. Ma la Gelmini, il braccio di Tremonti per quanto riguarda la scuola, ha tagliato con la falce piuttosto che con bisturi chirurgici ed i risultati sono decine di migliaia di precari che si ritrovano a casa mettendo in ginocchio tutto l'impianto del sistema scolastico italiano. Due giorni fa un gruppo di contestatori ha impedito al senatore Marcello Dell'Utri, condannato per mafia in secondo grado, di procedere alla lettura di alcuni diari di Mussolini da lui acquistati non si sa come. Bene hanno fatto queste 50 persone a interrimpere una manifestazion pubblica di cattivo gusto sia per l'argomento che per l'ospite invitato a presenziarla. In Italia siamo ormai assuefatti ad avere in parlamento tutti i generi di delinquenti, ma a tutto c'è un limite e questo limite sembra ormai essere stato superato: la gente inizia ad averne piene le scatole di tutti questi palloni gonfiati. Contestazioni di questo genere si sono ripetute ieri all'apertura della mostra del cinema di Venezia alla quale hanno presenziato il Presidente della Repubblica, applaudito a scena aperta, ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, accolto da fischi ed insulti. Paradossale che un esponente del governo che taglia fondi alla scuola, alla cultura senza nessuna analisi reale sull'utilizzo di tali fondi, vada poi a farsi bello a manifestazioni come la mostra del cinema di Venezia. Giusto che la gente lo abbia riempito di fischi ed insulti. I fischi e le contestazioni non hanno risparmiato nemmeno Franco Marini alla festa nazionale del PD durante il confronto con Antonio Di Pietro. Una contestazione che dimostra quanto il maggiore partito dell'opposizione sia esso stesso lontano dalla gente e dal cittadino comune. Marini si sforzava di convincere la platea sulla bontà della proposta di Bersani volta a mettere in piedi una coalizione omnicomprensiva degli oppositori a Berlusconi, tesi contestata da Di Pietro che con la sua verve oratoria ha trascinato il pubblico con la sua battuta ormai entrata nel gergo popolare "Ma che c'azzecca Casini con il PD". Morale della favola: il pubblico ha applaudito a scena aperta Di Pietro e fischiato sonoramente Marini. Come dire: se le cose vanno male nel centro destra, nel centro sinistra l'aria non è certo migliore. Insomma tutti segnali che potrebbero dimostrare il raggiungimento di un punto di rottura fra politica e cittadini, un pensiero forse troppo ottimistico ma, se si spegne anche quel poco di ottimismo rimasto, non ci resta davvero che abbandonare questo paese ormai alla deriva.